Massimario di Diritto Finanziario


ADEGUATEZZA DELL'OPERAZIONE

Nullità del contratto d’investimento per violazione di norme imperative: obblighi informativi. Contratti finanziari – Violazione di norme imperative – Non inerenti alla validità del contratto – Nullità – Esclusione

Obblighi informativi a carico dell’intermediario – Contenuto – Violazione – Nullità del contratto – Affermazione.
La nullità dei contratti di intermediazione finanziaria per violazione di norme imperative. In mancanza di espressa previsione di legge, si determina unicamente in caso di violazione di norme inderogabili concernenti la validità del contratto, non anche quando le norme violate, seppur imperative, attengono al comportamento dei contraenti, potendo tale violazione configurare soltanto fonte di responsabilità: a) precontrattuale, con conseguenze risarcitorie; b) contrattuale, ed eventualmente condurre alla risoluzione del contratto.
La nullità del contratto per contrarietà a norme imperative, ai sensi dell’art.1418, comma 1, c.c., postula che siffatta violazione attenga ad elementi intrinseci della fattispecie negoziale, cioè relativi alla struttura o al contenuto del contratto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L’obbligo di informazione e l’obbligo di segnalare la non adeguatezza dell’operazione e di indicare “le ragioni per cui non è opportuno procedere alla sua esecuzione” (art.29 Regolamento Consob 11522/98) confluiscono nell’unitario obbligo di diligenza, di correttezza e di trasparenza dell’intermediario finanziario sancito dall’art.21 del D.lgs. n.58 del 1998.
La dichiarazione del cliente di avere ricevuto esaustiva informazione sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni dell’operazione, contenuta nei modelli di conferimento dell’ordine di negoziazione redatti su modulo prestampato predisposto dalla banca intermediaria è pienamente inidonea ad assolvere agli obblighi informativi prescritti, integrando un’affermazione del tutto riassuntiva e generica circa l’avvenuta completezza dell’informazione sottoscritta dal cliente.
La qualità di operatore qualificato ha un preciso contenuto tecnico-giuridico che non può essere integrato dal mero riferimento all’entità del patrimonio dell’investitore ed alle sue attitudini imprenditoriali.
La domanda di risoluzione del contratto per inadempimento della banca intermediaria deve pertanto ritenersi fondata, con condanna della stessa al risarcimento dei danni in misura corrispondente al capitale investito.
[Fattispecie relativa alla collocazione dei “bond Cirio”, qualificati dal Giudice come altamente speculativi e, in quanto privi di rating ed emessi da società non soggetta al diritto italiano senza alcun prospetto informativo, tali da non potersi collocare a comuni investitori non qualificati senza uno specifico ordine impartito per iscritto e riportante esplicito riferimento alle avvertenze ricevute.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Bari, 29/08/2017.


Operazione inadeguata rifiuto del cliente di fornire indicazioni e prova positiva del comportamento diligente della banca. Intermediazione finanziaria – Onere della prova circa la specifica diligenza richiesta all’intermediario – Sottoscrizione di clausola con generico avvertimento di rischio – Insufficienza – Ratio.
Nell’ipotesi in cui un investimento finanziario sia stato qualificato anche dall’intermediario come operazione inadeguata, l’assolvimento degli obblighi informativi cui quest’ultimo è tenuto, in mancanza della prova dell’osservanza delle cogenti prescrizioni contenute negli artt. 28 e 29 del Regolamento Consob, n. 11522 del 1998, attuative dell’art. 21 del T.U.F., non può essere desunta in via esclusiva dal profilo soggettivo del cliente, dal suo rifiuto di fornire indicazioni su di esso o soltanto dalla sottoscrizione dell’avvenuto avvertimento dell’inadeguatezza dell’operazione in forma scritta, essendo necessario che l’intermediario, a fronte della sola allegazione contraria dell’investitore sull’assolvimento degli obblighi informativi, fornisca la prova positiva, con ogni mezzo, del comportamento diligente della banca. Tale prova può essere integrata dal profilo soggettivo del cliente o da altri convergenti elementi probatori ma non può essere desunta soltanto da essi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03/08/2017.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Inadeguatezza dell’operazione – Avvertimento – Rappresentazione delle caratteristiche dell’operazione inadeguata – Specifiche ragioni che rendono nel concreto inadeguata una data operazione – Contenuti e termini tali da porsi come reali co-fattori della decisione – Utilizzo di una generica frase standard prestampata – Inadempimento.
L’avvertimento dell’inadeguatezza dell’operazione di cui all’art. 29 reg. Consob 11522/1998 non può essere dato dall’intermediario mediante una generica frase standard prestampata, ma, al fine di consentire all’investitore di addivenire a una scelta effettivamente consapevole, l’avvertimento in questione deve essere comunicato attraverso una condotta intesa a rappresentare in modo puntuale e compiuto le caratteristiche dell’operazione, con peculiare riguardo ai rischi che la stessa viene propriamente a proporre; le specifiche ragioni che rendono nel concreto inadeguata una data operazione devono perciò venire trasmesse all’investitore con contenuti e termini tali da risultare destinate a porsi come reali co-fattori della decisione di questi: di non investimento, come anche, nel caso, di investimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18/05/2017.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Inadeguatezza dell’operazione – Rischio di mancato rimborso del capitale investito.
In conformità alle norme degli artt. 28, comma 2, e 29, comma 3, Regolamento Consob n. 11522/1998, è obbligo dell'intermediario di indicare all'investitore tutte le specifiche ragioni che risultano idonee a rendere un'operazione di investimento inadeguata per lo stesso, ivi comprese quelle attinenti al rischio di mancato rimborso del capitale investito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18/05/2017.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Informazioni sulle caratteristiche del titolo – Rischio di default dell'emittente.
In conformità alle norme degli artt. 28, comma 2, e 29, comma 3, Regolamento Consob n. 11522/1998 è specifico obbligo dell'intermediario di comunicare all'investitore, in sede di informativa inerente a un eventuale acquisto di titoli, le notizie sul rischio di default dell'emittente che restino conoscibili alla sua diligenza professionale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18/05/2017.


Gestione di portafogli di investimento e istruzione vincolante che alteri le caratteristiche della gestione per contratto in essere. Intermediazione finanziaria - Gestione individuale di portafogli di investimento - Inadeguatezza dell'operazione - Istruzione vincolante - Nozione - Ordine di investimento che venga ad alterare le caratteristiche della gestione - Contratto sostitutivo

Intermediazione finanziaria - Gestione individuale di portafogli di investimento - Volontà del cliente di adottare una linea di gestione radicalmente diversa da quella già in essere - Tutela del cliente -  Necessità.
Non rientra nella nozione normativa di "istruzione vincolante", di cui all'art. 24 TUF, l'ordine di investimento che venga ad alterare le caratteristiche della gestione per contratto in essere; un ordine di simile genere integra, per contro, contratto sostitutivo di aspetti fondamentali e caratterizzanti di quello in essere. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Un'eventuale volontà del cliente di adottare una linea di gestione radicalmente diversa da quella già in essere deve essere opportunamente «procedimentalizzata» e ciò in funzione dell’esigenza di protezione dell'investitore, essendo questo lo scopo della normativa di riferimento del TUF e del Regolamento Consob.

[… 4.La nozione di «istruzione vincolante» - che la norma dell'art. 24 assume per facoltizzare il cliente a vincolare l'intermediario «in ordine alle operazioni da compiere» - non può non essere letta all'interno del sistema normativo in cui si trova effettivamente calato. Che non è quello generalissimo - e del tutto astratto - dello schema dell'agire gestorio per conto di un dominus, bensì quello specifico e puntuale dei servizi di investimento, come organizzato dalla normativa del TUF e dei regolamenti approntati dalla Consob.
Così stando le cose, un ordine - che, com'è nel caso, risulti funzionalmente equivalente all'adozione di una nuova linea di investimento - non può non rimanere estraneo a tale nozione normativa. Ché, se così non fosse, rimarrebbero svuotati di significato i requisiti di «forma contenuto» prescritti appunto dalla normativa vigente per la confezione del contratto di gestione individuale; e non anche per le istruzioni vincolanti, proprio in ragione del loro essere atti di ben più modesto significato e portata.
In segnata specie, il riferimento va, oltre che alle disposizioni generali dell'art. 23 TUF e dell'art. 30 regolamento Consob n. 11522/1998, alla disposizione dell'art. 37 del medesimo, che pretende la specifica indicazione contrattuale, tra le altre e tante cose, delle «caratteristiche della gestione» effettivamente adottata, secondo le specifiche di dettaglio poi fornite dal successivo art. 38.
5.- Ne deriva che, per rimanere tali e così rimanere soggette al regime normativo loro proprio, le «istruzioni vincolanti», di cui alla norma dell'art. 24 TUF, debbono in specie rimanere all'interno delle caratteristiche della gestione che, nel concreto, sono state individuate nell'apposito contratto: devono essere conformi, cioè al relativo programma negoziale.
Si tratterà, dunque, di ordini specificativi della linea adottata: di vettore tanto positivo (di compiere un determinato acquisto), quanto negativo (di vietare un determinato acquisto), e più o meno ampiamente articolati. Comunque, però, non sovversivi della linea di gestione in essere per contratto.
Altrimenti, e quindi nell'ipotesi di indicazione sovvertitrice della linea contrattuale, gli ordini si atteggeranno come contratti sostitutivi dei contenuti di base di quello preesistente e tuttavia non rispettosi delle regole imperative stabilite dal vigente sistema dei servizi di investimento e pertanto nulli.
Risulta così sostanzialmente riproduttiva delle normativa di legge e regolamento la già ricordata clausola, contenuta nel contratto a suo tempo in essere tra le sorelle D. e la Banca S., per cui - in caso di successiva adozione di «una linea di gestione avente caratteristiche differenti da quelle in essere» - sarebbe stato necessario «procedere alla stipula di un nuovo contratto».] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03/05/2017.


Informazione adeguata in concreto e operazione non adeguata. Servizi di investimento mobiliare – Obblighi della banca – Informazione adeguata alla situazione finanziaria del cliente – Necessità – Operazioni non adeguate – Ordine scritto – Necessità – Sottoscrizione di clausola “rischio Paese” – Idoneità a provare l’adempimento degli obblighi informativi – Esclusione.
In tema di servizi di investimento mobiliare, la banca intermediaria, prima di effettuare operazioni, ha l’obbligo di fornire all’investitore un’informazione adeguata in concreto, tale da soddisfare le esigenze del singolo rapporto in relazione alle caratteristiche personali ed alla situazione finanziaria del cliente, potendo dar corso ad un’operazione non adeguata solo a seguito di ordine scritto dell’investitore, sicché la semplice clausola “rischio Paese”, per di più apposta solamente sugli ultimi ordini di acquisto, è inidonea a provare l’adempimento dei suddetti obblighi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 31/03/2017.


Intermediazione finanziaria – Acquisto di titoli ad alto rischio – Precedente acquisto di altri titoli a rischio da parte del cliente – Circostanza esimente – Esclusione.
La circostanza per cui il cliente avesse acquistato, in epoca precedente, altri titoli a rischio, non consente di attribuirgli automaticamente un profilo di rischio alto, perché, non avendo mai rilasciato le informazioni di profilatura, nulla esclude che la banca abbia adottato la stessa prassi decettiva anche nelle operazioni precedenti (acquisto di titoli Cirio ed Argentina in epoca prossima ai rispettivi crac). (Gaia Matteini) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 16/03/2017.


Intermediazione finanziaria – Rifiuto del cliente di fornire informazioni sul profilo di rischio – Elementi di prova dell’adeguatezza.
Nel caso in cui l’investitore abbia dichiarato nel 2004 (vigente il Regolamento Consob n. 11522/98) di non volere rilasciare informazioni inerenti al proprio profilo di rischio, le informazioni da questi successivamente rese nel 2008 ai sensi e per gli effetti dell’art. 39 del Regolamento Consob 16190/2007 posso fornire elementi induttivi da cui, in mancanza di contrarie allegazioni nel giudizio da parte dell’investitore, dedurre le situazioni soggettive o oggettive precedenti alla dichiarazione in base alle quali l’intermediario ha valutato l’adeguatezza. (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03/03/2017.


Intermediazione finanziaria – Inversione dell’onere della prova ai sensi dell’art. 23 TUF – Limiti dell’inversione dell’onere della prova ed oneri probatori a carico dell’investitore.
L’art. 23, 6° comma, TUF (“Nei giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello svolgimento dei servizi di investimento e di quelli accessori, spetta ai soggetti abilitati l’onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta”) prevede un’inversione dell’onere della prova, limitatamente appunto ai giudizi di risarcimento dei danni, ponendo a carico dell’intermediario l’onere di dimostrare di aver agito con la specifica diligenza richiesta, mentre ogni altro elemento fattuale, posto dall’investitore a sostegno della domanda risarcitoria, deve essere da costui provato, in base a conferente allegazione, secondo le disposizioni comuni (Cass. SU 13533/2001). (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03/03/2017.


Responsabilità dell’intermediario. Contratti di investimento – Titolo emesso da banca poi andata in default – Acquistato da investitore esperto – Responsabilità della banca intermediaria – Esclusione – Incertezza su possibili futuri rimborsi – Indeterminatezza della domanda.
Qualora la parte abbia dichiarato un’esperienza nell’investimento molto alta, con una propensione al rischio media e un lungo termine nell’orizzonte temporale, e abbia investito un capitale ingente in un paniere azionario di grande spessore e qualità, il pensare che l’investitore sia uno sprovveduto consumatore cozza contro l’id quod plerumque accidit.
Il default di un istituto di credito di altro stato sovrano è un evento certamente non prevedibile; e poiché il titolo emesso dall’istituto medesimo era uscito dal cd. paniere dopo la dichiarazione di default, nulla avrebbe potuto fare la banca per evitare la perdita economica dell’attore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 18/02/2017.


L'inadeguatezza per tipologia ed oggetto va verificata in relazione alle caratteristiche proprie dello strumento finanziario. Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Verifica in relazione alle caratteristiche proprie dello strumento finanziario – Necessità.
Ciascuna operazione di negoziazione può essere inadeguata tanto per tipologia ed oggetto, quanto per frequenza o dimensione, ed ognuno di tali eventuali profili di inadeguatezza, ove sussistente, deve essere (con diverso approfondimento in dipendenza dell'attività prestata dall'intermediario, secondo si tratti di attività di gestione, ovvero di mera negoziazione o ricezione-trasmissione di ordini) indicato e spiegato all'investitore al fine di consentirgli in proposito una scelta consapevole; in particolare, l'inadeguatezza per tipologia ed oggetto va verificata in relazione alle caratteristiche proprie dello strumento finanziario, le quali si riflettono sul coefficiente di rischio dell'operazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15/11/2016.


Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi dell’intermediario – Domanda di risarcimento – Cessione dei titoli – Inammissibilità della domanda – Nesso di causalità.
La domanda di risarcimento del danno per l’inadempimento degli obblighi di informazione, tutela e diligenza ex art. 21 T.U.F., non può trovare accoglimento nel caso in cui, nelle more del relativo il giudizio, l’attore abbia ceduto a terzi i titoli per cui è causa, in quanto tale cessione è idonea ad interrompere il nesso di causalità richiesto dall’art. 1223 c.c., non potendosi più ritenere il danno lamentato dagli attori una “conseguenza immediata e diretta” dell’inadempimento dei convenuti. (Alessandro Giorgetta) (Giulio Di Fabio) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17/10/2016.


