Massimario di Diritto Finanziario


DISINVESTIMENTO

Gli obblighi informativi dell'intermediario si esauriscono nel consentire all'investitore di operare investimenti pienamente consapevoli. Intermediazione finanziaria - Contratto di sola negoziazione di titoli - Persistenza degli obblighi informativi dell'intermediario dopo l'avvenuta negoziazione - Esclusione.
In materia di investimenti finanziari, gli obblighi informativi gravanti sull'intermediario ai sensi dell'articolo 21, comma 1, lett. B), del d.lgs. n. 58 del 1998, sono finalizzati a consentire all'investitore di operare investimenti pienamente consapevoli, sicchè tali obblighi, al di fuori del caso del contratto di gestione e di consulenza in materia di investimenti, vanno adempiuti in vista dell'investimento e si esauriscono con esso. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 24/04/2018.


Le operazioni di investimento e quelle di disinvestimento integrano negozi distinti ed autonomi dal punto di vista giuridico. Intermediazione finanziaria - Operazioni di investimento e di disinvestimento - Autonomia.
Le operazioni di investimento e quelle di disinvestimento integrano distinti negozi che, benché posti in essere in tempi più o meno ravvicinati e benché qualificati da una relazione di interdipendenza sul piano della descrizione empirica (avendo, cioè, riguardo al fatto che con i proventi della vendita di alcuni titoli si è operato l'acquisto degli altri), sono da considerare come autonomi dal punto di vista giuridico. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 05/12/2017.


Obbligo di informazione sull'aggravamento del rischio dell’investimento già effettuato. Intermediazione finanziaria - Contratto di deposito ed amministrazione di valori mobiliari - Obblighi di informazione gravanti sull’intermediario relativi al rischio dell'investimento - Permanenza a seguito dell’acquisto dei titoli - Insussistenza.
In tema di contratti relativi a strumenti finanziari, deve escludersi che l’intermediario nella compravendita di valori mobiliari, quando abbia stipulato con il cliente solo un contratto di deposito titoli in custodia ed amministrazione, abbia un obbligo di informazione, proprio del contratto di gestione del portafoglio, relativo all'aggravamento del rischio dell’investimento già effettuato. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 03/07/2017.


Intermediazione finanziaria – Nullità dei singoli ordini di investimento – Dichiarazione d’ufficio della nullità del contratto quadro – Esclusione.
In tema di intermediazione finanziaria, ove sia stata dedotta dall'investitore la nullità dei soli ordini di investimento, deve escludersi che il giudice possa rilevare d'ufficio la nullità del contratto quadro per difetto del requisito della forma scritta. Invero, il rilievo officioso della nullità riguarda solo il contratto posto a fondamento della domanda e, quindi, i singoli contratti di investimento, dotati di una propria autonoma individualità rispetto al contratto quadro, sebbene con esso collegati. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30/12/2016.


Intermediazione finanziaria – Contratto di consulenza finanziaria o di gestione di portafogli – Esclusione – Obbligo informativo gravante sull’intermediario finanziario successivo all’acquisto dei titoli da parte del cliente – Esclusione.
In mancanza di un contratto di consulenza finanziaria o di gestione di portafogli, non sussiste alcun obbligo informativo gravante sull’intermediario finanziario successivo all’acquisto dei titoli da parte del cliente, dovendo quest’ultimo essere adeguatamente informato esclusivamente allorché autonomamente decida di porre in essere un’operazione di disinvestimento.

Una diversa interpretazione dell'art. 28 Reg. 11522/98 finirebbe col porre a carico dell'intermediario un obbligo informativo particolarmente ampio e gravoso e dai confini oggettivamente incerti; egli sarebbe infatti tenuto (al di fuori di ogni rapporto di consulenza o gestione patrimoniale) a monitorare costantemente l'andamento dei singoli investimenti di tutti i suoi clienti e a comunicare loro ogni "modifica rilevante" delle informazioni a suo tempo fornite su ogni singolo strumento finanziario negoziato. Inoltre, lo stesso concetto di "modifica rilevante", ove non ancorato a parametri specifici che non si rinvengono nel testo regolamentare, finisce per essere opinabile e rimesso all'apprezzamento soggettivo dell'intermediario (o, in caso di contenzioso, del giudice e del suo consulente). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 30/12/2016.


