Massimario di Diritto Finanziario


CONFLITTO DI INTERESSI

Operazioni finanziarie – Acquisto di prodotti finanziari della banca qualificatasi come consulente – Conflitto di interessi – Sussiste – Responsabilità contrattuale della banca – Sussiste.
La circostanza che la banca si sia proposta quale consulente e assistente del cliente nell’individuazione e nella valutazione della migliore opzione negoziale per procedere alla sostituzione del precedente contratto integra una tipica ipotesi di conflitto di interessi, poiché è di tutta evidenza che la banca che, in veste di consulente, proponga al potenziale cliente un proprio prodotto finanziario non sia in posizione di terzietà; essa viene meno sia agli specifici doveri gravanti sugli intermediari e sugli operatori finanziari, sia ai generali doveri di buona fede oggettiva e di diligenza da osservarsi nello svolgimento di qualsivoglia rapporto giuridico.
Il profilo di responsabilità nella condotta della banca integra una tipica ipotesi di illecito contrattuale: avendo agito attualmente quale consulente e assistente del cliente, essa era tenuta ad assicurare una prestazione professionalmente adeguata: circostanza ampiamente smentita dai risultati negativi del contratto.
[Nella fattispecie, la banca era stata condannata a risarcire i danni cagionati ad un Comune a seguito della stipula di un contratto swap in relazione al quale aveva omesso di fornire adeguate informazioni.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 18/07/2016.


Raccomandazione personalizzata di contratto di swap e obblighi informativi dell'intermediario. Intermediazione finanziaria - Prestazione di raccomandazioni personalizzate - Applicazione degli obblighi previsti per il servizio di consulenza - Adeguatezza dell'operazione.

Raccomandazione di una determinata operazione finanziaria - Servizio di consulenza - Obbligo dell'intermediario di dotarsi di procedure idonee a valutare l'adeguatezza dell'operazione con riferimento alle reali necessità dei clienti - Obbligo di suggerire prodotti idonei sotto il profilo dell'efficienza e dell'efficacia - Fattispecie in tema di contratto di swap destinato a controbilanciare il rischio correlato al tasso di indebitamento.

Raccomandazione personalizzata di contratto di swap - Conflitto di interessi - Obblighi informativi relativi alla specifica operazione raccomandata..
La prestazione al cliente di una raccomandazione personalizzata comporta l'applicazione degli obblighi fondamentali previsti a carico dell'intermediario per il servizio di consulenza, tra i quali la regola dell'adeguatezza contenuta negli articoli 39 seguenti del regolamento Consob 16190 del 29 ottobre 2007. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'intermediario che raccomandi al cliente una determinata operazione finanziaria deve dimostrare di essere dotato di procedure idonee a valutare l'adeguatezza dell'operazione raccomandata con riguardo alle reali necessità dei clienti ed a suggerire i prodotti più idonei sotto il profilo dell'efficienza e dell'efficacia, tenuto anche conto del costo delle opportunità alternative. Nell'ipotesi di contratto di swap (nel caso di specie rivelatosi inadeguato allo scopo) destinato a controbilanciare il rischio correlato al tasso di indebitamento bancario, l'intermediario deve, altresì, fornire spiegazioni in ordine al motivo per il quale non ha suggerito al cliente di utilizzare una struttura meno complessa, con rischi bidirezionali, o comunque di avvicinare maggiormente il nozionale all'effettivo rendimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La banca che raccomandi al cliente la stipula di un contratto di swap negoziato al di fuori dei mercati regolamentati e costruito dallo stesso intermediario, il quale si trova, pertanto, in situazione di conflitto di interessi, ha l'obbligo di illustrare al cliente i rischi relativi allo specifico prodotto ovvero: i) scomporre il prodotto complesso nelle componenti elementari che giustificano l'esborso finanziario sostenuto dal cliente per l'assunzione della posizione, con la quantificazione del fair value di ciascuna delle componenti derivative e dello strumento nel suo complesso; ii) in presenza di strutture complesse produrre le risultanze di analisi di scenario di rendimenti da condursi mediante simulazioni effettuate secondo metodologia oggettive; iii) porre a confronto il prodotto con altri analoghi semplici, noti, liquidi, basso rischio e di analoga durata e, ove esistenti, con prodotti succedanei di larga diffusione e di adeguata liquidità, in modo da consentire al cliente di operare una scelta ragionata; iv) esplicitare nel contratto il valore del derivato, gli eventuali costi impliciti, i criteri con cui determinare i costi di recesso o di sostituzione. Occorre poi precisare che, in assenza di informazioni specifiche sul profilo di rischio del prodotto, ricostruito attraverso il ricorso a scenari probabilistici e senza informazioni sul valore del marke to market alla data di stipulazione, l'investitore non è in grado di formulare un giudizio di convenienza economica del derivato in termini di costo/rischio/beneficio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13/02/2014.


Negoziazione per conto proprio intesa in senso tecnico ed esclusione del conflitto di interessi. Intermediazione finanziaria - Conflitto di interessi - Negoziazioni in contò proprio - Fattispecie - Esclusione..
Non è ravvisabile una situazione di conflitto di interessi in senso tecnico nell'ipotesi di negoziazione per conto proprio da parte dell'operatore abilitato ossia nel caso di acquisto per successiva rivendita del titolo mobiliare al fine di ricavarne uno spread oltre al compenso provvigionale. (Maria Fiorella Ceroni) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 18/10/2011.


Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Conflitto di interessi - Operazione inadeguata - Specificità dell’informazione - Modalità..
L'informazione per cui l'operazione sarebbe stata eseguita "fuori dai mercati regolamentari" e che "l'operazione era in conflitto di interessi" è del tutto insufficiente ad integrare il disposto normativo di cui agli articoli 21 e 27 del TUF che, come è noto, impone all'intermediario l'obbligo di comunicare al cliente non soltanto la sussistenza del conflitto di interesse ma anche la sua natura ed estensione, non bastando, a tal fine, il riferimento a regole e principi generali o il ricorso a mere clausole di stile. Quanto alla inadeguatezza dell'operazione, l'intermediario ha l'obbligo di indicare sotto quale specifico aspetto l'operazione di investimento che si appresta a compiere è da considerarsi inadeguata, non essendo sufficiente la sottoscrizione da parte dell'investitore di un modulo non idoneo a renderlo con dovizia di particolari edotto dell'alta rischiosità dei titoli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 26/05/2011.


