Massimario di Diritto Finanziario


RESPONSABILITA' PRECONTRATTUALE

Elevata propensione al rischio dell'investitore e valutazione della gravità dell'inadempimento dell'intermediario. Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Profilo dell'elevata propensione al rischio dell'investitore - Rilevanza ai fini della valutazione della gravità dell'inadempimento - Esclusione - Fattispecie.
In tema di intermediazione mobiliare, le valutazioni dell'adeguatezza delle operazioni al profilo di rischio del cliente ed alla sua buona conoscenza del mercato finanziario non escludono la gravità dell'inadempimento degli obblighi informativi posti a carico dell'intermediario finanziario sicché il fatto che l'investitore propenda per investimenti rischiosi non toglie che egli selezioni tra questi ultimi quelli, a suo giudizio, aventi maggiori probabilità di successo, grazie alle informazioni che l'intermediario è tenuto a fornirgli. (Nella specie la S.C. ha cassato la sentenza nella quale la Corte di Appello aveva escluso la gravità dell'inadempimento della banca ai propri obblighi informativi ritenendo che l'investitore, possedendo una buona conoscenza del mercato finanziario, si sarebbe comunque determinato a compiere l'operazione, adeguata al suo profilo di rischio, anche se la banca avesse adempiuto agli obblighi informativi). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 04/04/2018.


La banca deve informare il cliente dell’illiquidità dei titoli proposti. Contratti finanziari – Azioni di istituto di credito non quotato – Illiquidità – Obbligo di informazione al cliente – Sussiste – Valutazione di appropriatezza – Obbligo – Sussiste.
Intrinseche limitazioni fattuali agli scambi costituiscono, in alternativa alla loro impossibilità giuridica, elemento caratterizzante dei titoli illiquidi. Di conseguenza il prezzo di realizzo rimane teorico, per non dire del tutto aleatorio.
Di ciò il cliente deve essere avvertito prima della conclusione dell’operazione, per essere messo in condizioni di effettuare un acquisto perfettamente consapevole.
Rilevano nel caso le indicazioni della comunicazione Consob relativa al “dovere dell’intermediario di comportarsi con correttezza e trasparenza e buona fede in sede di distribuzione di prodotti finanziari illiquidi” del 2009, che stabilisce numerosi e assai stringenti obblighi di trasparenza ex ante a carico dell’intermediario.
Dall’art.42 reg.16190/2007 deriva l’obbligo di valutare l’appropriatezza delle operazioni di investimento, che implica l’acquisizione da parte dell’intermediario di informazioni in merito alle conoscenze ed esperienze del cliente in materia di investimenti. [Nella fattispecie, il Giudice ha accertato la responsabilità della banca per violazione degli obblighi informativi verso il cliente e per avere omesso la verifica della sua capacità di comprendere gli specifici profili di rischio connessi ai titoli acquistati, e ha pertanto condannato l’istituto di credito a rifondere il prezzo d’acquisto delle azioni.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 21/03/2017.


Intermediazione finanziaria – Contratto di vendita di strumento finanziario complesso denominato BTP Online o Index o Tel – Mancato assolvimento degli obblighi informativi da parte dell’intermediario – Conseguenze – Nullità del contratto – Esclusione – Responsabilità precontrattuale dell’intermediario – Sussiste.
In materia di intermediazione finanziaria, il mancato assolvimento da parte dell’intermediario del dovere di fornire all’operatore inesperto informazioni adeguate sulla natura rischiosa e speculativa del prodotto finanziario complesso denominato BTP Online o Index o Tel e di avvertirlo circa la sua inadeguatezza non determina la nullità del contratto con cui tale operazione si attui bensì la responsabilità da inadempimento precontrattuale dell’intermediario, col conseguente obbligo di risarcire il danno patito dal cliente, parametrato alle perdite che egli non avrebbe subito se non avesse concluso l’operazione di cui si tratta. (Alessio Pottini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 22/12/2014.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell'intermediario – Violazioni del D.Lgs. n. 58/1998 e del Regolamento Consob n. 11522/98 avvenute nella fase precedente rispetto alla stipulazione del contratto d’investimento – Rimedi a disposizione del cliente – Responsabilità precontrattuale – Prescrizione – Sussiste.
L’azione di responsabilità precontrattuale in materia di intermediazione finanziaria può configurarsi solo in relazione alle violazioni del D.Lgs. n. 58/1998 e del Regolamento Consob n. 11522/98 avvenute nella fase precedente rispetto alla stipulazione del contratto d’investimento e si prescrive entro il termine di cinque anni. (Alessandro Giorgetta) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 28/11/2014.


