Massimario di Diritto Finanziario


SINGOLA OPERAZIONE

Le operazioni di investimento e quelle di disinvestimento integrano negozi distinti ed autonomi dal punto di vista giuridico. Intermediazione finanziaria - Operazioni di investimento e di disinvestimento - Autonomia.
Le operazioni di investimento e quelle di disinvestimento integrano distinti negozi che, benché posti in essere in tempi più o meno ravvicinati e benché qualificati da una relazione di interdipendenza sul piano della descrizione empirica (avendo, cioè, riguardo al fatto che con i proventi della vendita di alcuni titoli si è operato l'acquisto degli altri), sono da considerare come autonomi dal punto di vista giuridico. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05/12/2017.


Obblighi informativi dell’intermediario: sottoscrizione della documentazione ed effettiva attività di informazione. Responsabilità di Poste Italiane quale intermediario finanziario per aver collocato un prodotto finanziario non adeguato alla propensione all’investimento del cliente – Sussistenza

Rilevanza della consegna di documentazione informativa ai fini dell’esonero da responsabilità – Esclusione.
Non è sufficiente, per ritenere assolti gli obblighi informativi che gravano sull’intermediario finanziario, aver fornito e fatto sottoscrivere al cliente con propensione al rischio medio-bassa una serie di documenti, pur in osservanza delle disposizioni del T.U.F., qualora a ciò non si accompagni un’effettiva attività di informazione del cliente tesa a consentirne la formazione di una volontà pienamente consapevole, che tenga conto, in particolare, della concreta propensione al rischio desumibile anche da investimenti pregressi. (Luca Caputo) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 12/07/2017.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Inadeguatezza dell’operazione – Avvertimento – Rappresentazione delle caratteristiche dell’operazione inadeguata – Specifiche ragioni che rendono nel concreto inadeguata una data operazione – Contenuti e termini tali da porsi come reali co-fattori della decisione – Utilizzo di una generica frase standard prestampata – Inadempimento.
L’avvertimento dell’inadeguatezza dell’operazione di cui all’art. 29 reg. Consob 11522/1998 non può essere dato dall’intermediario mediante una generica frase standard prestampata, ma, al fine di consentire all’investitore di addivenire a una scelta effettivamente consapevole, l’avvertimento in questione deve essere comunicato attraverso una condotta intesa a rappresentare in modo puntuale e compiuto le caratteristiche dell’operazione, con peculiare riguardo ai rischi che la stessa viene propriamente a proporre; le specifiche ragioni che rendono nel concreto inadeguata una data operazione devono perciò venire trasmesse all’investitore con contenuti e termini tali da risultare destinate a porsi come reali co-fattori della decisione di questi: di non investimento, come anche, nel caso, di investimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18/05/2017.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Inadeguatezza dell’operazione – Rischio di mancato rimborso del capitale investito.
In conformità alle norme degli artt. 28, comma 2, e 29, comma 3, Regolamento Consob n. 11522/1998, è obbligo dell'intermediario di indicare all'investitore tutte le specifiche ragioni che risultano idonee a rendere un'operazione di investimento inadeguata per lo stesso, ivi comprese quelle attinenti al rischio di mancato rimborso del capitale investito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18/05/2017.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Informazioni sulle caratteristiche del titolo – Rischio di default dell'emittente.
In conformità alle norme degli artt. 28, comma 2, e 29, comma 3, Regolamento Consob n. 11522/1998 è specifico obbligo dell'intermediario di comunicare all'investitore, in sede di informativa inerente a un eventuale acquisto di titoli, le notizie sul rischio di default dell'emittente che restino conoscibili alla sua diligenza professionale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18/05/2017.


Conoscenza del prodotto finanziario e dimensione locale. Intermediari finanziari - Obblighi informativi - Conoscenza preventiva adeguata del prodotto finanziario - Deficit delle informazioni assunte dall'intermediario sulla base della dimensione locale.
L'obbligo di diligenza, correttezza e trasparenza posto a carico dell'intermediario nella negoziazione di titoli ex art. 21, comma 1 lettere a) e b) del d.lgs n. 58 del 1998 così come puntualizzato negli artt. 26 e 28 (quest'ultimo integrato dall'allegato 3) del Regolamento Consob n. 11522 del 1998, richiede sia una conoscenza preventiva adeguata del prodotto finanziario, alla luce di tutti i dati disponibili che ne possano influenzare la valutazione effettiva della rischiosità (es. rating; offering circular; caratteristiche del mercato ove il prodotto è collocato), senza che possa giustificarsi il deficit delle informazioni assunte dall'intermediario sulla base della dimensione locale di esso e della non partecipazione diretta alla vendita dei titoli sia un'informazione delle caratteristiche del prodotto concreta e specifica alla luce di tutti gli indicatori desumibili dall'art. 28 del Regolamento Consob così come integrato dall'allegato 3 al testo normativo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03/04/2017.


Dovere dell’intermediario di informare l'investitore della perdita di valore o dell'aumento di rischiosità dei titoli verificatisi dopo l'acquisto. Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Dovere di informare l'investitore della perdita di valore o dell'aumento di rischiosità dei titoli verificatisi in data successiva all'acquisto – Esclusione.
L'intermediario non è tenuto a informare l'investitore della perdita di valore o dell'aumento di rischiosità dei titoli verificatisi in data successiva all'acquisto; infatti, l'art. 28 Reg. 11522/98 - nella parte in cui finalizza le informazioni alle scelte di investimento "o disinvestimento" - non può indurre una diversa conclusione, poiché deve essere correttamente interpretato nel senso che l'intermediario è tenuto a fornire le informazioni sull'andamento degli strumenti finanziari qualora l'investitore gli abbia manifestato l'intenzione (autonomamente maturata) di disinvestire (c.d. consulenza incidentale). A supporto di questa conclusione non può non considerarsi che una diversa interpretazione dell'art. 28 Reg. 11522/98 finirebbe col porre a carico dell'intermediario un obbligo informativo particolarmente ampio e gravoso e dai confini oggettivamente incerti. Egli sarebbe infatti tenuto (al di fuori di ogni rapporto di consulenza o gestione patrimoniale) a monitorare costantemente l'andamento dei singoli investimenti di tutti i suoi clienti e a comunicare loro ogni "modifica rilevante" delle informazioni a suo tempo fornite su ogni singolo strumento finanziario negoziato. Inoltre lo stesso concetto di "modifica rilevante", ove non ancorato a parametri specifici che non si rinvengono nel testo regolamentare, finisce per essere opinabile e rimessa all'apprezzamento soggettivo dell'intermediario (o, in caso di contenzioso, del giudice e del suo consulente). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30/12/2016.


Intermediazione finanziaria – Nullità dei singoli ordini di investimento – Dichiarazione d’ufficio della nullità del contratto quadro – Esclusione.
In tema di intermediazione finanziaria, ove sia stata dedotta dall'investitore la nullità dei soli ordini di investimento, deve escludersi che il giudice possa rilevare d'ufficio la nullità del contratto quadro per difetto del requisito della forma scritta. Invero, il rilievo officioso della nullità riguarda solo il contratto posto a fondamento della domanda e, quindi, i singoli contratti di investimento, dotati di una propria autonoma individualità rispetto al contratto quadro, sebbene con esso collegati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30/12/2016.


Intermediazione finanziaria – Contratto di consulenza finanziaria o di gestione di portafogli – Esclusione – Obbligo informativo gravante sull’intermediario finanziario successivo all’acquisto dei titoli da parte del cliente – Esclusione.
In mancanza di un contratto di consulenza finanziaria o di gestione di portafogli, non sussiste alcun obbligo informativo gravante sull’intermediario finanziario successivo all’acquisto dei titoli da parte del cliente, dovendo quest’ultimo essere adeguatamente informato esclusivamente allorché autonomamente decida di porre in essere un’operazione di disinvestimento.

Una diversa interpretazione dell'art. 28 Reg. 11522/98 finirebbe col porre a carico dell'intermediario un obbligo informativo particolarmente ampio e gravoso e dai confini oggettivamente incerti; egli sarebbe infatti tenuto (al di fuori di ogni rapporto di consulenza o gestione patrimoniale) a monitorare costantemente l'andamento dei singoli investimenti di tutti i suoi clienti e a comunicare loro ogni "modifica rilevante" delle informazioni a suo tempo fornite su ogni singolo strumento finanziario negoziato. Inoltre, lo stesso concetto di "modifica rilevante", ove non ancorato a parametri specifici che non si rinvengono nel testo regolamentare, finisce per essere opinabile e rimesso all'apprezzamento soggettivo dell'intermediario (o, in caso di contenzioso, del giudice e del suo consulente). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30/12/2016.


Obbligo di fornire all'investitore informazioni adeguate in ordine alla natura, ai rischi ed alle implicazioni della specifica operazione proposta. Intermediazione finanziaria - Adeguatezza dell’operazione - Obbligo di fornire all'investitore informazioni adeguate in ordine alla natura, ai rischi ed alle implicazioni della specifica operazione proposta.
La valutazione di adeguatezza dell'operazione incide soltanto sull'obbligo di segnalarne motivatamente l'inopportunità ai sensi dell'art. 29, comma 3, del Regolamento Consob, nonché sull'operatività del divieto, ad esso correlato, di procedere all'esecuzione dell'operazione senza un ordine scritto o registrato, ma non fa venir meno gli obblighi previsti dall'art. 28 del medesimo Regolamento, ed in particolare quello di fornire all'investitore informazioni adeguate in ordine alla natura, ai rischi ed alle implicazioni della specifica operazione proposta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 17/11/2016.


L'inadeguatezza per tipologia ed oggetto va verificata in relazione alle caratteristiche proprie dello strumento finanziario. Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Verifica in relazione alle caratteristiche proprie dello strumento finanziario – Necessità.
Ciascuna operazione di negoziazione può essere inadeguata tanto per tipologia ed oggetto, quanto per frequenza o dimensione, ed ognuno di tali eventuali profili di inadeguatezza, ove sussistente, deve essere (con diverso approfondimento in dipendenza dell'attività prestata dall'intermediario, secondo si tratti di attività di gestione, ovvero di mera negoziazione o ricezione-trasmissione di ordini) indicato e spiegato all'investitore al fine di consentirgli in proposito una scelta consapevole; in particolare, l'inadeguatezza per tipologia ed oggetto va verificata in relazione alle caratteristiche proprie dello strumento finanziario, le quali si riflettono sul coefficiente di rischio dell'operazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15/11/2016.


Contratti di Interest Rate Swap – Dichiarazione di operatore qualificato ex art. 31 Reg. Consob n. 11522/1998 – Inserimento in modulo predisposto dalla banca – Insufficienza.
In presenza di un bando vinto dalla banca, con il quale il Comune ricercava un Advisor che avrebbe dovuto assistere l’Ente nella ristrutturazione del proprio debito mediante definizione di strategie ottimali, la dichiarazione inserita in un modulo stampa, predisposto dall’intermediario e non particolarmente evidenziata nell’ambito del documento stesso, al fine di richiamare l’attenzione del dichiarante circa l’importanza del contenuto della dichiarazione resa, è solo formale e deve essere considerata come inutiliter data.
Infatti, se l’ente in questione si era risolto a cercare siffatto consulente, evidentemente non disponeva all’interno della propria pianta organica di professionalità specificamente qualificate in quel settore. (David Giuseppe Apolloni) (riproduzione riservata) Appello Perugia, 24/10/2016.


La comunicazione del Benchmark non costituisce valido adempimento all'obbligo informativo. Intermediazione mobiliare - Obblighi informativi dell'intermediario finanziario - Contenuto - Comunicazione del parametro di riferimento "Benchmark" - Adempimento di tali obblighi - Configurabilità - Esclusione.
Nei contratti aventi ad oggetto la gestione di portafogli di valori mobiliari, gli obblighi di comportamento normativamente posti a carico dell'intermediario (art. 36 e segg. del reg. Consob n. 11522 del 1998) prevedono, tra l'altro - quale prescrizione vincolante, evincibile dall'Allegato 3, sub C), del menzionato regolamento, dettata al fine d'indicare le modalità di esecuzione dell'obbligo di fornire all'investitore un parametro oggettivo coerente del grado di rischio connesso alle singole gestioni - la preventiva indicazione del grado di rischio di ciascuna linea di gestione patrimoniale, sicché, il solo fatto che l'intermediario professionale abbia comunicato al cliente il parametro di riferimento "Benchmark", che non costituisce un indicatore diretto del grado di rischio, ma fornisce unicamente la possibilità di confrontare i risultati del proprio investimento rispetto all'andamento del mercato, non costituisce valido adempimento del suo obbligo informativo circa le operazioni di investimento rispetto al profilo dell'investitore ed alla sua propensione al rischio. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24/08/2016.


