Diritto Bancario


Il Caso.it, Sez. Giurisprudenza, 17060 - pubb. 07/04/2017

Tribunale Treviso, 17 Marzo 2017. Est. Barbazza.


Dovere di audizione del soggetto interessato nel procedimento ex art. 8-bis L. 15 dicembre 1990 n. 386 – Esclusione – Assegno privo della data di emissione – Funzione solutoria dell’assegno bancario


Nell’ambito del procedimento ex art. 8-bis L. 386/1990, volto a sanzionare colui che ha emesso un assegno bancario in assenza di autorizzazione o in mancanza di provvista, la Pubblica Amministrazione non è tenuta a sentire il soggetto interessato che ne faccia richiesta, posto che un simile obbligo frustrerebbe le esigenze di agevole e spedita definizione della procedura che sottendono la norma.

Nel caso in cui il legale rappresentante di una società abbia consegnato ad altro soggetto un assegno privo di data a scopo di garanzia, tale documento cartolare è regolato dalle disposizioni di cui al R.D. 1736/1933 e, pertanto, viene ad esistenza nel momento in cui è completo di tutti i suoi elementi. L’assegno bancario, infatti, ancorché emesso a scopo di garanzia, assolve una mera funzione solutoria, non assumendo alcun rilievo gli ulteriori e diversi fini perseguiti dal traente mediante l’emissione e la consegna dello stesso. Di conseguenza, il soggetto che ha emesso l’assegno per conto della società risponde dell’illecito di cui all’art. 1 L. 386/1990 – emissione di un assegno bancario senza l’autorizzazione del trattario – se alla data indicata nel titolo di credito non rivestiva più la carica di legale rappresentante. (Francesca Massolin) (riproduzione riservata)


Segnalazione della Dott.ssa Francesca Massolin (tirocinante ex art. 73 D.L. 69/2013)


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