Crisi d'Impresa e Insolvenza


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 26264 - pubb. 07/12/2021

L'azione revocatoria ordinaria esercitata dal curatore presuppone che l'atto impugnato abbia determinato o aggravato lo stato di insolvenza?

Cassazione civile, sez. I, 22 Novembre 2021, n. 36033. Pres. Cristiano. Est. Pazzi.


Fallimento – Azione revocatoria ordinaria – Presupposti – Aggravamento dello stato di insolvenza – Esclusione



Il rinvio alle norme civilistiche in materia di azione revocatoria ordinaria attesta la natura derivata dell’azione proposta dal curatore ex 66 l. fall., la quale, pur nella particolarità del suo esercizio nell’ambito di una procedura concorsuale, rimane comunque retta dai requisiti sostanziali previsti dal disposto dell’art. 2901 cod. civ..

Il che significa che l’esercizio dell’azione pauliana ad opera del curatore comporta una deviazione dallo schema comune quanto a effetti, legittimazione e competenza, in ragione del contesto concorsuale da cui l’azione trae origine, ma non modifica i presupposti (se non nei termini in cui gli stessi vanno verificati) a cui è correlato l’accoglimento dell’azione e la sua natura di mezzo di conservazione della garanzia patrimoniale.

Ne discende che l’azione in discorso non trova il suo fondamento nel fatto che l’atto in frode abbia determinato o aggravato lo stato di insolvenza, poiché un simile requisito non trova alcuna giustificazione nel dato normativo e presta attenzione, in una prospettiva ribaltata rispetto ai presupposti di legge, all’incidenza del negozio sulla condizione di insolvenza del debitore piuttosto che al pregiudizio così arrecato alle ragioni dei creditori. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)


Massimario Ragionato



Il testo integrale