Massimario di Diritto Finanziario


NULLITA'

Nullità dell’ordine di acquisto per carenza di forma convenzionale. Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Nullità – Carenza di forma prescritta ad substantiam dal contratto quadro – Ordine telefonico non debitamente registrato – Insufficienza

Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Forma ad substantiam prescritta dal contratto quadro – Diversa dalla scrittura – Ammissibilità

Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Nullità – Carenza di forma prescritta ad substantiam dal contratto quadro – Ordine telefonico non debitamente registrato – Insufficienza – Irrilevanza del comportamento del cliente.
La clausola «gli ordini sono impartiti di norma per iscritto. Qualora gli ordini vengano impartiti telefonicamente il cliente dà atto che tali ordini saranno registrati su nastro magnetico o su altro supporto equivalente» integra un patto costitutivo di forma ad substantiam per il rilascio di ordini di acquisto da parte del cliente, in linea con la norma dell’art. 1352 c.c. Pertanto, gli ordini del cliente non stesi per iscritto, che non siano registrati dall’intermediario su nastro magnetico o supporto equivalente, sono nulli. (Alberto Mager) (riproduzione riservata)

La norma dell’art. 1352 c.c. non riguarda esclusivamente patti istitutivi di forme convenzionali scritte. Non vi sono ragioni per affermare limitazioni in materia di caratteristiche e tipo della forma che il patto impone ai suoi contraenti; a contare, in proposito, è solo la serietà e utilità dello strumento formale che viene convenzionalmente adottato. (Alberto Mager) (riproduzione riservata)

La circostanza che, nell'esecuzione del rapporto contrattuale, il cliente abbia più volte impartito per telefono gli ordini, non impedisce di affermarne la nullità, se l’intermediario non provvede a registrarli su nastro magnetico o supporto equivalente, in conformità all'alternativa fra ordine scritto ed ordine telefonico registrato contemplata dal contratto quadro. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30/11/2017.


Intermediazione finanziaria, adeguamento delle clausole contrattuali e onere della prova. Obbligo di forma scritta - Adeguamento delle clausole contrattuali - Nullità sopravvenuta - Inesistenza - Onere della prova

Obbligo di forma scritta - Clausola contrattuale - Nullità - Inesistenza

Obblighi informativi - Risarcimento del danno - Onere della prova - Nesso di causa - Insussistenza

Risarcimento del danno - Onere della prova - Quantificazione del danno - CTU - Inammissibilità.
In relazione all’obbligo di forma scritta ex art.23 TUF, la nullità non deve divenire un mero strumento formale, ma deve rispondere ai principi di tutela che lo strumento giuridico è diretto a difendere. In questa prospettiva, non può parlarsi di nullità in assenza di adeguamento a norme sopravvenute, in quanto i rapporti di investimento per loro natura sono rapporti di durata e dunque le norme incompatibili con quelle entrate in vigore successivamente devono ritenersi sostituite ex lege.

Ne consegue che è onere del cliente investitore specificare quali obblighi, introdotti ex novo dalla normativa del TUF 1998 e dal Regolamento di esecuzione Consob n. 11522/1998, non solo non trovavano rispondenza nelle clausole dei contratti quadro sottoscritti, ma non potevano ritenersi sostituite in via automatica ex lege a quelle preesistenti. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

Non è configurabile un obbligo convenzionale di forma scritta qualora il contratto quadro preveda che “di norma” gli ordini siano impartiti per iscritto, non imponendo, quale conseguenza della mancata osservanza, della sanzione della nullità. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

Come statuito dalla Cassazione con sentenza n.17138 del 17 agosto 2016, nei giudizi di risarcimento danni per lo svolgimento dei servizi di investimento, spetta ai soggetti abilitati l’onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta; dedotto l’inadempimento consistente nella violazione degli obblighi informativi, grava invece sul cliente investitore l’onere della prova del nesso di causalità tra l’inadempimento e il danno, attraverso una analisi prognostica che si presta ad una prova da fornirsi sostanzialmente in via presuntiva.
Il fatto che (i) l’acquisto abbia riguardato obbligazioni Argentina emesse successivamente al default del 2001, dunque emesse da uno Stato la cui situazione di scarsa stabilità finanziario era fatto notorio; (ii) nel dossier titoli dell’investitore fosse presente un  altro investimento di notevole rilevanza in obbligazioni Argentina dimostra come la scelta di investire in obbligazioni di uno Stato con una economia di grande fragilità, alla quale corrispondevano titoli con elevato rendimento e costo minimo, sia stata consapevole e frutto di un’operazione complessa. Pertanto, se anche si dovesse giudicare l’inadempimento della banca agli obblighi informativi, si dovrebbe ritenere che non vi sono elementi per concludere che, se fosse stato correttamente informato, il cliente avrebbe desistito dall’investire. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

