LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO III
Della decisione della causa

Art. 276

Deliberazione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. La decisione è deliberata in segreto nella camera di consiglio. Ad essa possono partecipare soltanto i giudici che hanno assistito alla discussione.

II. Il collegio, sotto la direzione del presidente, decide gradatamente le questioni pregiudiziali proposte dalle parti o rilevabili d'ufficio e quindi il merito della causa.

III. La decisione è presa a maggioranza di voti. Il primo a votare è il relatore, quindi l'altro giudice e infine il presidente.

IV. Se intorno a una questione si prospettano più soluzioni e non si forma la maggioranza alla prima votazione, il presidente mette ai voti due delle soluzioni per escluderne una, quindi mette ai voti la non esclusa e quella eventualmente restante, e così successivamente finché le soluzioni siano ridotte a due, sulle quali avviene la votazione definitiva.

V. Chiusa la votazione, il presidente scrive e sottoscrive il dispositivo. La motivazione è quindi stesa dal relatore, a meno che il presidente non creda di stenderla egli stesso o affidarla all'altro giudice.


GIURISPRUDENZA

Procedimento ex art. 700 c.p.c. – Ammissibilità – Rapporto di strumentalità – Assorbimento merito.
Le eccezioni preliminari in rito possono ritenersi assorbite dalle osservazioni inerenti il merito della controversia secondo il principio della c.d. ragione più liquida, che consente al giudice di accogliere o respingere la domanda sulla base della soluzione di una questione assorbente e di più agevole e rapido scrutinio, pur se logicamente subordinata alle altre, senza che sia necessario esaminare previamente tutte le altre domande secondo l’ordine previsto dall’art. 276 c.p.c. in ossequio ai principi di economia processuale, effettività e tempestività della tutela giurisdizionale (cfr. Corte di Cassazione a Sezioni Unite, sentenze n. 29523/08 e n. 24883/08). (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 23 Novembre 2016.


Processo civile – Art. 276, comma 2, c.p.c. – Principio della ragione più liquida – Ambito di applicazione.
Il principio della ragione più liquida – che permette al Giudice di scegliere la soluzione più idonea “sul piano dell’impatto operativo, piuttosto che su quello tradizionale della coerenza logico-sistematica”, così di fatto preferendo il “profilo dell’evidenza a quello dell’ordine di trattazione delle questioni di cui all’art. 276 c.p.c.” (Cass. Sez. 6-Lav. Sent. 07.4.2014 nr. 12002) – non può, da un lato, consentire il distoglimento dei contendenti dal giudice naturale precostituito per legge, valore da ritenersi sovraordinato in una prospettiva costituzionalmente orientata a quello di ragionevole durata del processo; né può, dall’altro, consentire al Giudice di dirimere, attraverso la sua applicazione, controversie connotate da una pluralità di domande ed eccezioni che non provengano dalla medesima parte processuale, o comunque da più parti portatrici del medesimo interesse processuale e sostanziale; alla luce di quanto sopra, l’interpretazione adottata dalle Sezioni Unite della Corte di Cassazione (Sent. 8 maggio 2014 n. 9936), a mente della quale “in applicazione del principio processuale della ragione più liquida - desumibile dagli artt. 24 e 111 Cost. - deve ritenersi consentito al giudice esaminare un motivo di merito, suscettibile di assicurare la definizione del giudizio, anche in presenza di una questione pregiudiziale” non può portare il Giudice ad accogliere una questione di merito liquidamente fondata, laddove la questione pregiudiziale di rito astrattamente suscettibile di assorbimento cd. improprio sia stata sollevata dalla controparte processuale. (Carlo Bianconi) (riproduzione riservata) Tribunale Vercelli, 09 Maggio 2016.


