Massimario di Diritto Finanziario


ASSOCIAZIONI DEI CONSUMATORI

Facoltà unilaterale di sospendere il pagamento di interessi, nullità e inibitoria all’uso della clausola. Intermediazione finanziaria – Obbligazioni – Regolamento di collocazione – Potere unilaterale di cessare il pagamento degli interessi – Clausole vessatorie – Nullità – Inibitoria su istanza di associazione dei consumatori..
E’ vessatoria in relazione al disposto di cui all'art. 1469 bis codice civile, nella formulazione antecedente alla riforma introdotta dal d.lgs. n. 206/2005, la clausola che prevede in danno del consumatore un significativo squilibrio dei diritti e degli obblighi derivanti dal contratto, laddove rimette al mero giudizio unilaterale dell’intermediario la decisione di cessare il pagamento degli interessi al verificarsi di un “default” dello stato che ha emesso le obbligazioni sottoscritte dall’investitore; detta clausola deve pertanto essere dichiarata nulla e, in presenza di relativa richiesta da parte di associazione dei consumatori intervenuta in giudizio, deve esserne inibito l’uso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 31/03/2010.


Associazioni dei consumatori – Azione inibitoria – Legittimazione – Oggetto – Tutela di interessi collettivi superindividuali – Interessi dei singoli individui tutelabili individualmente – Distinzione..
In base all’art. 140 del Codice del Consumo, le associazioni a tutela dei consumatori iscritte nell’apposito elenco sono legittimate ad agire in via diretta ed autonoma quando siano pregiudicati gli interessi collettivi dei consumatori, intendendosi per tali quelli che non attengono alla somma degli interessi di individui lesi da una specifica violazione, bensì quei diritti soggettivi collettivi, superindividuali, pertinenti la sfera soggettiva di più individui in relazione alla loro qualificazione e che assurgono al rango di interessi collettivi nel momento in cui il legislatore attribuisce la loro tutela ad enti esponenziali. Da tali diritti devono pertanto essere distinti quelli di cui i singoli individui lesi sono titolari e che possono ricevere tutela a livello individuale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21/12/2009.


Associazioni dei consumatori – Azione inibitoria – Oggetto – Imposizione di un facere – Ammissibilità..
L’azione inibitoria di cui all’art. 140 del Codice del Consumo, che può essere esperita dalla associazioni dei consumatori al fine di correggere od eliminare gli effetti pregiudizievoli delle violazioni, può avere ad oggetto anche l’imposizione di un facere. (Nel caso di specie, la società convenuta aveva comunicato ai propri clienti che - contrariamente al vero - per effetto del fallimento Lehman Brothers sarebbe stato a rischio il rimborso del capitale investito in polizze vita ed aveva contestualmente formulato una proposta di transazione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21/12/2009.


Contratti – Clausole vessatorie – Azione collettiva a tutela dei consumatori – Inibitoria – Legittimazione passiva delle associazioni dei professionisti che esprimano parere positivo sull’uso delle clausole – Fattispecie predente la modifica dell’art. 1469 sexies cod. civ. ex art. 14 l. 3 febbraio 2003, n. 14 -  Sussistenza..
In tema di azioni collettive a tutela dei consumatori, l’associazione di professionisti che abbia provveduto all’elaborazione ed alla diffusione di clausole contenute in condizioni generali riguardanti contratti bancari ed abbia espresso parere positivo sulla loro utilizzabilità, deve ritenersi titolare della legittimazione passiva anche in ordine alle azioni collettive promosse prima della modifica dell’art. 1469 sexies cod. civ., intervenuta ai sensi dell’art. 6 della legge n. 14 del 3 febbraio 2003, con la quale è stata espressamente estesa la legittimazione passiva alle associazioni che “raccomandano” l’utilizzo di clausole o condizioni generali di contratto. Cassazione civile, sez. I, 21/05/2008.


