Massimario di Diritto Finanziario


NULLITA'

Nullità dell’ordine di acquisto per carenza di forma convenzionale. Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Nullità – Carenza di forma prescritta ad substantiam dal contratto quadro – Ordine telefonico non debitamente registrato – Insufficienza

Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Forma ad substantiam prescritta dal contratto quadro – Diversa dalla scrittura – Ammissibilità

Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Nullità – Carenza di forma prescritta ad substantiam dal contratto quadro – Ordine telefonico non debitamente registrato – Insufficienza – Irrilevanza del comportamento del cliente.
La clausola «gli ordini sono impartiti di norma per iscritto. Qualora gli ordini vengano impartiti telefonicamente il cliente dà atto che tali ordini saranno registrati su nastro magnetico o su altro supporto equivalente» integra un patto costitutivo di forma ad substantiam per il rilascio di ordini di acquisto da parte del cliente, in linea con la norma dell’art. 1352 c.c. Pertanto, gli ordini del cliente non stesi per iscritto, che non siano registrati dall’intermediario su nastro magnetico o supporto equivalente, sono nulli. (Alberto Mager) (riproduzione riservata)

La norma dell’art. 1352 c.c. non riguarda esclusivamente patti istitutivi di forme convenzionali scritte. Non vi sono ragioni per affermare limitazioni in materia di caratteristiche e tipo della forma che il patto impone ai suoi contraenti; a contare, in proposito, è solo la serietà e utilità dello strumento formale che viene convenzionalmente adottato. (Alberto Mager) (riproduzione riservata)

La circostanza che, nell'esecuzione del rapporto contrattuale, il cliente abbia più volte impartito per telefono gli ordini, non impedisce di affermarne la nullità, se l’intermediario non provvede a registrarli su nastro magnetico o supporto equivalente, in conformità all'alternativa fra ordine scritto ed ordine telefonico registrato contemplata dal contratto quadro. (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 30/11/2017.


Riconducibilità della nullità ex art. 30 TUF alla categoria delle c.d. nullità relative. Intermediazione finanziaria – Contratti sottoscritti fuori sede – Mancanza avviso possibilità di recesso – Legittimazione attiva

Intermediazione finanziaria – Contratti sottoscritti fuori sede – Mancanza avviso possibilità di recesso – Prescrizione azione di nullità.
La nullità comminata dal settimo comma dell’art. 30, commi 6 e 7, del T.U.F. costituisce una nullità “relativa” o “di protezione”, in quanto funzionale alla tutela del solo “contraente debole”, il cui regime giuridico presenta notevoli affinità con quello dell’annullabilità, dato che non esclude l’efficacia del contratto (l’intermediario resta infatti vincolato dal medesimo fino a quando non ne viene pronunciata l’invalidità). Essa può essere fatta valere esclusivamente dal cliente. (Alessandro Giorgetta) (Enrico Pamphili) (riproduzione riservata)

La nullità prevista dall’art. 30, commi 6 e 7, T.U.F., quale nullità relativa assimilabile all’annullabilità, è passibile di convalida e sottoposta ad un termine di prescrizione di cinque anni. La norma prevista dall’art. 1422 c.c., la quale prevede l’imprescrittibilità dell’azione di nullità, trova infatti giustificazione nel fatto che la nullità ex articolo 1418 c.c. tutela l’interesse generale, mentre l’articolo 30 del T.U.F. tutela l’interesse di una sola parte, così come accade per l’azione di annullabilità. (Alessandro Giorgetta) (Enrico Pamphili) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 12/10/2017.


Nullità del contratto di swap e disomogeneità tra il tasso di interesse e il differenziale ai fini dell'usura. Intermediazione finanziaria – Art. 23 Tuf. – Nullità del contratto – Obblighi informativi – Onere della prova – Carattere inderogabile e imperativo della forma scritta – Collegamento negoziale tra due contratti.
In tema di intermediazione finanziaria, ed alla stregua di quanto sancito dall’art. 23 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, sono nulle, per carenza di un indispensabile requisito di forma prescritto dalla legge a protezione dell'investitore, le operazioni di investimento compiute da una banca in assenza del cosiddetto “contratto quadro”, senza che sia possibile una ratifica tacita, che sarebbe affetta dal medesimo vizio di forma (v. Cass. n. 7283/2013).

Gli obblighi di forma che la legge impone nelle contrattazioni bancarie e finanziarie (fra cui la stipulazione di un contratto quadro ex art. 23 del T.U.F. prima di procedere alle singole transazione o negoziazioni quali certamente quelle consistenti nella stipulazione di strumenti finanziari come l’interest rate swap) hanno la finalità di richiamare l’attenzione del cliente dell’intermediario (costituendo così un momento formale in cui vengono richiamati e resi palesi i rispettivi obblighi e diritti contrattuali) e sono da considerarsi imperativi e inderogabili.

Il carattere di imperatività e inderogabilità della forma scritta, non superabile neanche mediante la dimostrazione dell’avvenuta effettiva informazione mediante altre forme (ad esempio meramente verbali), ha lo scopo di rafforzare - nella massima misura - il presidio di tutela di cui trattasi.

Spetta all’intermediario finanziario o bancario dimostrare in giudizio di aver assolto agli obblighi informativi e contrattuali su di essa gravanti.

Il contratto quadro prodotto in giudizio non sottoscritto dalla Banca, non può considerarsi perfezionato poiché non vi è stato l’incontro delle volontà mediante sottoscrizione bilaterale, né a tal riguardo si può invocare quella giurisprudenza che ha equiparato la produzione in giudizio con la sottoscrizione del contratto atteso che nel caso in esame il testo del contratto non è stato prodotto dal soggetto la cui sottoscrizione era mancante, bensì dalla controparte;

Il differenziale maturato nell’ambito del contratto swap non è un costo del credito ricevuto, ma solo il risultato di una pattuizione finanziaria collaterale e indipendente intercorsa fra le parti avente scopo ulteriore e diverso. Ammesso che si sia in presenza di due contratti uniti da un collegamento negoziale, deve rilevarsi come non sia corretto congiungere (al fine del calcolo dell’asserito tasso di usura) i tassi di interessi (pattuiti con il contratto di mutuo) e il differenziale pagato nell’ambito del contratto swap.
La disomogeneità tra il tasso di interesse e il differenziale pagato non consente di assimilare i due valori ai fini del calcolo dell’usura.  (Massimiliano Elia) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 26/07/2017.


Intermediazione finanziaria, adeguamento delle clausole contrattuali e onere della prova. Obbligo di forma scritta - Adeguamento delle clausole contrattuali - Nullità sopravvenuta - Inesistenza - Onere della prova

Obbligo di forma scritta - Clausola contrattuale - Nullità - Inesistenza

Obblighi informativi - Risarcimento del danno - Onere della prova - Nesso di causa - Insussistenza

Risarcimento del danno - Onere della prova - Quantificazione del danno - CTU - Inammissibilità.
In relazione all’obbligo di forma scritta ex art.23 TUF, la nullità non deve divenire un mero strumento formale, ma deve rispondere ai principi di tutela che lo strumento giuridico è diretto a difendere. In questa prospettiva, non può parlarsi di nullità in assenza di adeguamento a norme sopravvenute, in quanto i rapporti di investimento per loro natura sono rapporti di durata e dunque le norme incompatibili con quelle entrate in vigore successivamente devono ritenersi sostituite ex lege.

Ne consegue che è onere del cliente investitore specificare quali obblighi, introdotti ex novo dalla normativa del TUF 1998 e dal Regolamento di esecuzione Consob n. 11522/1998, non solo non trovavano rispondenza nelle clausole dei contratti quadro sottoscritti, ma non potevano ritenersi sostituite in via automatica ex lege a quelle preesistenti. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

Non è configurabile un obbligo convenzionale di forma scritta qualora il contratto quadro preveda che “di norma” gli ordini siano impartiti per iscritto, non imponendo, quale conseguenza della mancata osservanza, della sanzione della nullità. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

Come statuito dalla Cassazione con sentenza n.17138 del 17 agosto 2016, nei giudizi di risarcimento danni per lo svolgimento dei servizi di investimento, spetta ai soggetti abilitati l’onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta; dedotto l’inadempimento consistente nella violazione degli obblighi informativi, grava invece sul cliente investitore l’onere della prova del nesso di causalità tra l’inadempimento e il danno, attraverso una analisi prognostica che si presta ad una prova da fornirsi sostanzialmente in via presuntiva.
Il fatto che (i) l’acquisto abbia riguardato obbligazioni Argentina emesse successivamente al default del 2001, dunque emesse da uno Stato la cui situazione di scarsa stabilità finanziario era fatto notorio; (ii) nel dossier titoli dell’investitore fosse presente un  altro investimento di notevole rilevanza in obbligazioni Argentina dimostra come la scelta di investire in obbligazioni di uno Stato con una economia di grande fragilità, alla quale corrispondevano titoli con elevato rendimento e costo minimo, sia stata consapevole e frutto di un’operazione complessa. Pertanto, se anche si dovesse giudicare l’inadempimento della banca agli obblighi informativi, si dovrebbe ritenere che non vi sono elementi per concludere che, se fosse stato correttamente informato, il cliente avrebbe desistito dall’investire. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

È onere dell’attore dedurre in modo specifico l’ammontare del danno patito, non potendosi limitare ad affermare che, all’esito dell’adesione all’offerta di scambio, avrebbe ricevuto una somma irrisoria, definizione estremamente generica. Né a tale omissione può sopperirsi con una CTU, posto che avrebbe la funzione di sopperire alle carenze probatorie della parte. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 05/05/2017.


Contratti di investimento mono-firma: alle Sezioni Unite della Cassazione la soluzione della questione. Intermediazione finanziaria – Forma scritta del contratto di investimento – Rimessione della questione alle Sezioni Unite.
La prima sezione civile della Corte di cassazione ha rimesso al Primo Presidente, per l'eventuale assegnazione alle Sezioni Unite, ai sensi dell'art. 374, 3° comma, cod. proc. civ., la questione, ritenuta di massima di particolare importanza se, a norma dell'art. 23 d.lgs. n. 58 del 1998, il requisito della forma scritta del contratto di investimento esiga, accanto a quella dell'investitore, anche la sottoscrizione ad substantiam dell'intermediario. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 27/04/2017.


Contratto IRS, aleatorietà, difetto di causa concreta e prevedibilità diminuzione dei tassi di interesse. Contratto di Interest Rate Swap - Aleatorietà - Difetto di causa concreta - Nullità - Insussistenza - Prevedibilità diminuzione dei tassi di interesse - Onere della prova - Inammissibilità CTU.
Nei contratti di Interest Rate Swap, la sola forte diminuzione del tasso di interesse non è circostanza idonea a dimostrare la cattiva fede della banca ovvero l’illiceità della causa in concreto ex artt. 1322 e 1343 c.c., posto che le variazioni dei tassi di interesse sono eventi del tutto ordinari e le perdite subite dalla cliente sono prevedibili e fisiologiche in un contratto aleatorio quale quello in esame.

È comunque onere del cliente investitore dimostrare che, al momento della stipula del contratto IRS, la banca potesse e dovesse prevedere, quale operatore esperto, che i tassi di interesse potessero subire una simile forte diminuzione. Parte attrice avrebbe dovuto fornire prova di elementi idonei a ritenere che il rischio assunto fosse eccessivo ovvero comunque superiore a quanto offerto all’epoca su simili contratti.

La prova non può essere data disponendo specifica consulenza tecnica d’ufficio in proposito, dato che, in assenza di qualsiasi deduzione e indicazione di prova della parte attrice, il consulente dovrebbe cercare lui stesso elementi di prova, piuttosto che valutare le prove conferite in atti. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 01/03/2017.


Contratti di Interest Rate Swap – Mancata sottoscrizione contratto quadro – Nullità – Esistenza.
I contratti derivati stipulati da un Comune sono nulli senza la necessaria preventiva stipulazione del contratto-quadro di intermediazione finanziaria. (David Giuseppe Apolloni) (riproduzione riservata) Appello Perugia, 24/10/2016.


Contratti di Interest Rate Swap – Mancato inserimento della clausola di recesso ex art. 30, comma 6, TUF – Nullità – Esistenza.
I contratti per operazioni su strumenti finanziari derivati Interest Rate Swap conclusi presso la sede dell’Ente territoriale, e comunque al di fuori della sede propria dell’Intermediario, da parte di investitore che non poteva ritenersi operatore qualificato ex art. 31 Reg. Consob n. 11522/1998 sono nulli per mancata preventiva indicazione della facoltà di recesso ex art. 30 Reg. Consob n. 11522/1998. (David Giuseppe Apolloni) (riproduzione riservata) Appello Perugia, 24/10/2016.