Contratti derivati - Derivati over the counter - Esistenza di un naturale conflitto di interessi - Caratteristiche..
La contrattazione in derivati over the counter, a differenza di quella in derivati cosiddetti uniformi, porta con sé un naturale stato di conflittualità tra intermediario e cliente che discende dall’assommarsi, nel medesimo soggetto, delle qualità di offerente e di consulente; dalla centralità, in relazione al futuro andamento del rapporto, della disciplina stipulata tra le parti; dal fatto che si tratta di prodotti di secondo livello strutturabili in funzione delle specifiche esigenze delle controparti quanto a scadenza, tipologia del sottostante, liquidazione di profitti e perdite, ecc.; dall'evidente interesse dell'intermediario, controparte contrattuale portatore di un proprio interesse economico, a costruire o proporre un prodotto che possa risultare svantaggioso o inadatto al cliente, in quanto fabbricato o rinegoziato in termini geneticamente o successivamente alterati in sfavore della controparte. In tema di derivati over the counter, il conflitto di interessi tra intermediario e cliente può derivare anche dal fatto che il primo può avere in essere operazioni di segno uguale o contrario con altri soggetti e dalla necessità di piazzare prodotti sul mercato anche solo per esigenze di riposizionamento o di propria copertura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19/04/2011.


Operatore qualificato - Conflitto di interessi - Gestione del conflitto d'esclusivo favore dell'intermediario - Obbligo di garantire al cliente un trattamento equo trasparente - Trasparenza ed equo trattamento quali principi basilari anche in presenza di operatore qualificato - Fattispecie..
Se la sottoscrizione della dichiarazione di operatore qualificato prevista dall'articolo 31 del regolamento Consob 11522/98 esclude l'applicazione della disciplina del conflitto di interessi prevista dall'articolo 27 dello stesso regolamento, l'intermediario finanziario non può tuttavia ritenersi autorizzato a gestire il conflitto di interessi esclusivamente a proprio favore, senza garantire al cliente un equo e trasparente trattamento. Trasparenza ed equo trattamento nella gestione dei conflitti di interesse (conflitti che devono in ogni caso essere ridotti al minimo e non possono diventare un comportamento generalizzato neanche nei confronti di operatori qualificati) costituiscono precetti comportamentali basilari, alla cui osservanza l’intermediario è tenuto anche quando il cliente sottoscriva la dichiarazione prevista dal articolo 27 citato, ovvero anche quando il cliente sia un operatore qualificato (nella specie, è stata ritenuta sussistente la violazione dei precetti di trasparenza ed equo trattamento nella gestione dei conflitti di interesse in quanto nella costruzione di un prodotto derivato complesso l'intermediario ha: proposto la stipulazione di operazioni che presentavano un’alea contrattuale asimmetrica ove il cliente avrebbe potuto realizzare un utile massimo limitato a fronte di perdite potenzialmente illimitate; il prodotto derivato prevedeva la copertura richiesta dal cliente solo all'interno di un determinato range, al di fuori del quale corrispondeva un vantaggio bidirezionale per l'intermediario; il prodotto necessitava di un costante monitoraggio e di interventi correttivi molto frequenti, anche infra-giornalieri, il cui controllo avrebbe richiesto alla cliente una struttura complessa e costi non giustificati). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19/04/2011.


Conflitto di interessi cd. . Conflitto di interessi - Rapporti di gruppo - Appartenenza allo stesso gruppo della banca negoziatrice e del soggetto collocatore - Conflitto derivante dalla prestazione congiunta all'interno del gruppo di più servizi - Collocamento e negoziazione retail..
La circostanza che, in virtù dei rapporti di controllo totalitario, la banca negoziatrice faccia parte dello stesso gruppo della banca collocatrice, integra appieno un interesse all'esecuzione dell'operazione di investimento che va al di là di quello che sarebbe altrimenti individuabile in qualsiasi altro intermediario autorizzato non vincolato a determinati rapporti infragruppo. Un siffatto interesse si pone sulla direttrice di conflitto con l'interesse del cliente sia perché derivante da rapporti di gruppo sia perché conseguente alla prestazione congiunta di più servizi all'interno del gruppo, quali il collocamento da un lato e la negoziazione retail dall'altro, sia, infine, perché connesso “a rapporti di affari propri o di società del gruppo”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 04/04/2011.