La Cassazione ribadisce il fine unitario della pluralità degli obblighi della banca: suitability rule. Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Convergenza verso un fine unitario - Segnalazione all'investigatore della non adeguatezza dell'operazione di investimento - Suitability rule - Contenuto.
In tema di intermediazione finanziaria, la pluralità degli obblighi (di diligenza, di correttezza e trasparenza, di informazione, di evidenziazione dell'inadeguatezza dell'operazione che si va a compiere) previsti dagli artt. 21, comma 1, lett. a) e b), del d.lgs. n. 58 del 1998, 28, comma 2, e 29 del Reg. CONSOB n. 11522 del 1998 (applicabile "ratione temporis") e facenti capo ai soggetti abilitati a compiere operazioni finanziarie, convergono verso un fine unitario, consistente nel segnalare all'investitore, in relazione alla sua accertata propensione al rischio, la non adeguatezza delle operazioni di investimento che si accinge a compiere (cd. "suitability rule"). Tale segnalazione deve contenere specifiche indicazioni concernenti: 1) la natura e le caratteristiche peculiari del titolo, con particolare riferimento alla rischiosità del prodotto finanziario offerto; 2) la precisa individuazione del soggetto emittente, non essendo sufficiente la mera indicazione che si tratta di un "Paese emergente"; 3) il "rating" nel periodo di esecuzione dell'operazione ed il connesso rapporto rendimento/rischio; 4) eventuali carenze di informazioni circa le caratteristiche concrete del titolo (situazioni cd. di "grey market"); 5) l'avvertimento circa il pericolo di un imminente "default" dell'emittente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07/06/2016.


Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Art. 28 reg. Consob 11522/1998 - Informazione all'investitore sulla natura e sui rischi della specifica operazione - Rapporto con l'informazione di inadeguatezza dell'operazione.
Gli obblighi informativi che l'intermediario è tenuto a somministrare in forza dell'articolo 28, comma 2, regolamento Consob 11522 del 1998 (il quale fa divieto agli intermediari autorizzati di effettuare operazioni se non dopo aver fornito all'investitore informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione, la cui conoscenza sia necessaria per effettuare consapevoli scelte di investimento) sono distinti e si collocano a monte rispetto a quelli relativi alla valutazione di inadeguatezza dell'operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03/06/2016.


Intermediazione finanziaria - Responsabilità dell’intermediario - Esecuzione di un ordine vincolante impartito dal cliente - Valutazione dell’adeguatezza dell’operazione - Facoltà dell’intermediario di recedere dall’incarico per giusta causa.
È configurabile la responsabilità dell'intermediario finanziario che abbia dato corso ad un ordine, ancorché vincolante, ricevuto da un cliente non professionale, concernente un investimento particolarmente rischioso, atteso che la professionalità del primo, su cui il secondo abbia ragionevolmente fatto affidamento in considerazione dello speciale rapporto contrattuale tra essi intercorrente, gli impone comunque di valutare l'adeguatezza di quell'operazione rispetto ai parametri di gestione concordati, con facoltà, peraltro, di recedere dall'incarico per giusta causa, ai sensi degli artt. 1722, comma 1, n. 3 e 1727, comma 1, cod. civ., qualora non ravvisi tale adeguatezza (Cass. 7922/2015; 1376/2016). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13/05/2016.


Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Indicazione del massimo rischio contrattuale - Astratta valutazione per l'investitore di assumere informazioni autonomamente - Inadempimento.
Nei contratti d'intermediazione finanziaria, l'assolvimento degli obblighi informativi posti a carico dell'intermediario non può esaurirsi nella indicazione contrattuale del massimo rischio contrattualmente previsto né fondarsi sull'astratta valutazione della possibilità per l'investitore di assumere autonomamente ed aliunde tali informazioni quando non ricorra la qualifica di investitore professionale, avendo invece ad oggetto una condotta positiva diretta specificamente a fornire le informazioni idonee a descrivere la natura, la quantità e la qualità dei prodotti finanziari ed a rappresentarne la rischiosità. (principio di diritto enunciato dalla Corte) Cassazione civile, sez. I, 21/04/2016.


Intermediazione finanziaria - Gestioni di portafogli - obblighi informativi - Indicazione del grado di rischio di ciascuna linea di gestione patrimoniale - Necessità.
Nei contratti aventi ad oggetto la gestione di portafogli, gli obblighi di comportamento normativamente posti a carico dell'intermediario (art. 36 - 46 Reg. Consob n. 11522 del 1998) prevedono anche la preventiva indicazione del grado di rischio di ciascuna linea di gestione patrimoniale, essendo, tale prescrizione vincolante, prevista nell'Allegato 3 sub C) del Regolamento, dettato al fine d'indicare le modalità di esecuzione dell'obbligo, sancito nell'art. 42 del Regolamento, di fornire all'investitore un parametro oggettivo coerente dei rischi connessi alle singole gestioni. (principio di diritto enunciato dalla Corte) Cassazione civile, sez. I, 21/04/2016.


Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Informazioni specifiche sulla tipologia ed i rischi degli investimenti proponibili - Obbligazione attiva.
L'intermediario è tenuto nei confronti di ciascun investitore all'assolvimento dell'obbligo di "fornire" informazioni specifiche sulla tipologia ed i rischi degli investimenti proponibili: si tratta di un obbligo "attivo" come ineludibilmente indicato dall'utilizzazione dei predicati verbali "fornire" ed "acquisire" desumibili dal testo degli artt. 21 TUF e 28 del Reg. Consob, previsto in via generale per i servizi d'investimento, salvo una più puntuale conformazione per specifiche tipologie di operazioni finanziarie. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21/04/2016.


Intermediazione finanziaria - Doveri informativi dell'intermediario - Oggetto - Natura ed entità degli investimenti - Tipologia e rischiosità - Profilo dell'investitore non professionale - Rilevanza - Limiti.
Il profilo dell'investitore riveste un indubbio rilievo al fine di valutare l'adeguatezza delle informazioni acquisite e fornite dall'intermediario ma non può determinare l'eliminazione dell'obbligo legale d'informazione a carico dell'intermediario o la sua riconduzione entro clausole di stile, dovendosene valutare l'assolvimento in primo luogo in considerazione della natura ed entità (nella specie estremamente significativa) degli investimenti nonché della tipologia e della rischiosità dei medesimi. L'obbligo informativo risulta composto di un contenuto oggettivo ed uno soggettivo. Il contenuto oggettivo delle informazioni relative all'investimento non può essere determinato esclusivamente alla stregua del profilo soggettivo dell'investitore, quando quest'ultimo non sia operatore professionale, ma deve essere anche caratterizzato da un nucleo di dati oggettivamente riferibili agli investimenti che si intendono proporre contrattualmente ed eseguire. Il profilo soggettivo condiziona la valutazione dell'assolvimento dell'obbligo informativo, costituendo uno degli indicatori dell'adeguatezza, ma non lo esaurisce.
(Nel caso di specie, la Suprema Corte ha rilevato che La Corte d'Appello di Bologna aveva, invece, tratto proprio dalle caratteristiche soggettive dell'investitore la conclusione dell'adeguatezza delle informazioni sugli investimenti, ritenendo che dovesse ritenersi "inverosimile che i mandati di gestione siano stati sottoscritti nella sostanziale non consapevolezza della loro reale portata", oltre che da indici desunti dal contratto quadro del tutto privi di qualsiasi specifico contenuto informativo. Al riguardo, la Suprema Corte osserva che, se può astrattamente condividersi l'affermazione, contenuta nella sentenza impugnata, secondo la quale l'adempimento dell'obbligo informativo può essere assolto anche mediante il tenore dei documenti contrattuali, deve rilevarsi che alla luce dei riferimenti testuali selezionati dalla Corte territoriale l'assunto della stessa non può condividersi a fronte delle seguenti rilievi:
-sotto il titolo "dichiarazioni e firme dei mandanti " il sottoscrittore prendeva atto "che il menzionato servizio di gestione non offre garanzia di mantenere invariato il valore degli investimenti";
-nell'art. 5 delle Condizioni generali di contratto veniva prescritto che "il cliente non ha alcuna garanzia di mantenere invariato il valore degli investimenti effettuati né di ottenere il raggiungimento dei propri obiettivi d'investimento".
Sono queste, osserva la Suprema Corte, clausole rivolte alla delimitazione "esterna" del rischio connesso agli investimenti, prive di qualsiasi indicazione relativa al contenuto intrinseco delle informazioni relative ad essi, così come l'assunto della Corte d'Appello per cui la leva finanziaria era individuata come corrispondente all'unità, con possibilità per la mandataria di contrarre obbligazioni solo entro l'entità del patrimonio affidato ma comunque fino all'esaurimento dello stesso. La Suprema Corte osserva ancora che anche questa indicazione contrattuale svolge l'esclusiva funzione di definire il limite contrattuale non oltrepassabile delle perdite contrattualmente realizzabili ma è priva di contenuto descrittivo informativo in ordine agli investimenti). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21/04/2016.


Intermediazione finanziaria - Doveri informativi - Indicazione del limite estremo del rischio di gestione - Inidoneità ad integrare l'obbligo di assumere informazioni in ordine alla adeguatezza dell'investimento.
L'indicazione del limite estremo del rischio connesso alla gestione patrimoniale può essere uno dei criteri della preventiva valutazione dell'adeguatezza degli investimenti che compongono la gestione patrimoniale ma è del tutto inidoneo, se considerato isolatamente, ad integrare l'obbligo di assumere le informazioni necessarie al fine di formulare proposte d'investimento adeguate.

Deve, inoltre, osservarsi, che l'adeguatezza delle operazioni eseguite non può valutarsi soltanto alla stregua degli indici individuati dalla Corte territoriale, peraltro, non diversi da quelli posti a base della erronea valutazione positiva dell'assolvimento dei generali obblighi informativi incombenti sull'intermediario, richiedendo necessariamente un riscontro oggettivo derivante dalla conoscenza preventiva e, conseguentemente tendenziale ma non eliminabile perché imposta ex lege, dei rischi connessi agli investimenti. La soggettiva propensione al rischio deve essere commisurata alla oggettiva conoscenza della rischiosità delle operazioni, mancando altrimenti uno dei parametri di valutazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21/04/2016.


Intermediazione finanziaria - Doveri informativi dell'intermediario - Indicazione del grado di rischio di ciascuna linea di gestione patrimoniale - Necessità - Allegato 3, Documento Rischi, sub lett. c) sezione IV del Reg. Consob - Modello prescrittivo dell'assolvimento degli obblighi informativi specifici connessi alle singole gestioni.
Come disciplinato nella sezione IV del Reg. Consob (dedicata specificamente alle gestioni patrimoniali) ed in particolare nell'art. 42, comma 1, da integrarsi con l'allegato 3 (Documento Rischi) sub lettera c) del predetto testo normativo, deve essere indicato per iscritto nel contratto quadro il grado di rischio di ciascuna linea di gestione patrimoniale. A tale riguardo deve evidenziarsi che l'allegato sub 3, costituisce parte integrante del Regolamento citato, come indicato espressamente nell'art. 28 comma 1 lettera B ed in particolare costituisce il modello prescrittivo dell'assolvimento degli obblighi informativi specifici relativi alla trasparente e comprensibile rappresentazione dei rischi connessi alle singole gestioni così come prescritto in via generale dal primo coma dell'art. 42. Tale norma richiede all'intermediario di indicare "ai fini della definizione delle caratteristiche della gestione un parametro oggettivo di riferimento coerente dei rischi ad essa connessi". L'allegato (3 lettera c) indica come assolvere a tale prescrizione vincolante chiarendo in primo luogo che "La rischiosità della linea di gestione è espressa dalla variabilità dei risultati economici conseguiti dal gestore" e prescrivendo che "L'investitore può orientare la rischiosità del servizio di gestione definendo contrattualmente i limiti entro cui devono essere effettuate le scelte di gestione. Tali limiti, complessivamente considerati, definiscono le caratteristiche di una linea di gestione e devono essere riportati obbligatoriamente nell'apposito contratto scritto". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21/04/2016.


