Diritto Fallimentare


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 2816 - pubb. 07/02/2011

Variazione del piano del concordato preventivo intervenuto dopo il voto dei creditori

Tribunale Mantova, 09 Dicembre 2010. Est. Laura De Simone.


Concordato preventivo - Variazione del piano - Mutamento intervenuto dopo il voto dei creditori - Rilevanza - Omologazione del concordato - Esclusione.

Concordato preventivo - Variazione del piano intervenuta dopo il voto dei creditori - Mutamento relativo alla realizzazione di alcuni assets - Equivalenza dei flussi finanziari assicurati da nuovi contratti - Omologazione del concordato - Ammissibilità.



Una significativa variazione del piano concordatario - inteso come l'insieme delle operazioni previste dal proponente il concordato preventivo per la positiva realizzazione della proposta - intervenuta dopo la votazione dei creditori non può consentire l'omologa del concordato, attesa la stretta connessione che sussiste tra piano e proposta, tale da ritenere che il voto dei creditori sia stato espresso sulla proposta ma in ragione della prospettazione di una determinata strategia di realizzazione dell'attivo. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

La modificazione del piano concordatario - inteso come l'insieme delle operazioni previste dal proponente il concordato preventivo per la positiva realizzazione della proposta - intervenuta dopo la votazione dei creditori che riguardi solo la realizzazione di alcuni determinati assets non impedisce l'omologazione del concordato ove possa essere stimata non determinante per i creditori in ragione dell'equivalenza in termini economici e finanziari dei nuovi contratti conclusi rispetto a quelli inizialmente previsti e quindi in ragione della sostanziale equipollenza dei flussi di entrata previsti rispetto a quelli originari. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)


Massimario, art. 161 l. fall.

Massimario, art. 180 l. fall.


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