TITOLO II - Del fallimento
Capo IV - Della custodia e della amministrazione delle attività fallimentari

Art. 89

Elenchi dei creditori e dei titolari di diritti reali mobiliari e bilancio
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Il curatore, in base alle scritture contabili del fallito e alle altre notizie che può raccogliere, deve compilare l’elenco dei creditori, con l’indicazione dei rispettivi crediti e diritti di prelazione, nonché l’elenco di tutti coloro che vantano diritti reali e personali, mobiliari e immobiliari, su cose in possesso o nella disponibilità del fallito, con l’indicazione dei titoli relativi. Gli elenchi sono depositati in cancelleria. (1)

II. Il curatore deve inoltre redigere il bilancio dell’ultimo esercizio, se non è stato presentato dal fallito nel termine stabilito, ed apportare le rettifiche necessarie e le eventuali aggiunte ai bilanci e agli elenchi presentati dal fallito a norma dell’art. 14.

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(1) Comma modificato dall’art. 5 del d.lgs. 12 D. Lgs. 12 settembre 2007, n. 169. La modifica è entrata in vigore il 1 gennaio 2008 e si applica ai procedimenti per dichiarazione di fallimento pendenti alla data del 1 gennaio 2008, nonché alle procedure concorsuali e di concordato aperte successivamente (art. 22 d.lgs. cit.).

GIURISPRUDENZA

Responsabilità amministrativa delle società e degli enti - Sequestro e confisca - Rapporti con la procedura fallimentare - Acquisizione dei beni oggetto di sequestro finalizzato alla confisca alla massa attiva del fallimento - Comparazione tra i contrapposti interessi - Legittimazione del curatore all'impugnazione del provvedimento di sequestro - Verifica delle ragioni dei terzi di buona fede - Competenza del giudice penale.
Il curatore fallimentare non è legittimato a proporre impugnazione contro il provvedimento di sequestro adottato ai sensi dell'articolo 19 del decreto legislativo n. 231 del 2001.

La verifica delle ragioni dei terzi al fine di accertare la buona fede spetta al giudice penale e non al giudice fallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
Cassazione penale, 17 Marzo 2015, n. 11170.


Fallimento ed altre procedure concorsuali - Fallimento - Attività fallimentari - Amministrazione - Obblighi del curatore - Elenchi dei creditori e dei diritti reali mobiliari - Formazione dello stato passivo del fallimento - Formazione dell'elenco dei creditori e partecipazione alla verifica dei crediti - Posizione di terzo del curatore ai fini dell'opponibilità delle scritture private con sottoscrizione non autenticate, ex art. 2704 cod. civ. - Esclusione - Conseguenze. .
In tema di formazione dello stato passivo del fallimento, il curatore, allorché forma l'elenco dei creditori e, successivamente, partecipa alla verifica dei crediti, si trova non nella posizione di terzietà propria dei soggetti considerati dall'art. 2704 cod. civ., ai fini della determinazione dei limiti di opponibilità ad essi delle scritture private delle quali non sia autenticata la sottoscrizione, ma in quella che è propria degli ausiliari del giudice, onde non si pone, rispetto ad esso, alcuna questione di "opponibilita" in senso tecnico di scritture del tipo suddetto, alle quali il creditore istante per l'ammissione al passivo abbia affidato la dimostrazione del suo credito, con la conseguenza che al curatore stesso è dato non già eccepire l'inopponibilità per mancanza di data certa nel senso proprio del citato art. 2704 cod. civ. e cioè con effetto esclusivo della stessa possibilità di presentazione della scrittura agli organi fallimentari, bensì contestare soltanto la "verità" della data risultante dal documento o il documento stesso, così onerando l'istante della dimostrazione (con qualunque mezzo) che questo è stato firmato in data anteriore alla dichiarazione di fallimento, dovendosi escludere nel sistema del diritto concorsuale l'esclusiva incidenza della normativa dell'art. 2704 cod. civ. per la prova della data del documento del credito da ammettersi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 13 Agosto 1992, n. 9552.