È onere dell’attore dedurre in modo specifico l’ammontare del danno patito, non potendosi limitare ad affermare che, all’esito dell’adesione all’offerta di scambio, avrebbe ricevuto una somma irrisoria, definizione estremamente generica. Né a tale omissione può sopperirsi con una CTU, posto che avrebbe la funzione di sopperire alle carenze probatorie della parte. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 05/05/2017.


Nullità del collar swap che contravvenga il divieto per violazione di norme imperative. Derivati sottoscritti da P.A. – Natura imperativa dell’art. 41 L. 448/2001 e dell’art. 3 D.M. 389/2001: sussiste – Divieto di vendita, nel collar swap sottoscritto da una P.A., di una opzione floor con valore superiore al valore dell’acquisto di un cap: sussiste – Radicale nullità del collar swap che contravvenga il divieto per violazione di norme imperative: sussiste.
Non può dubitarsi che l’art. 41 della l. 448/2001 e l’art. 3 del DM 389/2001 debbano essere qualificate come norme imperative poste a tutela dell’ordine pubblico economico, la cui violazione comporta la nullità del contratto ai sensi dell’art. 1418, comma 1, c.c., in quanto disposizioni poste a presidio della stabilità patrimoniale degli enti locali, interesse avente rilevanza costituzionale a norma dell’art. 119 Cost. (Duilio Manella) (riproduzione riservata)

Perché un soggetto possa dire di aver acquistato un collar, la vendita del floor deve essere finalizzata all’acquisto di un cap (come evidenziato dalla Circolare interpretativa 27 maggio 2004 del Ministero delle Finanze in GU 3.6.2004 n. 128).
Segue che l’importo derivante dalla vendita dell’opzione floor non può essere superiore a quello relativo all’acquisto del cap, diversamente l’ente pubblico non avrebbe acquistato copertura dal rischio di rialzo dei tassi di interesse ma l’avrebbe venduta, in violazione della disciplina a tutela della stabilità patrimoniale dell’ente pubblico locale. (Duilio Manella) (riproduzione riservata)

In tal caso il contratto swap deve essere dichiarato nullo ai sensi dell’art. 1418 co. 1 c.c. (Duilio Manella) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04/04/2017.


Rapporto tra contratto quadro, documento sui rischi generali degli investimenti e singole operazioni. Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Assenza di contenuto - Nullità - Sussistenza

Intermediazione finanziaria - Documento sui rischi generali degli investimenti - Insufficienza

Intermediazione finanziaria - Nullità sopravvenuta contratto quadro - Nullità operazione - Sussistenza.
Deve essere dichiarata la nullità contrattuale quando nel contratto quadro sono assenti o almeno insufficienti specificazione e caratteristiche del servizio di negoziazione in conto proprio e del servizio di negoziazione in conto terzi nonché la specificazione dei mezzi costituiti per l’esecuzione delle operazioni aventi ad oggetto strumenti finanziari derivati e warrant. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata)

Il contenuto del documento sui rischi generali degli investimenti non è di per sé idoneo ad integrare i requisiti del contratto quadro, avendo come fine una generale parità informativa ed essendo privo di specificazioni sulle modalità concrete di servizi o operazioni. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata)

Dalla nullità sopravvenuta del contratto quadro deriva la nullità dell’operazione che trovava giustificazione in quel programma negoziale; l’ordine di acquisto non consistite in un mero atto materiale, ma in un vero e proprio rapporto giuridico con diritti ed obblighi tra le parti, originato da un negozio di natura attuativa e suscettibile di nullità. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 19/08/2015.


Risoluzione del contratto quadro e delle singole operazioni di negoziazione. Intermediazione finanziaria – Rapporti tra operazioni di negoziazione e contratto quadro – Oggetto della domanda di risoluzione.

