Massimario di Diritto Finanziario


ALTRI CASI

Sanzioni Consob: remissione in termini per documenti resi disponibili dopo la scadenza del termine per l'opposizione. Richiesta di accesso atti procedimento sanzionatorio Consob - Disponibilità degli stessi dopo scadenza termini opposizione - Proposizione motivi aggiunti - Remissione in termini - Ammissibilità.
La tempestiva proposizione del ricorso in opposizione e l'espressa riserva ivi contenuta in ordine all'eventuale predisposizione di nuovi motivi, fondati su documenti resi accessibili dalla Consob oltre il termine utile per proporre il ricorso, è idonea a legittimare una pronuncia di rimessione in termini per la formulazione di ulteriori motivi di opposizione, in quanto detti motivi siano fondati sui documenti tardivamente messi a disposizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 11/06/2018.


Per le azioni di nullità degli investimenti in titoli bancari è competente il tribunale ordinario. Competenza – Sezione specializzata in materia di impresa – Controversia relativa ad acquisto di azioni bancarie – Necessità di inerenza dell’oggetto del giudizio col rapporto societario – Affermazione.
Ai fini della configurabilità della competenza della sezione specializzata in materia di impresa, anche quando la vicenda tragga titolo da un negozio traslativo di partecipazioni societarie, la controversia deve essere direttamente inerente alla questione societaria e all’esercizio dei diritti scaturiti dalla titolarità di partecipazioni sociali, onde la pretesa, ma viepiù la fonte di essa, devono trarre titolo dal rapporto di società e dalla conseguente acquisizione dello status socii e alle modalità di estrinsecazione di esso concretamente guardare.

[Nella fattispecie, è stata dichiarata la competenza del Tribunale ordinario atteso che la controversia atteneva esclusivamente alla validità di un contratto di investimento e non interferiva, se non occasionalmente, con il rapporto societario.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 20/03/2018.


Debito del cliente per il saldo di conto corrente ed effetti del giudicato sulla domanda risarcitoria per violazione degli obblighi di comportamento dell’intermediario finanziario. Contratti bancari – Rapporto tra saldo del conto corrente e domanda risarcitoria del cliente per violazione degli obblighi di comportamento dell’intermediario finanziario – Questione di giudicato del decreto ingiuntivo ottenuto dalla banca – Esclusione.
Il decreto ingiuntivo passato in giudicato che abbia ad oggetto il pagamento del saldo di conto corrente a favore della banca non costituisce antecedente logico, essenziale e necessario (secondo la consolidata nozione di limiti oggettivi del giudicato, cfr., di recente, Cass. 16 agosto 2012, n. 14535) rispetto alla domanda di risarcimento proposta dal cliente nei confronti della banca medesima per violazione degli obblighi di comportamento dell’intermediario in relazione ad operazioni in contratti derivati.

Nel caso di specie, la Corte ha rilevato che agli atti non vi era nessun elemento che potesse far ritenere che il contratto uniforme in contratti derivati e quello di conto corrente potessero essere considerati parti di un unico contratto e che la pretesa risarcitoria non è astrattamente riconducibile ad una posta di conto corrente se non nel caso di espresso riconoscimento debitorio da parte della banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25/10/2017.


Intermediazione finanziaria, partecipazioni sociali e competenza della sezione specializzata in materia di impresa. Procedimento civile – Competenza – Azione fondata sul contratto di intermediazione finanziaria – Competenza della sezione specializzata in materia di impresa – Esclusione.
In tema di competenza della seziona specializzata in materia di impresa, già nella formulazione complessiva della norma di cui all’art.3, comma 2, del d.lgs. del 27 giugno 2003, n.168, modificato dal d.l. 24 gennaio 2012, n. 1, è stato posto l'accento sull'oggetto della controversia, che deve essere influenzato in via diretta dalla questione societaria, ed in tal senso militano nella lett. a) il riferimento ai "rapporti societari", così come nella previsione della lett. b) l'attinenza alle partecipazioni sociali ed ai diritti inerenti. La norma ha inteso, pertanto, valorizzare, ai fini della individuazione della competenza delle sezioni specializzate, il legame diretto della controversia con i rapporti societari e le partecipazioni sociali, riscontrabile alla stregua del petitum sostanziale, identificabile in funzione soprattutto della causa petendi, per la intrinseca natura della posizione dedotta in giudizio, come affermato in linea generale nelle pronunce delle Sez. U. del 9 febbraio 2015, n. 2360 e dell'11 ottobre 2011, n.20902.

Esula pertanto dall’ambito applicativo di detta disposizione - è ed pertanto di competenza del giudice ordinario - l'azione dell’investitore che non sia relativa al trasferimento delle azioni, ma che si fondi sul contratto di intermediazione finanziaria, il cui oggetto non sia costituito, se non in via mediata, dalle partecipazioni sociali, specialmente nel caso in cui la domanda di nullità dell'acquisto degli strumenti finanziari sia prospettata come conseguenza della nullità del contratto generale d'investimento.

[…La natura meramente consequenziale della domanda di nullità dell'acquisto delle azioni Carife, determinata dal fatto estrinseco che l'intermediario ha acquistato da terzi azioni Carife, dà ragione pertanto dell'esclusione della vis attractiva della competenza delle sezioni specializzate, né si può ritenere che la fattispecie rientri nel terzo comma dell'art.3 cit., posto che non è individuabile la competenza delle dette sezioni.
E tale delimitazione è da ritenersi coerente con l'esigenza di evitare l'ampliamento eccessivamente incerto della competenza societaria delle sezioni specializzate, come ritenuto da attenta dottrina.
Né in senso contrario militano le due recenti pronunce di questa Corte del 16/10/2014, n. 21910 e del 21/2/2017, n. 4523, in quanto attinenti a controversie aventi ad oggetto in via diretta i diritti nascenti dal trasferimento delle partecipazioni sociali, (con le citate pronunce si è precisato che la lett. b), con il ricorso alla disgiuntiva "o" prima del riferimento ai "diritti inerenti", ha inteso riferirsi sia ai diritti derivanti dai negozi di trasferimento delle partecipazioni sociali, sia a quelli nascenti da ogni altro negozio che le abbia ad oggetto, ritenendosi conseguentemente che, ove il credito per il corrispettivo della cessione di una partecipazione sociale sia stato ceduto dal creditore ad un terzo, la controversia da costui proposta per l'adempimento contro il debitore ceduto soggiace alla competenza delle sezioni specializzate in materia di impresa).] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 04/04/2017.


Operazioni ‘baciate’: sono di competenza del Tribunale ordinario. BPVI – Investimenti finanziari – Operazioni “baciate” – Competenza Tribunale ordinario.
Sussiste quindi la competenza per materia del tribunale ordinario, e non quella del tribunale delle Imprese nell’ipotesi di contestazioni relative alla legittimità delle cd. operazioni “baciate”, laddove l’investitore faccia valere la violazione degli obblighi connessi alla qualità di intermediario finanziario della Banca con riguardo ad operazioni di investimento aventi ad oggetto prodotti finanziari; dette domande non afferiscono al rapporto sociale o, comunque, a questioni attinenti al rapporto tra socio e società, che viene in rilievo solo in via riflessa. (Pietro Adami) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 24/03/2017.


