LIBRO PRIMO
Delle persone e della famiglia
TITOLO XII
Delle misure di protezione delle persone prive in tutto od in parte di autonomia
CAPO II
Della interdizione, della inabilitazione e della incapacità naturale

Art. 427

Atti compiuti dall'interdetto e dall'inabilitato
TESTO A FRONTE

I. Nella sentenza che pronuncia l'interdizione o l'inabilitazione, o in successivi provvedimenti dell'autorità giudiziaria, può stabilirsi che taluni atti di ordinaria amministrazione possano essere compiuti dall'interdetto senza l'intervento ovvero con l'assistenza del tutore, o che taluni atti eccedenti l'ordinaria amministrazione possano essere compiuti dall'inabilitato senza l'assistenza del curatore.

II. Gli atti compiuti dall'interdetto dopo la sentenza di interdizione possono essere annullati su istanza del tutore, dell'interdetto o dei suoi eredi o aventi causa. Sono del pari annullabili gli atti compiuti dall'interdetto dopo la nomina del tutore provvisorio, qualora alla nomina segua la sentenza d'interdizione.

III. Possono essere annullati su istanza dell'inabilitato o dei suoi eredi o aventi causa gli atti eccedenti l'ordinaria amministrazione fatti dall'inabilitato, senza l'osservanza delle prescritte formalità, dopo la sentenza di inabilitazione o dopo la nomina del curatore provvisorio, qualora alla nomina sia seguita l'inabilitazione.

IV. Per gli atti compiuti dall'interdetto prima della sentenza d'interdizione o prima della nomina del tutore provvisorio si applicano le disposizioni dell'articolo seguente.


GIURISPRUDENZA

Amministrazione di sostegno - Ambito applicativo - Distinzione con l'interdizione e l'inabilitazione - Individuazione - Valutazione del giudice del merito - Criteri - Fattispecie.
Nel giudizio di interdizione il giudice di merito, nel valutare se ricorrono le condizioni previste dall'art. 418 c.c. per la nomina di un amministratore di sostegno, rimettendo gli atti al giudice tutelare, deve considerare che, rispetto all'interdizione e all'inabilitazione, l'ambito di applicazione dell'amministrazione di sostegno va individuato con riguardo non già al diverso, e meno intenso, grado di infermità o di impossibilità di attendere ai propri interessi del soggetto carente di autonomia, ma alle residue capacità e all'esperienza di vita dallo stesso maturate, anche attraverso gli studi scolastici e lo svolgimento dell'attività lavorativa (nella specie, si trattava di un'impiegata in ufficio con mansioni esecutive). Ne consegue che non si può impedire all'incapace, che ha dimostrato di essere in grado di provvedere in forma sufficiente alle proprie quotidiane ed ordinarie esigenze di vita, il compimento, con il supporto di un amministratore di sostegno, di atti di gestione ed amministrazione del patrimonio posseduto (anche se ingente), restando affidato al giudice tutelare il compito di conformare i poteri dell'amministratore e le limitazioni da imporre alla capacità del beneficiario in funzione delle esigenze di protezione della persona e di gestione dei suoi interessi patrimoniali, ricorrendo eventualmente all'ausilio di esperti e qualificati professionisti del settore. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 11 Settembre 2015, n. 17962.


Tutela dell’interdetto e curatela dell’inabilitato – Contratto di mutuo – Atto di straordinaria amministrazione – Autorizzazione del giudice tutelare – Necessità.

Tutela dell’interdetto e curatela dell’inabilitato – Annullamento del contratto – Contratto di finanziamento – Legittimazione del creditore all’azione di annullamento – Esclusione.
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I contratti di mutuo conclusi dall’inabilitato in veste di mutuatario richiedono, trattandosi di atti di straordinaria amministrazione, l’intervento del suo curatore e l’autorizzazione del giudice tutelare. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il creditore dell’inabilitato non rientra tra gli “aventi causa” del medesimo ai sensi dell’art. 447, comma 3, cod. civ., e non è pertanto legittimato a richiedere l’annullamento del contratto di finanziamento dal predetto posto in essere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
Tribunale Torino, 22 Maggio 2009.