Il precedente acquisto di titoli a rischio non esime la banca dagli obblighi di informazione verso il cliente. Contratti di borsa – Acquisto di titoli ad alto rischio – Nullità del contratto per violazione degli obblighi informativi da parte della banca – Precedente acquisto di titoli esteri da parte del cliente – Circostanza esimente – Esclusione.
A fronte di ordini di acquisto che non potevano non essere conosciuti dalla banca come ad alto rischio in virtù delle informazioni privilegiate in suo possesso, non è idoneo in senso esimente – ad escludere la violazione dell’art.29 del Regolamento Consob - il precedente acquisto, da parte dello stesso cliente, di titoli esteri caratterizzati da un’alea maggiore del normale, in mancanza di una disposizione scritta dello stesso cliente che ne autorizzasse l’acquisto nonostante le informazioni ricevute sulle ragioni che sconsigliavano l’investimento. [Fattispecie in materia di acquisto di bond argentini: la Cassazione ha confermato la sentenza con cui la Corte d’Appello aveva dichiarato la responsabilità dell’istituto di credito per essersi limitato a fornire al cliente informazioni generiche]. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11/04/2016.


La banca è responsabile del danno provocato dalla clausola di 'rischio cambio' Euro/Franco Svizzero inserita nel contratto di leasing senza osservare i dettami del TUF in quanto da qualificarsi 'derivato implicito' o 'derivato incorporato'. Contratto di leasing immobiliare – Clausola “rischio cambio” Euro / franco Svizzero – Carattere aleatorio – Derivato “implicito” o “incorporato” ai sensi dello IAS 39 e dell’art. 2426 comma 11-bis c.c., (entrato in vigore il 1.1.2016) avente causa autonoma – Applicabilità TUF.

Contratto quadro ex art. 23 TUF non necessità – Mancato rispetto art. 21 comma 1 lett. a) e b) TUF nonché art. 39, 40 e 42 Reg. Consob 16190/2007 – Sussiste – Risolvibilità del contratto di finanza incorporato – Sussiste – Responsabilità civile concedente e risarcimento del danno – Sussiste..
Il fatto che la clausola avente natura aleatoria di “rischio cambio”, inserita in un contratto di leasing, il quale, di per sé, non rientra tra i servizi e le attività di investimento, né fra gli strumenti finanziari di cui all’art. 1 commi 2 e 5 T.U.F., sia stata oggetto della volontà negoziale delle parti, non esclude che ad essa si applichino le norme in materia di intermediazione finanziaria.

Tale clausola non muta la causa tipica del contratto, ma costituisce una previsione accessoria che incide sul contenuto del sinallagma negoziale e va vista come “derivato implicito / incorporato” nel contratto di leasing (IAS 39 ed art. 2426 comma 11 -bis c.c.) inscindibile dal medesimo contratto “host” (ospite), in cui, il canone mensile altro non rappresenta se non la base di calcolo sulla quale determinare il differenziale spettante all’una o all’altra parte, con una mera funzione aleatoria.

Contratto di leasing e clausola “rischio cambio” non costituiscono un contratto complesso, la cui causa negoziale (intesa come lo scopo, di contenuto economico, che le parti perseguono con la conclusione di uno specifico accordo) è unica, trattandosi, invece, di ipotesi di collegamento negoziale tra più contratti, ciascuno dotato della propria causa.

Non sussiste la nullità della clausola di rischio cambio (rectius: del contratto collegato ad essa sotteso) ai sensi dell’art. 23 del d.lgs. 58/1998, pur non essendo stata preceduta la sua conclusione dalla stipula in forma scritta di un “contratto quadro”, quando, nel caso di una singola operazione di investimento, alla quale è assimilabile la clausola di “rischio cambio” inserita nel contratto di leasing, quanto prescrive la norma è già contenuto nel contratto che regola quella operazione di investimento.

Il mancato assolvimento degli obblighi previsti dall’art. 39, 40 e 42 del Reg. Consob 29.10.2007, n° 16190, riguardanti la rilevazione della “conoscenza ed esperienza nel settore di investimento rilevante per il tipo di strumento o di servizio”, “situazione finanziaria” ed “obiettivi di investimento”, la mancata valutazione “sulla base delle informazioni ricevute dal cliente, e tenuto conto della natura e delle caratteristiche del servizio fornito” dell’adeguatezza e dell’appropriatezza dell’operazione, senza che risulti che ricorrano le condizioni per omettere le predette informazioni e valutazioni, ai sensi dell’art. 43. dall’art. Reg. Consob citato, comporta la violazione dell’art 21 comma 1 lett. a) e b) del d.lgs. 58/1998, dunque il diritto alla risoluzione del contratto derivato incorporato, nonché il risarcimento del danno. (Paolo Righini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 29/02/2016.


Contratti di borsa - Operazioni finanziarie - Soggetti abilitati - Obblighi a loro carico - Finalità - Segnalazione di inadeguatezza dell'operazione - Contenuto.
In tema di intermediazione finanziaria, la pluralità degli obblighi (di diligenza, di correttezza e trasparenza, di informazione, di evidenziazione dell'inadeguatezza dell'operazione che si va a compiere) previsti dagli artt. 21, comma 1, lett. a) e b), del d.lgs. n. 58 del 1998, 28, comma 2, e 29 del Reg. CONSOB n. 11522 del 1998 (applicabile "ratione temporis") e facenti capo ai soggetti abilitati a compiere operazioni finanziarie, convergono verso un fine unitario, consistente nel segnalare all'investitore, in relazione alla sua accertata propensione al rischio, la non adeguatezza delle operazioni di investimento che si accinge a compiere (cd. "suitability rule"). Tale segnalazione deve contenere specifiche indicazioni concernenti: 1) la natura e le caratteristiche peculiari del titolo, con particolare riferimento alla rischiosità del prodotto finanziario offerto; 2) la precisa individuazione del soggetto emittente, non essendo sufficiente la mera indicazione che si tratta di un "Paese emergente"; 3) il "rating" nel periodo di esecuzione dell'operazione ed il connesso rapporto rendimento/rischio; 4) eventuali carenze di informazioni circa le caratteristiche concrete del titolo (situazioni cd. di "grey market"); 5) l'avvertimento circa il pericolo di un imminente "default" dell'emittente. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 26/01/2016.


Obbligazioni Lehman Brothers e obblighi informativi convenzionali della banca. Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Lehman Brothers – Obblighi informativi convenzionali della banca – Violazione – Risoluzione per inadempimento.
L'obbligo, pattuito con apposita clausola del contratto di investimento, di informare tempestivamente il cliente sulla variazione in misura significativa del livello di rischio dei titoli è differente e di natura più pregnante rispetto a quello, pur gravante sull'intermediario e che si traduce in un preciso impegno di monitoraggio del titolo, di avvisare l’investitore dell’eventuale espunzione del prodotto con le caratteristiche “basso rischio e basso rendimento“ quale indicate dall’elenco “Patti Chiari“. (Vittorio Bovini) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 22/10/2015.


Contratti di intermediazione finanziaria - Responsabilità dell'intermediario - Violazione degli obblighi informativi - Successivi inviti a diversificare gli investimenti ed a disinvestire - Attenuazione della responsabilità ex art. 1227 c.c. - Inidoneità.
In tema di contratti di intermediazione finanziaria, l'intermediario, che sia rimasto inadempiente agli specifichi obblighi informativi previsti dalla legge con riferimento alle operazioni inadeguate, non può invocare l'attenuazione della sua responsabilità, ex art. 1227 c.c., per non avere l'investitore condiviso i suggerimenti (nella specie, a diversificare gli investimenti o a disinvestire) da lui ricevuti dopo l'esecuzione dell'ordine di acquisto ed entro il termine di scadenza dell'investimento, atteso che una siffatta condotta non comporta un'esposizione volontaria ad un rischio, né viola una regola di comune prudenza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31/08/2015.


Gestione patrimonio mobiliare, ordine vincolante, rivelatosi dannoso, di cliente non professionale. Intermediazione finanziaria - Gestione patrimonio mobiliare - Ordine, ancorché vincolante, di cliente non professionale per investimento, poi rivelatosi dannoso, particolarmente rischioso - Responsabilità dell'intermediario finanziario - Configurabilità - Fondamento -  Fattispecie.
In tema di gestione di patrimonio mobiliare, è configurabile la responsabilità dell'intermediario finanziario che abbia dato corso ad un ordine, ancorché vincolante, ricevuto da un cliente non professionale, concernente un investimento particolarmente rischioso (nella specie, l'impiego dell'intero ed ingente patrimonio dello stesso per l'acquisto di un unico titolo obbligazionario di una piccola società emittente, avente sede in Islanda, da tempo in conclamata crisi), atteso che la professionalità del primo, su cui il secondo abbia ragionevolmente fatto affidamento in considerazione dello speciale rapporto contrattuale tra essi intercorrente, gli impone comunque di valutare l'adeguatezza di quell'operazione rispetto ai parametri di gestione concordati, con facoltà, peraltro, di recedere dall'incarico, per giusta causa, qualora non ravvisi tale adeguatezza. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17/04/2015.


Risoluzione del contratto per violazioni riguardanti le singole operazioni di investimento o disinvestimento. Intermediazione finanziaria – Obbligo informativo – Stipula del contratto quadro – Rilevanza nella successiva fase applicativa che attiene alla singola operazione – Responsabilità contrattuale – Violazioni riguardanti le operazioni di investimento o disinvestimento compiute in esecuzione del contratto quadro.
La violazione degli obblighi di informazione non ha rilevanza solo in relazione alla stipula del contratto quadro, posto che l'obbligo informativo relativo all'oggetto contrattuale si colloca anche nella successiva fase applicativa che attiene alla singola operazione finanziaria, dando luogo a responsabilità contrattuale, ed eventualmente conducendo alla risoluzione del contratto, ove si tratti di violazioni riguardanti le operazioni di investimento o disinvestimento compiute in esecuzione del contratto quadro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 06/11/2014.


Omessa indicazione, nel corpo dell’ordine di negoziazione, delle informazioni sulla rischiosità dell’investimento. Acquisto titoli finanziari – Rischiosità titoli Argentina – Inadempimento obblighi informativi da parte di intermediario finanziario – Profilo investitori.
Sin dal 1997 era desumibile la rischiosità dei titoli di debito pubblico argentini, in considerazione delle classificazioni date dalle Agenzie di rating e dalle considerazioni svolte dalla CONSOB nella sua audizione alla Camera dei Deputati del 27/04/04. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata)

Dalla assenza di elementi da cui desumere l’intervenuta informazione sulle rischiosità dell’operazione nel corpo dell’ordine consegue la prova per tabulas dell’omesso adempimento agli obblighi informativi. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata)

Gli investimenti pregressi non forniscono prova della propensione a rischio, ove non v’è prova che per essi vi sia stata informazione sulla rischiosità. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata)

Il profilo di rischio firmato dal solo dipendente della banca è privo di valore probatorio. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 03/11/2014.


Intermediazione finanziaria - Onere della prova - Importanza e gravità dell'inadempimento - Danno e nesso di causalità - Valutazione dell'incidenza del rischio sul portafoglio complessivo e della diversificazione degli investimenti.
La ritenuta inadempienza dell'intermediario agli obblighi di informazione non è di per sé presupposto sufficiente per l'accoglimento della domanda di risoluzione del contratto, la quale presuppone la prova dell'importanza e della gravità dell'inadempimento, con conseguente onere dell'investitore di allegare non soltanto l'inadempimento dell'intermediario alle obbligazioni scaturenti dal contratto di negoziazione, dal TUF e dalla normativa secondaria, ma anche di fornire, anche sulla base di presunzioni, la prova del danno e del nesso di causalità fra questo e l'inadempimento. (Nel caso di specie, il Tribunale, in ordine alla prova del nesso di causalità, ha fondato la propria decisione sul carattere marginale del rischio assunto dagli investitori, comparando l'entità dell'investimento contestato con quella del loro portafoglio, rilevandone una incidenza contenuta ed un rischio che poteva essere sopportato in vista di un profittevole rendimento. Sempre con riferimento a questo aspetto, il Tribunale ha ritenuto che, sulla base di una valutazione ex ante, gli investitori avrebbero ugualmente espresso il proprio consenso al compimento dell'operazione e ciò anche nel caso in cui fossero state fornite loro tutte le informazioni cui l'intermediario era tenuto, in quanto, all'epoca dell'acquisto, il rischio dell'operazione appariva compatibile con le finalità degli investitori, nell'ottica di una ragionevole differenziazione degli investimenti del loro patrimonio mobiliare). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 14/10/2014.


