Massimario di Diritto Finanziario


CASI PARTICOLARI

Suggerimento alla propria clientela di non partecipare all’aumento di capitale di banca concorrente. Azioni di banche popolari non quotate – Aumento di capitale – Suggerimento di una banca concorrente di non partecipare – Liceità.
Non sussiste illecito concorrenziale nel caso in cui una banca di credito cooperativo concorrente, tramite il proprio servizio finanziario, rivolga ai propri clienti il suggerimento di non partecipare ad un aumento di capitale di una banca popolare non quotata.

Quando il consiglio è privo di pretese di completezza non costituisce, infatti, una raccomandazione soggetta ai limiti di cui all’art. 69-ter del Regolamento CONSOB 14/5/1999 n. 11971 (nel testo poi abrogato dalla deliberazione CONSOB 22/3/2017 n. 19925); inoltre, trattandosi di un aumento di capitale relativo ad una azione il cui valore deriva da una unilaterale determinazione dall’assemblea dei soci e non è frutto di una valutazione di mercato, il rischio connesso all’investimento è estremamente elevato tanto da giustificare un giudizio come quello espresso dalla banca concorrente, purchè non trascenda i limiti di continenza formale e non proponga affermazioni ingiuriose o offensive. (Paolo Doria) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 18/09/2017.


Obbligo di informazione sull'aggravamento del rischio dell’investimento già effettuato. Intermediazione finanziaria - Contratto di deposito ed amministrazione di valori mobiliari - Obblighi di informazione gravanti sull’intermediario relativi al rischio dell'investimento - Permanenza a seguito dell’acquisto dei titoli - Insussistenza.
In tema di contratti relativi a strumenti finanziari, deve escludersi che l’intermediario nella compravendita di valori mobiliari, quando abbia stipulato con il cliente solo un contratto di deposito titoli in custodia ed amministrazione, abbia un obbligo di informazione, proprio del contratto di gestione del portafoglio, relativo all'aggravamento del rischio dell’investimento già effettuato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03/07/2017.


Execution only e obblighi informativi. Intermediazione finanziaria - Mera esecuzione di ordine ricevuto dal cliente da parte dell’intermediario professionale - Obbligo informativo - Sussistenza.
In tema di intermediazione finanziaria, anche quando la diffusione di strumenti finanziari avvenga mediante la prestazione individuale di “servizi di investimento”, di cui all’art. 1, comma 5, del d.lgs. n. 58 del 1998, cioè mediante attività di negoziazione, ricezione e trasmissione di ordini, a condizioni diverse a seconda dell’acquirente e del momento in cui l’operazione è eseguita, la tutela del cliente è comunque affidata all’adempimento, da parte dell’intermediario, di obblighi informativi specifici e personalizzati, ai sensi degli artt. 21 del citato d.lgs. n. 58 del 1998 e 26 e ss. del reg. Consob n. 11522 del 1998, applicabili "ratione temporis", senza che possa ricorrere, nella specie, l'ipotesi della cd. "execution only", di cui al reg. Consob n. 16190 del 2007, che richiede pur sempre, all’art. 43, che il cliente o potenziale cliente sia stato chiaramente e documentalmente «informato che, nel prestare tale servizio, l’intermediario non è tenuto a valutare l’appropriatezza e che pertanto l’investitore non beneficia della protezione offerta dalle relative disposizioni». (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15/06/2017.


La cointestazione del conto non esplica nessuna efficacia rispetto all'emissione degli ordini di investimento. Intermediazione finanziaria – Cointestazione del conto che funga da provvista per operazioni di investimento – Effetti.
Se è vero che la cointestazione del conto è idonea, ai sensi dell’art. 1854 c.c., a vincolare gli altri cointestatari ai prelievi dal conto che funga da provvista per operazioni di investimento finanziario, la stessa non esplica tuttavia alcuna efficacia rispetto all'emissione dei relativi ordini di investimento, che sono governati dal contratto quadro stipulato tra la banca e uno dei cointestatari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 31/05/2017.


La banca deve informare il cliente dell’illiquidità dei titoli proposti. Contratti finanziari – Azioni di istituto di credito non quotato – Illiquidità – Obbligo di informazione al cliente – Sussiste – Valutazione di appropriatezza – Obbligo – Sussiste.
Intrinseche limitazioni fattuali agli scambi costituiscono, in alternativa alla loro impossibilità giuridica, elemento caratterizzante dei titoli illiquidi. Di conseguenza il prezzo di realizzo rimane teorico, per non dire del tutto aleatorio.
Di ciò il cliente deve essere avvertito prima della conclusione dell’operazione, per essere messo in condizioni di effettuare un acquisto perfettamente consapevole.
Rilevano nel caso le indicazioni della comunicazione Consob relativa al “dovere dell’intermediario di comportarsi con correttezza e trasparenza e buona fede in sede di distribuzione di prodotti finanziari illiquidi” del 2009, che stabilisce numerosi e assai stringenti obblighi di trasparenza ex ante a carico dell’intermediario.
Dall’art.42 reg.16190/2007 deriva l’obbligo di valutare l’appropriatezza delle operazioni di investimento, che implica l’acquisizione da parte dell’intermediario di informazioni in merito alle conoscenze ed esperienze del cliente in materia di investimenti. [Nella fattispecie, il Giudice ha accertato la responsabilità della banca per violazione degli obblighi informativi verso il cliente e per avere omesso la verifica della sua capacità di comprendere gli specifici profili di rischio connessi ai titoli acquistati, e ha pertanto condannato l’istituto di credito a rifondere il prezzo d’acquisto delle azioni.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 21/03/2017.


Prodotto finanziario 'BTP Tel' e circostanze rilevanti per la valutazione della correttezza dell’agire dell’intermediario collocatore. BTP Tel – Struttura del prodotto – Rendimento commisurato ai BTP – Diritto alla restituzione del capitale – Limitato al minor valore tra somma investita e andamento «paniere» di titoli identificato in contratto – Correttezza informazioni trasmesse all’investitore – Adeguatezza dell’operazione – Necessità di verificare i contorni concreti di regolamentazione economica e normativa dell’operazione.
Nell’operazione BTP Tel l’investitore versa una somma pari al prezzo di sottoscrizione/compera di una determinata quantità di BTP, e ottiene il diritto a ricevere il rendimento cedolare dei relativi titoli statali. Al detto versamento non consegue però anche il diritto alla restituzione della somma rispondente al montante capitale, per linea nominale, dei titoli stessi. Quanto a quest’ultimo profilo, infatti, la somma versata viene «posta a confronto» con l'andamento di un paniere di titoli azionari (le cui componenti dovrebbero venire indicate nel contratto concluso tra intermediario e investitore) e per tale «messa a confronto» l'intermediario corrisponde una somma ad hoc all'investitore: alla scadenza dei titoli di Stato, così, se il valore del paniere delle azioni (come determinato sulla base delle clausole previste nel menzionato contratto) risulta inferiore a quello rappresentato dal capitale versato per i BTP, l'intermediario si libera da ogni obbligazione corrispondendo all'investitore la minore somma di cui al valore attuale del paniere (tutto questo secondo quanto discende dallo svolgimento della formula «vendita dell'opzione put», a cui si richiama l'operazione in questione con lessico decisamente non perspicuo per tutti coloro che non appartengono al ristretto novero degli addetti ai lavori).