Sanzioni Consob e bis in idem. Sanzioni Consob - Sanzione amministrativa prevista dall’art. 187 ter, terzo comma, lettere a) e b) del D.lgs. n° 58/1998 - Parificabilità alla sanzione penale - Contemporaneo svolgimento del giudizio di opposizione alla sanzione Consob e del procedimento penale - Violazione del divieto del bis in idem - Esclusione - Condizioni.
In caso di applicazione da parte della Consob della sanzione amministrativa prevista dall’art. 187 ter, terzo comma, lettere a) e b) del D.lgs. n° 58/1998 – parificabile, secondo la giurisprudenza della Corte EDU, ad una sanzione penale – e di contemporaneo svolgimento del giudizio di opposizione alla sanzione Consob e del procedimento penale (conclusosi per primo, con sentenza di applicazione pena ex art. 444 c.p.p.), non vi è violazione del divieto del bis in idem a causa della contemporanea pendenza o della anteriore definizione del giudizio penale, purché il giudice accerti che tra i due giudizi vi sia connessione sostanziale e temporale sufficientemente stretta, verificando in particolare: (i) che i due procedimenti perseguano scopi complementari; (ii) che la doppia pendenza costituisca una conseguenza prevedibile per l’incolpato; (iii) che i due procedimenti siano stati condotti in modo tale da evitare duplicazioni nella raccolta e nella valutazione delle prove, eventualmente tramite interazione tra le diverse competenti autorità; (iv) che la legge consenta che la sanzione applicata nel procedimento definito per primo possa essere presa in considerazione nel procedimento definito per secondo, per evitare che il reo sopporti un carico sanzionatorio eccessivo. (Luciano Varotti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 03/03/2017.


Intermediazione finanziaria – Inversione dell’onere della prova ai sensi dell’art. 23 TUF – Limiti dell’inversione dell’onere della prova ed oneri probatori a carico dell’investitore.
L’art. 23, 6° comma, TUF (“Nei giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello svolgimento dei servizi di investimento e di quelli accessori, spetta ai soggetti abilitati l’onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta”) prevede un’inversione dell’onere della prova, limitatamente appunto ai giudizi di risarcimento dei danni, ponendo a carico dell’intermediario l’onere di dimostrare di aver agito con la specifica diligenza richiesta, mentre ogni altro elemento fattuale, posto dall’investitore a sostegno della domanda risarcitoria, deve essere da costui provato, in base a conferente allegazione, secondo le disposizioni comuni (Cass. SU 13533/2001). (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03/03/2017.


Azione del socio-investitore contro la Banca: competenza del tribunale ordinario o di quello delle imprese?. Determinazione della competenza sulla domanda proposta dal socio – Investitore nei confronti di una banca popolare – Utilizzo del criterio di cui all’art. 10 c.p.c. – Necessità

Domanda nei confronti di una banca popolare fondata sulla violazione degli obblighi previsti dal T.u.f. – Competenza del tribunale delle imprese – Esclusione

Qualità di consumatore – Sua rilevanza ai fini della determinazione della competenza per territorio sulle controversie relative a contratti finanziari – Esclusione

Violazione dei doveri di cui all’art. 88 c.p.c. nel riportare al giudice la giurisprudenza in maniera incompleta e fuorviante – Condotta della parte che nei propri scritti riporti della giurisprudenza in maniera incompleta e fuorviante – Violazione del dovere di lealtà e probità – Sussistenza – Conseguenze in punto di spese.
L’eccezione di incompetenza per materia in relazione alla controversia proposta da un soggetto nei confronti della banca popolare di cui è socio e in cui sia stata prospettata la violazione, da parte di questa, al momento dell’acquisto delle azioni degli obblighi previsti dal T.u.f., va risolta alla stregua del consolidato orientamento della Suprema Corte secondo il quale la determinazione della competenza deve essere effettuata in base al contenuto della domanda giudiziale secondo quanto stabilisce l'art. 10 c.p.c., che esprime una regola di portata generale, salvo che nei casi in cui la prospettazione là contenuta appaia prima facie artificiosa e volta al solo fine di sottrarre la cognizione della causa al giudice predeterminato per legge. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)

Va esclusa la competenza del tribunale delle imprese, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera a) e lett. b), del d. lgs. 168/2003, e va invece affermata quella del tribunale ordinario, in relazione ad una domanda avanzata dal socio-investitore nei confronti di una banca popolare nella quale sia lamentata la violazione degli obblighi previsti dal t.u.f. al momento della conclusione di una operazione di investimento in obbligazioni convertibili in azioni di tale istituto. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)

La qualità di consumatore non rileva nemmeno in astratto nelle controversie, proposte dal socio investitore nei confronti di una banca popolare, in cui venga prospettata la violazione, da parte di questa, degli obblighi previsti dal Tu.f. al momento dell’acquisto delle azioni atteso che, ai sensi dell'articolo 47, lettera d) d. lgs. 206/2005, i contratti relativi a strumenti finanziari esulano dall'ambito di applicazione delle disposizioni della sezione del predetto testo normativo, tra le quali è compresa quella che individua, quale foro competente e inderogabile, quello del luogo di residenza o di domicilio del consumatore. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata)

Deve ritenersi contrario al dovere di lealtà e probità, e come tale giustifica la compensazione delle spese tra le parti, il comportamento processuale della parte consistito nel riportare in maniera incompleta i passi salienti di decisioni in punto di competenza per materia di altro organo di giustizia, al fine evidente di prospettarle come a sé favorevoli e quindi di fuorviare il giudicante sul punto. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 09/11/2016.


Determinazione della competenza sulla domanda proposta dal socio – investitore nei confronti di una banca popolare – Utilizzo del criterio di cui all’art. 10 c.p.c. – Necessità.
L’eccezione di incompetenza per materia in relazione alla controversia proposta da un soggetto nei confronti della banca popolare di cui è socio e in cui sia stata prospettata la violazione, da parte di questa, al momento dell’acquisto delle azioni degli obblighi previsti dal T.u.f., va risolta alla stregua del consolidato orientamento della Suprema Corte secondo il quale la determinazione della competenza deve essere effettuata in base al contenuto della domanda giudiziale secondo quanto stabilisce l'art. 10 c.p.c., che esprime una regola di portata generale, salvo che nei casi in cui la prospettazione là contenuta appaia prima facie artificiosa e volta al solo fine di sottrarre la cognizione della causa al giudice predeterminato per legge. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 09/11/2016.


Domanda nei confronti di una banca popolare fondata sulla violazione degli obblighi previsti dal T.u.f. – Competenza del tribunale delle imprese – Esclusione.
Va esclusa la competenza del tribunale delle imprese, ai sensi dell'articolo 3, comma 2, lettera a) e lett. b), del d. lgs. 168/2003, e va invece affermata quella del tribunale ordinario, in relazione ad una domanda avanzata dal socio-investitore nei confronti di una banca popolare nella quale sia lamentata la violazione degli obblighi previsti dal t.u.f. al momento della conclusione di una operazione di investimento in obbligazioni convertibili in azioni di tale istituto. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 09/11/2016.