Divieto di operazioni in conflitto di interessi – Natura e ratio – Vendita di titoli in contropartita diretta – Configurabilità del conflitto di interessi in re ipsa – Esclusione..
Con riferimento alla vendita in contropartita diretta, questa non basta di per sé sola a dar luogo ad un conflitto di interessi, dovendosi altresì verificare altre circostanze, quali, ad esempio, il fatto che la banca avesse nel proprio portafogli un rilevante numero di titoli di quel tipo avendone acquistati in sovrabbondanza al momento della sottoscrizione, che facesse parte del consorzio di collocamento delle obbligazioni, che avesse finanziato (direttamente o per il tramite di una società del gruppo) la società emittente, tutte situazioni nelle quali l’intermediario potrebbe avere un concreto interesse a trasferire sul cliente il rischio di insolvenza dell’emittente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 30/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Rapporti tra gruppo societario di appartenenza dell'intermediario ed emittente – Grey Market – Conflitto di interessi – Mancanza dell'informazione e violazione dell’obbligo di astensione – Onere della prova a carico dell'intermediario – Danno in re ipsa – Responsabilità risarcitoria – Sussistenza..
Nel caso in cui l'acquisto dei titoli avvenga nella fase del grey market, a fronte della dimostrazione per tabulas da parte dell'investitore dell'appartenenza dell'intermediario ad un gruppo societario interessato al collocamento degli strumenti finanziari (nella specie, per il tramite di una società controllata partecipante al consorzio di collocamento degli stessi), sussite conflitto di interessi ai sensi dell'art. 27 comma II Reg. Consob 11522/1998, il quale fa appunto riferimento a situazioni di conflitto sia dirette che indirette; ne consegue che, ove la Banca non soddisfi l'onere probatorio di cui all'art. 23 T.U.F. producendo in giudizio un documento recante l'informativa dell'esistenza del conflitto di interessi e l'autorizzazione scritta delle operazioni rilasciata dal cliente consapevole, sorge la responsabilità risarcitoria della medesima in favore dell'investitore per il danno patito da quest'ultimo, mentre la prova del nesso causale tra tale pregiudizio e condotta dell'intermediario, a fronte della violazione di un obbligo di astensione, sussiste in re ipsa (nella fattispecie, peraltro, l'inadempimento de quo è ritenuto inidoneo ex art. 1455 c.c. a fondare una pronuncia di risoluzione degli ordini di borsa e, ciò, non solo alla luce di un visus globale del rapporto contrattuale intercorso tra le parti, ma, prima ancora, in considerazione del fatto che detti ordini costituiscono atti privi di autonomia negoziale, causalmente giustificati dal contratto quadro di negoziazione, di cui rappresentano meri momenti attuativi e, come tali, potenziali fonti di responsabilità insuscettibili di essere oggetto di dichiarazioni di nullità, annullamento o risoluzione). (cr) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 11/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi – Mancanza dell'informazione e violazione dell’obbligo di astensione – Momento d'insorgenza del danno – Criteri di determinazione del quantum risarcibile..
A fronte della violazione da parte dell'intermediario dell'obbligo ex art. 27 comma II Reg. Consob 11522/1998 di informare il cliente  della sussistenza di un conflitto di interessi e del relativo obbligo di astensione in assenza dell'autorizzazione scritta dell'investitore, non residua margine alcuno ai fini della sussistenza di un concorso di colpa del danneggiato ai sensi dell'art. 1227 c.c.. Ciò premesso, il danno patito dal cliente si determina sulla base dei seguenti criteri:
1. il danno deve considerarsi attuale e risarcibile a prescindere dalla permanenza dei titoli nel portafoglio dell'investitore, quand'anche tali strumenti finanziari risultino ancora suscettibili di variazioni di valore, potendo quest'ultime esclusivamente incidere sulla effettiva quantificazione di un danno già sussistente alla data della scadenza del prestito;
2. il danno è rappresentato dalle somme che il cliente, ex art. 1729 c.c., ha fornito alla banca per l'acquisto dei titoli: il quantum del risarcimento va pertanto individuato nell'ammontare degli importi a suo tempo prelevati dal conto corrente dell'investitore ai fini dei prestiti obbligazionari, detratto il vantaggio economico conseguito medio tempore dal titolare in relazione alle cedole versate sul conto (non potendosi qualificare quest'ultime come frutti civili ai sensi dell'art. 2033 c.c. a fronte di un'obbligazione risarcitoria, ma esclusivamente nel caso di restituzione conseguente alla nullità del contratto quadro di negoziazione);
3. l'obbligo restitutorio dell'intermediario, ancorchè derivante da inadempimento contrattuale, configura un debito di valore diretto a reintegrare completamente il patrimonio del danneggiato ed è pertanto suscettibile di rivalutazione dalla data della scadenza del prestito a quella di deposito della sentenza;
4. dovendo il danno risultare provato in tutte le sue componenti (danno emergente e lucro cessante), non sussiste alcun automatismo nel riconoscimento degli interessi c.d. compensativi relativi al periodo compreso tra il verificarsi del pregiudizio (data di scadenza dell'obbligazione) ed il deposito della sentenza: infatti, l'investitore è a tal fine tenuto a fornire la prova del danno derivato dal ritardo nella corresponsione del risarcimento (anche mediante l'utilizzo di indizi e parametri presuntivi). Pertanto, solo dopo che il cliente avrà dimostrato l'inferiorità della somma rivalutata rispetto all'importo di cui avrebbe disposto nell'ipotesi di un tempestivo pagamento del dovuto, il giudice potrà procedere al riconoscimento ed alla quantificazione di tale danno ulteriore, eventualmente in via equitativa ai sensi degli artt. 1226 e 2056 c.c., ovvero tenuto conto del tasso legale degli interessi;
5. devono essere invece riconosciuti gli interessi al tasso legale dalla data di deposito della sentenza fino al saldo effettivo dell'obbligazione risarcitoria;
6. non deve, infine, riconoscersi alcuna rilevanza in punto di determinazione del danno al mancato percepimento delle cedole non pagate, costituendo quest'ultime un mero lucro sperato non conseguito a causa della sorte avuta dalla società emittente e non in seguito all'inadempimento dell'intermediario. (cr) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 11/11/2010.


Conflitto di interessi – Produzione in giudizio della relativa avvertenza – Necessità..
Ove sia accertata una potenziale situazione di conflitto di interessi, l'intermediario ha l'onere di dimostrare, mediante produzione in giudizio di copia dell'ordine di negoziazione, di avere informato il cliente di tale conflitto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 26/05/2010.


Conflitto di interessi ed onere della prova del danno subito dall’investitore. Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi – Mancanza di informazione – Violazione dell’obbligo di astensione – Responsabilità dell’intermediario – Perdita dell’investitore – Danno in re ipsa – Esclusione – Onere della prova a carico dell’investitore – Sussistenza. .
In difetto di informazione e di successiva autorizzazione del cliente, il divieto legale a carico dell’intermediario di compiere l’operazione in presenza di un interesse in conflitto richiede, ai fini risarcitori, l’accertamento del nesso causale tra siffatto inadempimento dell’intermediario ed il danno lamentato dall’investitore incombendo a quest’ultimo dimostrare che se avesse saputo di quell’interesse dell’intermediario non avrebbe dato il proprio consenso all’operazione. (ns) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 20/10/2009.


Intermediazione finanziaria - Esposizione di natura commerciale dell’intermediario nei confronti dell’emittente - Conflitto di interessi - Esclusione..
Non integra di per sé una situazione di conflitto di interessi il fatto che l'intermediario che vende al cliente determinate obbligazioni sia esposto verso una società del gruppo cui appartiene quella che ha emesso i titoli negoziati, specialmente nel caso in cui l’esposizione derivi da transazioni di carattere commerciale e non finanziario (fattispecie in tema di obbligazioni Cirio). (fb) Appello Torino, 31/03/2009.


