Massimario di Diritto Finanziario


KNOW YOUR MERCHANDISE RULE

Conoscenza del prodotto finanziario e dimensione locale. Intermediari finanziari - Obblighi informativi - Conoscenza preventiva adeguata del prodotto finanziario - Deficit delle informazioni assunte dall'intermediario sulla base della dimensione locale.
L'obbligo di diligenza, correttezza e trasparenza posto a carico dell'intermediario nella negoziazione di titoli ex art. 21, comma 1 lettere a) e b) del d.lgs n. 58 del 1998 così come puntualizzato negli artt. 26 e 28 (quest'ultimo integrato dall'allegato 3) del Regolamento Consob n. 11522 del 1998, richiede sia una conoscenza preventiva adeguata del prodotto finanziario, alla luce di tutti i dati disponibili che ne possano influenzare la valutazione effettiva della rischiosità (es. rating; offering circular; caratteristiche del mercato ove il prodotto è collocato), senza che possa giustificarsi il deficit delle informazioni assunte dall'intermediario sulla base della dimensione locale di esso e della non partecipazione diretta alla vendita dei titoli sia un'informazione delle caratteristiche del prodotto concreta e specifica alla luce di tutti gli indicatori desumibili dall'art. 28 del Regolamento Consob così come integrato dall'allegato 3 al testo normativo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03/04/2017.


La banca è responsabile del danno provocato dalla clausola di 'rischio cambio' Euro/Franco Svizzero inserita nel contratto di leasing senza osservare i dettami del TUF in quanto da qualificarsi 'derivato implicito' o 'derivato incorporato'. Contratto di leasing immobiliare – Clausola “rischio cambio” Euro / franco Svizzero – Carattere aleatorio – Derivato “implicito” o “incorporato” ai sensi dello IAS 39 e dell’art. 2426 comma 11-bis c.c., (entrato in vigore il 1.1.2016) avente causa autonoma – Applicabilità TUF.

Contratto quadro ex art. 23 TUF non necessità – Mancato rispetto art. 21 comma 1 lett. a) e b) TUF nonché art. 39, 40 e 42 Reg. Consob 16190/2007 – Sussiste – Risolvibilità del contratto di finanza incorporato – Sussiste – Responsabilità civile concedente e risarcimento del danno – Sussiste..
Il fatto che la clausola avente natura aleatoria di “rischio cambio”, inserita in un contratto di leasing, il quale, di per sé, non rientra tra i servizi e le attività di investimento, né fra gli strumenti finanziari di cui all’art. 1 commi 2 e 5 T.U.F., sia stata oggetto della volontà negoziale delle parti, non esclude che ad essa si applichino le norme in materia di intermediazione finanziaria.

Tale clausola non muta la causa tipica del contratto, ma costituisce una previsione accessoria che incide sul contenuto del sinallagma negoziale e va vista come “derivato implicito / incorporato” nel contratto di leasing (IAS 39 ed art. 2426 comma 11 -bis c.c.) inscindibile dal medesimo contratto “host” (ospite), in cui, il canone mensile altro non rappresenta se non la base di calcolo sulla quale determinare il differenziale spettante all’una o all’altra parte, con una mera funzione aleatoria.

Contratto di leasing e clausola “rischio cambio” non costituiscono un contratto complesso, la cui causa negoziale (intesa come lo scopo, di contenuto economico, che le parti perseguono con la conclusione di uno specifico accordo) è unica, trattandosi, invece, di ipotesi di collegamento negoziale tra più contratti, ciascuno dotato della propria causa.

Non sussiste la nullità della clausola di rischio cambio (rectius: del contratto collegato ad essa sotteso) ai sensi dell’art. 23 del d.lgs. 58/1998, pur non essendo stata preceduta la sua conclusione dalla stipula in forma scritta di un “contratto quadro”, quando, nel caso di una singola operazione di investimento, alla quale è assimilabile la clausola di “rischio cambio” inserita nel contratto di leasing, quanto prescrive la norma è già contenuto nel contratto che regola quella operazione di investimento.