Qualità di consumatore – Sua rilevanza ai fini della determinazione della competenza per territorio sulle controversie relative a contratti finanziari – Esclusione .
La qualità di consumatore non rileva nemmeno in astratto nelle controversie, proposte dal socio investitore nei confronti di una banca popolare, in cui venga prospettata la violazione, da parte di questa, degli obblighi previsti dal Tu.f. al momento dell’acquisto delle azioni atteso che, ai sensi dell'articolo 47, lettera d) d. lgs. 206/2005, i contratti relativi a strumenti finanziari esulano dall'ambito di applicazione delle disposizioni della sezione del predetto testo normativo, tra le quali è compresa quella che individua, quale foro competente e inderogabile, quello del luogo di residenza o di domicilio del consumatore. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 09/11/2016.


Violazione dei doveri di cui all’art. 88 c.p.c. nel riportare al giudice la giurisprudenza in maniera incompleta e fuorviante – Condotta della parte che nei propri scritti riporti della giurisprudenza in maniera incompleta e fuorviante – Violazione del dovere di lealtà e probità – Sussistenza – Conseguenze in punto di spese.
Deve ritenersi contrario al dovere di lealtà e probità, e come tale giustifica la compensazione delle spese tra le parti, il comportamento processuale della parte consistito nel riportare in maniera incompleta i passi salienti di decisioni in punto di competenza per materia di altro organo di giustizia, al fine evidente di prospettarle come a sé favorevoli e quindi di fuorviare il giudicante sul punto. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 09/11/2016.


Improponibilità in sede ordinaria dell’azione risarcitoria per l’inadempimento di mandato fiduciario con clausola arbitrale per lodo irrituale. Arbitrato irrituale – Domanda proposta nonostante clausola compromissoria – Improponibilità in sede ordinaria dell’azione

Rinuncia all’azione in sede ordinaria – Natura negoziale del lodo irrituale – Improponibilità e difetto di giurisdizione

Improponibilità in sede ordinaria della domanda su questione devoluta ad arbitri – Rilevabilità solo su eccezione della parte interessata

Azione risarcitoria in sede ordinaria per mandato fiduciario con clausola arbitrale irrituale – Eccezione di compromesso tempestiva – Improponibilità dell’azione.
In materia di arbitrato irrituale, che si configura allorché le parti abbiano voluto demandare la risoluzione delle controversie ad un collegio arbitrale la cui decisione ha valore di volontà contrattuale, la domanda giudiziale eventualmente proposta nonostante l'esistenza della clausola compromissoria deve ritenersi improponibile. (Maximiliano Maurizi) (riproduzione riservata)

La natura negoziale della decisione per arbitrato libero, o irrituale, comporta l'assoluta improponibilità dell'azione in via giurisdizionale, per la convenzionale rinuncia all'azione operata dalle parti, con il conseguente difetto di giurisdizione. (Maximiliano Maurizi) (riproduzione riservata)

L’improponibilità della domanda in sede ordinaria in caso di clausola arbitrale tempestivamente eccepita non può essere rilevata d'ufficio, ma solo su eccezione della parte interessata. (Maximiliano Maurizi) (riproduzione riservata)

È improponibile l’azione risarcitoria promossa in relazione ad un contestato inadempimento di un mandato fiduciario, nel caso in cui la società fiduciaria convenuta avanti al giudice ordinario eccepisca tempestivamente la clausola compromissoria per arbitrato irrituale, prevista nelle condizioni generali ed avente la seguente formulazione: “…per ogni controversia che potesse sorgere in relazione al presente incarico ... ...sarà competente a decidere senza formalità di procedura e quale amichevole compositore un collegio arbitrale composta da tre Membri ... restando inteso che tale decisione ha valore di volontà contrattuale”. (Maximiliano Maurizi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 12/10/2016.


Disconoscimento della sottoscrizione apposta sugli originali degli ordini d’investimento. Intermediazione finanziaria – Nullità dei singoli ordini di acquisto – Disconoscimento copia fotostatica disposizioni d’investimento – Mancato disconoscimento originali – Art. 215 c.p.c..
Nel caso in cui il cliente che abbia proposto domanda di nullità degli ordini d’acquisto titoli, disconoscendo nell’atto di citazione le singole disposizioni d’investimento da egli stesso prodotte in copia fotostatica, ometta di disconoscere la sottoscrizione apposta sugli originali degli ordini d’investimento successivamente prodotti in giudizio dalla Banca, tali sottoscrizioni devono ritenersi tacitamente riconosciute ex art. 215 c.p.c. (Alessandro Giorgetta) (Giulio Di Fabio) (riproduzione riservata) Appello Milano, 09/08/2016.


Contratti di swap - Eccezione di nullità del rapporto garantito - Legittimazione attiva del fideiussore - Sussistenza.
Il fideiussore ha legittimazione attiva in relazione alla domanda di liberazione dalla propria obbligazione di garanzia sul presupposto della nullità del rapporto contrattuale sottostante garantito, e ciò anche laddove le ragioni dedotte in giudizio attengano non direttamente al contratto di garanzia, ma all’oggetto della garanzia stessa, ossia al rapporto contrattuale sottostante garantito. (Michele Cespa) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 07/07/2016.


Efficacia della clausola attributiva di competenza in un prospetto di emissione di titoli obbligazionari. Rinvio pregiudiziale – Regolamento (CE) n. 44/2001 – Spazio di libertà, sicurezza e giustizia – Nozione di “decisioni incompatibili” – Ricorsi non aventi lo stesso oggetto, diretti contro una pluralità di convenuti domiciliati in diversi Stati membri – Condizioni della proroga di competenza – Clausola attributiva di competenza – Nozione di “materia contrattuale” – Verifica dell’assenza di vincolo contrattuale valido.
L’articolo 23 del regolamento (CE) n. 44/2001 del Consiglio, del 22 dicembre 2000, concernente la competenza giurisdizionale, il riconoscimento e l’esecuzione delle decisioni in materia civile e commerciale, deve essere interpretato nel senso che:
–        in caso di inserimento di una clausola attributiva di competenza in un prospetto di emissione di titoli obbligazionari, il requisito della forma scritta stabilito dall’articolo 23, paragrafo 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001 risulta soddisfatto soltanto se il contratto firmato dalle parti al momento dell’emissione dei titoli sul mercato primario menziona l’accettazione di tale clausola ovvero contiene un rinvio espresso al suddetto prospetto;
–        una clausola attributiva di competenza contenuta in un prospetto di emissione di titoli obbligazionari, redatta dall’emittente di detti titoli, può essere opposta al terzo che ha acquistato tali titoli presso un intermediario finanziario laddove sia dimostrato – circostanza che incombe al giudice nazionale verificare –, anzitutto, che tale clausola è valida nel rapporto tra l’emittente e tale intermediario finanziario, poi, che il suddetto terzo, sottoscrivendo sul mercato secondario i titoli in questione, è subentrato a detto intermediario nei diritti e negli obblighi discendenti da questi stessi titoli ai sensi del diritto nazionale applicabile e, infine, che il terzo in questione ha avuto la possibilità di conoscere il prospetto contenente detta clausola, e
–        l’inserimento di una clausola attributiva di competenza in un prospetto di emissione di titoli obbligazionari può ritenersi una forma ammessa da un uso vigente nel commercio internazionale, ai sensi dell’articolo 23, paragrafo 1, lettera c), del regolamento n. 44/2001, che permette di presumere il consenso di colui al quale tale clausola viene opposta, purché sia in particolare dimostrato – circostanza che spetta al giudice nazionale verificare –, da un lato, che un siffatto comportamento viene generalmente e regolarmente seguito dagli operatori nel settore considerato al momento della conclusione di contratti di questo tipo e, dall’altro, che i contraenti intrattenevano, in precedenza, rapporti commerciali regolari tra di loro o con altre parti operanti nel settore considerato oppure che il comportamento in questione è sufficientemente noto per poter essere considerato come una prassi consolidata.