Intermediazione finanziaria – Responsabilità contrattuale – Deducibilità dei profili risarcitori in ordine alle violazioni del TUF e del Reg. Consob n. 11522/98 – Autonomia della domanda di risarcimento danni rispetto a quella di risoluzione. .
La violazione degli obblighi informativi sanciti dal TUF e dal Reg. Consob n. 11522/98 – ove di non scarsa importanza – possono comportare la risoluzione del contratto di intermediazione e non delle singole operazioni eseguite in esecuzione del contratto stesso, giacché queste ultime, seppur suscettibili di acquisire natura negoziale, possono essere caducate esclusivamente per effetto della risoluzione di detto contratto. (Alessandro Giorgetta) (riproduzione riservata)

La domanda di risarcimento danni per inadempimento contrattuale può essere proposta, oltre che congiuntamente, anche separatamente da quella di risoluzione, visto che l’art. 1453 c.c., facendo salvo in ogni caso il diritto al risarcimento del danno, esclude che l’azione risarcitoria presupponga il necessario esperimento dell’azione di risoluzione del contratto. (Alessandro Giorgetta) (riproduzione riservata)

Qualora sia omessa la formulazione di una separata ed autonoma domanda risarcitoria indipendente rispetto a quelle di risoluzione, le allegazioni in tema di pretesa violazione degli obblighi informativi ex D.lgs. n. 5/1998 e Reg. Consob n. 11522/98 possono rilevare solo all’interno del perimetro di detta ultima domanda (risoluzione), la quale, tuttavia, è inammissibile, se riferita al singolo ordine d’acquisto e non al contratto quadro. (Alessandro Giorgetta) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 17/10/2013.


Per il rispetto della forma scritta ex art. 23 TUF non basta la sola firma dell'investitore ma occorre anche quella dell'intermediario. Acquisto obbligazioni Lehman brothers - Nullità per mancanza di forma scritta del contratto quadro - Firma del solo investitore - Insufficienza..
Nel caso di contratti per i quali è prevista la forma scritta ad substantiam la prova del contratto non può che essere data mediante la produzione del documento (o dei documenti) dai quali risulta l’accettazione di entrambe le parti. In mancanza di elementi di prova circa il riferimento alla consegna al contraente della copia contenente la sottoscrizione della parte (come pur avviene anche nell’ipotesi di contratti di intermediazione finanziaria, redatti in duplice copia, dove nella copia in possesso dell’intermediario, sottoscritta dal cliente, quest’ultimo dà atto di aver ricevuto una copia sottoscritta dal funzionario abilitato a rappresentare la banca). Non è inoltre condivisibile l’orientamento secondo il quale il requisito della forma scritta imposto dall’art. 23 t.u.f. richiede la sola sottoscrizione del cliente e non quella dell’intermediario. La previsione del requisito della forma scritta ad substantiam implica che debba essere consacrata per iscritto la formazione dell’accordo. Ciò significa che entrambe le parti del contratto devono apporre la loro sottoscrizione, ancorché non sia necessaria la contestualità in un unico documento. D’altra parte, la sola sottoscrizione del risparmiatore sarebbe sufficiente solo laddove il contratto di intermediazione finanziaria fosse qualificabile come negozio unilaterale. È tuttavia evidente come la fattispecie de qua assuma i tratti della bilateralità e non dell’unilateralità. La mancanza di sottoscrizione da parte dell’intermediario del contratto quadro non può che condurre pertanto all’applicazione della sanzione dell’invalidità sub specie di nullità sancita dall’art. 23 t.u.f.. (Andrea Bulgarelli) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 26/08/2013.