Conflitto di interessi e informazione contenuta nel prospetto informativo. Conflitto di interessi – Doveri informativi di cui all’art. 27 reg. Consob – Specifica informazione scritta – Autorizzazione dell’investitore – Necessità.
Conflitto di interessi – Obbligo di astensione dell’intermediario – Violazione – Nesso di causalità tra inadempimento e danno – Rilevanza della mancata astensione. (15/06/2010).
Non soddisfa i requisiti informativi previsti dall’art. 27 reg. Consob n. 11522/98 in tema di conflitto di interessi la mera consegna del prospetto informativo relativo al titolo negoziato e nel quale del conflitto si fa menzione, dovendo, infatti, l’intermediario informare per iscritto l’investitore della natura ed estensione del conflitto e da lui ottenere espressa autorizzazione scritta al compimento dell’operazione. (fb) (riproduzione riservata)
In presenza di un obbligo di astensione dal compimento dell’operazione a causa della presenza di un conflitto di interessi, ai fini della individuazione del nesso di causalità tra il danno subito dall’investitore e l’illegittimo comportamento dell’intermediario assume rilievo il fatto che quest’ultimo non si sia astenuto, come avrebbe dovuto, dal compiere l’operazione. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/03/2009.


Conflitto di interessi, società controllata ed effettività dell’interesse. Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi – Rapporto tra intermediario e società controllata dalla emittente – Irrilevanza.
Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi – Situazione potenziale di conflitto – Irrilevanza – Concreto interesse dell’intermediario – Necessità..
Deve escludersi l’astratta possibilità di un conflitto di interessi qualora l’intermediario non sia direttamente  creditore della società che ha emesso le obbligazioni negoziate ma di una società da questa controllata. (fb)
Perché possa ritenersi esistente un conflitto di interessi non è sufficiente che il conflitto sia solo potenziale, essendo necessario che l’intermediario realizzi concretamente un interesse in conflitto con quello del cliente. (fb) Tribunale Palermo, 25/02/2009.


Conflitto di interessi nel contratto di investimento e risarcimento integrale del danno in re ipsa.. Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi nel contratto – Fattispecie di conflitto inteso come situazione, non come azione o risultato dell'azione – Divieto di agire – Sussistenza – Mancanza di informazione – Violazione dell'obbligo di astensione – Responsabilità dell'intermediario – Danno in re ipsa – Risarcimento integrale della perdita. .
In difetto di informazione e di successiva autorizzazione del cliente, il divieto legale a carico dell’intermediario di compiere l’operazione in presenza di un interesse in conflitto opera sul semplice presupposto della presenza dell'interesse in conflitto (situazione) ed indipendentemente dall’incidenza dell’interesse sulla condotta dell’intermediario (azione) o sui termini dell’operazione (risultato dell’azione).
Quando è violato un obbligo specifico di astensione finalizzato a prevenire il pericolo del compimento di operazioni in situazioni di pericolo (qual è il conflitto di interessi o l’inadeguatezza), il nesso di causalità tra la violazione dell’obbligo di astensione e le conseguenze dannose seguite è in re ipsa, perché soltanto il risarcimento integrale rende effettivo il precetto specifico di astensione, che diversamente sarebbe svuotato e rifluirebbe nel generico dovere di diligenza professionale. Ne discende che l’intermediario deve essere condannato al risarcimento del danno corrispondente alla intiera perdita dell'investimento. Tribunale Milano, 14/02/2009.


Rapporti tra emittente ed intermediario e conflitto di interessi. Intermediazione finanziaria - Collocamento di obbligazioni - Rapporti tra intermediario ed emittente - Riduzione dell’esposizione creditoria in danno degli obbligazionisti - Conflitto di interessi - Sussistenza..
Versa in situazione di conflitto di interessi l’intermediario che faccia parte di un gruppo bancario che sia creditore nei confronti dell’emittente delle obbligazioni collocate e che, mediante il collocamento, ottenga l’effetto di spostare sui propri clienti l’esposizione debitoria dell’emittente medesimo (fattispecie in tema di obbligazioni Cirio). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 26/09/2008.


Conflitto di interessi da collocamento, fattispecie e conseguenze. Intermediazione finanziaria – Partecipazione dell’intermediario al consorzio di collocamento dei titoli – Cessione in contropartita diretta a prezzo superiore – Conflitto di interessi – Responsabilità contrattuale – Sussistenza..
Dà luogo a responsabilità contrattuale l’omessa informazione in ordine al conflitto di interessi derivante dal fatto che l’intermediario ha partecipato al consorzio di collocamento delle obbligazioni oggetto di negoziazione nonché dal fatto che l’operazione è avvenuta in contropartita diretta ad un prezzo superiore a quelli di contrattazione. In tale ipotesi, all’investitore dovrà essere restituito l’importo investito oltre interessi legali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 23/07/2008.


Operazioni in conflitto di interessi – Divieto di esecuzione di cui all’art. 28 reg. Consob 11522/98 – Informazione del conflitto – Autorizzazione scritta del cliente – Necessità – Violazione – Inadempimento – Danno in re ipsa..
E’ inadempiente e risponde del danno patito dall’investitore l’intermediario che, in violazione dell’espresso divieto contenuto nell’art. 28 reg. Consob 11522/98, in presenza di situazione di conflitto di interessi dia corso all’operazione in mancanza di espressa autorizzazione scritta dell’investitore che sia stato previamente informato, sempre per iscritto, della natura e dell’estensione del conflitto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03/06/2008.


Intermediazione finanziaria – Negoziazione in contropartita diretta – Conflitto di interessi – Formalizzazione per iscritto della proposta e della accettazione – Rispetto delle forme previste dal regolamento – Sussistenza..
Quand’anche si volesse ritenere che la negoziazione in conto proprio di strumenti finanziari dia luogo di per sé ad una situazione di conflitto di interessi - sul presupposto che la ragione del conflitto risieda nella struttura stessa dell’operazione negoziale - dovrebbe pur sempre ritenersi che la formalizzazione per iscritto della proposta e della accettazione contrattuale valga a soddisfare tanto l’obbligo imposto dall’intermediario di fornire l’informativa “sulla natura e l’estensione del suo interesse nell’operazione”, quanto la necessaria manifestazione per iscritto del consenso dell’investitore alla effettuazione dell’operazione in conflitto, formalità, queste, che consentono, in base alla previsione della norma regolamentare, di superare l’obbligo di astensione a carico dell’intermediario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20/03/2008.


Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi – Negoziazione in contropartita diretta – Esclusione – Prova di interesse diverso ed ulteriore rispetto a quello tipico del contratto di finanziamento – Necessità..
La negoziazione in conto proprio non determina di per sé una situazione di conflitto di interessi che deve essere valutato in concreto e si ha quando l’intermediario persegua, contemporaneamente all’operazione, un interesse diverso ed ulteriore rispetto a quello tipico del contratto di investimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 18/03/2008.


Intermediazione finanziaria – Operazioni inadeguate – Conflitto di interessi – Violazione da parte dell’intermediario dell’obbligo di astensione – Sussistenza in re ipsa del nesso di causalità – Violazione di altri obblighi comportamentali – Nesso di causalità – Onere della prova sussistenza. .
Ove l’intermediario non sia astenuto dal compiere un’operazione dalla quale avrebbe dovuto necessariamente astenersi – abbia, ad esempio, dato corso ad un’operazione in conflitto di interessi senza comunicare per iscritto l’esistenza di tale conflitto e senza ottenere la preventiva autorizzazione scritta del cliente oppure abbia eseguito un’operazione inadeguata in mancanza di un ordine impartito per iscritto ovvero, nel caso di ordine telefonico, registrato su nastro magnetico o su altro supporto equivalente, in cui fosse fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute - deve ritenersi che l’intermediario abbia concorso alla determinazione del danno. In tali ipotesi il nesso di causalità tra condotta dell’intermediario e danno subito dall’investitore è in re ipsa, mentre al di fuori delle ipotesi tassativamente previste dal legislatore delegato in cui sussiste a carico dell’intermediario un esplicito divieto di astensione, l’inadempimento degli obblighi comportamentali non è sufficiente, di per sé, a dar luogo ad una pronuncia risarcitoria, essendo necessario che il risparmiatore dimostri l’esistenza del nesso di causalità tra la violazione dell’obbligo informativo (omessa consegna del documento sui rischi generali, omessa raccolta delle informazioni sul profilo di rischio, omessa o carente informazione sulle caratteristiche e sui rischi dell’operazione, etc.) ed il danno. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 28/02/2008.


Conflitto di interessi e divieto assoluto di operare. Intermediazione finanziaria – Operazione in conflitto di interessi – Divieto assoluto del compimento dell’operazione – Rilevanza – Modalità esecutiva dell’operazione – Irrilevanza.

Intermediazione finanziaria – Operazione in conflitto di interessi – Responsabilità precontrattuale – Esclusione – Responsabilità contrattuale – Rilevanza..
In base alla disposizione contenuta nella lett. g) dell’art. 6 della legge 2 gennaio 1991, n. 1, che in mancanza di autorizzazione scritta del cliente faceva espresso ed assoluto divieto all’intermediario di dar corso all’operazione in conflitto di interessi, non sono le specifiche modalità esecutive a venire in questione, ma il compimento stesso dell’operazione che non avrebbe dovuto affatto aver luogo. (Daniele Maffeis) (riproduzione riservata)

Non è precontrattuale la responsabilità in cui incorre l’intermediario che compia operazioni in conflitto di interesse quando dovrebbe astenersene, ma si tratta invece di una vera e propria responsabilità da non corretto adempimento di obblighi legali facenti parte integrante del rapporto contrattuale d’intermediazione finanziaria in essere con il cliente: quindi di una responsabilità contrattuale, con riferimento alla quale il richiamo alla nozione di interesse negativo appare fuor di luogo. (Daniele Maffeis) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 19/12/2007.


Intermediazione finanziaria – Operazione in conflitto di interessi – Divieto assoluto del compimento dell’operazione – Rilevanza – Modalità esecutiva dell’operazione – Irrilevanza. .
In base alla disposizione contenuta nella lett. g) dell’art. 6 della legge 2 gennaio 1991, n. 1, che in mancanza di autorizzazione scritta del cliente faceva espresso ed assoluto divieto all’intermediario di dar corso all’operazione in conflitto di interessi, non sono le specifiche modalità esecutive a venire in questione, ma il compimento stesso dell’operazione che non avrebbe dovuto affatto aver luogo. (Daniele Maffeis) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 19/12/2007.


Intermediazione finanziaria – Operazione in conflitto di interessi – Responsabilità precontrattuale – Esclusione – Responsabilità contrattuale – Rilevanza..
Non è precontrattuale la responsabilità in cui incorre l’intermediario che compia operazioni in conflitto di interesse quando dovrebbe astenersene, ma si tratta invece di una vera e propria responsabilità da non corretto adempimento di obblighi legali facenti parte integrante del rapporto contrattuale d’intermediazione finanziaria in essere con il cliente: quindi di una responsabilità contrattuale, con riferimento alla quale il richiamo alla nozione di interesse negativo appare fuor di luogo. (Daniele Maffeis) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 19/12/2007.


Mancata indicazione ragioni non adeguatezza – Conflitto di interessi – Violazione..
La mancata indicazione delle ragioni di non adeguatezza dell’operazione e della portata e dell’estensione del conflitto di interessi comportano un’informazione incompleta ed integrano una violazione degli artt. 28 e 29, 3° co. Reg. Consob. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 19/10/2007.


Conflitto di interessi da finanziamento..
Sussiste un conflitto di interessi in capo all’intermediario che negozi obbligazioni emesse da una società debitrice di importi rilevanti in quanto l’intermediario può agire per contenere la propria esposizione nei confronti del debitore trasmettendo contestualmente il rischio di rientro sull’investitore. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 19/10/2007.


Conflitto di interessi attività persuasiva dell’intermediario..
Il conflitto di interessi sussiste ai sensi degli artt. 21, lett c) t.u.f. e 27 Reg. Cosnob 11522/98 anche qualora l’intermediario non ponga in essere attività persuasive dirette alla conclusione delle singole operazioni. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 19/10/2007.


