Diritto Bancario


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 5046 - pubb. 07/06/2011

ABF Milano, 24 Settembre 2010, n. 973. Pres., est. Gambaro.


Interruzione ingiustificata delle trattative – Nozione di ingiustificatezza – Buone fede precontrattuale – Medesima consistenza della buona fede contrattuale – Impegno di solidarietà per la preservazione degli interessi altrui, nel limite dell’apprezzabile sacrificio.

Richiesta di risarcimento danni – Di misura superiore a quella rientrante nella possibile cognizione dell’ABF – Irricevibilità dell’intera domanda.



La buona fede precontrattuale ha la medesima consistenza della buona fede contrattuale e quindi si atteggia come un impegno o obbligo di solidarietà che impone a ciascuna parte di tenere quei comportamenti che, senza rappresentare un apprezzabile sacrifico a suo carico, siano idonei a preservare gli interessi dell’altro. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Posto che rientrano nella cognizione dell’ABF le controversie che riguardano la corresponsione di somme non superiori a 100.000,00 euro, la domanda risarcitoria proposta per un ammontare superiore risulta per intero irricevibile. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)


Dal contesto della decisione sembra emergere che il comportamento tenuto dalla banca, oltre a essere «cavilloso», presentava profili di indifferenza per i concreti interessi del cliente (: «pur ammettendo che la banca non avesse contezza esatta dell’onerosità degli impegni assunti dai ricorrenti era tuttavia ben chiaro ad essa che anche il solo interesse negativo della sua controparte contrattuale non era affatto bagatellare e, perciò, andava tutelato»). Di vettore diverso è invece la statuizione di cui alla seconda massima, visto che non viene considerata l’eventualità di una mera  riduzione della domanda risarcitoria al massimo del limite consentito (con effetti circoscritti al relativo procedimento, è naturale; nella specie, la domanda risarcitoria avanzata si aggirava sul doppio).


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