Infondatezza dell'eccezione di abuso processuale dell'investitore per esercizio selettivo dell'azione di nullità delle operazioni di acquisito di strumenti finanziari per assenza del contratto quadro. Acquisto obbligazioni Lehman brothers - Domanda giudiziale di nullità per mancanza del contratto quadro - Eccepita sua inammissibilità per abuso processuale dell'investitore dovuto all'esercizio selettivo dell'azione - Esclusione - Imputazione della nullità al mancato rispetto degli obblighi di forma ex art. 23 TUF da parte della banca - Insuperabilità del principio della domanda (art. 99 c.p.c.) e di quello della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato (art. 112 c.p.c.)..
La banca che invoca l’abuso processuale dell'investitore per aver esercitato in via selettiva un’azione di nullità non si sottrae ad una duplice contestazione.
La prima è che è proprio l’intermediario, cioè il soggetto che assume una qualifica professionale, ad aver dato per primo causa alla nullità ex art. 23 t.u.f. non stipulando per iscritto il contratto di intermediazione finanziaria, ma espletando servizi di intermediazione finanziaria in via di fatto. È evidente come l’art. 23 t.u.f. impedisca l’espletamento di servizi di intermediazione finanziaria, in assenza della preventiva stipulazione di un contratto scritto. Pertanto l’intermediario, che – sebbene a conoscenza dell’obbligo di stipulare per iscritto il contratto di intermediazione finanziaria – presta di fatto servizi di investimento imputet sibi ogni ed eventuale conseguenza che sul piano processuale può scaturire dall’inosservanza dell’onere formale.
La seconda è che l’invocazione di effetti restitutori limitati – riferibili alla mancanza di un contratto quadro – è conseguenza dell’applicazione del principio della domanda (art. 99 c.p.c.) e di quello di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato (art. 112 c.p.c.). Anche in tale caso andare a sindacare il comportamento della parte che a fronte di una domanda di nullità (o di inadempimento) invochi solo limitati effetti restitutori risarcitori) non corrisponde all’impianto della normativa processuale generale, quanto meno in assenza di parametri specifici che spetta al legislatore fornire e sono pertanto insuscettibili di essere inquadrati nell’ambito di una concretizzazione in via giurisprudenziale, che, oltretutto, sarebbe inevitabilmente foriera di disarmonie applicative. (Andrea Bulgarelli) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 02/08/2013.


Nullità degli ordini e risarcimento del danno da lucro cessante. Intermediazione finanziaria - Nullità degli ordini - Risarcimento del danno da lucro cessante - Presupposti.

Intermediazione finanziaria - Nullità degli ordini di negoziazione - Restituzione delle cedole percepite dall'investitore - Malafede - Necessità..
Non può essere accolta la domanda dell'investitore di risarcimento del danno da lucro cessante in mancanza di adeguati riscontri probatori che consentano di desumere elementi di giudizio in ordine alla tipologia dell'investitore, alle sue preferenze in tema di investimenti ed alla composizione del suo portafoglio titoli, così da poter presumere, con ragionevole grado di verosimiglianza, quali sarebbero stati i possibili investimenti alternativi rispetto a quelli contestati. In proposito, va sottolineato che gli elementi probatori di cui si discute non possono essere desunti dalla tipologia dei titoli oggetto di contestazione, i quali non possono costituire il presupposto per ritenere comunque assicurato un rendimento pari a quello prospettato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In caso di accoglimento della domanda di nullità degli ordini di negoziazione, l'investitore non è tenuto alla restituzione delle cedole percepite qualora non vi sia prova della malafede ai sensi degli articoli 2033 e 1147 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11/07/2013.


Intermediazione finanziaria - Impugnazione di nullità delle singole operazioni - Censura di nullità del contratto quadro formulata in corso di causa - Mutatio libelli..
La pretesa di fondare, in corso di causa, la censura di nullità al contratto quadro dopo aver invocato, in citazione, il vizio di nullità soltanto relativamente alle singole operazioni d’acquisto (nella specie di Bond Argentina) e per l’asserita violazione degli obblighi informativi dettati dalla normativa di riferimento, integra una palese mutatio libelli, poiché comportante non una semplice precisazione della causa petendi, ma un mutamento del fatto costitutivo della domanda, con l’introduzione nel giudizio di un tema d’indagine di fatto e di diritto del tutto nuovo e, quindi, implicante un’alterazione dell’originario tema del contendere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06/02/2013.


Ordini di negoziazione apocrifi e violazione della forma scritta prevista dal contratto quadro. Ordini di negoziazione - Contratto quadro - Previsione della forma scritta - Sottoscrizione apocrifa..
Debbono ritenersi nulli gli ordini di negoziazione la cui sottoscrizione sia risultata apocrifa nel caso in cui il contratto quadro preveda che gli stessi debbano essere impartiti esclusivamente per iscritto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 17/02/2012.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Nullità – Ordini di investimento..
La nullità del contratto quadro determina la nullità dei singoli ordini di investimento impartiti dal cliente. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 09/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Nullità – Ordini di investimento..
La nullità del contratto quadro determina la nullità dei singoli ordini di investimento impartiti dal cliente. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Nullità – Ordini di investimento..
La nullità del contratto quadro determina la nullità dei singoli ordini di investimento impartiti dal cliente. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02/11/2010.


