TITOLO III
Del processo di cognizione
CAPO II
Del procedimento davanti al tribunale
SEZIONE III
Della decisione della causa

Art. 124

Certificato di passaggio in giudicato della sentenza
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. A prova del passaggio in giudicato della sentenza il cancelliere certifica, in calce alla copia contenente la relazione di notificazione, che non è stato proposto nei termini di legge appello o ricorso per cassazione, né istanza di revocazione per i motivi di cui ai numeri 4 e 5 dell'articolo 395 del codice.

II. Ugualmente il cancelliere certifica in calce alla copia della sentenza che non è stata proposta impugnazione nel termine previsto dall'articolo 327 del codice.


GIURISPRUDENZA

Accertamento del passivo - Decreto ingiuntivo - Giudicato formale e sostanziale - Emissione del decreto ex art. 647 c.p.c. - Necessità - Conseguenze in tema di opponibilità al fallimento.
In assenza di opposizione, il decreto ingiuntivo acquista efficacia di giudicato formale e sostanziale solo nel momento in cui il giudice, dopo averne controllato la notificazione, lo dichiari esecutivo ai sensi dell'art. 647 c.p.c. Tale funzione si differenzia dalla verifica affidata al cancelliere dall'art. 124 o dall'art. 153 disp. att. c.p.c. e consiste in una vera e propria attività giurisdizionale di verifica del contraddittorio che si pone come ultimo atto del giudice all'interno del processo d'ingiunzione e a cui non può surrogarsi il giudice delegato in sede di accertamento del passivo. Ne consegue che il decreto ingiuntivo non munito, prima della dichiarazione di fallimento, del decreto di esecutorietà non è passato in cosa giudicata formale e sostanziale e non è opponibile al fallimento, neppure nell'ipotesi in cui il decreto ex art. 647 c.p.c. venga emesso successivamente, tenuto conto del fatto che, intervenuto il fallimento, ogni credito, deve essere accertato nel concorso dei creditori ai sensi dell'art. 52 l.fall. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. VI, 24 Ottobre 2017, n. 25191.


Giudicato - Onere della prova.
L’onere probatorio che incombe alla parte che eccepisce il giudicato segue la regola generale di cui all’art. 115 c.p.c. (principio di non contestazione specifica), laddove il processo verta su diritti disponibili.
Ne segue che, se il passaggio in giudicato del provvedimento giurisdizionale non è contestato specificamente, è superflua l’attestazione di cui all’art. 124 disp. att. c.p.c., secondo il quale “a prova del passaggio in giudicato della sentenza il cancelliere certifica, in calce alla copia contenente la relazione di notificazione, che non è stato proposto nei termini di legge appello o ricorso per cassazione, né istanza di revocazione per i motivi di cui ai numeri 4 e 5 dell´articolo 395 del codice. [II]. Ugualmente il cancelliere certifica in calce alla copia della sentenza che non è stata proposta impugnazione nel termine previsto dall’articolo 327 del codice”.
L’efficacia di giudicato consegue infatti ope legis, ai sensi dell’art. 324 c.p.c., al verificarsi di uno degli eventi ivi dedotti, (inutile decorrenza dei termini per l’impugnazione) e  la certificazione ad opera del cancelliere dell’avvenuto passaggio in giudicato del provvedimento non svolge alcuna funzione costitutiva.
D’altra parte tale certificazione è rilasciata a seguito di un mero controllo formale da parte del Cancelliere, il quale si limita a rilevare la presenza di impugnazioni avverso il provvedimento in questione
Muovendo da un’analisi di sistema, essa non è  l’unico mezzo di prova idoneo a provare l’irrevocabilità, né le sue risultanze sono incontestabili. (Alessandro Ghelardini) (riproduzione riservata)
Tribunale Firenze, 02 Maggio 2017.