Contratti di Interest Rate Swap stipulati da una Pubblica Amministrazione – Perfezionamento del contratto mediante scambio di corrispondenza – Inapplicabilità.
Nei contratti sottoscritti tra privati e Pubblica Amministrazione è necessario che le firme dei sottoscrittori siano apposte in un unico documento, non valendo per la Pubblica Amministrazione il principio del perfezionamento tramite scambio di corrispondenza. (David Giuseppe Apolloni) (riproduzione riservata) Appello Perugia, 24/10/2016.


Intermediazione finanziaria – Azione di nullità e/o annullamento del contratto quadro – Risoluzione del contratto – Inammissibilità – Cessione dei titoli – Convalida del contratto.
In tema di giudizi relativi alla domanda di declaratoria di nullità, annullabilità e risoluzione di un contratto unico per la prestazione di servizi d’investimento, l’intervenuta cessione a terzi, da parte dell’attore, dei titoli per cui è causa, deve condurre al rigetto della domanda per sopravvenuta mancanza di presupposti della stessa, comportando, in caso di un eventuale accoglimento, effetti restitutori divenuti ormai inattuabili e, valutata con riguardo all’azione di annullamento, un’ipotesi di convalida del contratto ai sensi del 1444 c.c. (Alessandro Giorgetta) (Giulio Di Fabio) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 17/10/2016.


Operazioni finanziarie – Stipula di contratti su derivati da parte di un ente pubblico – Natura speculativa del contratto – Conseguente nullità del contratto – Sussiste.
La stipulazione di un contratto su un derivato che prevede possibilità di profitto e di perdita tanto nell’ipotesi di aumento quanto nell’ipotesi di diminuzione del tasso Euribor qualificano la natura assolutamente speculativa del contratto, che confligge con l’inderogabile disposto dell’art.41 della legge 448 del 2001 che consente agli enti locali il ricorso agli strumenti di finanza derivata esclusivamente per fini di tutela di rischi collegati all’indebitamento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 18/07/2016.


Contratti di swap - Mark to Market - Oggetto del contratto - Determinabilità - Esclusione - Nullità del contratto ex art. 1418 c.c..
Dovendo l’oggetto del contratto e, quindi, tutte le sue componenti, essere determinate o quanto meno determinabili, pena la nullità del contratto stesso, è necessario che nel regolamento contrattuale venga indicato il metodo di calcolo di tale valore; in difetto, risolvendosi la quantificazione dell’MtM in una determinazione di una delle parti (la banca), non verificabile dall’altra, deve concludersi come esso non risulti determinabile, implicando la nullità dell’intero contratto ex art. 1418 c.c. (Michele Cespa) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 07/07/2016.


Polizze unit linked: necessità di contratto-quadro scritto. Assicurazione – Polizze unit linked – Applicabilità delle norme in materia di prodotti finanziari – Polizza stipulata in assenza di contratto-quadro – Nullità: sussiste – Obbligo di restituzione dei premi versati – A carico dell’intermediario – Sussiste.
Le polizze unit linked, che, a differenza delle assicurazioni sulla vita di tipo tradizionale, prevedono prestazioni flessibili collegate all’andamento di fondi di investimento, rientrano pienamente nella categoria dei “prodotti finanziari emessi da imprese di assicurazione” e ad esse si applicano le disposizioni degli artt.21 e 23 del TUF.
L’intermediario finanziario non può prestare il servizio di collocamento di polizze unit linked se non sulla base di un contratto scritto (il contratto-quadro o contratto di intermediazione finanziaria) previsto a pena di nullità dall’art.23 TUF. Pertanto, il contratto di assicurazione unit linked è nullo ove privo, a monte, di un contratto-quadro che regoli il collocamento dei prodotti finanziari presso il cliente sottoscrittore.
Dalla nullità contrattuale discende la mancanza di una causa attributiva dei premi versati e il diritto alla ripetizione dei medesimi, a titolo di indebito oggettivo ex art.2033 c.c.. Trattandosi di prestazioni esecutive del contratto stipulato con l’intermediario finanziario, obbligato alla ripetizione è il medesimo, anche se i premi sono stati corrisposti direttamente alla società emittente il prodotto finanziario. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 24/05/2016.


Nullità contratto quadro - Estensione a tutti gli ordini di acquisto sin dall’inizio del rapporto - Rigetto domanda.
La nullità del contratto quadro comporta la nullità del singolo ordine impugnato dal cliente, unica sanzione espressamente prevista dall’art. 23 Tuf; la nullità è relativa, e posta in effetti a protezione e a vantaggio del cliente, ed è pertanto conforme alla sua natura e funzione che abbia un effetto “selettivo”; non può essere chiesta da altri soggetti, tantomeno contro interessati ed è limitata ai singoli ordini impugnati. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 12/05/2016.


Richiesta restituzione cedole - Equiparazione ai frutti civili - Rigetto.
Non può disporsi la restituzione delle cedole, che non sono null’altro che interessi (frutti civili) a corrispettivo dell’obbligazione acquistata e che, non essendo state percepite in malafede, potranno essere trattenute ex. artt. 1148 e 2033 c.c. (Fabio Benatti) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 12/05/2016.


E' nullo il contratto di swap concluso presso la sede della società privo dell'indicazione della facoltà di recesso ex art. 30 TUF. Intermediazione finanziaria - Contratto di swap - Natura di strumento finanziario - Indicazione nel contratto della facoltà di recesso - Necessità - Nullità.
Il contratto di swap rientra nella categoria degli strumenti finanziari di cui alla lettera a) dell'articolo 30, comma 1, del TUF e, nell'ipotesi in cui venga concluso presso la sede del cliente, lo stesso dovrà contenere, a pena di nullità, l'indicazione della facoltà di recesso di cui ai commi 6 e 7 della citata disposizione normativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13/04/2016.


Nullità del contratto quadro che regola la prestazione di servizi bancari e di investimento in assenza di firma della banca. Diritto finanziario - Nullità del contratto quadro che regola la prestazione di servizi bancari e di investimento in assenza di firma della banca - Inammissibilità della convalida del contratto nullo ex art. 1423 c.c. .
L’accordo quadro sottoscritto dal solo cliente e non dal rappresentante della banca stessa è nullo per violazione dell’articolo 23 Tuf, non potendo la stipulazione essere desunta, in via indiretta, da dichiarazioni (di scienza o ricognitive) di contenuto differente. Dopo la stipulazione del contratto di negoziazione, gli ordini di acquisto e le operazioni di compravendita danno luogo ad atti sicuramente negoziali, ma non a veri e propri contratti, per di più autonomi rispetto all'originale contratto quadro di cui essi costituiscono attuazione ed adempimento. La nullità del contratto incide dunque sulla validità dei successivi ordini di acquisto stante anche l'esclusione di ogni forma di convalida del contratto nullo ex art. 1423 c.c..
La produzione in giudizio del contratto di negoziazione da parte della banca, non rende validi retroattivamente gli ordini di acquisto e le operazioni di compravendita de quibus, con la conseguente necessità di restituzione della somma impiegata dal cliente e dei titoli alla banca. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11/04/2016.


E' nullo il contratto che regola la prestazione di servizi bancari e di investimento se manca la firma della banca. Intermediazione finanziaria – Nullità del contratto quadro che regola la prestazione di servizi bancari e di investimento in assenza di firma della banca – Inammissibilità della convalida del contratto nullo ex art. 1423 c.c. – Inammissibilità di convalida tramite comportamenti concludenti.
L'art. 23 del D.Lgs. 5/2003 stabilisce che i contratti relativi alla prestazione dei servizi di investimento debbano essere redatti per iscritto a pena di nullità. La forma scritta, quando è richiesta ad substantiam, è elemento costitutivo del contratto, nel senso che il documento deve essere l'estrinsecazione formale e diretta della volontà delle parti di concludere un determinato contratto avente una data causa, un dato oggetto e determinate pattuizioni, sicché occorre che il documento sia stato creato al fine specifico di manifestare per iscritto la volontà delle parti diretta alla conclusione del contratto. In applicazione di detto principio il contratto quadro portante la firma del solo cliente è nullo in ragione dell'inammissibilità della convalida del contratto nullo ex 1423 c.c. e non valgono a convalidarlo i documenti esecutivi dello stesso (contabili, conferme di eseguito ecc.), indipendentemente dalla verifica dello specifico contenuto e della sottoscrizione di dette scritture. Neppure la frase firmata dal cliente, nella quale quest’ultimo dichiara che “un esemplare del presente contratto sottoscritto dalla banca ci è stata consegnato” (o altra analoga) è sufficiente a provare l’effettiva sottoscrizione del contratto ad opera della banca stessa o le dichiarazioni di consegna del documento contrattuale che non possiedono i caratteri della "estrinsecazione diretta della volontà contrattuale", tale da comportare il perfezionamento del contratto, trattandosi piuttosto di documentazione predisposta e consegnata in esecuzione degli obblighi derivanti dal contratto il cui perfezionamento si intende dimostrare e, cioè, da comportamenti attuativi di esso e, in definitiva, di comportamenti concludenti che, per definizione, non possono validamente dar luogo alla stipulazione di un contratto formale. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24/03/2016.


Polizza vita unit linked - Investimento in fondo interno - Limiti imposti dalla normativa italiana - Tutela degli investitori - Esclusione - Salvaguardia della patrimonialità e stabilità finanziaria delle imprese di assicurazione.
I limiti previsti per le imprese nazionali di assicurazione all'investimento del fondo interno non possono essere invocati per il solo fatto che l'intermediario ha una succursale in Italia, in quanto tali limiti non sono finalizzati alla tutela degli investitori ma alla salvaguardia della patrimonialità e stabilità finanziaria delle imprese di assicurazione, come si evince anche dal fatto che l'imposizione di detti limiti promana dall'ISVAP, autorità di vigilanza sulle assicurazioni, e non dalla Consob. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/03/2016.


Contratti in materia creditizia e finanziaria – Forma scritta – Violazione – Nullità – Sottoscrizione del cliente con attestazione della ricezione di copia del contratto – Assenza di sottoscrizione dell'intermediario – Irrilevanza.
Ai fini del rispetto del requisito della redazione del contratto per iscritto previsto dagli artt. 23 TUF e 117 TUB è sufficiente la sottoscrizione del cliente, unita alla dichiarazione di aver ricevuto copia del contratto debitamente sottoscritto dai soggetti abilitati dell’istituto contraente. Nei casi di specie si configura, infatti, una nullità di protezione la cui funzione è quella di costringere il predisponente, contraente professionale, a stipulare per iscritto il contratto e ad includervi ogni clausola in modo che il cliente, al momento dell’adesione, sia in grado di conoscere dettagliatamente gli obblighi e i rischi a cui si espone. Ne consegue che la produzione in giudizio del contratto completo in tutte le sue clausole che sia sottoscritto dal solo cliente e che comprenda la dichiarazione di aver ricevuto copia dello stesso, soddisfa pienamente la funzione informativa che la norma e la sanzione sono destinate ad assolvere, configurando la relativa dichiarazione. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 16/02/2016.


Contratti in materia creditizia e finanziaria - Norme imperative - Norme attinenti alla validità del contratto e norme attinenti alla condotta - Nullità - Distinzione.
In ordine alla distinzione tra norme imperative attinenti alla validità del contratto e norme imperative attinenti alla condotta imposta ai contraenti, va osservato che non è vero che tutte le norme in materia creditizia e finanziaria, pur assumendo natura imperativa, determinino in caso di violazione la nullità del contratto, in quanto detta sanzione non è connessa alle norme che impongono al contraente una determinata condotta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 17/09/2015.


Contratto quadro: è sufficiente la sottoscrizione del cliente. Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Forma scritta - Razio - Esigenze di ponderazione e di certezza del rapporto - Veicolo di informazioni - Funzione di colmare la asimmetria informativa tra cliente e intermediario che è autore del contratto

Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Forma scritta - Violazione - Nullità - Legittimazione ex uno latere alla deduzione della nullità - Sottoscrizione del cliente - Mancanza della sottoscrizione dell'intermediario - Irrilevanza.
La prescrizione della forma scritta del contratto quadro relativo alle operazioni di investimento risponde non solo a esigenze di ponderazione e di certezza del rapporto, ma è soprattutto un veicolo di informazioni, in quanto finalizzata a prevenire ed eventualmente colmare deficit informativi, in funzione dell'interesse di un soggetto che l'ordinamento reputa meritevole di particolare salvaguardia per la sua posizione di contraente che necessita di peculiare tutela in ragione della asimmetria informativa che connota la sua posizione rispetto a quella dell'intermediario finanziario che del contratto quadro e autore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La previsione di una legittimazione ex uno latere alla deduzione della nullità negoziale attua, nel processo il diritto del cliente al rispetto di un requisito di forma posto solo a suo vantaggio, così che nella conclusione del contratto quadro volto alla regolamentazione di operazioni di investimento tale prescrizione può ritenersi rispettata anche nel caso in cui difetti la sottoscrizione dell'intermediario finanziario, poiché la funzione della norma è diretta alla certezza che il cliente abbia manifestato la volontà di concludere un contratto che menzioni quanto la legge prevede in ordine agli obblighi dell'intermediario finanziario e ai diritti del cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 28/07/2015.