Responsabilità precontrattuale dell’intermediario derivante dalla strutturazione di operazione fondata su collegamento negoziale tra contratto di finanziamento fondiario e altri contratti per l’acquisto di strumenti finanziari. Contratti bancari - Contratto di finanziamento fondiario ai sensi dell’articolo 38 del Decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo Unico Bancario) - Collegamento negoziale con contratto di sottoscrizione di prestito obbligazionario e con contratto di sottoscrizione di quote di fondo comune di investimento lanciati rispettivamente dalla banca mutuante e da organismo di investimento collettivo del risparmio che riveste qualità di parte correlata - Ammissibilità - Applicazione all’intera operazione della disciplina prevista dal Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo Unico della Finanza) e dal Regolamento Consob 1 luglio 1998, n. 11522 (vecchio Regolamento Emittenti) - Ammissibilità - Mancata osservanza in sede di strutturazione dell’operazione degli obblighi informativi in materia di strumenti finanziari - Responsabilità precontrattuale dell’intermediario ex art. 1337 codice civile - Ammissibilità.
E’ configurabile una responsabilità precontrattuale ex art. 1337 del codice civile in capo all’intermediario qualora lo stesso in sede di strutturazione di una operazione fondata su un collegamento negoziale tra un contratto di finanziamento fondiario ai sensi dell’articolo 38 del Decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo Unico Bancario) e due contratti aventi ad oggetto l’acquisto di strumenti finanziari non osservi gli obblighi informativi previsti ratione temporis dalle disposizioni del Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo Unico della Finanza) e del Regolamento Consob 1 luglio 1998, n. 11522 (vecchio Regolamento Emittenti). (Stefano Maugeri, Eugenia Trovato) (riproduzione riservata) Tribunale Caltagirone, 28/07/2014.


Violazione delle norme del TUF e responsabilità solidale dell’intermediario e della società emittente le obbligazioni. Intermediazione finanziaria – Violazione norme del TUF – Mancato rimborso delle obbligazioni – Responsabilità solidale dell’intermediario e della società emittente – Sussistenza..
Vi è solidarietà passiva tra l’intermediario responsabile di un danno verso l’investitore causato dalla violazione delle norme del TUF e la società emittente le obbligazioni per il mancato rimborso delle stesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12/12/2013.


Mercati finanziari – Valutazione dell’adeguatezza dell’operazione – Violazione – Nullità del contratto quadro – Esclusione..
La violazione degli artt. 28, II comma e 29, I comma, del Regolamento Consob, ancorché norme imperative concernenti il comportamento dei contranti - la quale può essere fonte di responsabilità - non determina la nullità del c.d. contratto quadro o dei singoli atti negoziali posti in essere in base ad esso. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata)  Tribunale Ferrara, 20/05/2010.


Intermediazione finanziaria – Informazioni relative al titolo negoziato e all’inadeguatezza dell’operazione – Responsabilità precontrattuale – Sussistenza – Risoluzione della singola operazione – Esclusione..
La violazione dei doveri informativi relativi alle specifiche caratteristiche del titolo negoziato ed all’inadeguatezza dell’operazione non può condurre alla risoluzione della singola operazione, pur avendo essa natura negoziale, in quanto dette violazioni possono incidere solo sulla fase precedente la trattativa ed essere quindi fonte di responsabilità precontrattuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 05/03/2010.


Intermediazione finanziaria – Violazione degli obblighi informativi – Natura – Buona fede contrattuale – Rilevanza contrattuale – Sussistenza..
Benché le norme sull’intermediazione finanziaria abbiano natura imperativa perché poste a tutela di interessi pubblici che trascendono quelli dei singoli individui, la violazione degli obblighi di informazione costituisce un’ipotesi di responsabilità contrattuale che può essere fatta risalire alla norma di cui all’art. 1337 cod. civ. che impone, come regola generale, alla parte di astenersi da comportamenti maliziosi o anche solo reticenti e di fornire all’altra parte ogni elemento rilevante ai fini della stipula del contratto; da ciò consegue che la violazione dell’art. 1337 cod. civ. diviene rilevante non solo nei casi in cui si verifichi la rottura ingiustificata delle trattative o il contratto sia invalido o inefficacie, ma anche ove il medesimo pur valido ed efficacie sia tuttavia fonte di pregiudizio per la parte che ha subito il comportamento scorretto. (fb) Tribunale Vicenza, 29/01/2009.


