Diritto Civile


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 22891 - pubb. 17/12/2019

Applicazione del tasso sostitutivo ex art. 117 T.U.B.

Tribunale Pisa, 05 Dicembre 2019. Est. Eleonora Polidori.


Conto Corrente Bancario – Applicazione CMS – Superamento tasso soglia – Spese e commissioni non pattuite – Ricalcolo saldo conto corrente a favore del correntista – Natura solutoria o ripristinatoria delle rimesse – Comportamento secondo buona fede della Banca – Applicabilità – Danno morale per illecita segnalazione CR e illegittima esposizione debitoria – Applicabilità – Difetto di legittimazione ad agire del fideiussore – Insussistenza



Deve ricalcolarsi, in favore del correntista, applicando il tasso sostitutivo ex art. 117 T.U.B., il saldo del conto corrente, in caso di superamento del tasso soglia, addebito di spese e commissioni non pattuite comprese le CMS.

Al fine di distinguere la natura solutoria o ripristinatoria delle rimesse effettuate dal correntista si deve tenere conto dello scoperto e dell’affidamento concesso dalla Banca, in quanto nel caso in cui questi ultimi due elementi siano esistenti al momento della rimessa essa si deve ritenere di natura ripristinatoria.

E’ illegittimo il comportamento della Banca che violi la disposizione di cui all’art. 1176 c.c risultando così inadempiente al canone generale di buona fede e correttezza.

L’ingiusta segnalazione alla Centrale Rischi nonché la notevole riduzione delle risorse finanziarie a disposizione dell’imprenditore e l’illegittima rappresentazione di una esposizione debitoria molto importante a seguito di illegittimi addebiti su conto corrente da parte della Banca determinano un’ingiusta limitazione all’esercizio dell’impresa meritevole di tutela risarcitoria.

Il fideiussore ma anche il datore autonomo di garanzia sono legittimati ad agire per far valere la nullità delle clausole sugli interessi del contratto concluso col debitore principale per contrasto con norme imperative. (Francesco Baroncini) (Stefano Lo Bianco) (riproduzione riservata)


Segnalazione dell’Avv. Francesco Baroncini e dell’Avv. Stefano Lo Bianco


Il testo integrale