Gestione patrimoniale e diversificazione degli investimenti. Gestione portafogli di investimento – Investimenti in fondi comuni – Diversificazione degli investimenti – Sussistenza.
L’investimento in fondi è per definizione un investimento che garantisce un buon margine di diversificazione degli investimenti con riduzione dei rischi, poiché ogni singolo fondo investe in diversi titoli, con ciò automaticamente diversificando i singoli investimenti sui quali il fondo stesso opera. (Eugenia Tommasi Di Vignano) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 29/09/2016.


Segnalazione di inadeguatezza dell'operazione e adempimento all'obbligo informativo dell'intermediario. Intermediazione finanziaria - Doveri informativi - Segnalazione di inadeguatezza dell'operazione - Idoneità a far presumere assolto l'obbligo informativo dell'intermediario - Contestazione del cliente - Onere della prova.
La sottoscrizione, da parte del cliente, della clausola in calce al modulo d'ordine, contenente la segnalazione d'inadeguatezza dell'operazione sulla quale egli è stato avvisato, è idonea a far presumere assolto l'obbligo previsto in capo all'intermediario dall'art. 29, comma 3, reg. Consob n. 11522 del 1998; tuttavia, a fronte della contestazione del cliente, il quale alleghi quali specifiche informazioni furono omesse, grava sulla banca l'onere di provare, con qualsiasi mezzo, che invece quelle informazioni essa aveva specificamente reso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06/06/2016.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Clausola di stile – Prova dell’adempimento dell’obbligo informativo – Esclusione.
La frase "si conferma l'operazione non adeguata, come da voi comunicato", contenuta nel modello di ordine predisposto dalla banca e sottoscritto dal cliente si risolve in mera clausola di stile, che non dà sufficiente contezza di ciò che è stato effettivamente riferito al cliente in rapporto all'operazione domandata e che non è di per sé idonea a provare di aver fornito all'investitore un'informazione adeguata in concreto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18/05/2016.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Dichiarazione resa dal cliente, su modulo predisposto dalla banca e da lui sottoscritto – Prova dell’adempimento dell’obbligo informativo – Esclusione – Indicazioni specifiche delle avvertenze ricevute sulla mancata quotazione del titolo e sulla non rispondenza alla scelta prudenziale degli investimenti fino ad allora effettuati.
La dichiarazione resa dal cliente, su modulo predisposto dalla banca e da lui sottoscritto, della propria consapevolezza, in virtù delle informazioni ricevute, della rischiosità dell'investimento, inadeguato rispetto al suo stesso profilo di investitore, può acquisire efficacia esimente, attestando l'avvenuto assolvimento dell'obbligo di informazione incombente sull'intermediario, solo quando l'investitore abbia sottoscritto un testo recante indicazioni specifiche delle avvertenze ricevute, sia sulla mancata quotazione del titolo, sia sulla non rispondenza alla scelta prudenziale degli investimenti fino ad allora effettuati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18/05/2016.


Intermediazione finanziaria - Dichiarazione del cliente della propria consapevolezza - Modulo predisposto dalla banca e da lui sottoscritto - Dichiarazione confessoria - Esclusione - Formulazione di un giudizio - Effetti e limiti.
La dichiarazione resa dai cliente, su modulo predisposto dalla banca e da lui sottoscritto, in ordine alla propria consapevolezza, conseguente alle informazioni ricevute, della rischiosità dell'investimento suggerito e sollecitato dalla banca e della inadeguatezza dello stesso rispetto al suo profilo d'investitore, non può - di certo - costituire dichiarazione confessoria, in quanto è rivolta alla formulazione di un giudizio e non all'affermazione di scienza e verità di un fatto obiettivo (Cass. 6142/2012). Tale dichiarazione può, al più, comprovare l'avvenuto assolvimento degli obblighi di informazione incombenti sull'intermediario, sempre che, però, sia corredata da una, sia pure sintetica, indicazione delle caratteristiche dei titolo, in relazione al profilo dell'investitore ed alla sua propensione al rischio, tali da poterne sconsigliare l'acquisto, come nel caso in cui venga indicato nella dichiarazione che si tratti di titolo non quotato o emesso da soggetto in gravi condizioni finanziarie (Cass. 4620/2015). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13/05/2016.


Intermediazione finanziaria - Propensione al rischio del cliente - Informazioni contrastanti fornite dal cliente - Conseguenze - Fattispecie.
L’evidente contrasto tra le dichiarazioni preventive alla propensione al rischio fornite dall’investitore, nel caso di specie a distanza di pochi giorni, il rifiuto di fornire informazioni sulla sua situazione finanziaria, il silenzio dal medesimo serbato, l’esistenza di una seconda scheda informativa, in ordine alla sua propensione al rischio ed ai suoi obiettivi di investimento devono indurre l’intermediario a considerare non adeguate sia le poche operazioni aventi ad oggetto titoli azionari sia quelle aventi ad oggetto strumenti finanziari derivati caratterizzati da un rischio elevato.

Nel caso di specie, l’investitore aveva sottoscritto una prima "scheda profilo cliente", nella quale dichiarava di avere un'esperienza "alta" in investimenti in titoli di Stato, fatta eccezione per "quelli esteri, prodotti derivati, pronti contro termine, titoli azionari ed eccezione di quelli esteri e fondi comuni", ed una propensione di rischio "medio-alta" con riferimento ad obiettivi di investimento caratterizzati dalla "compresenza di redditività e di rivalutabilità con il rischio dell'andamento dei corsi", e si era rifiutato di fornire notizie sulla sua situazione finanziaria. Meno di un mese dopo, il cliente aveva sottoscritto una seconda "scheda profilo clienti", con la quale aveva dichiarato alla banca di avere un'esperienza "alta" solo "riguardo ai titoli di Stato, ai prodotti derivati ed ai titoli azionari non esteri”, rifiutandosi ancora una volta di fornire notizie in ordine alla propria situazione economica, ed omettendo di compilare le sezioni relative ai suoi obiettivi di investimento ed alla sua propensione al rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13/05/2016.


Intermediazione finanziaria - Informazioni fornite dalla banca al cliente in ordine alla tipologia dei titoli - Relazione alla propensione al rischio dell’investitore - Necessità.
Le informazioni fornite dalla banca al cliente non possono reputarsi sufficienti quando sono riferite non alla specifica tipologia dei titoli in relazione alla propensione al rischio dell’investitore, bensì, del tutto genericamente, al "valore di mercato del contratto", o ai "contratti futures" ed alle "attività finanziarie oggetto delle options". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13/05/2016.


Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell’intermediario nei confronti del cliente - Investitore non qualificato - Concorso di colpa del cliente per non aver assunto informazioni da altra fonte - Esclusione.
Nella prestazione dei servizio di negoziazione di titoli, qualora l'intermediario abbia dato corso all'acquisto di titoli ad alto rischio senza adempiere ai propri obblighi informativi nei confronti del cliente, e questi non rientri in alcuna delle categorie d'investitore qualificato o professionale previste dalla normativa di settore, non è configurabile un concorso di colpa del medesimo cliente nella produzione del danno, neppure per non essersi egli stesso informato della rischiosità del titoli acquistati. Ed infatti, lo speciale rapporto contrattuale che intercorre tra il cliente e l'intermediario implica un grado di affidamento del primo nella professionalità del secondo che non può esse sostituito dall'onere per lo stesso cliente di assumere direttamene informazioni da altra fonte (Cass. 29864/2011).

Un concorso di colpa dell'investitore, può ravvisarsi, pertanto, nella sola peculiare ipotesi In cui questi tenga un contegno significativamente anomalo ovvero, sebbene a conoscenza (in quanto investitore qualificato) del complesso "iter" funzionale alla sottoscrizione dei programmi di investimento, ometta di adottare comportamenti osservanti delle regole dell'ordinaria diligenza od avalli condotte dei promotore devianti rispetto alle ordinarie regole del rapporto professionale con il cliente e alle modalità di affidamento dei capitali da investire, così concorrendo al verificarsi dell'evento dannoso per inosservanza dei più elementari canoni di prudenza ed oneri di cooperazione nel compimento dell'attività di investimento (Cass. 13259/2009; 18613/2015). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13/05/2016.


Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Indicazione del massimo rischio contrattuale - Astratta valutazione per l'investitore di assumere informazioni autonomamente - Inadempimento.
Nei contratti d'intermediazione finanziaria, l'assolvimento degli obblighi informativi posti a carico dell'intermediario non può esaurirsi nella indicazione contrattuale del massimo rischio contrattualmente previsto né fondarsi sull'astratta valutazione della possibilità per l'investitore di assumere autonomamente ed aliunde tali informazioni quando non ricorra la qualifica di investitore professionale, avendo invece ad oggetto una condotta positiva diretta specificamente a fornire le informazioni idonee a descrivere la natura, la quantità e la qualità dei prodotti finanziari ed a rappresentarne la rischiosità. (principio di diritto enunciato dalla Corte) Cassazione civile, sez. I, 21/04/2016.


Intermediazione finanziaria - Gestioni di portafogli - obblighi informativi - Indicazione del grado di rischio di ciascuna linea di gestione patrimoniale - Necessità.
Nei contratti aventi ad oggetto la gestione di portafogli, gli obblighi di comportamento normativamente posti a carico dell'intermediario (art. 36 - 46 Reg. Consob n. 11522 del 1998) prevedono anche la preventiva indicazione del grado di rischio di ciascuna linea di gestione patrimoniale, essendo, tale prescrizione vincolante, prevista nell'Allegato 3 sub C) del Regolamento, dettato al fine d'indicare le modalità di esecuzione dell'obbligo, sancito nell'art. 42 del Regolamento, di fornire all'investitore un parametro oggettivo coerente dei rischi connessi alle singole gestioni. (principio di diritto enunciato dalla Corte) Cassazione civile, sez. I, 21/04/2016.


Intermediazione finanziaria - Doveri informativi - Indicazione del limite estremo del rischio di gestione - Inidoneità ad integrare l'obbligo di assumere informazioni in ordine alla adeguatezza dell'investimento.
L'indicazione del limite estremo del rischio connesso alla gestione patrimoniale può essere uno dei criteri della preventiva valutazione dell'adeguatezza degli investimenti che compongono la gestione patrimoniale ma è del tutto inidoneo, se considerato isolatamente, ad integrare l'obbligo di assumere le informazioni necessarie al fine di formulare proposte d'investimento adeguate.

Deve, inoltre, osservarsi, che l'adeguatezza delle operazioni eseguite non può valutarsi soltanto alla stregua degli indici individuati dalla Corte territoriale, peraltro, non diversi da quelli posti a base della erronea valutazione positiva dell'assolvimento dei generali obblighi informativi incombenti sull'intermediario, richiedendo necessariamente un riscontro oggettivo derivante dalla conoscenza preventiva e, conseguentemente tendenziale ma non eliminabile perché imposta ex lege, dei rischi connessi agli investimenti. La soggettiva propensione al rischio deve essere commisurata alla oggettiva conoscenza della rischiosità delle operazioni, mancando altrimenti uno dei parametri di valutazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21/04/2016.


Il precedente acquisto di titoli a rischio non esime la banca dagli obblighi di informazione verso il cliente. Contratti di borsa – Acquisto di titoli ad alto rischio – Nullità del contratto per violazione degli obblighi informativi da parte della banca – Precedente acquisto di titoli esteri da parte del cliente – Circostanza esimente – Esclusione.
A fronte di ordini di acquisto che non potevano non essere conosciuti dalla banca come ad alto rischio in virtù delle informazioni privilegiate in suo possesso, non è idoneo in senso esimente – ad escludere la violazione dell’art.29 del Regolamento Consob - il precedente acquisto, da parte dello stesso cliente, di titoli esteri caratterizzati da un’alea maggiore del normale, in mancanza di una disposizione scritta dello stesso cliente che ne autorizzasse l’acquisto nonostante le informazioni ricevute sulle ragioni che sconsigliavano l’investimento. [Fattispecie in materia di acquisto di bond argentini: la Cassazione ha confermato la sentenza con cui la Corte d’Appello aveva dichiarato la responsabilità dell’istituto di credito per essersi limitato a fornire al cliente informazioni generiche]. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11/04/2016.


Intermediazione finanziaria - Responsabilità conseguente alla violazione degli obblighi informativi previsti dalla legge - Onere della prova dell'intermediario - Prova positiva della sua diligenza e dell'adempimento dei doveri posti a suo carico - Fattispecie in tema di operazione inadeguata.
Nel giudizio di risarcimento del danno proposto da un risparmiatore, il giudice di merito, per assolvere l'intermediario finanziario dalla responsabilità conseguente alla violazione degli obblighi informativi previsti dalla legge, non può limitarsi ad affermare che manca la prova della sua negligenza ovvero dell'inadempimento, ma deve accertare se sussista effettivamente la prova positiva della sua diligenza e dell'adempimento delle obbligazioni poste a suo carico e, in mancanza di tale prova, che è a carico dell'intermediario fornire (art. 23 d.lgs. n. 58 del 1998), questi sarà tenuto al risarcimento degli eventuali danni causati al risparmiatore» (Cass., sez. I, 19 ottobre 2012, n. 18039, m. 624750). Sicché, a fronte di un'operazione non adeguata, la banca «può darvi corso soltanto a seguito di un ordine impartito per iscritto dall'investitore in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute» (Cass., sez. I, 25 giugno 2008, n. 17340, m. 604058, Cass., sez. I, 29 ottobre 2010, n. 22147, m. 615478). (Nel caso in esame i giudici del merito avevano ritenuto che la banca, cui incombeva l'onere della prova, non avesse dimostrato di avere fornito informazioni più che generiche e burocratiche, perché la dichiarazione sottoscritta dal cliente si limitava a dare atto dell'inadeguatezza dell'operazione, senza indicarne specificamente le ragioni; mentre il funzionario che aveva ricevuto l'ordine di acquisto, assunto come testimone, si era limitato a riferire di avere fornito le informazioni dovute, senza ulteriori specificazioni. Sicché questa interpretazione delle prove fornite dalla banca è certamente incensurabile nel giudizio di legittimità, perché, attenendo al giudizio di fatto, risulta plausibilmente giustificata; tanto più se si consideri che l'ordine di acquisto dei titoli, nel caso di specie Cirio, fu impartito contestualmente alla stipulazione del contratto quadro). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15/03/2016.


Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Argentine – Inadeguatezza dell’investimento – Informativa circa l’inadeguatezza per tipologia ma non per dimensione – Inadempimento contrattuale – Sussistenza.
Va dichiarata la risoluzione contrattuale del singolo ordine di acquisto di titoli, quale atto avente al contempo natura negoziale ed esecutiva del mandato ricevuto con il contratto quadro, per violazione dell’art. 29 del regolamento Consob n. 11522/1998 (vigente ratione temporis), ogni qualvolta detto ordine di acquisto reca quale unico avvertimento l’inadeguatezza dell’operazione per tipologia, ossia con riferimento allo specifico titolo oggetto di acquisto, e non anche per dimensione, ove si è in presenza di un ingente esborso concentrato su un singolo titolo ad alto rischio di insolvenza. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 03/03/2016.


La banca è responsabile del danno provocato dalla clausola di 'rischio cambio' Euro/Franco Svizzero inserita nel contratto di leasing senza osservare i dettami del TUF in quanto da qualificarsi 'derivato implicito' o 'derivato incorporato'. Contratto di leasing immobiliare – Clausola “rischio cambio” Euro / franco Svizzero – Carattere aleatorio – Derivato “implicito” o “incorporato” ai sensi dello IAS 39 e dell’art. 2426 comma 11-bis c.c., (entrato in vigore il 1.1.2016) avente causa autonoma – Applicabilità TUF.