Interest Rate Swap: difetto di causa e nullità per inidoneità dell'operazione a raggiungere lo scopo di copertura concretamente perseguito nella negoziazione. Intermediazione finanziaria – Contratti derivati Interest Rate Swap – Difetto di causa – Nullità per inidoneità della operazione a raggiungere lo scopo di copertura concretamente perseguito nella negoziazione

Intermediazione finanziaria – Contratti derivati Interest Rate Swap – Contratto quadro – Necessità di forma scritta ad substantiam – Illegittimità della sanatoria o convalida del contratto nullo.
L’accertata assenza della dichiarata finalità di copertura, l’assenza di qualsivoglia documentazione attestante l’interesse del cliente sotteso alla quantificazione del nozionale nei limiti convenuti ne comporta la nullità per difetto di causa, ai sensi dell’art. 1418, comma 2 c.c. (nello stesso senso Trib. di Monza, 17.07.2012, n. 2028). (Marco Dalla Zanna) (Riproduzione riservata)

La sottoscrizione del successivo contratto quadro non può sanare o convalidare un contratto nullo, sia esso contratto-quadro, sia esso ordine di investimento in swap ciò in quanto la violazione va ben oltre il difetto di forma arrivando a violare norme imperative la cui ratio non può dirsi soddisfatta allorché il contratto quadro sopravvenga all’ordine di investimento. (Marco Dalla Zanna) (Riproduzione riservata) Tribunale Verbania, 23/07/2015.


La domanda di nullità del contratto quadro implica la revoca della proposta e ne impedisce il perfezionamento mediante la produzione in giudizio. Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Forma scritta ad substantiam - Produzione in giudizio da parte del soggetto che non ha sottoscritto il contratto - Effetti - Domanda di nullità - Revoca della proposta.
La sottoscrizione del contratto quadro, per il quale è prevista la forma scritta ad substantiam, non può essere provata per testi, presunzioni o confessione, né tramite documenti successivamente inviati nel corso del rapporto, tanto meno alla mancata sottoscrizione è possibile rimediare mediante la produzione in giudizio da parte del soggetto che non lo ha sottoscritto, posto che la domanda di nullità del contratto comporta la revoca della proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 14/05/2015.


Scelta del cliente di far valere la nullità per difetto di forma scritta del contratto quadro con riferimento ad alcune delle operazioni svoltesi nel rapporto con la banca. Contratti bancari – Difetto di forma scritta del contratto quadro – Nullità di protezione – Scelta del cliente di azionarla con riferimento solo ad alcune delle operazioni inserite nel rapporto con la banca – Esercizio abusivo del diritto – Esclusione.
Nell’ambito dei contratti bancari la scelta del cliente di far valere la nullità per difetto di forma scritta del contratto quadro ex art. 23 TUF con riferimento non a tutte, ma solo ad alcune delle operazioni svoltesi nel rapporto con la banca non si configura come un esercizio abusivo del diritto, perché l’istituto della nullità di protezione si conforma esattamente sul concreto interesse del cliente che la fa valere. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 29/04/2015.


Il termine di cinque anni per la conservazione delle annotazioni relative alle operazioni effettuate ha natura amministrativa e non esonera la banca dall’onere della prova. Intermediazione finanziaria – Contratto quadro e forma scritta ad substantiam – Mancata sottoscrizione sia da parte del cliente, sia da parte della banca – Nullità – Sussistenza

Obbligo di conservazione della documentazione relativa al contratto quadro – Termine minimo – Irrilevanza ai fini civilistici.
Deve dichiararsi la nullità per mancanza della forma scritta ad substantiam del contratto quadro di negoziazione in strumenti finanziari quando non risulti prodotto in giudizio né un esemplare sottoscritto dal cliente, né un esemplare sottoscritto dall’addetto della banca. (Fabrizio De Francesco) (riproduzione riservata)

La disposizione che prescrive il termine minimo di cinque anni (art. 54 reg. Consob 5387/1991) per la conservazione delle annotazioni relative alle operazioni effettuate, ha natura amministrativa ed è finalizzata a consentire l’attività ispettiva e di controllo delle autorità di vigilanza e non autorizza la distruzione della documentazione, qualora questa sia necessaria per provare l’avvenuta conclusione di un contratto per il quale la legge prescrive la forma scritta a pena di nullità. A nulla rileva, pertanto, l’impossibilità materiale per la banca convenuta in giudizio di produrre o fornire copia della documentazione relativa al contratto quadro di investimento che, dunque, deve essere dichiarato nullo. (Fabrizio De Francesco) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 25/06/2014.


Principio della domanda, preclusioni processuali e nullità relativa per mancanza del contratto quadro ai sensi dell’art. 23 del TUF.. Preclusioni processuali – Corrispondenza fra chiesto e pronunciato – Decadenza dalla possibilità di rilevare un vizio della relazione del CTU – Nullità relativa per mancanza di contratto quadro..
Il regime di preclusioni introdotto nel rito civile ordinario opera non solo nell’interesse delle parti, in attuazione del principio di parità e al fine di garantire il diritto di difesa e il contraddittorio, ma anche nell’interesse pubblico all’ordinato e celere andamento del processo; sicché, la tardività delle domande, delle eccezioni, delle allegazioni e richieste deve essere rilevata d’ufficio dal Giudice, indipendentemente dall’atteggiamento processuale della  parte legittimata alla contestazione oppure dall’eventuale accettazione del contraddittorio. (Aurelio Arnese e Cataldo Francesco Pulpito) (riproduzione riservata)

Il processo deve riflettere, nella dinamica concreta, la scansione prevista dal codice e il Giudice deve controllare e garantire che le fasi del giudizio siano in linea con le prescrizioni normative, in punto di termini e di conformità del contenuto degli atti difensivi al modello delineato dal Legislatore; del pari, ha il dovere di rilevare le difformità e le preclusioni. (Aurelio Arnese e Cataldo Francesco Pulpito) (riproduzione riservata)

La difesa della convenuta, non  redigendo la prima memoria prevista dal 6° comma dell’art. 183 c.p.c., omette di definire il thema decidendum  dal lato delle eccezioni e delle domande riconvenzionali già proposte nella comparsa costitutiva, sicché la specificazione del fatto costitutivo delle domande  riconvenzionali non può intervenire nella successiva memoria prevista dalla norma citata per le repliche alle domande e/o eccezioni di controparte e per le richieste istruttorie. (Aurelio Arnese e Cataldo Francesco Pulpito) (riproduzione riservata)

L’eccezione di un vizio procedimentale riferito al perito, in termini di omessa convocazione delle parti  per l’esame di ulteriore documentazione, ove non sollevata neanche nei verbali delle udienze successive alle operazioni peritali, deve ritenersi tardiva se formulata solo nella comparsa conclusionale (cfr, tra le altre, Cass. Sez. II, 14.02.2013 n. 3716). (Aurelio Arnese e Cataldo Francesco Pulpito) (riproduzione riservata)

In ordine  alla questione che attiene alla nullità relativa - che cioè solo l’investitore può far valere per mancanza del contratto quadro ai sensi dell’art. 23 TUF  (D. Lgs. 58/98 e successive modificazioni e integrazioni) - e in particolare se la  invalidità travolga necessariamente tutti i negozi d’investimento “a valle del contratto” oppure solo quelli espressamente indicati dall’investitore in veste d’attore, è fondamentale applicare il principio  della domanda e di corrispondenza fra il chiesto e il pronunciato, secondo cui l’attività cognitiva e valutativa non può che riguardare i profili indicati dagli attori nell’atto di citazione e quelli indicati dalla convenuta nella comparsa costitutiva. Quando  la convenuta non abbia depositato la prima memoria prevista dal 6° comma dell’art.183 c.p.c.,  non possono prendersi in considerazione i profili indicati nella seconda memoria. (Aurelio Arnese e Cataldo Francesco Pulpito) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 09/04/2014.


Gli swap stipulati da enti pubblici sono una forma di indebitamento, quelli dei comuni richiedono una delibera del consiglio comunale e devono essere finalizzati al finanziamento di spese di investimento. Contratto di swap - Contratti stipulati con enti pubblici - Clausola di up front - Forma di indebitamento attuale o potenziale - Sussistenza - Operazione assimilabile alla stipula di un mutuo.

Contratto di swap stipulati da enti pubblici - Applicazione della disciplina mista civile e amministrativa - Applicazione della teoria della prevalenza del tipo contrattuale - Applicazione della normativa integrativa in quanto compatibile.

Contratto di swap stipulato da ente pubblico - Spesa che impegna i bilanci degli esercizi successivi - Delibera di accensione adottata dal consiglio comunale - Necessità.

Contratto di swap stipulati da enti pubblici - Indebitamento volto al finanziamento di spese di investimento - Necessità.

Contratto di swap stipulati da enti pubblici - Individuazione della causa concreta - Necessità - Indicazione dei requisiti necessari alla individuazione..
In tema di contratti di swap stipulati con enti pubblici, la clausola di up front costituisce, proprio in ragione della sua natura aleatoria, una forma di indebitamento attuale o potenziale. La previsione del premio di liquidità, risolvendosi in un anticipato versamento di fondi, che sconta l'attualizzazione sui relativi tassi contrattuali a carico della controparte o che si ripercuote sullo spread, consiste in un'operazione analoga alla contrazione di un mutuo, laddove la sua concessione comporta un tasso o uno spread che attualizza il premio corrisposto in via anticipata dalla banca all'ente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Ai contratti di swap stipulati con enti pubblici è applicabile la disciplina civilistica che regola il tipo contrattuale in questione ma anche la normativa, eventualmente più restrittiva, di natura amministrativa che regola le forme di indebitamento di detti enti, dovendosi ritenere che alle tipologie contrattuali "miste" l'applicazione della teoria della prevalenza non escluda, quale normativa integratrice applicabile, quella attinente agli altri plurimi modelli di riferimento, in quanto compatibili. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Le delibere di accensione di contratti di swap stipulati dal comune devono essere adottate dal consiglio comunale, in quanto relative a spese che impegnano i bilanci degli esercizi successivi, ipotesi, questa, che ricorre soprattutto nel caso in cui detti contratti prevedano clausole di up front. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Sono nulli i contratti di swap stipulati da enti pubblici qualora dai contratti stessi o dagli atti amministrativi presupposti non risulti che l'indebitamento in essi un insito, l'implicito o prevedibile, sia stato contratto "per finanziare spese di investimento", essendo questa l'unica modalità consentita dagli articoli 30, comma 15, della legge 289/2002 e  202 TUEL. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Dai contratti di swap con enti pubblici o dagli atti amministrativi ad essi presupposti deve emergere la causa concreta dei negozi. Essi devono, quindi, contenere quei requisiti che consentano di individuarne la causa in concreto esercitata ossia: un oggetto determinato o determinabile; una percepibile e misurabile correlazione tra le posizioni creditorie e debitorie nonché fra i tassi praticati in dette posizioni e il tasso parametro che le parti reciprocamente si assegnano per le liquidazioni periodiche; l'indicazione dell'importo di riferimento (il nozionale) sottostante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 11/03/2014.


Contratto di swap - Valutazione della causa in concreto - Consapevolezza del contraente debole del differente livello di rischio assunto - Facoltà di ciascuna parte di assumere consapevolmente un rischio maggiore dell'altra - Sussistenza - Squilibrio del rischio derivante da parametri inseriti nel contratto all'insaputa del contraente debole - Operatore qualificato - Controparte diretta in conflitto di interessi..
Nell'ambito del contratto di swap, ciò che rileva ai fini della valutazione della sussistenza della causa in concreto non è tanto o solo lo squilibrio dell'alea rispettivamente assunta, quanto la consapevolezza del contraente debole del differente livello di rischio assunto dalle parti. Il mero squilibrio delle alee assunte, infatti, non di per sé motivo per ritenere assente la causa in concreto, ben potendo le parti, nell'esercizio della loro autonomia contrattuale, consapevolmente stipulare un contratto di swap in cui una di esse si assume un rischio maggiore dell'altra. Questo squilibrio deve, però, essere frutto di una libera scelta delle parti e non una conseguenza derivante dai parametri inseriti nel contratto soggettivamente ignota al contraente debole, in quanto unilateralmente predisposta dalla banca, la quale indubbiamente riveste sia la qualifica di operatore qualificato, sia quella di controparte diretta del cliente e, quindi, come tale, per definizione in conflitto di interessi. Ciò che rileva, dunque, ai fini dell'insussistenza della causa in concreto è l'assenza di adeguata informazione fornita dalla banca al cliente in ordine ai rischi effettivamente assunti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/01/2014.