Obbligazioni argentine: rilevanza dell'informazione sulla correlazione tra rischio e rendimento e della adesione all’OPS. Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Indicazione della correlazione tra rischio ed elevato rendimento - Adesione alla OPS della Repubblica Argentina - Effetti.
L’espressa dichiarazione di esperienza in materia di investimenti da parte del cliente non determina automaticamente la qualifica di investitore professionale.

L’indicazione circa la correlazione tra l’elevato rendimento ed il rischio non può ritenersi specifica rispetto alla rilevante informazione circa l’intervenuto declassamento dell’ente emittente.

La mancata informazione circa i rischi dell’investimento in titoli argentini deve ritenersi grave e, dunque, in rapporto di causalità con il danno subito dagli stessi.

La mancata adesione da parti degli attori all’OPS non rileva, in quanto non vi è prova che gli stessi, in caso contrario, avrebbero potuto ottenere un rimborso, anche parziale, della somma investita. Appello Ancona, 03/10/2014.


La dichiarazione del cliente di volere comunque dar corso all’operazione non ha valore confessorio e non esonera l’intermediario dall’onere della prova a suo carico. Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell’intermediario - Dichiarazione del cliente di volere “comunque dare corso all’operazione” - Valore confessorio - Esclusione.
La dichiarazione del cliente, contenuta nell’ordine di acquisto di prodotti finanziari e formulata in modo riassuntive generico, nella quale egli affermi di aver ricevuto un’informazione completa sulle caratteristiche sui rischi dei medesimi prodotti, non può essere considerata una confessione stragiudiziale, a norma dell’articolo 2735 c.c., perché rivolta alla formulazione di un giudizio (sull’adempimento dell’obbligazione della controparte) e non all’affermazione di scienza e verità di un fatto obiettivo, ed intrinsecamente inidonea ad accertare quali concrete informazioni siano state fornite al cliente in ordine allo specifico prodotto finanziario; ne consegue che, in tal caso, l’ordine del cliente di volere “comunque dare corso all’operazione”, a norma dell’articolo 29, comma 3, del regolamento Consob n. 11522 del 1998, benché impartito o registrato per iscritto, non vale ad esonerare da responsabilità la banca che non abbia offerto prova rigorosa di avere adempiuto agli obblighi informativi inerenti anche alle ragioni della ritenuta inadeguatezza dell’operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06/08/2014.


Contratto di consulenza e obblighi informativi dell'intermediario. Contratto di consulenza per la gestione di portafogli di investimento - Dovere dell'intermediario di tenere informato il cliente sull'andamento fortemente negativo di determinati strumenti finanziari - Sussistenza - Propensione al rischio dichiarato dal cliente - Irrilevanza..
Rientra negli obblighi del contratto di consulenza quello di monitorare costantemente la posizione del cliente al fine di consigliargli le opportune mosse di investimento o di disinvestimento. Integra, pertanto, un'ipotesi di inadempimento il comportamento della banca che non abbia adeguatamente informato il cliente dell'andamento di strumenti finanziari (nel caso specifico obbligazioni argentine) il cui rating era divenuto “non investiment grade” e ciò indipendentemente dalla propensione al rischio dichiarata dal cliente stesso nel contratto di consulenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Roma, 12/03/2014.


Raccomandazione personalizzata di contratto di swap e obblighi informativi dell'intermediario. Intermediazione finanziaria - Prestazione di raccomandazioni personalizzate - Applicazione degli obblighi previsti per il servizio di consulenza - Adeguatezza dell'operazione.

Raccomandazione di una determinata operazione finanziaria - Servizio di consulenza - Obbligo dell'intermediario di dotarsi di procedure idonee a valutare l'adeguatezza dell'operazione con riferimento alle reali necessità dei clienti - Obbligo di suggerire prodotti idonei sotto il profilo dell'efficienza e dell'efficacia - Fattispecie in tema di contratto di swap destinato a controbilanciare il rischio correlato al tasso di indebitamento.

Raccomandazione personalizzata di contratto di swap - Conflitto di interessi - Obblighi informativi relativi alla specifica operazione raccomandata..
La prestazione al cliente di una raccomandazione personalizzata comporta l'applicazione degli obblighi fondamentali previsti a carico dell'intermediario per il servizio di consulenza, tra i quali la regola dell'adeguatezza contenuta negli articoli 39 seguenti del regolamento Consob 16190 del 29 ottobre 2007. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'intermediario che raccomandi al cliente una determinata operazione finanziaria deve dimostrare di essere dotato di procedure idonee a valutare l'adeguatezza dell'operazione raccomandata con riguardo alle reali necessità dei clienti ed a suggerire i prodotti più idonei sotto il profilo dell'efficienza e dell'efficacia, tenuto anche conto del costo delle opportunità alternative. Nell'ipotesi di contratto di swap (nel caso di specie rivelatosi inadeguato allo scopo) destinato a controbilanciare il rischio correlato al tasso di indebitamento bancario, l'intermediario deve, altresì, fornire spiegazioni in ordine al motivo per il quale non ha suggerito al cliente di utilizzare una struttura meno complessa, con rischi bidirezionali, o comunque di avvicinare maggiormente il nozionale all'effettivo rendimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La banca che raccomandi al cliente la stipula di un contratto di swap negoziato al di fuori dei mercati regolamentati e costruito dallo stesso intermediario, il quale si trova, pertanto, in situazione di conflitto di interessi, ha l'obbligo di illustrare al cliente i rischi relativi allo specifico prodotto ovvero: i) scomporre il prodotto complesso nelle componenti elementari che giustificano l'esborso finanziario sostenuto dal cliente per l'assunzione della posizione, con la quantificazione del fair value di ciascuna delle componenti derivative e dello strumento nel suo complesso; ii) in presenza di strutture complesse produrre le risultanze di analisi di scenario di rendimenti da condursi mediante simulazioni effettuate secondo metodologia oggettive; iii) porre a confronto il prodotto con altri analoghi semplici, noti, liquidi, basso rischio e di analoga durata e, ove esistenti, con prodotti succedanei di larga diffusione e di adeguata liquidità, in modo da consentire al cliente di operare una scelta ragionata; iv) esplicitare nel contratto il valore del derivato, gli eventuali costi impliciti, i criteri con cui determinare i costi di recesso o di sostituzione. Occorre poi precisare che, in assenza di informazioni specifiche sul profilo di rischio del prodotto, ricostruito attraverso il ricorso a scenari probabilistici e senza informazioni sul valore del marke to market alla data di stipulazione, l'investitore non è in grado di formulare un giudizio di convenienza economica del derivato in termini di costo/rischio/beneficio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13/02/2014.


Contratto di swap - Addebito all'insaputa del cliente di costi non indicati nel contratto - Alterazione delle alee rispettivamente assunte dalle parti..
L'addebito a carico del cliente di costi non adeguatamente indicati nel contratto di swap ed a sua insaputa produce un’alterazione ab origine delle alee rispettivamente assunte dalle parti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/01/2014.


Contratto di swap - Valutazione della causa in concreto - Consapevolezza del contraente debole del differente livello di rischio assunto - Facoltà di ciascuna parte di assumere consapevolmente un rischio maggiore dell'altra - Sussistenza - Squilibrio del rischio derivante da parametri inseriti nel contratto all'insaputa del contraente debole - Operatore qualificato - Controparte diretta in conflitto di interessi..
Nell'ambito del contratto di swap, ciò che rileva ai fini della valutazione della sussistenza della causa in concreto non è tanto o solo lo squilibrio dell'alea rispettivamente assunta, quanto la consapevolezza del contraente debole del differente livello di rischio assunto dalle parti. Il mero squilibrio delle alee assunte, infatti, non di per sé motivo per ritenere assente la causa in concreto, ben potendo le parti, nell'esercizio della loro autonomia contrattuale, consapevolmente stipulare un contratto di swap in cui una di esse si assume un rischio maggiore dell'altra. Questo squilibrio deve, però, essere frutto di una libera scelta delle parti e non una conseguenza derivante dai parametri inseriti nel contratto soggettivamente ignota al contraente debole, in quanto unilateralmente predisposta dalla banca, la quale indubbiamente riveste sia la qualifica di operatore qualificato, sia quella di controparte diretta del cliente e, quindi, come tale, per definizione in conflitto di interessi. Ciò che rileva, dunque, ai fini dell'insussistenza della causa in concreto è l'assenza di adeguata informazione fornita dalla banca al cliente in ordine ai rischi effettivamente assunti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/01/2014.


Contratti derivati IRS - Up front quale indicatore di rischio - Dovere dell'intermediario di consulenza fedele - Intermediario quale controparte diretta del cliente..
Nei contratti derivati IRS l’up front costituisce un efficace indicatore della presenza di un rischio connaturato alla struttura contrattuale e impone all'intermediario un particolare dovere di consulenza fedele, atteso che l'obbligo di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza deve ritenersi connaturato al contratto di intermediazione finanziaria, tanto più nel caso in cui l'intermediario si ponga come diretta controparte dell'operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/01/2014.


Contratti derivati IRS - Obbligo di informazione e di trasparenza della banca - Dovere di informazione sulle commissioni implicite e sulla differenza tra i market to market..
L'obbligo di informazione e trasparenza della banca non può che tradursi nel dovere di informazione in ordine alle cosiddette commissioni implicite individuabili nella differenza tra il market to market dei pagamenti del cliente e il market to market dei pagamenti in capo alla Banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/01/2014.


Contratti derivati - Obblighi di informazione dell'intermediario - Puntuale illustrazione al cliente dei meccanismi del prodotto - Consapevolezza in ordine all'idoneità dello strumento finanziario a perseguire lo scopo dichiarato - Indicazione chiara dei reali costi della struttura e del margine effettivamente lucrato dall'intermediario controparte diretta..
Se è vero che all'intermediario sono imposti obblighi di informazione circa la natura, i rischi e le implicazioni dell'operazione, con riguardo a negoziazione di prodotti derivati tali obblighi devono tradursi anzitutto nella puntuale illustrazione al cliente dei meccanismi del prodotto, in maniera tale che, prima di sottoscrivere il contratto, questi sia correttamente informato sull'idoneità dello strumento finanziario a perseguire le finalità di copertura richieste nonché sui rischi rispettivamente dalle parti assunti. Gli obblighi di informazione in questione devono quindi tradursi nell'indicazione chiara dei reali costi della struttura, ivi compresi quelli di produzione e gestione del derivato addebitati al cliente ed il margine effettivamente lucrato dall'intermediario che si ponga come controparte diretta, anche perché detti costi incidono sullo stesso oggetto del contratto, sia sotto il profilo della pattuizione del compenso della banca, sia sotto il profilo dell'esatta determinazione delle alee rispettivamente assunte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/01/2014.


Obblighi informativi dell'intermediario – Estensione, in ragione della operatività pregressa – Rilevanza di precedenti operazioni speculative – Non sussiste..
L'acquisto di altri titoli a rischio in epoca antecedente all'operazione contestata non fa venire meno l'obbligo, della banca, di fornire informazioni adeguate, relative alle caratteristiche dei titoli, alla mancanza di rating, alla solidità patrimoniale dell'ente emittente, e, quindi, alla effettiva possibilità per la stessa di rimborsare il proprio debito alla scadenza. (Gaia Matteini) (riproduzione riservata) Appello Palermo, 15/03/2013.


Ordine di acquisto – Clausola sottoscritta dal cliente, in cui si attesta la conformità dell'operazione agli obiettivi di investimento – Natura di clausola di stile – Valore confessorio – Non sussiste..
L'indicazione prestampata con cui il cliente dichiara di aver ricevuto informazioni sui rischi dell'operazione, e che la stessa è conforme ai propri obiettivi di investimento, pur se sottoscritta da costui, non può valere a comprovare che lo stesso sia stato adeguatamente informato sui rischi dello specifico investimento. (Gaia Matteini) (riproduzione riservata) Appello Palermo, 15/03/2013.