Intermediazione finanziaria - Ordine di negoziazione - Nullità - Natura di autonomo atto negoziale - Sussistenza..
Il singolo ordine di negoziazione è un autonomo atto negoziale e non una semplice istruzione data dal cliente in esecuzione del contratto quadro; ne consegue che la sua eventuale invalidità rende priva di causa ogni successiva attività negoziale posta in essere dalla banca. (Nella specie è stata ritenuta la nullità dell'acquisto di obbligazioni argentine non avendo la banca fornito la prova del conferimento dell'ordine per iscritto o con registrazione su supporto magnetico). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 29/03/2010.


Contratto quadro – Mancato adeguamento alla normativa di natura inderogabile successiva alla stipulazione – Nullità sopravvenuta – Sussistenza..
Poiché le operazioni poste in essere dall’intermediario per conto del cliente debbono essere conformi non solo al contenuto del contratto quadro ma anche alle norme inderogabili di legge, il contratto quadro, al fine di evitare la sostanziale vanificazione delle norme poste a tutela dell’investitore, deve conformarsi alle prescrizioni di natura imperativa ed inderogabile emanate dopo la sua stipulazione; in difetto, le singole operazioni di negoziazione potranno essere affette da nullità sopravvenuta ex artt. 23, comma 1, d. lgs. N. 58/1998 e 30 reg. Consob n. 11522/98. (fb) Tribunale Saluzzo, 28/04/2009.


Intermediazione finanziaria – Singole operazioni di negoziazione eseguite in forza del contratto quadro – Natura di singoli contratti – Nullità del contratto di commissione – Oggetto della restituzione..
Le operazioni di acquisto dei titoli eseguite in forza del contratto quadro devono essere considerate a loro volta altrettanti contratti, per cui, nell’ipotesi in cui i titoli (nella specie obbligazioni argentine) non vengano ceduti all’investitore dall’intermediario ma da questi acquistati da altro intermediario per conto dell’investitore, saranno configurabili altrettanti contratti di commissione ex art. 1731 codice civile per effetto dei quali l’acquisto in capo all’investitore ordinante avviene in forza della regola prevista per il mandato all’art. 1706, comma 1, codice civile, applicabile anche al contratto di commissione. In questo caso, l’eventuale dichiarazione di nullità della singola operazione avrà ad oggetto il contratto di commissione e non l’acquisto dell’intermediario sul mercato finanziario, con la conseguenza che l’oggetto della restituzione ex art. 2003 codice civile deve essere individuato nella provvista fornita dal cliente per l’acquisto dei titoli. (fb) Tribunale Saluzzo, 28/04/2009.


Ordine anteriore al contratto quadro e nullità. Intermediazione finanziaria - Ordine di negoziazione impartito in data antecedente alla stipulazione del cd. contratto quadro - Nullità. .
Difetta di fondamento e causa giuridica l’ordine di negoziazione impartito prima della stipulazione del cd. contratto-quadro, con la conseguenza che la negoziazione eseguita dall’intermediario finanziario non produce alcun effetto nella sfera giuridica del cliente e resta a carico dell’intermediario-mandatario per avere questi agito in assenza di valide disposizioni del cliente-mandante. (ma) Tribunale Bologna, 02/03/2009.


Prova degli ordini e nullità delle operazioni di negoziazione. Negoziazione di strumenti finanziari – Prova del conferimento degli ordini – Omissione – Nullità. (07/06/2010).
Devono considerarsi nulle le operazioni di negoziazione di strumenti finanziari eseguite per conto del cliente dall’intermediario che non fornisca la prova del conferimento dei relativi ordini scritti o telefonici registrati su supporto magnetico. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 17/02/2009.


Forma convenzionale e nullità degli ordini. Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Forma convenzionale – Violazione – Nullità – Sussistenza..
E’ nullo l’ordine di negoziazione privo della forma scritta qualora il contratto quadro preveda l’utilizzo di tale forma in alternativa alla registrazione dell’ordine verbale nella specie non avvenuta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lecco, 17/10/2008.