Il mancato assolvimento degli obblighi previsti dall’art. 39, 40 e 42 del Reg. Consob 29.10.2007, n° 16190, riguardanti la rilevazione della “conoscenza ed esperienza nel settore di investimento rilevante per il tipo di strumento o di servizio”, “situazione finanziaria” ed “obiettivi di investimento”, la mancata valutazione “sulla base delle informazioni ricevute dal cliente, e tenuto conto della natura e delle caratteristiche del servizio fornito” dell’adeguatezza e dell’appropriatezza dell’operazione, senza che risulti che ricorrano le condizioni per omettere le predette informazioni e valutazioni, ai sensi dell’art. 43. dall’art. Reg. Consob citato, comporta la violazione dell’art 21 comma 1 lett. a) e b) del d.lgs. 58/1998, dunque il diritto alla risoluzione del contratto derivato incorporato, nonché il risarcimento del danno. (Paolo Righini) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 29/02/2016.


Monitoraggio del Var e responsabilità dell'intermediario e del Consorzio Patti Chiari per aver mantenuto un determinato titolo nel Listino. Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi dell'intermediario - Obblighi informativi passivi e attivi - Distinzione

Intermediazione finanziaria - Intermediario aderente al Consorzio Patti Chiari - Monitoraggio dell'andamento del titolo attraverso il Var - Necessità - Responsabilità per mantenimento del titolo nel Listino Patti Chiari - Sussistenza.
Gli obblighi informativi a carico dell'intermediario finanziario nei confronti dei clienti devono essere adempiuti sia nella fase iniziale del rapporto (obblighi informativi passivi: know your customer) sia all'atto dello specifico ordine di acquisto di strumenti finanziari (obblighi di informazione attiva: suitability rule). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

È responsabile del danno patito dall'investitore l'intermediario che abbia aderito al Consorzio Patti Chiari (sorto su iniziativa Abi per offrire ai risparmiatori un servizio informativo continuo fondato sui valori di chiarezza, comprensibilità e comparabilità del prodotto) e che non abbia seguito l'andamento di un determinato titolo secondo il monitoraggio del Var, il quale costituisce parametro fondamentale di misurazione del rischio per decidere se inserire o eliminare un titolo obbligazionario dal Listino Patti Chiari. Analoga responsabilità è individuabile in capo al Consorzio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 14/01/2015.


Obbligazioni Lehman Brothers: imprevedibilità del default; obblighi informativi della banca aderente al consorzio Pattichiari; natura e contenuto dell’obbligo di informazione sulla variazione dei livelli di rischio dei titoli. Obblighi informativi degli intermediari - Variazione delle informazioni riguardanti le caratteristiche dei servizi - Variazione dei livelli di rischio dei titoli presenti in portafoglio - Esclusione

Obblighi informativi degli intermediari - Obbligo di informazione continuativa - Verifica dell’adeguatezza del portafoglio del cliente nel suo insieme

Obblighi informativi degli intermediari - Adesione della banca al consorzio Pattichiari - Obbligo di informare il cliente in ordine alla variazione del rating al di sotto di A- e dell’indice VaR - Fattispecie in tema di obbligazioni Lehman Brothers

Obbligazioni Lehman Brothers - Mantenimento di un rating elevato fino al giorno della dichiarazione di insolvenza.
L’obbligo normativo degli intermediari di informare i propri clienti delle variazioni delle informazioni riguarda le caratteristiche generali dei servizi e attività di investimento svolte ma non anche qualsiasi variazione dei livelli di rischio dei titoli acquistati in precedenza ed ancora presenti nel portafoglio degli investitori. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

L’obbligo di informazione continuativa prevede solo la verifica dell’adeguatezza del protafoglio del Cliente nel suo insieme e non già di ogni singolo titolo in esso presente. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

L’adesione della banca al consorzio Pattichiari determina l’obbligo per la banca di informare il cliente qualora si verifichino due profili di rischio e precisamente: a) variazione del rating assegnato dalle agenzie riconosciute a livello internazionale al di sotto di A-; b) variazione dell’indice VaR superiore all'1% su base settimanale. Nel caso delle obbligazioni Lehman le agenzie avevano mantenuto un rating elevato (superiore ad A-) fino alla data di deposito del ricorso per l'ammissione alla procedura Chapter 11 (avvenuto il 15 settembre 2008) e non si era mai verificata, fino alla data del default, una modifica percentuale del VaR in misura superiore all'1% su base settimanale. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Il mantenimento di un rating  elevato fino al giorno della dichiarazione d’insolvenza rende palese che il mercato finanziario non ha mai avvertito, prima dell’irreparabile, i sintomi del default, con la conseguenza che non può rimproverarsi alla banca di non aver previsto il default di Lehman Brothers. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 10/06/2014.