Doveri informativi dell'intermediario - Consegna del documento generale sui rischi dell'investimento - Dovere informativo in relazione ad ogni singola operazione - Sussistenza..
La consegna del documento generale sui rischi dell’investimento non esime l’intermediario dall’obbligo informativo con riferimento ad ogni singola (successiva) operazione in strumenti finanziari e, pertanto, la sua effettiva consegna in tempo precedente alle singole negoziazioni si appalesa, sotto questo profilo, irrilevante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06/02/2013.


Doveri informativi dell'intermediario - Inadeguatezza dell'operazione - Concorso con la violazione dell'obbligo informativo relativo al prodotto finanziario - Interruzione del nesso causale..
La inadeguatezza dell’operazione resa nota all’investitore, costituisce un’informazione di “rango” superiore ed assorbente rispetto al semplice obbligo informativo relativo al prodotto finanziario e rende per certi versi irrilevante il precedente scambio di informazioni. L’eventuale omissione dell’obbligo informativo “a monte”, a fronte di una operazione qualificata come “inadeguata”, e comunque perfezionatasi su espressa richiesta scritta dell’investitore, è destinata ad interrompere il nesso causale fra il danno manifestatosi nel patrimonio dell’investitore e la condotta omissiva, sotto il profilo “informativo” contestabile all’Intermediario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06/02/2013.


Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi di cui all'articolo 28 Reg. Consob n. 11522/1998 - Autonomia rispetto all'obbligo informativo di cui all'articolo 29..
Gli obblighi prescritti dagli artt. 28 e 29 Regoiamento Consob n. 11522/98 a carico dell'intermediario finanziaria sono autonomi e non sovrapponibili. Appello Milano, 09/01/2013.


Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario per consentire una consapevole scelta di investimento - Valenza generale ed incondizionata - Autonomia rispetto all'obbligo di segnalare l'inadeguatezza dell'operazione..
L'obbligo dell'intermediario di fomire all'investitore tutte le informazioni necessarie per fargli assumere una consapevole scelta d'investimento ha valenza generale ed incondizionata e prescinde dall'obbligo di segnalare l'inadeguatezza dell'operazione che è eventuale e dipende dal profilo dell'investitore. (Valerio Heffler) (riproduzione riservata) Appello Milano, 09/01/2013.


Lehman Brothers Holdings Inc. e conoscibilità della situazione di difficoltà già dall'agosto del 2007. Doveri informativi, di correttezza e di buona fede dell'intermediario - Violazione - Acquisto di obbligazioni Lehman Brothers Holdings Inc. effettuato nel febbraio del 2008 - Conoscibilità della situazione di difficoltà economica dell'emittente - Fattispecie..
Costituisce violazione dei doveri informativi, di correttezza e di buona fede il comportamento dell'intermediario che ometta di avvertire l'investitore della particolare rischiosità dell'investimento in obbligazioni Lehman Brothers Holdings Inc. effettuato nel febbraio del 2008. La banca intermediaria non poteva, infatti, non essere a conoscenza della situazione di difficoltà dell'emittente il quale, già nell'agosto del 2007, aveva licenziato circa 1200 dipendenti, registrando una perdita di 25 milioni di dollari ed una riduzione dell'avviamento di circa 27 milioni di dollari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 20/10/2012.


Contratti derivati – Interest Rate Swap – Commissioni implicite – Differenza fra il mark to market  dei pagamenti dell’Ente ed il mark to market dei pagamenti all'intermediario..
L’obbligo di informazione e trasparenza della Banca si pone anche in relazione alle c.d. commissioni implicite, individuabili nella differenza (non riequilibrata con il ricorso ad up front) fra il mark to market (inteso quale valore di mercato del contratto stimato attualizzando i flussi di cassa attesi) dei pagamenti dell’Ente ed il mark to market dei pagamenti in capo alla Banca. (Duilio Manella) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 03/10/2012.


Contratti derivati – Interest Rate Swap – Dovere d'informazione sui meccanismi del derivato e dello strumento finanziario a perseguire le finalità di copertura richieste – Informazioni sui reali costi della struttura, di produzione sul margine lucrato dall'intermediario..
Se è vero che all'intermediario sono imposti obblighi di informazione circa la natura, i rischi e le implicazioni dell'operazione, con riguardo alla negoziazione di prodotti derivati, tali obblighi devono tradursi anzitutto nella puntuale illustrazione al cliente dei meccanismi del prodotto, in maniera tale che, prima di sottoscrivere il contratto, il cliente sia correttamente informato sull'idoneità dello strumento finanziario a perseguire le finalità di copertura richieste; gli obblighi di informazione in questione devono, altresì, tradursi nell'indicazione chiara dei reali costi della struttura, ivi compresi quelli di produzione del derivato addebitati al cliente ed il margine effettivamente lucrato dall'intermediario che si ponga come controparte diretta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 03/10/2012.


Contratti derivati – Interest Rate Swap – Diritto all'intermediario alla maturazione di commissioni remunerative dell'attività di allestimento della struttura e del rischio – Possibile contrasto con specifiche pattuizioni..
Il diritto dell'intermediario alla maturazione di commissioni atte a remunerare l’attività di allestimento della struttura ed il rischio insito nelle operazioni in conto proprio è in contrasto con la pattuizione contrattuale che escluda la possibilità di porre commissioni a carico del cliente il cui addebito si configurerebbe come indebito pagamento. (Duilio Manella - Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 03/10/2012.


Esperienza del cliente in strumenti finanziari ed esigenza di conoscere le caratteristiche dello specifico investimento. Contratti di intermediazione finanziaria – Esperienza dell’investitore – Obbligo dell’intermediario di informazione del cliente – Violazione. .
In materia di intermediazione finanziaria, con riguardo all’obbligo di informazione a cui è tenuto l’intermediario nell’attività di stipulazione di contratti con l’investitore, la circostanza che quest’ultimo abbia maturato una certa esperienza in materia di strumenti finanziari non esime l’intermediario dall’ottemperare agli obblighi di informazione previsti dal TUF giacché la esigenza di conoscere le caratteristiche dello specifico investimento offerto è propria di ogni investitore, anche di quello più disposto a correre rischi. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 12/09/2012.


Interest swap rate IRS - Informazione sulla natura e sui rischi della specifica operazione ex articolo 28 reg. Consob n. 11522 del 1998 - Indicazione degli elementi essenziali del contratto derivato - Insufficienza..
In materia di operazioni in interest swap rate, l'informazione sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione, dovuta in base all'articolo 28 del regolamento Consob numero 11522 del 1998, non può essere desunta dagli elementi essenziali, quali data iniziale e di scadenza, nozionale, tasso pagato dal cliente e periodicità del pagamento dei flussi, i quali nulla dicono in ordine al complesso meccanismo e della rischiosità delle operazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 19/07/2012.


Contratti derivati - Invalidità della dichiarazione di operatore qualificato - Informazione sui rischi specifici dell'operazione ai sensi degli articoli 21 e 28 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 - Necessità..
In ipotesi di operazioni in contratti derivati, qualora la dichiarazione di operatore qualificato di cui all'articolo 31, comma 2, reg. Consob n. 11522/1998 non possa ritenersi validamente resa, l'intermediario deve, ai sensi degli articoli 21 e 28 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, informare per iscritto il cliente sui rischi specifici dell'operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 04/06/2012.


Intermediazione finanziaria - Natura negoziale dei singoli ordini di acquisto - Domanda di risoluzione del singolo ordine - Ammissibilità..
Il fatto che i singoli ordini di acquisto costituiscono atti esecutivi di un unico mandato e non contratti autonomi non ne esclude la natura negoziale, con la conseguenza che il cliente può agire in giudizio e chiedere la risoluzione del singolo ordine di negoziazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 31/05/2012.


Intermediazione finanziaria - Clausole prestampate di contenuto generico - Obblighi informativi di cui agli articoli 21 e 28 del TUF - Assolvimento - Esclusione..
La sottoscrizione di clausole prestampate sugli ordini di negoziazione che abbiano contenuto generico e, come tali, non siano idonee ad informare l'investitore sulla natura e rischiosità dello strumento finanziario trattato, non valgono ad assolvere ai doveri informativi previsti dagli articoli 21 e 28 del TUF (fattispecie in tema di obbligazioni General Motors). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 31/05/2012.


Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi di cui all'articolo 28 Reg. Consob n. 11522/1998 - Autonomia rispetto a quelli di cui all'articolo 29 - Obbligo di fornire informazioni in relazione alla specifica operazione - Sussistenza - Onere della prova..
L’obbligo informativo posto dall’art. 28, secondo comma, Reg. Consob n. 11522/1998 è autonomo rispetto a quello di segnalazione di inadeguatezza dell’operazione previsto dall’art. 29 del medesimo regolamento: il dovere in capo all’intermediario finanziario di fornire informazioni specifiche ed appropriate in merito alla concreta operazione posta in essere col cliente, ed il cui onere della prova grava sull’intermediario stesso, sussiste in tutti i rapporti con operatori non qualificati: tali essendo anche coloro i quali, non rientrando in una delle speciali categorie menzionate nei regolamenti Consob (art. 31 Reg. Consob n. 11522/1998), abbiano in precedenza investito in titoli a rischio. (Fabrizio De Francesco) (riproduzione riservata) Appello Torino, 03/04/2012.


Contratti di swap inadeguati alle esigenze del cliente e responsabilità dell'intermediario; ripercussione dell'inadempimento sui vari contratti collegati di rinegoziazione. Intermediazione finanziaria - Contratti derivati - Swap - Doveri di cui all'articolo 21 del TUF - Applicabilità al cliente che abbia sottoscritto la dichiarazione di operatore qualificato.

Intermediazione finanziaria - Contratti derivati - Swap - Doveri di cui all'articolo 21 del TUF - Dovere dell'intermediario di proporre al cliente strumenti finanziari adeguati alle esigenze dallo stesso manifestate - Sussistenza - Adeguatezza dell'investimento di cui art. 29 del reg. Consob - Distinzione.

Intermediazione finanziaria - Contratti derivati - Swap - Collegamento negoziale fra più contratti di rinegoziazione - Inadempimento dell'intermediario - Ripercussione sull'intero rapporto..
L'articolo 21 del TUF dispone che nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento e accessori i soggetti abilitati debbano comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, per servire al meglio gli interessi dei clienti e per l'integrità dei mercati; l'interesse del cliente deve, quindi, sempre costituire il punto di riferimento dell'attività professionale espletata dall'intermediario finanziario e ciò anche quando il cliente abbia sottoscritto la dichiarazione autoreferenziale di operatore qualificato prevista dall'articolo 31 del reg. Consob. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

I doveri di diligenza, correttezza, trasparenza e di informazione prescritti dall'articolo 21 del TUF nell'interesse dei clienti e della integrità dei mercati impongono all'intermediario il dovere di proporre strumenti finanziari adeguati alle esigenze che il cliente abbia opportunamente manifestato e ciò anche nell'ipotesi in cui questi abbia sottoscritto la dichiarazione di operatore qualificato prevista dall'articolo 31 del reg. Consob. In proposito, va precisato che la nozione di "adeguatezza" alle esigenze del cliente dello strumento proposto discende direttamente dagli obblighi prescritti dal citato articolo 21 del TUF e differisce dalla valutazione di adeguatezza dell'investimento rispetto al profilo di rischio dell'investitore prevista dall'art. 29 del reg. Consob. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In virtù del collegamento negoziale esistente tra più contratti in derivati finanziari ove i successivi costituiscono la rinegoziazione dei precedenti, si deve ritenere che l'inadempimento dell'intermediario ai doveri prescritti dall'articolo 21 del TUF si ripercuota sull'intero rapporto intercorso con il cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23/03/2012.


L'operazione di investimento - Natura negoziale - Esclusione - Atto di esecuzione del programma delineato dal contratto quadro - Violazione delle norme di comportamento da parte dell'intermediario - Vizio della volontà - Esclusione - Fonte di responsabilità..
L'operazione di investimento, al pari di tutti gli altri ordini di acquisto, non ha natura negoziale, configurandosi piuttosto come un atto di esecuzione del programma, eventuale e futuro, di cui, con il contratto "quattro", sono state precisate e concordate le condizioni, sì che l'eventuale violazione delle norme di comportamento da parte dell'intermediario rispetto alla suddetta operazione rilevano non già come causa di un vizio della volontà, bensì come fonte di responsabilità per inadempimento e di risarcimento del danno. (Paolo Negri della Torre) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 07/03/2012.


