LIBRO PRIMO
Disposizioni generali
TITOLO I
Degli organi giudiziari
CAPO I
Del giudice
SEZIONE V
Del difetto di giurisdizione, dell'incompetenza e della litispendenza

Art. 40

Connessione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Se sono proposte davanti a giudici diversi più cause le quali, per ragione di connessione, possono essere decise in un solo processo, il giudice fissa con ordinanza (1) alle parti un termine perentorio per la riassunzione della causa accessoria davanti al giudice della causa principale, e negli altri casi davanti a quello preventivamente adito.

II. La connessione non può essere eccepita dalle parti né rilevata d'ufficio dopo la prima udienza, e la rimessione non può essere ordinata quando lo stato della causa principale o preventivamente proposta non consente l'esauriente trattazione e decisione delle cause connesse.

III. Nei casi previsti negli articoli 31, 32, 34, 35 e 36, le cause, cumulativamente proposte o successivamente riunite, debbono essere trattate e decise col rito ordinario, salva l'applicazione del solo rito speciale quando una di tali cause rientri fra quelle indicate negli articoli 409 e 442.

IV. Qualora le cause connesse siano assoggettate a differenti riti speciali debbono essere trattate e decise col rito previsto per quella tra esse in ragione della quale viene determinata la competenza o, in subordine, col rito previsto per la causa di maggior valore.

V. Se la causa è stata trattata con un rito diverso da quello divenuto applicabile ai sensi del terzo comma, il giudice provvede a norma degli articoli 426, 427 e 439.

VI. Se una causa di competenza del giudice di pace sia connessa per i motivi di cui agli articoli 31, 32, 34, 35 e 36 con altra causa di competenza del tribunale, le relative domande possono essere proposte innanzi al tribunale affinché siano decise nello stesso processo.

VII. Se le cause connesse ai sensi del sesto comma sono proposte davanti al giudice di pace e al tribunale, il giudice di pace deve pronunziare anche d'ufficio la connessione a favore del tribunale.



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(1) In base all’art. 45, comma 4, della l. 18 giugno 2009, n. 69, agli articoli 40, primo comma, 42, 44, 45, 47 e 49 la parola «ordinanza» ha sostituito la parola «sentenza». La modifica si applica ai giudizi instaurati dopo il 4 luglio 2009 (art. 58, comma 1, legge cit.).

GIURISPRUDENZA

Controversia in materia di gestione impianti di distribuzione carburanti – Rapporto complesso di comodato e somministrazione – Rito locatizio – Inapplicabilità – Rito ordinario – Applicabilità.
Il rapporto che lega una società petrolifera al gestore di un impianto di distribuzione di carburanti ha natura complessa ed unitaria, essendo riconducibile al comodato per la cessione in uso gratuito dell’impianto e alla somministrazione del carburante, con la conseguenza che le relative controversie non rientrano tra quelle disciplinate dall’art. 447 bis c.p.c., ma sono soggette al rito ordinario. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Appello Roma, 15 Maggio 2018.


Fallimento - Accertamento del passivo - Eccezione riconvenzionale del curatore in sede di opposizione allo stato passivo - Identità di causa petendi di domanda svolta in sede ordinaria - Compensazione impropria - Sospensione per pregiudizialità ex art. 295 c.p.c. del giudizio di opposizione allo stato passivo.
La domanda riconvenzionale non può essere proposta in sede di opposizione allo stato passivo, né può trasmigrare davanti al giudice dell’opposizione per connessione ex art. 40 c.p.c. (ovvero per riunione ex art. 273, 274 c.p.c.) ove pendano davanti allo stesso ufficio la domanda (ancorché originariamente riconvenzionale) proposta dal fallito e riproposta in riassunzione dal curatore del fallimento, restando la stessa rimessa al giudice ordinario originariamente competente.

Il curatore del fallimento può proporre eccezione riconvenzionale in sede di opposizione allo stato passivo per la stessa causa petendi per la quale ha articolato domanda (ancorché originariamente riconvenzionale) davanti al giudice ordinario, senza che a ciò sia ostativa la mancata definizione del giudizio ordinario, ove si tratti di compensazione impropria.

Per evitare la duplicazione delle attività istruttorie nonché il rischio di contrasto di giudicati, è possibile per i due giudici competenti (e, quindi, anche per il giudice dell’opposizione allo stato passivo) procedere con la sospensione per pregiudizialità ex art. 295 c.p.c.

