Massimario di Diritto Finanziario


DIRITTO DI RECESSO

Riconducibilità della nullità ex art. 30 TUF alla categoria delle c.d. nullità relative. Intermediazione finanziaria – Contratti sottoscritti fuori sede – Mancanza avviso possibilità di recesso – Legittimazione attiva

Intermediazione finanziaria – Contratti sottoscritti fuori sede – Mancanza avviso possibilità di recesso – Prescrizione azione di nullità.
La nullità comminata dal settimo comma dell’art. 30, commi 6 e 7, del T.U.F. costituisce una nullità “relativa” o “di protezione”, in quanto funzionale alla tutela del solo “contraente debole”, il cui regime giuridico presenta notevoli affinità con quello dell’annullabilità, dato che non esclude l’efficacia del contratto (l’intermediario resta infatti vincolato dal medesimo fino a quando non ne viene pronunciata l’invalidità). Essa può essere fatta valere esclusivamente dal cliente. (Alessandro Giorgetta) (Enrico Pamphili) (riproduzione riservata)

La nullità prevista dall’art. 30, commi 6 e 7, T.U.F., quale nullità relativa assimilabile all’annullabilità, è passibile di convalida e sottoposta ad un termine di prescrizione di cinque anni. La norma prevista dall’art. 1422 c.c., la quale prevede l’imprescrittibilità dell’azione di nullità, trova infatti giustificazione nel fatto che la nullità ex articolo 1418 c.c. tutela l’interesse generale, mentre l’articolo 30 del T.U.F. tutela l’interesse di una sola parte, così come accade per l’azione di annullabilità. (Alessandro Giorgetta) (Enrico Pamphili) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 12/10/2017.


Polizze vita e diritto di recesso ex art. 30 TUF. Intermediazione finanziaria - Polizze vita - Diritto di recesso - Fattispecie.
Non rispetta il dettato dell'art. 30, comma 6, TUF, la clausola per cui "dalla data di sottoscrizione della proposta di polizza decorre il diritto di recedere dal contratto con l'obbligo della compagnia alla restituzione dei premi versati al netto dei diritti già riscossi". La citata norma impone, infatti, l'espressa indicazione della clausola relativa alla sospensione dell'efficacia dei contratti di collocamento di strumenti finanziari o di gestione di portafogli individuali conclusi fuori sede per la durata di sette giorni decorrenti dalla data di sottoscrizione da parte dell'investitore e l'avvertenza che entro detto termine l'investitore può comunicare il proprio recesso senza spese né corrispettivo al promotore finanziario o al soggetto abilitato.

[Nel caso di specie trattasi dei contratti "Polizza Vita Mediolanum Vita My Pension-Gold", "Polizza di Assicurazione Vita Double Premium", "Polizza di Assicurazione Vita Mediolanum Trio"] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17/07/2017.


Intermediazione finanziaria - Contratti di investimento conclusi a distanza - Applicazione della disciplina sui contratti fuori sede - Esclusione.
Non si applica ai contratti di investimento conclusi “a distanza” la disciplina di cui all’art. 30, comma 7 del D.Lgs. 24.2.1998, n. 58 (T.U. sulla finanza) per i contratti conclusi “fuori sede”, considerato che gli artt. 32 del T.U. finanza, 79 e 80 del regolamento CONSOB 16190/2007 non contengono alcun rinvio alle disposizioni speciali di cui all’art. 30, commi 6 e 7 T.U. finanza, che prevedono una particolare ipotesi di nullità relativa, la cui previsione (anche per la ratio che ne ha consigliato l’adozione, riferita all’esigenza di concedere all’investitore un rimedio contro il rischio di una negoziazione a sorpresa o poco meditata) non è estensibile ad una fattispecie diversa, in cui non ricorrono le medesime esigenze di tutela. (Paolo Bontempi) (riproduzione riservata) Lodo Arbitrale Bologna, 10/02/2017.


Contratti di Interest Rate Swap – Mancato inserimento della clausola di recesso ex art. 30, comma 6, TUF – Nullità – Esistenza.
I contratti per operazioni su strumenti finanziari derivati Interest Rate Swap conclusi presso la sede dell’Ente territoriale, e comunque al di fuori della sede propria dell’Intermediario, da parte di investitore che non poteva ritenersi operatore qualificato ex art. 31 Reg. Consob n. 11522/1998 sono nulli per mancata preventiva indicazione della facoltà di recesso ex art. 30 Reg. Consob n. 11522/1998. (David Giuseppe Apolloni) (riproduzione riservata) Appello Perugia, 24/10/2016.


Ius poenitendi e contratto swap. Intermediazione finanziaria – Art.30 tuf. – Ius poenitendi – Contratto quadro – Contratto swap – Operazione fuori sede  – Cliente professionale.
L'orientamento prevalente di legittimità dopo l'intervento delle Sezioni Unite della Corte di Cassazione n.13905/2013 ha adottato un'interpretazione estensiva nell'ambito dell'efficacia della normativa statuita dall'art.30 Tuf.