Mancanza di elementi dai quali desumere l'elevata rischiosità degli strumenti finanziari e doveri informativi dell'intermediario. Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Argentine – Controversie (in materia di ) – Violazione obbligo di informazione al cliente – Non sussistenza – Onere probatorio. .
In tema di controversie in materia di intermediazione finanziaria, con riguardo all’acquisto di obbligazioni argentine, non sussiste violazione dell’obbligo di informazione al cliente incombente in capo all’intermediario, quando nel corso dell’istruttoria emerga che la Banca non disponeva di dati particolari dai quali potesse desumere una elevata rischiosità dei titoli in questione con conseguente onere probatorio in capo al cliente/investitore attore di allegare e provare il nesso causale tra l’asserita carenza di informazione ed il danno, e cioè di asserire e dimostrare che il medesimo, se fosse stato correttamente informato dalla banca, non si sarebbe indotto all’acquisto delle obbligazioni argentine. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 14/02/2012.


La propensione al rischio espressa dall'investitore deve essere valutata in maniera diversa per ogni singola operazione. Intermediazione finanziaria - Adeguatezza dell'operazione - Propensione al rischio manifestata dall'investitore - Rilevanza con riferimento ad ogni singolo operazione - Precedente acquisto di titoli speculativi - Irrilevanza..
Ai fini della valutazione di inadeguatezza dell'operazione, la propensione al rischio manifestata dall'investitore deve essere tenuta in considerazione con riferimento ad ogni singola operazione, così che diviene irrilevante la circostanza che in passato l'investitore abbia acquistato titoli speculativi, dovendosi ritenere che lo stesso abbia la possibilità di determinarsi in maniera diversa rispetto ad ogni singola operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Gorizia, 18/10/2011.


Violazione dei doveri informativi, distinzione ed autonomia delle prescrizioni contenute negli articoli 28 e 29 reg. Consob 11522/1998. Intermediazione finanziaria - Doveri informativi relativi alla singola operazione - Violazione - Distinzione ed autonomia delle prescrizioni contenute negli articoli 28 e 29 regolamento Consob 11522 del 1998..
Possono dar luogo alle risoluzione del contratto ed al risarcimento del danno in via autonoma e distinta sia la violazione degli obblighi informativi previsti dall'articolo 28 reg. Consob 11522/98, sia la violazione di quelli previsti dall'articolo 29 del medesimo regolamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29/09/2011.


Intermediazione finanziaria – Obbligo di specifica informazione circa i motivi di inadeguatezza – Sussistenza..
Le motivazioni correlate all’inopportunità dell’investimento per inadeguatezza di esso non possono essere sufficientemente chiarite sottoponendo al cliente un testo prestampato (e non evidenziato graficamente né personalizzato nella modulistica) in cui ci si limiti ad indicare l’operazione come “inadeguata” ed i titoli come “rischiosi”. È necessario, infatti, che l’intermediario dimostri di avere illustrato al cliente le ragioni dell’inadeguatezza. (Lorenzo Grassano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26/09/2011.


Intermediazione finanziaria – Oneri informativi dell’intermediario –Modulazione dell’onere della prova – Relevatio ab onere probandi – Rischio generale – Rischio emittente specifico. .
Il rispetto degli oneri informativi normativamente previsti, che deve essere provato dall’intermediario giusta la revelatio di cui all’art.23, comma sesto, TUF, comporta che l’intermediario debba fornire agli investitori notizie specifiche sui rischi connessi ai singoli investimenti (c.d. rischio emittente specifico) essendo a tale fine insufficienti le informazioni di carettere generale contenute nel documento di cui all’allegato 3 al Regomamento Consob n. 11522 (c.d. rischi generali). (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 23/06/2011.


Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Conflitto di interessi - Operazione inadeguata - Specificità dell’informazione - Modalità..
L'informazione per cui l'operazione sarebbe stata eseguita "fuori dai mercati regolamentari" e che "l'operazione era in conflitto di interessi" è del tutto insufficiente ad integrare il disposto normativo di cui agli articoli 21 e 27 del TUF che, come è noto, impone all'intermediario l'obbligo di comunicare al cliente non soltanto la sussistenza del conflitto di interesse ma anche la sua natura ed estensione, non bastando, a tal fine, il riferimento a regole e principi generali o il ricorso a mere clausole di stile. Quanto alla inadeguatezza dell'operazione, l'intermediario ha l'obbligo di indicare sotto quale specifico aspetto l'operazione di investimento che si appresta a compiere è da considerarsi inadeguata, non essendo sufficiente la sottoscrizione da parte dell'investitore di un modulo non idoneo a renderlo con dovizia di particolari edotto dell'alta rischiosità dei titoli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 26/05/2011.


Doveri informativi dell'intermediario - Informazione specifica sul titolo oggetto di negoziazione - Generiche informazione sul rischio associato ad una elevata redditività - Inidoneità..
Una generica informazione sul rischio associato ad una elevata redditività non costituisce prova di un'informazione sugli specifici rischi connessi alle operazioni di investimento. (Vittorio Bovini) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 11/04/2011.


Titolo "a basso rischio - basso rendimento" - Variazione significativa del livello di rischio - Misura rilevante della variazione..
Costituisce certamente significativa variazione del livello di rischio di un titolo "a basso rischio - basso rendimento" la circostanza che il titolo subisca un'oscillazione in riduzione di circa il 17% in due mesi. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22/03/2011.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi – Obbligazioni Cirio acquistate nella fase del “grey market” – Mancata informazione circa l'assenza del regolamento di emissione – Risoluzione e restituzione somme..
La generica indicazione contenuta nell'ordine di acquisto ed il richiamo dell'attenzione dell'investitore sul rischio tipico dei titoli obbligazionari non può certo ritenersi rispondente all'adempimento degli obblighi informativi relativi all'acquisto di obbligazioni al grey market, particolarmente quando manchino i richiami dell'attenzione dell'investitore circa l'assenza del regolamento di emissione del prestito obbligazionario e circa la provenienza dei titoli da una società di diritto lussemburghese e di riferimenti alle sue condizioni patrimoniali. (Gregorio Zambrin) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 10/03/2011.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi – Investimenti pregressi (anche rischiosi) in fondi comuni e titoli azionari – Presunzione di conoscenza delle caratteristiche di tutte le tipologie di investimento – Esclusione..
Il fatto che il cliente, tramite l'intermediario, abbia effettuato alcuni investimenti (anche rischiosi) in fondi comuni e titoli azionari, peraltro in un ristretto periodo di tempo (meno di due anni), può in astratto ritenersi idoneo a consentire all'intermediario la ricostruzione dell'esperienza e della propensione al rischio del cliente, ma non autorizza la presunzione da parte dell'intermediario della conoscenza da parte del cliente delle caratteristiche essenziali di tutte le possibili tipologie di investimento in astratto e in concreto e quindi non esonera l'intermediario stesso dall'adempimento degli ulteriori obblighi informativi previsti dal secondo comma dell'art. 28, tanto più ove l'investimento si caratterizzi per una natura (quella obbligazionaria) radicalmente differente rispetto a quella (azionaria) degli investimenti praticati in passato. (Gregorio Zambrin) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 10/03/2011.


Generica dicitura sull'ordine di acquisto, ammissione di rischiosità del titolo negoziato e ulteriori doveri informativi. Intermediazione finanziaria - Doveri informativi dell'intermediario - Informazioni relative alla singola operazione - Ammissione della natura rischiosa del titolo negoziato - Fattispecie..
La generica dicitura contenuta sull'ordine di acquisto dalla quale risulta che l'intermediario ha evidenziato la natura e i rischi della singola operazione costituisce di fatto un'ammissione della natura rischiosa del titolo negoziato e comporta la necessità di fornire all'investitore informazioni necessarie ed adeguate a comprendere la rischiosità degli investimenti. L'intermediario ha, infatti, il dovere di fornire specifiche indicazioni sulle caratteristiche dei titoli negoziati ed ai connessi profili di rischio (nella fattispecie,  l'intermediario avrebbe dovuto illustrare il rischio specifico inerente le emissioni di obbligazioni argentine illustrando l'andamento del titolo ed informando l'investitore della possibilità di totale perdita del capitale investito). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Casale Monferrato, 04/03/2011.


Intermediazione finanziaria – Servizi di investimento – Obbligo di informazione – Specificità – Adeguatezza dell’operazione al profilo del cliente..
L’intermediario deve fornire una completa informazione circa la natura ed i rischi connessi alla specifica operazione che il cliente intende porre in essere. Se il prodotto è accompagnato da una offering circular, vanno segnalati al cliente gli elementi di allarme specifico emergenti dalla stessa. In presenza di una profilatura del cliente da cui emergano una propensione medio-bassa al rischio ed obiettivi di difesa del capitale, non possono ritenersi compatibili con le sue caratteristiche gli investimenti a rischio anche se per ipotesi ne abbia già effettuati: in tal caso può solo concludersi che il cliente aveva già posto in essere operazioni non adeguate. (Leopoldo Ghigliotti) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 26/02/2011.


Intermediazione finanziaria - Operazione inadeguata - Avvertimento - Sussistenza dell'obbligo di informazione in relazione allo specifico titolo negoziato - Sussistenza..
In presenza di operazione inadeguata sotto il profilo della mancata diversificazione del portafoglio, l'intermediario ha comunque il dovere di informare l'investitore in modo specifico e concreto in ordine alle caratteristiche del titolo negoziato ed alla sua rischiosità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 02/02/2011.


Informazione relativa alla specifica operazione e onere della prova. Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi relativi alla specifica operazione - Funzione - Onere della prova gravante sul intermediario..
Il precetto contenuto nell'articolo 28, comma 2, reg. Consob n. 11522 del 1998, il quale vieta agli intermediari di effettuare e consigliare operazioni senza aver prima fornito all'investitore informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione  o del servizio, assolve alla funzione di fare in modo che il cliente, a prescindere dal profilo di rischio conservativo o speculativo, sia in ogni caso adeguatamente informato dall'operatore circa le caratteristiche dei prodotti oggetto delle singole negoziazioni, in modo che l'ordine sia impartito con piena cognizione di causa; tale specifico corredo informativo si aggiunge a quello già contenuto nel documento sui rischi generali degli investimenti in strumenti finanziari, con  la conseguenza che l'intermediario è gravato dall'onere di dimostrare di aver fornito all'investitore dette specifiche informazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 25/01/2011.


Obblighi informativi dell’intermediario ex art. 21 TUF – Avvertimento di rischio di perdita del capitale legato all’eventuale insolvibilità della società ed indicazione della regola per cui ad un rendimento maggiore corrisponde un rischio più elevato – Genericità ed irrilevanza..
Gli avvisi dati dal funzionario della banca alla cliente per cui vi era il rischio di perdita del capitale “legato all’eventuale insolvibilità della società” e per cui “ad un rendimento maggiore corrisponde un rischio più elevato”, sono assolutamente inidonei ad integrare una corretta e completa informazione della banca intermediaria, trattandosi di appare come avvertimenti di carattere meramente ipotetico e generico, astrattamente riferibili a qualunque investimento in titoli (obbligazionari o azionari) emessi da società operanti sul mercato, ma del tutto sganciati dal caso concreto e dalla specifica situazione delle società coinvolte ed inidonei in concreto a fornire utili elementi informativi sulla reale rischiosità della singola negoziazione posta in essere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Piacenza, 30/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Dovere di informazione – Documento sui rischi generali degli investimenti – Informazioni specifiche – Offering circulars..
L’obbligo dell’intermediario di informare l’investitore dei rischi specifici delle operazioni di investimento non è assolto né dalla consegna del documento generale sui rischi degli investimenti né dalle informazioni sul rapporto tra il rendimento ed il rischio del prodotto negoziato, risultando invece necessario, che  l’intermediario, acquisite le informazioni contenute nei documenti ufficiali quali le offering circulars, le riferisca al cliente, informandolo quindi della natura altamente speculativa delle operazioni di investimento. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 13/10/2010.