Contratto di consulenza e obblighi informativi dell'intermediario. Contratto di consulenza per la gestione di portafogli di investimento - Dovere dell'intermediario di tenere informato il cliente sull'andamento fortemente negativo di determinati strumenti finanziari - Sussistenza - Propensione al rischio dichiarato dal cliente - Irrilevanza..
Rientra negli obblighi del contratto di consulenza quello di monitorare costantemente la posizione del cliente al fine di consigliargli le opportune mosse di investimento o di disinvestimento. Integra, pertanto, un'ipotesi di inadempimento il comportamento della banca che non abbia adeguatamente informato il cliente dell'andamento di strumenti finanziari (nel caso specifico obbligazioni argentine) il cui rating era divenuto “non investiment grade” e ciò indipendentemente dalla propensione al rischio dichiarata dal cliente stesso nel contratto di consulenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Roma, 12/03/2014.


Raccomandazione personalizzata di contratto di swap e obblighi informativi dell'intermediario. Intermediazione finanziaria - Prestazione di raccomandazioni personalizzate - Applicazione degli obblighi previsti per il servizio di consulenza - Adeguatezza dell'operazione.

Raccomandazione di una determinata operazione finanziaria - Servizio di consulenza - Obbligo dell'intermediario di dotarsi di procedure idonee a valutare l'adeguatezza dell'operazione con riferimento alle reali necessità dei clienti - Obbligo di suggerire prodotti idonei sotto il profilo dell'efficienza e dell'efficacia - Fattispecie in tema di contratto di swap destinato a controbilanciare il rischio correlato al tasso di indebitamento.

Raccomandazione personalizzata di contratto di swap - Conflitto di interessi - Obblighi informativi relativi alla specifica operazione raccomandata..
La prestazione al cliente di una raccomandazione personalizzata comporta l'applicazione degli obblighi fondamentali previsti a carico dell'intermediario per il servizio di consulenza, tra i quali la regola dell'adeguatezza contenuta negli articoli 39 seguenti del regolamento Consob 16190 del 29 ottobre 2007. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

L'intermediario che raccomandi al cliente una determinata operazione finanziaria deve dimostrare di essere dotato di procedure idonee a valutare l'adeguatezza dell'operazione raccomandata con riguardo alle reali necessità dei clienti ed a suggerire i prodotti più idonei sotto il profilo dell'efficienza e dell'efficacia, tenuto anche conto del costo delle opportunità alternative. Nell'ipotesi di contratto di swap (nel caso di specie rivelatosi inadeguato allo scopo) destinato a controbilanciare il rischio correlato al tasso di indebitamento bancario, l'intermediario deve, altresì, fornire spiegazioni in ordine al motivo per il quale non ha suggerito al cliente di utilizzare una struttura meno complessa, con rischi bidirezionali, o comunque di avvicinare maggiormente il nozionale all'effettivo rendimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La banca che raccomandi al cliente la stipula di un contratto di swap negoziato al di fuori dei mercati regolamentati e costruito dallo stesso intermediario, il quale si trova, pertanto, in situazione di conflitto di interessi, ha l'obbligo di illustrare al cliente i rischi relativi allo specifico prodotto ovvero: i) scomporre il prodotto complesso nelle componenti elementari che giustificano l'esborso finanziario sostenuto dal cliente per l'assunzione della posizione, con la quantificazione del fair value di ciascuna delle componenti derivative e dello strumento nel suo complesso; ii) in presenza di strutture complesse produrre le risultanze di analisi di scenario di rendimenti da condursi mediante simulazioni effettuate secondo metodologia oggettive; iii) porre a confronto il prodotto con altri analoghi semplici, noti, liquidi, basso rischio e di analoga durata e, ove esistenti, con prodotti succedanei di larga diffusione e di adeguata liquidità, in modo da consentire al cliente di operare una scelta ragionata; iv) esplicitare nel contratto il valore del derivato, gli eventuali costi impliciti, i criteri con cui determinare i costi di recesso o di sostituzione. Occorre poi precisare che, in assenza di informazioni specifiche sul profilo di rischio del prodotto, ricostruito attraverso il ricorso a scenari probabilistici e senza informazioni sul valore del marke to market alla data di stipulazione, l'investitore non è in grado di formulare un giudizio di convenienza economica del derivato in termini di costo/rischio/beneficio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 13/02/2014.