La previsione di nullità dei contratti in cui non sia contemplato il diritto di recesso, previsto nel settimo comma dell'art. 30 Tuf del d.lgs 58/98, trova applicazione non soltanto nel caso in cui la vendita fuori sede di strumenti finanziari da parte dell'intermediario sia intervenuta nell'ambito di un servizio di collocamento prestato dall'intermediario medesimo in favore dell'emittente o dell'offerente di tali strumenti, ma anche quando la medesima vendita fuori sede abbia avuto luogo in esecuzione di un servizio d'investimento diverso, ove ricorra la stessa esigenza di tutela.

Ai contratti di collocamento di cui all'art.30 del Tuf si applica la prescrizione concernente l'inserimento del diritto di recesso a pena di nullità, non essendo più tale clausola circoscritta ai contratti strettamente connessi e conseguenti alla prestazione del servizio di collocamento previsto dall'art.1 comma 5, lett. Cdel Tuf, ma anche a qualsiasi operazione in virtù della quale l'intermediario venda a clienti non professionali strumenti finanziari al di fuori della propria sede ed anche nella negoziazione di servizi di investimento previsti all'art.1 comma 5 lett. a) e b) del Tuf.

La normativa sul diritto di recesso non è applicabile in base all'art. 30 Tuf comma 2 lett.a) ai soli clienti professionali individuati ai sensi dell'art. 6 comma 2-quinquies e 2-sexies.

La Consob con il Regolamento n.16190 nell'allegato 3 ha disposto un elenco di soggetti che devono essere automaticamente considerati clienti professionali di diritto. (Massimiliano Elia) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 18/10/2016.


Il diritto di recesso deve essere ben visibile e di facile comprensione per l’investitore. Piano finanziario “My Way” - Diritto di recesso ex art. 30 TUF -  Caratteristiche della previsione relativa alla facoltà di recesso e rispetto del requisito di legge.
La clausola di recesso inserita nel prospetto informativo dei fondi comuni di investimento, che attiene ad una parte della più ampia operazione di investimento che caratterizza il piano finanziario “My Way”, è inidonea ad informare l’investitore della facoltà di recedere ex art. 30 TUF dall’intero contratto. Considerato l’elevato livello di tutela che deve essere garantito ai consumatori, ex art. 38 della Carta dei diritti fondamentali della UE, l’avviso concernente il diritto di recesso deve essere ben visibile e di facile comprensione per l’investitore. (Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 13/07/2016.


Il diritto di recesso ex art. 30 TUF riguarda la sottoscrizione degli strumenti finanziari, non del contratto-quadro. Intermediazione finanziaria - Diritto di recesso ex art. 30 TUF - Oggetto - Sottoscrizione dei singoli strumenti finanziari - Applicazione alla sottoscrizione del contratto quadro - Esclusione.
Il diritto di recesso accordato all'investitore dall'art. 30, comma 6, t.u.f., e la previsione di nullità dei contratti in cui quel diritto non sia contemplato, contenuta nel successivo settimo comma, trovano applicazione non soltanto nel caso in cui la vendita fuori sede di strumenti finanziari da parte dell'intermediario sia intervenuta nell'ambito di un servizio di collocamento o gestione di portafogli individuali, prestato dall'intermediario medesimo in favore dell'emittente o dell'offerente di tali strumenti, ma anche quando la medesima vendita fuori sede abbia avuto luogo in esecuzione di un servizio d'investimento diverso, ivi compresa l'esecuzione di ordini impartiti dal cliente in esecuzione di un contratto quadro, ove ricorra la stessa esigenza di tutela (vd. Sez. Un. n. 13905 del 2013).

Tuttavia, la disciplina del recesso di cui si sta parlando non può che riguardare i singoli rapporti negoziali in base ai quali, di volta in volta, l'investitore si trovi a sottoscrivere uno strumento finanziario offertogli dall'intermediario fuori sede, e non la stipulazione del c.d. contratto-quadro, che di per sè non implica l'acquisto di strumenti finanziari ed è perciò sicuramente estranea alla nozione di "collocamento", sia pur latamente intesa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11/06/2016.


E' nullo il contratto di swap concluso presso la sede della società privo dell'indicazione della facoltà di recesso ex art. 30 TUF. Intermediazione finanziaria - Contratto di swap - Natura di strumento finanziario - Indicazione nel contratto della facoltà di recesso - Necessità - Nullità.
Il contratto di swap rientra nella categoria degli strumenti finanziari di cui alla lettera a) dell'articolo 30, comma 1, del TUF e, nell'ipotesi in cui venga concluso presso la sede del cliente, lo stesso dovrà contenere, a pena di nullità, l'indicazione della facoltà di recesso di cui ai commi 6 e 7 della citata disposizione normativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13/04/2016.