Ne discende che l’investitore corre il rischio di perdere l’intero capitale versato in relazione ai BTP, là dove invece l’intermediario corre il rischio di perdere, al più, per intero la somma che ha versato a fronte dell’ottenuta put.
Peraltro, in una simile prospettiva l’operazione BTP Tel appare assumere contorni solo parziali, poiché restano nell'oscuro i vantaggi che la stessa comporta per l'investitore a fronte del ridetto rischio di perdita, come pure la potenzialità di guadagno che a quegli la stessa sarebbe idonea a portare; l'utile ipoteticamente connesso, se si preferisce, al profilo di «capitale di rischio» che si assume parte caratteristica dell'operazione.

Posta una simile notazione, il ricorso per Cassazione in cui si deduca l’erronea valutazione delle corti di merito circa il corretto adempimento da parte dell’intermediario collocatore del BTP Tel degli obblighi informativi impostigli dalla legge deve indicare (a pena di inammissibilità del ricorso per la genericità del motivo formulato e per difetto di autosufficienza) la misura del rendimento nel concreto dato dai BTP cui è stato fatto specifico riferimento, il prezzo effettivamente pagato dall’intermediario come corrispettivo per l’ottenimento della put. Ancora, deve indicare il regime contrattualmente predisposto inter partes come conseguente al caso in cui il valore del paniere dei titoli azionari interessati fosse risultato superiore al valore di restituzione nominale dei BTP, al tempo della loro scadenza (o anche prima, eventualmente trascorso un certo periodo di tempo dal momento del versamento della somma capitale). (Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 14/03/2017.


Dovere dell’intermediario di informare l'investitore della perdita di valore o dell'aumento di rischiosità dei titoli verificatisi dopo l'acquisto. Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Dovere di informare l'investitore della perdita di valore o dell'aumento di rischiosità dei titoli verificatisi in data successiva all'acquisto – Esclusione.
L'intermediario non è tenuto a informare l'investitore della perdita di valore o dell'aumento di rischiosità dei titoli verificatisi in data successiva all'acquisto; infatti, l'art. 28 Reg. 11522/98 - nella parte in cui finalizza le informazioni alle scelte di investimento "o disinvestimento" - non può indurre una diversa conclusione, poiché deve essere correttamente interpretato nel senso che l'intermediario è tenuto a fornire le informazioni sull'andamento degli strumenti finanziari qualora l'investitore gli abbia manifestato l'intenzione (autonomamente maturata) di disinvestire (c.d. consulenza incidentale). A supporto di questa conclusione non può non considerarsi che una diversa interpretazione dell'art. 28 Reg. 11522/98 finirebbe col porre a carico dell'intermediario un obbligo informativo particolarmente ampio e gravoso e dai confini oggettivamente incerti. Egli sarebbe infatti tenuto (al di fuori di ogni rapporto di consulenza o gestione patrimoniale) a monitorare costantemente l'andamento dei singoli investimenti di tutti i suoi clienti e a comunicare loro ogni "modifica rilevante" delle informazioni a suo tempo fornite su ogni singolo strumento finanziario negoziato. Inoltre lo stesso concetto di "modifica rilevante", ove non ancorato a parametri specifici che non si rinvengono nel testo regolamentare, finisce per essere opinabile e rimessa all'apprezzamento soggettivo dell'intermediario (o, in caso di contenzioso, del giudice e del suo consulente). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30/12/2016.


Atipicità del contratto di mutuo indicizzato in base al cambio di valuta estera. Contratti bancari – Mutuo fondiario – Indicizzato in valuta estera – Clausola di indicizzazione in base alla fluttuazione del cambio della valuta – Atipicità del contratto – Necessità di apposita stipulazione e informazione della clausola – Sussiste.
Il contratto di mutuo fondiario indicizzato in valuta estera in cui sia inserito un fattore di rischio (cioè, l’andamento della valuta estera rispetto al suo cambio contrattualmente convenuto) non è un comune mutuo fondiario (negozio tipico commutativo) ma un mutuo cui è abbinato un rilevante fattore di rischio finanziario (negozio tipico di natura aleatoria); cosicché occorre valutare se nell’ambito delle clausole siano contenuti profili del tutto aleatori che sono incompatibili con la causa tipica di un mutuo fondiario e che pertanto necessitano di apposita stipulazione e corretta informazione, trattandosi di contratto del tutto atipico. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 14/12/2016.


Intermediazione finanziaria - Ordini di negoziazione - Doveri informativi dell'intermediario - Responsabilità contrattuale - Non sussiste se il dipendente dell’intermediario è di comprovata esperienza dei mercati.
Nell’ambito di un rapporto di negoziazione di strumenti finanziari, non ha diritto al risarcimento il dipendente di banca per la dedotta mancata informazione della stessa banca sul rischio insito al suo investimento in titoli di stato sovrano, nel caso in cui sia provato il possesso dello stesso dipendente di particolari competenze e di requisiti di professionalità nel campo dei servizi di negoziazione e di collocamento, che gli consentono di avvedersi delle caratteristiche dei titoli acquistati e dei possibili rischi derivanti dal compiuto investimento e che escludono che lo stesso dipendente possa essere considerato alla stregua dell'ordinario risparmiatore. Dette competenze inducono a reputare che eventuali omissioni relative ad una più approfondita attività di informazione, in ordine ai rischi specifici di quel determinato investimento, costituirebbero in ogni caso un inadempimento, la cui efficienza causale rispetto ai danni lamentati dal dipendente investitore sembra potersi escludere, apparendo plausibile che il dipendente avrebbe ugualmente acquistato i titoli obbligazionari in questione, anche se avesse ricevuto maggiori e più dettagliate informazioni. (Maximiliano Maurizi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 04/11/2016.


Gestione patrimoniale e diversificazione degli investimenti. Gestione portafogli di investimento – Investimenti in fondi comuni – Diversificazione degli investimenti – Sussistenza.
L’investimento in fondi è per definizione un investimento che garantisce un buon margine di diversificazione degli investimenti con riduzione dei rischi, poiché ogni singolo fondo investe in diversi titoli, con ciò automaticamente diversificando i singoli investimenti sui quali il fondo stesso opera. (Eugenia Tommasi Di Vignano) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 29/09/2016.


Execution only e obblighi informativi dell'intermediario. Intermediazione in valori mobiliari - Contratto che prevede il solo incarico di eseguire gli ordini del cliente - Obblighi informativi dell'intermediario - Sussistenza - Indicazioni fornite al momento della stipula del contratto quadro - Rilevanza - Esclusione.
In tema di intermediazione mobiliare, ove il cliente gli affidi il solo incarico di eseguire degli ordini, ma non anche quello di consulenza in relazione alla scelta dei prodotti finanziari da acquistare e di gestione del portafoglio dei titoli stessi, l'intermediario è comunque tenuto - ai sensi degli artt. 1 e 21 del d.lgs. n. 58 del 1998 e degli artt. 28 e 29 del regolamento Consob n. 11522 del 1998 - a fornire al primo adeguate informazioni sia sulle operazioni in sé, sia quanto alla loro adeguatezza rispetto al suo profilo di rischio. Pertanto, ai fini della valutazione di adeguatezza di tali informazioni, nonché delle omissioni in esse ravvisabili, non rileva che il cliente abbia dichiarato, in sede di stipula del contratto quadro di investimento, di possedere un'esperienza "alta" con riferimento ai prodotti finanziari da acquistare ed un'elevata propensione al rischio, né che egli si sia eventualmente rifiutato di dare indicazioni sulla propria situazione patrimoniale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 23/09/2016.


