Massimario di Diritto Finanziario


VIZI DELLA VOLONTA'

Intermediazione finanziaria – Azione di nullità e/o annullamento del contratto quadro – Risoluzione del contratto – Inammissibilità – Cessione dei titoli – Convalida del contratto.
In tema di giudizi relativi alla domanda di declaratoria di nullità, annullabilità e risoluzione di un contratto unico per la prestazione di servizi d’investimento, l’intervenuta cessione a terzi, da parte dell’attore, dei titoli per cui è causa, deve condurre al rigetto della domanda per sopravvenuta mancanza di presupposti della stessa, comportando, in caso di un eventuale accoglimento, effetti restitutori divenuti ormai inattuabili e, valutata con riguardo all’azione di annullamento, un’ipotesi di convalida del contratto ai sensi del 1444 c.c. (Alessandro Giorgetta) (Giulio Di Fabio) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17/10/2016.


Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi dell’intermediario – Domanda di risarcimento – Cessione dei titoli – Inammissibilità della domanda – Nesso di causalità.
La domanda di risarcimento del danno per l’inadempimento degli obblighi di informazione, tutela e diligenza ex art. 21 T.U.F., non può trovare accoglimento nel caso in cui, nelle more del relativo il giudizio, l’attore abbia ceduto a terzi i titoli per cui è causa, in quanto tale cessione è idonea ad interrompere il nesso di causalità richiesto dall’art. 1223 c.c., non potendosi più ritenere il danno lamentato dagli attori una “conseguenza immediata e diretta” dell’inadempimento dei convenuti. (Alessandro Giorgetta) (Giulio Di Fabio) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17/10/2016.


La banca è responsabile del danno provocato dalla clausola di 'rischio cambio' Euro/Franco Svizzero inserita nel contratto di leasing senza osservare i dettami del TUF in quanto da qualificarsi 'derivato implicito' o 'derivato incorporato'. Contratto di leasing immobiliare – Clausola “rischio cambio” Euro / franco Svizzero – Carattere aleatorio – Derivato “implicito” o “incorporato” ai sensi dello IAS 39 e dell’art. 2426 comma 11-bis c.c., (entrato in vigore il 1.1.2016) avente causa autonoma – Applicabilità TUF.

Contratto quadro ex art. 23 TUF non necessità – Mancato rispetto art. 21 comma 1 lett. a) e b) TUF nonché art. 39, 40 e 42 Reg. Consob 16190/2007 – Sussiste – Risolvibilità del contratto di finanza incorporato – Sussiste – Responsabilità civile concedente e risarcimento del danno – Sussiste..
Il fatto che la clausola avente natura aleatoria di “rischio cambio”, inserita in un contratto di leasing, il quale, di per sé, non rientra tra i servizi e le attività di investimento, né fra gli strumenti finanziari di cui all’art. 1 commi 2 e 5 T.U.F., sia stata oggetto della volontà negoziale delle parti, non esclude che ad essa si applichino le norme in materia di intermediazione finanziaria.

Tale clausola non muta la causa tipica del contratto, ma costituisce una previsione accessoria che incide sul contenuto del sinallagma negoziale e va vista come “derivato implicito / incorporato” nel contratto di leasing (IAS 39 ed art. 2426 comma 11 -bis c.c.) inscindibile dal medesimo contratto “host” (ospite), in cui, il canone mensile altro non rappresenta se non la base di calcolo sulla quale determinare il differenziale spettante all’una o all’altra parte, con una mera funzione aleatoria.

Contratto di leasing e clausola “rischio cambio” non costituiscono un contratto complesso, la cui causa negoziale (intesa come lo scopo, di contenuto economico, che le parti perseguono con la conclusione di uno specifico accordo) è unica, trattandosi, invece, di ipotesi di collegamento negoziale tra più contratti, ciascuno dotato della propria causa.

Non sussiste la nullità della clausola di rischio cambio (rectius: del contratto collegato ad essa sotteso) ai sensi dell’art. 23 del d.lgs. 58/1998, pur non essendo stata preceduta la sua conclusione dalla stipula in forma scritta di un “contratto quadro”, quando, nel caso di una singola operazione di investimento, alla quale è assimilabile la clausola di “rischio cambio” inserita nel contratto di leasing, quanto prescrive la norma è già contenuto nel contratto che regola quella operazione di investimento.