Intermediazione finanziaria – Obbligo di carattere generale di informazione successivo alla concreta erogazione del servizio – Esclusione – Costante monitoraggio sulle fluttuazioni dei titoli acquistati suo tramite, al fine di suggerirne, con tempestività, l'eventuale disinvestimento – Esclusione – Applicabilità a fattispecie particolari.
E' da escludere che sia predicabile, in tesi generale, un obbligo di informazione successivo alla concreta erogazione del servizio, invocando il disposto di cui al D.Lgs. n. 58 del 1998, art. 21, comma 1, lett. b) (TUF), secondo cui l'intermediario deve operare in favore dei propri clienti "in modo che essi siano sempre adeguatamente informati", sul presupposto che l'avverbio "sempre", utilizzato dal legislatore, imponga all'intermediario un costante monitoraggio sulle fluttuazioni dei titoli acquistati suo tramite, al fine di suggerirne, con tempestività, l'eventuale disinvestimento. L'apparente latitudine della norma va, per contro, circoscritta all'ipotesi di un contratto di servizio di gestione del portafoglio o un servizio di consulenza (art. 1, comma 5, lett. d e art. 6, lett. f, TUF.: Cass., sez.1 30 gennaio 2013, n. 2185), o per operazioni in strumenti derivati e warrants e per le gestioni patrimoniali sulla base del Regolamento intermediari Consob integrativo della norma primaria (art. 28, commi 3 e 4). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 18/05/2016.


Intermediazione finanziaria - Dovere di informazione in ordine all'aumento del livello di rischio - Sussistenza.
L'intermediario ha il dovere di avvertire il cliente dell'aumento del livello di rischio degli strumenti finanziari oggetto dell'investimento qualora detto livello sia inferiore a quello del profilo prescelto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/03/2016.


Titoli obbligazionari greci: dovere di informare il cliente del declassamento ed elementi di conoscenza del default. Intermediazione finanziaria - Doveri informativi dell'intermediario - Progressivo declassamento del titolo negoziato - Necessità - Fattispecie in tema di titoli obbligazionari emessi dallo Stato della Grecia - Fattispecie - Elementi di conoscenza del default.
L'adempimento al dovere di informare l'investitore dell'adeguatezza dell'operazione non esime l'intermediario dall'obbligo di avvertire il proprio cliente che non sia un operatore qualificato del progressivo declassamento del titolo oggetto di negoziazione.

Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che l'intermediario avrebbe dovuto, ai sensi dell'articolo 28, comma 3, del regolamento attuativo del TUF, informare tempestivamente e per iscritto l'investitore qualora le variazioni dello strumento negoziato avessero superato una perdita, effettiva o potenziale, pari o superiore al 50% del valore dei mezzi costituiti per l'esecuzione delle operazioni. Fattispecie in tema di titoli obbligazionari emessi dallo Stato della Grecia per i quali l'intermediario avrebbe dovuto informare il cliente che, successivamente alla sottoscrizione dell'ordine di acquisto avvenuta il 30 ottobre 2010, il debito pubblico era stato declassato sin dall'aprile 2010 a fronte di un allarme dei mercati finanziari tale da indurre il fondo monetario internazionale ad approvare un prestito di salvataggio della Grecia da 110 miliardi di euro, subordinato alla realizzazione di severe misure di autorità; prestito che, in realtà, si è successivamente appreso, nascondeva un parziale è già avvenuto default dello Stato greco, non più in grado di vendere agli investitori i propri titoli a condizioni di mercato. La sentenza evidenzia inoltre come nell'ottobre 2011 i leader dell'Eurozona decisero di offrire per lo Stato greco un secondo prestito di salvataggio da 130 miliardi di euro, condizionato non solo all'attuazione di un altro severo pacchetto di austerità, ma anche la decisione di tutti i creditori privati a favore di una ristrutturazione del debito da ridursi dal dato del 198% del Pil del 2012 al 120,5% entro il 2020. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 13/06/2015.