Operazioni in derivati, oggetto del contratto e nullità degli ordini. Servizi di investimento mobiliare - Contratto quadro - Interpretazione - Criteri - Esame delle singole pattuizioni - Necessità - Comportamento successivo dell'investitore - Rilevanza - Condizioni - Fattispecie in tema di responsabilità per l'esecuzione di ordini di negoziazione di derivati esteri..
Ai fini dell'accertamento dell'ambito oggettivo di un contratto quadro relativo alla prestazione di servizi di investimento, il giudice di merito non può fermarsi all'intitolazione enunciativa del contratto, ma deve esaminare l'intero contenuto delle pattuizioni contrattuali, astenendosi dal conferire rilievo, ai sensi dell'art. 1362 cod. civ., al comportamento successivo dell'investitore, ove lo stesso si sia sostanziato nel conferimento di ordini di borsa che, privi del necessario fondamento causale nel contratto quadro per avere ecceduto dai limiti oggettivi dello stesso, non risultino a loro volta impartiti nella forma scritta richiesta dall'art. 23, comma 1, del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58. (In applicazione di tale principio, la S.C. ha cassato la sentenza impugnata, la quale aveva escluso la responsabilità di una S.I.M. per i danni derivanti dall'esecuzione di operazioni su derivati esteri, senza tener conto che il contratto quadro sottoscritto dall'investitore, pur riferendosi genericamente, nell'intitolazione, alla negoziazione di stramenti finanziari collegati a valori mobiliari quotati "nei mercati regolamentati" ed ai relativi indici, conteneva una clausola che limitava espressamente l'oggetto del contratto al servizio di negoziazione di prodotti derivati italiani). (Fonte: CED – Suprema Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 25/06/2008.


Intermediazione finanziaria – Mancanza di contratto quadro – Singoli mandati scritti di negoziazione – Ammissibilità..
In mancanza di espressa disposizione non è possibile sostenere che la conclusione di sporadici mandati di negoziazione in assenza di un contratto quadro di riferimento sia per ciò solo affetta da nullità, essendo peraltro evidente che in simili evenienze gli ordini dovranno essere necessariamente impartiti per iscritto, in ottemperanza al dettato della legge. Anche alla luce della rafforzata tutela degli investitori può quindi ancora ammettersi la possibilità di singoli mandati di negoziazione ove gli stessi siano conferiti per iscritto e fermo restando l’obbligo per l’intermediario di adempiere parallelamente ai doveri di trasparenza e di informazione posti a suo carico dal legislatore e dalla Consob. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 04/06/2008.


Intermediazione finanziaria – Nullità delle operazioni per mancanza di contratto quadro – Conseguenze – Caducazione delle operazioni con esito favorevole all’investitore..
Ove la tesi della nullità delle operazioni di negoziazione per mancanza del contratto quadro dovesse essere accolta e coerentemente applicata, dovrebbe essere dichiarata la caducazione di tutte le operazioni di negoziazione poste in essere nel corso del rapporto (e quindi che di quelle con esito proficuo), in quanto, sebbene la nullità possa essere fatta valere solo dal cliente, ciò non significa che sia in sua facoltà scegliere quali ordini porre nel nulla secondo il suo interesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 04/06/2008.


Contratto quadro non aggiornato e nullità degli ordini. Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Contratto quadro stipulato in data anteriore all’entrata in vigore del d. lgs. 58/98 – Nullità sopravvenuta – Sussistenza..
Sono nulli gli ordini di negoziazione eseguiti in contropartita diretta sulla base di un contratto quadro stipulato prima della nuova normativa del TUF entrata in vigore nel 1998 e privo pertanto dei contenuti a carattere imperativo che presiedono all’acquisto de titoli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 03/04/2008.


Contratto quadro e nullità sopravvenuta. Intermediazione finanziaria - Contenuto del contratto quadro - Entrata in vigore del TUF - Nullità sopravvenuta - Sussistenza..
Sono nulli, ai sensi dell'art. 1418, I comma, cod. civ., gli ordini di negoziazione posti in essere sulla base di un contratto quadro stipulato in data antecedente l'entrata in vigore delle disposizioni del TUF e che non sia stato aggiornato secondo le nuove norme che prevedono oneri formali ed ulteriori a carattere inderogabile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 10/10/2007.


Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Requisiti di forma – Violazione – Nullità..
Comporta la nullità dell’ordine di acquisto la violazione dei requisiti di forma prescritti dall’art. 29 reg. Consob per l’esecuzione di operazioni inadeguate, posto che l’art. 29 citato, unitamente all’art. 23 del TUF hanno natura imperativa in considerazione degli interessi pubblicistici tutelati - anche di rango costituzionale - identificabili non solo nella tutela dei risparmiatori uti singuli ma anche in generale del risparmio come elemento di valore dell’economia nazionale. Da luogo invece ad inadempimento la condotta dell’intermediario successiva alla conclusione del contratto quadro che importi violazione di norme comportamentali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 30/05/2007.


Contratto quadro sottoscritto da una sola parte, conseguenze. Intermediazione finanziaria – Nullità del contratto quadro sottoscritto da una sola parte – Conseguente nullità dei singoli ordini di negoziazione – Sussistenza – Convalida – Esclusione..
E’ nullo per violazione del requisito della forma scritta prescritta ad substantiam dall’art. 23 d. lgs. n. 58/98, il contratto quadro per la negoziazione di strumenti finanziari che sia stato sottoscritto dalla sola parte che producendolo in giudizio ne abbia eccepito l’invalidità. E poiché gli ordini di borsa traggono la loro origine ed efficacia dalla conclusione del contratto di negoziazione e sono traducibili in atti di esecuzione del rapporto contrattuale, alla nullità del contratto quadro consegue la nullità di tutti gli ordini impartiti in esecuzione dello stesso non essendo peraltro ammissibile la convalida mediante esecuzione del negozio nullo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 22/03/2007.


Ordini di negoziazione, servizi telematici e forma convenzionale. Ordini di negoziazione – Forma convenzionale – Utilizzo di phone banking e dei servizi telematici – Ammissibilità – Espressa previsione contrattuale – Necessità..
Gli ordini di negoziazione possono essere legittimamente impartiti tramite il sistema di cd. phone banking ovvero tramite i servizi bancari telematici qualora tali modalità siano contemplate, in ottemperanza a quanto previsto dall’art. 30, comma 2 lett. c) del reg. Consob n. 11522/98, dal contratto stipulato con l’investitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 21/02/2007.


Forma pattizia e nullità. Intermediazione finanziaria – Forma degli ordini di negoziazione – Previsione di forma contenuta nel contratto quadro – Violazione – Nullità..
Deve essere dichiarata la nullità dell’ordine di negoziazione che venga impartito in violazione delle forme previste dal contratto quadro per la prestazione dei servizi di investimento. (Nel caso di specie, il contratto quadro prevedeva per gli ordini di negoziazione la forma scritta e, solo in via eccezionale, quella telefonica con annotazione scritta della telefonata nei registri interni della banca). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 31/01/2007.


Intermediazione finanziaria – Nullità degli ordini di negoziazione per mancanza del contratto quadro – Sussistenza..
La sanzione della nullità per difetto di forma scritta è prevista ex lege solo per il cd. contratto quadro, mentre per quanto riguarda i singoli ordini, è lasciata alle parti la facoltà di regolare le forme (ad substantiam o ad probationem) da adottare. Ne consegue che La mancanza di un contratto quadro valido rende senza titolo ogni ulteriore attività eseguita dall’intermediario, compresa l’esecuzione dell’ordine per cui è causa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Biella, 26/01/2007.


Nullità dell'ordine e rapporto con il contratto quadro. Intermediazione finanziaria – Inesistenza del contratto quadro al momento del conferimento dell’ordine di negoziazione – Indissolubilità del vincolo tra contratto quadro, ordine ed esecuzione dello stesso – Nullità – Convalida e ratifica – Esclusione..
Il vincolo tra il contratto quadro per la prestazione dei servizi di investimento, l’ordine di negoziazione del cliente e l’esecuzione dello stesso da parte dell’intermediario è indissolubile. Ne consegue che , in mancanza del contratto quadro, che gli attribuisce fondamento causale, l’ordine dato dall’investitore, seppure in forma scritta, quando occorre, seppure “consapevole” e specifico, seppure insomma immune da vizi intrinseci ed astrattamente equiparabile ad un autonomo mandato, resta sempre e comunque nullo perché sfornito di propria causa e la sua esecuzione non può produrre alcun effetto giuridico nei rapporti tra intermediario e investitore. In tale ipotesi, non può neppure validamente sostenersi che la mancata contestazione degli estratti conto, la riscossione delle cedole ed il conferimento all’intermediario del mandato ad insinuarsi nella procedura concorsuale avrebbero dato luogo a ratifica, convalida o, comunque approvazione dell’operato della banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 18/01/2007.