Alla luce di tali considerazioni, va dunque affermato che, di fronte alla proposizione di una domanda azionata in sede ordinaria da parte della curatela del fallimento e alla proposizione di tale domanda in sede fallimentare quale eccezione riconvenzionale, il giudice dell’opposizione a decreto ingiuntivo può sospendere il giudizio di opposizione sino alla definizione del giudizio ordinario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Milano, 18 Gennaio 2018.


Separazione e divorzio – Risarcimento del danno da illecito endofamiliare – Connessione con domanda di separazione – Esclusione – Rilevabilità entro la prima udienza – Affermazione.
La domanda di risarcimento dei danni da illecito endofamiliare e la domanda di separazione personale, poiché soggette a riti processuali diversi e solo parzialmente connesse per causa petendi, non sono di regola cumulabili nel medesimo giudizio; tuttavia, tale difetto di connessione qualificata può essere eccepita dalle parti o rilevata dal giudice non oltre la prima udienza: in difetto, è ammissibile la simultanea trattazione delle due domande nel medesimo giudizio.
Reiterati comportamenti ingiuriosi, violenti e gravemente intimidatori del coniuge nei confronti dell’altro fanno senz’altro ritenere integrata la fattispecie risarcitoria ex art.2059 c.c. sub a). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Tribunale Ragusa, 15 Novembre 2017.


Competenza civile - Regolamento di competenza - Domanda giudiziale - Domanda riconvenzionale - Pronuncia di declinatoria della competenza limitatamente alla seconda - Natura.
La pronuncia del giudice che, a fronte di una domanda principale ed una riconvenzionale, disponga lo scioglimento del cumulo, escludendo che lo stesso possa mantenersi per ragioni di connessione, e poi declini la propria competenza limitatamente alla riconvenzionale, affermandola, invece, per la domanda principale, ha natura di pronuncia sulla competenza ai sensi dell'art. 36 cod. proc. civ.. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 09 Luglio 2015.


Domanda di risarcimento del danno per lesione del diritto alla salute, indeterminata nel quantum, connessa a domanda di accertamento di un diritto reale, come tale soggetta a mediazione obbligatoria – Sottoposizione a mediazione obbligatoria anche della prima domanda – Esclusione – Sua sottoposizione a negoziazione assistita – Esclusione .
La domanda, indeterminata nel quantum, con la quale una parte lamenti la lesione del diritto alla salute e non quella della componente non patrimoniale del diritto reale, seppure connessa a quella di accertamento di un diritto reale, non è soggetta, a differenza della seconda, a mediazione ai sensi dell’art. 5, comma 1 bis, d. lgs. 28/2010 e nemmeno a negoziazione assistita ai sensi dell’art.3, comma 1 d.l. 132/2014. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 25 Giugno 2015.


Procedimento di divorzio – Domande di divisione, restituzione, pagamento somme – Trattazione nello stesso processo – Esclusione.
L'art. 40 cod. proc. civ., permette di concentrare nello stesso processo, domande soggette a riti diversi, soltanto però qualora vi siano specifiche ipotesi di connessione, elencate negli artt. 31, 32, 34, 35 e 36. La domanda di divisione dei beni immobili, di restituzione di beni mobili, di restituzione e pagamento di somme, sono soggette al rito ordinario, mentre la domanda di divorzio è soggetta al rito speciale; le prime sono domande non legate dal vincolo della connessione e dei tutto autonome rispetto alla domanda di divorzio (Cass. sentenza n. 10356 del 17/05/2005; Cass. sentenza n. 6660 del 15/05/2001; Cass. sentenza n. 266 del 12/01/2000). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 24 Dicembre 2014.


Tribunale delle imprese - Competenza - Connessione oggettiva e soggettiva - Azione di simulazione e revocatoria, azione di responsabilità degli amministratori.
E' di competenza del tribunale delle imprese, per ragioni di connessione oggettiva e soggettiva ai sensi dell’articolo 3, comma 2, d.lgs. 168/2003, la causa avente ad oggetto la dichiarazione di simulazione o, in subordine, la revoca ex articolo 2901 c.c. dell’atto di costituzione di fondo patrimoniale che sia stata promossa contro gli amministratori, nei cui confronti la società attrice abbia instaurato altro giudizio per l’azione di responsabilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Castrovillari, 13 Ottobre 2014.