Distinzione ed autonomia dell'obbligo informativo relativo alla specifica operazione previsto dall'art. 28 reg. Consob. Intermediazione finanziaria - Doveri informativi relativi alla singola operazione - Art. 28, comma 2, reg. Consob n. 11522/98 - Distinzione ed autonomia rispetto all'informazione di operazione inadeguata..
L'obbligo informativo previsto dall'art. 28, comma 2, reg. Consob n. 11522/98, costituisce il necessario ed indispensabile corredo informativo della specifica operazione ed ha lo scopo di consentire all’investitore di operare le proprie scelte di investimento in modo consapevole ed informato. Tale obbligo, che deve considerarsi autonomo rispetto a quello previsto, per le operazioni inadeguate dall'art. 29 del citato regolamento, discende da quello più generale previsto dall'articolo 21 del TUF di operare in modo che i clienti siano sempre adeguatamente informati ed altresì da quello di tenere un comportamento ispirato diligenza, correttezza e trasparenza, nell'interesse dei clienti e per l'integrità dei mercati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (1) Appello Torino, 04/10/2010.


Doveri informativi e irrilevanza del profilo di rischio del cliente. Doveri informativi dell'intermediario finanziario - Articolo 28 regolamento Consob - Irrilevanza delle qualità soggettive del cliente e della sua esperienza in materia finanziaria..
Il dovere informativo posto a carico dell'intermediario dall'articolo 28 regolamento Consob prescinde dalle qualità soggettive del cliente e deve, pertanto, essere adempiuto anche nell'ipotesi in cui il cliente rifiuti di fornire informazioni sul proprio profilo finanziario ed altresì nell'ipotesi in cui il cliente abbia maturato una determinata esperienza in strumenti finanziari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 22/09/2010.


Polizze index linked – Doveri informativi dell'intermediario – Informazione specifica – Necessità – Informazione impartita prima della stipulazione – Tempo sufficiente per effettuare una consapevole scelta di negoziazione – Necessità. (26/10/2010).
Con riferimento ad una polizza index linked, il rispetto del canone della buona fede nello svolgimento delle trattative (art. 1337, codice civile) e delle prescrizioni normative in materia (d.lgs. n. 174/95) impongono che l’informativa in ordine alla maggiore complessità e diversificazione dei diversi profili di rischio (circolare Isvap 451/D del 24 luglio 2001) debba essere fornita in epoca precedente alla sottoscrizione del contratto, in modo tale da lasciare al cliente uno spazio di tempo sufficiente per formarsi una rappresentazione veritiera e corretta quanto meno degli elementi essenziali concernenti la specifica operazione, così da colmare le asimmetrie informative eventualmente esistenti e poter effettuare una scelta di negoziazione consapevole. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che la dichiarazione “di aver ricevuto le condizioni contrattuali regolanti il rapporto assicurativo, di averne preso atto ed accettato integralmente le condizioni”, sottoscritta dal cliente al momento della stipula del contratto, non soddisfacesse le condizioni di cui ai principi sopra enunciati). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23/07/2010.


Obbligazioni Finmek e necessaria conoscenza delle condizioni di emissione del prestito. Obbligazioni Finmek International – Negoziazione al grey market prima dell’emissione delle condizioni del prestito – Know yuor merchandise rule – Violazione – Dovere di informazione dell’investitore – Impossibilità..
La negoziazione di obbligazioni nella fase di grey market, la quale abbia luogo prima che siano state rese note le condizioni di emissione del prestito, impedisce all’intermediario la necessaria conoscenza dello strumento finanziario ed impedisce altresì che l’investitore venga adeguatamente informato delle specifiche caratteristiche del medesimo ed eventualmente dell’inadeguatezza dell’operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Tolmezzo, 01/04/2010.


Avvertenza di “titolo a rischio” e inadeguatezza dell'informazione. Doveri informativi dell'intermediario – Informazione in merito allo specifico rischio ed alle caratteristiche del titolo – Investimento consapevole – Avvertenza di “titolo a rischio” presente sul modulo d'ordine – Inadeguatezza dell'informazione..
Viene meno ai propri doveri informativi l'intermediario che al momento del conferimento dell'ordine non illustri e spieghi ai clienti le caratteristiche dei titoli oggetto di negoziazione e che non provveda a fornire le avvertenze in merito al tipo specifico di rischio sotteso all'operazione ed alle specifiche caratteristiche del titolo, così da consentire di effettuare un investimento orientato e consapevole, laddove detto obbligo non può ritenersi assolto mediante l’avvertenza, presente sul modulo d'ordine, di “titolo a rischio”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Macerata, 16/03/2010.


Rischiosità dell'operazione ed informazioni di carattere generale contenute nei contratti. Intermediazione finanziaria – Informazioni relative alla rischiosità dei singoli investimenti – Informazioni di carattere generale contenute nel contratto di custodia d'amministrazione – Adeguatezza – Avvertimento relativo ad operazione inadeguata..
L'investitore è adeguatamente informato della rischiosità dei singoli investimenti attraverso le informazioni di carattere generale contenute nel contratto di custodia ed amministrazione titoli e di mandato per la negoziazione e nella “scheda cliente” relativa al servizio di gestione patrimoniale, tanto più ove il cliente stesso, con riferimento alla specifica operazione, sia stato avvertito dell'inadeguatezza dell'operazione ai sensi dell'articolo 29 del regolamento Consob. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 12/03/2010.


Intermediazione finanziaria – Obbligazioni corporate (Lehaman Brothers) – Informazione relativa al titolo negoziato – Fattispecie – Indicazione del rating e del livello di rischio – Insufficienza – Rischio di mancato rimborso del capitale – Avvertimento – Necessità..
Posto che ai sensi degli artt. 21 del TUF e 28 del reg. Consob l’intermediario ha il dovere di informare il cliente delle caratteristiche del titolo che lo stesso si accinge ad acquistare deve considerarsi insufficiente l’informazione, con particolare riferimento ad una obbligazione “corporate”, che si limiti ad indicare il rating e la classe di rischio e non faccia invece esplicito riferimento all’eventualità del mancato rimborso del capitale che per un tal tipo di obbligazioni è sicuramente più probabile  rispetto a quelle emesse da uno Stato dell’Unione Europea. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 05/03/2010.


Avvertenza di non facile liquidabilità e adeguatezza dell’informazione. Intermediazione finanziaria – Avvertenza relativa alla non facile liquidabilità dei titoli – Adeguatezza dell’informazione in rapporto al profilo di rischio – Sussistenza – Fattispecie..
La dicitura “titoli di non facile liquidabilità” apposta sull’ordine di acquisto non può indurre l’investitore a ritenere come sicuro ed esente da rischi di perdita del capitale l’investimento in obbligazioni argentine, tanto più ove dal profilo di rischio sottoscritto risulti un livello medio di esperienza in strumenti finanziari, una elevata propensione al rischio e come obiettivo di investimento la “prevalenza di rivalutabilità con il rischio dell’andamento dei corsi e compresenza di redditività”, profilo, questo, che ha peraltro trovato conferma nella esecuzione di varie operazioni poste in essere anche per importi considerevoli riguardo a titoli con analogo livello di rischio quali obbligazioni emesse dalla Turchia al 9,625% e dalla Russia al 9%. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 01/03/2010.


Informazione prestampata sull’adeguatezza dell’informazione e confessione. Intermediazione finanziaria – Informazioni relative alla specifica operazione – Dichiarazione prestampata relativa all’adeguatezza delle informazioni – Natura confessoria – Esclusione..
La generica dichiarazione prestampata relativa alla adeguatezza delle informazioni contenuta nel modulo dell’ordine di acquisto non ha alcuna rilevanza confessori; la confessione può infatti avere ad oggetto un fatto e non un giudizio, tanto più ove detta dichiarazione non sia richiamata nel riquadro ove è collocata la sottoscrizione dell’ordine di acquisto. (Francesco Santarcangelo) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 25/02/2010.


Obblighi informativi relativi alla singola operazione e inadempimento. Obblighi informativi dell’intermediario – Tipologia dello strumento e rischio della specifica operazione – Violazione – Inadempimento..
Il corretto adempimento agli obblighi informativi richiede che l’investitore sia posto nelle condizioni di comprendere esattamente la tipologia dei titoli acquistati, la natura ed il rischio della specifica operazione finanziaria. L’omissione di tale informazione costituisce di per sé inadempimento ai citati obblighi, indipendentemente dal fatto che sia o meno stata posta in essere una operazione inadeguata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 21/12/2009.


Ricerca di alti rendimenti costanti nel tempo e dovere informativo dell’intermediario. Profilo di rischio dell’investitore – Determinazione – Obiettivo di investimento – Ricerca di una rendita certa e costante nel tempo – Investimento di natura speculativa – Esclusione – Rapporto rischio/rendimento – Dovere informativo dell’intermediario – Sussistenza. (26/04/2010).
Il cliente che comunichi all’intermediario l’intenzione di investire il ricavato dalla vendita di un bene di rilevante valore (nella specie una farmacia) in strumenti finanziari che assicurino una rendita il più elevata possibile e continuata nel tempo, al fine di assicurarsi flussi di entrata costanti, non è alla ricerca di un investimento di natura speculativa e dall’esito aleatorio ma di un investimento di natura conservativa. La non elevata propensione al rischio di un simile cliente è, infatti, deducibile dalla volontà di assicurarsi una rendita costante nel tempo, intenzione, questa, incompatibile con il rischio di perdita del capitale e, in presenza di una tale situazione, l’intermediario ha il dovere di spiegare al cliente che l’alto rendimento dei titoli è incompatibile con l’obiettivo manifestato di conseguire una rendita certa e costante nel tempo. (fb) (riproduzione riservata)

 

Tribunale Milano, 19/11/2009.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi alla specifica operazione – Finalità di garantire una scelta libera e consapevole – Sussistenza – Violazione – Grave inadempimento..
Costituisce grave inadempimento la violazione degli obblighi informativi previsti dall’art. 28, comma 2, reg. Consob n. 11522/1998, attinenti la natura, i rischi e le implicazioni della specifica operazione, non essendo idoneo a fornire tale informazione il documento generale sui rischi di investimento. L’omissione dell’informazione in questione non consente all’investitore di effettuare una scelta libera e consapevole, specialmente ove la violazione riguardi titoli trattati al cd. grey market per i quali non è disponibile l’offering circular. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 09/11/2009.


Rapporto tra redditività e rischio e doveri informativi. Intermediazione finanziaria – Doveri informativi relativi allo strumento finanziario – Rapporto tra redditività e rischio..
Al cliente che manifesti  l’intenzione di effettuare un investimento nel quale non vi siano rischi di perdita del capitale, deve essere illustrato il rapporto tra redditività del titolo e rischio così che egli possa comprendere la eventuale non rispondenza alle proprie aspettative di un determinato strumento finanziario. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 06/10/2009.


Oneri informativi ed autonomia delle disposizioni contenute negli artt. 28 e 29 reg. Consob 11522/98. Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Informazione di cui agli artt. 28 e 29 reg. Consob 11522/98 – Distinzione..
Gli artt. 28 e 29 del Regolamento Consob n. 11522/1998 pongono a carico dell’intermediario due obblighi distinti, ma tra loro strettamente connessi che si coordinano, a loro volta, con quello generale di assicurare l’ordinata e corretta prestazione dei servizi, mediante l’impiego di apposite procedure interne (art. 56, comma 2, lett. a) reg. cit). Tali obbligazioni, sebbene tra loro strettamente connesse, sono tuttavia oggetto di distinte previsioni e di diversificata modalità di osservanza che operano in positivo, attraverso prescrizioni di attività piuttosto che di divieti, sicché l’osservanza dell’una non necessariamente assolve il rispetto dell’altra. (ag) Appello Torino, 15/09/2009.


Intermediazione finanziaria – Informazione relativa alla specifica operazione – Conoscenza effettiva e concreta dello strumento finanziario – Necessità..
L’informativa che l’intermediario deve dare all’investitore con riferimento alla specifica operazione che il medesimo si accinge a compiere non può consistere in una avvertenza formulata in maniera generica e formale e tale da non consentire al cliente di comprendere l’effettiva portata dell’operazione ed il relativo livello di rischio. (ag) Tribunale Torino, 26/08/2009.