Contratti derivati IRS - Up front quale indicatore di rischio - Dovere dell'intermediario di consulenza fedele - Intermediario quale controparte diretta del cliente..
Nei contratti derivati IRS l’up front costituisce un efficace indicatore della presenza di un rischio connaturato alla struttura contrattuale e impone all'intermediario un particolare dovere di consulenza fedele, atteso che l'obbligo di comportarsi con diligenza, correttezza e trasparenza deve ritenersi connaturato al contratto di intermediazione finanziaria, tanto più nel caso in cui l'intermediario si ponga come diretta controparte dell'operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/01/2014.


Contratti derivati IRS - Obbligo di informazione e di trasparenza della banca - Dovere di informazione sulle commissioni implicite e sulla differenza tra i market to market..
L'obbligo di informazione e trasparenza della banca non può che tradursi nel dovere di informazione in ordine alle cosiddette commissioni implicite individuabili nella differenza tra il market to market dei pagamenti del cliente e il market to market dei pagamenti in capo alla Banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/01/2014.


Contratti derivati - Obblighi di informazione dell'intermediario - Puntuale illustrazione al cliente dei meccanismi del prodotto - Consapevolezza in ordine all'idoneità dello strumento finanziario a perseguire lo scopo dichiarato - Indicazione chiara dei reali costi della struttura e del margine effettivamente lucrato dall'intermediario controparte diretta..
Se è vero che all'intermediario sono imposti obblighi di informazione circa la natura, i rischi e le implicazioni dell'operazione, con riguardo a negoziazione di prodotti derivati tali obblighi devono tradursi anzitutto nella puntuale illustrazione al cliente dei meccanismi del prodotto, in maniera tale che, prima di sottoscrivere il contratto, questi sia correttamente informato sull'idoneità dello strumento finanziario a perseguire le finalità di copertura richieste nonché sui rischi rispettivamente dalle parti assunti. Gli obblighi di informazione in questione devono quindi tradursi nell'indicazione chiara dei reali costi della struttura, ivi compresi quelli di produzione e gestione del derivato addebitati al cliente ed il margine effettivamente lucrato dall'intermediario che si ponga come controparte diretta, anche perché detti costi incidono sullo stesso oggetto del contratto, sia sotto il profilo della pattuizione del compenso della banca, sia sotto il profilo dell'esatta determinazione delle alee rispettivamente assunte. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/01/2014.


Il contratto di investimento nullo perché sottoscritto dal solo cliente non può essere oggetto di sanatoria o convalida desumibile dal comportamento delle parti o dall’avvenuta esecuzione. Intermediazione finanziaria – Contratto quadro e forma scritta ad substantiam – Sottoscrizione del solo cliente – Nullità – Sanatoria e convalida – Esclusione..
In materia di intermediazione finanziaria, ai sensi e per gli effetti dell’art. 23 del TUF, vige l’onere della forma scritta per la stipula del contratto quadro cosicché, stanti anche i rilevanti doveri di protezione che scaturiscono da tale contratto e sui quali il contraente debole ha diritto di confidare, è necessaria la sottoscrizione di entrambe le parti negoziali non potendo essere superata, la mancanza di detta sottoscrizione, neppure dalla concorde ammissione delle parti, dalla dichiarazione confessoria di una delle parti ovvero dal comportamento dalle stesse tenuto e ciò in quanto il contratto di investimento nullo perché sottoscritto dal solo cliente, stante la generale insanabilità del contratto nullo per comportamento concludente, non può essere oggetto di sanatoria o convalida desumibile dal comportamento delle parti o dall’avvenuta esecuzione dello stesso. (Michela Forte) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 14/10/2013.


Contratti di interest rate swap - Dovere dell'intermediario di prestare al cliente specifica consulenza - Definizione dei contenuti e delle condizioni dell'alea nell'interesse del cliente - Irrilevanza dello scopo di copertura o speculativo..
L'intermediario, allorché negozia un interest rate swap, deve prestare una specifica consulenza al cliente, indipendentemente dalla conclusione di un apposito contratto di consulenza, sul presupposto che la natura stessa dello strumento finanziario richiede che nella definizione dei suoi contenuti - e quindi delle condizioni dell'alea - l'intermediario si raffiguri il miglior interesse del cliente, del tutto irrilevante restando il motivo che lo abbia indotto contrattare, sia esso di copertura, ovvero speculativo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18/09/2013.


Contratti derivati - Natura - Scommessa legalmente autorizzata - Causa ritenuta meritevole di tutela - Creazione razionale di alee reciproche e bilaterali - Distinzione rispetto alla scommessa legalmente tollerata socialmente improduttiva..
Il contratto derivato rientra nella categoria della scommessa legalmente autorizzata, la cui causa, ritenuta meritevole dal legislatore dell'intermediazione finanziaria, risiede nella consapevole e razionale creazione di alee che, nei derivati c.d. simmetrici, sono reciproche e bilaterali. Costituisce, del resto, un dato acquisito il fatto che l'articolo 1933 c.c. abbia un ambito di applicazione del tutto residuale, perché concernente esclusivamente le ipotesi di scommessa c.d. tollerata dal legislatore, mentre non riguarda affatto le scommesse legalmente autorizzate che, come tali, debbono attribuire azione per il pagamento. L'articolo 1933 c.c. non codifica una "eccezione di scommessa", bensì una assai più circoscritta "eccezione di scommessa meramente tollerata" - la scommessa, cioè, tradizionalmente concepita come socialmente improduttiva - del tutto estranea all'area dei contratti di scommessa legalmente autorizzata, considerati dal legislatore come socialmente ed economicamente produttivi. La stessa nozione, del pari acquisita, secondo cui il c.d. nozionale non rappresenta altro che una base di calcolo - e non un capitale effettivamente impegnato - testimonia che, giuridicamente, il nozionale contribuisce a definire il perimetro dell'evento dal quale i flussi differenziali vengono a dipendere. Il carattere fittizio, non reale, del richiamo al nozionale appare, pertanto, perfettamente coerente con la costruzione del derivato in termini di scommessa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18/09/2013.


Derivati OTC, over the counter - Intermediario quale controparte diretta del cliente - Condivisione dell'alea..
Diversamente da quanto avviene allorché l'intermediario si limiti ad acquistare il prodotto sul mercato quale mero mandatario del proprio cliente, nei derivati over the counter l'intermediario è sempre controparte diretta del proprio cliente e "condivide", pertanto, con lui l'alea contenuta nel contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18/09/2013.


Derivati OTC, over the counter - Oggetto del contratto - Scambio di differenziali a determinate scadenze - Causa del contratto - Scommessa assunta da entrambe le parti - Scommessa legalmente autorizzata - Alea razionale per entrambe le parti - Necessità - Conoscenza ex ante degli scenari probabilistici e delle conseguenze del verificarsi degli eventi - Necessità - Omissione - Nullità..
Nel derivato over the counter, l'oggetto del contratto è costituito da uno scambio di differenziali a determinate scadenze, mentre la sua causa risiede in una scommessa che entrambe le parti assumono, con la precisazione che nella scommessa legalmente autorizzata, come quella ritenuta meritevole di tutela da parte del legislatore finanziario, l'alea non può che essere "razionale" per entrambi gli scommettitori e ciò a prescindere dall'intento che ha determinato la conclusione del contratto, sia esso di mera copertura, ovvero speculativo. Perché l'alea, che, come detto, costituisce l'oggetto del contratto, possa considerarsi "razionale" debbono essere definiti e conosciuti ex ante, con certezza, gli scenari probabilistici e delle conseguenze del verificarsi degli eventi. In sostanza, tutti gli elementi dell'alea e gli scenari che da essa derivano costituiscono ed integrano la causa stessa del contratto, perché appartengono alla "causa tipica" del negozio, indipendentemente dalle ricorrenti distinzioni tra scopo di copertura o speculativo. In difetto di tali elementi, il contratto deve ritenersi nullo per difetto di causa, poiché il riconoscimento legislativo risiede nella "razionalità" dell'alea e, quindi, nella sua "misurabilità", non essendo concepibile e non meritando, pertanto, tutela un negozio caratterizzato dalla creazione di alee reciproche e bilaterali, la qualità e la quantità delle quali siano ignote ad uno dei contraenti ed estranee all'oggetto dell'accordo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18/09/2013.


Derivati IRS - Mancata conoscenza da parte dell'investitore del mark to market - Mancata conoscenza del rischio assunto - Nullità - Occultamento dei costi impliciti - Mancato accordo sul compenso - Nullità ex articolo 1709 c.c...
La circostanza che, al momento della conclusione del contratto, l'investitore non conosca il c.d mark to market e che questo elemento non rientri nel contenuto dell'accordo, comporta la radicale nullità dei contratti di interest rate swap, perché esclude che l'investitore abbia potuto concludere la "scommessa" conoscendo il grado di rischio assunto, laddove, per contro, l'intermediario aveva perfetta conoscenza del proprio rischio avendolo misurato scientificamente e su di esso predisposto lo strumento finanziario. La mancata indicazione del mark to market consente, inoltre, all'intermediario (il quale, in base al contratto quadro, è anche un mandatario oltre che controparte della scommessa) di occultare il suo compenso, rappresentato dai c.d. costi impliciti, all'interno delle condizioni economiche dell'atto gestorio. Il che determina la nullità del contratto derivato anche in ragione del difetto di accordo su un requisito essenziale del compenso ai sensi dell'articolo 1709 c.c, il quale dispone che, nel mandato oneroso, il compenso del mandatario sia consapevolmente stabilito dalle parti e quindi non occultato fra le condizioni economiche predisposte dal mandatario. Il compenso deve, quindi, essere determinato nel contratto o determinabile in virtù di un criterio (modello matematico di pricing) condiviso ex ante dall'intermediario e dal cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18/09/2013.


Contratti di interest rate swap - Mancata esplicitazione del modello matematico di pricing e del mark to market - Liquidazione del corrispettivo del recesso - Illegittimità - Mancata indicazione del mark to market e degli scenari probabilistici - Nullità della clausola che prevede l'erogazione del c.d. up front...
Nei contratti di interest rate swap, la mancata esplicitazione del modello matematico di pricing e del market to market rende arbitraria la stessa liquidazione degli importi richiesti a titolo di corrispettivo del recesso, proprio perché siffatta liquidazione appare il frutto di una quantificazione unilaterale da parte dell'intermediario, del tutto slegata da criteri predeterminati nei contratti. Allo stesso modo, l'assenza del mark to market e degli scenari probabilistici rende del tutto priva di giustificazione causale la clausola che contempla l'eventuale erogazione del c.d. up front in quanto anche la misura in cui il finanziamento contribuisce ad integrare il riequilibrio del valore iniziale del derivato incide sulla causa dello stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18/09/2013.


Intermediazione finanziaria - Doveri informativi dell'intermediario - Distinzione dalla causa del contratto..
L'obbligo informativo a carico dell'intermediario deve essere tenuto distinto dalla causa del contratto, in quanto attiene alla esplicitazione dei contenuti del medesimo e dell'alea in esso contenuta e la omissione dell’informazione non involge profili di nullità, ma costituisce solo un inadempimento regolato dai principi che governano le conseguenze della violazione delle norme di condotta dettate dal TUF. Nei derivati uniformi, la verifica giurisdizionale del rispetto delle regole di condotta dell'intermediario dettate dal TUF e dalla normativa secondaria costituisce l'unica forma di controllo della correttezza delle contrattazioni. Trattandosi di compravendite di strumenti finanziari circolanti sul mercato, e già quotati, non si pone per essi il problema della "misurabilità" dell'alea in essi contenuta e della consapevole condivisione del rischio, ma unicamente un problema di adeguatezza o appropriatezza del prodotto rispetto al profilo di rischio dell'investitore, ovvero di assenza di eventuali conflitti di interesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 18/09/2013.