Negoziazione in conflitto di interessi - Dimostrazione del perseguimento di un interesse ulteriore - Necessità..
Non può affermarsi che la negoziazione sia avvenuta in conflitto di interessi ove difetti la dimostrazione che l'intermediario abbia perseguito un interesse diverso ed ulteriore rispetto a quello costituito dal corrispettivo percepito per l'attività svolta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 11/10/2007.


Negoziazione in contropartita diretta e conflitto di interessi. Negoziazione in contropartita diretta - Conflitto di interessi - Esclusione..
La vendita di titoli in contropartita diretta non comporta di per sè un conflitto di interessi, conflitto che deve invece essere valutato in concreto verificando se l'intermediario abbia perseguito un interesse diverso ed ulteriore rispetto a quello tipico del contratto di investimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 19/06/2007.


Concessione di linee di credito e conflitto di interessi. Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi – Concessione di linee di credito all’emittente – Sanzione del Ministero dell’Economia..
Versa in situazione di conflitto di interessi l’intermediario che intrattenga, direttamente o per il tramite di società del gruppo, cospicue linee di finanziamento con la società emittente dei titoli negoziati, tanto più nel caso in cui tale situazione trovi specifica conferma nella sanzione comminata all’intermediario dal Ministero dell’Economia (fattispecie in tema di obbligazioni Cirio). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 08/05/2007.


Conflitto di interessi – Specificità dell’informazione – Necessità. .
L’informazione da parte dell’intermediario dell’esistenza del conflitto di interessi deve espressamente illustrare la natura e le caratteristiche del conflitto e la situazione concreta nella quale lo stesso si esplica. In difetto non può ritenersi sussistente il consenso informato dell’investitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 21/04/2007.


Intermediazione finanziaria – Negoziazione in contropartita diretta – Conflitto di interessi – Scopo diverso da quello dell’interesse del cliente - Onere della prova..
La negoziazione in contropartita diretta non è di per sé sufficiente a far ritenere la sussistenza di un conflitto di interessi laddove la compravendita si sia perfezionata sulla base di un ordine conferito spontaneamente dal cliente e manchi la prova che si sia perfezionata su suggerimento o sollecitazione dell’intermediario diretta a perseguire scopi ulteriori e diversi dalla realizzazione dell’interesse del cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 23/01/2007.


Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi – Onere della prova – Contenuto..
L’investitore che alleghi l’esistenza di un conflitto di interessi dell’intermediario, deve dimostrare i seguenti profili incidenti sul nesso causale, tra loro strettamente correlati: a) che la corretta spiegazione circa il conflitto di interesse l’avrebbe distolto dall’operazione de qua ; b) che tale operazione, effettuata in conflitto di interesse, gli ha procurato un danno collegato, appunto, alla specifica condizione della banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10/01/2007.


Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi – Onere della prova..
Spetta all’investitore che lo deduca l’onere di provare l’esistenza del conflitto di interessi nell’operato dell’intermediario poichè nella fattispecie non è invocabile la regola dell’inversione dell’onere della prova di cui all’art. 23 del d. lgs. N. 58/1998. Gli artt. 23 e 27 del d. lgs. cit. riguardano due diverse azioni (l’una, l’azione di risarcimento dei danni, l’altra, l’azione di annullamento) e sono poste a tutela di diversi interessi giuridici: non è quindi corretto invocare per l’azione di annullamento di cui all’art. 27 l’onere probatorio gavante sull’intermediario per le azioni risarcitorie. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 10/01/2007.


Elementi del contratto e nullità: artt. 27, 29, 37 e 47 reg. Consob. Intermediazione finanziaria – Violazione di norme del T.U.F. – Natura imperativa – Conseguenze – Nullità e risoluzione – Distinzione – Artt. 27, 29, 37, 47 reg. Consob n. 11522/1998 quali norme indicanti elementi costitutivi del contratto – Violazione – Nullità..
Laddove le norme siano attinenti alla struttura ed al contenuto del contratto di intermediazione finanziaria, la violazione di tali norme imperative, quali devono essere considerate quelle previste dal TUF e dal regolamento attuativo, determina la nullità del contratto stesso, senza che tale sanzione debba essere espressamente prevista, essendo sufficiente il richiamo ad esse da parte dell’art. 1418 1° comma cod. civ. Ne consegue che le disposizioni di cui all’art. 27 reg. Consob, che prescrive che la dichiarazione di consenso dell’investitore all’operazione in conflitto di interesse oltre che scritta sia graficamente evidenziata, all’art. 29, che prescrive che l’ordine di esecuzione di operazione inadeguata debba essere impartito per iscritto, all’art. 37, che prescrive di specificare che l’investitore può recedere in qualsiasi momento dal contratto ovvero disporre in tutto o in parte il trasferimento o il ritiro dei propri valori senza che ad esso sia addebitata alcuna penalità ed, infine, all’art. 47, che prevede che sia indicato il tasso di interesse e ogni altro prezzo o condizione praticati e che la possibilità di variazione in senso sfavorevole all’investitore del tasso o del prezzo o condizione debba essere specificatamente approvata dall’investitore, costituiscono tutte norme relative agli elementi costitutivi del contratto, alla forma e/o al contenuto e quindi costituiscono regole di validità dello stesso, la cui violazione ne può determinare la nullità. Tribunale Firenze, 04/12/2006.


Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi – Trasparenza – Specificazione della situazione di conflitto – Necessità..
L’art. 21 del T.U.F. impone agli intermediari non solo di “ridurre al minimo il conflitto di interessi” ma anche di assicurare ai clienti “trasparenza” nelle situazioni di conflitto di interessi e di fornire pertanto ai clienti tutte le informazioni relative al conflitto chiarendo loro con quali modalità il conflitto si esplica e le relative conseguenze. Tribunale Vercelli, 30/11/2006.