Associazioni dei consumatori – Azione collettiva delle associazioni dei consumatori – Inibitoria all’uso di clausole vessatorie – Effetti sui contratti già stipulati – Sussistenza..
In tema di azione collettiva, proposta, nella vigenza dell'art. 1469 sexies cod.civ., da una o più associazioni rappresentative dei consumatori, l'inibitoria dell'uso delle clausole vessatorie produce effetti anche sui contratti già stipulati al momento della pronuncia giudiziale, sia perché l'eliminazione delle clausole vessatorie da tutti i contratti che le contengono è coerente con la finalità attribuita dal legislatore comunitario all'azione collettiva sia perché l'applicazione del divieto ai contratti ad esecuzione differita o con durata reiterabile, vigenti al momento dell'adozione dell'inibitoria (come quelli bancari), realizza la funzione preventiva propria di questo specifico strumento di tutela, escludendo la necessità di ricorrere all'azione individuale per espungere, in concreto, dai singoli regolamenti negoziali, le condizioni colpite dal provvedimento giudiziale. Cassazione civile, sez. I, 21/05/2008.


Inibitoria ex art. 140 codice consumo e anatocismo. Azione inibitoria ex art. 140 codice del consumo – Associazioni dei consumatori – Ambito di applicazione e contenuto – Cessazione della condotta lesiva – Obbligo di astensione da comportamenti antigiuridici – Clausola di capitalizzazione degli interessi – Ricalcalo della esposizione debitoria previa depurazione della capitalizzazione trimestrale..
Sebbene l’art. 37 del codice del consumo faccia riferimento sia alle azioni promosse dalle associazioni dei consumatori sia a quelle promosse dalle associazioni dei professionisti e dalle camere di commercio, esso si applica soltanto alle azioni promosse da questi secondi soggetti, posto che i primi ricadono nell’ambito di applicazione dell’art. 140. Con la conseguenza, sul piano applicativo, che le azioni così promosse da tali soggetti saranno diverse sia per l’ambito soggettivo sia per quello oggettivo. Le associazioni dei consumatori (quali l’Adiconsum) sono legittimate ad agire a tutela dei diritti e degli interessi collettivi, solo in quanto iscritte nell’elenco di cui all’art 137 e secondo le modalità di cui all’art. 140 il quale, a differenza dell’art. 37, oltre all’azione inibitoria ed accanto alla pubblicazione del provvedimento, prevede l’adozione di misure correttive idonee ad eliminare e correggere gli effetti dannosi delle violazioni accertate. Pertanto, le c.d. azioni di interesse collettivo a contenuto inibitorio, di cui alle richiamate disposizioni, mirano, da un lato, a fare cessare le condotte illecite già in essere e dall’altro ad imporre all’autore della condotta lesiva degli interessi dei consumatori un obbligo di astensione per l’avvenire da comportamenti dei quali sia stata accertata l’antigiuridicità. (Nella specie, il tribunale ha ordinato alla banca convenuta di astenersi dal respingere le istanze avanzate da titolari di rapporto di conto corrente (consumatori) finalizzate al ricalcolo della esposizione debitoria previa depurazione della capitalizzazione trimestrale ovvero quelle dirette alla ripetizione di somme corrisposte in eccedenza in virtù della applicata capitalizzazione trimestrale a debito). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 20/02/2008.


Associazione dei consumatori, pubblicità ingannevole e competenza del giudice ordinario. Giurisdizione – Associazione consumatori – Azione per pubblicità ingannevole – Giurisdizione del Giudice Ordinario – Sussistenza..
Sussiste la giurisdizione del giudice ordinario a conoscere della domanda con la quale un’associazione dei consumatori, inserita nell’elenco di cui all’art. 5 della legge n. 281 del 1998, domandi l’inibizione degli atti di pubblicità ingannevole e la condanna della società che li aveva posti in essere al risarcimento del danno. Cassazione Sez. Un. Civili, 28/03/2006.


Intermediazione finanziaria – Class action – Legittimazione di associazioni per interessi diffusi – Litisconsorzio facoltativo – Distinzione. .
Le azioni alle quali sono legittimate le associazioni di consumatori ed utenti ex L. 281/1998 non possono definirsi «class action», essendo invece azioni a tutela di un interesse diffuso riconducibile ad una determinata categoria di consumatori di cui l'associazione si può far carico a livello collettivo. Nel caso in cui la domanda svolta dai singoli risparmiatori attiene ad un diritto personale (e non collettivo) proprio di ciascuno di loro, non possono ravvisarsi gli estremi per una legittimazione dell'associazione o del comitato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 02/08/2005.