Offerta fuori sede, contratto quadro e scheda di prenotazione, collegamento funzionale e univoco e facoltà di recesso ex art. 30 TUF. Offerta fuori sede – Contratto quadro e scheda di prenotazione – Collegamento funzionale e univoco – Facoltà di recesso ex art. 30 TUF – Indicazione in solo contratto quadro – E’ sufficiente.
Nel caso di collegamento funzionale e univoco tra contratto quadro per i servizi di collocamento sottoscritto fuori sede e successiva scheda di prenotazione di strumenti finanziari è sufficiente, ai fini del rispetto dell’art. 30, commi 6 e 7 TUF, l’indicazione nel solo contratto quadro della facoltà di recesso entro 7 gg dalla sottoscrizione. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Bolzano, 21/03/2016.


Non costituisce collocamento fuori sede la sottoscrizione di certificati presso l'ufficio di un promotore finanziario incaricato del collocamento. Offerta fuori sede – Sottoscrizione in ufficio personale promotore – Non ricorre – Previsione diritto di recesso – Non è dovuta.
Non costituisce collocamento fuori sede la sottoscrizione di certificati presso l'ufficio personale di un promotore finanziario incaricato del collocamento. Ciò, a maggior ragione, nel caso in cui fuori dall'ufficio siano presenti il logo o l'insegna dell'intermediario per cui opera il promotore che rendono l'investitore ancor più consapevole di essersi recato in un ufficio preposto al collocamento di strumenti finanziari ed evitano il rischio di assumere decisioni poco meditate, così come potrebbe avvenire nel caso in cui il collocamento avvenga, ad esempio, a casa o presso l'ufficio dell'investitore. Ne consegue che il contratto sottoscritto presso l'ufficio personale del promotore non è nullo per assenza della clausola di recesso ex art. 30, commi 6 e 7 TUF. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 17/02/2016.


Nullo l’acquisto di bond argentina se negli ordini manca lo ius poenitendi. Contratti stipulati fuori sede - Diritto di recesso - Ius poenitendi - Mancanza - Nullità.
L’art. 56 quater d.l. 21 giugno 2013 n. 69 non è una norma di interpretazione autentica così che non ha l’effetto di sanare l’eventuale nullità dei contratti di investimento relativi ad operazioni di negoziazione di titoli per conto proprio se privi dello ius poenitendi dell’investitore stipulati prima del 1° settembre 2013. Non è sufficiente che l’avviso sia contenuto nel contratto quadro, dovendo essere espresso nei singoli contratti. (Fulvio Cavallari) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 26/10/2015.


Contratto di gestione patrimoniale, offerta fuori sede e dovere di chiarezza. Contratto gestione patrimoniale – Art. 30 TUF, comma 7, D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 – Caratteristiche dell’informativa relativa al diritto di recesso .
La previsione di cui all’art. 30/VII t.u.f. pone a carico dell’intermediario offerente un obbligo di informazione preventiva, specifica, tale da permettere l’acquisizione di un consenso consapevole sull’esercizio del diritto fondamentale di recesso. (Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata)

L’informativa di cui all’art. 30/VII t.u.f. deve essere resa in modo chiaro e trasparente, all’interno del regolamento negoziale stricto sensu inteso, e quindi non corrisponde a tali criteri la previsione che non sia personalmente sottoscritta o distintamente approvata, che sia scritta senza soluzione di continuità e con identico carattere e formato rispetto alle varie ed ulteriori previsioni contrattuali. (Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 22/04/2014.


Diritto di recesso - Informazione - Espressione "moduli o formulari" - Interpretazione - Documento contenente la sottoscrizione del cliente..
La prescrizione contenuta nell'articolo 30, comma 7, del D.lgs. n. 58  del 1998, secondo la quale, nei contratti stipulati fuori sede, l'informazione sulla facoltà di recesso deve essere contenuta nei "moduli o formulari", deve essere interpretata nel senso che tale informazione deve essere contenuta nel documento nel quale è consacrato il testo contrattuale quello, cioè, destinato alla sottoscrizione per adesione da parte del cliente e non semplicemente nelle condizioni generali di contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03/04/2014.


Servizio di investimento - Più operazioni unite da collegamento negoziale - Contratto con natura e funzione unitaria - Facoltà di recesso - Documento riguardante il complesso dell'intera operazione..
Nell'ipotesi in cui ci si trovi di fronte ad un "servizio di investimento" consistente di più operazioni prive ciascuna di autonomia concettuale, giuridica o pratica, tra loro unite da un collegamento negoziale genetico o funzionale volto al perseguimento dello scopo finale dell'investimento, il contratto che le prevede ha natura e funzione unitaria, con la conseguenza che l'informazione sulla facoltà di recesso di cui all'articolo 30, comma 7, del D.lgs. n. 58  del 1998 deve essere contenuta nel documento contrattuale sottoscritto dal cliente riguardante il complesso dell'intera operazione e non un frammento di essa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03/04/2014.


