Persone e Misure di Protezione


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 21008 - pubb. 29/12/2018

Protezione internazionale: appello avverso le ordinanze di rigetto e modalità di ascolto del richiedente asilo

Appello Bari, 13 Dicembre 2018. Est. Gaeta.


Protezione internazionale - Appello avverso le ordinanze di rigetto - Modalità di proposizione - Ricorso

Protezione internazionale - Ascolto del richiedente asilo - Necessità - Esclusione - Modalità

Protezione internazionale - Esponente politico di primo piano - Minacce gravi alla vita o all'incolumità provenienti da un privato

Protezione internazionale - Criminalità organizzata - Obbligo di protezione degli Stati in ragione del grado di assolutezza e immediatezza della minaccia



Dopo l'emanazione del d.lgs. 142/2015 l'appello avverso le ordinanze di rigetto della domanda di protezione internazionale si propone con ricorso, ma è comunque ammissibile l'appello proposto con citazione prima del mutamento di giurisprudenza dovuto, a partire dall'8.11.2018 e per un breve termine successivo, al deposito della sentenza delle Sezioni Unite della Cassazione nr. 28575/2018. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Il giudice della protezione internazionale non è tenuto ad effettuare l'ascolto del richiedente asilo e, se svolge tale ascolto, non è tenuto a porre domande su tutti gli aspetti già oggetto dell'intervista della Commissione territoriale. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Non è inverosimile che un esponente politico di primo piano di un Paese (nella specie, il Pakistan) in cui la struttura del potere politico ha forti caratteristiche claniche svolga attività di accaparramento di terre cotivabili mediante proposte di acquisto truffaldine gestite in prima persona, seguite da minacce e violenze esercitate nei confronti dei contadini recalcitranti da persone inviate dal medesimo esponente politico.
Le minacce gravi alla vita o all'incolumità di una persona possono fondare la protezione internazionale anche se provenienti da un privato, ogni qualvolta - anche per il rilevante ruolo sociale e politico del privato e per le modalità sostanzialmente minacciose del suo agire - la pubblica autorità non sia in grado di fornire adeguata tutela alla persona minacciata. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

La lotta alla criminalità organizzata, alla quale gli Stati nazionali sono obbligati dalla normativa internazionale, deve includere anche forme di protezione nei confronti delle vittime inermi, che possono consistere nel riconoscimento dello status di rifugiato o della protezione sussidiaria, in ragione del grado di assolutezza e immediatezza della minaccia in caso di rientro in patria del richiedente asilo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)


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