Per il rispetto della forma scritta ex art. 23 TUF non basta la sola firma dell'investitore ma occorre anche quella dell'intermediario. Acquisto obbligazioni Lehman brothers - Nullità per mancanza di forma scritta del contratto quadro - Firma del solo investitore - Insufficienza..
Nel caso di contratti per i quali è prevista la forma scritta ad substantiam la prova del contratto non può che essere data mediante la produzione del documento (o dei documenti) dai quali risulta l’accettazione di entrambe le parti. In mancanza di elementi di prova circa il riferimento alla consegna al contraente della copia contenente la sottoscrizione della parte (come pur avviene anche nell’ipotesi di contratti di intermediazione finanziaria, redatti in duplice copia, dove nella copia in possesso dell’intermediario, sottoscritta dal cliente, quest’ultimo dà atto di aver ricevuto una copia sottoscritta dal funzionario abilitato a rappresentare la banca). Non è inoltre condivisibile l’orientamento secondo il quale il requisito della forma scritta imposto dall’art. 23 t.u.f. richiede la sola sottoscrizione del cliente e non quella dell’intermediario. La previsione del requisito della forma scritta ad substantiam implica che debba essere consacrata per iscritto la formazione dell’accordo. Ciò significa che entrambe le parti del contratto devono apporre la loro sottoscrizione, ancorché non sia necessaria la contestualità in un unico documento. D’altra parte, la sola sottoscrizione del risparmiatore sarebbe sufficiente solo laddove il contratto di intermediazione finanziaria fosse qualificabile come negozio unilaterale. È tuttavia evidente come la fattispecie de qua assuma i tratti della bilateralità e non dell’unilateralità. La mancanza di sottoscrizione da parte dell’intermediario del contratto quadro non può che condurre pertanto all’applicazione della sanzione dell’invalidità sub specie di nullità sancita dall’art. 23 t.u.f.. (Andrea Bulgarelli) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 26/08/2013.


Infondatezza dell'eccezione di abuso processuale dell'investitore per esercizio selettivo dell'azione di nullità delle operazioni di acquisito di strumenti finanziari per assenza del contratto quadro. Acquisto obbligazioni Lehman brothers - Domanda giudiziale di nullità per mancanza del contratto quadro - Eccepita sua inammissibilità per abuso processuale dell'investitore dovuto all'esercizio selettivo dell'azione - Esclusione - Imputazione della nullità al mancato rispetto degli obblighi di forma ex art. 23 TUF da parte della banca - Insuperabilità del principio della domanda (art. 99 c.p.c.) e di quello della corrispondenza tra il chiesto e il pronunciato (art. 112 c.p.c.)..
La banca che invoca l’abuso processuale dell'investitore per aver esercitato in via selettiva un’azione di nullità non si sottrae ad una duplice contestazione.
La prima è che è proprio l’intermediario, cioè il soggetto che assume una qualifica professionale, ad aver dato per primo causa alla nullità ex art. 23 t.u.f. non stipulando per iscritto il contratto di intermediazione finanziaria, ma espletando servizi di intermediazione finanziaria in via di fatto. È evidente come l’art. 23 t.u.f. impedisca l’espletamento di servizi di intermediazione finanziaria, in assenza della preventiva stipulazione di un contratto scritto. Pertanto l’intermediario, che – sebbene a conoscenza dell’obbligo di stipulare per iscritto il contratto di intermediazione finanziaria – presta di fatto servizi di investimento imputet sibi ogni ed eventuale conseguenza che sul piano processuale può scaturire dall’inosservanza dell’onere formale.
La seconda è che l’invocazione di effetti restitutori limitati – riferibili alla mancanza di un contratto quadro – è conseguenza dell’applicazione del principio della domanda (art. 99 c.p.c.) e di quello di corrispondenza tra il chiesto ed il pronunciato (art. 112 c.p.c.). Anche in tale caso andare a sindacare il comportamento della parte che a fronte di una domanda di nullità (o di inadempimento) invochi solo limitati effetti restitutori risarcitori) non corrisponde all’impianto della normativa processuale generale, quanto meno in assenza di parametri specifici che spetta al legislatore fornire e sono pertanto insuscettibili di essere inquadrati nell’ambito di una concretizzazione in via giurisprudenziale, che, oltretutto, sarebbe inevitabilmente foriera di disarmonie applicative. (Andrea Bulgarelli) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 02/08/2013.


Nullità degli ordini e risarcimento del danno da lucro cessante. Intermediazione finanziaria - Nullità degli ordini - Risarcimento del danno da lucro cessante - Presupposti.

Intermediazione finanziaria - Nullità degli ordini di negoziazione - Restituzione delle cedole percepite dall'investitore - Malafede - Necessità..
Non può essere accolta la domanda dell'investitore di risarcimento del danno da lucro cessante in mancanza di adeguati riscontri probatori che consentano di desumere elementi di giudizio in ordine alla tipologia dell'investitore, alle sue preferenze in tema di investimenti ed alla composizione del suo portafoglio titoli, così da poter presumere, con ragionevole grado di verosimiglianza, quali sarebbero stati i possibili investimenti alternativi rispetto a quelli contestati. In proposito, va sottolineato che gli elementi probatori di cui si discute non possono essere desunti dalla tipologia dei titoli oggetto di contestazione, i quali non possono costituire il presupposto per ritenere comunque assicurato un rendimento pari a quello prospettato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

In caso di accoglimento della domanda di nullità degli ordini di negoziazione, l'investitore non è tenuto alla restituzione delle cedole percepite qualora non vi sia prova della malafede ai sensi degli articoli 2033 e 1147 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 11/07/2013.


Contratto di swap e mancata sottoscrizione del contratto quadro. Swap - Previa sottoscrizione di contratto quadro - Necessità - Sanatoria successiva - Esclusione..
È nullo il contratto di swap che sia stato negoziato in assenza della previa sottoscrizione di un contratto quadro e la nullità non può essere sanata mediante la sottoscrizione successiva di detto contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05/07/2013.


Contratto di swap aleatorio unilaterale non meritevole di tutela e nullità. Contratto di interest rate swap – Contratto aleatorio unilaterale non meritevole di tutela da parte dell’ordinamento giuridico – Nullità ex artt.1322 e 1418 c.c. – Sussistenza..
Non può certo considerarsi di buona fede, nella predisposizione del contratto, il comportamento tenuto dalla banca, la quale abbia di fatto costretto il cliente a sottoscrivere un contratto del quale ignorava quasi del tutto il contenuto e la portata, in quanto esso fondava su clausole incomprensibili e sulle quali il cliente non poteva in alcun modo incidere. (Pasquale Basso) (riproduzione riservata)

Il contratto swap assimilabile alla scommessa, tipico contratto aleatorio, dovrebbe presentare una componente di fortuna divisa in parti eguali tra i contraenti. Ove una suddivisione dell’alea non sia riscontrabile (c.d. contratto aleatorio unilaterale) deve escludersi che siffatti contratti possano meritare la tutela del nostro ordinamento, in quanto troppo sbilanciati in favore del singolo contraente banca, il quale si presenta “al tavolo di gioco” con molte più possibilità di successo rispetto all’altro giocatore, per aver esso stesso dettato le regole del gioco. (Nel caso di specie, il tasso soglia previsto per l'intervento a carico della banca era stato fissato in maniera troppo vantaggiosa per la medesima; il contratto prevedeva inoltre una clausola finale di salvezza per la banca che l'avrebbe messa al riparo da ogni rischio moltiplicando per 10 il tasso soglia fissato, così da rendere la sua garanzia di fatto inoperante; nella clausola era stata inoltre inserita una formula matematica di difficile interpretazione anche per l'investitore più avveduto e con componenti di ignota provenienza e quindi non verificabili). (Pasquale Basso - Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Trattasi, invero, di un contratto avente causa illecita, in quanto non riconosciuta dall’ordinamento per contrarietà a norma imperativa, quale quella che impone la predisposizione di contratti atipici solo a condizione che persegua interessi meritevoli di tutela (art.1322 e 1343 c.c.): il contratto con causa illecita, poi, è sanzionato con la nullità, secondo quanto disposto dal successivo art.1418 c.c.. (Pasquale Basso) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 02/05/2013.


Contratti derivati IRS con cap, eccessività del valore del cap, squilibrio tra le alee, assenza di rischio in capo alla banca e nullità per mancanza di causa concreta. Contratti derivati – IRS con cap – Eccessività del valore del cap – Conseguente squilibrio tra le alee – Assenza di rischio in capo alla banca – Nullità per mancanza di causa concreta – Sussistenza.

Contratti derivati – IRS con cap – Clausola di  salvaguardia a favore della banca – Formulazione oscura – Parametri di riferimento arbitrari ed ambigui – Sproporzione tra le alee – Nullità per indeterminatezza dell’oggetto – Sussistenza – Nullità per mancanza di causa concreta – Sussistenza..
Quando, in un contratto IRS in cui il cliente sia esposto al rischio di tasso fino a un determinato valore del parametro di riferimento, al di là del quale il tasso a suo carico rimane bloccato (c.d. cap), il cap sia talmente elevato che si possa ragionevolmente escludere che esso sarà mai raggiunto dall’andamento del mercato, la sproporzione tra la probabilità che si verifichi una perdita per il cliente e la probabilità che si verifichi una perdita per la banca (c.d. alea unilaterale) rende il derivato nullo per assenza di una causa meritevole che lo sorregga. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Costituisce ulteriore causa di nullità per immeritevolezza della causa e indeterminatezza dell’oggetto la presenza di una clausola di salvaguardia a favore della banca la quale preveda che, anche qualora il tasso di riferimento (Euribor + spread) superi il cap, il cliente sia comunque tenuto a pagare alla banca una somma determinata in base ad una formula matematica(*) di difficile, se non impossibile, comprensione che, per di più, prenda a base del calcolo tassi liberamente selezionati dalla banca, di ignota provenienza, oltre che con scadenza decisamente eccessiva. (*) (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 02/05/2013.


Nullità delle operazioni eseguite in assenza di contratto quadro e impossibilità di una ratifica tacita. Servizi di investimento mobiliare - Contratto quadro - Forma scritta - Necessità - Carenza - Nullità - Ratifica tacita - Esclusione - Fondamento - Fattispecie..
In tema di intermediazione finanziaria, ed alla stregua di quanto sancito dall'art. 23 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58, sono nulle, per carenza di un indispensabile requisito di forma prescritto dalla legge a protezione dell'investitore, le operazioni di investimento compiute da una banca in assenza del cosiddetto "contratto quadro", senza che sia possibile una ratifica tacita, che sarebbe affetta dal medesimo vizio di forma. (In applicazione dell'anzidetto principio, la S.C. ha ritenuto che correttamente il giudice di merito non avesse tenuto conto delle note e dei rendiconti inviati dall'istituto di credito alle parti ed asseritamente integranti, per effetto delle mancata contestazione, la ratifica del contratto). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 22/03/2013.


Intermediazione finanziaria - Impugnazione di nullità delle singole operazioni - Censura di nullità del contratto quadro formulata in corso di causa - Mutatio libelli..
La pretesa di fondare, in corso di causa, la censura di nullità al contratto quadro dopo aver invocato, in citazione, il vizio di nullità soltanto relativamente alle singole operazioni d’acquisto (nella specie di Bond Argentina) e per l’asserita violazione degli obblighi informativi dettati dalla normativa di riferimento, integra una palese mutatio libelli, poiché comportante non una semplice precisazione della causa petendi, ma un mutamento del fatto costitutivo della domanda, con l’introduzione nel giudizio di un tema d’indagine di fatto e di diritto del tutto nuovo e, quindi, implicante un’alterazione dell’originario tema del contendere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06/02/2013.


Intermediazione finanziaria - Mancato adeguamento della documentazione contrattuale alla normativa sopravvenuta - Sanzioni - Insussistenza - Automatica sostituzione delle clausole incompatibili..
Il mancato adeguamento alla normativa sopravvenuta della documentazione contrattuale relativa ai servizi di intermediazione finanziaria non comporta alcuna sanzione poiché, in applicazione dei principi generali, essendo il contratto di negoziazione, per le sue peculiari caratteristiche, un contratto di durata destinato a produrre i suoi effetti nel tempo, le eventuali clausole contrattuali incompatibili con il nuovo testo normativo devono considerarsi inoperanti e automaticamente sostituite dalle nuove norme di legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 06/02/2013.


Mancata sottoscrizione del contratto quadro da parte della banca ed effetti della produzione del documento nel giudizio di nullità promosso dall'investitore. Contratto quadro – Nullità per mancata sottoscrizione da parte della banca – Azione di nullità proposta dall’investitore – Revoca del consenso – Nullità del contratto e degli ordini..
La domanda di accertamento della nullità per difetto di forma implica la volontà di revocare il consenso prestato con la sottoscrizione del documento, posto che se vi è la volontà di rimuovere tutti gli effetti di un accordo mediante l’esercizio dell’azione di nullità, di certo vi è anche la volontà di impedirne il sorgere mediante la revoca del consenso. Da ciò consegue che la produzione in giudizio da parte della banca del documento contenente il contratto quadro non può tener luogo della mancata sottoscrizione contestuale di detto documento, con la conseguenza che l’accordo è nullo così come nulli sono pure i singoli contratti di investimento stipulati in esecuzione del contratto quadro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 06/02/2013.