Il mancato assolvimento degli obblighi previsti dall’art. 39, 40 e 42 del Reg. Consob 29.10.2007, n° 16190, riguardanti la rilevazione della “conoscenza ed esperienza nel settore di investimento rilevante per il tipo di strumento o di servizio”, “situazione finanziaria” ed “obiettivi di investimento”, la mancata valutazione “sulla base delle informazioni ricevute dal cliente, e tenuto conto della natura e delle caratteristiche del servizio fornito” dell’adeguatezza e dell’appropriatezza dell’operazione, senza che risulti che ricorrano le condizioni per omettere le predette informazioni e valutazioni, ai sensi dell’art. 43. dall’art. Reg. Consob citato, comporta la violazione dell’art 21 comma 1 lett. a) e b) del d.lgs. 58/1998, dunque il diritto alla risoluzione del contratto derivato incorporato, nonché il risarcimento del danno. (Paolo Righini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 29/02/2016.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell'intermediario – Violazioni del D.Lgs. n. 58/1998 e del Regolamento Consob n. 11522/98 – Rimedi a disposizione del cliente – Vizi della volontà – Annullamento – Prescrizione – Sussiste.
L’azione di annullamento per vizi della volontà in materia di intermediazione finanziaria, per violazioni del D.Lgs. n. 58/1998 e del Regolamento Consob n. 11522/98, si prescrive entro il termine di cinque anni. (Alessandro Giorgetta) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 28/11/2014.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell'intermediario – Violazioni del D.Lgs. n. 58/1998 e del Regolamento Consob n. 11522/98 – Rimedi a disposizione del cliente – Vizi della volontà – Annullamento – Convalida – Sussiste.
L’azione di annullamento per vizi della volontà in materia di intermediazione finanziaria, per violazioni del D.Lgs. n. 58/1998 e del Regolamento Consob n. 11522/98, è soggetta a convalida, per effetto della percezione delle cedole obbligazionarie. (Alessandro Giorgetta) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 28/11/2014.


Insussistenza di errore essenziale e nesso causale in relazione alla ignoranza della provenienza straniera dell’obbligazione sottoscritta ma garantita dalla società capogruppo italiana. Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni Parmalat Finance Corp Bv garantite da Parmalat S.p.A. – Annullabilità – Insussistenza errore essenziale e nesso causale.
La garanzia offerta da Parmalat S.p.A. in favore dei bonds emessi da Parmalat Finance Corporate BV, esclude la sussistenza di un errore essenziale dell’investitore che ignori la provenienza straniera del titolo e smentisce il necessario “nesso causale” tra la scelta del cliente (rivelatasi poi economicamente dannosa) e l’ipotizzato vizio del consenso (frutto dell’ipotizzata carenza informativa) ai fini della doglianza di annullabilità ex art. 1428/1433 c.c. (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 03/09/2013.


Contratto di swap - Commissioni occulte - Vizio del consenso - Dolo omissivo - Onere della prova dell'investitore..
L'investitore che, in presenza di un contratto di swap, denunci l'esistenza di commissioni occulte deducendo l'annullamento del contratto per vizio del consenso consistente in dolo, ha l'onere di fornire la prova degli elementi necessari per dimostrare l'esistenza del lamentato vizio della volontà. Qualora la doglianza sia configurabile come dolo omissivo per avere l'intermediario taciuto l'esistenza di tali commissioni, l'investitore ha l'onere di dimostrare che, con riferimento allo specifico contesto, il silenzio dell'intermediario ha assunto rilevanza in ordine alla determinazione volitiva. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 10/12/2012.


Contratto 4you ed errore essenziale. Intermediazione finanziaria – Circostanze che rivelano la mancata comprensione del contratto – Annullamento per errore..
Circostanze quali la sottoscrizione della documentazione “in bianco”, il fatto che l’operazione di sottoscrizione del piano 4you costituiva il primo investimento di parte attrice, la dimensione eccessiva dell’importo finanziato e della rata mensile pari a lire 3.300.000, da pagarsi in trent’anni, maggiorata di interessi, con un reddito mensile di livello impiegatizio, sono fattori che rivelano una notevole mancanza di consapevolezza da parte dell’investitore, il quale, se avesse compreso le informazioni dovute al momento della contrattazione e ne avesse compreso il significato, non avrebbe stipulato il contratto, il quale può pertanto essere annullato per errore sulla identità dello stesso ovvero su una qualità dell’oggetto della prestazione intesa come conformazione giuridica e materiale del titolo acquistato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 01/07/2008.


Incasso delle cedole e convalida del negozio annullabile. Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni – Annullabilità del contratto per vizio del consenso – Incasso delle cedole – Tacita convalida del contratto annullabile – Sussistenza..
L’esecuzione del contratto di acquisto di obbligazioni, costituita dall’incasso delle cedole, rappresenta in modo implicito ma pur sempre chiaro ed univoco la volontà della parte di convalidare tacitamente il negozio eventualmente annullabile ex art. 1444 cod. civ.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 28/11/2007.


Acquisto speculativo non voluto e vizio del consenso. Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Vizi della volontà – Errore essenziale – Sussistenza..
Si versa nell’ipotesi di errore essenziale riconoscibile allorchè la violazione da parte dell’intermediario dei propri doveri informativi induca gli investitori a porre in essere una operazione speculativa non voluta con rischio medio-alto di perdita del capitale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lanciano, 30/04/2007.


Violazione dei doveri informativi dell’intermediario – Vizi della volontà – Errore essenziale – Sussistenza..
La violazione da parte dell’intermediario dei propri doveri informativi incide sulla libera determinazione dell’investitore ad una scelta consapevole e da quindi luogo ad errore essenziale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 12/04/2007.