Operazioni finanziarie – Acquisto di prodotti finanziari della banca qualificatasi come consulente – Conflitto di interessi – Sussiste – Responsabilità contrattuale della banca – Sussiste.
La circostanza che la banca si sia proposta quale consulente e assistente del cliente nell’individuazione e nella valutazione della migliore opzione negoziale per procedere alla sostituzione del precedente contratto integra una tipica ipotesi di conflitto di interessi, poiché è di tutta evidenza che la banca che, in veste di consulente, proponga al potenziale cliente un proprio prodotto finanziario non sia in posizione di terzietà; essa viene meno sia agli specifici doveri gravanti sugli intermediari e sugli operatori finanziari, sia ai generali doveri di buona fede oggettiva e di diligenza da osservarsi nello svolgimento di qualsivoglia rapporto giuridico.
Il profilo di responsabilità nella condotta della banca integra una tipica ipotesi di illecito contrattuale: avendo agito attualmente quale consulente e assistente del cliente, essa era tenuta ad assicurare una prestazione professionalmente adeguata: circostanza ampiamente smentita dai risultati negativi del contratto.
[Nella fattispecie, la banca era stata condannata a risarcire i danni cagionati ad un Comune a seguito della stipula di un contratto swap in relazione al quale aveva omesso di fornire adeguate informazioni.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 18/07/2016.


Intermediazione finanziaria – Bonds Argentina – Esecuzione di operazioni fuori da mercati regolamentati – Preventiva autorizzazione del cliente – Non rileva.
Rispetto ai bonds Argentina e, più in generale, rispetto a tutti i titoli garantiti dallo Stato italiano o dagli stati esteri non opera il divieto, previsto dall’art. 7 Regolamento Consob n. 11768/98 (Regolamento Mercati), di eseguire o far eseguire negoziazioni di strumenti finanziari fuori dai mercati regolamentati in assenza di preventiva autorizzazione del cliente. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 16/02/2016.


Obbligazioni Lehman Brothers e obblighi informativi convenzionali della banca. Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Lehman Brothers – Obblighi informativi convenzionali della banca – Violazione – Risoluzione per inadempimento.
L'obbligo, pattuito con apposita clausola del contratto di investimento, di informare tempestivamente il cliente sulla variazione in misura significativa del livello di rischio dei titoli è differente e di natura più pregnante rispetto a quello, pur gravante sull'intermediario e che si traduce in un preciso impegno di monitoraggio del titolo, di avvisare l’investitore dell’eventuale espunzione del prodotto con le caratteristiche “basso rischio e basso rendimento“ quale indicate dall’elenco “Patti Chiari“. (Vittorio Bovini) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 22/10/2015.


Intermediazione finanziaria - Adeguatezza dell'operazione - Valutazione sulla base della pregressa operatività dell’investitore - Valore indiziario - Valutazione sulla base di elementi di prova di segno contrario - Necessità.
La pregressa operatività dell’investitore manifesta la sua passata propensione al rischio e costituisce solo un elemento indiziario del suo generale profilo di rischio, che deve essere valutato unitamente alle altre circostanze note all’intermediario, e che non può valere a modificare il profilo di rischio dell’investitore per tutte le future operazioni, in presenza di elementi di prova di segno contrario. (Emiliano Faccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 04/09/2015.


Diritto del cliente di modificare il profilo di rischio e negoziazione di obbligazioni Lehman Brothers nel luglio del 2008 a fronte di un profilo di rischio con protezione del capitale. Obbligazioni Lehman Brothers – Profilo rischio cliente – Riduzione profilo di rischio – Profilo conservativo – Prevedibilità del default nel luglio 2008 – Grave inadempimento – Risoluzione del contratto quadro – Accoglimento..
Poiché è diritto del cliente modificare il proprio profilo di rischio, l'intermediario deve tener conto dell'ultimo profilo di rischio dichiarato. (Luciano Fanti) (riproduzione riservata)

Con un profilo di rischio prudenziale caratterizzato dalla "protezione del capitale" la vendita di obbligazioni Lehman Brothers effettuata nel mese di luglio 2008 deve considerarsi inadeguata. (Luciano Fanti) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 04/06/2014.


Valutazione sull’inadeguatezza dimensionale di un’operazione di investimento in obbligazioni argentine – Possibilità di considerare le caratteristiche soggettive ed oggettive dell’investitore – Sussiste. .
Al fine di valutare l’inadeguatezza dimensionale di un’operazione di investimento in obbligazioni argentine occorre aver riguardo anche alle caratteristiche soggettive ed oggettive dell’investitore, quali possono desumersi dalla sua concreta operatività e dalle dichiarazioni che possa aver rilasciato all’intermediario. Da ciò consegue che, a fronte dell’effettuazione di un numero apprezzabile di investimenti che presentano discreti profili di rischio (fondi comuni di investimento in paese emergenti e obbligazioni in valuta estera) e della dichiarazione resa dal cliente di avere quale obiettivo di investimento “una prevalenza di rivalutabilità rapportata al rischio di oscillazione dei corsi e dei cambi” ed una propensione al rischio molto alta nella prima e alta nella seconda la rischiosità della scelta di concentrare in un unico titolo una parte significativa, ma non sproporzionata, del suo patrimonio era in linea con le sue caratteristiche di investitore. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 23/07/2013.


Investitore con propensione al rischio alta e finalità speculative - Adesione al regolamento per operazioni in strumenti derivati - Opzioni - Disponibilità a porre a rischio l'intero patrimonio - Esclusione - Adeguatezza delle operazioni per una percentuale non superiore al 25% del patrimonio..
La dichiarazione da parte dell'investitore di una propensione al rischio alta e di finalità speculative nonché l'adesione dello stesso investitore alle particolari regole dell'investimento in strumenti derivati non implicano necessariamente l'accettazione e la consapevolezza di mettere a rischio l'intero proprio patrimonio. Operazioni in derivati con concreta possibilità di perdita dell'intero capitale investito possono infatti ritenersi adeguate, anche per investitori con altra propensione al rischio e finalità speculative, solo qualora riguardino una percentuale non superiore al 25% del patrimonio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 14/11/2011.


Investimento in fondi speculativi esteri - Soggezione a normativa straniera che consente che il soggetto gestore sia, nel contempo, pure il soggetto che detiene i beni del fondo gestiti - Aggravamento del rischio - Obbligo dell'intermediario di chiarire la peculiare portata speculativa di tale fondi - Inadempimento - Risarcimento danni..
L'investimento di fondi speculativi esteri può costituire operazione di rischio peculiare e forte. Così avviene quando si tratti di titoli soggetti alla normativa di paese che consente che il gestore sia lo stesso soggetto che detiene e custodisce i beni del fondo, posta che tale situazione risulta connotata dalla mancanza di stringenti procedure di sostanziale controllo interno. L'intermediario, che omette di fornire un'esauriente informazione sulla particolare portata speculativa di tali fondi, in modo da consentire al cliente di comprendere e valutare il tipo di rischio cui va incontro, viola gli obblighi informativi di cui al TUF e al Regolamento Consob 11522/'98 e risponde dei danni che il suo comportamento venga a provocare. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 05/07/2011.