Contratti stipulati fuori sede - Diritto di recesso - Applicazione al servizio di collocamento ed a quello di semplice negoziazione titoli..
Il diritto di recesso previsto in favore del risparmiatore dal D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, art. 30, comma 7, per i contratti stipulati fuori sede si applica sia nel caso di vendita di strumenti finanziari per i quali l'intermediario ha assunto un obbligo di collocamento nei confronti dell'emittente sia nel caso di mera negoziazione di titoli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03/04/2014.


Contratti stipulati fuori sede - Diritto di recesso del risparmiatore - Disposizione di cui all'articolo 56 quater del D.L. 21 giugno 2013, n. 69 - Riconoscimento del diritto di recesso alle negoziazioni in conto proprio stipulate dopo il 1 settembre 2013 - Norma di interpretazione autentica - Esclusione..
Il D.L. 21 giugno 2013, n. 69, art. 56 quater, il quale - novellando il D.Lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, art. 30, comma 6, - ha previsto che il diritto di recesso del risparmiatore dai contratti di investimento stipulati fuori sede spetti anche nel caso di operazioni di negoziazione di titoli per conto proprio stipulate dopo il 1 settembre 2013, non è una norma di interpretazione autentica, e non ha avuto l'effetto di sanare l'eventuale nullità dei suddetti contratti, se privi dell'avviso al risparmiatore dell'esistenza del diritto di recesso e stipulati prima del 1 settembre 2013. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 03/04/2014.


Intermediazione finanziaria - Contratti stipulati fuori dai locali commerciali - Jus poenitendi - Facoltà di recesso del cliente - Ratio legis - Necessità di tutelare una meditata scelta di investimento..
Sulla ragion d'essere dello jus poenitendi previsto dall'articolo 30 del TUF le opinioni degli interpreti e degli studiosi sono sufficientemente univoche: è la circostanza che l'operazione d'investimento si sia perfezionata al di fuori dalle sede dell'intermediario a rendere necessaria una speciale tutela per l'investitore al dettaglio (la normativa non si applica agli investitori professionali, come chiarisce il secondo comma del citato art. 30), perché ciò significa che, di regola, l'iniziativa non proviene da lui. E' logico cioè presumere che, in simili casi, l'investimento non sia conseguenza di una premeditata decisione dello stesso investitore, il quale a tale scopo si sia recato presso la sede dell'intermediario, ma costituisca invece il frutto di una sollecitazione, proveniente da promotori della cui opera l'intermediario si avvale; sollecitazione che, perciò stesso, potrebbe aver colto l'investitore impreparato ed averlo indotto ad una scelta negoziale non sufficientemente meditata. Il differimento dell'efficacia del contratto, con la possibilità di recedere nel frattempo senza oneri per il cliente, vale appunto a ripristinare, a posteriori, quella mancanza di adeguata riflessione preventiva che la descritta situazione potrebbe aver causato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 03/06/2013.


Intermediazione finanziaria - Contratti stipulati fuori dai locali commerciali - Jus poenitendi - Facoltà di recesso del cliente - Interpretazione estensiva della disposizione di cui all'art. 30 del TUF - Necessità di assicurare la effettività della tutela del cliente - Previsione dell'art. 38 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE a garanzia di "un livello elevato di protezione dei consumatori" - Disparità di trattamento rispetto all'ipotesi di offerta fuori sede di strumenti finanziari..
A favore di un'interpretazione estensiva della disposizione di cui all'art. 30 del TUF, che sia in grado di meglio assicurare la tutela del consumatore, militano i principi generali desumibili dallo stesso testo unico, sicuramente ispirati all'esigenza di effettività dell'indicata tutela, cui dà ulteriore rinforzo la previsione dell'art. 38 della Carta dei diritti fondamentali dell'UE, che, nel garantire "un livello elevato di protezione dei consumatori", per ciò stesso impone d'interpretare le norme ambigue nel senso più favorevole a questi ultimi. Ma, soprattutto, milita in tal senso la difficoltà di giustificare, anche sul piano costituzionale, una disparità di trattamento tra l'ipotesi di offerta fuori sede di strumenti finanziari che sia fondata sulla diversa tipologia di servizio d'investimento reso dall'intermediario, quando del tutto analoga è la situazione di maggiore vulnerabilità in cui viene comunque a trovarsi il cliente per il fatto stesso che l'offerta lo raggiunge fuori dalla sede dell'intermediario o degli altri soggetti indicati dal primo comma del citato art. 30. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 03/06/2013.


Contratti di investimento stipulati fuori dai locali commerciali e ius poenitendi . Contratti di investimento stipulati fuori dai locali commerciali – Ius poenitendi – Applicabilità dell'art. 30, comma 6, d. lgs. 58/1998 – Esclusione.