L’articolo 5, punto 1, lettera a), del regolamento n. 44/2001 dev’essere interpretato nel senso che le azioni dirette a ottenere l’annullamento di un contratto e la restituzione delle somme indebitamente versate sul fondamento di detto contratto rientrano nella «materia contrattuale», ai sensi di tale disposizione.

L’articolo 6, punto 1, del regolamento n. 44/2001 dev’essere interpretato nel senso che, nell’ipotesi di due ricorsi proposti contro una pluralità di convenuti, aventi oggetto e titolo diversi e tra i quali non intercorra una relazione di subordinazione o d’incompatibilità, non è sufficiente che l’eventuale accoglimento di uno di essi sia potenzialmente idoneo a riflettersi sull’entità dell’interesse a tutela del quale l’altra domanda è stata proposta affinché vi sia un rischio di decisioni incompatibili ai sensi di tale disposizione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 20/04/2016.


Intermediazione finanziaria - Risarcimento del danno per violazione degli obblighi informativi relativi alla negoziazione di obbligazioni - Contitolarità - Legittimazione ad agire di ciascuno dei contitolari - Sussistenza - Eccezioni.
Ciascuno dei contitolari delle obbligazioni controverse è legittimato ad agire per il risarcimento dei danni derivanti dalla violazione degli obblighi di informazione imposti alla banca dal d.lgs. n. 58/1998, perché l'azione di responsabilità extracontrattuale non postula necessariamente un'identità fra il titolo al risarcimento ed il titolo giuridico di proprietà o di godimento (Cass., sez. II, 5 novembre 1975, n. 3705, m. 377918, Cass., sez. III, 14 maggio 1979, n. 2780, m. 399083); e nel caso di comproprietà la legittimazione ad agire del singolo deve essere esclusa solo quando, a seguito dell'intervento in causa degli altri partecipanti, si accerti l'esistenza di un contrasto (Cass., sez. III, 23 gennaio 1976, n. 218, m. 378874). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 15/03/2016.


Agenzie di rating e diffusione di informazioni errate: questioni di giurisdizione per l’azione di responsabilità contrattuale da contatto sociale e per quella extracontrattuale. Intermediazione finanziaria - Agenzie di rating - Diffusione di informazioni errate presso il pubblico - Responsabilità da contatto sociale - Azione di responsabilità di natura contrattuale - Giurisdizione del giudice italiano - Esclusione

Intermediazione finanziaria - Agenzie di rating - Diffusione di informazioni errate presso il pubblico - Responsabilità extracontrattuale - Giurisdizione del giudice italiano - Sussistenza.
Il concetto di materia contrattuale riconducibile all'art. 5, n. 1 lett. a del Regolamento CE 44/2001, consente di escludere che esso possa ricomprendere anche la responsabilità da contatto sociale e, quindi, anche la responsabilità delle agenzie di rating per avere diffuso informazioni errate in relazione a titoli emessi da società terze. Infatti, le agenzie di rating agiscono in un contesto "arelazionale" nell'ambito del quale non appare possibile individuare l'assunzione di un obbligo da una parte nei confronti di un'altra. Le agenzie di rating diffondono informazioni presso il pubblico: tuttavia, al fine di radicare, secondo i principi della Corte di giustizia, la giurisdizione di uno Stato, sarebbe necessario individuare uno specifico rapporto tra le parti e, dunque, uno specifico rapporto obbligatorio che lega determinati soggetti (agenzie di rating ed utenti delle informazioni), mentre ai fini indicati non è bastevole l'individuazione di una mera relazione tra un soggetto ed il pubblico senza che vi sia, da parte del primo nei confronti del secondo, l'assunzione di un vincolo obbligatorio. Deve quindi essere dichiarato il difetto di giurisdizione del giudice italiano in relazione alla domanda degli investitori che si fondi sulla responsabilità di natura contrattuale delle agenzie di rating per la diffusione al pubblico di informazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Poiché la diffusione da parte delle agenzie di rating di informazioni inesatte lede la libertà contrattuale dell’investitore, qualora venga proposta un’azione di responsabilità extracontrattuale, appare corretto individuare il criterio di collegamento della giurisdizione nel luogo ove il contratto è stato concluso e quindi nel luogo ove i titoli sono stati acquistati per effetto di quell’informazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 07/02/2014.


La specificità dei motivi di appello deve risultare dall’atto introduttivo e non può essere rinviata a successivi momenti o atti del giudizio. Procedimento civile - Appello - Specificità dei motivi nell’atto introduttivo - Violazione - Conseguenze.
La specificità dei motivi d’appello è imposta dall’art. 342 cpc quale presupposto dell’ammissibilità del gravame (per tutte v. Cass. 16/2000) e comporta che attraverso l’atto introduttivo dell’impugnazione devono essere prospettate tutte le censure alla sentenza impugnata (non essendo lecito che l’esposizione delle argomentazioni venga rinviata a successivi momenti o atti del giudizio ovvero addirittura al deposito della comparsa conclusionale, v. Cass. 1924/2001, Cass. 6396/2004) le cui statuizioni non sono mai separabili dalle motivazioni che le sorreggono. (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 03/09/2013.


Strumenti finanziari emessi all'estero, questione di giurisdizione, connessione tra cause ed ambito applicativo della domanda di nullità. Questione di giurisdizione - Regolamento 44/2001 - Connessione tra cause diverse - Diversità di oggetto e titolo - Mancanza di relazioni di subordinazione o di incompatibilità logico giuridica - Accoglimento di un’zione idonea a riflettersi sull'altra.

Questione di giurisdizione - Regolamento 44/2001 - Forma scritta - Inserimento di clausola information memorandum - Prestito obbligazionario - Proroga della giurisdizione.