Applicazione di commissioni implicite, dovere di trasparenza e adeguatezza dell'operazione. Intermediazione finanziaria - Previsione contrattuale di commissioni implicite - Applicazione al cliente di condizioni meno favorevoli di quelle ottenute dall'intermediario sul mercato - Legittimità - Obbligo di informazione del cliente - Dovere di trasparenza dell'intermediario - Rilevanza sotto il profilo dell'adeguatezza dell'operazione.

Intermediazione finanziaria - Adeguatezza dell'operazione - Valutazione sulla base delle informazioni assunte ai sensi dell'articolo 28 del regolamento Consob 11 522 del 1998 e di ogni altra informazione disponibile.

Intermediazione finanziaria - Conflitto di interessi - Operazioni inadeguate - Violazione dell'obbligo di astensione - Nesso di causalità in re ipsa - Onere della prova - Inversione..
La previsione contrattuale di commissioni implicite (rappresentate dal margine lordo dell'operazione a favore della banca, derivante dall'applicazione al cliente di condizioni contrattuali meno favorevoli di quelle che la banca spunta sul mercato per ricoprire con operazioni di segno contrario il rischio finanziario assunto in rapporto all'operazione posta in essere con l'impresa cliente, che remunera anche il rischio creditizio - o di controparte - che la banca assume nei confronti della stessa, oltre ai veri e propri costi operativi) non determina necessariamente la patologia dell'operazione a danno del cliente, ma può essere valutata come segno di carenza di trasparenza nel comportamento dell'intermediario, valutabile nel contesto della mancanza di adeguatezza dell'operazione o sotto il profilo dell'esistenza di un conflitto di interessi. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata)

L'adeguatezza della operazione al profilo del cliente va valutata sulla base delle informazioni assunte ai sensi dell'art. 28 del reg. Consob 11522/98 e "di ogni altra informazione disponibile in relazione ai servizi prestati"; l'intermediario deve quindi tener conto sia delle caratteristiche soggettive dell'investitore, che delle caratteristiche oggettive dell'operazione e formulare il giudizio di adeguatezza mettendo in rapporto le une con le altre. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata)

Allorché l'intermediario abbia violato l'obbligo di astensione, come nel caso di conflitto di interessi o di operazioni inadeguate, il nesso di causalità deve ritenersi in re ipsa; si deve infatti presumere che, se adeguatamente informato nel rispetto della normativa di "protezione" dettata a sua tutela, l'investitore avrebbe desistito dall'investimento e la violazione dei doveri di diligenza richiesti dalla legge all'intermediario abilitato sposta l'onere di provare il contrario sull'istituto di credito convenuto, che ha colposamente omesso di raccogliere le informazioni necessarie e di considerare la rischiosità dell'operazione, segnalandola alla cliente. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 01/07/2011.


Intermediazione finanziaria - Previsione contrattuale di commissioni implicite - Applicazione al cliente di condizioni meno favorevoli di quelle ottenute dall'intermediario sul mercato - Legittimità - Obbligo di informazione del cliente - Dovere di trasparenza dell'intermediario - Rilevanza sotto il profilo dell'adeguatezza dell'operazione..
La previsione contrattuale di commissioni implicite (rappresentate dal margine lordo dell'operazione a favore della banca, derivante dall'applicazione al cliente di condizioni contrattuali meno favorevoli di quelle che la banca spunta sul mercato per ricoprire con operazioni di segno contrario il rischio finanziario assunto in rapporto all'operazione posta in essere con l'impresa cliente, che remunera anche il rischio creditizio - o di controparte - che la banca assume nei confronti della stessa, oltre ai veri e propri costi operativi) non determina necessariamente la patologia dell'operazione a danno del cliente, ma può essere valutata come segno di carenza di trasparenza nel comportamento dell'intermediario, valutabile nel contesto della mancanza di adeguatezza dell'operazione o sotto il profilo dell'esistenza di un conflitto di interessi. (Giulia Gabassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 01/07/2011.


Inadeguatezza dell'operazione posta in essere da dipendente della banca intermediaria e rilevanza di precedente acquisto di obbligazioni Parmalat. Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni argentine per il 40% del portafoglio da parte di investitori con basso profilo di rischio – Inadeguatezza dell’operazione – Sussistenza.

Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni argentine – Valutazione di adeguatezza – Precedente acquisto di obbligazioni a rischio – Rilevanza – Esclusione.

Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni argentine – Valutazione di adeguatezza – Qualifica di bancario da parte dell’investitore – Rilevanza – Esclusione..
Deve considerarsi inadeguato l’investimento in obbligazioni argentine, che impegni circa il 40% del portafoglio detenuto da coppia di coniugi, i quali all’epoca dell’investimento rivestano la qualità di pensionati e siano inoltre di età prossima ai settanta anni e privi di competenza specifica in materia mobiliare. (Alessio Pottini) (riproduzione riservata)

In relazione all’acquisto di obbligazioni argentine, il fatto che gli stessi investitori avessero acquistato, pochi giorni prima, obbligazioni Parmalat non fa venire meno l’inadeguatezza dell’operazione. Tale circostanza, se da un lato non vale per ciò solo a rendere gli acquirenti operatori qualificati ai sensi della normativa regolamentare dettata dalla Consob, dall’altro rende ancor più grave l’inadempimento del dovere di segnalazione dell’inadeguatezza da parte dell’istituto bancario, il quale avrebbe dovuto avvertire gli investitori della non congruità dell’operazione anche con riferimento alla composizione del portafoglio. (Alessio Pottini) (riproduzione riservata)

Ai fini della valutazione di adeguatezza di un’operazione di acquisto di obbligazioni argentine rispetto al profilo soggettivo dell’investitore, è irrilevante la circostanza che quest’ultimo avesse lavorato in passato per la banca intermediaria, qualora lo stesso non abbia mai operato nel settore dei titoli e dunque non abbia acquisito competenza specifica in materia. (Alessio Pottini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 07/05/2011.


Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni argentine per il 40% del portafoglio da parte di investitori con basso profilo di rischio – Inadeguatezza dell’operazione – Sussistenza..
Deve considerarsi inadeguato l’investimento in obbligazioni argentine, che impegni circa il 40% del portafoglio detenuto da coppia di coniugi, i quali all’epoca dell’investimento rivestano la qualità di pensionati e siano inoltre di età prossima ai settanta anni e privi di competenza specifica in materia mobiliare. (Alessio Pottini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 07/05/2011.


Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni argentine – Valutazione di adeguatezza – Precedente acquisto di obbligazioni a rischio – Rilevanza – Esclusione..
In relazione all’acquisto di obbligazioni argentine, il fatto che gli stessi investitori avessero acquistato, pochi giorni prima, obbligazioni Parmalat non fa venire meno l’inadeguatezza dell’operazione. Tale circostanza, se da un lato non vale per ciò solo a rendere gli acquirenti operatori qualificati ai sensi della normativa regolamentare dettata dalla Consob, dall’altro rende ancor più grave l’inadempimento del dovere di segnalazione dell’inadeguatezza da parte dell’istituto bancario, il quale avrebbe dovuto avvertire gli investitori della non congruità dell’operazione anche con riferimento alla composizione del portafoglio. (Alessio Pottini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 07/05/2011.


Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni argentine – Valutazione di adeguatezza – Qualifica di bancario da parte dell’investitore – Rilevanza – Esclusione..
Ai fini della valutazione di adeguatezza di un’operazione di acquisto di obbligazioni argentine rispetto al profilo soggettivo dell’investitore, è irrilevante la circostanza che quest’ultimo avesse lavorato in passato per la banca intermediaria, qualora lo stesso non abbia mai operato nel settore dei titoli e dunque non abbia acquisito competenza specifica in materia. (Alessio Pottini) (riproduzione riservata) Tribunale Perugia, 07/05/2011.


È adeguata l'operazione di acquisto di obbligazioni argentine effettuata nell'aprile del 1999 per il 15% del portafoglio da soggetto con propensione al rischio medio-bassa. Intermediazione finanziaria - Acquisto di obbligazioni argentine effettuato nell'aprile del 1999 - Investitore con propensione al rischio medio bassa - Composizione del portafoglio - Fattispecie - Adeguatezza dell'operazione..
Può considerarsi adeguata l'operazione di acquisto di obbligazioni della Repubblica Argentina eseguita il 30 aprile 1999, quando il rating di tali titoli non era ancora stato declassato al grado di "non investment grade inferiore", per un importo pari al 15% del portafoglio titoli di un investitore con propensione al rischio medio bassa e disponibile a correre qualche rischio relativo a prezzo, volatilità e liquidità degli strumenti finanziari e con portafoglio composto in prevalenza da obbligazioni W.B. e BEI a reddito fisso, senza cedole, il cui prezzo, in caso di vendita prima della scadenza, poteva risultare inferiore a quello di acquisto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 08/02/2011.


Intermediazione finanziaria – Operazione non adeguata – Offering circulars – Clientela retail..
In presenza di un offering circular che definisca le obbligazioni emesse dalla Repubblica Argentina come “adatte ad investitori speculativi in grado di valutare e sostenere rischi speciali” sono inadeguate le operazioni di investimento effettuate dalla clientela retail, risultando irrilevante il pregresso acquisto di titoli ad alto rischio emessi da altri paesi emergenti. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 13/10/2010.


Acquisto di obbligazioni a prezzo pari alla metà del valore nominale e natura speculativa dell’operazione. Intermediazione finanziaria – Informazione relativa al titolo negoziato – Acquisto di obbligazioni ad un valore pari alla metà del loro valore – Operazione a carattere speculativo – Informazione relativa al rischio relativo a paesi emergenti ed alla esecuzione delle operazioni fuori dai mercati regolamentati – Adeguatezza..
L'acquisto di una obbligazione ad un prezzo pari a quasi la metà del suo valore nominale rende palesi le caratteristiche speculative dell'operazione. In questo caso le ulteriori informazioni trasmesse per iscritto all'investitore in relazione all'effettuazione dell'operazione fuori dai mercati regolamentati ed ai rischi connessi alle obbligazioni emesse da Paesi emergenti sono sufficienti a ritenere pienamente rispettati i doveri informativi che gravano sull'intermediario. (riproduzione riservata) Appello Milano, 28/04/2010.


Obbligazioni argentine prima del downgrade, adeguatezza dell’operazione e composizione del portafoglio. Adeguatezza dell’operazione – Obbligazioni argentine – Composizione del portafoglio – Responsabilità dell’intermediario – Esclusione..
Non è inadeguata l’operazione di acquisto di obbligazioni argentine effettuata nel dicembre del 2000 (quando ancora non era noto l’aggravamento del rischio di rimborso), per una percentuale pari al 10% del portafoglio di un investitore che detenga anche altri titoli con analoghe caratteristiche di rischio, quali azioni Enel e fondi di investimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 30/03/2010.


Intermediazione finanziaria – Obbligazioni corporate (Lehaman Brothers) – Acquisto effettuato nell’ottobre del 2007 – Particolari condizioni del contesto economico – Rilevanza – Composizione del portafogli – Inadeguatezza per dimensione – Sussistenza..
E’ inadeguata per dimensione l’operazione di acquisto di obbligazioni Lehman Brothers effettuato nell’ottobre del 2007 - quando era già nota la crisi dei cd. “subprime” e si era verificato un improvviso aumento dei tassi interbancari - che incida per il 50% del patrimonio investito in buona parte in titolo di stato italiani ed in minima parte in azioni opportunamente diversificate. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 05/03/2010.


Banche – Intermediazione finanziaria – Doveri di informazione – Strumenti finanziari derivati..
L’obbligo dell’intermediario di informare per iscritto l’investitore che le operazioni in strumenti derivati abbiano generato una perdita effettiva o potenziale superiore al 50% del valore dei mezzi costituiti a titolo di provvista e garanzia per l’esecuzione delle operazioni non è assolto dalla comunicazione periodica dell’esito delle operazioni. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 17/02/2009.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Dimensione e profilo soggettivo dell’investitore – Inadeguatezza – Sussistenza..
Sono inadeguate, per dimensione e con riferimento al profilo dell’investitore, le operazioni di acquisto che portano la prima (euro 250.000,00) ad un quarto e la seconda (euro 258.000,00) ai due terzi dell’intero patrimonio, la quota investita in obbligazioni argentine da parte di due coniugi, una casalinga ed un pensionato, privi di prospettive di rilevanti guadagni e soliti investire esclusivamente in titoli di stato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13/11/2008.


Composizione del portafoglio e inadeguatezza per dimensione. Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Composizione del portafoglio – Inadeguatezza per dimensione – Sussistenza..
E’ inadeguata per dimensione l’operazione di acquisto di obbligazioni argentine che incide nella misura del 24 per cento del portafoglio dell’investitore all’interno del quale sono presenti azioni e fondi azionari ma in percentuale di gran lunga inferire di quella sopra indicata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 24/09/2008.


Intermediazione finanziaria – Obbligazioni argentine – Operatività dell’investitore – Percentuale investita – Adeguatezza dell’operazione – Sussistenza..
L’acquisto di obbligazioni argentine non è inadeguato per un investitore che in tale titolo ha investito una somma non superiore al 15 per cento del proprio patrimonio liquido e che prima e dopo la detta operazione ha operato in titoli caratterizzati da analogo rischio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 14/07/2008.


Adeguatezza dell'operazione e rilevanza di precedenti operazioni in titoli rischiosi. Borsa - Servizi di investimento mobiliare - Obblighi della banca - Informazione adeguata alla situazione finanziaria del cliente - Necessità - Operazioni non adeguate - Ordine scritto - Necessità - Precedente acquisto di altri titoli a rischio - Rilevanza - Esclusione..
In tema di servizi di investimento, la banca intermediaria, prima di effettuare operazioni, ha l'obbligo di fornire all'investitore un'informazione adeguata in concreto, tale cioè da soddisfare le specifiche esigenze del singolo rapporto, in relazione alle caratteristiche personali e alla situazione finanziaria del cliente, e, a fronte di un'operazione non adeguata (nella specie, avente ad oggetto obbligazioni Mexico 10%), può darvi corso soltanto a seguito di un ordine impartito per iscritto dall'investitore in cui sia fatto esplicito riferimento alle avvertenze ricevute. All'operatività di detta regola - applicabile anche quando il servizio fornito dall'intermediario consista nell'esecuzione di ordini - non è di ostacolo il fatto che il cliente abbia in precedenza acquistato un altro titolo a rischio (nella specie, obbligazioni Telecom Argentina), perchè ciò non basta a renderlo operatore qualificato ai sensi della normativa regolamentare dettata dalla Consob. (Fonte: CED – Suprema Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 25/06/2008.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Rifiuto di fornire informazioni – Precedenti acquisti di fondi di investimento – Profilo di rischio..
E’ possibile sostenere che le obbligazioni Parmalat Fin, negoziate nel maggio del 2001, fossero adeguate ad un cliente che abbia rifiutato di fornire informazioni su profilo di rischio ed obiettivi di investimento e che abbia in precedenza acquistato fondi di investimento composti per il 47% da azioni, per il 5% da obbligazioni e per il rimanente da liquidità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Catania, 19/06/2008.