Consorzio Patti Chiari: obblighi informativi nei confronti della comunità degli investitori in ordine al mancato rimborso ed alla variazione del prezzo. Consorzio Patti Chiari - Formazione dell'elenco dei titoli - Dichiarazione del Consorzio in ordine all'aggiornamento dell'elenco - Obbligo di aggiornamento quotidiano e di informazione degli investitori - Promessa effettuata dal Consorzio alla comunità degli investitori

Consorzio Patti Chiari - Informazione contenuta nell'opuscolo - Assunzione dell'obbligo di garanzia in ordine al valore dell'investimento per quanto attiene al mancato rimborso e la riduzione di valore dei titoli

Consorzio Patti Chiari - Metodo di calcolo del VaR - Scelta esclusiva del Consorzio Patti Chiari - Trasferimento sugli investitori del rischio di eventuali errori - Esclusione

Consorzio Patti Chiari - Impegno del consorzio in ordine al verificarsi di una probabilità evidenziata da specifico indicatore - Obbligo di tenere la medesima condotta in presenza di indicazioni negative ma di oscillazioni comunque verificatesi - Sussistenza

Consorzio Patti Chiari - Prevedibilità del default di alcuni titoli - Non univocità degli indicatori - Informazione dell'oscillazione di prezzo - Necessità

Consorzio Patti Chiari - Alta esperienza dell'investitore - Scelta di titoli con buoni rating e valutazione di mercato - Elemento sintomatico di scelta di investimenti sicuri.
Le dichiarazioni rese dall’ente Consorzio Patti Chiari sia in sede di indicazione del proprio oggetto sociale sia soprattutto con specifico riferimento al prospetto dell’elenco delle obbligazioni a basso rischio e rendimento sono tali da generare un’obbligazione in capo al consorzio medesimo. Qualora, infatti, CPC affermi che “l’elenco viene aggiornato quotidianamente per verificare se un titolo ha perso anche solo uno dei requisiti fondamentali”, l'affermazione comporta l’obbligo di aggiornare l’elenco quotidianamente e di rendere edotti gli investitori di eventuali modifiche all’elenco secondo lo schema descritto alla successiva pag. 25 dell'opuscolo ove si parla di: aumento del rischio modesto, comunicazione nell’estratto conto successivo, aumento del rischio rilevante, comunicazione entro 2 giorni.
In tale situazione, si configura, infatti, una promessa effettuata dal consorzio alla comunità degli investitori che scelgano per i propri impieghi titoli inseriti nel citato elenco espressamente richiamato in ciascun ordine di investimento; si configura, quindi, l’assunzione di un impegno continuativo durante l’investimento in termini di informazione ma anche in termini di condotta specifica aventi ad oggetto l'aggiornamento dell’elenco e l'avviso agli investitori nell'ipotesi di aumento del rischio. Detto impegno, ai sensi dell’art. 1989 c.c., è rivolto a persone indeterminate che vengano a trovarsi nella specifica situazione descritta nella promessa medesima di avere impiegato i propri denari in titoli inseriti nell’elenco dei titoli a basso rischio e rendimento. L’assunzione dell’obbligo in capo al CPC prescinde, quindi, dall’adesione dei singoli beneficiari della promessa (gli investitori), che concludono l’unico contratto bilaterale configurabile nella fattispecie concreta con la banca intermediaria. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Le articolate (per quanto divulgative) precisazioni esposte nell’opuscolo messo a disposizione degli investitori dal Consorzio Patti Chiari conducono a delineare in capo al primo il ruolo di garante in ordine al valore dell’investimento sotto due distinti profili: garanzia dal mancato rimborso del titolo alla scadenza (quindi garanzia resa assicurando il mantenimento nell’elenco di soli titoli con rating non inferiore a "A-") nonché garanzia dal rischio di riduzione di valore dell’investimento per l'ipotesi in cui l’investitore intenda vendere i propri titoli prima della scadenza. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

La scelta del metodo scientifico di calcolo del VaR, cui affidare le valutazioni prodromiche all’adempimento dell'obbligo informativo nei confronti degli investitori, è scelta esclusiva del Consorzio Patti Chiari, scelta che non può trasferire sugli investitori il rischio di eventuali errori provenienti da soggetti terzi ed estranei ad ogni rapporto con gli investitori medesimi. Il metodo RiskMetrics per la misurazione del VaR non è del resto menzionato nell'opuscolo messo a disposizione dal Consorzio Patti Chiari e, quindi, non è in alcun modo entrato a far parte della promessa resa dal consorzio agli investitori e potrà tutt'al più rilevare come attendibile metodo di calcolo ove le parti non lo abbiano contestato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L'assunzione di un impegno con riferimento al verificarsi di una probabilità, evidenziata da uno specifico indicatore (nel caso specifico il VaR), non esime dall’obbligo di tenere la medesima condotta quando, pur risultando negativo l’indicatore probabilistico, la circostanza si verifichi in concreto nella realtà. (Nel caso specifico, il tribunale ha ritenuto che se fosse emersa in concreto una significativa variabilità del prezzo di mercato non registrata dall’indicatore probabilistico, ugualmente il Consorzio Patti Chiari avrebbe dovuto delistare il titolo e informare l'investitore). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