Contratto quadro e nullità. Intermediazione finanziaria – Mancata sottoscrizione del contratto quadro – Nullità delle operazioni – Rilevabilità..
Le operazioni di negoziazione di strumenti finanziari poste in essere senza la previa sottoscrizione del cd. contratto quadro sono nulle per violazione di norme a carattere imperativo e tale nullità è insanabile ed è rilevabile in ogni momento della causa. Tribunale Milano, 07/04/2006.


Nullità dei singoli contratti di negoziazione ex art. 1418 c.c.. Intermediazione finanziaria - Nullità dei singoli contratti di negoziazione – Violazione di norme imperative – Sussistenza..
L’art. 29 reg. Consob, nel prescrivere che l’ordine di esecuzione di un’operazione inadeguata debba rivestire la forma scritta con esplicito riferimento alle avvertenze ricevute dall’investitore, ha indicato un elemento costitutivo del contratto di acquisto dello strumento finanziario ed introdotto una vera e propria regola di validità del medesimo.  E poiché il T.U.F. ed il suo regolamento attuativo sono norme imperative a norma dell’art. 1418 c.c., laddove tali norme prescrivano requisiti di validità della fattispecie negoziale –come appunto l’art. 29 reg. Consob- la loro violazione dà luogo alla nullità del contratto, non occorrendo che tale sanzione sia espressamente prevista dalla norma, in quanto a ciò vi sopperisce l’art. 1418, 1° comma c.c., che enuncia un principio generale rivolto a prevedere e disciplinare proprio quei casi in cui alla violazione di precetti imperativi non si accompagna una espressa previsione di nullità. Tribunale Venezia, 16/02/2006.


Intermediazione finanziaria – Servizi d’investimento – Mancanza di contratto relativo alla prestazione di servizi di investimento - Atto di negoziazione per conto terzi – Nullità per mancanza di causa .
È nullo per mancanza di causa l’atto di negoziazione di prodotti finanziari eseguito dall’intermediario in esecuzione di un ordine del cliente in caso di mancanza della forma scritta del contratto relativo alla prestazione di servizi d’investimento in strumenti finanziari. Tribunale Rovereto, 18/01/2006.


Ordini di negoziazione di strumenti finanziari - Forma convenzionale ex art. 1352 – Nullità..
Ove il cd. contratto-quadro sottoscritto tra investitore e intermediario preveda che gli ordini di acquisto degli strumenti finanziari siano impartiti per iscritto e che, qualora siano comunicati telefonicamente, debbano essere registrati su supporto magnetico o altro supporto equivalente, si deve presumere che siano nulli ai sensi dell’art. 1352 c.c. gli ordini comunicati senza il rispetto di tali forme convenzionali. Tribunale Pescara, 21/10/2005.


Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Risoluzione del contratto-quadro – Nullità degli ordini di negoziazione e dei negozi di trasferimento dei titoli – Sussistenza..
Alla dichiarazione di risoluzione del contratto-quadro per violazione dei doveri informativi dell’intermediario consegue la nullità degli ordini di negoziazione (qualificabili come proposte di contratto di mandato che si conclude mediante la loro esecuzione) e quindi il venir meno della causa gestoria che ha giustificato il trasferimento dei titoli.La nullità degli ordini di negoziazione, pertanto, non consegue direttamente alla violazione degli obblighi di comportamento, ma, in via indiretta, alla risoluzione del contratto quadro. Tribunale Firenze, 18/10/2005.


Intermediazione finanziaria – Requisiti di forma – Violazione – Conseguenze..
La nullità dei contratti di intermediazione è riscontrabile solo in difetto della forma scritta prescritta dall’art. 23 T.U.F. e con esclusivo riferimento al contratto quadro di negoziazione e deposito titoli. Detto requisito di forma non si estende ai vari ordini di acquisto via via impartiti dal cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 02/08/2005.


Obbligazioni Cirio e nullità dell'acquisto. Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni in data antecedente l’emissione – Nullità dell’acquisto per mancanza dell’oggetto – Sussistenza..
E’ nullo per mancanza e comunque per indeterminatezza dell’oggetto l’acquisto di un prodotto finanziario (nella specie obbligazioni Cirio) stipulato prima della emissione. Tribunale Milano, 31/01/2005.