Contratti di investimento – Operazioni di execution only – Inosservanza di obblighi informativi – Omessa valutazione dell'adeguatezza in concreto – Responsabilità di natura contrattuale – Sussiste..
La disciplina del recesso delineata dall'art. 30 TUF, in riferimento alle operazioni di collocamento di strumenti finanziari avvenute fuori sede, non è applicabile alle operazioni di negoziazione effettuate in attuazione di un contratto per la prestazione di servizi di investimento. Queste non possono essere intese quale “servizio di collocamento”, il quale si caratterizza per l'esistenza di un accordo tra l'emittente e l'intermediario – collocatore, finalizzato all'offerta, ad un pubblico indeterminato, di strumenti finanziari. (Gaia Matteini) (riproduzione riservata)

L'intermediario è tenuto ad uniformare la propria condotta agli obblighi informativi, ed a valutare l'adeguatezza, in concreto, delle singole operazioni, anche  nelle ipotesi in cui si tratti di ordini c.d. execution only, e cioè di ordine effettuato a seguito di autonoma formazione della volontà da parte dell'investitore, senza alcuna influenza da parte della banca. L'intermediario che presti servizi di investimento è tenuto ad informare la propria condotta al principio della c.d. informazione adeguata in concreto, il quale impone di valutare se le avvertenze fornite agli investitori sul tipo di rischio connesso alla singola operazione siano state tali da soddisfare le esigenze del singolo rapporto, in relazione alle caratteristiche personali ed alla situazione finanziaria dei clienti. La violazione di tale obbligo dà luogo a responsabilità di natura contrattuale, dell'intermediaria, la quale sarà tenuta a risarcire il danno, oltre agli interessi legali dalla data dell'investimento. (Gaia Matteini) (riproduzione riservata) Tribunale Termini Imerese, 06/12/2012.


Ambito di applicazione del diritto di recesso ex art. 30 TUF e rimessione della questione alle Sezioni Unite della Corte di cassazione. Diritto di recesso ex art. 30 TUF – Ambito di applicazione – Se limitato a specifici servizi, precisamente individuati – Se per contro espressivo di un principio pure ricomprensivo delle singole operazioni di investimento, per le quali è necessario un ordine del cliente sotto forma di negoziazione o trasmissione o ricezione ordini, e fisicamente stipulate fuori della sede legale dell’intermediario – Questione discussa e di particolare importanza – Sua rimessione alle Sezioni Unite..
E’ questione alquanto discussa nell’attuale diritto vivente e di particolare importanza quella relativa all’ambito di applicazione del diritto di recesso del cliente ex art. 30 TUF, se lo stesso cioè si ponga limitatamente a singoli, specifici servizi, precisamente individuati o se, per contro, sia espressivo di una regola generale, riferibile anche alle singole operazioni di investimento, per le quali è necessario un ordine del cliente sotto forma di negoziazione o trasmissione i ricezione ordini, e sempre che si tratti di operazione «fisicamente» stipulata fuori dalla sede legale dell’intermediario. Tale questione va perciò rimessa al giudizio delle Sezioni Unite. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21/06/2012.


Ius poenitendi e precedente accordo di carattere generale tra investitore e intermediario. Intermediazione finanziaria - Offerta fuori sede ex art. 30 TUF - Ius poenitendi - Spazio applicativo - Precedente accordo di carattere generale tra investitore e intermediario..
In tanto può trovare ragionevole applicazione la disciplina del ius poenitendi, in quanto si sia verificata una stiuazione in cui il risparmiatore sia stato esposto al rischio di assumere iniziative e prendere decisioni poco meditate. Il fatto che l'acquisto non sia avvenuto per iniziativa dell'offerente, ma a seguito di un precedente accordo di carattere generale tra l'investitore e il soggetto delegato per la definizione negoziale comporta che sia ravvisabile una ipotesi di negoziazione e non di collocamento ex art. 30, comma 5, TUF. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14/02/2012.


Mutuo per l'acquisto di strumenti finanziari costituiti in pegno a favore della banca, fattispecie negoziale complessa e applicazione della disciplina per l'offerta fuori sede. Contratti bancari - Piano finanziario con erogazione di mutuo - Utilizzo della somma mutuata per acquisto di strumenti finanziari - Costituzione in pegno a favore della banca a garanzia della restituzione del mutuo - Sottoscrizione al di fuori dei locali dell'istituto di credito - Onere della prova.

