Codice Civile


LIBRO QUARTO
Delle obbligazioni
TITOLO III
Dei singoli contratti
CAPO IX
Del mandato
SEZIONE I
Disposizioni generali

Art. 1709

Presunzione di onerosità
TESTO A FRONTE

I. Il mandato si presume oneroso. La misura del compenso, se non è stabilita dalle parti, è determinata in base alle tariffe professionali o agli usi; in mancanza è determinata dal giudice.


GIURISPRUDENZA

Amministratore nominato dall'autorità giudiziaria - Natura e funzione - Differenze dall’amministratore nominato dall’assemblea - Conseguenze - Fattispecie.
In tema di condominio negli edifici, l'amministratore nominato dal tribunale ex art. 1129 c.c., in sostituzione dell'assemblea che non vi provvede, sebbene non rivesta la qualità di ausiliario del giudice ma instauri, con i condomini, un rapporto di mandato, non può essere equiparato all'amministratore nominato dall'assemblea, in quanto la sua nomina non trova fondamento in un atto fiduciario dei condomini ma nell'esigenza di ovviare all'inerzia del condominio ed è finalizzata al mero compimento degli atti o dell'attività non compiuta; pertanto, il termine di un anno previsto dall'art.1129 c.c. non costituisce il limite minimo di durata del suo incarico ma piuttosto il limite massimo di durata dell'ufficio, il quale può cessare anche prima se vengono meno le ragioni presiedenti la nomina (nella specie, per l'avvenuta nomina dell'amministratore fiduciario), restando applicabile, ai fini della determinazione del compenso, l'art.1709 c.c. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 05 Maggio 2021, n. 11717.


Condominio - Amministratore nominato dall'autorità giudiziaria - Natura - Ausiliario del giudice - Esclusione - Mandatario dei condomini - Configurabilità - Conseguenze - Determinazione del compenso ai sensi dell'art. 1709 c.c. - Fattispecie.
In tema di condominio negli edifici, l'amministratore nominato dal tribunale ex art. 1129, comma 1, c.c., in sostituzione dell'assemblea che non vi provvede, non riveste la qualità di ausiliario del giudice né muta la propria posizione rispetto ai condomini, con i quali instaura, benché designato dall'autorità giudiziaria, un rapporto di mandato: in conseguenza, lo stesso deve rendere conto del proprio operato soltanto all'assemblea e la determinazione del suo compenso rimane regolata dall'art. 1709 c.c. (Nella specie, la S.C. ha confermato la decisione di merito, che aveva ritenuto legittima la deliberazione assembleare di approvazione, tra le voci del rendiconto consuntivo, del compenso in favore dell'amministratore nominato dal tribunale). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. II, 21 Settembre 2017, n. 21966.


Società di capitali - Compenso di amministratori e liquidatore - Presunzione di onerosità - Omessa o inadeguata previsione del compenso - Azione giudiziale per la determinazione.
La giurisprudenza di legittimità, con pronunce rese in tema di compenso dell'amministratore, ma con valutazioni estensibili anche al liquidatore, operando un'applicazione estensiva del disposto dell'art. 1709 c.c. in tema di mandato, ha più volte affermato che in favore degli amministratori e dei liquidatori delle società di capitali, salva espressa clausola di esclusione trasfusa nell'atto costitutivo o nello statuto, opera una presunzione di onerosità o non gratuità dell'incarico, onde l'attribuire o meno un compenso per l'attività prestata da tali soggetti non rientra nei poteri discrezionali dell'assemblea, ché, anzi, ove nessuna previsione in ordine a tale compenso vi sia nell'atto costitutivo e l'assemblea di una società di capitali rifiuti od ometta di stabilire il corrispettivo dovuto all'amministratore o al liquidatore, ovvero lo determini in misura manifestamente inadeguata, l'interessato (amministratore o liquidatore) può agire per la determinazione giudiziale del predetto compenso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04 Febbraio 2015.