Finalità dei doveri informativi e responsabilità precontrattuale. Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Finalità – Raggiungimento del miglior risultato possibile in rapporto alle esigenze del cliente – Prodotto finanziario My Way – Responsabilità precontrattuale – Sussistenza..
La finalità sottese alla disciplina dettata in materia di servizi di intermediazione finanziaria dall’art. 21 d.lgs n. 58/98 e dall’art. 26 del reg. Consob 11533/98 non è quella di imporre l’osservanza, da parte del soggetto abilitato alla prestazione dei servizi di investimento, di un mero dovere formale di informazione, diligenza e trasparenza, bensì quella di assicurare all’investitore il supporto di un esperto che con rettitudine e chiarezza gli consenta di orientarsi nella scelta di un prodotto finanziario consono alle proprie personali esigenze e al profilo di rischio prescelto e che gli permetta, quindi, di realizzare il miglior risultato auspicabile. Qualora, pertanto, all’investitore venga proposto un prodotto del tutto inadeguato alle sue esigenze (nella specie contratto My Way) l’intermediario risponderà dei danni a titolo di responsabilità precontrattuale per avere indirizzato l’investitore nella scelta di un programma di investimento non adeguato alle sue necessità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 13/05/2008.


Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Omessa informazione in ordine alla situazione del cliente – Omessa informazione in ordine ai titoli negoziati – Responsabilità precontrattuale – Sussistenza..
La mancata assunzione delle informazioni in ordine all’esperienza, situazione finanziaria, obiettivi di investimento e propensione al rischio dell’investitore, la violazione dell’obbligo di rendere quest’ultimo edotto della tipologia e della affidabilità dei titoli negoziati nonché di valutare l’adeguatezza delle operazioni disposte dal cliente genera una responsabilità risarcitoria di natura precontrattuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20/03/2008.


Contratti in genere – Intermediazione finanziaria – Inosservanza di obblighi informativi – Nullità – Esclusione – Responsabilità precontrattuale – Sussiste – Risarcimento del danno – Ammissibilità – Criteri (artt. 21, lett. a) e b), d.lgs. n. 58/1998; 28 Reg. CONSOB n. 11522/1998; artt. 1337, 1338 c.c.). .
La violazione degli obblighi informativi in materia di intermediazione mobiliare non genera la radicale nullità del negozio stipulato, poiché tali informazioni costituiscono elementi estrinseci alla fattispecie negoziale, essendo utili solo per la valutazione della convenienza dell’operazione, che non può dirsi perciò mancante del consenso. Rimane l’obbligo risarcitorio fondato sulla responsabilità contrattuale di cui all’art. 1337 c.c., per la perdita subita in conseguenza delle operazioni bancarie compiute senza adeguata informazione e ragguagliato al minor vantaggio o maggior aggravio economico causato dal contegno sleale della parte. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15/06/2007.


Responsabilità precontrattuale dell'intermediario. Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri di comportamento dell’intermediario – Operazione inadeguata – Nullità – Esclusione – Responsabilità contrattuale – Sussistenza..
La violazione dei doveri imposti all’intermediario in presenza di operazione inadeguata ai sensi dell’art. 29 reg. Consob n. 11522/1998 non incide sugli elementi essenziali dell’atto negoziale, con la conseguenza che detta violazione non comporta la nullità del negozio bensì un’ipotesi di responsabilità precontrattuale (cfr. Cass. 29 settembre 2005, n. 19024). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trani, 06/06/2007.


Nullità o inadempimento: alle Sezioni Unite la composizione del contrasto. Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi dell’intermediario – Violazione – Conseguenze – Nullità – Contrasto di giurisprudenza – Rimessione della questione alle Sezioni Unite della Corte di Cassazione..
Si rimette alle Sezioni Unite il contrasto di giurisprudenza in ordine alle conseguenze derivanti dalla violazione dei doveri informativi degli intermediari finanziari. All’orientamento secondo il quale «la nullità del contratto per contrarietà a norme imperative, ai sensi dell'art. 1418, primo comma, cod. civ., postula che siffatta violazione attenga ad elementi intrinseci della fattispecie negoziale, cioè relativi alla struttura o al contenuto del contratto, e quindi l'illegittimità della condotta tenuta nel corso delle trattative per la formazione del contratto, ovvero nella sua esecuzione, non determina la nullità del contratto, indipendentemente dalla natura delle norme con le quali sia in contrasto, a meno che questa sanzione non sia espressamente prevista anche in riferimento a tale ipotesi» si contrappone quello per cui «in presenza di un negozio contrario a norme imperative, la mancanza di un'espressa sanzione di nullità non è rilevante ai fini della nullità dell'atto negoziale in conflitto con il divieto, in quanto vi sopperisce l'art. 1418, comma primo, c.c., che rappresenta un principio generale rivolto a prevedere e disciplinare proprio quei casi in cui alla violazione dei precetti imperativi non si accompagna una previsione di nullità». Cassazione civile, sez. I, 16/02/2007.