Contratto quadro ex art. 23 TUF non necessità – Mancato rispetto art. 21 comma 1 lett. a) e b) TUF nonché art. 39, 40 e 42 Reg. Consob 16190/2007 – Sussiste – Risolvibilità del contratto di finanza incorporato – Sussiste – Responsabilità civile concedente e risarcimento del danno – Sussiste..
Il fatto che la clausola avente natura aleatoria di “rischio cambio”, inserita in un contratto di leasing, il quale, di per sé, non rientra tra i servizi e le attività di investimento, né fra gli strumenti finanziari di cui all’art. 1 commi 2 e 5 T.U.F., sia stata oggetto della volontà negoziale delle parti, non esclude che ad essa si applichino le norme in materia di intermediazione finanziaria.

Tale clausola non muta la causa tipica del contratto, ma costituisce una previsione accessoria che incide sul contenuto del sinallagma negoziale e va vista come “derivato implicito / incorporato” nel contratto di leasing (IAS 39 ed art. 2426 comma 11 -bis c.c.) inscindibile dal medesimo contratto “host” (ospite), in cui, il canone mensile altro non rappresenta se non la base di calcolo sulla quale determinare il differenziale spettante all’una o all’altra parte, con una mera funzione aleatoria.

Contratto di leasing e clausola “rischio cambio” non costituiscono un contratto complesso, la cui causa negoziale (intesa come lo scopo, di contenuto economico, che le parti perseguono con la conclusione di uno specifico accordo) è unica, trattandosi, invece, di ipotesi di collegamento negoziale tra più contratti, ciascuno dotato della propria causa.

Non sussiste la nullità della clausola di rischio cambio (rectius: del contratto collegato ad essa sotteso) ai sensi dell’art. 23 del d.lgs. 58/1998, pur non essendo stata preceduta la sua conclusione dalla stipula in forma scritta di un “contratto quadro”, quando, nel caso di una singola operazione di investimento, alla quale è assimilabile la clausola di “rischio cambio” inserita nel contratto di leasing, quanto prescrive la norma è già contenuto nel contratto che regola quella operazione di investimento.

Il mancato assolvimento degli obblighi previsti dall’art. 39, 40 e 42 del Reg. Consob 29.10.2007, n° 16190, riguardanti la rilevazione della “conoscenza ed esperienza nel settore di investimento rilevante per il tipo di strumento o di servizio”, “situazione finanziaria” ed “obiettivi di investimento”, la mancata valutazione “sulla base delle informazioni ricevute dal cliente, e tenuto conto della natura e delle caratteristiche del servizio fornito” dell’adeguatezza e dell’appropriatezza dell’operazione, senza che risulti che ricorrano le condizioni per omettere le predette informazioni e valutazioni, ai sensi dell’art. 43. dall’art. Reg. Consob citato, comporta la violazione dell’art 21 comma 1 lett. a) e b) del d.lgs. 58/1998, dunque il diritto alla risoluzione del contratto derivato incorporato, nonché il risarcimento del danno. (Paolo Righini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 29/02/2016.


Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi dell’intermediario.
Gli obblighi informativi posti a carico dell’intermediario, discendenti dalle norme ex artt. 21 T.U.F. e 26-31 del regolamento CONSOB adottato con deliberazione CONSOB n. 11522 del 1998, possono ritenersi concretamente adempiuti soltanto quando l’investitore abbia pienamente compreso le caratteristiche essenziali dell’operazione non solo con riguardo ai suoi rischi patrimoniali ma anche con riferimento alla sua adeguatezza. (Giuseppe Angiuli) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 08/01/2016.


Obbligazioni argentine – Alta rischiosità dello strumento finanziario – Rischio default per lo Stato argentino fin dal 1998.
Per i titoli di Stato emessi dalla Repubblica Argentina, già a partire dall’anno 1998 si erano posti problemi di criticità e rischio di insolvenza poichè in quell’anno il P.I.L. del Paese aveva manifestato una prima significativa contrazione. Inoltre, già a far data dal 1997 le principali agenzie specializzate nell’assegnazione dei giudizi di merito di credito (rating) avevano, in maniera sostanzialmente concorde, classificato tale emittente nella categoria “speculativa”. (Giuseppe Angiuli) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 08/01/2016.


Intermediazione finanziaria - Inadeguatezza dell’operazione - Sussistenza per plurimi profili.
L’inadeguatezza dell’operazione era riscontrabile sotto plurimi profili: a) in ordine alla tipologia di prodotto, trattandosi di titoli altamente speculativi e pertanto adatti ad investitori con un elevato profilo di rischio; b) in ordine all’oggetto, essendo la banca quale soggetto professionale in possesso di sufficienti informazioni in merito alla situazione economica dello Stato argentino tali da poter ritenere elevato il rischio di perdita del capitale investito; c) in ordine alla frequenza essendo tale investimento il primo e l’unico compiuto dalla cliente in ambito finanziario, non avendo la stessa pregressa operatività; d) in ordine alla dimensione rappresentando la cifra investita in bond argentini l’intero importo del deposito titoli di cui godeva all’epoca la risparmiatrice. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 16/09/2015.


Intermediazione finanziaria - Adeguatezza dell'operazione - Valutazione sulla base della pregressa operatività dell’investitore - Valore indiziario - Valutazione sulla base di elementi di prova di segno contrario - Necessità.
La pregressa operatività dell’investitore manifesta la sua passata propensione al rischio e costituisce solo un elemento indiziario del suo generale profilo di rischio, che deve essere valutato unitamente alle altre circostanze note all’intermediario, e che non può valere a modificare il profilo di rischio dell’investitore per tutte le future operazioni, in presenza di elementi di prova di segno contrario. (Emiliano Faccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04/09/2015.


La banca deve informare per iscritto il cliente sull’adeguatezza dell’investimento. Operazioni su titoli – Obbligo di informazione scritta a carico della banca intermediaria – Valutazione dell’adeguatezza dell’operazione

Contratti bancari – Operazioni su titoli – Obbligo di informazione scritta a carico della banca intermediaria – Inadempimento – Responsabilità – Risarcimento del danno – Criteri di liquidazione.
La banca intermediaria non è esonerata, in caso di “reticenza” da parte dell’investitore, dallo svolgere l’attività informativa impostale dalla legge, anche riguardo all’adeguatezza dell’operazione.
I dati di valutazione da utilizzare da parte delle banche in mancanza di informazioni dirette ad opera degli investitori avrebbero dovuto, in tali casi, essere desunti dal complesso del rapporto in essere tra le parti, con riferimento agli investimenti precedenti e alla composizione del portafoglio titoli – se esistenti; in assenza di utili elementi su cui fondare il profilo di rischio del cliente, si sarebbe dovuto operare come se gli obiettivi di investimento di questo fossero di carattere prevalentemente conservativo, quindi con bassa propensione al rischio, essendo questo il modus operandi che avrebbe garantito il maggior grado di tutela dell’investitore non professionale, nel rispetto della ratio delle disposizioni normative in materia.
La particolare conoscenza degli strumenti finanziari da parte dell’investitore può rilevare nella modalità dell’informazione da offrire e nella maggiore facilità per il cliente di comprendere i meccanismi e i rischi degli investimenti da negoziare, ma non può escludere o attenuare l’obbligo informativo.
L’informazione sulla non adeguatezza dell’operazione non solo deve risultare per iscritto, perché preliminare all’ordine impartito per iscritto necessario per dare comunque corso all’operazione, ma deve contenere, pur sinteticamente, indicazioni sui profili specifici per i quali l’inadeguatezza è stata prospettata e motivata. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)

Quando si verte in materia di risarcimento del danno causato dall’inadempimento prospettato a carico dell’intermediario, è corretto determinare l’entità del danno tenendo conto, a favore del danneggiante, delle utilità comunque percepite dalla parte danneggiata in nesso di causalità con il comportamento causativo del danno, perché si tratta di utilità di cui, senza la condotta ritenuta inadempiente, la parte danneggiata non avrebbe potuto beneficiare. (In applicazione di tale principio, il Tribunale liquidava a titolo di risarcimento del danno l’importo corrispondente all’esborso sostenuto per l’acquisto dei titoli, detratta la somma corrispondente alle cedole maturate e percepite sugli stessi). (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 03/07/2015.


Valore probatorio della dichiarazione resa su modulo prestampato sulla consapevolezza della rischiosità dell’investimento. Servizi di investimento finanziari - Dichiarazione resa su modulo prestampato dalla banca circa la consapevolezza della rischiosità di un investimento - Confessione - Esclusione - Prova dell'adempimento degli obblighi informativi a carico degli intermediari - Sussistenza -  Fattispecie.
In tema d'intermediazione finanziaria, la dichiarazione resa dal cliente, su modulo predisposto dalla banca e da lui sottoscritto, in ordine alla propria consapevolezza circa le informazioni ricevute sulla rischiosità dell'investimento suggerito e sollecitato dalla banca e della inadeguatezza dello stesso rispetto al suo profilo d'investitore, pur non costituendo dichiarazione confessoria (in quanto rivolta alla formulazione di un giudizio e non all'affermazione di scienza e verità di un fatto obiettivo), può comprovare l'avvenuto assolvimento degli obblighi di informazione incombenti sull'intermediario. (Nella specie, è stata ritenuta idonea a comprovare l'avvenuto assolvimento degli obblighi di informazione la circostanza che il cliente, in occasione dell'acquisto di "bond" argentini, abbia fatto riferimento alle avvertenze ricevute circa l'inadeguatezza dell'ordine, sia per la mancata quotazione del titolo sia per la sua non rispondenza alla scelta prudenziale di investimenti operata fino ad allora, sottoscrivendo la seguente dichiarazione: "Prendiamo atto delle indicazioni sotto riportate e tuttavia vi autorizziamo comunque ad eseguire l'operazione: titolo non quotato-operazione non allineata alla linea di investimento concordata"). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 06/03/2015.


Intermediazione finanziaria, doveri informativi e adeguatezza dell'operazione. Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Lehman Brothers – Obblighi informativi dell'intermediario – Art. 21 TUF – Fase prenegoziale e fase esecutiva

Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Lehman Brothers – Inadeguatezza investimento – Inadempimento contrattuale – Risarcimento del danno – Nesso causale in re ipsa – Quantum del danno

Art. 29 Reg. Consob 11522/98 – Disposizione di ordine pubblico – Operazione non adeguata – Obbligo contrattuale di informare per iscritto – Mancanza – Obbligo di astensione – Cliente retail – Dichiarazione di propensione al rischio alta – Valenza abitudini di investimento.
L'intermediario ex art. 21 del d.lgs. 58/98 deve comportarsi con diligenza, correttezza e professionalità nella cura del cliente sia nella fase che precede la stipulazione del contratto d'intermediazione finanziaria che in quella di esecuzione dello stesso. Deve acquisire preliminarmente le informazioni necessarie sulla situazione finanziaria del cliente per poter poi adeguare ad essa la sua operatività. Dopo la stipulazione del contratto quadro i doveri d'informazione dell'intermediario sono finalizzati alla corretta esecuzione del contratto ed hanno un contenuto sia positivo – comunicare per iscritto situazioni di conflitto di interesse ed inadeguatezza, tenendosi informato sulla situazione del cliente – che negativi – non consigliare o non effettuare operazioni inadeguate alla situazione finanziaria del cliente. (Barbara Puschiasis) (riproduzione riservata)

La violazione da parte dell'intermediario degli obblighi informativi di cui all'art. 21 d.lgs. 58/98 comporta un illecito contrattuale con conseguente condanna al risarcimento del danno. In caso di conflitto di interesse e operazioni inadeguate il nesso di causalità tra il comportamento dell'intermediario ed il danno subito è in re ipsa poiché il legislatore ha stabilito che può essere data attuazione all'ordine di investimento solo in pendenza di determinate condizioni non ricorrendo le quali lo stesso ha l'obbligo di astenersi. Il danno subito dal cliente è costituito dalla somma impegnata per l'investimento rivalutata alla data della sentenza oltre agli interessi legali dal dì della domanda al saldo. (Barbara Puschiasis) (riproduzione riservata)

L'art. 29 regolamento Consob 11522/98 è norma imperativa e di ordine pubblico e pertanto l'intermediario può eseguire un'operazione non adeguata solo in caso di acquisizione di precisa disposizione scritta in cui si fa riferimento alle avvertenze ricevute. L'investimento di quasi il 25% del patrimonio in obbligazioni Lehman undici giorni prima del default non può considerarsi adeguato al profilo finanziario di una cliente retail che in passato aveva investito in strumenti finanziari rischiosi accettando una perdita alta, diversificando i suoi investimenti, parcellizzando così il rischio. (Barbara Puschiasis) (riproduzione riservata) Appello Trieste, 18/12/2014.


Intermediazione finanziaria - Onere della prova - Importanza e gravità dell'inadempimento - Danno e nesso di causalità - Valutazione dell'incidenza del rischio sul portafoglio complessivo e della diversificazione degli investimenti.
La ritenuta inadempienza dell'intermediario agli obblighi di informazione non è di per sé presupposto sufficiente per l'accoglimento della domanda di risoluzione del contratto, la quale presuppone la prova dell'importanza e della gravità dell'inadempimento, con conseguente onere dell'investitore di allegare non soltanto l'inadempimento dell'intermediario alle obbligazioni scaturenti dal contratto di negoziazione, dal TUF e dalla normativa secondaria, ma anche di fornire, anche sulla base di presunzioni, la prova del danno e del nesso di causalità fra questo e l'inadempimento. (Nel caso di specie, il Tribunale, in ordine alla prova del nesso di causalità, ha fondato la propria decisione sul carattere marginale del rischio assunto dagli investitori, comparando l'entità dell'investimento contestato con quella del loro portafoglio, rilevandone una incidenza contenuta ed un rischio che poteva essere sopportato in vista di un profittevole rendimento. Sempre con riferimento a questo aspetto, il Tribunale ha ritenuto che, sulla base di una valutazione ex ante, gli investitori avrebbero ugualmente espresso il proprio consenso al compimento dell'operazione e ciò anche nel caso in cui fossero state fornite loro tutte le informazioni cui l'intermediario era tenuto, in quanto, all'epoca dell'acquisto, il rischio dell'operazione appariva compatibile con le finalità degli investitori, nell'ottica di una ragionevole differenziazione degli investimenti del loro patrimonio mobiliare). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 14/10/2014.


La dichiarazione resa dal cliente su modulo predisposto dalla banca sulla consapevolezza circa l'inadeguatezza dell'operazione non costituisce dichiarazione confessoria. Operazione finanziaria - Dichiarazione resa su modulo prestampato dalla banca - Contenuto - "Operazione non adeguata" - Valore confessorio - Esclusione - Prova dell'adempimento degli obblighi informativi da parte della banca - Insufficienza.
In tema di prova civile, la dichiarazione resa dal cliente, su modulo predisposto dalla banca e da lui sottoscritto, in ordine alla propria consapevolezza circa la natura di "operazione non adeguata" rispetto al suo profilo d'investitore dell'investimento effettuato dalla banca, non costituisce dichiarazione confessoria, né è sufficiente a far ritenere dimostrato, da parte dell'intermediario, l'adempimento degli obblighi informativi imposti dall'art. 29 del regolamento CONSOB. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 25/09/2014.


Diritto del cliente di modificare il profilo di rischio e negoziazione di obbligazioni Lehman Brothers nel luglio del 2008 a fronte di un profilo di rischio con protezione del capitale. Obbligazioni Lehman Brothers – Profilo rischio cliente – Riduzione profilo di rischio – Profilo conservativo – Prevedibilità del default nel luglio 2008 – Grave inadempimento – Risoluzione del contratto quadro – Accoglimento..
Poiché è diritto del cliente modificare il proprio profilo di rischio, l'intermediario deve tener conto dell'ultimo profilo di rischio dichiarato. (Luciano Fanti) (riproduzione riservata)

Con un profilo di rischio prudenziale caratterizzato dalla "protezione del capitale" la vendita di obbligazioni Lehman Brothers effettuata nel mese di luglio 2008 deve considerarsi inadeguata. (Luciano Fanti) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 04/06/2014.