Questione di giurisdizione - Regolamento 44/2001 - Articolo 5, numero 1, "materia contrattuale" - Interpretazione - Estensione alle controversie volte a negare l'esistenza di un vincolo contrattuale..
Deve essere sottoposto al vaglio della Corte di giustizia dell'Unione europea il quesito se il nesso di connessione tra cause diverse contemplato dall'art. 6, n. 1 del regolamento 44/2001 possa o meno reputarsi sussistente qualora siano diversi l'oggetto delle pretese fatte valere con le due azioni ed il titolo in base al quale le pretese giudiziarie sono avanzate, senza che vi sia tra esse una relazione di subordinazione o d'incompatibilità logico-giuridica, ma l'eventuale accoglimento di una di esse sia potenzialmente idoneo, di fatto, a riflettersi sull'entità dell'interesse a tutela del quale l'altra domanda 6 stata proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Deve essere sottoposto al vaglio della Corte di giustizia dell'Unione europea il quesito se il requisito della forma scritta della clausola di proroga della giurisdizione postulato dall'art. 23, comma 1, lett. a), del citato regolamento possa o meno reputarsi integrato in caso di inserimento di una tat clausola nel documento (Information memorandum) predisposto unilateralmente dall'emittente di un prestito obbligazionario, con l'effetto di rendere applicabile la proroga della giurisdizione alle controversie insorte con qualsiasi successivo acquirente di dette obbligazioni in ordine alla validità delle stesse; o se possa altrimenti reputarsi che l'inserimento della clausola di proroga net documento volto a disciplinare un prestito obbligazionario destinato ad avere circolazione transfrontaliera corrisponda ad una forma ammessa dagli usi net commercio internazionale, nell'accezione di cui all'art. 23, comma 1, lett. c), del medesimo regolamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Deve essere sottoposto al vaglio della Corte di giustizia dell'Unione europea il quesito se l'espressione "materia contrattuale" adoperata dall'art. 5, n. 1, del citato regolamento sia da intendere come riferita unicamente alle controversie nelle quali si intenda far valere in giudizio il vincolo giuridico derivante dal contratto, oltre che a quelle da detto vincolo strettamente dipendenti, o se vada estesa anche alle controversie nelle quali la parte attrice, lungi dall'invocare il contratto, neghi l'esistenza di un vincolo contrattuale giuridicamente valido e miri a conseguire la restituzione di quanto corrisposto in base ad un titolo privo, a suo dire, di qualsiasi valore giuridico. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 25/06/2013.


Intermediazione finanziaria - Domanda di accertamento dell'inadempimento dell'intermediario e di restituzione delle somme investite previa restituzione dei titoli - Interpretazione - Domanda di risoluzione del rapporto di negoziazione..
La domanda con la quale si chiede che, accertato l’inadempimento dell'intermediario, questi sia condannato, previa restituzione dei titoli, alla restituzione delle somme investite, deve essere interpretata come domanda di risoluzione del rapporto di negoziazione e ciò nonostante la somma dovuta dall'intermediario sia indicata come risarcimento del danno. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 11/04/2011.


Intermediazione mobiliare - Azioni dematerializzate di fondo mobiliare estero immesse in un sistema di gestione accentrata - Localizzazione - Luogo della scritturazione in conto presso l'intermediario ex art. 10 d.lgs. n. 170 del 2004 - Sussistenza - Luogo di iscrizione nel libro dei soci - Irrilevanza - Fondamento..
In tema di intermediazione finanziaria, le azioni di un fondo mobiliare estero, emesse in forma dematerializzata ed immesse dal collocatore straniero in un sistema di gestione accentrata, devono ritenersi localizzate - ai fini delle domande risarcitorie proposte dall'investitore italiano contro le società estere coinvolte nell'emissione, promozione, collocamento e gestione delle azioni, nonché contro la società di revisione dell'emittente e la banca gestore del patrimonio di questa - nel luogo in cui è aperto il conto od avviene l'annotazione contabile nei registri dell'intermediario, nei quali si opera la registrazione in favore del titolare, in quanto le disposizioni del c.d. "prima" ("place of the relevant intermediary approach"), di cui all'art. 10 del d.lgs. 21 maggio 2004, n. 170, sono applicabili anche oltre il campo dei diritti di garanzia su strumenti finanziari in forma scritturale, attesa l'indiscutibile analogia di "ratio legis"; resta, invece, irrilevante l'ubicazione materiale del libro dei soci della società emittente, in quanto sia proposta un'azione risarcitoria di natura aquiliana e non un'azione di tipo sociale, rappresentando le azioni in questione null'altro che l'oggetto finale di un investimento mobiliare. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 08/04/2011.


Intermediazione mobiliare - Danno da falsità del prospetto - Localizzazione dell'evento dannoso - Luogo di utilizzo del prospetto - Rilevanza - Fondamento..
La responsabilità da prospetto non veridico è conseguenza di un illecito aquiliano autonomo, che accomuna, in via solidale, non soltanto tutti i soggetti che abbiano materialmente provveduto alla sua redazione, ma anche quelli che ne abbiano successivamente fatto uso in sede di offerta pubblica o privato collocamento dei titoli in esso rappresentati, in quanto la responsabilità nasce all'atto della propalazione di notizie, informazioni, indicazioni false o fuorvianti; ne deriva che la materiale illustrazione e consegna da parte dell'offerente del prospetto, di cui l'investitore assuma la non veridicità, integra ed esaurisce la condotta illecita del primo ed identifica il "locus commissi delicti" come il luogo in cui le condotte materiali descritte sono state tenute, in quanto l'azione illecita si consuma nel luogo in cui il prospetto viene diffuso. (massima ufficiale) Cassazione Sez. Un. Civili, 08/04/2011.


Mercati Finanziari – Camera di conciliazione ed arbitrato Consob – Controversie instaurate dinanzi all’autorità giudiziaria – Reciproca indipendenza. .
L’istituzione della Camera di conciliazione ed arbitrato presso la CONSOB, intervenuta con d.p.r. 22 giugno 2007, n. 116, non comporta alcuna conseguenza per le controversie instaurate ed instaurande di fronte all’autorità giudiziaria; da ciò deriva l’impossibilità, da parte di un istituto di credito, di dolersi delle conseguenze derivanti dal risarcimento riconosciuto in sede giudiziaria e dal costo del finanziamento del Fondo di garanzia per i risparmiatori ed investitori, essendo questione estranea al processo ed attenendo esclusivamente a scelte adottate in sede legislativa. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 16/02/2011.


Sanzioni amministrative di cui al Titolo II, Parte V del TUF e giurisdizione del giudice amministrativo. Giurisdizione competenza - Sanzioni amministrative di cui al Titolo II, Parte V del TUF - Giurisdizione del giudice amministrativo - Sussistenza..
Avverso le sanzioni adottate da determinate autorità, tra le quali la Consob, all’esito delle procedure di cui al Titolo II, Parte V del TUF (ivi comprese quelle ai sensi dell'articolo 163, comma 1, lett. b) del D.ls. 24 febbraio 1998, n. 58, nella formulazione introdotta dall'articolo 18, comma 1, lett. f) n. 1 della L. 262/2005, cd. “legge sul risparmio”), può essere proposto ricorso giurisdizionale avanti al tribunale amministrativo regionale del Lazio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 15/12/2010.


Contratto di interest swap rate, pattuizione di foro esclusivo e modifica della competenza. Contratto di interest swap rate - Deroga convenzionale della competenza per territorio - Di riduzione della nullità relativa ad altri contratti - Modifica della competenza - Ammissibilità..
La presenza in un contratto di interest swap rate di una clausola di deroga convenzionale della competenza per territorio non impedisce, al pari di ogni altro criterio determinativo della competenza, che questa possa essere modificata qualora nel medesimo giudizio sia stata dedotta la nullità per carenza della forma scritta di altri contratti quadro sottoscritti tra le stesse parti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Urbino, 04/11/2010.