E' generica l'informa rischio paese di emissione. Contratti di investimento – Art. 28, reg. Consob n. 11522/2008 – Omessa prova in ordine alle specifiche avvertenze sulla natura e rischiosità titoli – Grave inadempimento – Sussistenza

Ordine di acquisto – Clausola sottoscritta dal cliente “rischio paese di emissione” – Natura di clausola di stile – Valore confessorio – Non sussiste..
L’intermediario deve fornire specifiche informazioni sulla peculiare natura e sulla rischiosità dei titoli negoziati anteriormente all’esecuzione dell’operazione. (Patrizia Mammone e Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata)
 
L’avviso apposto sull’ordine di investimento “rischio paese di emissione” è generico e come tale è inidoneo a dimostrare che l’intermediario abbia fornito le specifiche informazioni di cui all’art. 28, c. 2 reg, Consob 11522/1998. (Patrizia Mammone e Giovanni Cedrini) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 10/02/2014.


Acquisto di obbligazioni Lehman Brothers – Prevedibilità del default – Esclusione..
Con riferimento ad un acquisto di obbligazioni Lehman Brothers effettuato nell’aprile del 2008 la stabilità del loro prezzo, il rating positivo che gli era stato attribuito dalle agenzie di rating e la loro limitata durata sono tutti elementi che rendevano attendibile la previsione che, alla loro scadenza, la somma investita per acquistarle potesse essere restituita. A fronte di questi elementi grava sull’attore l’onere di provare che, all’epoca della predetta operazione di investimento, il mercato, e quindi l’intermediario, disponessero di informazioni ulteriori sulla situazione finanziaria della Lehman Brothers che potessero far presagire il suo default. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 15/11/2012.


Lehman Brothers Holdings Inc. e conoscibilità della situazione di difficoltà già dall'agosto del 2007. Doveri informativi, di correttezza e di buona fede dell'intermediario - Violazione - Acquisto di obbligazioni Lehman Brothers Holdings Inc. effettuato nel febbraio del 2008 - Conoscibilità della situazione di difficoltà economica dell'emittente - Fattispecie..
Costituisce violazione dei doveri informativi, di correttezza e di buona fede il comportamento dell'intermediario che ometta di avvertire l'investitore della particolare rischiosità dell'investimento in obbligazioni Lehman Brothers Holdings Inc. effettuato nel febbraio del 2008. La banca intermediaria non poteva, infatti, non essere a conoscenza della situazione di difficoltà dell'emittente il quale, già nell'agosto del 2007, aveva licenziato circa 1200 dipendenti, registrando una perdita di 25 milioni di dollari ed una riduzione dell'avviamento di circa 27 milioni di dollari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 20/10/2012.


Diritto bancario – Obblighi informativi della banca – Know your costumer rule – Suitability rule..
Gli obblighi informativi a carico della banca nei confronti dei clienti devono essere adempiuti sia nella fase iniziale del rapporto (c.d. obblighi informativi passiva: “know your costumer rule”) sia all’atto dello specifico ordine di acquisto di strumenti finanziari (cd. obblighi di informazione attiva: suitability rule). (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 10/04/2012.


Contratti di swap inadeguati alle esigenze del cliente e responsabilità dell'intermediario; ripercussione dell'inadempimento sui vari contratti collegati di rinegoziazione. Intermediazione finanziaria - Contratti derivati - Swap - Doveri di cui all'articolo 21 del TUF - Applicabilità al cliente che abbia sottoscritto la dichiarazione di operatore qualificato.

Intermediazione finanziaria - Contratti derivati - Swap - Doveri di cui all'articolo 21 del TUF - Dovere dell'intermediario di proporre al cliente strumenti finanziari adeguati alle esigenze dallo stesso manifestate - Sussistenza - Adeguatezza dell'investimento di cui art. 29 del reg. Consob - Distinzione.