Raccomandazione personalizzata di contratto di swap e obblighi informativi dell'intermediario. Intermediazione finanziaria - Prestazione di raccomandazioni personalizzate - Applicazione degli obblighi previsti per il servizio di consulenza - Adeguatezza dell'operazione.

Raccomandazione di una determinata operazione finanziaria - Servizio di consulenza - Obbligo dell'intermediario di dotarsi di procedure idonee a valutare l'adeguatezza dell'operazione con riferimento alle reali necessità dei clienti - Obbligo di suggerire prodotti idonei sotto il profilo dell'efficienza e dell'efficacia - Fattispecie in tema di contratto di swap destinato a controbilanciare il rischio correlato al tasso di indebitamento.

Raccomandazione personalizzata di contratto di swap - Conflitto di interessi - Obblighi informativi relativi alla specifica operazione raccomandata..
La prestazione al cliente di una raccomandazione personalizzata comporta l'applicazione degli obblighi fondamentali previsti a carico dell'intermediario per il servizio di consulenza, tra i quali la regola dell'adeguatezza contenuta negli articoli 39 seguenti del regolamento Consob 16190 del 29 ottobre 2007. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'intermediario che raccomandi al cliente una determinata operazione finanziaria deve dimostrare di essere dotato di procedure idonee a valutare l'adeguatezza dell'operazione raccomandata con riguardo alle reali necessità dei clienti ed a suggerire i prodotti più idonei sotto il profilo dell'efficienza e dell'efficacia, tenuto anche conto del costo delle opportunità alternative. Nell'ipotesi di contratto di swap (nel caso di specie rivelatosi inadeguato allo scopo) destinato a controbilanciare il rischio correlato al tasso di indebitamento bancario, l'intermediario deve, altresì, fornire spiegazioni in ordine al motivo per il quale non ha suggerito al cliente di utilizzare una struttura meno complessa, con rischi bidirezionali, o comunque di avvicinare maggiormente il nozionale all'effettivo rendimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La banca che raccomandi al cliente la stipula di un contratto di swap negoziato al di fuori dei mercati regolamentati e costruito dallo stesso intermediario, il quale si trova, pertanto, in situazione di conflitto di interessi, ha l'obbligo di illustrare al cliente i rischi relativi allo specifico prodotto ovvero: i) scomporre il prodotto complesso nelle componenti elementari che giustificano l'esborso finanziario sostenuto dal cliente per l'assunzione della posizione, con la quantificazione del fair value di ciascuna delle componenti derivative e dello strumento nel suo complesso; ii) in presenza di strutture complesse produrre le risultanze di analisi di scenario di rendimenti da condursi mediante simulazioni effettuate secondo metodologia oggettive; iii) porre a confronto il prodotto con altri analoghi semplici, noti, liquidi, basso rischio e di analoga durata e, ove esistenti, con prodotti succedanei di larga diffusione e di adeguata liquidità, in modo da consentire al cliente di operare una scelta ragionata; iv) esplicitare nel contratto il valore del derivato, gli eventuali costi impliciti, i criteri con cui determinare i costi di recesso o di sostituzione. Occorre poi precisare che, in assenza di informazioni specifiche sul profilo di rischio del prodotto, ricostruito attraverso il ricorso a scenari probabilistici e senza informazioni sul valore del marke to market alla data di stipulazione, l'investitore non è in grado di formulare un giudizio di convenienza economica del derivato in termini di costo/rischio/beneficio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13/02/2014.


Contratti di investimento – Art. 29, reg. Consob n. 11522/2008 – Criteri per la valutazione dell'adeguatezza e requisiti di forma della relativa clausola..
La valutazione di adeguatezza o meno di un'operazione deve essere condotta sulla scorta di tutti i criteri indicati dall'art. 29. Qualora l'operazione si presenti inadeguata, ciascuna delle ragioni di inadeguatezza deve essere specificamente posta all'attenzione dell'investitore e dettagliatamente illustrata. (Gaia Matteini) (riproduzione riservata) Appello Palermo, 15/03/2013.


Doveri informativi dell'intermediario - Censura di inadeguatezza dell'operazione - Indicazione specifica del profilo di inadeguatezza - Necessità..
È generica ed inaccoglibile la doglianza in merito alla violazione delle norme che prescrivono l'informazione in tema di inadeguatezza dell'operazione di cui all’art. 29 Reg. Consob n. 11522/98 che non contenga l'indicazione del profilo (tipologia, oggetto, frequenza, dimensione) sotto il quale l'operazione è ritenuta inadeguata, con la precisazione che l'onere di allegazione circa i profili di inadeguatezza incombe sull’investitore, mentre incomberà all’intermediario dimostrare di aver assolto alle prescrizioni circa l’avvenuto avvertimento e la ricevuta autorizzazione che dia conto delle avvertenze ricevute. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06/02/2013.


Doveri informativi dell'intermediario - Inadeguatezza dell'operazione - Concorso con la violazione dell'obbligo informativo relativo al prodotto finanziario - Interruzione del nesso causale..
La inadeguatezza dell’operazione resa nota all’investitore, costituisce un’informazione di “rango” superiore ed assorbente rispetto al semplice obbligo informativo relativo al prodotto finanziario e rende per certi versi irrilevante il precedente scambio di informazioni. L’eventuale omissione dell’obbligo informativo “a monte”, a fronte di una operazione qualificata come “inadeguata”, e comunque perfezionatasi su espressa richiesta scritta dell’investitore, è destinata ad interrompere il nesso causale fra il danno manifestatosi nel patrimonio dell’investitore e la condotta omissiva, sotto il profilo “informativo” contestabile all’Intermediario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06/02/2013.


Investimenti in valori mobiliari – Intermediazione finanziaria – Nullità dell’operazione di investimento – Artt. 23, 24, 30 d.lgs. 58/1998 (t.u.f.) – Risoluzione per inadempimento da parte della banca – Doveri ex artt. 21 t.u.f. e 27 ss. reg. Consob 11522/1998 – Rifiuto del cliente di fornire dati su esperienza in investimenti in valori mobiliari e su obiettivi di investimento – Valutazione da parte della banca del profilo di investitore – Giudizio di adeguatezza dell’investitore rispetto al grado di rischio – Sostanziale omogeneità del grado di rischio tra investimenti pregressi e quello di cui si contesta la legittimità – Istanza di restituzione del capitale investito e risarcimento del danno subito per effetto della performance negativa delle linee di gestione da parte della banca – Rigetto..
L’estensione dell’obbligo di informazione e l’adeguatezza dell’operazione devono essere rapportate alle caratteristiche soggettive dell’investitore. Il rifiuto del cliente di fornire dati sull’esperienza in investimenti in valori mobiliari e sugli obiettivi di investimento comporta per la banca l’obbligo di attestarsi, nella valutazione del proprio investitore e dell’adeguatezza dell’operazione, sul livello minimo di esperienza e di rischio e su criteri di massima cautela, a meno che, da altri elementi in suo possesso, la banca non ricavi la prova di un diverso profilo di esperienza e di rischio. (Vincenzo Cannarozzo) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 15/11/2012.


Intermediazione finanziaria - Clausole prestampate di contenuto generico - Obblighi informativi di cui agli articoli 21 e 28 del TUF - Assolvimento - Esclusione..
La sottoscrizione di clausole prestampate sugli ordini di negoziazione che abbiano contenuto generico e, come tali, non siano idonee ad informare l'investitore sulla natura e rischiosità dello strumento finanziario trattato, non valgono ad assolvere ai doveri informativi previsti dagli articoli 21 e 28 del TUF (fattispecie in tema di obbligazioni General Motors). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cuneo, 31/05/2012.


Gli interessi dalla data dell'investimento e non della domanda; la sottoscrizione del modulo sulla rischiosità dell'investimento non ha valore confessorio. Intermediazione finanziaria – Bond Argentina – Conferma Corte d’Appello di Genova – Riconoscimento degli interessi dalla data dell’investimento – Correttezza. Dichiarazione dell’inadeguatezza dell’operazione e della rischiosità dell’investimento – Valore confessorio – Esclusione..
La Suprema Corte conferma la decisione della Corte d’Appello di Genova che aveva riconosciuto il diritto degli attori ad ottenere gli interessi a partire dalla data dell’investimento e non dalla data della domanda. Inoltre, rifacendosi ad un orientamento ormai consolidato, la sentenza sostiene che la firma del cliente del modulo predisposto dalla banca sulla rischiosità dell'investimento e della inadeguatezza dello stesso non ha valore confessorio, in quanto è rivolta alla formulazione di un giudizio e non all'affermazione di scienza e verità di un fatto obiettivo. (David Giuseppe Apolloni) (riproduzione riservata.

In tema di prova civile, la dichiarazione resa dal cliente, su modulo predisposto dalla banca e da lui sottoscritto, in ordine alla propria consapevolezza, conseguente alle informazioni ricevute, della rischiosità dell'investimento suggerito e sollecitato dalla banca (nella specie in "bond" argentini) e della inadeguatezza dello stesso rispetto al suo profilo d'investitore, non costituisce dichiarazione confessoria, in quanto è rivolta alla formulazione di un giudizio e non all'affermazione di scienza e verità di un fatto obiettivo. (Massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19/04/2012.


Diritto bancario – Obblighi informativi della banca – Sussistenza – Rifiuto del cliente..
L’eventuale rifiuto del cliente - che deve risultare da atto scritto - di fornire all’intermediario tutte le notizie utili circa la sua esperienza in materia, la sua situazione finanziaria, i suoi obiettivi di investimento e la sua propensione al rischio, non esclude, in ogni caso, l’obbligo dell’intermediario di valutare l’adeguatezza dell’operazione. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10/04/2012.


Diritto bancario – Obblighi informativi della banca – Sussistenza – Rifiuto del cliente – Eccezione..
In tema di obblighi informativi della banca nel caso di acquisto di strumenti finanziari, l’eventuale rifiuto del cliente di fornire all’intermediario tutte le notizie utili cica la sua esperienza in materia, non esclude bensì intensifica l’obbligo informativo in capo all’intermediario, dovendo quest’ultimo assumere prudenzialmente a riferimento una propensione al rischio minima, una scarsa conoscenza degli strumenti finanziari e, di conseguenza, obiettivi di investimento orientati alla conservazione del capitale investito, salvo il caso in cui quelle informazioni sia univocamente desumibili dalle precedenti scelte di investimento e, in generale, dal comportamento in precedenza tenuto dall’investitore. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10/04/2012.


Diritto bancario – Obblighi informativi della banca – Esecuzione pregressa di operazioni su titoli di rischio – Operatore qualificato – Esclusione..
L’esecuzione pregressa di operazioni su titoli di rischio non è di per sé tale da attribuire al cliente caratteristiche personali corrispondenti a quelle dell’operatore qualificato ai sensi della normativa regolamentare Consob. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10/04/2012.


Diritto bancario – Obblighi informativi della banca – Rischiosità dell’investimento – Indici..
L’ingente emissione di obbligazioni a fronte della dichiarazione in bilancio di rilevanti disponibilità liquide, la rilevazione da parte della Centrale Rischi di un’esposizione debitoria superiore a quanto esposto dai bilanci e l’immissione attraverso consociate estere di obbligazioni della società capogruppo - al fine di aggirare i limiti imposti dalla normativa nazionale ex artt. 2410 e ss. - sebbene non siano elementi volti a preconizzare un fallimento, certamente sono significativi di una particolare rischiosità degli investimenti in titoli emessi dalla capo gruppo medesima e, come tali, rilevabili dall’intermediario. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10/04/2012.


Diritto bancario – Servizi di investimento – Obblighi informativi della banca – Inadempimento – Conseguenze..
La mancata esplicitazione delle concrete ragioni che rendono inadeguato un investimento inficia il consenso all’esecuzione di un ordine d’acquisto prestato al cliente, in ragione dell’esistenza di un contesto legislativo che consente all’intermediario di dare ugualmente corso all’operazione soltanto dopo che il cliente sia stato reso compiutamente edotto di tutti i profili di inadeguatezza specificamente ravvisabili sul piano oggettivo e soggettivo. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10/04/2012.


Intermediazione finanziaria - Adeguatezza dell'investimento - Acquisto di prodotti ad alto rischio da parte di soggetto non propenso rischio..
Non può ritenersi adeguato un investimento ad alto rischio da parte di un soggetto che al rischio non è mai stato propenso e che sia stato di recente incoraggiato ad altri investimenti speculativi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 28/03/2012.


Adeguatezza dell'operazione - Violazione da parte dell'intermediario di dare corso all'operazione - Nesso di causalità - Indagine sulla volontà ipotetica dell'investitore - Irrilevanza..
L’accertata violazione del divieto legale di dar corso ad operazioni inadeguate in assenza di specifico avvertimento preclude ogni ulteriore indagine sul nesso causale fra inadempimento e danno. Resta infatti irrilevante la volontà ipotetica dell’investitore in ordine all’incidenza dell’omessa informazione sulla volontà del cliente, al pari del giudizio ipotetico sull’ordine degli eventi che si sarebbero altrimenti verificati, atteso che, una volta riconosciuto che si è in presenza di un divieto legale di agire, l’illecito consiste e si consuma nel semplice fatto di agire in violazione del divieto. Ciò che, infatti, unicamente rileva è che l’intermediario ha posto l’investitore in una situazione di pericolo che il legislatore intendeva prevenire per scongiurare il rischio di un pregiudizio ritenuto insito in quella condotta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 28/03/2012.


Contratti di swap inadeguati alle esigenze del cliente e responsabilità dell'intermediario; ripercussione dell'inadempimento sui vari contratti collegati di rinegoziazione. Intermediazione finanziaria - Contratti derivati - Swap - Doveri di cui all'articolo 21 del TUF - Applicabilità al cliente che abbia sottoscritto la dichiarazione di operatore qualificato.

Intermediazione finanziaria - Contratti derivati - Swap - Doveri di cui all'articolo 21 del TUF - Dovere dell'intermediario di proporre al cliente strumenti finanziari adeguati alle esigenze dallo stesso manifestate - Sussistenza - Adeguatezza dell'investimento di cui art. 29 del reg. Consob - Distinzione.

Intermediazione finanziaria - Contratti derivati - Swap - Collegamento negoziale fra più contratti di rinegoziazione - Inadempimento dell'intermediario - Ripercussione sull'intero rapporto..
L'articolo 21 del TUF dispone che nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento e accessori i soggetti abilitati debbano comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, per servire al meglio gli interessi dei clienti e per l'integrità dei mercati; l'interesse del cliente deve, quindi, sempre costituire il punto di riferimento dell'attività professionale espletata dall'intermediario finanziario e ciò anche quando il cliente abbia sottoscritto la dichiarazione autoreferenziale di operatore qualificato prevista dall'articolo 31 del reg. Consob. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

I doveri di diligenza, correttezza, trasparenza e di informazione prescritti dall'articolo 21 del TUF nell'interesse dei clienti e della integrità dei mercati impongono all'intermediario il dovere di proporre strumenti finanziari adeguati alle esigenze che il cliente abbia opportunamente manifestato e ciò anche nell'ipotesi in cui questi abbia sottoscritto la dichiarazione di operatore qualificato prevista dall'articolo 31 del reg. Consob. In proposito, va precisato che la nozione di "adeguatezza" alle esigenze del cliente dello strumento proposto discende direttamente dagli obblighi prescritti dal citato articolo 21 del TUF e differisce dalla valutazione di adeguatezza dell'investimento rispetto al profilo di rischio dell'investitore prevista dall'art. 29 del reg. Consob. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In virtù del collegamento negoziale esistente tra più contratti in derivati finanziari ove i successivi costituiscono la rinegoziazione dei precedenti, si deve ritenere che l'inadempimento dell'intermediario ai doveri prescritti dall'articolo 21 del TUF si ripercuota sull'intero rapporto intercorso con il cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23/03/2012.