Opposizione a precetto – Pluralità di opposizioni identiche – Litispendenza – Conseguenze – Cancellazione causa dal ruolo della opposizione più recente..
Sussiste litispendenza tra due opposizioni a precetto proposte avverso il medesimo titolo esecutivo e fondate su fatti costitutivi dell’inesistenza del diritto di procedere all’esecuzione forzata identici, con la conseguenza che il giudice successivamente adito deve dichiarare la litispendenza e disporre la cancellazione della causa dal ruolo. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10 Dicembre 2013.


Procedimento di divorzio – Connessione con altre domande – Trattazione simultanea – Condizioni (art. 40 c.p.c.)..
La domanda di divorzio è soggetta a rito speciale in primo grado ed a rito camerale in appello, e pertanto non può essere trattata unitamente a domande che invece seguono il rito ordinario, in difetto di connessione forte ex art. 40 c.p.c.. Occorre, in questi casi  che  la connessione sia qualificata, ai sensi degli artt. 31, 32,34, 35 e 36 c.p.c. e non solo data dalla identità dei soggetti, né può limitarsi ad una connessione di mero fatto. (Cass. 21 maggio 2009 n.11828; Cass. 17 maggio 2005 n. 10356; Cass. 6 dicembre 2006 n. 2658). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Appello Catania, 11 Luglio 2013.


Giudizio di separazione – Domanda di risarcimento del danno – Cumulo per connessione – Ammissibilità – Esclusione (art. 40 c.p.c.)..
L’art. 40 c.p.c. consente nello stesso processo il cumulo di domande soggette a riti diversi soltanto in ipotesi qualificate di connessione (art. 31, 32, 34, 35 e 36), così escludendo la possibilità di proporre più domande connesse soggettivamente e caratterizzate da riti diversi: conseguentemente, è esclusa la possibilità del "simultaneus processus" tra l'azione di separazione o di divorzio e quelle aventi ad oggetto, tra l'altro, la restituzione di beni mobili o il risarcimento del danno, essendo queste ultime soggette al rito ordinario, autonome e distinte dalla prima (cfr. ex plurimis, Cass. Sez. I 21.5.2009 n. 11828, Cass. Sez. I 22.10.2004 n. 20638). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 06 Marzo 2013.


Giudizio di separazione – Domanda di Accertamento della proprietà – Cumulo per connessione – Ammissibilità – Esclusione (art. 40 c.p.c.)..
L’art. 40 c.p.c. consente nello stesso processo il cumulo di domande soggette a riti diversi soltanto in ipotesi qualificate di connessione (art. 31, 32, 34, 35 e 36), così escludendo la possibilità di proporre più domande connesse soggettivamente e caratterizzate da riti diversi: conseguentemente, è esclusa la possibilità del "simultaneus processus" tra l'azione di separazione o di divorzio e quelle aventi ad oggetto, tra l'altro, la restituzione di beni mobili o il risarcimento del danno, essendo queste ultime soggette al rito ordinario, autonome e distinte dalla prima (cfr. ex plurimis, Cass. Sez. I 21.5.2009 n. 11828, Cass. Sez. I 22.10.2004 n. 20638). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20 Febbraio 2013.


Procedimento esecutivo – Contemporanea pendenza di procedimento esecutivo ordinario ed esattoriale – Riunione dei procedimenti – Ammissibilità..
In presenza di due pignoramenti, l’uno ordinario, l’altro esattoriale, la riunione delle due procedure è astrattamente ammissibile, non essendo a tanto di ostacolo la diversità di rito, che va individuato in base ai principi generali (cfr. art. 40 c.p.c.). (Leonardo Pica) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 30 Settembre 2008.


Risarcimento danni da incidente stradale – Domanda risarcitoria per danni da morte o lesioni personali e domanda per danni patrimoniali alle cose – Art. 40 comma 3° c.p.c. – Applicabilità – Esclusione – Unica domanda di risarcimento articolata in più voci – Sussistenza..
Qualora a seguito di incidente stradale si richieda contestualmente il risarcimento dei danni patrimoniali ed anche quelli da morte o lesioni personali, non ci si trova in presenza di una pluralità di domande diverse ma, attesa l’identità del titolo e della relativa natura giuridica, di un’unica domanda di risarcimento del danno articolata in più voci. Alla luce del principio di ordinaria infrazionabilità del procedimento di liquidazione, derivante dal carattere strutturalmente unitario del diritto al risarcimento, si deve quindi ritenere le norme del rito del lavoro si applichino ex lege n. 102/06 in tutti i casi in cui si chieda il risarcimento dei danni patrimoniali e non patrimoniali derivanti da incidenti stradali con -almeno- lesioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 27 Febbraio 2007.