Intermediazione finanziaria - Contratti derivati - Swap - Collegamento negoziale fra più contratti di rinegoziazione - Inadempimento dell'intermediario - Ripercussione sull'intero rapporto..
L'articolo 21 del TUF dispone che nella prestazione dei servizi e delle attività di investimento e accessori i soggetti abilitati debbano comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza, per servire al meglio gli interessi dei clienti e per l'integrità dei mercati; l'interesse del cliente deve, quindi, sempre costituire il punto di riferimento dell'attività professionale espletata dall'intermediario finanziario e ciò anche quando il cliente abbia sottoscritto la dichiarazione autoreferenziale di operatore qualificato prevista dall'articolo 31 del reg. Consob. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

I doveri di diligenza, correttezza, trasparenza e di informazione prescritti dall'articolo 21 del TUF nell'interesse dei clienti e della integrità dei mercati impongono all'intermediario il dovere di proporre strumenti finanziari adeguati alle esigenze che il cliente abbia opportunamente manifestato e ciò anche nell'ipotesi in cui questi abbia sottoscritto la dichiarazione di operatore qualificato prevista dall'articolo 31 del reg. Consob. In proposito, va precisato che la nozione di "adeguatezza" alle esigenze del cliente dello strumento proposto discende direttamente dagli obblighi prescritti dal citato articolo 21 del TUF e differisce dalla valutazione di adeguatezza dell'investimento rispetto al profilo di rischio dell'investitore prevista dall'art. 29 del reg. Consob. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In virtù del collegamento negoziale esistente tra più contratti in derivati finanziari ove i successivi costituiscono la rinegoziazione dei precedenti, si deve ritenere che l'inadempimento dell'intermediario ai doveri prescritti dall'articolo 21 del TUF si ripercuota sull'intero rapporto intercorso con il cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 23/03/2012.


Prestazione di servizi di investimento diligenza professionale dell'intermediario abilitato - Obbligo di trasmissione al cliente delle notizie integranti il diffuso patrimonio di conoscenze degli operatori professionali del settore. .
L'intermediario non è tenuto ad approfondimenti, analisi, previsioni, raccolta ed elaborazione di dati, che vadano al di là del comune diffuso patrimonio di conoscenze proprio degli operatori che agiscono professionalmente nel settore in cui anch'esso opera, competendogli essenzialmente un obbligo di diligente trasmissione al cliente delle notizie di cui, con diligenza e perizia professionali, si è dotato. (Nel caso di specie, l'ordine di acquisto disposto nel febbraio 2008 aveva avuto ad oggetto obbligazioni Lehman la quale, a quella stessa data, godeva di elevato rating attribuitogli dalle principali agenzie ed era considerata una delle maggiori banche d'affari su scala mondiale, circostanze tutte che rendevano imprevedibile un suo default). (Paolo Negri della Torre (riproduzione riservata) Tribunale Como, 07/03/2012.


Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi – Condotta rimproverabile dell’intermediario – Mutamento del rischio dei titoli..
Non può essere rimproverata di alcuna violazione dell’obbligo di informazione e monitoraggio, sebbene di fonte convenzionale, assunto nei confronti del cliente, la banca convenuta che non si trovi nella reale possibilità di cogliere tempestivamente il mutamento del rischio dei titoli oggetto della pattuizione. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 23/06/2011.


Negoziazione di titoli di Stato o garantiti dallo Stato - Interpretazione dell'articolo 16 della legge n. 1 del 1991 - Interpretazione restrittiva che esclude la possibilità di negoziare anche i titoli di Stato essere - Esclusione..
L'articolo 16 della legge n. 1 del 1991, che consentiva alle banche la negoziazione di titoli di Stato o garantiti dallo Stato, non può essere interpretato in modo restrittivo nel senso di escludere la possibilità di negoziare anche i titoli di Stato esteri (nella specie obbligazioni argentine). Depone a favore di questa interpretazione anche la normativa regolamentare successiva, la quale all'art. 9 del regolamento Consob n. 11768 del 98, la quale, escludendo da qualsiasi restrizione le negoziazioni fuori dei mercati regolamentati dei titoli di Stato, precisa che, sotto questa denominazione, devono intendersi i "titoli di Stato o garantiti dallo Stato, italiani ed esteri". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 25/05/2011.