Contratti bancari - Piano finanziario con erogazione di mutuo - Utilizzo della somma mutuata per acquisto di strumenti finanziari - Costituzione in pegno a favore della banca a garanzia della restituzione del mutuo - Fattispecie negoziale complessa riconducibile alla categoria degli strumenti finanziari - Applicazione della disciplina per l'offerta fuori sede - Diritto di recesso - Nullità..
E' nullo il contratto stipulato tra il privato e la banca (nella specie costituente un piano finanziario con erogazione di un mutuo, l'utilizzo della somma mutuata per l'acquisto di obbligazioni e di una quota di un fondo comune di investimento, la costituzione in pegno in favore della banca, a garanzia della restituzione del mutuo, delle obbligazioni e della quota acquistate e l'accensione di un conto deposito titoli e di un conto corrente), qualora sottoscritto al di fuori dei locali dell'istituto di credito. A fronte della contestazione all'uopo formulata dal privato, sorretta da adeguati elementi probatori, incombe sull'istituto di credito fornire prova contraria e dunque che il contratto sia stato sottoscritto presso i suoi uffici. (Andrea Fusaro) (riproduzione riservata)

Un piano finanziario con erogazione di un mutuo, con previsione dell'utilizzo della somma mutuata per l'acquisto di obbligazioni e di una quota di un fondo comune di investimento, con costituzione in pegno in favore della banca, a garanzia della restituzione del mutuo, delle obbligazioni e della quota acquistate e contestuale accensione di un conto deposito titoli e di un conto corrente, sul quale regolare la restituzione rateale del mutuo, si risolve in una combinazione di contratti aventi ad oggetto obbligazioni e quote di fondi comuni di investimento che dà vita ad una complessiva fattispecie negoziale autonoma, riconducibile alla categoria degli strumenti finanziari di cui all'art. 1, D.Lgs. n. 58 del 1998 (TUF) ed assoggetta alla relativa disciplina, anche per quanto riguarda l'offerta fuori sede di cui all'art. 30 del medesimo decreto ed, in particolare, l'obbligo a pena di nullità del contratto, di indicare nei moduli o formulari la facoltà di recesso. (Andrea Fusaro) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03/02/2012.


Il contratto 4YOU è uno strumento finanziario e non un servizio accessorio la concessione di finanziamenti finalizzati all'investimento in strumenti finanziari. Contratto denominato 4YOU - Combinazione di titoli obbligazionari, quote di fondo comune di investimento con garanzia costituita da pegno - Nozione di strumento finanziario di cui all'articolo 1, comma 2, lett. J d.lgs. 58/1998 - Applicabilità - Natura di servizio accessorio di cui all'articolo 1, comma 6, lett. c d.lgs. 58/1998 - Esclusione..
La combinazione di titoli obbligazionari e quote di un fondo comune di investimento operata nel contesto unitario di un'operazione di finanziamento garantita da pegno costituito sui medesimi strumenti finanziari e finalizzata alla restituzione del finanziamento erogato nonché alla realizzazione dell'investimento rientra nella nozione di strumento finanziario contenuta nell'articolo 1, comma 2, lett. b), c) e i), del decreto legislativo n. 58 del 1998, secondo il quale per strumenti finanziari si intendono, tra gli altri, "le obbligazioni", "le quote di fondi comuni di investimento" (lett. b e c) e "le combinazioni di contratti o di titoli indicati nelle precedenti lettere" (lett. j). (Fattispecie relativa al contratto denominato "4YOU"). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03/02/2012.


Visione Europa e 4You e portata della clausola di recesso. Piani finanziari 4you e Visione Europa – Natura complessa del contratto – Valutazione unitaria – Contratto concluso fuori sede – Previsione del diritto di recesso – Necessità – Clausola contenuta nel prospetto informativo dei fondi – Insufficienza..
I piani finanziari 4you e Visione Europa hanno natura di prodotto finanziario sintetico (nella specie erogazione di un finanziamento collegato e vincolato alla conclusione di ulteriori operazioni finanziarie in fondi comuni azionari e obbligazioni zero coupon) e ciò comporta specifici adattamenti delle formule con le quali deve essere resa chiara (id est indicata) all’investitore la sua facoltà di recesso dall’investimento in strumenti finanziari: il che equivale a dire che l’indicazione della possibilità di recesso per il cliente debba essere riferita al piano finanziario nel suo complesso in quanto composto da operazioni tutte funzionalmente volte al conseguimento di un organico risultato economico. (Francesco Santarcangelo) (riproduzione riservata) Appello Milano, 22/01/2010.


Piano finanziario con contratti collegati e clausola di recesso. Piano finanziario (Visione Europa) – Collegamento negoziale – Offerta fuori sede – Clausola di recesso riferibile al solo contratto di acquisto delle quote dei fondi di investimento – Nullità – Sussistenza. (17/05/2010).
E’ nullo per difetto di forma il piano finanziario (nella specie denominato “Visione Europa”) che non preveda la clausola di recesso prescritta per le offerte fuori sede dall’art. 30 del d.lgs. n. 58/1998. Deve, infatti, considerarsi a tal fine insufficiente, il rinvio al prospetto informativo delle quote del fondo investimento nel quale detta clausola di recesso è inserita, sia perché il prospetto è un atto esterno al contratto, sia perché in tal modo la clausola di recesso è riferibile alla sola sottoscrizione di fondi comuni e non, come dovrebbe essere in considerazione del collegamento negoziale tra i vari contratti, all’intero piano finanziario. (mdg) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 08/06/2009.