Procedimento sommario e domanda di nullità del contratto quadro. Intermediazione finanziaria – Procedimento sommario di cognizione – Domanda di nullità del contratto – Assenza di istanze di prova orale o di CTU – Ammissibilità..
E’ ammissibile il ricorso al procedimento sommario di cui all’art. 702 bis, codice procedura civile, ove si chieda la declaratoria di nullità di operazioni in strumenti finanziari causata dalla mancanza e quindi dalla nullità del contratto quadro, le parti non abbiano avanzato alcuna richiesta di istruttoria orale o di CTU e la causa sia, pertanto, di natura esclusivamente documentale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 29/09/2010.


Obbligazioni argentine - Adesione all’arbitrato internazionale ICSID - Rinuncia all’azione nei confronti dell’intermediario - Esclusione - Oggetto diverso..
L’aver presentato ricorso per arbitrato ICSID non esclude la procedibilità/ammissibilità della domanda in riferimento alle domande proposte, tenuto conto che le stesse hanno un oggetto diverso, nell’arbitrato internazionale controparte è la Repubblica Argentina e le domande risarcitorie o di nullità svolte dagli investitori hanno come presupposto la condotta non del Governo Argentino, bensì dell’intermediario. (Tiziana Sorriento) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 29/09/2010.


Fondi comuni, patrimoni separati e intestazione dei beni immobili alla SGR. Intermediazione finanziaria – Fondi comuni di investimento immobiliare – Responsabilità patrimoniale – Possibilità di intestare i beni direttamente al fondo – Esclusione – Capacità processuale autonoma – Esclusione..
I fondi comuni d’investimento (nella specie, un fondo immobiliare chiuso) costituiscono patrimoni separati della società di gestione del risparmio che li ha istituiti, con la conseguenza che, in caso di acquisto immobiliare operato nell’interesse di un fondo, l’immobile acquistato deve essere intestato alla società di gestione. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 15/07/2010.


Intermediazione finanziaria, camera di conciliazione ed arbitrato ed obbligatorietà del tentativo di conciliazione. Intermediazione finanziaria – Fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori – Camera di conciliazione ed arbitrato – Obbligo di esperire il tentativo di conciliazione – Esclusione..
Il mancato utilizzo della procedura arbitrale introdotta dal decreto legislativo n. 179 del 2007, che ha istituito il Fondo di garanzia per i risparmiatori e gli investitori, non preclude il ricorso all'autorità giudiziaria. Detta disciplina prevede, infatti, unicamente la facoltà in capo all'investitore di ricorrere all'arbitrato, avente natura rituale, in alternativa all'esercizio dell'azione civile, fermo restando poi la facoltà per lo stesso investitore di adire l'autorità giudiziaria per ottenere il riconoscimento del maggior danno subito in conseguenza dell'inadempimento dell'intermediario, in aggiunta all'indennizzo già stabilito dalla Consob. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 14/04/2010.


Intermediazione finanziaria – Interpretazione della domanda – Domanda risarcitoria come accessoria a quella di nullità – Rilevanza della prospettazione – Condizioni..
Ove la domanda di risarcimento dei danni proposta dall’investitore venga dedotta come conseguenza delle violazioni commesse dall’intermediario, diviene irrilevante la formulazione di tale domanda come accessoria a quella di nullità o annullamento del rapporto, a meno che i danni dei quali si invoca il risarcimento siano conseguenza esclusiva della nullità in sé e per sé considerata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (riproduzione riservata) Appello Reggio Calabria, 14/12/2009.


Emissione di bond e responsabilità concorrente degli intermediari lead manager; aggravamento dello stato di insolvenza e legittimazione del commissario straordinario. Amministrazione straordinaria di imprese in crisi – Prosecuzione dell’attività in presenza di stato di insolvenza – Omessa richiesta di accertamento dello stato di insolvenza – Danno al patrimonio della società – Azione di massa – Legittimazione del commissario straordinario – Sussistenza.

Stato di insolvenza – Prosecuzione dell’attività – Aggravamento del dissesto – Responsabilità di amministratori e sindaci – Emissione di prestiti obbligazionari – Responsabilità concorrente degli intermediari lead manager – Esclusione..
Il commissario straordinario di procedura di amministrazione straordinaria di impresa in crisi è legittimato a proporre l’azione di risarcimento dei danni subiti dalla società - e di riflesso dalla massa indistinta dei creditori che avrebbero subito un depauperamento del patrimonio sociale - in conseguenza del fatto illecito commesso da intermediari finanziari che, in qualità di lead manager nel collocamento di prestiti obbligazionari, abbiano, in concorso con gli amministratori e i sindaci della società che detti prestiti ha emesso, ritardato l’emersione dell’insolvenza e provocato l’aggravamento del dissesto delle società insolventi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Ove il danno dedotto in giudizio consista nell’aggravamento del dissesto come conseguenza della prosecuzione dell’attività di impresa, non è possibile affermare la corresponsabilità degli intermediari finanziari che in veste di lead manager abbiano collaborato e garantito l’emissione di prestiti obbligazionari per la ristrutturazione del debito; l’emissione di detti prestiti ha, infatti, funzione meramente strumentale e derivata rispetto all’unico fatto illecito di natura omissiva ascrivibile agli organi sociali che al momento opportuno non hanno chiesto l’accertamento dello stato di insolvenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03/11/2009.


Intermediazione finanziaria – Acquisto di titoli tramite società fiduciaria – Legittimazione ad agire del fiduciante – Sussistenza..
Ai fini della legittimazione ad agire, non rileva la circostanza che i titoli in relazione al cui acquisto venga dedotta la nullità per violazione del dovere di astensione da operazioni inadeguate, siano stati acquistati per il tramite di società fiduciaria, posto che la proprietà dei titoli affidati in gestione appartiene pur sempre al fiduciante e che l’azione di nullità spetta a chiunque vi abbia interesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 12/10/2009.


Intermediazione finanziaria – Inadeguatezza dell’operazione – Omessa autorizzazione scritta ed avviso – Risarcimento del danno – Quantificazione..
Quando è violata la disciplina prevista in caso di inadeguatezza - per la mancata segnalazione nell'ordine dei motivi dell'inadeguatezza e la mancata specifica autorizzazione scritta del cliente - l’intermediario risarcisce il danno nella misura corrispondente alla intiera perdita dell'investimento. (dm) Tribunale Milano, 28/09/2009.


Intermediazione finanziaria – Istituzione della Camera di conciliazione ed arbitrato presso la Consob – Conseguenze sui giudizi pendenti – Irrilevanza..
Il fatto che nelle more del giudizio promosso dall’investitore nei confronti dell’intermediario siano stati emanati il DPR 22 giugno 2007, n. 116 e il Dlgs. 8 ottobre 2007, n. 179, che ha istituito presso la Consob la Camera di conciliazione e arbitrato con il compito di amministrare i procedimenti di conciliazione e di arbitrato promossi per risolvere “controversie insorte tra gli investitori e gli intermediari per la violazione da parte di questi degli obblighi di informazione, correttezza e trasparenza previsti nei rapporti contrattuali con gli investitori”, non comporta alcuna conseguenza per le controversie instaurate ed instaurande innanzi all’A.G.. (fb) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 19/08/2009.