Effetti della transazione non novativa in ipotesi di nullità del contratto quadro d'intermediazione finanziaria. Transazione - Transazione non novativa - Nullità del titolo - Inutilità della transazione

Intermediazione finanziaria - Transazione avente ad oggetto la risoluzione del rapporto e il risarcimento del danno - Azione di nullità del contratto quadro - Ammissibilità.
Soltanto l'ipotesi di transazione c.d. novativa (avente per oggetto la composizione della lite sul titolo, cioè sullo stesso fatto costitutivo della situazione giuridica, allora totalmente litigiosa), deve ritenersi contemplata nel secondo comma dell'articolo 1972 c.c., il quale, a differenza di quanto previsto al primo comma relativamente la transazione afferente ad un contratto illecito, sancisce l'annullabilità (e non la nullità) della transazione "fatta relativamente ad un titolo nullo" rimettendone la relativa richiesta "solo alla parte che non ignorava la causa di nullità del titolo". Al contrario, la nullità o l'inesistenza o comunque l'esaurimento della fonte preesistente incontroversa e rimasta fuori della transazione (c.d. transazione non novativa, avente per oggetto la composizione di una lite sugli effetti del titolo in cui consiste la situazione giuridica), indipendentemente da un'impugnativa della transazione stessa, ne determina automaticamente l'inutilità, nel senso che questa cade in conseguenza del venir meno del titolo preesistente e che la nullità di questo, come qualunque altra causa per cui il titolo medesimo venga meno, opera alla stregua della mancanza di presupposto della transazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La transazione conclusa tra cliente ed intermediario avente ad oggetto la risoluzione del rapporto o comunque il risarcimento del danno derivante dall'inadempimento agli obblighi informativi non preclude l'azione avente ad oggetto nullità del contratto quadro. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 31/01/2013.


L'azione di risoluzione, interruzione della prescrizione e prescrizione quinquennale per la nullità di cui all'articolo 23 del TUF. Obbligazioni e contratti - Azione di risoluzione - Natura di diritto potestativo - Interruzione del termine di prescrizione - Notifica dell'atto di citazione - Necessità.

Intermediazione finanziaria - Novità prevista dall'articolo 23 del TUF - Natura di nullità relativa - Prescrizione quinquennale al pari dell'azione di nullità..
La domanda di risoluzione, al pari di quella di annullabilità, costituisce esercizio di un diritto potestativo e, quindi, ai fini della interruzione del termine di prescrizione, occorre la notifica di un atto di citazione, non essendo allo scopo utile una missiva stragiudiziale di messa in mora. (Alessandro Giorgetta) (riproduzione riservata)

La nullità prevista dal TUF (art. 23), in quanto nullità relativa e, come tale, assimilabile alla annullabilità, è passibile di convalida ed è sottoposta ad un termine di prescrizione di cinque anni e non di dieci (prescrizione ordinaria). La norma prevista dall'articolo 1422 c.c., la quale prevede l'imprescrittibilità dell'azione di nullità, trova, infatti, giustificazione nel fatto che la nullità ex articolo 1418 c.c. tutela l'interesse generale, mentre l'articolo 23 del d.lvo n. 58 del 98 tutela l'interesse di una sola parte, così come accade per l'azione di annullabilità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 26/01/2013.


Normativa sopravvenuta, contratto quadro e diritto dell'investitore di prestare il proprio consenso in presenza di importanti modificazioni. Contratto quadro - Mancato adeguamento alla normativa sopravvenuta - Nullità - Verifica di conformità del contenuto alla nuova normativa - Necessità.

Contratto quadro - Mancato adeguamento alla normativa sopravvenuta - Mancanza delle clausole relative alle operazioni in contropartita diretta e di adeguatezza delle operazioni - Nullità - Automatica sostituzione delle clausole nulle con quelle imposte dalla legge - Esclusione - Mancanza di consenso dell'investitore in ordine al contratto modificato dalla nuova normativa..
Il mancato adeguamento del contratto quadro alla normativa sopravvenuta non è di per sé sufficiente a determinarne la nullità, essendo a tal fine necessaria una verifica del suo contenuto al fine di verificare la conformità delle singole clausole alla nuova normativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il contratto quadro che non sia stato adeguato alla normativa sopravvenuta di cui al decreto legislativo 58 del 1998 e del relativo regolamento Consob con le previsioni in ordine alle operazioni in contropartita diretta e alla clausola di adeguatezza delle operazioni deve essere considerato nullo ai sensi dell'articolo 1418 c.c. per contrarietà a norme imperative di ordine pubblico. In detta ipotesi, l’automatica sostituzione delle clausole nulle con quelle imposte dalla legge non consente di rimediare al problema della nullità del contratto in quanto l'investitore non ha avuto la possibilità di prestare il proprio consenso effettuando una completa valutazione del contratto modificato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Forlì, 18/01/2013.


Nullità sopravvenuta degli ordini di negoziazione eseguiti sulla scorta di contratto quadro sotto la vigenza della precedente legislazione. Contratto quadro concluso prima della entrata in vigore del TUF - Ordini di negoziazione eseguiti in epoca successiva - Nullità.

Intermediazione finanziaria - Nullità sopravvenuta degli ordini di acquisto - Reazione dell'ordinamento assimilabile alla risoluzione - Impossibilità giuridica sopravvenuta - Mancanza di legittimazione alle operazioni di investimento svolte dall'intermediario..
Qualora, sulla base di un contratto quadro concluso nel 1992 siano stati eseguiti ordini di negoziazione in epoca successiva alla entrata in vigore del TUF, benché non vi siano dubbi sulla validità del contratto quadro, al quale devono applicarsi le norme in vigore al momento della sua conclusione, tuttavia, trattandosi di contratto i cui effetti si dipanano nel tempo, gli ordini successivamente posti in essere debbono considerarsi nulli, in quanto eseguiti senza che fossero stati rinegoziate le condizioni, di natura imperativa, che legittimano l'intermediario ad intervenire sul mercato dei titoli in nome e per conto del cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La cd. nullità sopravvenuta degli ordini di acquisto eseguiti sulla scorta di un contratto quadro sottoscritto prima della entrata in vigore delle disposizioni del TUF, non ha natura di vera e propria nullità, trattandosi, piuttosto, di una diversa tecnica di reazione dell'ordinamento assimilabile alla risoluzione per impossibilità giuridica sopravvenuta, in quanto connessa alla sopravvenuta inidoneità del contratto sottoscritto in epoca precedente a spiegare i suoi effetti di legittimazione delle operazioni di investimento svolte tramite l'intermediario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 21/12/2012.


Contratto quadro, requisiti di forma e sottoscrizione del cliente. Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Nullità formale - Nullità relativa di protezione volta a proteggere il cliente - Validità del contratto quadro - Sottoscrizione del cliente..
In tema di intermediazione mobiliare, ai fini di ritenere validamente concluso il contratto quadro, assume rilievo la peculiare natura della nullità formale dei contratti per la prestazione dei servizi di investimento, nullità che, a norma dell’art. 23, 3° comma, T.U.F., “può essere fatta valere solo dal cliente”, e quindi non configura una nullità assoluta - suscettibile, ai sensi dell’art. 1421 c.c., di essere rilevata anche d’ufficio ed eccepita da chiunque vi abbia interesse - bensì di una nullità relativa, c.d. “di protezione”, in quanto volta a proteggere il cliente dagli effetti a lui pregiudizievoli derivanti da un contratto privo di forma scritta, non in grado di garantire la funzione informativa propria di tale strumento. Ne discende che, per la validità del contratto quadro, è sufficiente la sottoscrizione del cliente che dà la certezza dell'assolvimento dell'obbligo informativo in ordine all’inadeguatezza dell’acquisto, rispettando così gli obblighi imposti dall’art. 29 Reg. Consob n. 11522/98. Tribunale Venezia, 07/12/2012.


Produzione in giudizio del contratto quadro non sottoscritto e azione di nullità proposta dal cliente. Intermediazione finanziaria - Contratto quadro mancante della sottoscrizione della banca - Produzione in giudizio quale equipollente della mancata sottoscrizione - Azioni di nullità proposta dal cliente - Effetti..
La produzione in giudizio del documento contrattuale non sottoscritto dalla parte che ha omesso di sottoscriverlo costituisce equipollente della mancata sottoscrizione e comporta l'effetto di perfezionare ex nunc il contratto. Detto effetto non può, tuttavia, prodursi quando il consenso dell'altra parte debba considerarsi revocato anche implicitamente, come nel caso della notifica della domanda giudiziale di nullità del contratto fondata proprio sul vizio in questione. In proposito, va poi precisato che per la revoca del consenso non è necessario l'intervento personale della parte in luogo di quello del procuratore alla lite, posto che l'attività compiuta nel processo dal soggetto al quale è stata conferita la procura deve essere riferita al cliente, salvo che sia espressamente proscritta la sua partecipazione personale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 19/10/2012.


Intermediazione finanziaria - Prescrizione di forma dell'articolo 3 del decreto legislativo numero 58 del 1298 - Funzione di protezione del soggetto debole - Contratto sottoscritto dal solo investitore - Sufficienza..
La previsione di forma contenuta nell'articolo 23 del decreto legislativo n. 58 del 1998 - la cui funzione consiste nell'apprestare una disciplina di protezione del soggetto debole investitore, così da superare la sperequazione in suo sfavore, di tipo conoscitivo e negoziale, nel potere e capacità di determinazione del contenuto normativo dell'accordo - è pienamente soddisfatta dalla sottoscrizione del solo investitore, per l'esaustiva assicurazione, in tal modo, della funzione informativa che essa è destinata ad assolvere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 19/07/2012.


IRS, mancata corrispondenza delle condizioni contrattuali alla funzione di copertura e nullità per difetto di causa. Intermediazione finanziaria – Contratti derivati Interest Rate Swap – Difetto di causa – Nullità per inidoneità della operazione a raggiungere lo scopo di copertura concretamente perseguito nella negoziazione..
La non rispondenza delle condizioni economiche contrattuali del contratto derivato Interest Rate Swap alla funzione di copertura del rischio nello stesso enunciata ne comporta la nullità per difetto di causa (art. 1418, comma secondo, c.c.), da intendersi quale sintesi degli interessi concretamente perseguiti dalla negoziazione (cfr. Cass. 10490/2006). (Marco Dalla Zanna) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 17/07/2012.


Contratto-quadro – Anteriorità rispetto al Tuf – Mandato adeguamento – Norme imperative – Nullità sopravvenuta..
Un contratto quadro stipulato in data anteriore alla entrata in vigore del T.U.F. e non adeguato ai principi enunciati dall’art. 23 del Testo citato e meglio specificati dal regolamento Consob n. 11522/1998, è affetto da nullità sopravvenuta relativa, eccepibile dal solo cliente. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 20/04/2012.


Contratto per la prestazione di servizi di investimento - Difetto di forma scritta - Domanda di accertamento della nullita ex art. 23 TUF - Nullità di protezione - Sanabilità della nullità ex art. 23 TUF - Convalida per facta concludentia. .
La nullità di cui all'art. 23 del d.lgs. 24 febbraio 1998, n. 58 prevista in caso di inosservanza della forma scritta del contratto relativo alla prestazione di servizi investimento è volta a tutelare in via principale (se non esclusiva) l'interesse dell'investitore per il quale la forma scritta è il veicolo di tutte le inforrnazioni occorrenti a delineare l'ambiente giuridico in cui si collocheranno i suoi rapporti con l'intermediario e le sue future scelte di invesitirnento; come tale la nullità in questione da ascrivere tra le nullita di "protezione", non solo è azionabile per espressa previsione di legge dal solo investitore ma è suscettibile di essere da questi sanata attraverso atti formali e espliciti ovvero attraverso fatti che chiaramente rivelino una sua volonta abdicativa del rimedio invalidatorio (nel caso di specie i ricorrenti, sulla base del contratto quadro in relazione al quale è stata chiesta la nullità ai sensi dell'art. 23 TUF, avevano per anni acquistato e negoziato, in modo sistematico, titoli attraverso l'intermediario e beneficiato delle cedole e di ogni altro provento conseguente alle operazioni di investimento effettuate). (Paolo Negri della Torre) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 07/03/2012.