Collocamento fuori sede di strumenti finanziari – Omessa indicazione del diritto di recesso – Nullità del singolo ordine di negoziazione – Sussistenza..
Ove, in ipotesi di collocamento fuori sede di strumenti finanziari, non sia indicata nei moduli o formulari sottoscritti dall’investitore la facoltà di recesso prescritta dall’art. 30 del TUF, la sanzione della nullità da tale norma prevista colpisce non già il contratto quadro ma piuttosto lo specifico ordine impartito dal cliente e la conseguente esecuzione di esso, con la conseguenza che resta travolta l’idoneità della negoziazione a produrre effetti nella sfera giuridico-patrimoniale del cliente. (fb) Tribunale Bologna, 15/04/2009.


Intermediazione finanziaria – Operatore qualificato – Genericità della dichiarazione di cui all’art. 31 reg. Consob 11522/98 – Contratto concluso fuori sede – Omessa indicazione del diritto di recesso – Nullità – Sussistenza..
La genericità della dichiarazione resa dal legale rappresentante di una società ai sensi dell’art. 31 del reg. Consob n. 11522/98, impedisce l’inquadramento del cliente nella categoria degli operatori qualificati, con conseguente applicabilità della sanzione della nullità del contratto di cui all’art. 30 del T.U.F. qualora il medesimo sia stato concluso fuori sede e non contenga l’indicazione del diritto di recesso. (fb) Appello Trento, 05/03/2009.


Intermediazione finanziaria – Contratto di swap concluso fuori sede – Omessa indicazione del diritto di recesso – Estensione della nullità ai successivi contratti collegati – Sussistenza..
L’eventuale nullità di un contratto di swap concluso fuori sede per mancanza dell’indicazione del diritto di recesso di cui all’art. 30 del T.U.F.,  travolge anche i successivi contratti di swap stipulati allo scopo di far fronte alle passività generate dai precedenti rapporti, dovendosi ritenere in tal caso sussistente un collegamento negoziale dovuto al nesso teleologico che lega i vari negozi ove la cessazione del precedente dipenda strettamente dalla stipula del successivo. (fb) Appello Trento, 05/03/2009.


Vendita fuori sede di prodotti finanziari e diritto di recesso. Intermediazione finanziaria – Conclusione di contratti fuori sede – Prodotti finanziari – Limitazione all’attività di collocamento – Esclusione..
L’art. 30 del T.U.F. disciplina in maniera unitaria l’offerta fuori sede di tutti i servizi di investimento previsti dall’art. 1, comma 5, e prevede, al sesto comma, uno ius poenitendi applicabile ad ogni forma di vendita di titoli mobiliari e non solo al collocamento fuori sede di strumenti finanziari. La ratio della norma in questione, al pari di tutte le altre norme nazionali adottate per dare attuazione alla direttiva europea 20 dicembre 1985 (85/577CEE) è quella di tutelare il consumatore contro il rischio derivante dalla conclusione di contratti fuori dei locali commerciali e di garantirgli la facoltà di liberarsi dall’impegno, già assunto o in corso di formazione, in un congruo spatium deliberandi. (cuz) Tribunale Forlì, 13/01/2009.


Offerta fuori sede – Indicazione della facoltà di recesso – Fattispecie di contratti swap – Omissione – Nullità – Esclusione..
La nullità relativa prevista nella fattispecie dell’offerta fuori sede dall’art. 30, comma 7, d. lgs. n. 58/98, per l’omessa indicazione nel contratto della facoltà di recesso opera solo nell’ipotesi di collocamento si strumenti finanziari e di gestione di portafogli e non in quella di stipula di contratti swap. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 18/09/2007.


Intermediazione finanziaria - Contratti conclusi fuori sede - Facoltà di recesso - Collocamento di strumenti finanziari - Nozione..
La facoltà di recesso di cui all’art. 30 del d. lgs. 58/98 è configurabile unicamente in relazione all’attività di collocamento di strumenti finanziari, intesa in senso tecnico, compiuta fuori sede. Appello Brescia, 20/06/2007.


Intermediazione finanziaria – Diritto di recesso previsto dall’art. 30 del TUF – Ambito applicativo – Negoziazione su base individuale – Esclusione. .
Lo ius poenitendi di cui all’art. 30 del TUF può trovare applicazione esclusivamente ai casi di collocamento propriamente detto e non a quelli di negoziazione su base individuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 14/05/2007.


Negoziazione fuori sede e facoltà di recesso. Intermediazione finanziaria – Ordine di negoziazione fuori sede – Omessa menzione della facoltà di recesso – Nullità – Sussistenza..
E’ nullo l’acquisto di prodotti finanziari (nella specie obbligazioni Cirio) effettuato con ordine di negoziazione conferito per il tramite di promotore finanziario presso il domicilio dell’investitore ove manchi la menzione della facoltà di recesso prevista dall’art. 30 Dlgs 58/98. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04/04/2007.