Contratti derivati e consulenza tecnica ex art. 669 bis c.p.c.. Consulenza tecnica a fini conciliativi – Natura e finalità del procedimento – Strumento di deflazione processuale – Individuazione della competenza – Ricorso ai criteri di cui all’art. 669 quinquies c.p.c. – Esclusione – Collegamento con il luogo di svolgimento delle operazioni del consulente – Necessità – Fattispecie in tema di contratti derivati..
La consulenza tecnica preventiva di cui all’art. 696 bis codice di procedura civile può essere chiesta anche ai fini dell’accertamento e della determinazione di crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni processuali e si sostanzia in un vero e proprio strumento di deflazione processuale; proprio in ragione della particolare natura del procedimento, l’individuazione della competenza non può essere effettuata sulla scorta di quanto disposto dall’art. 669 quinquies codice di procedura civile, dovendosi invece avere riguardo alle concrete modalità di attuazione che richiedono un collegamento con il luogo ove il consulente deve effettuare le operazioni. (Nel caso di specie, la consulenza preventiva a fini di conciliazione è stata disposta in ordine alle caratteristiche ed agli effetti di un contratto derivato su tassi di interesse). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Trento, 22/05/2009.


Intermediazione finanziaria – Obbligazioni argentine – Adesione all’arbitrato internazionale ICSID – Rinuncia all’azione nei confronti dell’intermediario – Esclusione – Contenuto della lettera di istruzione agli obbligazionisti – Natura di mera raccomandazione – Estraneità all’accordo dell’intermediario..
E’ infondata l’eccezione di inammissibilità della domanda nei confronti dell’intermediario proposta dall’investitore che abbia aderito al giudizio arbitrale internazionale promosso presso l’Icsid (International Centre for the Settlement of the Investment Disputes - Centro Internazionale per la Risoluzione delle controversie in materia di investimenti, istituito presso la Banca Mondiale con la Convenzione di Washington del 18 marzo 1965, ratificato in Italia con legge n. 1093 del 1970) con mandato conferito alla Tfa (Task force Argentina – Associazione per la tutela degli investitori in titoli Argentina) ed allo studio legale White & Case; sulla base della documentazione sottoscritta dai singoli investitori in sede di adesione a tale iniziativa ed in particolare dalla “lettera di istruzioni agli obbligazionisti” non appare, infatti, configurabile alcun impegno dell’investitore a rinunciare al giudizio nei confronti dell’intermediario, il quale rimane estraneo a tale accordo, stante la natura di raccomandazione delle clausole in esso contenute, miranti esclusivamente a rendere edotto l’investitore delle eventuali conseguenze derivanti da sue libere scelte; il fatto poi che l’investitore venga espressamente invitato a “rinunciare agli atti del giudizio Icsid, revocare la procura alle lite a White & Case ed il mandato alla Tfa per iniziare l’azione legale che si ritenga più opportuna”, non importa automaticamente la rinuncia all’azione interna nei confronti dell’intermediario, atteso che detto invito ha riguardo all’ipotesi in cui il risparmiatore faccia precedere la successiva azione interna alla rinuncia al giudizio arbitrale estero, evenienza che tuttavia non esclude la facoltà in capo al predetto di agire anche senza la preventiva rinuncia agli atti dell’arbitrato, la quale comporta l’unica conseguenza di non potersi valere di un eventuale giudicato arbitrale favorevole, come in caso di alienazione dei titoli in pendenza di quest’ultimo giudizio. (fb) Tribunale Saluzzo, 28/04/2009.


Contratto quadro, foro convenzionale e contratti di swap. Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Azione di nullità o annullamento di contratti di swap – Clausola di deroga alla competenza territoriale – Efficacia..
La clausola, contenuta nel contratto quadro, di elezione di un foro convenzionale esclusivo è idonea a derogare alla competenza territoriale del giudice adito dall’investitore al fine di ottenere la dichiarazione di nullità o di annullamento di singoli contratti di swap. (fb) Tribunale Alba, 18/04/2009.


Intermediazione finanziaria – Azione di nullità e di risoluzione – Vendita dei titoli prima del giudizio – Questione di legittimazione attiva – Irrilevanza..
Va disattesa l’eccezione di difetto di legittimazione dell’attore con riferimento alle domande di nullità e di risoluzione, atteso che la vendita dei titoli disposta prima dell’introduzione del giudizio non impedisce comunque la restituzione del tantundem. (fb) Tribunale Milano, 18/02/2009.


Cessione di azienda bancaria – Pretese non azionate relative a rapporti di intermediazione mobiliare – Responsabilità della cessionaria – Sussistenza – Chiusura del rapporto in data precedente la cessione – Irrilevanza..
In tema di cessione di azienda bancaria, l’art. 58 del TUB realizza una successione piena di ogni rapporto inerente l’oggetto ceduto, ricomprendente anche gli oneri ed i rischi maturati alla data della cessione e le pretese non ancora azionate ma fondate su situazioni già storicamente realizzatesi; ne consegue che, in mancanza di allegazione e prova dell’avvenuta cessione della relativa posizione, la banca cessionaria risponde dei crediti vantati dagli investitori con riferimento a rapporti di intermediazione finanziaria e ciò anche se il rapporto bancario di conto corrente sia stato chiuso in data antecedente. (fb) Tribunale Milano, 18/02/2009.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro stipulato da società – Contratto di swap - Clausola compromissoria per arbitrato rituale – Validità..
Deve essere decisa da arbitri la controversia promossa da una società in relazione a contratti di swap qualora nel contratto quadro sia contenuta una clausola compromissoria (sottoscritta anche ai sensi dell’art. 1341 cod. civ.) che devolve ad arbitri rituali ogni controversia derivante dal contratto normativo o da ciascun contratto specifico. (fb) Tribunale Cuneo, 09/02/2009.


Contratti (in genere) – Arbitrato – Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Clausola compromissoria – Applicabilità agli ordini – Esclusione..
La clausola che compromette in arbitri le liti insorgende in relazione al contratto quadro non si estende necessariamente anche alle controversie relative agli ordini effettuati sulla base di quel contratto, atteso che la clausola compromissoria deve essere interpretata restrittivamente, poiché deroga alla competenza del giudice ordinario. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 29/01/2009.


Contratti (in genere) – Arbitrato – Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Clausola compromissoria – Applicabilità agli ordini – Esclusione. (20/07/2010).
La clausola che compromette in arbitri le liti insorgende in relazione al contratto quadro non si estende necessariamente anche alle controversie relative agli ordini effettuati sulla base di quel contratto, atteso che la clausola compromissoria deve essere interpretata restrittivamente, poiché deroga alla competenza del giudice ordinario. (gl) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 29/01/2009.


