Diritto Civile


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 14908 - pubb. 03/05/2016

Tribunale Bari, 19 Aprile 2016. Est. Cassano.


Conto corrente bancario – Recesso ad nutum – Ammissibilità – Condizioni – Rispetto del termine di preavviso – Buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto

Conto corrente bancario – Recesso – Congruo preavviso – Necessità – Prosecuzione sino all'apertura di un nuovo conto – Insussistenza



Quando il diritto di recesso (nella specie da contratto di conto corrente bancario) non è previsto come rimedio all’inadempimento o per l’onerosità o l'intollerabilità della prosecuzione del rapporto ma tutela l’interesse obiettivo della parte all’interruzione del rapporto contrattuale (costituendone la causa estintiva ordinaria, ove il rapporto sia a tempo indeterminato), il suo esercizio è rimesso esclusivamente all’autonoma decisione della parte, salvo il rispetto del termine di preavviso previsto dal contratto o comunque di un congruo preavviso e dei principi generali di correttezza e buona fede. Il loro rispetto esige, tra l’altro, che il recesso sia esercitato in modo da salvaguardare l’interesse dell’altra parte, nei limiti in cui ciò non comporti per il recedente un apprezzabile sacrifico. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

L’importanza che il rapporto negoziale (nella specie contratto di conto corrente) può avere per la parte nei cui confronti è esercitato, implica che il recesso sia comunicato con congruo preavviso, ma non la pretesa di prosecuzione del rapporto sino all’apertura di un nuovo conto corrente, sostitutivo di quello prossimo alla interruzione, rispondendo al medesimo principio di buona fede anche l’esigenza di evitare, a carico di chi intende sciogliersene, una perpetuazione indeterminata del rapporto obbligatorio (nel caso di specie è stato ritenuto congruo il preavviso di 39 giorni con cui la banca ha esercitato il recesso da un rapporto di conto corrente bancario privo di affidamenti). (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)


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