My way ed errore essenziale. Intermediazione finanziaria – Piano finanziario My way – Errore essenziale sulla natura del contratto – Nullità..
Qualora l’investitore sia convito di sottoscrivere un piano di investimento (nella specie Myway) basato sull’accantonamento di una somma mensile, senza avere la consapevolezza di aver contratto un mutuo e che le somme da lui pagate mensilmente rappresentano la rata di rimborso dello stesso, si versa in ipotesi di errore essenziale e riconoscibile sull’intero contratto con conseguente nullità dello stesso ai sensi dell’art. 1427 cod. civ. Tribunale Parma, 06/12/2006.


My way ed errore essenziale sulla natura del contratto. Intermediazione finanziaria – Prodotto finanziario My way – Errore essenziale dell’investitore sulla natura del contratto – Annullamento..
Si versa in ipotesi di errore essenziale riconoscibile sull’intero contratto qualora l’investitore presti il proprio consenso nel convincimento di sottoscrivere un piano di investimento basato sull’accantonamento di una somma mensile, senza avere la consapevolezza di aver contratto un mutuo e che le somme pagate mensilmente ne rappresentano in realtà la rata di rimborso. Tribunale Parma, 06/12/2006.


Mancata informazione ed errore essenziale dell'investitore. Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni – Dovere dell’intermediario di conoscere la situazione dell’emittente – Errore essenziale dell’investitore – Sussistenza..
E’ ravvisabile la fattispecie dell’errore essenziale di cui all’art. 1429 c.c. nell’ipotesi di acquisto di obbligazioni di società delle quali l’intermediario finanziario avrebbe dovuto conoscere la preoccupante situazione finanziaria del tutto ignorata dall’investitore. (Nel caso di specie, il Tribunale ha dichiarato l’annullamento del contratto di acquisto di obbligazioni Parmalat Finance Corporation BV) Tribunale Napoli, 07/11/2006.


Intermediazione finanziaria – Annullamento di ordini per vizio del consenso – Presupposti – Onere della prova – Contenuti..
L’annullamento di ordini di negoziazione per vizio del consenso e, in particolare, per errore essenziale e riconoscibile dalla banca (che avrebbe dovuto informare l’investitore dei rischi dell’investimento) sull’oggetto ovvero sulla qualità essenziale dei titoli, presuppone la dimostrazione che, qualora avesse ricevuto adeguate informazioni al momento della contrattazione l’investitore non avrebbe certamente compiuto l’operazione. Ai fini dell’errore richiesto per l’annullamento del contratto è irrilevante il successivo andamento e peggioramento dei titoli. (Nel caso di specie, la domanda dell’investitore è stata respinta perchè i prodotti negoziati, al momento dell’acquisto, non potevano considerarsi totalmente inaffidabili e perché l’investitore era soggetto esperto con considerevole propensione al rischio). Tribunale Parma, 17/11/2005.


Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Parmalat - Acquisto di prodotto diverso da quello indicato nell’ordine – Inadempimento – Sussistenza..
Nell’ipotesi in cui l’intermediario proceda all’acquisto di un titolo diverso da quello oggetto dell’ordine impartito dall’investitore, si versa in ipotesi di inadempimento del contratto e non di vizio della volontà. Tribunale Milano, 09/11/2005.


Violazione dei doveri informativi dell’intermediario finanziario – Conseguenze – Annullamento e risoluzione del contratto..
La sanzione prevista dall’ordinamento giuridico per i vizi della volontà è l'annullabilità del contratto, piuttosto che la nullità. Pertanto, proprio in ossequio a tale principio, che non può essere disatteso se non in presenza di esplicite deroghe, unitamente al fatto che il d. lgs. n. 58/98, prevede una nullità rilevabile solo dall’investitore, conducono a ritenere che il difetto di informazione non comporti nullità del contratto, ma annullamento o risoluzione dello stesso. Tribunale Pinerolo, 14/10/2005.


Violazione dei doveri informativi dell’intermediario finanziario – Comportamento reticente ed omissione di informazioni rilevanti – Dolo – Sussistenza..
Sebbene sia opinione maggioritaria in giurisprudenza che il mero silenzio non comporti di per sé annullamento del contratto, è altrettanto consolidato l'indirizzo che ritiene integrato il dolo omissivo ove in capo al contraente «reticente» vi sia un obbligo legislativamente stabilito di fornire determinate informazioni; inoltre, essendo la Banca un soggetto altamente qualificato, tale obbligo dovrà essere adempiuto con la diligenza prevista dal II° comma dell'art. 1176 c.c. Ove pertanto il comportamento della Banca abbia assunto le connotazioni del dolo, sia per avere fornito informazioni inesatte, sia per avere taciuto informazioni che se fornite avrebbero indotto i clienti a maggior cautela, il contratto dovrà essere annullato per vizio del consenso. Tribunale Pinerolo, 14/10/2005.