Conflitto di interessi, informazione e interesse del cliente. Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi – Efficacia e contenuti dell’informazione – Idoneità dell’informazione e tutela dell’interesse dell’investitore – Equo trattamento..
Nell’ipotesi di conflitto di interessi, l’autorizzazione ex art. 27 regolamento CONSOB n. 11522/1998 non deve operare quale clausola deresponsabilizzante per eventuali operazioni poste in essere a discapito del cliente e a vantaggio dell’intermediario o di un altro soggetto. Pertanto, perché l’intermediario possa da corso all’operazione, non è sufficiente il consenso espresso e consapevole del cliente, ma deve sussistere la rispondenza dell’operazione ad un di lui interesse. In sostanza, il dovere di trasparenza, nell’ipotesi di conflitto di interesse, è certamente più incisivo e deve rendere l’investitore il più possibile edotto delle operazioni di investimento proposte. Solo in questo senso, ossia a fronte di un’informazione completa ed efficace, idonea a raggiungere la sfera cognitiva dell’investitore ed a colmare il gap conoscitivo inevitabile, resa anche alla luce del criterio dell’equo trattamento evidenziato dall’art. 21, I comma, lett. a) del T.U.F., la banca può dimostrare di aver ottemperato a disposizioni legislative, come integrate dal regolamento CONSOB, in ossequio alla tutela costituzionale del risparmio ex art. 47 Cost.. Tribunale Milano, 22/11/2006.


Intermediazione finanziaria – Operazione in conflitto di interessi – Onere della prova dell’investitore – Contenuti..
L’investitore che deduca l’omessa informazione in ordine alla sussistenza di un conflitto di interessi nella posizione dell’intermediario, ha l’onere di dimostrare a)che la corretta spiegazione circa il conflitto di interesse l’avrebbe distolto dall’operazione; b)che tale operazione gli ha procurato un danno collegato appunto alla specifica posizione di conflitto dell’intermediario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18/10/2006.


Intermediazione finanziaria – Vendita in contropartita diretta – Illegittimità – Caratteristiche – Distinzione..
Non può considerarsi di per sé illegittima la vendita in contropartita diretta, a meno che non si provi che l’intermediario non solo abbia proposto o sollecitato l’investimento, ma abbia anche perseguito scopi ulteriori e diversi rispetto a quelli che caratterizzano la realizzazione dell’interesse del cliente. Tribunale Milano, 26/04/2006.


Intermediazione finanziaria – Rapporti dell’intermediario con l’emittente – Conflitto di interessi – Sussistenza. .
Sussistono, sotto un duplice profilo, i presupposti del conflitto di interessi - per il quale l’art. 27 Reg. Consob n. 11522/98 impone l’espressa informazione del cliente e l’autorizzazione scritta di quest’ultimo all’effettuazione dell’operazione - nel caso in cui la banca intermediaria sia creditrice della società emittente le obbligazioni ed abbia, attraverso società del proprio gruppo, direttamente partecipato al consorzio di collocamento dell’emissione obbligazionaria. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20/03/2006.


Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi – Negoziazione fuori dai mercati regolamentati – Obbligo di informazione – Sussistenza..
La situazione di conflitto di interessi in cui opera l’intermediario e l’esecuzione dell’operazione al di fuori dei mercati regolamentati costituiscono circostanze potenzialmente foriere di un rischio e che l’investitore deve, quindi, conoscere per porre in essere una scelta consapevole. Tribunale Torino, 09/02/2006.


Negoziazione in contropartita diretta – Tutela dell’investitore – Verifica del comportamento dell’intermediario – Contenuti..
I risparmiatori che negoziano titoli in contropartita diretta con gli investitori istituzionali destinatari dei private placement, sono tutelati dalle norme riguardanti gli obblighi di comportamento che gravano sugli intermediari nella prestazione dei servizi di investimento, costituite dagli artt. 21 e ss. del T.U della finanza e dalla disciplina contenuta nel Regolamento Consob n. 11522/98, norme che trovano la loro fonte comunitaria nella Direttiva n. 93/22/CEE.Pertanto, nell’ipotesi di acquisto in contropartita diretta, si dovrò verificare se  siano state rispettate le regole di comportamento degli intermediari e quindi che i clienti siano adeguatamente informati sulle operazioni poste in essere, venga assicurata al cliente la necessaria trasparenza, riducendo al minimo le situazioni di conflitto di interessi, vengano sconsigliate operazioni non adeguate all'investitore, gli strumenti finanziari negoziati siano coerenti con le esigenze finanziarle, la disponibilità economica, la propensione al rischio dei singoli investitori. Tribunale Trani, 31/01/2006.


Intermediazione finanziaria – Servizi d’investimento – Negoziazione per conto proprio effettuata dall’intermediario in situazione di conflitto d’interessi – Conseguenza - Annullabilità..
La violazione da parte dell’intermediario finanziario del divieto di effettuare operazioni in conflitto d’interessi determina annullabilità e non nullità dell’atto di negoziazione. Tribunale Rovereto, 18/01/2006.


Intermediazione finanziaria – Vendita diretta del titolo – Conflitto di interessi – Onere della prova – Contenuti..
La circostanza che la banca già detenesse il titolo nel proprio portafoglio - in mancanza di qualsiasi allegazione in ordine ad un danno subito dal cliente (sotto il profilo, ad esempio, dell'equità del prezzo corrisposto) - non è di per sé decisiva per ravvisare un conflitto di interessi. Perché tale ipotesi ricorra, è necessario che l'intermediario abbia un interesse «a trasferire al cliente quell'elevatissimo rischio che altrimenti correrebbe in proprio» detenendo appunto quei titoli che il cliente acquisisce e tale circostanza deve essere adeguatamente provata. Tribunale Roma, 17/11/2005.


Nullità dell'ordine in conflitto di interessi. Obbligazioni Parmalat – Conflitto di interessi – Obbligo di informazione – Nullità –Sussistenza..
Ove la banca ceda all’investitore obbligazioni rientranti nel portafoglio titoli di un istituto facente parte del proprio gruppo, il cliente deve essere informato dell’esistenza del conflitto di interessi presente nell’operazione, conflitto che consiste nel fatto che la banca ha trasferito al cliente il rischio del mancato rimborso dei bond dal gruppo di cui fa parte.Qualora l’operazione di negoziazione di strumenti finanziari abbia luogo in conflitto di interessi tra intermediario e investitore, il primo ha l’obbligo di segnalare per iscritto il conflitto con dicitura adeguata ad informare il secondo della circostanza. L’inosservanza di tale requisito di forma (previsto dall’art. 27, 3° co. reg. Consob, che costituisce attuazione dell’art. 21 del T.U.F.) dà luogo ad una grave violazione degli obblighi di trasparenza e corretta informazione, violazione che comporta la nullità dell’ordine impartito. Tribunale Venezia, 29/09/2005.