Mancanza di rating ed investitore particolarmente esperto. Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni Cirio – Investitore costituito da esperto commercialista – Pregressa frequente e sostenuta operatività in strumenti finanziari – Mancanza di rating – Indice di rischio – Consapevolezza – Sussistenza.

Intermediazione finanziaria – Obbligo dell’intermediario di monitorare l’andamento dei corsi – Rapporto di semplice negoziazione trasmissione ordini – Esclusione..
Un investitore che svolga la professione di commercialista, che sia componente di diversi collegi sindacali, tra i quali anche quello di una banca, che effettui ripetuti investimenti in obbligazioni di paesi emergenti per importi anche rilevanti e che abbia indicato quali obiettivi di investimento “la prevalenza di rivalutabilità rapportata al rischio di oscillazione dei corsi e dei cambi” non può non sapere che a rendimenti progressivamente più alti corrisponde un rischio di investimento più elevato e soprattutto che, per un soggetto di tale esperienza, la mancanza di rating doveva, nel caso specifico avente ad oggetto obbligazioni Cirio, ritenersi indice di particolare rischiosità dello strumento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L’obbligo per l’intermediario di monitorare l’andamento del prezzo dei titoli per informare l’investitore dell’eventuale aumento del rischio postula l’esistenza di un rapporto di gestione patrimoniale o di consulenza e non rientra tra quelli che conseguono alla stipula del contratto di negoziazione, ricezione e trasmissione di ordini in strumenti finanziari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 20/02/2008.


Avvertenza del rischio specifico e profilo di rischio. Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni Parmalat Finance Corp Bv – Segnalazione relativa al rischio dell’operazione – Inadeguatezza dell’operazione – Insussistenza..
Non è venuto meno ai propri obblighi informativi l’intermediario che in relazione all’acquisto di obbligazioni Parmalat Finance Corp. BV abbia avvertito per iscritto il cliente (peraltro abituato ad investire ingenti importi in titoli azionari) della rischiosità del titolo “in rapporto al soggetto emittente, al grado di liquidità ed alla volatilità del cambio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 22/01/2008.


Obbligazioni argentine e operazione inadeguata. Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni argentine per oltre la metà del patrimonio – Inadeguatezza – Sussistenza..
Deve ritenersi inadeguato l’acquisto di euro 150.000 circa di obbligazioni argentine che impegni oltre la metà del patrimonio di investitore che abbia in passato destinato i propri risparmi in titoli di stato italiani e primari titoli azionari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Livorno, 21/11/2007.


Adeguatezza per dimensione e obbligazioni argentine. Intermediazione finanziaria - Investitore con profilo di rischio conservativo - Acquisto di obbligazioni argentine per minima parte della liquidità - Adeguatezza dell'operazione - Esclusione..
Non può ritenersi adeguata l'operazione di acquisto di obbligazioni argentine da parte di investitori che hanno sempre investito in titoli di stato italiano per il solo fatto che l'investimento nelle suddette obbligazioni è di ridotta entità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 31/10/2007.


Alta propensione al rischio – Non adeguatezza..
Una propensione al rischio alta o medio alta non fa di per sé venire meno la non adeguatezza delle operazioni di investimento in titoli obbligazionari Cirio, scelta sintomatica dell’obiettivo di effettuare un investimento soggetto all’obbligo di restituzione da parte dell’emittente. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Appello Torino, 19/10/2007.


Profilo di rischio e inadeguatezza per dimensione. Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni argentine - Inadeguatezza per dimensione – Adeguatezza rispetto al profilo di rischio dell’investitore – Sussistenza..
L’operazione di acquisto di euro 70.000 di obbligazioni argentine su un patrimonio liquido disponibile di circa euro 150.000, pur essendo inadeguata per dimensione, è comunque compatibile con il profilo di rischio di un investitore che dichiari l’intendimento di effettuare investimenti finalizzati in parte al conseguimento di una redditività pura col minimo rischio ed in parte di una redditività e rivalutabilità con rischio dell’andamento dei corsi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 28/09/2007.


Adeguatezza dell’operazione – Acquisto di obbligazioni Cirio per il 10% del portafoglio – Possesso di altre obbligazioni – Compimento di operazioni speculative..
Deve ritenersi adeguata l’operazione di acquisto di obbligazioni Cirio Del Monte per un importo non superiore al 10% del portafoglio da parte di investitori che disponevano di obbligazioni con cedola anche più alta di quella delle obbligazioni Cirio e che hanno effettuato varie operazioni speculative. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 27/09/2007.


Rinnovo dell'investimento e inadeguatezza dell'operazione. Intermediazione finanziaria – Rinnovo di precedente investimento – Inadeguatezza dell’operazione – Avvertenza – Necessità..
L’intermediario ha il dovere di avvertire il cliente dell’inadeguatezza dell’operazione anche nel caso in cui la stessa consista nel rinnovo di un precedente analogo investimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 11/09/2007.


Omessa raccolta di informazioni e inadeguatezza per dimensione. Obbligo dell'intermediario di assumere informazioni sul profilo del cliente - Violazione - Negoziazione di obbligazioni Cirio - Inadeguatezza per dimensione - Sussistenza..
Ove l'intermediario non provveda ad assumere informazioni sulla esperienza finanziaria e sulla situazione economica dell'investitore, si deve presumere che l'operazione di negoziazione posta in essere costituisca l'intero patrimonio del cliente con la conseguenza che l'operazione medesima (nel caso di specie avente ad oggetto obbligazioni Cirio) è inadeguata per dimensione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 20/08/2007.


Inadeguatezza dell'operazione per dimensioni. Intermediazione finanziaria - Acquisto di obbligazioni Cirio ed Argentina - Inadeguatezza dell'operazione per dimensioni - Pregressa operatività in obbligazioni per ingenti importi - Insussistenza..
La banca che abbia avvertito i clienti della inadeguatezza dell'operazione di acquisto di obbligazioni a carattere speculativo (Cirio ed Argentina) in relazione alla loro situazione finanziaria, esperienza in materia di investimenti, propensione al rischio ed obiettivi di investimento non è tenuta ad avvertire i medesimi clienti della inadeguatezza "per dimensioni" qualora gli stessi abbiano in passato investito in obbligazioni per oltre 900 milioni di lire e chiesto informazioni per accedere alla stipula di contratti di "swap domestico". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 11/07/2007.


Cirio bond e composizione del portafoglio. Obbligazioni Cirio – Conoscenza del rischio da parte dell’intermediario – Adeguatezza dell’operazione – Composizione del portafoglio..
Deve ritenersi adeguata l’operazione di acquisto di obbligazioni Cirio effettuata nell’ottobre del 2001 quando l’intermediario non disponeva di informazioni per ritenere particolarmente rischioso l’investimento e su disposizione di un investitore che era solito investire in titoli rischiosi percentuali tra il 14 e il 28 per cento della liquidità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Massa, 21/06/2007.