Fallimento - Decreto di liquidazione del compenso - Indicazione, nell'intestazione, del nome di un magistrato non componente il collegio - Nullità del decreto - Esclusione - Errore materiale - Sussistenza - Fondamento.
L'indicazione, nell'intestazione del decreto pronunciato dal tribunale (nella specie, in sede di reclamo ex art. 26 l.fall. avverso la liquidazione del compenso ad un professionista per l'attività da lui prestata nell'interesse di un fallimento), del nome di un giudice diverso da quelli componenti il collegio dinanzi al quale il procedimento è stato discusso e che lo ha trattenuto in decisione, va ascritta ad un mero errore materiale, come tale non comportante la nullità del provvedimento, ma suscettibile di correzione ai sensi dell'art. 287 c.p.c., atteso che l'intestazione è priva di autonoma efficacia probatoria, si esaurisce nella riproduzione dei dati del verbale di udienza e, in difetto di elementi contrari, debbono ritenersi coincidenti i magistrati indicati nel verbale come componenti del collegio giudicante con quelli che, in concreto, hanno partecipato alla deliberazione del decreto stesso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05 Febbraio 2016, n. 2318.


Ragione più liquida - Rigetto della domanda senza rispettare l’ordine delle questioni
 
Deposizione de relato ex parte - Assenza altri elementi - Valenza probatoria nulla
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Per il principio della ragione più liquida, la domanda può essere respinta sulla base della soluzione di una questione assorbente, pur se logicamente subordinata, senza che sia necessario esaminare previamente tutte le altre secondo l’ordine previsto dall’art. 276 c.p.c.. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

La deposizione de relato ex parte, in assenza di altri elementi, ha valenza probatoria sostanzialmente nulla. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)
Tribunale Reggio Emilia, 27 Maggio 2015.


Decisione della causa – Esame di tutte le questioni sollevate dalle parti secondo l’ordine logico di cui all’art. 276 c.p.c. – Necessità – Esclusione – Possibilità di decidere la causa secondo la “ragione più liquida” – Sussistenza – Motivi..
L'esame di tutte le questioni prospettate dalle parti, pur dedotte in via principale, non risulta necessario quando la domanda può essere decisa sulla base della soluzione di una questione a carattere assorbente, in forza del criterio della c.d. Ragione più liquida. (Luca Del Moro) (riproduzione riservata) Tribunale Belluno, 30 Dicembre 2013.


Possibilità di respingere la domanda sulla base di una ragione assorbente - Non necessità di esaminare tutte le questioni secondo l’ordine previsto dall’art. 276 c.c. - Decisione secondo il cosiddetto principio della ragione più liquida - Sussiste..
Per il principio della ragione più liquida, la domanda può essere respinta sulla base della soluzione di una questione assorbente, pur se logicamente subordinata, senza che sia necessario esaminare previamente tutte le altre secondo l’ordine previsto dall’art. 276 c.p.c.. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 29 Novembre 2012.


Decisione della causa – Esame di tutte le questioni sollevate dalle parti secondo l’ordine logico di cui all’art. 276 c.p.c. – Necessità – esclusione – Possibilità di decidere la causa secondo la “ragione più liquida” – Sussistenza – Motivi..
Il principio (dottrinario e ormai anche) giurisprudenziale della decisione secondo la c.d. “ragione più liquida”, che consente al giudice di non rispettare rigorosamente l’ordine logico delle questioni da trattare (art. 276 c.p.c.), ove sia più rapido ed agevole risolvere la controversia in base ad una questione che – pur se logicamente subordinata ad altre – sia più evidente e più rapidamente risolvibile, è stato ritenuto pienamente rispondente alle esigenze di economia processuale e di celerità del giudizio, ormai anche costituzionalizzate, ed è altresì conseguenza di una rinnovata visione dell’attività giurisdizionale, intesa non più come espressione della sovranità statale, ma come un servizio reso alla collettività con effettività e tempestività, per la realizzazione del diritto della parte ad avere una valida decisione nel merito in tempi ragionevoli (così, Cass. SU n. 24883 del 9.10.2008). (Mario Coderoni) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 16 Febbraio 2011.