Obbligazioni della Repubblica Argentina - Obbligo dell'intermediario di informazione - Fattispecie - Know your merchandise rule..
In ipotesi di negoziazione di bond della Repubblica Argentina, la banca intermediaria deve informare gli investitori non soltanto dei rischi generici connessi all’elevato tasso di rendimento dei titoli, ma anche degli ulteriori specifici elementi conoscitivi (andamento dei bilanci e politica economica dello Stato estero emittente, solidità patrimoniale, grado di affidabilità riconosciuto dalle più note agenzie internazionali, rischio di default dello stato estero emittente) non potendo ipotizzarsi che la banca ignori tali circostanze. L’eventuale ignoranza di tali circostanze di fatto, agevolmente acquisibili da un’esperto del settore, configura di per sè una negligenza dell’intermediario tenuto ad acquisire, ai sensi dell’art. 26 co. 1 lett. e) del Regolamento Consob, “una conoscenza degli strumenti finanziari …propri o di terzi, da essi stessi offerti…”. (Massimo Pensabene) (riproduzione riservata) Tribunale Trapani, 29/07/2010.


Intermediazione finanziaria – Avvertimento relativo all’affidabilità dello stato emittente l’obbligazione – Fattispecie – Genericità – Sussistenza..
L’avvertimento relativo al paese emittente per cui “l’affidabilità in senso lato non poteva essere parificata a quella degli stati occidentali ad economia avanzata” non è sufficiente ad avvertire l’investitore del rischio di perdita del capitale investito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Oristano, 28/01/2010.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario in relazione allo specifico titolo negoziato – Conoscenza della situazione economica dell’emittente – Onere della prova a carico dell’investitore..
Per affermare che l’intermediario sia venuto meno all’obbligo di fornire informazioni specifiche in ordine al titolo oggetto della scelta di investimento, l’investitore deve provare che lo stesso fosse effettivamente in possesso di particolari notizie sulla solidità economica dell’emittente, notizie che se conosciute avrebbero totalmente disincentivato il cliente dall’investimento (Fattispecie in tema di obbligazioni argentine negoziate nel gennaio e nel marzo del 2001 da investitori con alta propensione al rischio). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 18/03/2008.


Know your merchandise rule..
In presenza di titoli originariamente destinati ad investitori qualificati, privi di rating e in caso di operazioni concluse durante la fase del grey market, l’intermediario ha il dovere di acquisire una effettiva conoscenza del grado di rischio dei titoli  e quindi  circa la probabilità che la società emittente  venga meno all’obbligo di pagamento delle cedole e di rimborso del capitale investito. Appello Torino, 19/10/2007.


Negoziazione di titoli privi di rating - Know your merchandise rule - Obbligo dell'intermediario di possedere una adeguata conoscenza del prodotto - Necessità..
L'assenza di rating e quindi di una obiettiva valutazione del rischio di credito avrebbe dovuto consigliare l'intermediario, che è operatore professionale al quale è richiesto un adeguato livello di diligenza, di procurarsi una effettiva conoscenza dei prodotti finanziari negoziati, al di là di quella ricavabile dalle notizie da chiunque acquisibili sulla stampa specializzata o con la mera lettura dei bilanci sociali. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 11/10/2007.


Doveri informativi dell’intermediario – Informazione specifica relativa al titolo – Necessità..
L’intermediario ha l’onere di provare di aver informato l’investitore della natura particolarmente rischiosa dei titoli negoziati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 03/10/2007.


Know your merchandise rule, violazione. Negoziazione di obbligazioni Cirio - Know your merchandise rule - Violazione - Responsabilità - Sussistenza..
L'inadempimento dell'intermediario alla regola di acquisire una adeguata conoscenza degli strumenti finanziari negoziati importa inadempimento al disposto di cui all'art. 26 del reg. Consob n. 11522 ed è fonte di responsabilità per i danni subiti dall'investitore che non è stato posto nelle condizioni di comprendere la portata ed i rischi connessi all'operazione. (Nel caso di specie, avente ad oggetto la negoziazione di obbligazioni Cirio, la corte ha ritenuto che l'acquisizione dell'offering circular non fosse sufficiente per ritenere che la banca avesse adempiuto all'obbligo di informarsi). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Torino, 20/04/2007.