Intermediazione finanziaria - Profilo di rischio dell'investitore - Adeguatezza dell'operazione - Professione e composizione del portafoglio - Inadeguatezza - Sussistenza..
E' inadeguata l'operazione di acquisto di obbligazioni Cirio per un investitore con bassa propensione al rischio ricavabile dalla presenza in portafoglio di obbligazioni a basso rendimento e dalla professione svolta di insegnante di scuola materna. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Barcellona Pozzo di Gotto, 21/06/2007.


Contratti in genere – Intermediazione finanziaria – Presenza di titoli a rischio nel portafoglio del cliente – Sintomo inequivoco di esperienza ed avvedutezza – Esclusione .
La presenza nel portafoglio del cliente della Banca di altri titoli argentini, o comunque con elevato rischio, non significa di per sé che il medesimo sia necessariamente di un investitore con esperienza ed avvedutezza, potendo al contrario essere sintomo di ingenuità e di non avvedutezza, per essere stato più volte indotto in errore da chi doveva invece tutelarne gli interessi. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 15/06/2007.


Intermediazione finanziaria – Doveri di informazione dell’intermediario – Investimento in obbligazioni argentine – Obbligo di comunicazione delle variazioni del rating – Sussistenza..
In presenza di un investitore con profilo conservativo che intenda investire in obbligazioni di uno stato sovrano (nella specie Repubblica Argentina) un cospicuo importo, l’intermediario ha l’obbligo di esporre al cliente, con chiarezza e trasparenza, la redditività nel corso degli anni ed il rating del titolo obbligazionario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 11/05/2007.


Adeguatezza dell'operazione di investimento - Obbligazioni della Repubblica Argentina - Adeguatezza per dimensione. .
Può considerarsi adeguata l'operazione di acquisto di obbligazioni argentine per un importo di euro 10.000 nell'ambito di un patrimonio complessivo di € 140.000 da parte di investitore che in precedenza abbia effettuato investimenti in titoli con profilo non prettamente conservativo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 09/05/2007.


Contratto di gestione patrimoniale in futures – Soglia minima di ingresso – Mancato rispetto – Inadeguatezza dell’operazione – Sussistenza..
L’inosservanza della soglia minima di ingresso fissata dall’intermediario finanziario per la stipula di contratti di gestione patrimoniale destinati all’investimento in futures costituisce un’operazione inadeguata per tipologia ed oggetto ed integra violazione della norma di cui all’art. 29 reg. Consob n. 11522/98. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 08/02/2007.


Profilo di rischio medio-alto e obbligazioni argentine. Intermediazione mobiliari - Negoziazione di obbligazioni argentine - Investitore con profilo di rischio medio-alto - Precedenti operazioni in titoli azionari - Adeguatezza dell'operazione - Sussistenza - Violazione dei doveri informativi dell'intermediario - Esclusione..
  Tribunale Varese, 17/01/2007.


Intermediazione finanziaria – Compilazione della scheda-cliente – Dovere del mandatario di verificare la congruità dell’operazione – Sussistenza..
La mera compilazione della scheda-cliente non esonera l’intermediario dal dovere di verificare pur sempre la congruità dell’investimento in rapporto al profilo patrimoniale e finanziario del cliente ed il dovere del mandatario è ben lungi dall’esaurirsi nella sottoposizione, al cliente, di tutta una serie di moduli. Tuttavia l’investitore che decida di mutare il proprio profilo di rischio da medio-alto a elevato, che fornisca l’ulteriore indicazione di voler porre in essere una speculazione in titoli Argentina e che abbia effettuato operazioni in swap per l’importo di due milioni di dollari USA, non può fondatamente sostenere che sia inadeguata al proprio profilo di rischio l’operazione di acquisto di obbligazioni Parmalat per l’importo di circa €.110.000 e che la banca non abbia assolto ai propri doveri informativi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 10/01/2007.


Intermediazione finanziaria – Rifiuto dell’investitore di fornire informazioni – Adeguatezza dell’operazione – Valutazione – Elementi..
La natura speculativa delle obbligazioni della Repubblica Argentina è compatibile con il profilo di rischio che, a fronte del rifiuto di fornire informazioni sulla propria situazione finanziaria, l’intermediario può dedurre dal fatto che l’investitore sia un Maresciallo della Guardia di Finanza da poco in pensione, dal fatto che l’investimento in obbligazioni argentine sia di importo non superiore a 10.000,00 euro a fronte di un patrimonio investito di circa 60.000,00 euro costituito anche da azioni Seat Pagine Gialle e Banca Intesa. Tribunale Vasto, 09/11/2006.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Composizione del portafoglio..
Può considerarsi adeguata l’operazione di acquisto di obbligazioni argentine effettuato nel dicembre del 1997 per un valore di €.20.000,00 da parte di investitore con portafoglio con investimenti di circa lire 330.000.000 e che abbia effettuato operazioni anche in obbligazioni venezuelane e colombiane. Tribunale Genova, 03/11/2006.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Composizione del portafoglio – Avvertimento scritto della rischiosità dell’operazione..
Non può ritenersi inadeguata l’operazione di acquisto di obbligazioni argentine per un valore di euro 20.000,00 da parte di cliente debitamente informato per iscritto della natura rischiosa dell’obbligazione e che ha in portafoglio obbligazioni di altro paese emergente (Brasil 9% per un valore nominale di 20.000,00) e che ha da poco acquistato azioni Seat Pagine Gialle (per un controvalore di euro 5.000,00), passando poi all’acquisto di CCT dic. 1999/2006 per un controvalore di euro 10.000,00. Tribunale Biella, 29/09/2006.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Composizione del portafoglio – Acquisto di azioni Cirio del Monte – Inadeguatezza dell’operazione – Sussistenza..
Deve ritenersi inadeguata l’operazione di acquisto di 26.000 azioni Cirio del Monte mediante l’utilizzo del denaro ricavato dalla vendita di azioni della banca intermediaria rispetto ad un portafoglio che prima di tale operazione era composto anche da 10.000 Bond Argentina, 550 azioni Autostrade e 525 azioni Enel e che, come tale, poteva definirsi orientato verso impieghi di tutta tranquillità. Tribunale Padova, 17/05/2006.


Intermediazione finanziaria – Mancanza della valutazione di rating – Natura speculativa dei titoli – Sussistenza..
La circostanza che determinate obbligazioni (nella specie Parmalat Finance Corporation BV) siano state emesse senza che una società specializzata abbia fornito la valutazione del rischio del credito attraverso l’esame della solidità patrimoniale dell’emittente –e quindi della effettiva possibilità per la stessa di rimborsare il prestito emesso- induce inevitabilmente a ritenere che detti titoli costituissero fin dalla loro emissione junk bond, cioè obbligazioni caratterizzate da elementi speculativi (speculative grade), non adatti, quindi, ad un investitore privo di accentuata propensione al rischio. Tribunale Catania, 05/05/2006.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Composizione del portafoglio..
Deve ritenersi non adeguata l’operazione di acquisto di 40.000,00 euro di obbligazioni argentine da parte di un investitore che abbia in portafoglio lire 9 milioni di obbligazioni del Credito Fondiario, lire 50 milioni di obbligazioni Cariplo, lire 45 milioni di obbligazioni del Mediocredito Lombardo ed euro 23.000,00 di Bot. Tribunale Milano, 26/04/2006.