Facoltà di recesso e clausole relative al prodotto sottostante. Intermediazione finanziaria – My Way – Contratti conclusi fuori sede – Omessa indicazione della facoltà di recesso – Clausola contenuta nel prospetto di un prodotto sottostante – Nullità..
In ipotesi di prodotti finanziari fromati dalla combinazione di altri prodotti (nella specie My Way), all’omessa indicazione nel testo contrattuale della facoltà di recesso di cui all’art. 30 del d. lgs. n. 58/1998, non può supplire l’indicazione di tale facoltà contenuta nei prospetti informativi dei fondi di investimento sottostanti al prodotto oggetto del contratto tra investitore e intermediario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 26/02/2007.


Collocamento fuori sede e diritto di recesso. Intermediazione finanziaria – Collocamento fuori sede – Diritto di recesso – Informazione chiara ed evidente – Necessità..
E’ nullo il contratto di collocamento fuori sede di strumenti finanziari ove la clausola che consente al cliente il recesso nei sette giorni dalla sottoscrizione (art. 30 d. lgs. n. 58/98) non si ponga come oggetto di informazione chiara ed evidente. Tribunale Rimini, 18/12/2006.


4You: prodotto. Piano finanziario 4You - Collocamento fuori sede - Disciplina di cui all’art. 30 d. lgs. 58/98 – Applicabilità..
Il piano denominato 4You è un prodotto sintetico costituito da un finanziamento finalizzato all'acquisto di obbligazioni bancarie zero coupon e di fondi azionari qualificabile come strumento finanziario alla stregua dell’art. 1 lett. j del d. lgs. 58/98 ed è stato costruito in modo tale da non consentire una autonomia funzionale delle sue singole componenti assumendo una distinta configurazione causale sicché, trovando applicazione la disciplina di cui all’art. 30 d. lgs. 58/98, nel caso di stipulazione fuori sede, il negozio deve ritenersi nullo qualora la facoltà di recesso non sia stata accordata in relazione all’intero contratto. Tribunale Mantova, 17/10/2006.


My Way: diritto di recesso e nullità. Piano finanziario “My Way” – Contratti conclusi fuori sede – Diritto di recesso – Mancata previsione con riferimento all’intero piano – Nullità..
I contratti che compongono il piano finanziario denominato “My Way” sono tra loro causalmete collegati (il finanziamento è infatti esclusivamente finalizzato all’acquisto delle obbligazioni e delle quote dei fondi comuni) sicchè non sembra possa aversi una autonomia funzionale tra gli stessi. Da ciò consegue la nullità di tali contratti ove conclusi fuori sede in quanto non prevedono il diritto di recesso di cui all’art. 30, comma 6 del d.lgs. n. 58/1998 con riferimento all’intero piano finanziario. Tribunale Roma, 04/09/2006.


My Way: natura del contratto e offerta fuori sede. Piano finanziario “My Way” – Contratto misto - Contratti conclusi fuori sede – Diritto di recesso – Mancata previsione con riferimento all’intero piano – Nullità..
Il contratto denominato “My Way” è un contratto misto che ha come scopo principale l’acquisto di prodotti finanziari, posto che il soggetto finanziato non riceve nessuna somma di denaro della quale può disporre e che viene invece interamente utilizzata per l’acquisto di prodotti finanziari. A tale tipo di contratto deve quindi ritenersi applicabile la disciplina prevista per i contratti di collocamento si strumenti finanziari di cui all’art. 30, commi 6 e 7 del d. lgs. n. 58/1998 in base alla quale il contratto, ove concluso fuori sede, deve prevedere la facoltà di recesso a pena di nullità. Tribunale Roma, 20/07/2006.


Contratto finanziario complesso e diritto di recesso. Prodotto finanziario complesso - Piani Finanziari “4 You” e “Visione Europa” – Diritto di recesso - Caratteristiche..
Qualora il prodotto consista in una operazione strutturata che prevede l’erogazione di un finanziamento collegato e vincolato alla conclusione di ulteriori operazioni finanziarie (nella specie fondi comuni azionari e obbligazioni zero coupon) e i singoli contratti che lo formano siano avvinti da un vincolo causale tale da non consentire la configurabilità di un'autonomia funzionale dei loro singoli aspetti, il diritto di recesso dell’investitore, previsto per le offerte fuori sede dagli artt. 30 e 31 d.lgs. n. 58/98, deve avere ad oggetto il prodotto finanziario nel suo complesso e non soltanto le singole operazioni di investimento. Tribunale Lodi, 17/03/2006.


Negoziazione di titoli obbligazionari – Offerta fuori sede – Facoltà di recesso dell’investitore – Nullità – Sussistenza..
E' nullo il contratto di negoziazione di obbligazioni stipulato fuori sede che non contempli la facoltà di recesso a favore dell'investitore. Tribunale Mantova, 10/12/2004.