In tema di prevedibilità del default, se è del tutto condivisibile la valutazione in ordine alla non univocità degli indicatori ai fini della riconoscibilità del rischio di default, deve comunque ritenersi sussistente l'obbligo assunto dall'intermediario (nel caso di specie Consorzio Patti Chiari) avente ad oggetto non solo l'informazione sul rischio di default, ma anche l'informazione sul rischio di oscillazione di prezzo e di conseguente diminuzione di valore del titolo sul mercato finanziario, ciò ai fini della valutazione della perdita per l'ipotesi che il risparmiatore intenda vendere il titolo prima della scadenza.

Se l’oscillazione di prezzo e l’allargamento del differenziale Bid-Ask non sono sufficienti indicatori esaustivi del rischio di default del titolo acquistato dall'investitore, gli stessi integrano comunque adeguata prova del rischio di oscillazione di prezzo. Inoltre, l’eventualità che detto rischio non sia stato riscontrato da altri indicatori (nel caso specifico il VaR), non vale di per sé ad escludere la responsabilità del Consorzio Patti Chiari, in quanto il fatto che un indicatore probabilistico non abbia rilevato l’aumento del rischio di mercato non esenta comunque il consorzio dall’obbligo di prendere atto dell’aumento del rischio di oscillazione del prezzo che si sia in effetti verificato e dall'assumere le condotte conseguenti in ordine alla revisione della lista di titoli “sicuri”. (Nel caso specifico, il tribunale ha ritenuto che CPC avrebbe dovuto delistare il titolo dopo il crollo del prezzo e l’evidente allargamento del differenziale Bid-Ask, atteso che uno dei due rischi che il consorzio si proponeva di evitare per i “propri” investitori (ovvero il rischio di oscillazione del prezzo del titolo) si era in effetti verificato. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Il fatto che i titoli acquistati dall'investitore nell'ambito della diversificazione degli investimenti appartenessero tutti al novero dei titoli “garantiti” da Patti Chiari ed il fatto che nonostante l’alta esperienza in materia finanziaria riferita in sede di profilatura l'investitore avesse scelto esclusivamente titoli con ottimi rating e valutazioni di mercato (“rating in linea o superiore a quello dello Stato italiano”) costituisce elemento sintomatico dell’intenzione dell’investitore di impiegare i denari in modo sicuro e ciò non solo con riferimento al rischio default, ma anche con riferimento al rischio di perdita di valore dovuta a oscillazioni di prezzo. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 23/04/2015.


Obbligo di informazione sull'aumento di rischiosità del titolo, condizioni e limiti. Intermediazione finanziaria – Obbligazioni Lehman Brothers – Obblighi informativi..
Non è configurabile un obbligo dell’intermediario di informare l’investitore sulla perdita di valore o sull’aumento di rischiosità dei titoli verificatisi in data successiva all’acquisto; tale obbligo sussiste solo quando fra intermediario e investitore sia stato concluso un contratto di consulenza o di gestione patrimoniale. (Michela Boccardo) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 20/11/2012.


Intermediazione finanziaria - Servizio di negoziazione titoli - Violazione degli obblighi informativi - Disinvestimento prima della scadenza - Risarcimento del danno - Limiti - Fondamento..
Nella prestazione del servizio di negoziazione di titoli, in presenza della violazione degli obblighi informativi gravanti sull'intermediario, la mera allegazione di un maggior valore, al tempo della futura scadenza, dei titoli venduti anticipatamente dal cliente, non basta, di per sé, ad individuare un danno imputabile all'intermediario, in quanto le ragioni di una richiesta di disinvestimento possono essere le più varie, anche funzionali ad una diversa scelta di investimento o volte all'uso del denaro per scopi di consumo, potendo ravvisarsi un danno soltanto allorché sia allegato e provato che la vendita dei titoli sia avvenuta ad un prezzo inferiore al valore di mercato in quel momento storico (e non, invece, rispetto a quanto in futuro si sarebbe potuto ricavare), ovvero che la vendita sia avvenuta in funzione di una strategia di reinvestimento finanziario meno favorevole. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 29/12/2011.


