LIBRO SECONDO
Del processo di cognizione
TITOLO I
Del procedimento davanti al tribunale
CAPO II
Dell'istruzione della causa
SEZIONE III
Dell'istruzione probatoria
PARAGRAFO 4
Del riconoscimento e della verificazione della scrittura privata

Art. 216

Istanza di verificazione
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. La parte che intende valersi della scrittura disconosciuta deve chiederne la verificazione, proponendo i mezzi di prova che ritiene utili e producendo o indicando le scritture che possono servire di comparazione.

II. L'istanza per la verificazione può anche proporsi in via principale con citazione, quando la parte dimostra di avervi interesse; ma se il convenuto riconosce la scrittura, le spese sono poste a carico dell'attore.


GIURISPRUDENZA

Fallimento - Accertamento del passivo - Opposizione allo stato passivo - Formazione dello stato passivo - Curatore fallimentare - Posizione di terzo - Scrittura privata sottoscritta in apparenza dal fallito - Disciplina ex artt. 214, 215 e 216 c.p.c. - Applicabilità nell'opposizione allo stato passivo - Esclusione - Contestazione dell’opponibilità del documento - Sufficienza.
Ai fini della formazione dello stato passivo, il curatore, nella sua funzione di mero gestore del patrimonio del fallito, deve considerarsi terzo rispetto a costui, e ciò anche con riferimento alle scritture private prodotte dal creditore a sostegno della domanda di ammissione al passivo e la cui sottoscrizione appaia riferibile al fallito medesimo. Ne consegue che, nel giudizio di opposizione ex art. 98, comma 2, l.fall. è inapplicabile all’organo concorsuale la disciplina sul disconoscimento della scrittura privata di cui agli artt. 214 e 215 c.c. e sull’onere di verificazione di cui al successivo art. 216 c.c., avuto riguardo a ciascun documento in apparenza sottoscritto dal fallito, potendo il curatore limitarsi a contestare l’opponibilità della scrittura privata, il cui valore probatorio rimarrà affidato al libero apprezzamento del giudice. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Ottobre 2017, n. 24168.


Procedimento civile – Disconoscimento nell’atto di citazione – Onere della prova apocrifia grava sull’attore – Conseguenze.
Il disconoscimento della firma di un ordine di bonifico posto in essere nell’atto di citazione, integra una domanda diretta volta ad accertare la non autenticità della firma del documento prodotto dall’attrice, sulla quale grava il relativo onere probatorio secondo le ordinarie regole ex art. 2697 cod. civ. (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14 Luglio 2016.


Opposizione a decreto ingiuntivo – Assegno bancario – Denunzia di vizi e difetti della merce – Disconoscimento di scrittura privata – Istanza di verificazione.
E’ nullo per contrarietà a norme imperative (art. 31 r.d. 1736/1933) il patto con cui si conviene il rilascio a garanzia di un assegno bancario, il quale costituisce un mezzo di pagamento, perché non è consentito alla volontà delle parti di modificare la natura intrinseca del titolo.

Ai sensi dell’art. 1495 comma 3 c.c., la denunzia dei vizi e difetti può essere proposta anche in via di eccezione purché i vizi siano stati denunziati entro otto giorni dalla scoperta.

Se il venditore eccepisce la tardività della denunzia di vizi e difetti rispetto alla consegna delle merce, è onere del compratore provare di aver denunziato vizi e difetti secondo i termini ex. art. 1495 c.c.

In caso di disconoscimento tempestivo di un documento, se la parte che intende valersene non chiede istanza di verificazione ex. art. 216 c.p.c., il documento è inutilizzabile ai fini della decisione. (Antonio De Piano) (riproduzione riservata)
Tribunale Napoli Nord, 12 Giugno 2015.


Procedimento cautelare – Disconoscimento di scrittura ai sensi dell’art. 216 c.p.c. – Accertamento sommario del giudice della fase cautelare..
Se in un procedimento possessorio (o anche cautelare) venga disconosciuta una scrittura (o la sola sottoscrizione), essendo inconciliabile con la struttura del procedimento l'esperibilità dei mezzi tipici di verifica dell' autenticità del documento, al giudice della fase interdittale (o della cautela) è affidato un accertamento sommario, sganciato dalle regole della verificazione ex art. 216 c.p.c., dell'autenticità della scrittura - e cioè tanto del suo contenuto quanto della sua provenienza -, per desumerne elementi di convincimento ai soli, limitati fini della delibazione sulla richiesta di tutela interdittale o cautelare. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 15 Novembre 2012.


Disconoscimento di scrittura privata nell’ambito del procedimento cautelare – Accertamento del giudice – Contenuto..
Poiché non è conciliabile con le esigenze di celerità e speditezza del procedimento cautelare il ricorso ai mezzi tipici previsti dall’ordinamento per verifica dell’autenticità del documento (querela di falso ed istanza di verificazione), il giudice della cautela deve svolgere un accertamento solo sommario sulla conformità della copia all’originale o sull’autenticità della scrittura. (mb) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 17 Settembre 2009, n. 0.