Mancanza di elementi dai quali desumere l'elevata rischiosità degli strumenti finanziari e doveri informativi dell'intermediario. Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Argentine – Controversie (in materia di ) – Violazione obbligo di informazione al cliente – Non sussistenza – Onere probatorio. .
In tema di controversie in materia di intermediazione finanziaria, con riguardo all’acquisto di obbligazioni argentine, non sussiste violazione dell’obbligo di informazione al cliente incombente in capo all’intermediario, quando nel corso dell’istruttoria emerga che la Banca non disponeva di dati particolari dai quali potesse desumere una elevata rischiosità dei titoli in questione con conseguente onere probatorio in capo al cliente/investitore attore di allegare e provare il nesso causale tra l’asserita carenza di informazione ed il danno, e cioè di asserire e dimostrare che il medesimo, se fosse stato correttamente informato dalla banca, non si sarebbe indotto all’acquisto delle obbligazioni argentine. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 14/02/2012.


La propensione al rischio espressa dall'investitore deve essere valutata in maniera diversa per ogni singola operazione. Intermediazione finanziaria - Adeguatezza dell'operazione - Propensione al rischio manifestata dall'investitore - Rilevanza con riferimento ad ogni singolo operazione - Precedente acquisto di titoli speculativi - Irrilevanza..
Ai fini della valutazione di inadeguatezza dell'operazione, la propensione al rischio manifestata dall'investitore deve essere tenuta in considerazione con riferimento ad ogni singola operazione, così che diviene irrilevante la circostanza che in passato l'investitore abbia acquistato titoli speculativi, dovendosi ritenere che lo stesso abbia la possibilità di determinarsi in maniera diversa rispetto ad ogni singola operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Gorizia, 18/10/2011.


Intermediazione finanziaria – Operazione non adeguata – dicitura prestampata contenuta nell'ordine di acquisto..
La dicitura “operazione inadeguata – titolo a rischio” contenuta nell’ordine di acquisto non è idonea a dimostrare l’assolvimento, da parte dell’intermediario, degli obblighi informativi di cui agli artt. 21 Tuf e 26,28 Reg. Consob 11522/98. (Lorenzo Grassano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 26/09/2011.


Applicazione di commissioni implicite, dovere di trasparenza e adeguatezza dell'operazione. Intermediazione finanziaria - Previsione contrattuale di commissioni implicite - Applicazione al cliente di condizioni meno favorevoli di quelle ottenute dall'intermediario sul mercato - Legittimità - Obbligo di informazione del cliente - Dovere di trasparenza dell'intermediario - Rilevanza sotto il profilo dell'adeguatezza dell'operazione.

Intermediazione finanziaria - Adeguatezza dell'operazione - Valutazione sulla base delle informazioni assunte ai sensi dell'articolo 28 del regolamento Consob 11 522 del 1998 e di ogni altra informazione disponibile.

Intermediazione finanziaria - Conflitto di interessi - Operazioni inadeguate - Violazione dell'obbligo di astensione - Nesso di causalità in re ipsa - Onere della prova - Inversione..
La previsione contrattuale di commissioni implicite (rappresentate dal margine lordo dell'operazione a favore della banca, derivante dall'applicazione al cliente di condizioni contrattuali meno favorevoli di quelle che la banca spunta sul mercato per ricoprire con operazioni di segno contrario il rischio finanziario assunto in rapporto all'operazione posta in essere con l'impresa cliente, che remunera anche il rischio creditizio - o di controparte - che la banca assume nei confronti della stessa, oltre ai veri e propri costi operativi) non determina necessariamente la patologia dell'operazione a danno del cliente, ma può essere valutata come segno di carenza di trasparenza nel comportamento dell'intermediario, valutabile nel contesto della mancanza di adeguatezza dell'operazione o sotto il profilo dell'esistenza di un conflitto di interessi. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata)

L'adeguatezza della operazione al profilo del cliente va valutata sulla base delle informazioni assunte ai sensi dell'art. 28 del reg. Consob 11522/98 e "di ogni altra informazione disponibile in relazione ai servizi prestati"; l'intermediario deve quindi tener conto sia delle caratteristiche soggettive dell'investitore, che delle caratteristiche oggettive dell'operazione e formulare il giudizio di adeguatezza mettendo in rapporto le une con le altre. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata)

Allorché l'intermediario abbia violato l'obbligo di astensione, come nel caso di conflitto di interessi o di operazioni inadeguate, il nesso di causalità deve ritenersi in re ipsa; si deve infatti presumere che, se adeguatamente informato nel rispetto della normativa di "protezione" dettata a sua tutela, l'investitore avrebbe desistito dall'investimento e la violazione dei doveri di diligenza richiesti dalla legge all'intermediario abilitato sposta l'onere di provare il contrario sull'istituto di credito convenuto, che ha colposamente omesso di raccogliere le informazioni necessarie e di considerare la rischiosità dell'operazione, segnalandola alla cliente. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 01/07/2011.


Intermediazione finanziaria - Adeguatezza dell'operazione - Valutazione sulla base delle informazioni assunte ai sensi dell'articolo 28 del regolamento Consob 11 522 del 1998 e di ogni altra informazione disponibile..
L'adeguatezza della operazione al profilo del cliente va valutata sulla base delle informazioni assunte ai sensi dell'art. 28 del reg. Consob 11522/98 e "di ogni altra informazione disponibile in relazione ai servizi prestati"; l'intermediario deve quindi tener conto sia delle caratteristiche soggettive dell'investitore, che delle caratteristiche oggettive dell'operazione e formulare il giudizio di adeguatezza mettendo in rapporto le une con le altre. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 01/07/2011.


Intermediazione finanziaria - Profilo di rischio dell'investitore - Atteggiamento propositivo e ricerca di titoli ad alto rendimento - Deduzione di un elevato profilo di rischio - Insufficienza..
La circostanza che l'investitore, nei rapporti con l'intermediario, si sia dimostrato particolarmente propositivo nell'acquisto di titoli ad alto rendimento non è sufficiente a dedurne un elevato profilo di rischio ed una specifica esperienza in strumenti finanziari. (Paola Pontanari) (riproduzione riservata) Appello Milano, 26/05/2011.


Inadeguatezza dell'operazione - Avvertimento generico che non faccia riferimento a specifici profili di inadeguatezza - Contestazione del dovere informativo dell'intermediario - Onere dell'investitore di contestare l'adeguatezza dell'operazione sotto tutti i profili..
Qualora l'avvertimento dell'intermediario relativo alla inadeguatezza dell'operazione sia generico e non faccia riferimento a specifici profili (tipologia, oggetto, frequenza, dimensione), l'investitore che intenda contestare la violazione del dovere informativo in questione, ha l'onere di contestare l'inadeguatezza dell'operazione sono tutti i profili. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 25/05/2011.


Inadeguatezza dell'operazione - Dichiarazione dell'investitore di essere stato avvertito - Dichiarazioni in forma sintetica mediante crocetta - Ammissibilità - Doppia sottoscrizione dell'ordine di negoziazione e della dichiarazione..
La dichiarazione dell'investitore di essere stato avvertito della inadeguatezza dell'operazione può essere reso in forma sintetica anche mediante una crocetta apposta sulla corrispondente casella, tenuto anche conto del fatto che la doppia sottoscrizione (dell'ordine di negoziazione e della dichiarazione di inadeguatezza) consente comunque di ritenere sufficientemente richiamata l'attenzione dell'investitore, analogamente a quanto avviene nelle ipotesi previste dagli articoli 1342 e 1341, comma due, c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 25/05/2011.


Operazione inadeguata, contenuto dell’informazione e onere della prova. Diritto finanziazio - Obbligazioni Cirio - Investitore non speculativo - Obbligo di informazione specifica - Clausola di non adeguatezza - Irrilevanza..
Le ragioni di inopportunità e inadeguatezza  di cui all'art. 29 del Reg. Consob n. 11522/98 non possono essere sufficientemente chiarite sottoponendo al cliente un testo prestampato, non evidenziato graficamente nè personalizzato nella modulistica, ove sia definiti inadeguata “... l'operatività oggetto di incarico ... sulla base delle informazioni in possesso sul conto dei clienti ... con riferimento agli investimenti effettuati”; l'intermediario cui incombe l’onere di provare l'assolvimento degli obblighi informativi deve dimostrare di avere rappresentato al cliente le ragioni dell'inadeguatezza, illustrando tutte quelle caratteristiche del prodotto. (Lorenzo Grassano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20/05/2011.


Mercati Finanziari – Adeguatezza dell’informazione – Criteri – Esclusione..
In considerazione del fatto che l’adeguatezza e l’informazione operano su piani diversi, e che la valutazione sulla prima deve essere rinnovata in occasione di ogni investimento – potendo essere mutato il profilo di rischi dell’investitore – non può ritenersi adeguato un acquisto di strumenti finanziari per il solo fatto che il cliente abbia “capito i rischi” in ragione di precedenti ed analoghe operazioni di acquisto. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 16/02/2011.


Mercati Finanziari – Acquisto di strumenti finanziari – Art. 29, I comma, del Reg. Consob – Inadeguatezza – Disciplina..
Poiché ogni operazione di acquisto di strumenti finanziari, a norma dell’art. 29, I comma, del Reg. Consob, può essere inadeguata per tipologia, per oggetto e per dimensione, ognuna delle cause per le quali l’operazione medesima può stimarsi, appunto, inadeguata, deve essere specificamente posta all’attenzione dell’investitore e spiegata nel suo contenuto, onde porre l’investitore nella condizione di valutare al meglio l’opportunità di procedere o meno all’investimento. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 16/02/2011.


Inadeguatezza dell’operazione – Sottoscrizione del cliente di avvertenza posta sull’ordine di acquisto di inadeguatezza dell’operazione senza ulteriori indicazioni – Irrilevanza.

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Poiché, in caso di operazione inadeguata, la banca ha l’obbligo di informare il risparmiatore della inadeguatezza dell’operazione e «delle ragioni per cui non è opportuno procedere alla sua esecuzione» (art. 29 Reg. CONSOB n. 11522/98), è del tutto inidonea, in quanto generica, l’indicazione apposta sull’ordine di acquisto, sottoscritta dalla cliente, del seguente tenore: «ho/abbiamo preso atto che a Vostro avviso l’ordine non è adeguato alle indicazioni da me/noi forniteVi sulla mia/nostra situazione finanziaria e sugli obbiettivi perseguiti e tuttavia Vi autorizzo/iamo ad eseguirlo». (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Tribunale Piacenza, 30/11/2010.


Inadeguatezza dell'operazione e informazione generica non riferita allo specifico strumento. Intermediazione finanziaria – Inadeguatezza dell'operazione – Informazione resa in termini generici o ipotetici – Specifico riferimento ai singoli strumenti finanziari – Necessità..
Non assolve all'onere imposto all'intermediario dall'articolo 29 del reg. Consob 11522 del 1998 l'informazione relativa alla inadeguatezza dell'operazione espressa in termini generici o meramente ipotetici che non fornisca specifiche indicazioni in ordine ai singoli strumenti finanziari oggetto di negoziazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 02/11/2010.


Servizi di investimento mobiliare - Obblighi della banca - Informazione adeguata alla situazione finanziaria del cliente - Necessità - Operazioni non adeguate - Ordine scritto - Necessità - Precedenti investimenti in titoli finanziari - Rilevanza - Esclusione.
In tema di servizi di investimento, la banca intermediaria, ai sensi dell'art. 29, comma 3, della Delibera Consob del 1 luglio 1998 n. 11522) applicabile "ratione temporis", prima di dare attuazione ad un ordine, ancorché scritto, ha l'obbligo di fornire all'investitore un'informazione adeguata in concreto, tale cioè da soddisfare le specifiche esigenze del singolo rapporto, in relazione alle caratteristiche personali e alla situazione finanziaria del cliente, e, a fronte di un'operazione non adeguata, può darvi corso soltanto a seguito di un ordine impartito per iscritto dall'investitore in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute. All'operatività di questa regola non è di ostacolo il fatto che il cliente abitualmente investa in titoli finanziari, perché ciò non basta a renderlo investitore qualificato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29/10/2010.


Intermediazione finanziaria – Operazione non adeguata – Offering circulars – Clientela retail..
In presenza di un offering circular che definisca le obbligazioni emesse dalla Repubblica Argentina come “adatte ad investitori speculativi in grado di valutare e sostenere rischi speciali” sono inadeguate le operazioni di investimento effettuate dalla clientela retail, risultando irrilevante il pregresso acquisto di titoli ad alto rischio emessi da altri paesi emergenti. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 13/10/2010.


Intermediazione finanziaria – Operazione non adeguata – Forma scritta..
La dichiarazione con la quale gli investitori dichiarino “in base ai nostri obiettivi di investimento e alle risorse finanziarie a nostra disposizione riteniamo tali investimenti pienamente adeguati” non dimostra l’adempimento della banca al dovere di astenersi dal dare esecuzione ad operazioni non adeguate e di aver quindi sconsigliato l’operazione al cliente. La non adeguatezza delle operazioni di investimento deve essere segnalata per iscritto con l’indicazione specifica delle ragioni per le quali l’operazione non è ritenuta adeguata. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 13/10/2010.


Cliente con dimestichezza dei mercati finanziari e omesse indicazioni delle specifiche ragioni di inadeguatezza dell'operazione. Intermediazione finanziaria - Investitore munito di discreta conoscenza in materia di investimenti - Operazione inadeguata - Omessa indicazione specifica delle ragioni dell'inadeguatezza - Inadempienza dell'intermediario - Non sussiste..
Qualora il cliente, mediante il compimento di frequenti operazioni sui mercati finanziari dia prova di avere una discreta conoscenza in materia di investimenti, non può ritenersi inadempiente ai propri obblighi informativi l'intermediario che segnali come inadeguata un'operazione senza, però, indicare le specifiche ragioni di tale inadeguatezza (fattispecie in tema di obbligazioni argentine acquistate da investitore non classificabile quale operatore qualificato). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 06/10/2010.


Mercati finanziari – Acquisto di strumenti finanziari – Adeguatezza dell’operazione – Contenuto. .
La valutazione circa l’adeguatezza dell’operazione costituisce un quid pluris rispetto al generale obbligo informativo di cui all’art. 28, II comma, regolamento Consob e, per tale ragione, deve essere più penetrante e raggiungere in modo più incisivo la sfera cognitiva del cliente. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 20/05/2010.


Mercati finanziari – Acquisto di strumenti finanziari – Rifiuto del cliente di fornire informazioni – Obbligo di valutazione e di eventuale disincentivazione – Sussistenza..
L’obbligo di valutazione e di eventuale disincentivazione dall’investimento non viene meno nell’ipotesi di rifiuto del cliente di fornire informazioni circa la propensione al rischio e la situazione finanziaria. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 20/05/2010.