Contratto per la prestazione di servizi di investimento - Difetto difetto di forma scritta - Domanda di accertamento della nullità (ex art. 23 TUF) delle operazioni di investimento pregiudizievoli - Estensione della nullità, se attivata, a tutte le operazioni - Non sussiste la facoltà di scegliere operazioni da assoggettare a nullità. .
L'articolo 23 del TUF, se da un lato riserva al cliente la scelta di azionare il rimedio, non gli attribuisce comunque la facoltà di "modulare" gli effetti in base alla natura favorevole o meno della singola operazione di investimento eseguita nell'ambito del rapporto regolato dal contratto quadro, atteso che il riconoscimento di una simile facoltà condurrebbe a dover illogicamente assumere che il contratto quadro sia stato un adeguato "veicolo" informativo in relazione agli ordini poi rivelatisi economicamente vantaggiosi e, nel contempo, inadeguato per quelli che successivamente si siano dimostrati pregiudizievoli. (Paolo Negri della Torre) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 07/03/2012.


Legittimazione esclusiva dell'investitore ad eccepire la mancanza di forma del contratto quadro; nullità ab origine, riequilibrio delle contrapposte pretese e detrazione delle cedole incassate dall'investitore. Contratto quadro – Forma scritta – Contratto sottoscritto solo dal cliente – Nullità per mancanza di forma scritta – Sussistenza – Conseguenze – Obbligo di restituzione delle cedole di interessi – Sussistenza..
Il requisito di forma scritta previsto dall’art. 23 del TUF ad substantiam (e non già solo a fini probatori) non risponde a mere esigenze formali, bensì costituisce applicazione dei principi generali, inerenti alla bilateralità degli accordi negoziali, comunque da osservarsi nella redazione secondo la forma scritta. Né a tali principi è consentito derogare sulla base del semplice riscontro della finalità di protezione del prescritto requisito di forma, connessa alla previsione della legittimazione esclusiva dell’investitore, ove si consideri, per un verso, la posizione dell’istituto bancario quale soggetto predisponente le condizioni negoziali e, sotto altro profilo, l’esigenza di chiarezza e stabilità delle singole condizioni per il correntista. E’ pertanto nullo per mancanza di forma scritta ad substantiam, il contratto quadro di investimento sottoscritto dal solo cliente-investitore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)
 
La nullità del contratto quadro di investimento per mancanza di forma scritta ad substantiam prevista dall’art. 23 del TUF, da riferirsi ab origine e con efficacia retroattiva al momento della stipula, ne travolge tutti gli effetti, ivi compresi gli utili percepiti dall’investitore. Pertanto, al fine di riequilibrare la situazione e riportarla al momento del fatto genetico dell’acquisto delle obbligazioni oggetto di controversia, è necessario detrarre dalla somma investita oggetto di restituzione i proventi delle cedole di interessi incassate dal cliente-investitore. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Appello Torino, 20/01/2012.


Mercati finanziari – Nullità del contratto di mandato – Utili percepiti dall’investitore – Effetti..
La nullità del contratto che conferisce ad un istituto di credito mandato per la negoziazione di strumenti finanziari, da riferirsi ab origine, con efficacia retroattiva al momento della stipula, ne travolge tutti gli effetti, ivi compresi gli utili percepiti dall’investitore. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 20/01/2012.


Mercati finanziari – Nullità del contratto di mandato – Utili percepiti dall’investitore – Azione di arricchimento – Indifferenza..
Nell’ipotesi di nullità di un contratto di mandato alla negoziazione di strumenti finanziari, che ne travolge tutti gli effetti, ivi compresi gli utili percepiti dall’investitore, risulta infondata la contestazione a proposito del mancato esercizio, da parte di un istituto di credito, di un’azione di arricchimento avente ad oggetto gli utili medesimi, trattandosi appunto di effetti restitutori che devono tener conto dell’acquisto storicamente avvenuto per opera della banca dei titoli oggetto dell’ordine. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Appello Torino, 20/01/2012.


Contratto quadro - Forma scritta - Contratto sottoscritto solo dal cliente - Perfezionamento del negozio mediante produzione in giudizio del documento - Revoca del consenso - Nullità..
È nullo, per violazione del requisito della forma scritta ad substantiam, il contratto quadro recante la sola sottoscrizione del cliente e non quella dell'intermediario, il quale non può perfezionare il negozio mediante la produzione in giudizio del documento qualora la parte che ha sottoscritto abbia nel frattempo revocato il proprio consenso. La nullità del contratto quadro comporta la nullità di tutti gli ordini di negoziazione che ad esso dovrebbero fare riferimento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 14/11/2011.


Diritto bancario – Contratto quadro – Singole operazioni – Nullità – Insanabilità..
La nullità del contratto quadro e, di conseguenza, quella relativa alle singole operazioni, sono insanabili. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 27/10/2011.


Diritto bancario – Contratto quadro – Mancanza originaria della sottoscrizione – Nullità..
La preventiva consegna al cliente, ad opera della banca, del contratto quadro non recante la propria sottoscrizione e la successiva produzione in giudizio di due (esattamente identici) dalla medesima sottoscritti conduce nel senso della originaria mancanza di sottoscrizione, con relativa applicazione della nullità del contratto quadro medesimo ex art. 23 TUF e conseguente nullità dei singoli ordini e negoziazioni che in tale accordo normativo trovano la propria base. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 27/10/2011.


Diritto bancario – Contratto quadro – Mancanza originaria della sottoscrizione – Sopravvenienza alla revoca del cliente..
Non risulta applicabile il principio giurisprudenziale che consente l’integrazione della manifestazione di volontà dell’istituto di credito al momento dell’azione in giudizio, nell’ipotesi in cui la sottoscrizione del contratto quadro ad opera della banca sia sopravvenuta alla revoca del consenso da parte del cliente proponente (nella specie, da rinvenirsi nella più volte eccepita nullità del contratto per mancanza della sottoscrizione). (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 27/10/2011.


Nullità del contratto di intermediazione finanziaria concluso via Internet. Intermediazione finanziaria - Sottoscrizione dei contratti via Internet - Firma digitale - Definizione nella vigenza del d.p.r. 10 novembre 1997, numero 513 - Omesso utilizzo della firma digitale - Nullità del contratto..
Poiché il d.p.r. 10 novembre 1997, n. 513, oggi non più in vigore, attribuiva valore di firma digitale solo a quella apposta mediante coppia di chiavi asimmetriche, con un certificatore tenuto ad attestare la corrispondenza tra la chiave pubblica e l'identità dell'utilizzatore, si deve ritenere che fosse nulla la manifestazione del consenso all’integrazione del contratto d’intermediazione finanziaria prevista dall’art. 30, comma 2, lett. e) reg. Consob n. 11522/98 effettuata attraverso la rete Internet senza l'utilizzo della firma digitale con chiavi asimmetriche. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 05/10/2011.


Polizza unit linked: è vessatoria la clausola di accettazione delle condizioni generali di contratto. Contratto finanziario – Clausola contenente il rinvio alle condizioni generali di contratto – Carattere vessatorio – Sussistenza – Mancata approvazione specifica per iscritto – Inefficacia – Conseguenze – Inapplicabilità della disciplina riguardante l’oggetto del contratto – Nullità del contratto per mancanza dell’oggetto ex art. 1346 c.c. – Restituzione delle prestazioni eseguite..
La clausola con la quale in un contratto finanziario (polizza Unit Linked) il contraente dichiara di avere ricevuto, di conoscere e accettare le condizioni generali di contratto e il relativo prospetto o nota informativa, redatta conformemente alle previsioni di legge, ha carattere vessatorio e deve essere specificatamente approvata per iscritto.
In mancanza la clausola è inefficace; poiché le condizioni generali e la nota informativa costituiscono parte integrante del contratto l’inefficacia della clausola determina la non applicabilità di dette condizioni al contratto stesso che resta privo di oggetto. Il contratto pertanto è nullo ex art. 1346 c.c. con ogni conseguenza di carattere restitutorio ex art. 2033 c.c.. (Giorgio Pistoni) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 12/09/2011.


Intermediazione finanziaria - Mancato adeguamento della normativa - Automatica sostituzione delle clausole incompatibili con il nuovo testo normativo..
Nessuna sanzione di nullità può desumersi dalla normativa di riferimento per il mancato adeguamento alla normativa del TUF, da effettuarsi entro il luglio del 1998, del contratto di negoziazione. Va inoltre osservato che, essendo il contratto di negoziazione un contratto di durata destinato a produrre i suoi effetti nel tempo, le eventuali clausole contrattuali incompatibili con il nuovo testo normativo devono considerarsi inoperanti e automaticamente sostituite dalle nuove disposizioni di legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 25/05/2011.


Mancanza di forma scritta del contratto quadro e dichiarazione confessoria. Contratto quadro - Forma scritta - Contratto sottoscritto solo dei clienti - Eccezione di mancanza di forma scritta - Revoca del consenso - Nullità - Sussistenza - Dichiarazione confessoria scritta contenente il riferimento al contratto - Comunicazioni della banca - Esecuzione spontanea - Irrilevanza..
Non può ritenersi assolto il requisito della forma scritta previsto dall'articolo 23 del TUF qualora il contratto quadro risulti sottoscritto solo dai clienti, i quali, eccependo la nullità del contratto per mancanza della forma scritta, abbiano espressamente manifestato la volontà di revocare il proprio consenso al perfezionamento del vincolo negoziale. Nè può valere a sanare il difetto di forma di cui si discute una semplice dichiarazione confessoria che contenga il riferimento al contratto concluso per iscritto, posto che detto documento non può sostituire quello contenente la volontà negoziale delle parti. Allo stesso modo, il contratto non può ritenersi concluso sulla base delle successive comunicazioni della banca, le quali costituiscono atti giuridici unilaterali privi di valenza negoziale o ancora attraverso l'esecuzione spontanea, non potendo questa valere a sanare la nullità del contratto per difetto di forma. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 04/05/2011.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro firmato dal solo investitore – Nullità relativa per difetto di forma scritta – Inammissibilità dell’azione di nullità relativa utilizzata per trarne conseguenze selettive..
Qualora un contratto quadro di negoziazione difetti di forma scritta per essere stato firmato soltanto dall’investitore e non anche dall’intermediario finanziario, viene in questione una nullità relativa ai sensi dell’art. 23 del T.U.F. n°58/1998, che può esser fatta valere solo dall’investitore;  questi però non può farla valere in forma distorta per trarne conseguenze “selettive” (cioè per chiedere la restituzione dei soli investimenti risultati svantaggiosi mantenendo i restanti investimenti che pure costituiscono attuazione del medesimo contratto quadro);  in ciò si ravvisa un abuso del diritto alla domanda, che urta contro i principi del giusto processo e della correttezza e rende inammissibili tanto la domanda di nullità quanto la consequenziale domanda restitutoria diretta a selezionare solo alcuni degli effetti suoi propri. (Francesco Brugnatelli) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 07/03/2011.


Contratto quadro firmato solo dall’investitore, nullità relativa di protezione e carenza di interesse alla relativa eccezione. Intermediazione finanziaria – Contratto quadro firmato dal solo investitore – Nullità relativa per difetto di forma scritta – Interesse di protezione ugualmente raggiunto – Inammissibilità dell’azione di nullità relativa per difetto di interesse.

Intermediazione finanziaria – Ordine d’acquisto privo di forma scritta – Nullità non prevista.

Intermediazione finanziaria – Mancata segnalazione di inadeguatezza – Risarcimento del danno – Voci deducibili nella liquidazione del danno..
Qualora un contratto quadro di negoziazione difetti di forma scritta per essere stato firmato soltanto dall’investitore e non anche dall’intermediario finanziario, viene in questione una nullità relativa (“di protezione”) ex art.23 del T.U.F., che può essere fatta valere dall'investitore, il quale tuttavia che difetta di interesse qualora lo scopo previsto a sua tutela sia stato comunque raggiunto. È dunque inammissibile per mancanza d’interesse l’azione di nullità del contratto quadro di negoziazione quando non risulti leso lo scopo di rendere avvertito l’investitore della particolare importanza dell’atto e di informarlo delle caratteristiche del rapporto che viene disciplinato oltre che dei beni che potranno essere oggetto delle disposizioni che impartirà in attuazione di tale contratto, poi continuamente e sistematicamente eseguito tanto dall’investitore quanto dall’intermediario finanziario. (Francesco Brugnatelli) (riproduzione riservata)

Non è prevista nullità per un ordine d’acquisto privo di forma scritta (ordine che nel caso concreto risulta provato per mancata contestazione della disposizione data). (Francesco Brugnatelli) (riproduzione riservata)

Va accolta l’azione risarcitoria per danni da compimento di operazioni inadeguate (nel caso concreto, acquisti di obbligazioni Argentina e Parmalat in quantità rilevanti e non conformi agli obiettivi rilevabili per l’investitore) quando l’intermediario non abbia segnalato l’inadeguatezza e non abbia raccolto conferma scritta di procedere (art.29 regolamento Consob 11522/98); nella liquidazione di tali danni vanno considerati in deduzione l’importo delle cedole percepite nonché il valore di quanto ricevuto in séguito all’adesione all’Offerta Pubblica di Scambio per obbligazioni Argentina e in séguito ad assegnazione nel concordato per obbligazioni Parmalat. (Francesco Brugnatelli) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 21/01/2011.