Intermediazione finanziaria - Conflitto di interessi – Rappresentanza – Annullabilità..
In materia di contratti di compravendita di valori mobiliari, la violazione da parte della società di intermediazione mobiliare del divieto di effettuare operazioni con o per conto del cliente nel caso in cui abbia, direttamente o indirettamente, un interesse conflittuale nell’operazione, a meno che non abbia comunicato per iscritto la natura ed estensione del suo interesse nell’operazione ed il cliente abbia preventivamente ed espressamente acconsentito per iscritto all’operazione (art. 6, comma 1 lett. g), applicabile nella specie ratione tenmporis), non determina la nullità del contratto di compravendita successivamente stipulato, ma può dare luogo al suo annullamento ai sensi degli artt. 1394 o 1395 c.c. Cassazione civ. ., 29/09/2005.


Negoziazione di strumenti finanziari in contropartita diretta – Conflitto di interessi – Ordine conferito spontaneamente dal cliente - Esclusione..
Non vi è conflitto di interessi nell’ipotesi di negoziazione di titoli in contropartita diretta con il cliente, ove la compravendita si sia perfezionata sulla base di un ordine di acquisto dello strumento finanziario conferito espressamente e spontaneamente dal cliente. Il conflitto sarebbe astrattamente ipotizzabile solo ove l’acquisto si sia perfezionato su sollecitazione dell’intermediario e nel caso in cui si provi che l’intermediario perseguiva scopi ulteriori e diversi rispetto alla realizzazione dell’interesse del cliente. Tribunale Trani, 07/06/2005.


Intermediazione finanziaria – Contropartita diretta - Conflitto di interessi – Ordine conferito dal cliente – Insussistenza..
Non sussiste il conflitto di interessi nell’ipotesi in cui l'operazione sia avvenuta in contropartita diretta e l’ordine d’acquisto sia stato spontaneamente conferito dal cliente ed ove non emerga che l'intermediario abbia perseguito una propria ed ulteriore finalità in contrasto con l'interesse del cliente. Tribunale Mantova, 05/04/2005.


Intermediazione finanziaria – Conflitto di interesse – Nullità – Insussistenza – Risarcimento del danno onere della prova..
E’ da ritenere dubbia la praticabilità di un’azione di nullità con riferimento all’ipotesi di conflitto di interesse non segnalato, mentre l’esperimento di un’azione risarcitoria presuppone la prova del danno conseguente essendo onere del danneggiato provare la sussistenza di un danno eziologicamente connesso, quale conseguenza immediata e diretta, del comportamento lesivo. Tribunale Milano, 09/03/2005.


Intermediazione finanziaria – Operazioni in conflitto di interessi – Contropartita diretta – Mera esecuzione dell’ordine di negoziazione..
Non costituisce operazione in conflitto di interessi la cessione (non sollecitata dall'intermediario autorizzato) a risparmiatori di titoli azionari di società di cui la banca detenga indirettamente delle partecipazioni ove essa non abbia operato in contropartita diretta ma si sia limitata ad acquistare le azioni in conformità degli ordini ricevuti dal cliente per conto dello stesso, non avendo perseguito un interesse proprio ed ulteriore in conflitto con quello di quest’ultimo. Tribunale Mantova, 03/02/2005.


Intermediazione finanziaria - Conflitto di interessi - Negoziazione in contropartita diretta - Sollecitazione da parte dell'intermediario – Prova del fine perseguito dall’intermediario – Necessità..
Deve essere esclusa l’ipotesi del conflitto di interesse (cfr. comunicazione CONSOB, risposta a quesito numero DAL 97006042 del 9.07.97) nel caso di negoziazione di titoli in contropartita diretta con il cliente, ove la compravendita sia stata perfezionata sulla base di un ordine di acquisto dello strumento finanziario conferito spontaneamente dal cliente. Il conflitto è, invece, astrattamente configurabile nel caso di perfezionamento dell'operazione su suggerimento dell'intermediario, o su sollecitazione di questi, ma solamente se, nel caso concreto, si provi che l'intermediario perseguiva scopi ulteriori e diversi rispetto alla realizzazione dell'interesse del cliente, quale, ad esempio, l'obbiettivo dell'istituto di credito di eliminare rapidamente dal portafoglio di proprietà titoli presenti in sovrabbondanza, a seguito di una massiccia sottoscrizione dell'emissione obbligazionaria contestata. Tribunale Monza, 16/12/2004.


Intermediazione finanziaria – Operazione in conflitto di interessi – Obblighi informativi – Sussistenza..
Il problema del conflitto di interessi non può essere colto con esclusivo riferimento al “prezzo” e alla sua differenza di collocamento del prodotto sul mercato finanziario, ma deve essere valutato con riferimento alle caratteristiche che di volta in volta presenta una determinata operazione. In tale contesto assume quindi rilevanza l’obbligo informativo dell’intermediario ed il suo comportamento diligente e trasparente che non può non influire sulle scelte operate ove queste, a qualsiasi titolo, privilegino l’intermediario a scapito degli interessi dell’investitore. Tribunale Venezia, 22/11/2004.


Intermediazione finanziaria – Conflitto di interessi – Contenuto dell’informazione..
Ai sensi dell’art. 27 reg. Consob n. 11522/1998, l’intermediario che operi in conflitto di interessi è tenuto ad informare preventivamente la propria clientela sulla natura ed estensione del proprio interesse nell’operazione, non essendo a tal fine sufficiente un avviso generico in ordine alla esistenza del conflitto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 30/05/2004.


Intermediazione finanziaria – Operazione in conflitto di interessi – Prezzo di mercato dei prodotti – Danno – Esclusione..
Non sussiste la violazione degli artt. 21, comma 1 lett c) d. lgs. n. 58/1998 e 27 reg. Consob n. 11522/1998 per non avere l’intermediario segnalato all’investitore l’esistenza di un conflitto di interessi qualora il prezzo in concreto applicato per l’acquisto dei prodotti finanziari sia il migliore sul mercato di modo che nessun danno sia derivato all’investitore dall’omessa segnalazione. Tribunale Mantova, 18/03/2004.