Intermediazione finanziaria - Obbligazioni Lehman Brothers - Titolo a basso rischio basso rendimento fino al 15 dicembre 2008 - Composizione del portafoglio con titoli di Stato, fondi comuni e titoli azionari - Adeguatezza..
L'acquisto di obbligazioni Lehman Brothers, strumento finanziario che - sino al 15 settembre 2008 - i dati a disposizione delle banche permettevano di considerare come titolo a basso rischio e a basso rendimento, deve essere valutato come adeguato ad un portafoglio diversificato contenente titoli di stato, quote di fondi comuni e titoli azionari. (Claudio Trenti e Claudio Maradei) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 18/05/2010.


Operatore qualificato – Dichiarazione del legale rappresentante ex art. 31 reg. Consob 11522/1998 – Onere dell’intermediario di valutare con diligenza le informazioni in suo possesso e l’operatività del cliente – Sussistenza – Valutazione dell’adeguatezza dell’operazione – Necessità. .
La dichiarazione, sottoscritta dal legale rappresentante di società ai sensi dell’art. 31 del reg. Consob n. 11522 del 1998, in ordine alla competenza ed esperienza richieste in materia di operazioni in valori mobiliari non esonera l’intermediario diligente dal tenere in debito conto le informazioni in suo possesso e dal verificare in concreto l’adeguatezza delle operazioni poste in essere dal cliente, dovendo sempre confrontarsi tale adeguatezza con la concreta operatività del cliente stesso. (Nel caso di specie, la società ha dimostrato di non avere in realtà competenza ed esperienza tale da potersi definire operatore qualificato e che tale condizione era a conoscenza dell’intermediario che l’avrebbe potuta ricavare dalla documentazione in suo possesso). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 13/04/2010.


Grey market e compravendita di cosa futura. Negoziazione al grey market – Compravendita di cosa futura – Validità – Sussistenza.

Adeguatezza dell’informazione – Consapevolezza dell’investitore – Necessità – Informazione generica sull’inadeguatezza dell’operazione – Contraddittorietà..
Il fatto che la negoziazione di obbligazioni sia avvenuta prima che il titolo acquistato sia stato pagato all’emittente (cd. grey market) non rende invalida l’operazione, trattandosi di compravendita di cosa futura di per sé lecita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il rischio derivante da una operazione finanziaria può essere addossato all’investitore solo nel caso in cui questi ne abbia compreso la portata e sia stato quindi adeguatamente informato. In proposito, va tenuto presente che non è sufficiente l’avvertenza che si limiti fare generico riferimento all’inadeguatezza dell’operazione rispetto alle informazioni fornite, specialmente qualora emerga in modo evidente che l’investitore non ha fornito informazione alcuna e la pregressa operatività attesti la mancata conoscenza degli strumenti oggetto dell’operazione contestata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 20/01/2010.


Livello di rischio medio e perdita dell’investimento. Profilo di rischio – Indicazione di livello medio – Intenti speculativi – Esclusione – Accettazione del rischio di perdita dell’investimento – Esclusione. (06/05/2010).
L’indicazione, nell’ambito del profilo di rischio, di una “media” propensione al rischio non è assolutamente indicativa di intenti fortemente speculativi né può essere interpretata come accettazione del rischio di perdita dell’investimento. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa, 17/11/2009.


Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Lehman Brothers – Valutazione di rating – Rilevanza – Inesistenza di valutazioni negative relativi al titolo – Inadeguatezza dell’operazione – Esclusione..
Il mantenimento da parte delle agenzie di rating di una valutazione di categoria “A” fino a poco prima della dichiarazione di fallimento dell’emittente le obbligazioni (nella specie Lehman Brothers) esclude che il mercato finanziario e quindi l’intermediario possano aver avuto sentore dell’imminente default. Il rating sopra indicato, unitamente al tasso di interesse pagato dall’emittente, di poco superiore a quello dei titoli di stato italiani, consentono di ritenere che la tipologia delle obbligazioni emesse da Lehman Brothers fosse compatibile con un portafoglio caratterizzato dalla presenza di altri titoli obbligazionari classificati in analoga categoria di rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 05/11/2009.


Intermediazione finanziaria – Disinvestimento e reinvestimento – Natura speculativa dell’operazione – Sussistenza..
Costituisce investimento non conservativo, ma apprezzabilmente speculativo, l'acquisto di obbligazioni della Provincia di Buenos Aires effettuato con il ricavato del disinvestimento in obbligazioni Argentina già in portafoglio dell'investitore, dato il livello di rischio di entrambi gli strumenti finanziari al momento dell'operazione. (dm) Tribunale Milano, 28/09/2009.


Alta propensione al rischio e doveri informativi. Intermediazione finanziaria – Alta propensione al rischio del cliente – Inadeguatezza dell’operazione – Obblighi informativi – Sussistenza..
Il fatto che il cliente abbia dichiarato di possedere un’alta propensione al rischio non esonera la banca dal dare l’avvertimento di cui all’art. 29 reg. Consob n. 11522/98 relativo alla inadeguatezza dell’operazione, posto che l’esenzione dagli obblighi informativi ricorre solo nei riguardi degli operatori qualificati. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 08/07/2009.


Intermediazione finanziaria – Informazioni relative alle specifiche caratteristiche del titolo negoziato ed all’adeguatezza dell’operazione – Necessità – Conoscenze in possesso dell’investitore – Pregressa operatività – Irrilevanza..
L’intermediario deve informare l’investitore delle caratteristiche del singolo strumento finanziario, del rischio ad esso connesso e dell’adeguatezza dell’operazione e ciò a prescindere dalle effettive conoscenze in possesso dell’investitore e da quanto avvenuto in occasione di precedenti operazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 31/03/2009.


Intermediazione finanziaria – Contratto di acquisto di obbligazioni Argentina – Avviso al cliente della inadeguatezza dell’operazione finanziaria ex art. 29 del regolamento CONSOB n 11522 del 1° luglio 1998 – Clausola di stile – Esclusione..
Non può ritenersi clausola di stile la sottoscrizione da parte dell’investitore di dicitura, connotata da netta evidenziazione grafica, contenente l’avviso della banca secondo cui l’ordine di acquisto di strumento finanziario (nel caso di specie obbligazioni argentine) non era adeguato alle indicazioni fornite dal cliente sulla sua situazione finanziaria e sui suoi obiettivi perseguiti. (mb) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 19/02/2009.


Intermediazione finanziaria – Operazione inadeguata – Divieto legale di agire – Situazione di pericolo – Indagine sul nesso di causalità – Irrilevanza..
L’accertata violazione del divieto legale di dar corso ad operazioni inadeguate in assenza di specifico avvertimento preclude ogni ulteriore indagine sul nesso causale fra inadempimento e danno. Resta infatti irrilevante la volontà ipotetica dell’investitore in ordine all’incidenza dell’omessa informazione sulla volontà del cliente, al pari del giudizio ipotetico sull’ordine degli eventi che si sarebbero altrimenti verificati, atteso che una volta riconosciuto che si è in presenza di un divieto legale di agire, l’illecito consiste e si consuma nel semplice fatto di agire in violazione del divieto. Ciò che infatti unicamente rileva è che l’intermediario ha posto l’investitore in una situazione di pericolo che il legislatore intendeva prevenire per scongiurare il rischio di un pregiudizio ritenuto insito in quella condotta. (fb) Tribunale Milano, 18/02/2009.


Banche – Intermediazione finanziaria – Operazione non adeguata – Ragioni non adeguatezza. .
L’intermediario è tenuto a comunicare per iscritto al cliente la non adeguatezza delle operazioni di investimento e le ragioni per cui non è opportuno procedere alla loro esecuzione. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 17/02/2009.


Adeguatezza dell’operazione – Valutazione – Pregressa sporadica operatività in titolo di maggior rischio – Irrilevanza – Mutamento della strategia di investimento e del coefficiente di rischio del portafoglio – Rilevanza..
Nella valutazione della adeguatezza dell’operazione, non rileva tanto il fatto che l’investitore abbia in precedenza effettuato sporadiche operazioni in titoli azionari, quanto il tipo di investimenti che lo stesso era solito effettuare e la valutazione se l’acquisto di un titolo particolarmente rischioso (nella specie obbligazioni Cirio) si configuri come una vera e propria svolta nella strategia personale di investimento e conversione di un portafoglio sicuro in uno ad altissimo rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 27/11/2008.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Aggiornamento del profilo di rischio del cliente – Mutamento della normativa - Necessità..
La valutazione di adeguatezza di cui all’art. 29 reg. Consob n. 11522/98 presuppone che l’intermediario abbia a disposizione informazioni aggiornate sul profilo di rischio del cliente ed ha, quindi, l’obbligo, in presenza di nuovi acquisti, di aggiornare le informazioni, tanto più nel caso in cui la normativa di settore sia nel frattempo cambiata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 20/11/2008.


Intermediazione finanziaria – Obbligo di fornire informazioni adeguate sui rischi della specifica operazione – Documento sui rischi generali di investimento prescritto da normativa non più in vigore al momento della negoziazione – Conseguenze..
La necessità di fornire “informazioni adeguate sulla natura, sui rischi e sulle implicazioni della specifica operazione o del servizio”, prescritta dell’art. 28 reg. Consob 11522/98, assume particolare rilievo nei casi in cui l’unico documento sui rischi generali degli investimenti consegnato all’investitore sia quello previsto dalla normativa in vigore all’epoca della conclusione del contratto quadro e non quello previsto da quella, nel frattempo mutata, vigente al momento dell’ordine di negoziazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 20/11/2008.


Intermediazione finanziaria – Correlazione tra rischio e redditività dell’investimento – Consapevolezza dell’investitore – Fattispecie..
La correlazione fra rischio e redditività dell’investimento in strumenti finanziari è un elemento di valutazione utile al fine di valutare la concreta consapevolezza dell’investitore del reale livello di rischio relativo allo strumento negoziato (Nel caso di specie, l’elemento in questione è stato ritenuto rilevante in considerazione del fatto che l’investitore era un avvocato che aveva una esperienza per avere in precedenza effettuato operazioni in titoli azionari). (Nunzio Salice) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 08/11/2008.


Obblighi informativi contrattuali e attività di consulenza. Intermediazione finanziaria – Oggetto del contratto di negoziazione – Attività informativa circa l’inadeguatezza dell’operazione – Obbligo di consulenza per tutto lo svolgimento del rapporto – Sussistenza – Avvertimento dell’aggravamento del rischio – Necessità..
Qualora il contratto di negoziazione e trasmissione ordini preveda che l’intermediario sia tenuto alla prestazione di un’attività informativa circa l’adeguatezza dell’operazione, l’impegno assunto dall’intermediario è di vera e propria consulenza per tutto lo svolgimento del rapporto e quindi anche nel periodo successivo all’acquisto dei titoli, con conseguente obbligo di avvertire il cliente dell’aggravamento del rischio (nella specie obbligazioni argentine). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (1) Tribunale Oristano, 23/08/2008.


Adeguatezza dell'operazione e rilevanza di precedenti operazioni in titoli rischiosi. Borsa - Servizi di investimento mobiliare - Obblighi della banca - Informazione adeguata alla situazione finanziaria del cliente - Necessità - Operazioni non adeguate - Ordine scritto - Necessità - Precedente acquisto di altri titoli a rischio - Rilevanza - Esclusione..
In tema di servizi di investimento, la banca intermediaria, prima di effettuare operazioni, ha l'obbligo di fornire all'investitore un'informazione adeguata in concreto, tale cioè da soddisfare le specifiche esigenze del singolo rapporto, in relazione alle caratteristiche personali e alla situazione finanziaria del cliente, e, a fronte di un'operazione non adeguata (nella specie, avente ad oggetto obbligazioni Mexico 10%), può darvi corso soltanto a seguito di un ordine impartito per iscritto dall'investitore in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute. All'operatività di detta regola - applicabile anche quando il servizio fornito dall'intermediario consista nell'esecuzione di ordini - non è di ostacolo il fatto che il cliente abbia in precedenza acquistato un altro titolo a rischio (nella specie, obbligazioni Telecom Argentina), perchè ciò non basta a renderlo operatore qualificato ai sensi della normativa regolamentare dettata dalla Consob. (Fonte: CED – Suprema Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 25/06/2008.


Inadeguatezza dell'operazione e contenuto dell'avvertimento. Intermediazione finanziaria – Operazione inadeguata – Avvertimento dell’intermediario – Contenuto – Specificità – Richiamo alle categoria di inadeguatezza – Necessità..
L’avvertimento all’investitore relativo ad una operazione inadeguata che si presenti eccessivamente generico in quanto non richiama espressamente le categorie di inadeguatezza disciplinate dalla normativa vigente non è tale da porre il cliente in grado di comprendere l’effettiva portata dell’operazione posta in essere e la sua inadeguatezza rispetto al proprio profilo di rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 20/06/2008.


Adeguatezza dell'operazione e contenuto della valutazione. Intermediazione finanziaria – Diligenza professionale dell’intermediario – Adeguatezza dell’operazione – Contenuto del giudizio – Criteri..
In tema di valutazione dell’adeguatezza dell’operazione, il carattere professionale dell’attività esercitata dall’intermediario determina uno standard qualificato di diligenza il cui assolvimento non può riconoscersi per il solo fatto che risulti barrata un’apposita voce contenuta nella modulistica. L’intermediario ha il dovere di esaminare con attenzione l’operazione richiesta, ponderandone i rischi e di valutarne la compatibilità con i profili soggettivi del richiedente. L’intermediario deve compiere attività di indagine, previsione e giudizio, mediante valutazione comparativa delle caratteristiche intrinseche del titolo con l’esperienza, gli obiettivi di investimento, la capacità patrimoniale e finanziaria e la propensione al rischio del richiedente: solo in tal modo è possibile infatti valutare compiutamente l’adeguatezza dell’operazione, secondo la terminologia utilizzata dall’art. 29 del reg. Consob n. 11522/98. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 10/06/2008.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Valutazione discrezionale circa il contenuto degli obblighi informativi – Obbligo dell’intermediario di calibrare tali obblighi in base alla particolarità del rapporto – Sussistenza..
Il concetto di adeguatezza delle informazioni consente valutazioni discrezionali circa il contenuto degli obblighi informativi: l’informazione deve essere elastica, ritagliata sul profilo e sui desideri del cliente, calibrata rispetto alle particolarità del rapporto. Alla luce di questo criterio debbono essere valutate le clausole di stile sovente riportate nei moduli sottoscritti dal cliente al quale deve comunque essere sempre fornita una dettagliata informazione sullo strumento oggetto di negoziazione. (fb) Tribunale Rovigo, 23/04/2008.


Intermediazione finanziaria – Esecuzione di operazione inadeguata – Necessaria autorizzazione scritta del cliente – Violazione – Inadempimento contrattuale – Risarcimento del danno..
L’intermediario può procedere all’esecuzione di una operazione inadeguata solo in presenza di esplicita autorizzazione del cliente e la violazione di tale norma comportamentale importa responsabilità contrattuale per inadempimento con conseguente obbligo di risarcire il danno. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 17/03/2008.


Adeguatezza dell'operazione e rilevanza di acquisti successivi. Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Elementi esistenti alla data dell’ordine – Acquisti successivi – Irrilevanza..
La valutazione dell’adeguatezza dell’operazione deve fondarsi sugli elementi esistenti alla data dell’ordine, non potendo a tal fine avere rilievo gli acquisti effettuati successivamente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 05/03/2008.


Intermediazione finanziaria – Operazioni compiute in tempi diversi – Variazione del profilo di rischio – Valutazione – Necessità..
In ordine alle dimensioni dell’operazione, va affermato il principio per il quale ove vengano impugnate una pluralità di operazioni compiute in un certo arco di tempo, la percentuale di titoli speculativi da considerarsi come base per stabilire l’adeguatezza di ogni successiva operazione non coincide necessariamente con quella esistente precedentemente al primo acquisto ma può variare ed aggiornarsi in relazione alle caratteristiche dei successivi acquisti dell’investitore, il quale può cambiare il suo profilo di rischio nel corso del rapporto di investimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 28/02/2008.


