LIBRO QUARTO
Dei procedimenti speciali
TITOLO VIII
Dell'arbitrato
CAPO II
Degli arbitri (1)
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(1) Capo sostituito dal d.ls. 2 febbraio 2006, n. 40, con effetto dal 2 marzo 2006. Ai sensi dell'art. 273 d.ls. n. 40, cit., le disposizioni del Capo «si applicano ai procedimenti arbitrali, nei quali la domanda di arbitrato è stata proposta successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto». La precedente formulazione del Capo comprendeva gli articoli da 810 a 815.

Art. 810

Nomina degli arbitri (1)
TESTO A FRONTE

I. Quando a norma della convenzione d'arbitrato gli arbitri devono essere nominati dalle parti, ciascuna di esse, con atto notificato per iscritto, rende noto all'altra l'arbitro o gli arbitri che essa nomina, con invito a procedere alla designazione dei propri. La parte, alla quale è rivolto l'invito, deve notificare per iscritto, nei venti giorni successivi, le generalità dell'arbitro o degli arbitri da essa nominati.

II. In mancanza, la parte che ha fatto l'invito può chiedere, mediante ricorso, che la nomina sia fatta dal presidente del tribunale nel cui circondario è la sede dell'arbitrato. Se le parti non hanno ancora determinato la sede, il ricorso è presentato al presidente del tribunale del luogo in cui è stata stipulata la convenzione di arbitrato oppure, se tale luogo è all'estero, al presidente del tribunale di Roma.

III. Il presidente del tribunale competente provvede alla nomina richiestagli, se la convenzione d'arbitrato non è manifestamente inesistente o non prevede manifestamente un arbitrato estero.

IV. Le stesse disposizioni si applicano se la nomina di uno o più arbitri è demandata dalla convenzione d'arbitrato all'autorità giudiziaria o se, essendo demandata a un terzo, questi non vi ha provveduto.



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(1) Capo sostituito dal d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40, con effetto dal 2 marzo 2006. Ai sensi dell'art. 273 d.ls. n. 40, cit., le disposizioni del Capo «si applicano ai procedimenti arbitrali, nei quali la domanda di arbitrato è stata proposta successivamente alla data di entrata in vigore del presente decreto». La precedente formulazione del Capo comprendeva gli articoli da 810 a 815.

GIURISPRUDENZA

Controversie societarie previste dall’art. 3 del d. lgs. 168/2003 – Nomina degli arbitri – Competenza del Presidente della Sezione Specializzata in materia di impresa – Sussistenza. .
Ove l’arbitrato riguardi una controversia societaria attribuita alla competenza della sezione specializzata in materia di impresa, alla nomina degli arbitri deve provvedere, giusta il disposto dell’art. 5 del d. lgs. 168/2003, il Presidente della Sezione Specializzata. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 15 Ottobre 2013.


Clausola arbitrale - Imparzialità dell'organo giudicante - Clausola statutaria che demandi la decisione delle controversie ad organo che promana dall'assemblea - Nullità..
È nulla, per assenza del requisito della imparzialità dell'organo giudicante, la clausola statutaria che demandi la decisione delle controversie ad un organo giudicante che promana dall'assemblea sociale e non dalle parti contendenti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 05 Giugno 2013.


Società a responsabilità limitata - Clausola compromissoria contenuta dello statuto - Tutela cautelare avanti al giudice ordinario - Mancata costituzione del collegio arbitrale..
Laddove lo statuto contenga una clausola compromissoria, evidenti e condivise esigenze di effettività della tutela (derivanti dall’art. 24 Cost.) impongono di ritenere esperibile la tutela cautelare davanti al giudice ordinario per tutto il tempo in cui non si sia costituito il collegio arbitrale. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 08 Aprile 2013.


Esclusione del socio - Arbitrato societario - Nomina dell'arbitro - Attivazione del procedimento arbitrale..
A tali fini, anche rispetto ai termini di cui all’art. 2287 c.c., occorre distinguere nel cosiddetto arbitrato societario la domanda diretta alla controparte dall’istanza di nomina degli arbitri. Nel caso di specie non rileva se l’istanza di richiesta di nomina rivolta al tribunale dovesse o meno essere notificata alla controparte, ma appare decisiva la circostanza che essa, pur notificata, non avrebbe avuto la natura di domanda tale da attivare il procedimento arbitrale. (Francesco Fimmanò) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 08 Aprile 2013.


Trascrizione - Trascrizione di domanda giudiziale - Funzione - Giudizio arbitrale per l'esecuzione specifica dell'obbligo di concludere un contratto di acquisto della nuda proprietà - Nota di trascrizione - Contenuto..
In tema di pubblicità immobiliare, la trascrizione della domanda giudiziale ha la funzione di prenotare, nei confronti dei terzi, gli effetti della pronuncia che sarà successivamente emessa, realizzando una tutela anticipata del diritto che colui che trascrive andrà ad acquistare. Ne consegue che, in caso di trascrizione di domanda di giudizio arbitrale finalizzata all’esecuzione specifica dell’obbligo di concludere un contratto di acquisto della nuda proprietà di un immobile, chi trascrive non è tenuto, ai fini dell’opponibilità ai terzi, a dare conto, nella relativa nota, anche dell’esistenza e della durata dell’usufrutto residuo gravante sull’immobile stesso, trattandosi di diritto di cui è titolare un soggetto diverso da quello che trascrive la domanda giudiziale. Cassazione civile, sez. III, 05 Marzo 2013, n. 5397.


Arbitrato - Natura privatistica - Sussistenza - Estraneità alla giurisdizione - Conseguenze - Disciplina della procura "ad litem" prevista dal codice di rito civile - Estensione automatica al procedimento arbitrale - Esclusione - Introduzione del giudizio arbitrale tramite lettera raccomandata - Validità - Condizioni - Fattispecie..
In considerazione della natura privatistica dell'arbitrato - che rinviene il suo fondamento nel potere delle parti di disporre liberamente dei propri diritti e che, perciò, non è riconducibile alla giurisdizione - deve ritenersi che la disciplina della procura "ad litem" contenuta nel codice di rito civile non sia estensibile automaticamente al procedimento arbitrale, salvo diversa volontà delle parti espressamente manifestata nell'atto di conferimento del potere agli arbitri; ne consegue che, ove manchi tale esplicito richiamo, l'atto introduttivo del giudizio arbitrale può essere effettuato, in conformità a quanto previsto nell'apposita clausola compromissoria, anche tramite lettera raccomandata proveniente dall'avvocato di una delle parti sfornito di procura alle liti. (Principio enunciato in riferimento ad una fattispecie regolata, "ratione temporis", dalla legge 5 gennaio 1994, n. 25, di riforma dell'arbitrato, prima che sulla materia intervenisse la successiva riforma di cui agli artt. 20-25 del d.lgs. 2 febbraio 2006, n. 40). Cassazione Sez. Un. Civili, 05 Maggio 2011, n. 9839.