Non è dovuta l'informazione successiva all'acquisto in ipotesi di semplice servizio di negoziazione. Intermediazione finanziaria - Servizio di negoziazione dei valori mobiliari - Dovere informativi dell'intermediario successivi all'acquisto dei titoli - Esclusione..
Nessuna violazione può addebitarsi all'intermediario con riferimento al comportamento successivo all'acquisto degli strumenti finanziari qualora l'investitore non gli abbia conferito un mandato di gestione patrimoniale ma esclusivamente l'effettuazione del servizio di negoziazione di valori mobiliari allo scopo di acquistare e vendere determinati strumenti finanziari di volta in volta scelti dal cliente, senza alcun margine di discrezionalità in capo all'intermediario; il mandato conferito a quest'ultimo non implica pertanto alcun obbligo di informazione successiva all'acquisto, esaurendo i propri effetti con la pura e semplice esecuzione di ogni singola compravendita. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 29/07/2011.


Obbligazioni Lehman Brothers, previsione del default e rilevanza della valutazione di rating. Doveri informativi dell'intermediario - Rilevanza della valutazione di rating - Margine di sicurezza previsto dal “Consorzio patti chiari” - Obbligazioni Lehman Brothers - Tempestiva previsione del default - Impossibilità..
La permanenza di un rating rimasto invariato all'interno del margine di sicurezza previsto dal “Consorzio patti chiari” sino ai giorni immediatamente antecedenti al default nonché la assoluta incertezza e impraticabilità di criteri di valutazione del rischio diversi dalla valutazione di rating (quali l'andamento dei crediti default swap) costituiscono circostanze sufficienti per ritenere che gli intermediari non fossero tenuti a cogliere tempestivamente il rischio di default delle obbligazioni Lehman Brothers al fine di informare i clienti per tempo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 23/06/2011.


Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi dell’intermediario – Informazione iniziale – Obbligo di informazione continuata di matrice contrattuale..
Sebbene, al contrario degli oneri informativi ‘iniziali’, un obbligo informativo ‘continuato’ (o di monitoraggio) non sia evincibile dalla disciplina normativa, nulla esclude che fonte dello stesso possa essere di matrice convezionale costituita da pattuizioni contrattuali aggiuntive alla mera negoziazione del contratto quadro. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 23/06/2011.


Servizio di negoziazione - Titolo inserito come obbligazione "a basso rischio - basso rendimento" nell'elenco PATTICHIARI - Impegno dell'intermediario di monitorare l'andamento del titolo e di informare il cliente delle eventuali variazioni significative del livello di rischio - Mancanza di tempestiva informazione - Inadempimento dell'intermediario - Risarcimento dei danni..
Apponendo nell'ordine sottoscritto dal cliente e/o nella nota informativa la dicitura per cui il "titolo fa parte dell'elenco delle obbligazioni a basso rischio - basso rendimento PATTICHIARI ... il cliente sarà tempestivamente informato se un titolo facente parte dell'elenco subisce una variazione significativa del livello di rischio", l'intermediario assume l'obbligo contrattuale di monitorare l'andamento dei titoli inseriti nell'elenco e di dare pronta comunicazione delle significative variazioni di livello di rischio che gli stessi possano venire a subire. In mancanza della pronta comunicazione, l'intermediario risponde dei danni così causati al cliente. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 22/03/2011.


Intermediazione finanziaria - Doveri informativi generali e specifici dell’intermediario - Rapporto di durata - Permanenza durante tutta la vigenza del rapporto - Principio di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto..
Gli obblighi informativi dell’intermediario, sia che abbiano natura generale o specifica, sia che riguardino profili soggettivi od oggettivi, non possono ritenersi esauriti con il compimento di attività preventive o contestuali alla stipulazione del contratto quadro e alle singole prestazioni dei servizi di investimento. Tali obblighi, ove tra le parti esista un vincolo contrattuale destinato a regolare nel tempo l’attività di investimento, devono, infatti, ritenersi estesi all’intero periodo di vigenza del contratto, posto che l’esigenza di una informazione il più possibile corretta ed adeguata nei confronti dell’investitore – che è la ragione fondamentale che permea l’intera normativa in materia – raccordandosi anche al principio di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto, sussiste in presenza di ogni atto o circostanza sopravvenuta idonea ad incidere negativamente sul livello informativo raggiunto in occasione ed in relazione ai singoli contratti di acquisto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 16/02/2009.


