Crisi d'Impresa e Insolvenza


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 18949 - pubb. 03/02/2018

Fallimento, reclamo e principio del contraddittorio

Cassazione civile, sez. I, 23 Maggio 2016, n. 10632. Est. Mercolino.


Fallimento - Sentenza dichiarativa - Opposizione - Reclamo - Socio della società fallita - Art. 327, comma 2, c.p.c. - Applicabilità - Esclusione - Fondamento



In tema di reclamo avverso la sentenza dichiarativa di fallimento, sebbene l'art. 18, comma 4, l.fall. richiami espressamente il solo art. 327, comma 1, c.p.c., per ragioni riconnesse al rispetto del principio del contraddittorio, riferibile anche al procedimento prefallimentare, deve ritenersi applicabile anche il successivo comma 2 qualora l'impugnazione sia stata proposta da chi, come la società fallita, pur rivestendo ivi la qualità di parte, per esserne stata destinataria dell'atto introduttivo, sia rimasta sostanzialmente estranea ad esso, non avendone avuto conoscenza a causa di un vizio della notificazione, mentre tale disposizione non si applica se il reclamo sia proposto da chi, come il socio della società fallita, pur titolare di posizioni giuridiche che potrebbero essere pregiudicate dalla dichiarazione di fallimento, non sia, tuttavia, destinatario della relativa istanza, né del decreto di convocazione, dei quali, infatti, non è prevista la notificazione anche nei suoi confronti, sicché lo stesso, benchè legittimato a proporre reclamo, non è dispensato dall'osservanza del termine di cui all'art. 327, comma 1, c.p.c., indipendentemente dalla partecipazione al procedimento di primo grado e dal fatto che la notifica del ricorso di fallimento alla società fallita sia inesistente o nulla. (massima ufficiale)


Massimario Ragionato



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