Crisi d'Impresa e Insolvenza


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 20415 - pubb. 05/09/2018

Interruzione del processo per dichiarazione di fallimento di una parte, conoscenza ai fini del decorso del termine di riassunzione e decorrenza del termine per il fallito

Tribunale Mantova, 03 Settembre 2018. Est. Laura De Simone.


Interruzione del processo – “Conoscenza” dell’evento interruttivo ai fini della decorrenza del termine – “Conoscenza” da parte del fallito



In caso di interruzione del processo determinata dall'apertura del fallimento, al fine del decorso del termine per la riassunzione è indispensabile l’effettività della conoscenza dell’evento interruttivo per i soggetti che assumo di essere interessati alla riassunzione, ma per il fallito la conoscenza effettiva della pronuncia di fallimento non può che presumersi avvenuta nell’immediatezza del deposito della sentenza di fallimento. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)


Massimario Ragionato




TRIBUNALE ORDINARIO di Mantova

Seconda SEZIONE CIVILE

Il Giudice dott. Laura De Simone,

a scioglimento della riserva assunta all’udienza del 05/06/2018, osserva quanto segue.

Il presente procedimento costituisce la fase di merito del giudizio di opposizione agli atti esecutivi proposto da A. Mauro avverso l’intervento nella procedura esecutiva n.107/201 di Equitalia Nord S.p.A., poi divenuta, EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE S.P.A.

All’udienza del 19.9.2017 le parti hanno unanimemente dichiarato l’intervenuto fallimento di A. Lauro in data 24 maggio 2017 con sentenza n.33/17 e conseguentemente il giudizio è stato interrotto a mente dell’art.43 III co. l.f..

Il processo è stato riassunto con ricorso di A. Mauro personalmente depositato in data 19.12.2017 e l’AGENZIA DELLE ENTRATE – RISCOSSIONE, subentrata medio tempore a EQUITALIA SERVIZI DI RISCOSSIONE S.P.A., ha eccepito prima di ogni altra difesa l’estinzione del giudizio ex art.307 c.p.c. per tardività della riassunzione.

Osserva il giudicante che la peculiarità del caso che si esamina deriva dalla circostanza che il giudizio di opposizione agli atti esecutivi è stato introdotto dal soggetto poi fallito e che personalmente ha riassunto il giudizio.

A prescindere dal profilo dell’interesse ad agire del fallito nella prosecuzione del processo nell’operatività della previsione dell’art.52 l.f., va osservato che plurime decisioni della Suprema Corte escludono l’automatismo dell’evento interruttivo e evidenziano come in caso di interruzione del processo determinata dall'apertura del fallimento al fine del decorso del termine per la riassunzione sia indispensabile l’effettività della conoscenza dell’evento interruttivo da parte delle parti interessate alla riassunzione, e questo mutuando l'interpretazione costituzionalmente orientata che è stata data dell'art. 305 c.p.c. (da ultimo Cass.15/03/2018 n. 6398).

Nella specie tuttavia la parte che assume di essere interessata alla prosecuzione non è estranea all’evento interruttivo, trattandosi del soggetto in primis destinatario della pronuncia di fallimento e che ne subisce gli effetti, la cui conoscenza effettiva non può che presumersi avvenuta nell’immediatezza del deposito della sentenza di fallimento (art.16, art.43 e ss. l.fall.).

Il A. peraltro neppure rappresenta la mancata conoscenza della sentenza di fallimento sino al momento in cui il suo difensore l’ha dichiarata all’udienza del 19 settembre 2018.

Il curatore del fallimento eventualmente avrebbe potuto dedurre la mancata conoscenza del presente giudizio (Cassazione civile, sez. lav., 07/03/2013, n. 5650) e beneficiare di un termine per la riassunzione decorrente dal momento dell’effettiva conoscenza di questo procedimento, non certo il fallito personalmente che non solo ha introdotto l’opposizione ma è altresì la parte personalmente a cui l’evento interruttivo è riferito.

Il termine perentorio stabilito dall’art.307 c.p.c. nella specie non risulta rispettato.

 

P.T.M.

Visto l’art.307 III co. c.p.c.,

dichiara estinto il giudizio per tardiva riassunzione.

Si comunichi.

Mantova, 3 Settembre 2018

Il Giudice

dott. Laura De Simone