Natura contrattuale dell'ordine e nullità. Intermediazione finanziaria – Violazione degli obblighi imposti all’intermediario – Responsabilità precontrattuale – Esclusione – Natura contrattuale dell’ordine di acquisto e dell’accettazione – Nullità – Sussistenza..
Non è condivisibile la tesi secondo la quale l’inosservanza degli obblighi imposti all’intermediario assume rilievo sotto il profilo della responsabilità precontrattuale e non può comportare la nullità del contratto. La condotta illegittima dell’intermediario ha infatti luogo nel momento stesso della stipula dell’atto negoziale che ha natura indiscutibilmente bilaterale, atteso che vede da un lato l’ordine di acquisto impartito dal cliente e dall’altro lato l’accettazione dell’intermediario di dare corso all’operazione, accettazione che si manifesta attraverso la diretta esecuzione dell’operazione medesima. L’inosservanza degli adempimenti imposti all’intermediario nella stipula del contratto non può che comportare l’invalidità dell’atto compiuto in violazione di norme imperative, quali sono quelle dettate dal T.U.F. e dal reg. Consob n. 11522/1998 a protezione dell’interesse pubblico alla tutela del risparmio e al corretto funzionamento dei mercati finanziari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 01/02/2007.


Intermediazione finanziaria –Violazione dei doveri comportamentali dell’intermediario – Natura contrattuale e precontrattuale – Nullità - Esclusione..
La violazione, da parte dell'intermediario, degli obblighi comportamentali imposti da norme sicuramente volte alla tutela anche di interessi di carattere generale non può, sempre ed in ogni caso, condurre all'applicazione di una sanzione così grave, com'è quella dell'invalidità del contratto che, viceversa, lo stesso art. 23 commi 1, 2 e 3 TUF riserva alla mancanza di forma scritta ed al concreto interesse del cliente a farla valere (c.d. nullità relativa). La responsabilità deve ritenersi senza dubbio di natura precontrattuale (e quindi extracontrattuale) quando sono prospettate violazioni di doveri comportamentali derivanti da principi generali (quali la buona fede e la correttezza) o da norme di settore (primarie e secondarie), che riguardano la fase delle trattative che precedono la formazione del contratto. La responsabilità è invece contrattuale quando vengono prospettate violazioni di doveri comportamentali richiesti nell’esecuzione delle prestazioni, alle quali l’intermediario deve ritenersi tenuto nei confronti del cliente in forza del contratto quadro e delle nome integrative di settore. Tribunale Biella, 29/09/2006.


Obblighi collaterali di protezione nei contratti a prestazioni corrispettive. Contratti a prestazioni corrispettive – Dovere di correttezza, buona fede e diligenza – Obbligazioni collaterali di protezione, informazione e collaborazione..
Nei contratti a prestazioni corrispettive i doveri di correttezza, di buona fede e di diligenza - di cui agli art. 1337, 1338, 1374, 1375 e 1175 c.c. - si estendono anche alle cosiddette obbligazioni collaterali di protezione, di informazione, di collaborazione, che presuppongono e richiedono una capacità discretiva ed una disponibilità cooperativa dell'imprenditore nell'esercizio della sua professione e, quindi, nel tenere conto delle motivazioni della controparte all'acquisto. Detti doveri ed obblighi impongono che l'imprenditore, anzitutto, si preoccupi dell'esatta specificazione delle caratteristiche del bene compravenduto al momento della conclusione del contratto, rispondendo anche della negligenza dei propri agenti al riguardo, ed, in secondo luogo, che, nel caso la necessaria specificazione fosse stata omessa, ne faccia richiesta all'acquirente prima di provvedere alla propria prestazione, astenendosi dal consegnare beni di una specie qualunque fra quelli appartenenti al "genus" prodotto o commerciato, diversamente rendendosi inadempiente alle indicate obbligazioni accessorie, che si pongono come precondizioni dell'obbligazione principale, e già solo per questo legittimando l'eccezione ex art. 1460 c.c.. Cassazione civile, sez. II, 16/11/2000.