TITOLO II
Degli esperti e degli ausiliari del giudice
CAPO V
Delle persone che possono assistere il giudice

Art. 52

Liquidazione del compenso
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il compenso agli ausiliari di cui all'articolo 68 del codice è liquidato con decreto dal giudice che li ha nominati o dal capo dell'ufficio giudiziario al quale appartiene il cancelliere o l'ufficiale giudiziario che li ha chiamati, tenuto conto dell'attività svolta.


GIURISPRUDENZA

Esecuzione immobiliare proseguita dal creditore fondiario dopo il fallimento dell’esecutato – Intervento del curatore – Prosecuzione delle vendite secondo il c.p.c. – Procedimento ordinario di riparto in sede fallimentare – Esclusione tra le spese liquidabile ex art. 2770 c.c. delle spese del curatore fallimentare

Esecuzione immobiliare proseguita dal creditore fondiario dopo il fallimento dell’esecutato – Intervento del curatore – Prosecuzione delle vendite secondo il c.p.c. – Procedimento ordinario di riparto in sede fallimentare

Esecuzione immobiliare – Proseguita dal creditore fondiario dopo il fallimento dell’esecutato – Intervento del curatore – Prosecuzione delle vendite secondo il c.p.c. – Ammissibilità della liquidazione e assegnazione provvisoria delle spese di cui all'art.2770 c.c.

Esecuzione immobiliare – Proseguita dal creditore fondiario dopo il fallimento dell’esecutato – Intervento del curatore – Prosecuzione delle vendite secondo il c.p.c. – Ammissibilità della liquidazione e assegnazione provvisoria delle spese di cui all’art.2770 c.c.
.
In sede esecutiva l’assegnazione al fondiario delle somme ricavate dalla vendita sconta unicamente l’anteposizione dei crediti per atti conservativi o di espropriazione di cui all’art.2770 c.c., quali sono le spese di giustizia strumentali all'espropriazione forzata immobiliare. Le spese sostenute dalla curatela in funzione della procedura fallimentare, nell’interesse generale dei creditori, senz’altro prededucibili in sede concorsuale, non lo sono in sede esecutiva in quanto non strettamente pertinenti all’esecuzione forzata di cui si tratta. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Quando il Curatore interviene nell’esecuzione immobiliare pendente nei confronti del fallito e proseguita dal creditore fondiario, a mente dell’art.41 II co. TUB, il giudice dell’esecuzione deve limitarsi a proseguire la vendita secondo le norme del c.p.c. e ad assegnare il ricavato al Fallimento non potendo derogarsi per l’effettuazione del riparto alla disciplina in materia d'accertamento del passivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Al Giudice dell'esecuzione non compete un autonomo potere di graduazione dei crediti difforme dalla collocazione che questi hanno assunto o assumeranno nella procedura fallimentare ma può procedere all’assegnazione provvisoria delle spese di natura prededucibile e rango privilegiato ex art. 2770 c.c. strumentali all'espropriazione forzata immobiliare e funzionali alla liquidazione dei beni oggetto della procedura, quali i compensi dell’esperto stimatore, del custode e del delegato. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

È legittimo che i costi vivi della procedura esecutiva immobiliare siano liquidati dal giudice dell’esecuzione e al fallimento siano attribuite tutte le liquidità recuperate al netto delle spese necessarie per la loro realizzazione sia perché per regola generale ciascun giudice liquida il compenso degli ausiliari che nomina, sia per similitudine all’istituto di cui all’art.42 l.f. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova, 03 Settembre 2018.


Esecuzione immobiliare – Subentro da parte del curatore – Prosecuzione delle vendite secondo il c.p.c. – Procedimento ordinario di riparto in sede fallimentare

Esecuzione immobiliare – Subentro da parte del curatore – Prosecuzione delle vendite secondo il codice di rito – Ammissibilità della liquidazione e assegnazione provvisoria delle spese di cui all’art. 2770 c.c.

Esecuzione immobiliare – Subentro da parte del curatore – Prosecuzione delle vendite secondo il c.p.c. – Ammissibilità della liquidazione e assegnazione provvisoria delle spese di cui all’art. 2770 c.c.
.
Quando il Curatore sceglie di subentrare nell’esecuzione immobiliare pendente nei confronti del fallito, a mente dell’art. 107, comma 6, l.f. il giudice dell’esecuzione deve limitarsi a proseguire la vendita secondo le norme del codice di rito e ad assegnare il ricavato al fallimento, non potendo derogarsi per l’effettuazione del riparto alla disciplina in materia d'accertamento del passivo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Al giudice dell’esecuzione non compete un autonomo potere di graduazione dei crediti difforme dalla collocazione che questi hanno assunto o assumeranno nella procedura fallimentare, ma può procedere all’assegnazione provvisoria delle spese di natura prededucibile e rango privilegiato ex art. 2770 c.c. strumentali all'espropriazione forzata immobiliare e funzionali alla liquidazione dei beni oggetto della procedura, quali i compensi dell’esperto stimatore, del custode e del delegato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

È legittimo che i costi vivi della procedura esecutiva immobiliare siano liquidati dal giudice dell’esecuzione e al fallimento siano attribuite tutte le liquidità recuperate al netto delle spese necessarie per la loro realizzazione sia perché per regola generale ciascun giudice liquida il compenso degli ausiliari che nomina, sia per similitudine all’istituto di cui all’art. 42 l.f. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Mantova, 05 Luglio 2018.