LIBRO TERZO
Del processo di esecuzione
TITOLO II
Dell'espropriazione forzata
CAPO I
Dell'espropriazione forzata in generale
SEZIONE II
Del pignoramento

Art. 495

Conversione del pignoramento
Testo a fronte
TESTO A FRONTE

I. Prima che sia disposta la vendita o l'assegnazione a norma degli articoli 530, 552 e 569 (1), il debitore può chiedere di sostituire alle cose o ai crediti pignorati una somma di denaro pari, oltre alle spese di esecuzione, all'importo dovuto al creditore pignorante e ai creditori intervenuti, comprensivo del capitale, degli interessi e delle spese.

II. Unitamente all'istanza deve essere depositata in cancelleria, a pena di inammissibilità, una somma non inferiore ad un quinto dell'importo del credito per cui è stato eseguito il pignoramento e dei crediti dei creditori intervenuti indicati nei rispettivi atti di intervento, dedotti i versamenti effettuati di cui deve essere data prova documentale. La somma è depositata dal cancelliere presso un istituto di credito indicato dal giudice.

III. La somma da sostituire al bene pignorato è determinata con ordinanza dal giudice dell'esecuzione, sentite le parti in udienza non oltre trenta giorni dal deposito dell'istanza di conversione.

IV. Quando le cose pignorate siano costituite da beni immobili o cose mobili, il giudice con la stessa ordinanza puo' disporre, se ricorrono giustificati motivi, che il debitore versi con rateizzazioni mensili entro il termine massimo di trentasei mesi la somma determinata a norma del terzo comma, maggiorata degli interessi scalari al tasso convenzionale pattuito ovvero, in difetto, al tasso legale. Ogni sei mesi il giudice provvede, a norma dell'articolo 510, al pagamento al creditore pignorante o alla distribuzione tra i creditori delle somme versate dal debitore. (1)

V. Qualora il debitore ometta il versamento dell'importo determinato dal giudice ai sensi del comma 3, ovvero ometta o ritardi di oltre quindici giorni il versamento anche di una sola delle rate previste nel comma 4, le somme versate formano parte dei beni pignorati. Il giudice dell'esecuzione, su richiesta del creditore procedente o creditore intervenuto munito di titolo esecutivo, dispone senza indugio la vendita di questi ultimi.

VI. Con l'ordinanza che ammette la sostituzione, il giudice, quando le cose pignorate siano costituite da beni immobili o cose mobili, dispone che le cose pignorate siano liberate dal pignoramento con il versamento dell'intera somma. (2)

VII. L'istanza può essere avanzata una sola volta, a pena di inammissibilità.



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(1) (2) Comma così sostituito dall'art. 13 del D.L. 27 giugno 2015, n. 83 (entrato in vigore il 27 giugno 2015), convertito, con modificazioni, dalla L. 6 agosto 2015 n. 132. Le modifiche si applicano anche ai procedimenti pendenti alla data di entrata in vigore del citato decreto. Quando e' gia' stata disposta la vendita, la stessa ha comunque luogo con l'osservanza delle norme precedentemente in vigore e le disposizioni di cui al presente decreto si applicano quando il giudice o il professionista delegato dispone una nuova vendita.

GIURISPRUDENZA

Procedimento esecutivo immobiliare – Estensione del pignoramento – Frutti della cosa pignorata – Conversione del pignoramento – Custodia giudiziaria – Legittimazione ad agire del Custode Giudiziario.
La legittimazione e l'interesse del custode giudiziario ad agire in giudizio nei confronti del debitore esecutato per la restituzione dei frutti/canoni locatizi illegittimamente da quest'ultimo incamerati a discapito della procedura esecutiva e derivanti dall'immobile pignorato dato in locazione in data successiva al pignoramento non vengono meno per effetto della richiesta di conversione di pignoramento. (Stefano Versace) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 26 Settembre 2017.


Esecuzione forzata – Precisazione del credito – Incoerente con il credito effettivo – Conversione del pignoramento – Con somma pari al credito come precisato – Responsabilità extracontrattuale del creditore – Non sussiste.
Nel semplice fatto della presentazione di una nota riepilogativa del credito nell’ambito di un procedimento giurisdizionale (e dunque di un’attività assertiva suscettibile di contestazioni e di controllo nella sede sua propria) non può configurarsi un atto illecito, né sotto il profilo oggettivo né sotto quello soggettivo. [Nella fattispecie, il creditore aveva chiesto il risarcimento del danno asseritamente costituito dalla differenza tra la somma versata in sede di conversione del pignoramento e l’importo del credito come successivamente accertato all’esito di opposizione all’esecuzione.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 20 Giugno 2016.


Pignoramento mobiliare – Autovetture – Conversione del pignoramento con rateazione – Obbligo di consegna dei beni ex art.521 bis c.p.c. – Sospensione – Ammissibilità.
Quando il debitore sia stato ammesso al beneficio previsto dall’art 495 c.p.c. con una rateazione, l’effetto sostitutivo non ha luogo fino al completo pagamento delle rate previste; tuttavia l’asporto dei beni può anche essere posticipato, ritenuto che la richiesta di sospensione dell’obbligo di consegna possa interpretarsi quale istanza di mantenimento della custodia dei beni, giustificabile con il non aggravare di ulteriori costi (quali ad esempio quelli di custodia presso l’IGV) oltre che ai fini di una miglior conservazione del bene, il debitore già ammesso alla conversione. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20 Luglio 2015.


Processo di esecuzione – Conversione del pignoramento – Opposizione ex art. 617 cod. proc. civ. – Determinazione della somma da sostituire ai beni pignorati – Controversie relative al riparto – Ammissibilità..
Il giudice adito con l’opposizione ex art. 617 codice procedura civile per questioni attinenti alla determinazione delle somme che devono essere versate in sede di conversione del pignoramento può risolvere anche le controversie relative alle somme da ripartire tra i creditori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 25 Gennaio 2010.