Operazione inadeguata e idoneità dell'avvertenza sull'ordine di negoziazione. Intermediazione finanziaria – Inadeguatezza dell’operazione – Avvertenza con specifica sottoscrizione sull’ordine – Idoneità..
In caso di operazione inadeguata, deve ritenersi idonea, ai fini di quanto prescritto dall’art. 29 reg. Consob n. 11522, l’avvertenza costituita dalla dicitura “non adeguata per tipologia” specificamente sottoscritta dall’investitore sull’ordine di acquisto. (mb) Tribunale Foggia, 13/11/2007.


Operazione inadeguata, requisito di forma e nullità del singolo ordine. Intermediazione finanziaria – Operazione inadeguata – Avvertenza – Requisiti di forma – Violazione – Nullità del singolo contratto di negoziazione – Sussistenza..
Ha natura imperativa la norma di cui all’art. 29 del reg. Consob 11522/98 che prescrive la forma scritta per l’avvertenza relativa all’operazione inadeguata e tale requisito di forma costituisce un elemento intrinseco alla fattispecie negoziale in quanto attiene alla struttura o al contenuto del singolo contratto di negoziazione con la conseguenza che la sua violazione importa nullità del contratto stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 22/10/2007.


Mancata indicazione ragioni non adeguatezza – Conflitto di interessi – Violazione..
La mancata indicazione delle ragioni di non adeguatezza dell’operazione e della portata e dell’estensione del conflitto di interessi comportano un’informazione incompleta ed integrano una violazione degli artt. 28 e 29, 3° co. Reg. Consob. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 19/10/2007.


Inadeguatezza dell'operazione per dimensioni. Intermediazione finanziaria - Acquisto di obbligazioni Cirio ed Argentina - Inadeguatezza dell'operazione per dimensioni - Pregressa operatività in obbligazioni per ingenti importi - Insussistenza..
La banca che abbia avvertito i clienti della inadeguatezza dell'operazione di acquisto di obbligazioni a carattere speculativo (Cirio ed Argentina) in relazione alla loro situazione finanziaria, esperienza in materia di investimenti, propensione al rischio ed obiettivi di investimento non è tenuta ad avvertire i medesimi clienti della inadeguatezza "per dimensioni" qualora gli stessi abbiano in passato investito in obbligazioni per oltre 900 milioni di lire e chiesto informazioni per accedere alla stipula di contratti di "swap domestico". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 11/07/2007.


Doveri informativi dell’intermediario – Violazione – Soggetto con propensione al rischio medio-alta – Risoluzione per inadempimento – Gravità – Nesso di causalità – Esclusione..
Qualora l’investitore abbia dichiarato di possedere una propensione al rischio medio-alta, una discreta esperienza in strumenti finanziari ed un patrimonio di significativa consistenza, è possibile che le inadempienze dell’intermediario in ordine alla carente informazione sulle caratteristiche del titolo e sulla sua denominazione non siano di gravità tale da determinare la risoluzione del contratto e che non risulti quindi provato il nesso di causalità tra omessa informazione e la conclusione del medesimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 27/06/2007.


Contratti in genere – Intermediazione finanziaria – Propensione al rischio – Rifiuto di fornire informazioni – Adeguatezza dell’ordine – Verifica in concreto – Necessità. .
L’assenza di informazioni circa la propensione al rischio del risparmiatore non può certo rendere adeguata qualsiasi operazione, anzi deve vincolare chi propone l’investimento a maggiore cautela e a maggiore diligenza nelle proposte e nell’assolvere gli obblighi informativi in relazione al rischio connesso ad ogni singola operazione, avuto riguardo al profilo concretamente ravvisabile nel cliente. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15/06/2007.


Rendimento dell'obbligazione e valutazione del rischio. Intermediazione finanziaria – Esperienza dell’investitore – Elevato rendimento di titoli obbligazionari – Rischio direttamente correlato – Informazione del documento generale sui rischi di investimento..
Investitori soliti ad operare in prodotti speculativi ad alto rischio quali obbligazioni emesse da paesi emergenti al fine evidente di conseguire rendimenti più elevati di quelli associati ai titoli di stato italiani, non possono con tutta probabilità ignorare il dato di comune esperienza, evidenziato dal documento generale sui rischi di investimento, che a rendimenti progressivamente più elevati si accompagna un maggior rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 02/03/2007.


Obbligazioni argentine e prova dell'intermediario. Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni argentine – Informazioni sulla natura dell’operazione – Prova testimoniale e documentale – Profilo di rischio – Reiezione della domanda..
  Tribunale Busto Arsizio, 13/02/2007.


Intermediazione finanziaria – Rifiuto dell’investitore di fornire informazioni sulla propria propensione al rischio e situazione finanziaria – Obbligo dell’intermediario di valutazione ed eventuale disincentivazione dell’investimento – Sussistenza..
L’obbligo di valutazione e di eventuale disincentivazione dall’investimento non viene meno, né è attenuato nell’ipotesi di rifiuto del cliente di fornire informazioni circa la propensione al rischio e la situazione finanziaria, prima della stipulazione del contratto quadro, come previsto dall’art. 28, reg. CONSOB n. 11522/98. A tale proposito, va ricordato che la CONSOB, pur avendo sottolineato che il regolamento non impone alcuna specifica modalità di assolvimento dell’obbligo, con comunicazione n. 30396 del 21 aprile 2000, ha raccomandato agli intermediari di “non sollecitare in alcun modo il rifiuto dell’investitore di fornire le informazioni richieste”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10/01/2007.


Consapevolezza del rischio e clausole di stile. Intermediazione finanziaria – Doveri di informazione e adeguatezza dell’operazione – Negoziazione di obbligazioni argentine in prossimità del default -Rilevanza della personalità e del profilo culturale dell’investitore – Dichiarazioni di consapevolezza sul rischio – Irrilevanza. .
Eventuali sottoscrizioni circa presunte consapevolezze della rischiosità dell’investimento o il diniego di fornire informazioni sul proprio profilo di rischio non possono ritenersi significativi qualora la personalità ed il livello culturale del soggetto sia manifestamente incompatibile con il tipo di investimento (nella specie obbligazioni argentine acquistate in prossimità del default). Tribunale Prato, 18/12/2006.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Dicitura apposta sull’ordine di acquisto – Genericità dell’informazione – Ammissione di inadeguatezza dell’operazione..
La dicitura “operazione inadeguata” apposta dalla banca sull’ordine di acquisto se da un lato non è idonea, per la sua genericità, a provare l’osservanza degli obblighi informativi posti a carico dell’intermediario ai sensi dell’art. 29, comma 3° Reg. Consob, dall’altro lato costituisce pur sempre un’ammissione da parte della banca dell’inadeguatezza dell’operazione in questione. Tribunale Genova, 03/11/2006.


Operazione inadeguata, natura speculativa del titolo, informazione. Intermediazione finanziaria – Rifiuto dell’investitore di fornire informazioni – Informazione scritta sulla natura rischiosa dell’investimento – Responsabilità dell’intermediario – Esclusione..
Non è censurabile il comportamento dell’intermediario che dia corso all’ordine di acquisto di un titolo di natura speculativa qualora il cliente si sia rifiutato di fornire informazioni sulla propria situazione finanziaria e sia stato debitamente informato per iscritto dell’inadeguatezza dell’operazione e del fatto che il prodotto negoziato non offre alcuna garanzia di mantenere invariato il valore dell’investimento. Tribunale Trani, 28/09/2006.


Intermediazione finanziaria – Profilo di rischio – Valutazione – Acquisti in precedenza effettuati in titoli rischiosi – Indice di propensione al rischio – Esclusione..
L’acquisto da parte dell’investitore di titoli speculativi non è di per sé solo indicativo di esperienza in materia finanziaria e di investimento nonchè della capacità di valutare i rischi specifici delle singole operazioni intraprese soprattutto ove l’attività lavorativa dell’investitore medesimo sia del tutto avulsa dal settore finanziario e borsistico e tra gli acquisti in precedenza effettuati vi siano anche titoli sicuramente affidabili emessi dallo stato italiano e da istituti di credito. Tribunale Vigevano, 07/08/2006.


Adeguatezza dell’operazione – Acquisto mediante conto cointestato – Profilo di rischio del cointestatario..
Deve considerarsi adeguata l’operazione di acquisto di titoli particolarmente rischiosi operato su conto cointestato qualora anche il cointestatario che non ha materialmente impartito l’ordine di negoziazione sia aduso ad operazioni speculative finalizzate al perseguimento di un profitto maggiore rispetto a quello conseguibile attraverso l’acquisto di titoli di stato. Tribunale Trani, 20/07/2006.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Profilo di rischio – Informazioni raccolte in epoca precedente – Valenza per tutte le successive operazioni – Esclusione..
Le informazioni necessarie alla individuazione del profilo di rischio del cliente che siano state acquisite in epoca precedente non possono dispiegare i loro effetti su tutte le operazioni successive, ove appena si consideri che la propensione al rischio soggiace a mutevoli scelte individuali dipendenti dalle disponibilità finanziarie, dal loro modo di acquisto, dalla natura del prodotto, dalle prospettive di investimento, dall’opportunità di impiego del denaro a breve, medio o lungo termine in funzione di necessità contingenti o differibili nel tempo. Tribunale Trani, 30/05/2006.


Media propensione al rischio e obbligazioni Cirio. Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni Cirio – Media propensione al rischio - Adeguatezza dell’operazione – Sussistenza..
L’operazione di acquisto di obbligazioni Cirio Fin può ritenersi adeguata per un investitore che abbia dichiarato una esperienza in prodotti finanziari ed una propensione al rischio di livello medio, specialmente ove il conto dello stesso risulti movimentato per importi di un certo rilievo e nei contatti con l’intermediario abbia manifestato l’intenzione di ottenere una costante rivalutazione del patrimonio nonché l’aspirazione ad un rendimento dell’11/12%. Tribunale Padova, 17/05/2006.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Rifiuto dell’investitore di fornire informazioni - Utilizzo di ogni altra informazione disponibile – Necessità..
Nel caso in cui l’investitore abbia rifiutato di fornire le informazioni di cui all’art. 28, comma 1, lett. a) REG, l’intermediario di prodotti finanziari è comunque tenuto a valutare l’adeguatezza dell’operazione ex art. 29 REG, norma che impone allo stesso di astenersi dal compiere per conto degli investitori operazioni non adeguate e prevede che l’intermediario utilizzi ogni altra informazione disponibile, anche diversa da quella fornita dai clienti, e quindi tenga conto di tutte le informazioni in suo possesso, quali ad esempio l’età, la professione, la pregressa ed abituale operatività nel mercato finanziario, etc. Tribunale Catania, 05/05/2006.


Intermediazione finanziaria – Operazioni con determinato coefficiente di rischio – Dovere specifico di informazione – Sussistenza..
Le operazioni che presentino un rischio superiore a quello dell’investitore con profilo conservativo devono essere sempre evidenziate e ciò anche quando vengano eseguite da investitori con adeguato profilo di rischio. Tribunale Milano, 26/04/2006.


Informazione dell’intermediario sullo specifico strumento finanziario oggetto di investimento – Adeguatezza dell’operazione – Informazione successiva – Irrilevanza. .
La ratio della norma che impone all’intermediario di informarsi sulla situazione finanziaria del cliente, sui suoi obiettivi di investimento e sulla sua propensione al rischio è quella di consentire allo stesso intermediario di valutare l’adeguatezza dell’operazione di investimento. Da ciò consegue che l’acquisizione delle informazioni in un momento successivo all’esecuzione dell’ordine di acquisto diventa del tutto inutile ed irrilevante ad escludere l’eventuale inadempimento dell’intermediario. Tribunale Foggia, 21/04/2006.


Intermediazione finanziaria – Acquisto di titoli speculativi - Adeguatezza dell’operazione – Avvertenza scritta e verbale dell’intermediario – Composizione del portafoglio..
Non possono ritenersi violati i doveri informativi dell’intermediario nell’ipotesi di acquisto di obbligazioni ad alto rischio da parte di investitori che abbiano dichiarato una propensione al rischio media e che siano stati debitamente avvertiti per iscritto e verbalmente dell’inadeguatezza dell’operazione; ciò vale a maggior ragione ove l’investimento contestato costituisca una quota inferiore ad un quarto dell’intero portafoglio e, alla luce dei citati elementi, la scelta appaia compatibile con quella di differenziare gli investimenti con una quota di titoli speculativi idonei a compensare il rischio dell’investimento con la prospettiva di una maggiore redditività. Tribunale Mantova, 11/04/2006.


Intermediazione finanziaria – Rifiuto dell’investitore di fornire informazioni – Conseguenze – Valutazione della adeguatezza dell’operazione – Conseguenze. .
Il rifiuto del cliente a fornire informazioni sulla propria situazione finanziaria e propensione al rischio, anche se frutto di autodeterminazione piuttosto che incoraggiato dal funzionario della Banca, non vale, come noto, ad esonerare l’intermediario dall’obbligo di informazione e dalla verifica del profilo di adeguatezza del prodotto finanziario oggetto di negoziazione.
Da tale rifiuto si deve desumere “una propensione al rischio minima o ridotta, una scarsa conoscenza degli strumenti finanziari e, di conseguenza, obiettivi di investimento orientati alla conservazione del capitale investito, piuttosto che alla massimizzazione della redditività” ciò in quanto dalla interpretazione della disciplina regolamentare citata “non possono discendere conseguenze sfavorevoli al cliente” (così Trib. Monza 16.12.2004 e Trib. Mantova 01.12.2004). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 20/03/2006.


Intermediazione finanziaria – Informazione circa l’adeguatezza dell’operazione – Specificità – Necessità – Mera compilazione del modulo di propensione al rischio – Insufficienza..
La valutazione circa l’adeguatezza dell’operazione, proprio in considerazione della maggiore rischiosità del prodotto richiesto o presentato, costituisce un quid pluris rispetto al generale obbligo informativo di cui all’art. 28, II comma reg. CONSOB e, per tale ragione, deve essere più penetrante e raggiungere in modo più incisivo la sfera cognitiva del cliente. Ne deriva che l’obbligo di valutazione e di eventuale disincentivazione dall’investimento non viene meno né è attenuato nell’ipotesi di rifiuto del cliente di fornire informazioni circa la propensione al rischio e la situazione finanziaria, prima della stipulazione del contratto di gestione e di consulenza. Nè tale obbligo è attenuato dalla mera apposizione di una crocetta relativa alle conoscenze personali in ambito finanziario e con espressione così sintetica degli obiettivi di investimento, espressione del tutto disancorata dalla valutazione dell’operazione in concreto effettuata. (Nel caso di specie il Tribunale ha ritenuto la violazione dei doveri informativi nel rapporto con un investitore che aveva indicato con la crocetta una propensione al rischio medio-alta.) Tribunale Milano, 15/03/2006.


Intermediazione finanziaria – Collocamento o sollecitazione solo a favore di operatori specializzati – Offerta a clientela retail – Inadeguatezza dell’operazione – Sussistenza..
Qualora determinati prodotti finanziari non possano, in sede di collocamento o sollecitazione, essere offerti alla clientela retail è opportuno che gli stessi non vengano proposti a soggetti non esperti ma solo ad operatori specializzati in grado di valutarne appieno le caratteristiche ed i rischi. Tribunale Torino, 09/02/2006.