Cowered warrant, specifiche informazioni e concorso di colpa del cliente. Cowered warrant – Informazioni sulla natura e sui rischi della singola operazione – Necessità – Utilizzo di strumenti particolarmente sofisticati – Indice di avventatezza – Sussistenza – Concorso di colpa. (06/07/2010).
Anche con riferimento ad operazioni in cowered warrant l’intermediario ha l'obbligo di non effettuare o consiliare operazioni o di prestare il servizio di gestione se non dopo aver fornito all'investitore informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione o del servizio; tuttavia la circostanza che il cliente abbia per iscritto esposto le proprie lamentele in ordine alla difficoltà di operare in cowered warrant e quindi in strumenti particolarmente sofisticati, induce a ritenere che il cliente abbia tenuto un atteggiamento spregiudicato ed avventato verso il mercato finanziario tale da giustificare un suo concorso di colpa nella causazione del danno patito pari al 50%. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 28/07/2009.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi – Diversità delle norme che regolano l’emissione di un titolo – Omessa informazione – Inadempimento – Sussistenza..
Costituisce grave inadempimento, tale da giustificare la risoluzione dell’ordine di acquisto, la mancata informazione relativa al fatto che l’obbligazione acquistata (Parmalat 98/05 FR EU) sia stata emessa da società di diritto olandese, in quanto tale circostanza comporta una radicale diversità del quadro normativo di riferimento e quindi del titolo. (fb) Tribunale Ferrara, 26/05/2009.


Intermediazione finanziaria – Dovere informativo relativo alla specifica operazione – Sussistenza – Violazione – Conseguenze – Adeguatezza dell’operazione – Onere della prova dell’investitore – Sussistenza..
Qualora l’intermediario non adempia al dovere rendere all’investitore specifiche informazioni in ordine alle caratteristiche del titolo oggetto di negoziazione e l’operazione sia comunque adeguata al profilo di rischio dell’investitore, quest’ultimo, per far valere l’inadempimento dell’intermediario, dovrà dimostrare che se fosse stato correttamente informato non avrebbe dato corso all’operazione. (fb) Tribunale Bergamo, 27/04/2009.


Violazione dei doveri informativi e nesso di causalità. Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Rischiosità dell’investimento ed adeguatezza dell’operazione – Nesso di causalità..
L’inadempimento ai doveri informativi relativi alla rischiosità dell’investimento ed all’inadeguatezza dell’operazione è causa efficiente non solo del minor valore dell’investimento ma anche delle perdite conseguenti al mancato incasso delle cedole programmate. (fb) Appello Milano, 24/04/2009.


Intermediazione finanziaria – Informazioni relative alle specifiche caratteristiche del titolo negoziato ed all’adeguatezza dell’operazione – Necessità – Conoscenze in possesso dell’investitore – Pregressa operatività – Irrilevanza..
L’intermediario deve informare l’investitore delle caratteristiche del singolo strumento finanziario, del rischio ad esso connesso e dell’adeguatezza dell’operazione e ciò a prescindere dalle effettive conoscenze in possesso dell’investitore e da quanto avvenuto in occasione di precedenti operazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 31/03/2009.


Intermediazione finanziaria – Servizio di phone banking – Obbligo dell’intermediario di informare l’investitore delle specifiche caratteristiche dell’operazione – Sussistenza..
L’obbligo dell’intermediario di informare l’investitore delle specifiche caratteristiche del titolo negoziato deve essere assolto anche nel caso in cui gli ordini di negoziazione vengano impartiti mediante il servizio di phone banking. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 31/03/2009.


Doveri informativi sulla specifica operazione e risoluzione del contratto. Intermediazione finanziaria – Doveri informativi relativi alla specifica operazione – Onere della prova – Violazione – Risoluzione del contratto – Conseguenze. .
L’intermediario ha l’onere di provare di aver fornito all’investitore ogni informazione necessaria in merito alla natura del titolo acquistato, al rating riconosciuto dalle agenzie internazionali ed al rischio ad esso connesso, in modo che il cliente possa giungere alle proprie determinazioni in modo consapevole; l’inadempimento a tale dovere informativo costituisce grave inadempimento all’obbligo contrattuale previsto dall’art. 21, comma 1, lett. b) d.lgs. n. 58/1998 ed è causa di risoluzione del contratto quadro, alla quale consegue la restituzione della somma versata per l’acquisto dei titoli, detratto il valore delle cedole incassate, e di restituzione all’intermediario dei titoli medesimi. (fb) Tribunale Forlì, 21/03/2009.


Informazione specifica sul titolo negoziato, inadeguatezza per dimensione e concorso di colpa dell’investitore. Intermediazione finanziaria – Informazione specifica relativa al titolo negoziato – Inadeguatezza dell’operazione – Responsabilità dell’intermediario – Sussistenza.
Intermediazione finanziaria – Informazione relativa alla specifica operazione – Inadeguatezza per dimensione – Concorso di colpa dell’investitore – Sussistenza..
La carenza di informazioni rilevanti in ordine alle caratteristiche del prodotto finanziario oggetto di negoziazione è fonte di responsabilità dell’intermediario per i danni subiti dall’investitore in conseguenza delle perdite legate all’andamento del titolo (nella specie obbligazioni Cirio). (fb)
Sussiste il concorso di colpa dell’investitore che, debitamente avvertito dell’inadeguatezza per dimensione dell’operazione e dell’opportunità di diversificare gli investimenti, impegni l’intera sua liquidità in un unico prodotto finanziario. (fb) Tribunale Monza, 04/03/2009.


Intermediazione finanziaria - Rischi e implicazioni della singola operazione - Doveri informativi dell’intermediario - Sussistenza..
L’intermediario è tenuto ad allegare e provare di aver assolto agli obblighi di informazione previsti dall’art. 28, comma 2, reg. Consob n. 11522/98 aventi ad oggetto la natura, i rischi e le implicazioni della specifica operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 16/02/2009.


Intermediazione finanziaria – Servizio di phone banking – Doveri informativi dell’intermediario – Sussistenza..
La possibilità di utilizzare tecniche di comunicazione a distanza per la prestazione dei servizi finanziari non esime gli intermediari dall’osservanza degli obblighi informativi previsti dalla disciplina di settore. Così, anche nel caso in cui gli ordini vengano effettuati attraverso il servizio di phone banking, gli intermediari devono fornire agli investitori adeguate informazioni sulla specifica operazione e ciò indipendentemente dal fatto che sia stato loro consegnato il documento sui rischi generali di investimento o che abbiano in precedenza effettuato operazioni analoghe. (av) Tribunale Mantova, 05/02/2009.


Intermediazione finanziaria – Informazione relativa alla singola operazione – Necessità – Omissione – Nesso di causalità – Presunzione..
Il fatto che l’intermediario abbia omesso di fornire qualsiasi informazione sui rischi connessi alla specifica operazione consente di presumere che l’investitore, se fosse stato correttamente informato, non avrebbe effettuato l’operazione medesima. (av) Tribunale Mantova, 05/02/2009.


Intermediazione finanziaria – Ordini impartiti per via telematica – Doveri informativi relativi alla specifica operazione – Sussistenza..
L’intermediario, in applicazione dell’ultimo comma dell’art. 23 del d.lgs. n. 58/1998, deve provare di aver puntualmente e correttamente adempiuto al dovere di informazione imposto dagli artt. 21 del citato d.lgs. e 28 del reg. Consob n. 11522/1998 con particolare riferimento alle caratteristiche, alle implicazioni ed ai rischi della specifica operazione che l’investitore si accinge a compiere; da tale dovere l’intermediario non è esonerato nel caso in cui gli ordini vengano dal cliente impartiti per via telematica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Gorizia, 30/01/2009.


Contratto quadro non adeguato, consegna del documento sui rischi di investimento ed informazione sulla specifica operazione. Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Omesso adeguamento alla nuova normativa – Omessa consegna del documento sui rischi generali di investimento – Omessa informazione sulla natura dell’operazione – Consapevolezza delle scelte dell’investitore – Rilevanza – Precedenti operazioni di natura speculativa – Irrilevanza..
In presenza di un’operazione di negoziazione effettuata dopo l’entrata in vigore della normativa di cui al d.lgs. n. 58/1998 sulla base di un contratto quadro stipulato in data precedente e non aggiornato, la consegna del documento sui rischi generali di investimento e l’informazione prevista dall’art. 28, comma 2, del reg. n. 11522/1998, assumono particolare importanza al fine di consentire all’investitore di effettuare consapevoli scelte di investimento, non potendosi desumere tale consapevolezza sulla scorta di precedenti operazioni di natura speculativa. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 12/01/2009.


Rischio relativo alla singola operazione e obbligo di informazione. Intermediazione finanziaria – Propensione al rischio media o alta – Doveri informativi relativi al livello di rischio della singola operazione – Sussistenza..
L’intermediario è tenuto a segnalare l'esistenza del grado di rischio dell'investimento e l’eventuale inadeguatezza dell’operazione anche ai clienti con propensione al rischio media o alta, tanto più nel caso in cui l'esperienza dei medesimi non possa essere valutata con riferimento alla loro pregressa operatività. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 21/11/2008.


Intermediazione finanziaria – Negoziazione tramite internet – Modalità operative – Informazione sul titolo e sui rischi connessi – Necessità..
L’utilizzo di tecniche di comunicazione e di contrattazione a distanza non esonera l’intermediario dall’adempimento del fondamentale obbligo di informazione previsto dall’art. 21 TUF e in particolare dall’obbligo di “acquisire le informazioni necessarie dai clienti e operare in modo che essi siano sempre adeguatamente informati”, di cui peraltro gli articoli 28 e 29 Reg. Consob n. 11522/98 costituiscono una specificazione, e di “disporre di risorse e procedure, anche di controllo interno, idonee ad assicurare l’efficiente svolgimento dei servizi”. Pertanto, anche nel caso in cui il servizio di investimento venga prestato tramite internet, l’intermediario deve fornire al cliente modalità operative tali da assicurare comunque una corretta e completa informazione sul titolo oggetto di compravendita e sul rischio connesso al tipo di operazione prescelta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26/06/2008.


Intermediazione finanziaria – Negoziazione tramite internet – Informazione relativa allo specifico strumento finanziario – Modalità – Presenza di links..
Qualora il servizio di negoziazione venga prestato tramite la rete internet, si deve ritenere che la presenza sulla schermata relativa al titolo di links che consentano al cliente di acquisire tutte le informazioni rilevanti prima di procedere ad operazioni di acquisto o vendita dello stesso, sia strumento sufficiente ed idoneo ad assolvere all’obbligo dell’intermediario di fornire informazioni sulla natura, sulle caratteristiche del titolo e sui rischi connessi all’operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26/06/2008.


Intermediazione finanziaria – Negoziazione tramite internet – Strumenti derivati – Indicazione della clausola di stop loss e delle modalità operative – Necessità..
Nell’ambito del servizio di negoziazione di strumenti finanziari derivati prestato tramite internet, l’omessa indicazione della presenza della clausola di stop loss e del relativo livello di operatività costituisce omissione informativa e potenziale fonte di responsabilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 26/06/2008.


Adeguatezza dell'operazione e rilevanza di precedenti operazioni in titoli rischiosi. Borsa - Servizi di investimento mobiliare - Obblighi della banca - Informazione adeguata alla situazione finanziaria del cliente - Necessità - Operazioni non adeguate - Ordine scritto - Necessità - Precedente acquisto di altri titoli a rischio - Rilevanza - Esclusione..
In tema di servizi di investimento, la banca intermediaria, prima di effettuare operazioni, ha l'obbligo di fornire all'investitore un'informazione adeguata in concreto, tale cioè da soddisfare le specifiche esigenze del singolo rapporto, in relazione alle caratteristiche personali e alla situazione finanziaria del cliente, e, a fronte di un'operazione non adeguata (nella specie, avente ad oggetto obbligazioni Mexico 10%), può darvi corso soltanto a seguito di un ordine impartito per iscritto dall'investitore in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute. All'operatività di detta regola - applicabile anche quando il servizio fornito dall'intermediario consista nell'esecuzione di ordini - non è di ostacolo il fatto che il cliente abbia in precedenza acquistato un altro titolo a rischio (nella specie, obbligazioni Telecom Argentina), perchè ciò non basta a renderlo operatore qualificato ai sensi della normativa regolamentare dettata dalla Consob. (Fonte: CED – Suprema Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 25/06/2008.