Intermediazione finanziaria - Adeguatezza dell'operazione - Successivo acquisto di obbligazioni brasiliane - Irrilevanza..
Deve ritenersi inadeguata l'operazione di acquisto di obbligazioni argentine da parte di investitore che abbia sempre investito i propri risparmi in titoli di stato. Non è indice di maggiore propensione al rischio la circostanza che successivamente alle operazioni in obbligazioni argentine l'investitore medesimo abbia acquistato anche obbligazioni brasiliane. Tribunale Termini Imerese, 07/03/2006.


Intermediazione finanziaria - Propensione al rischio media – Pregressa operatività in prodotti con rischio medio - Inadeguatezza dell’operazione – Insussistenza..
Non è inadeguata l’operazione di acquisto di obbligazioni Cirio da parte di investitori che hanno dichiarato una media propensione al rischio e che avevano effettuato operazioni in altre obbligazioni ad alta redditività e in altri prodotti finanziari con analoghe caratteristiche di rischiosità. Tribunale Reggio Emilia, 22/12/2005.


Intermediazione finanziaria – Acquisto di prodotto strutturato – Presenza di opzione put – Inadeguatezza dell’operazione – Sussistenza..
Deve ritenersi inadeguata ad un investitore con basso profilo di rischio l’operazione di acquisto di un prodotto finanziario strutturato composto da un BTP decennale e da un contratto di vendita di un opzione put dal cliente alla banca. Tribunale Brindisi, 16/12/2005.


Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni Cirio - Adeguatezza dell’operazione – Sussistenza. Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni Cirio - Adeguatezza dell’operazione – Sussistenza..
Deve ritenersi adeguata l’operazione di acquisto di obbligazioni Cirio (nella specie Cirio Fin 8% DC05) qualora l’incidenza della stessa non sia superiore al 5% degli investimenti complessivi anche in titoli azionari operati dei clienti e questi abbiano scelto e dichiarato un profilo di rischio elevato finalizzato all’ottenimento della massima redditività. Tribunale Roma, 03/12/2005.


Intermediazione finanziaria – Investimento dell’intero patrimonio in obbligazioni Argentina – Inadeguatezza dell’operazione - Sussistenza..
Si deve ritenere che l’intermediario abbia violato l’obbligo di segnalare all’investitore l’inadeguatezza dell’operazione qualora l’intero patrimonio liquido del cliente, di importo pari a lire 2.100.000.000, sia stato investito in obbligazioni Argentina. Tribunale Milano, 16/11/2005.


Fondi bilanciati, bond argentini e composizione del portafoglio. Intermediazione finanziaria – Composizione del portafoglio dell’investitore – Fondi bilanciati – Acquisto di obbligazioni argentine - Adeguatezza dell’operazione – Insussistenza..
Il fatto che nel portafoglio dell’investitore siano presenti fondi comuni di investimento che notoriamente effettuano, tramite investitori professionali, una gestione bilanciata e diversificata del denaro è indice di un profilo di rischio medio, rispetto al quale non può considerarsi adeguata l’operazione di acquisto, per una percentuale del 10% del portafoglio, di obbligazioni argentine che notoriamente appartengono alla categoria dei titoli speculativi. Tribunale Roma, 14/11/2005.


Intermediazione finanziaria - Propensione al rischio – Valutazione – Pregressa operatività in fondi azionari – Effetti..
La circostanza costituita dal fatto che un investitore abbia detenuto un investimento in fondi azionari per oltre 250.000 euro induce a ritenere che si tratti di soggetto con elevata propensione al rischio. Tribunale Alba, 04/07/2005.


Negoziazione di obbligazioni Cirio avvenuta nel novembre del 2001 – Rischiosità dell’investimento – Insussistenza..
Nel novembre del 2001 non vi erano elementi di giudizio per considerare che l’operazione di acquisto di obbligazioni Cirio H. 01. 04 ced 6% fosse altamente rischiosa e quindi inadeguata, in senso oggettivo, ad un profilo con propensione al rischio minima o ridotta ed obiettivi di investimento orientati alla conservazione del capitale, posto che, dalle informazioni reperibili sul mercato a quell’epoca, non poteva in alcun modo evincersi la rischiosità dell’investimento né altrimenti prevedersi il default di detti titoli. Tribunale Trani, 07/06/2005.


Intermediazione finanziaria – Adeguatezza dell’operazione – Deposito contestato – Profilo di ogni intestatario – Rilevanza..
In ipotesi di acquisto di titoli destinati a confluire su un deposito cointestato a più risparmiatori l’intermediario è tenuto a valutare l'adeguatezza dell'operazione separatamente in relazione al profilo di ciascuno di essi. Tribunale Mantova, 05/04/2005.


Intermediazione finanziaria – Valutazione del profilo di rischio – Pregressa operatività in obbligazioni ad alto rendimento – Effetti..
La presenza nel portafoglio di un investitore di obbligazioni ad alto rendimento evidenza un profilo di un soggetto alla ricerca di rendimenti superiori a quelli dei titoli di stato della Repubblica Italiana ma di certo non una propensione verso operazioni speculative ad alto rischio. Tribunale Roma, 11/03/2005.


Intermediazione finanziaria – Documento sui rischi generali di investimento – Notizie relative all’investitore – Obbligo di valutazione – Sussistenza..
L’acquisizione delle notizie di cui all’art. 28 lett. a) non è decisiva per stabilire se l’intermediario debba procedere o astenersi dall’operazione per inadeguatezza della stessa dovendo essere prese in considerazione anche tutte le notizie di cui l’intermediario sia in possesso quali l’età dell’investitore, la professione, la presumibile propensione al rischio alla luce della pregressa operatività, la situazione del mercato, così come ha chiarito la Consob con la comunicazione DI/730396 del 24 gennaio 2000. Tribunale Roma, 11/03/2005.


Esperienza in mercati finanziari – Frequenza e natura speculativa delle operazioni – Sussistenza..
Le documentate speculazioni sui corsi dei B.T.P. decennali e trentennali nonché sui derivati quali il “Fib 30”, la loro frequenza anche infragiornaliera e la diversa tipologia degli ordini di borsa impartiti costituiscono concordanti elementi dai quali è possibile desumere la profonda conoscenza da parte dell’investitore delle regole del mercato borsistico e siffatto elemento unitamente alla estrema diversificazione degli investimenti (titoli di stato, derivati, titoli azionari di diversi comparti, specialmente di quello bancario, assicurativo e industriale), all’ammontare del patrimonio mobiliare e immobiliare posseduto, agli affidamenti goduti, alle numerosissime operazioni per quantitativi spesso minimi, inducono a ritenere che la banca non abbia violato il precetto di cui all’art. 29 reg. Consob n. 11522/98. Tribunale Milano, 03/02/2005.


Intermediazione finanziaria – Profilo di rischio dell’investitore – Titoli azionari a bassa volatilità – Valutazione..
Non può essere considerato indice di elevata propensione al rischio l’aver operato sul mercato borsistico con titoli azionari a bassa volatilità unitamente a titoli di stato, per cui l’intermediario è comunque tenuto a fornire le informazioni previste dagli artt. 21 del d. lgs. n. 58/98 e 28 del reg. Consob n. 11522/98 qualora l’investitore si appresti ad acquistare titoli obbligazionari ad alto rischio (nella specie obbligazioni strutturate Argentina Cap Protect). Tribunale Venezia, 22/11/2004.