Conoscenza da parte della banca del. Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Conoscenza da parte dell’intermediario del rischio emittente..
Deve ritenersi inadeguata l’operazione di acquisto di obbligazioni argentine che impegnino tutte le risorse dell’investitore nonostante la banca all’epoca dell’operazione fosse già a conoscenza del rischio solvibilità connesso all’emittente del titolo in quanto proprietaria di una delle tre banche più importanti della Repubblica Argentina. Tribunale Milano, 08/02/2006.


Intermediazione finanziaria - Inadeguatezza dell’operazione – Suitability rule – Violazione – Sussistenza..
La presenza sul contratto di acquisto dei titoli della dicitura “operazione inadeguata per dimensione” costituisce una vera e propria confessione stragiudiziale sulla inadeguatezza (oggettiva) della operazione, quanto meno sotto il profilo della “dimensione”. Qualora, poi, l’intermediario affermi che tale l’informazione non sia aggiornata e non corrisponda alla reale valutazione del titolo, si deve ritenere che non si sia puntualmente adempiuto al dovere di consentire al cliente di valutare se l’operazione sia compatibile con le sue capacità economiche. Tribunale Trani, 31/01/2006.


Obblighi informativi dell'intermediario e nesso di causalità. Intermediazione finanziaria – Violazione dei doveri informativi – Nullità e inadempimento – Obbligazioni Cirio e Argentina - Profilo di rischio - Adeguatezza dell’operazione – Sussistenza..
. Tribunale Novara, 10/01/2006.


Intermediazione finanziaria – Specifica diligenza richiesta – Riferimento al caso concreto – Necessità..
Il richiamo contenuto nell’art. 23 del T.U.I.F. alla “specifica diligenza richiesta” comporta un necessario riferimento al caso concreto non potendosi individuare un comportamento standard sempre e comunque uguale. I criteri di adeguatezza e correttezza enunciati dall’art. 21 sono volutamente ampi ed a carattere generale che, come tali, non possono che sostanziarsi, volta per volta, in base alle caratteristiche del risparmiatore e del regolamento negoziale prescelto (intermediazione mobiliare, gestione patrimoniale ecc.) Tribunale Modena, 14/10/2005.


Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Italtractor - Doveri informativi dell’intermediario – Violazione – Sussistenza..
Si deve ritenere che l’intermediario abbia violato i propri obblighi informativi anche sotto il profilo di essere stato egli stesso adeguatamente informato sulla natura e tipologia dei prodotti negoziati (know your merchandise rule), qualora, sulla base di una propria valutazione, proponga all’investitore l’acquisto di obbligazioni prive di rating emesse da società estera non quotata alla borsa italiana e come tale non soggetta ai penetranti controlli delle società quotate. Tribunale Brindisi, 04/10/2005.


Intermediazione finanziaria – Know your customer rule – Operazione suggerita dal cliente – Irrilevanza..
L’obbligo di informare il cliente della inadeguatezza dell’operazione al suo profilo di rischio, richiede preliminarmente e necessariamente la raccolta dal medesimo di tutte le informazioni utili per procedere a tale valutazione, sicchè, ove l’intermediario ometta tali comportamenti, assume scarso rilevo la circostanza se l’operazione sia stata suggerita dal cliente o proposta dall’intermediario. Tribunale Brindisi, 04/10/2005.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Obbligo di informazione – Sussistenza..
La circostanza che una determinata operazione in strumenti finanziari si riveli adeguata al profilo di rischio dell’investitore non esime l’intermediario dal fornire al cliente tutte le informazioni necessarie per consentire allo stesso  di effettuare consapevoli scelte di investimento o di disinvestimento. Tribunale Alba, 04/07/2005.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Propensione al rischio – Valutazione – Modalità..
Le caratteristiche di idoneità soggettiva dell’operazione al profilo dell’investitore non professionale prescindono dal tipo di attività o dal grado di istruzione dello stesso. Tali caratteristiche devono pertanto essere valutate in concreto avendo riguardo principalmente alla propensione al rischio manifestata in precedenza ed alle modalità di approccio all’investimento. Tribunale Alba, 04/07/2005.


Intermediazione finanziaria – Valutazione del profilo di rischio – Comportamento dell’investitore successivo – Attivazione di servizio di trading on line – Irrilevanza..
Deve ritenersi irrilevante, ai fini della valutazione della propensione al rischio, il comportamento dell’investitore successivo alla negoziazione dei titoli oggetto di contestazione. (Nella specie è stato ritenuto irrilevante il fatto che gli investitori, la cui bassa propensione al rischio è stata accertata con riferimento alla composizione del portafoglio nel periodo precedente l’acquisto di obbligazioni Cirio, abbiano successivamente attivato un servizio di trading on line) Tribunale Rimini, 11/05/2005.


Idoneità dell'informazione con dicitura sull'ordine di acquisto. Negoziazione di obbligazioni Cirio – Inadeguatezza dell’investimento – Avvertenza mediante dicitura stampata sull’ordine – Adeguatezza – Clausola di stile – Esclusione..
Qualora l’ordine impartito dal cliente riporti in maniera evidente la volontà di procedere all’acquisto del prodotto finanziario anche contro le indicazioni della banca, tale ordine non solo ha una efficacia deterrente e comunque responsabilizzante, ma serve a lasciare una inequivoca traccia di una avvertenza che altrimenti si presterebbe alle tante incertezze insite nella ricostruzione testimoniale degli accadimenti. (Nella specie, si è ritenuto che la banca avesse informato il cliente della inadeguatezza dell’operazione in base alla dicitura a stampa presente sull’ordine “Prendiamo atto delle indicazioni sotto riportate e tuttavia vi autorizziamo comunque ad eseguire l’operazione. Operazione non allineata alla linea di inv. concordata”). Tribunale Venezia, 05/05/2005.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Doveri degli intermediari – Execution only – Insussistenza..
La sola ipotesi in cui l’intermediario non è tenuto a valutare l’adeguatezza dell’operazione è quella in cui il servizio prestato si limita alla mera esecuzione o trasmissione degli ordini dell’investitore, senza che sia fornita dall’intermediario alcuna indicazione circa le operazioni da effettuare (c.d. execution olny). Nel caso in cui, invece, il servizio prestato consegua ad una consulenza anche solo illustrativa o strumentale, l’intermediario svolge un ruolo attivo nel processo formativo della volontà dell’investitore e, pertanto, sussiste a carico del primo l’obbligo di valutazione. Tribunale Genova, 22/04/2005.


Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi – Obbligazioni prive di rating – Solvibilità dell’emittente – Rilevanza..
Va ravvisata la violazione degli artt. 21 lett. a) e b) del d. lgs. 24-2-1998 n. 58 e 28 del regolamento Consob 1-7-1998 n. 11522 nel caso di cessione a risparmiatori non esperti di titoli obbligazionari privi di rating in mancanza di prova che essi siano stati adeguatamente informati del rischio dell’operazione, costituendo il grado di solvibilità del debitore dato essenziale onde poter effettuare una scelta consapevole di investimento. Tribunale Mantova, 05/04/2005.


Intermediazione finanziaria – Inadeguatezza dell’operazione – Dovere di astensione – Documento relativo al profilo di rischio – Insufficienza..
L'acquisizione delle notizie previste dall'art. 28 lett. a) non è decisiva per stabilire se l'intermediario debba o meno astenersi dall’effettuare un’operazione inadeguata. La Consob, con comunicazione n. DI/30396 del 21.4.2000, ha precisato che: "...in nessun caso gli intermediari sono esonerati dall'obbligo di valutare l'adeguatezza dell'operazione disposta dai clienti, neanche nel caso in cui l'investitore abbia rifiutato di fornire le informazioni sulla propria situazione patrimoniale o finanziaria, obiettivi di investimento e propensione al rischio; nel caso la valutazione andrà condotta in ossequio dei principi generali di correttezza, diligenza e trasparenza, tenendo conto di tutte le notizie di cui l'intermediario sia in possesso (es. età, professione, presumibile propensione al rischio anche alla luce dalla pregressa ed abituale operatività, situazione del mercato...)". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 15/03/2005.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Obbligo di astensione – Execution only – Insussistenza..
La sola ipotesi in cui gli obblighi di valutazione dell'adeguatezza e di correlata astensione dall'agire non si applicano è quella in cui il servizio prestato si limiti alla mera esecuzione o trasmissione degli ordini dell'investitore, senza che sia fornita dall'intermediario alcuna indicazione circa le operazioni da effettuare e sempre che vi sia stata da parte dell'intermediario una preventiva individuazione scritta dei limiti quantitativi e delle tipologie di strumenti finanziari, di operazioni e di ordini entro i quali le operazioni sono considerate automaticamente adeguate (ed. execution only). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 15/03/2005.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Informazione – Contenti – Specificità – Necessità..
L’informazione dell’inadeguatezza dell’operazione non può essere generica, dovendo riportare le specifiche ragioni dell’inadeguatezza in rapporto alle caratteristiche dell’investitore per cui non può a tal fine ritenersi sufficiente un generico avviso di inadeguatezza dell’operazione stampato sul modulo dell’ordine. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 15/03/2005.


Intermediazione finanziaria – Inadeguatezza dell’operazione – Obbligo di valutazione del livello di rischio – Contenuti..
L’obbligo dell’intermediario di astenersi dal dare esecuzione ad una operazione inadeguata senza aver previamente avvertito l’investitore e ottenuto dal medesimo l’espressa autorizzazione a darvi corso è funzionale alla realizzazione del miglior risultato possibile per il cliente, risultato che non deve essere inteso in modo assoluto ma, come specificato nell’art. 26 lett. f) del Regolamento, in relazione al livello di rischio prescelto per sé da ciascun investitore. Tribunale Roma, 11/03/2005.


Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi – Inadeguatezza dell’operazione – Avvertimento mediante dicitura sull’ordine di acquisto – Investitore con elevata propensione al rischio – Idoneità..
Ove l’investitore sia stato avvertito, mediante informazione scritta sull’ordine di acquisto, dell’inadeguatezza dell’operazione, non è sostenibile la mancanza di autodeterminazione all’acquisto, specialmente qualora l’investitore sia un imprenditore ed abituale investitore con elevata propensione al rischio, desumibile dalla composizione del portafoglio e dall’operatività. Tribunale Milano, 09/03/2005.


Informazione dovuta dall’intermediario finanziario – Adeguatezza dell’operazione – Informazione sul prodotto finanziario – Prevalenza..
La nozione di inadeguatezza dell’investimento costituisce una informazione di “rango superiore” ed assorbente rispetto al semplice obbligo informativo relativo al prodotto finanziario. Tribunale Milano, 09/03/2005.


Intermediazione finanziaria – Profilo di rischio – Valutazione – Pregressa operatività in titoli di maggior rischio – Irrilevanza..
Il profilo a carattere conservativo ed a basso rischio dell’investitore risultante dalla compilazione della scheda informativa nonché dalla pregressa operatività in titoli del debito pubblico italiano con l’obiettivo - dichiarato - di costituire la provvista necessaria all’acquisto di una abitazione, non può ritenersi cambiato per il solo fatto che poco tempo prima dell’acquisto dei titoli dei quali lamenti l’eccessiva rischiosità e quindi l’inadeguatezza abbia negoziato, con esito favorevole, obbligazioni di un paese emergente connotati da un elevato grado di rischio. Tribunale Palermo, 17/01/2005.


Intermediazione finanziaria – Rifiuto dell’investitore di fornire informazioni - Conseguenze..
Dal rifiuto dell’investitore di fornire all’intermediario informazioni sulla propria situazione finanziaria e propensione al rischio non possano discendere conseguenze sfavorevoli all’investitore stesso, nel senso che dall'assenza di informazioni, l'intermediario autorizzato non può che desumere una propensione al rischio minima o ridotta, una scarsa conoscenza degli strumenti finanziari e, di conseguenza, obbiettivi di investimento orientati alla conservazione del capitale investito, piuttosto che alla massimizzazione della redditività, con l'unica salvezza dell'eventualità che le informazioni in argomento non siano desumibili aliunde, dalle scelte di investimento ed, in generale, dal comportamento in precedenza tenuto dall'investitore nel rapporto con la Banca. Tribunale Monza, 16/12/2004.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Obblighi dell’intermediario – Natura e contenuti..
L’intermediario non è esonerato dall’obbligo di valutare l’adeguatezza dell’operazione anche ove (come nel caso di specie) i clienti abbiano rifiutato di fornire le informazioni di cui all’art. 28 I co. lett a) del regolamento Consob n. 11522/98 dovendo in tal caso tenere conto di tutte le informazioni comunque in suo possesso (ad esempio “età, professione, presumibile propensione al rischio anche alla luce della pregressa ed abituale operatività, situazione del mercato”: in tal senso vedasi comunicazione Consob n. DI/30396 del 21-4-2000 dettata in tema di trading on line): tanto si desume sia dai principi generali in tema di correttezza, diligenza e trasparenza dei comportamenti negoziali imposti dalla normativa generale e speciale (cfr. artt. 1175 e 1176 II co. c.c., 21 d. lgs. 58/98) ma anche dal testo l’art. 29 del citato regolamento Consob che impone all’intermediario finanziario di astenersi dal compiere per conto degli investitori operazioni non adeguate e prevede che lo stesso utilizzi ogni altra informazione disponibile anche diversa da quella fornita, ex art. 28 reg. cit., dai clienti, autorizzandolo solo in caso di conferma scritta dell’ordine d’acquisto a darvi (correttamente) esecuzione (la diversa regola contenuta nell’art. 19 co. V della direttiva europea 2004/39/CE del 21-4-2004 non può trovare applicazione al caso di specie sia ratione temporis sia perché le direttive non attuate -e purchè ricorrano gli altri requisiti- non hanno efficacia nei rapporti interprivati: cfr. Cass. 25-2-2004 n. 3762; Corte Giust. CE 29-5-2004 n. 194). Tribunale Mantova, 12/11/2004.


Intermediazione finanziaria – Execution only – Obblighi di informazione..
La sola ipotesi in cui non si applicano gli obblighi di valutazione dell'adeguatezza e di correlata astensione dall'agire è quella in cui il servizio prestato si limiti alla mera esecuzione o trasmissione degli ordini dell'investitore, senza che sia fornita dall'intermediario alcuna indicazione circa le operazioni da effettuare e sempre che vi sia stata da parte dell'intermediario una preventiva individuazione scritta dei limiti quantitativi e delle tipologie di strumenti finanziari, di operazioni e di ordini entro i quali le operazioni sono considerate automaticamente adeguate (c.d. execution only). Se invece il servizio di negoziazione o quello di ricezione e trasmissione di ordini sono abbinati ad una consulenza anche solo illustrativa o strumentale, l'intermediario svolge comunque un ruolo attivo nel processo formativo della volontà dell'investitore e risorge perciò nella sua pienezza l'obbligo di valutazione dell'adeguatezza e di conseguente astensione, pena, altrimenti, la violazione di una regola di diligenza prescritta dall'ordinamento. Tribunale Roma, 08/10/2004.


Intermediazione finanziaria – Obblighi di informazione – Natura – Contenuto..
L’intermediario ha l’obbligo di informare l’investitore con scarsa esperienza in strumenti finanziai e con bassa propensione al rischio qualora l’operazione sia inadeguata per la sua dimensione in rapporto al patrimonio del cliente ed abbia ad oggetto titoli altamente rischiosi. Tribunale Mantova, 18/03/2004.


Inadeguatezza dell’operazione – Conferma scritta dell’ordine – Necessità..
La norme in materia di intermediazione mobiliare non vietano all’intermediario di dar corso ad una operazione inadeguata, ma si limitano ad imporre la più rigorosa formalità della conferma scritta dell’ordine. Tribunale Mantova, 18/03/2004.