Rapporto di durata e doveri dell'intermediario. Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Rapporto di durata – Permanenza dei doveri durante tutto lo svolgimento del rapporto – Sussistenza..
L’obbligo dell’intermediario di informare il cliente sull’andamento del titolo permane anche successivamente all’acquisto. La regola si ricava dalla disposizione dell’art. 21, lett. b del T.U.F., la quale impone agli intermediari di operare in modo che i clienti siano sempre adeguatamente informati, e dall’art. 28 del reg. Consob n. 11522/98, secondo il quale il cliente deve essere posto in condizione di effettuare consapevoli scelte non solo di investimento ma anche di disinvestimento. L’obbligo dell’intermediario è quindi di contenuto dinamico che non ha ad oggetto solamente il comportamento da tenere al momento dell’investimento ma, trattandosi di rapporto di durata, anche l’eventuale disinvestimento o modifica delle posizioni prese. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 18/11/2008.


Intermediazione finanziaria - Obblighi informativi - Persistenza per tutta la durata del rapporto - Sussistenza..
L’obbligo di operare in modo che i clienti siano sempre adeguatamente informati non si esaurisce nella fase iniziale dell’investimento, al momento dell’acquisto dei titoli; tale obbligo persiste durante tutto il rapporto di deposito e custodia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pisa-Pontedera, 13/10/2008.


Obblighi informativi dell’intermediario – Obbligo di monitoraggio del titolo al fine di suggerire all’investitore il disinvestimento – Esclusione. .
L’attività di consulenza finanziaria che si accompagna implicitamente al contratto di negoziazione trova un limite invalicabile nella negoziazione finalizzata all’acquisto o al disinvestimento dovendosi escludere che gravi sull’intermediario un obbligo specifico di monitorare l’andamento del titolo al fine di suggerire all’investitore di intervenire sul mercato per ridurre eventuali conseguenze negative collegate a probabili default. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 09/01/2008.


Doveri informativi dell'intermediario - Ribasso dei mercati e del valore dell'investimento - Dovere di informare gli investitori - Sussistenza..
In virtù delle disposizioni contenute negli artt. 21 I co. lett. b) del d. lgs. 58/98 e 28 III co. del reg. Consob 11522/98 a fronte del pesante ribasso registrato sui mercati del valore delle obbligazioni (nel caso di specie emesse dallo stato argentino), costituiva preciso obbligo dell’intermediario informare tempestivamente gli investitori in modo che essi potessero adottare le misure più opportune. Appello Brescia, 20/06/2007.


Contratto di custodia e negoziazione titoli - Obbligo dell'intermediario di avvisare il cliente del ribasso dei titoli successivo all'acquisto - Esclusione..
Nell'ambito del rapporto di mera custodia dei titoli ed esecuzione degli ordini del cliente per le singole negoziazioni non vi è alcun obbligo per l'intermediario di avvisare i clienti dell’andamento dei titoli successivo all'acquisto e ciò a differenza di quanto avviene nell’ambito dei contratti di gestione patrimoniale, attività, questa, che comporta, per sua natura, tale obbligo di informazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 09/05/2007.


Pura e semplice negoziazione – Obbligo dell’intermediario di avvertire l’investitore della progressiva perdita di valore dei titoli – Insussistenza..
Nell’ambito dei rapporti di semplice negoziazione di strumenti finanziari, l’intermediario non ha l’obbligo di informare il cliente della progressiva perdita di valore dei titoli acquistati in precedenza. Tribunale Lucera, 21/12/2006.


Intermediazione finanziaria – Dovere di informare l’investitore della perdita di valore dei titoli in data successiva all’acquisto – Insussistenza. .
L’intermediario non è tenuto ad informare l’investitore della perdita di valore dei titoli verificatasi in data successiva all’acquisto, a meno che non si versi nell’ipotesi prevista dall’art. 28 reg. Consob n. 11522/2998 con riferimento al rapporto di gestione patrimoniale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18/10/2006.