Intermediazione finanziaria – Nullità dell’ordine di negoziazione – Restituzione alla banca delle cedole di interessi pagate dall’emittente – Legittimazione della banca – Sussistenza. .
Qualora l’ordine di acquisto venga dichiarato nullo, è meritevole di accoglimento la domanda dell’intermediario di restituzione dei titoli negoziati e delle cedole di interesse maturate. Se, infatti, è vero che queste ultime non sono pagate dalla banca bensì dall’emittente l’obbligazione, tuttavia la riscossione di tali somme è curata dalla prima in forza del contratto di deposito titoli ed amministrazione. Conseguentemente, nel disporre le restituzioni dovute per effetto della dichiarazione di nullità, legittimata alla restituzione delle somme percepite a titolo di interessi ed accreditate sul conto degli attori sarà la stessa banca che ha proceduto all’accredito in forza del rapporto di mandato in essere con i clienti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Marsala, 21/03/2008.


Intermediazione finanziaria – Interrogatorio formale dell’investitore – Ammissione di circostanze relative agli obblighi informativi..
Ove l’investitore che agisce nei confronti dell’intermediario non si presenti a rendere l’interpello, tutte le circostanze ivi dedotte potranno ritenersi ammesse ai sensi dell’art. 232 cod. proc. civ., ivi compresa la ricezione di idonee informazioni prima della sottoscrizione degli ordini, tanto più quando quest’ultima circostanza risulti confermata da prove testimoniali e da diciture apposte sugli ordini attestanti la “preventiva avvertenza” sulla rischiosità e non adeguatezza delle operazioni. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 18/03/2008.


Rapporto di intermediazione e società fiduciaria. Intermediazione finanziaria – Rapporto con l’intermediario effettuato tramite società fiduciaria – Azione di nullità, annullamento e risarcimento nei confronti dell’intermediario – Legittimazione ad agire del mandante – Esclusione..
Qualora l’acquisto di determinati prodotti finanziari (nella specie obbligazioni Parmalat) venga effettuato per il tramite di società fiduciaria e questa abbia agito per conto del mandante senza spenderne il nome, la legittimazione ad agire contro l’intermediario per la risoluzione o l’annullamento del contratto ed il risarcimento del danno spetta esclusivamente alla società fiduciaria. In base all’art. 1705 cod. civ., infatti, la legittimazione del mandante a sostituirsi al mandatario anche al fine di agire direttamente nei confronti del terzo contraente concerne esclusivamente l’esercizio dei diritti di credito derivanti dalla esecuzione del mandato e non le altre azioni contrattuali di nullità, annullamento e risarcitorie. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 14/02/2008.


Cessione dei titoli e art. 111 c.p.c.. Intermediazione finanziaria - Cessione dei titoli oggetto di giudizio - Successione nel diritto controverso - Sussistenza..
La vendita in corso di causa dei titoli oggetto dell'operazione di negoziazione per la quale l'investitore agisce nei confronti dell'intermediario integra la fattispecie della cessione del diritto controverso regolata dall'art. 111 c.p.c., applicabile al rito societario ai sensi dell'art. 1, comma 4, d. lgs. 5/03. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 26/10/2007.


Potere regolamentare della Consob, riserva relativa di legge e questione di costituzionalità. Consob – Potere regolamentare – Natura primaria della normativa – Esclusione.

Art. 41 Cost. – Indirizzamento e coordinamento a fini sociali dell’attività economica – Riserva relativa di legge – Sussistenza – Potere regolamentare della Consob – Sussistenza.

Consob – Potere regolamentare delegato – Proponibilità di questioni di costituzionalità – Esclusione.

Consob – Potere regolamentare in materia finanziaria – Questione di incostituzionalità – Esclusione..
I regolamenti delle Autorità indipendenti, in particolare quelli della Consob, pur quando caratterizzati da un contenuto che sembra avvicinarli alle leggi ordinarie, non possono assurgere al rango primario. La legge ordinaria può invece validamente istituire fonti non primarie non previste in Costituzione ed abilitare queste fonti a “normare” anche in settori coperti da riserva relativa, purché una legge o un atto avente forza di legge stabilisca la disciplina di principio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il terzo comma dell’art. 41 Cost, secondo cui “la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”, prevede una riserva di legge relativa, che concerne dunque anche la materia della cd. financial economy. Ciò vale in primo luogo ad affermare la piena legittimità, dal punto di vista costituzionale, dell’esercizio di discrezionalità negli atti normativi della Consob e dell’attribuzione a quest’ultima di poteri regolamentari fin dal decreto legge 95/1974 e oggi con il Testo Unico della Finanza. Ove si affermasse che il settore della tutela del risparmio fosse coperto da riserva di legge assoluta, si avrebbe infatti come ovvia conseguenza un mercato finanziario iporegolato o comunque regolato in modo da non rispondere con la dovuta continuità e prontezza alle esigenze della moderna regolazione economica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Salvo il problema dei regolamenti sostanzialmente indipendenti, non si pongono problemi di legittimità per i regolamenti che, come quelli emanati da Consob in base al TUF, in quanto delegati, sono integrativi del disposto di fonte primaria essendo il meccanismo della “normazione per principi” introdotto dal TUF conforme alla riserva relativa di legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

E’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 6 del d. lgs. 58/1998 per contrasto con gli artt. 1, 70, 41 comma 3 e 87 Cost. perché la norma attribuirebbe alla Consob poteri normativi ampi e permanenti, senza delimitare in maniera precisa l’oggetto della attribuzione e senza stabilire principi vincolanti a cui attenersi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24/05/2007.


Responsabilità della Consob e giudice competente. Intermediazione finanziaria – Vigilanza della Consob – Azione risarcitoria dell’investitore per omissione dell’autorità garante – Giurisdizione..
La posizione dei risparmiatori nei confronti dell'Autorità di vigilanza assume la consistenza di un diritto soggettivo (Cass. 6719/03, cit.); diritto che, non essendo collegato ad alcuna relazione di potere con la pubblica amministrazione, in caso di violazione, deve essere tutelato innanzi al giudice ordinario. Tanto più quando l'azione proposta trovi il suo fondamento nell'esercizio di un "comportamento" illecito della pubblica amministrazione e sia diretta a conseguire il risarcimento dei danni subiti. Le pretese risarcitorie avanzate dagli investitori nei confronti dell’autorità di vigilanza (la Consob) per presunte omissioni commesse nell’esercizio della sua attività istituzionale sono, pertanto, di competenza del giudice ordinario. Cassazione Sez. Un. Civili, 29/07/2005.


Intermediazione mobiliare – Nullità degli ordini di negoziazione – Procedimento monitorio – Ammissibilità..
E’ applicabile il procedimento monitorio di cui agli art. 633 e segg. c.p.c. all’ipotesi in cui l’investitore chieda la condanna dell’intermediario alla restituzione della somma pagata per l’acquisto di obbligazioni argentine deducendo la nullità dei relativi atti di negoziazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 26/05/2005.


Sottoscrizione di quote di fondo di investimento – Domanda di nullità o annullabilità del contratto – Legittimazione passiva..
La domanda di nullità o di annullamento del contratto di sottoscrizione delle quote di un fondo di investimento deve essere indirizzata nei confronti dell’emittente e non della banca intermediaria. Tribunale Monza, 16/12/2004.