Mutamento della politica del fondo e comunicazione agli investitori. Fondo di investimento - Mutamento della politica di investimento - Comunicazione all'investitore - Necessità - Omissione - Responsabilità - Sussistenza..
L'omessa comunicazione all'investitore delle modifiche che incidono sulla politica di investimento del fondo,  prevista da una specifica clausola del contratto di sottoscrizione al fine di consentire l'eventuale recesso, è fonte di responsabilità per i danni eventualmente subiti dal cliente e di tali danni risponde, ai sensi degli artt. 36 e 38 del d. lgs. n. 58/1998 la società promotrice, il gestore ed anche la banca depositaria, dovendo l'informazione riguardare non solo i rischi dell'investimento al momento della sottoscrizione, ma anche quelli sopravvenuti, soprattutto laddove si tratti di rischi diversi da quelli che il risparmiatore ha consapevolmente assunto. Tribunale Brescia, 13/10/2006.


Intermediazione finanziaria – Obblighi informativi successivi all’acquisto dei titoli - Esclusione..
L’obbligo dell’intermediario di informare il cliente dell’andamento dei titoli acquistati si esaurisce nella fase che precede l’acquisto a meno che il cliente non gli abbia affidato la gestione del portafoglio. Tribunale Venezia, 04/05/2006.


Intermediazione finanziaria – Progressivo deterioramento del rating - Omessa informazione – Rapporto di gestione e rapporto di negoziazione – Conseguenze – Distinzione..
La mancata informativa da parte dell’intermediario in ordine al peggioramento del rating e la violazione dell’art. 26 reg. Consob possono avere rilevanza in ordine a rapporti di gestione del portafoglio ma non in quelli di negoziazione e gestione titoli. Tribunale Milano, 26/04/2006.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario successivi all’acquisto del titolo – Sussistenza..
La banca ha il dovere di informare l’investitore dell’andamento del titolo anche successivamente al suo acquisto e ciò non soltanto in base al principio generale di buona fede nell’esecuzione del contratto, ma anche in base alle specifiche disposizioni contenute nell’art. 21 del TUF, ove alla lettera b) impone agli intermediari di “operare in modo che (i clienti) siano sempre adeguatamente informati”, al fine di consentire ad essi di effettuare “consapevoli scelte di investimento o di disinvestimento”, si riferisce ai servizi di investimento indicati nell’art. 1, co. 5° del TUF, senza alcuna distinzione tra le varie tipologie di servizi. Tribunale Cosenza, 01/03/2006.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Monitoraggio dell’andamento dei titoli – Esclusione..
In presenza di semplici disposizioni di negoziazione di prodotti finanziari ed in assenza di un contratto di gestione patrimoniale, si deve escludere che l’intermediario abbia l’obbligo di monitorare l’andamento dei titoli presenti nel portafoglio dei clienti e quindi di consigliare loro l’eventuale disinvestimento. Tribunale Modena, 20/01/2006.


Intermediazione finanziaria – Doveri informativi dell’intermediario – Monitoraggio dell’andamento del titolo successivamente all’acquisto – Esclusione..
L’attività di consulenza finanziaria che si accompagna al contratto di negoziazione trova un limite invalicabile nella negoziazione finalizzata all’acquisto o al disinvestimento, dovendosi escludere, per il resto, che gravi sull’intermediario un obbligo specifico di monitorare l’andamento del titolo (e quindi della situazione finanziaria dell’emittente) al fine di suggerire all’investitore di intervenire sul mercato per ridurre eventuali conseguenze negative collegabili a probabili default. Tribunale Catania, 21/10/2005.


Intermediazione mobiliare – Obbligo di informazione dell’andamento del titolo successivamente all’acquisto – Sussistenza..
La banca è tenuta ad informare il cliente dell’andamento del titolo anche successivamente al suo acquisto e ciò non soltanto in base al principio generale di buona fede nell’esecuzione del contratto ma anche a specifiche disposizioni normative quali l’art. 21, lett. b t.u.i.f. e 28, 2° co. reg. Consob. Tribunale Roma, 25/05/2005.


Deposito titoli, downgrading e obbligo di informazione. Custodia ed amministrazione di strumenti finanziari – Progressivo deterioramento delle condizioni economiche dell’emittente i titoli – Obbligo di informazione – Insussistenza..
Nel caso in cui fra una banca ed un investitore sia in corso un contratto di deposito in custodia ed amministrazione non sussiste l’obbligo in capo all’istituto di credito di segnalare al cliente il progressivo deterioramento delle condizioni economiche dell’emittente dei titoli immessi nel deposito (nel caso di specie obbligazioni argentine)onde porlo in condizione di smobilizzare l’investimento, non trovando ciò fondamento né nelle specifiche previsioni contrattuali né nel disposto di cui all’art. 1375 c.c.. Tribunale Mantova, 14/04/2005.