Nullità sopravvenuta del contratto quadro e modalità di comunicazione al cliente delle variazioni. Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Omesso adeguamento alle prescrizioni della normativa sopravvenuta – Nullità.

Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Adeguamento alle prescrizioni della normativa sopravvenuta – Comunicazione al cliente delle variazioni – Modalità – Deposito presso la casella di corrispondenza aperta presso l’intermediario – Inidoneità..
Il contratto d’intermediazione finanziaria, in quanto contratto di durata, deve essere adeguato ai mutamenti della normativa di settore intervenuti nel corso del tempo, risultando altrimenti affetto dal vizio di nullità sopravvenuta. Sono pertanto  nulli gli ordini di negoziazione impartiti sulla base di un contratto d’intermediazione finanziaria non aggiornato e privo di tutte le informazioni che, per leggi sopravvenute, devono essere contenute in un nuovo contratto d’intermediazione con necessità di forma scritta ad substantiam. (Antonio Motti) (riproduzione riservata)

Non è idonea a far ritenere avvenuto l’adeguamento del contratto d’intermediazione alla disciplina medio tempore sopravvenuta la comunicazione di un documento avente ad oggetto “modifiche al contratto di negoziazione”, qualora tale comunicazione, la cui ricezione è sempre stata contestata dal cliente, avvenga con modalità di trasmissione del tutto irrituali, ossia tramite un (presunto e non provato) deposito in una casella di corrispondenza aperta presso la stessa Banca intermediaria e concernente esclusivamente le comunicazioni attinenti il rapporto di conto corrente. (Antonio Motti) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 30/12/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro di negoziazione – Mancato aggiornamento nei termini stabiliti da nuove norme regolamenta della Consob – Nullità sopravvenuta – Esclusione..
La Delibera Consob 1 marzo, n. 12409 prevedeva che entro sei mesi dalla sua entrata in vigore gli intermediari si adeguassero agli obblighi derivanti dalle integrazioni di cui all’art. 30 della Delibera Consob 1 luglio 1998, n. 11522 concernente i contenuti dei contratti di negoziazione da stipulare in forma scritta (termine poi portato al 31 dicembre 2000 in sèguito a Delibera Consob 6 settembre 2000 n. 12716); tuttavia, dall’eventuale violazione dell’obbligo di adeguamento non potrebbe conseguire una nullità dei contratti di negoziazione anteriori alle nuove norme del 1998, non potendosi configurare un vizio di forma sopravvenuto, avuto riguardo alla irretroattività delle norme regolamentari e alla loro ininfluenza sulla normativa previgente. (Francesco Brugnatelli) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 15/12/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Nullità – Convalida..
Il contratto di investimento nullo in quanto sottoscritto dal solo cliente non può essere convalidato, risultando irrilevanti a tale fine la mancata contestazione degli estratti del conto titoli, del conto corrente e l’invio da parte della banca degli attestati di esecuzione degli ordini di investimento, così come ogni eventuale condotta successiva o volontà implicite desumibili da comportamenti attuativi del contratto. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 09/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Nullità – Ordini di investimento..
La nullità del contratto quadro determina la nullità dei singoli ordini di investimento impartiti dal cliente. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 09/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Nullità – Convalida..
Il contratto di investimento nullo in quanto sottoscritto dal solo cliente non può essere convalidato, risultando irrilevante a tale fine ogni comportamento concludente di esecuzione del contratto quale la sottoscrizione degli ordini di investimento. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Nullità – Ordini di investimento..
La nullità del contratto quadro determina la nullità dei singoli ordini di investimento impartiti dal cliente. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Nullità – Convalida..
Il contratto di investimento nullo in quanto sottoscritto dal solo cliente non può essere convalidato, risultando irrilevante a tale fine ogni comportamento concludente di esecuzione del contratto quale la sottoscrizione degli ordini di investimento. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02/11/2010.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Nullità – Ordini di investimento..
La nullità del contratto quadro determina la nullità dei singoli ordini di investimento impartiti dal cliente. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Alba, 02/11/2010.


Procedimento sommario e domanda di nullità del contratto quadro. Intermediazione finanziaria – Procedimento sommario di cognizione – Domanda di nullità del contratto – Assenza di istanze di prova orale o di CTU – Ammissibilità..
E’ ammissibile il ricorso al procedimento sommario di cui all’art. 702 bis, codice procedura civile, ove si chieda la declaratoria di nullità di operazioni in strumenti finanziari causata dalla mancanza e quindi dalla nullità del contratto quadro, le parti non abbiano avanzato alcuna richiesta di istruttoria orale o di CTU e la causa sia, pertanto, di natura esclusivamente documentale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 29/09/2010.


Contratto quadro – Consegna di copia cliente – Omissione – Nullità – Esclusione – Semplice onere della consegna su richiesta. .
Non è motivo di nullità la mancata consegna al cliente di una copia del contratto quadro, posto che la consegna è semplicemente un onere che l'intermediario è tenuto ad assolvere in caso di richiesta da parte dell'investitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 26/05/2010.


Contratto quadro – Adeguamento alle entrate in vigore del regolamento Consob – Omissione – Nullità – Esclusione – Automatica sostituzione delle clausole difformi. .
Il mancato adeguamento del contratto quadro all'entrata in vigore del Testo Unico della Finanza e del regolamento Consob 11522/1998 non comporta la nullità del contratto medesimo; nessuna norma prevede, infatti, la fattispecie della nullità sopravvenuta per l'entrata in vigore di una diversa regolamentazione, le cui diverse clausole peraltro sostituiscono ex lege quelle difformi ai sensi dell'articolo 1419 del codice civile. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 26/05/2010.


Profitti da operazioni, nullità del contratto ed eccezione dell’intermediario. Contratto quadro – Nullità – Profitti derivanti da operazioni eseguite in presenza di contratto nullo – Nullità eccepita dall’intermediario e domanda riconvenzionale – Infondatezza..
La nullità delle operazioni effettuate sulla base di un contratto quadro nullo può essere fatta valere soltanto dall’investitore; deve pertanto essere respinta la domanda riconvenzionale dell’intermediario volta ad ottenere la restituzione dei profitti derivanti all’investitore da operazioni compiute in assenza di valido contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 29/04/2010.


Contratto IRS, produzione parziale del contratto quadro e nullità. Contratto di negoziazione in derivati – Parte integrante del contratto quadro – Produzione in giudizio del solo contratto IRS – Mancanza dei requisiti di contenuto – Nullità delle operazioni di investimento – Sussistenza..
Non assolve all’onere di provare la stipula del cd. contratto quadro di negoziazione e trasmissione ordini la produzione in giudizio del solo contratto di investimento in prodotti derivati (nella specie IRS) che sia concepito come parte integrante del contratto quadro e non ne non contenga tutti i requisiti previsti dall’art. 30 reg. Consob n. 11522/98. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 23/03/2010.


Mancanza di contratto quadro e convalida della nullità. Intermediazione finanziaria - Mancanza di contratto quadro - Nullità relativa - Convalida - Ammissibilità..
La mancanza del contratto quadro integra una fattispecie di nullità relativa che può essere oggetto di convalida da parte dell'investitore. (Nel caso di specie, l'investitore, tra le molte operazioni eseguite, aveva impugnato solamente quelle che avevano generato perdite, per cui il Tribunale ha ritenuto che la volontà di non impugnare le altre operazioni sia da interpretare come convalida tacita della nullità del contratto quadro non sottoscritto). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 23/03/2010.


Contratto quadro – Mancanza di forma scritta – Fusione o incorporazione dell’intermediario – Sanatoria mediante produzione in giudizio – Esclusione. .
I frequenti fenomeni di fusione tra enti intermediari può essere d’ostacolo al principio secondo il quale “la produzione in giudizio di una scrittura privata di firma, da parte di chi avrebbe dovuto sottoscriverla, equivale a sottoscrizione a condizione che tale produzione avvenga ad opera della parte stessa e non anche del suo erede, atteso che la manifestazione di volontà contrattuale, propria del soggetto contraente, non può essere espressa da terzi”. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05/02/2010.


Contratto quadro – Forma scritta – Dichiarazione di ricevuta di copia del contratto quadro – Sanatoria della mancata sottoscrizione – Esclusione..
La dicitura con la quale l’investitore dichiara di avere ricevuto copia del contratto quadro debitamente sottoscritta non può supplire al difetto della necessaria sottoscrizione dell’intermediario, posto che la manifestazione scritta della volontà di uno dei contraenti non può essere sostituita dalla dichiarazione confessoria dell’altra parte; allo stesso modo, il fatto che le parti abbiano dato corso ad investimenti, dando quindi di fatto attuazione al contratto quadro di negoziazione, non vale a rimediare al vizio della mancanza di forma scritta del contratto medesimo poiché il contratto nullo non può essere in alcun modo convalidato o sanato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05/02/2010.


Intermediazione finanziaria – Omesso adeguamento del contratto quadro – Nullità sopravvenuta – Sussistenza..
E’ affetto da nullità sopravvenuta il contratto quadro che non sia stato adeguato ai requisiti imperativi imposti da leggi intervenute dopo la sua stipulazione e tale situazione di invalidità incide sugli sviluppi successivi del programma di investimento con particolare riferimento agli ordini di negoziazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 28/01/2010.


Contratto per la prestazione dei servizi di investimento – Produzione in giudizio dopo la domanda di nullità – Irrilevanza..
La produzione in giudizio del contratto da parte dell’intermediario che non l’abbia sottoscritto non è idonea a far considerare concluso il contratto qualora la parte che l’abbia sottoscritto lo produca in giudizio invocandone la nullità che equivale implicitamente alla revoca del consenso rilasciato. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05/01/2010.


Contratto per la prestazione dei servizi di investimento – Convalida – Esclusione..
Il contratto relativo alla prestazione dei servizi di investimento non può essere oggetto di sanatoria o di convalida desumibile dal comportamento delle parti nemmeno qualora il rapporto abbia avuto esecuzione per un lungo periodo temporale. (Paolo Fiorio) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05/01/2010.


Finanziamento per acquisto di strumenti finanziari e necessaria previsione contrattuale. Intermediazione finanziaria – Finanziamenti finalizzati all’acquisto di valori mobiliari – Previsione nel contratto quadro – Necessità – Omissione – Nullità..
Dal combinato disposto degli art. 23 TUF e 30 reg. Consob n. 11522/1998 si ricava che la disciplina di dettaglio relativa ad operazioni di finanziamento erogato al cliente per l’acquisto di prodotti finanziari deve essere contenuta nel contratto quadro a pena di nullità. Da ciò deriva che eventuali operazioni in strumenti finanziari effettuate in assenza di detta previsione devono essere dichiarate nulle come conseguenza della nullità del contratto quadro che si riveli incompleto. (Nel caso di specie, il contratto non prevedeva la regolamentazione dei finanziamenti in questione, mentre la linea di credito utilizzata dal cliente era stata concessa per l’acquisto di un immobile). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 11/12/2009.


Intermediazione finanziaria – Contratto non adeguato alla nuova normativa – Eccezione di nullità – Specificità del rilievo – Necessità..
L’eccezione di invalidità del contratto quadro non adeguato alle prescrizioni della nuova normativa di cui all’art. 37 reg. Consob n. 16190/2007 deve contenere l’indicazione specifica delle prescrizioni violate e ritenute rilevanti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 05/11/2009.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro non adeguato alla nuova normativa – Nullità – Principio di conservazione del contratto ex art. 1419 cod. civ. – Sostituzione di diritto delle clausole nulle – Applicabilità..
Qualora il contratto quadro contenga clausole nulle perché incompatibili con le prescrizioni contenute nell’art. 37 reg. Consob n. 16190/2007, dovrà farsi applicazione del principio di conservazione del contratto di cui all’art. 1419 codice civile, il quale prevede la sostituzione di diritto delle clausole nulle con le prescrizioni della nuova normativa. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 05/11/2009.


Omessa indicazione delle modalità di costituzione della provvista e nullità delle operazioni. Intermediazione finanziaria – Operazioni eseguite con finanziamenti concessi dall’intermediario – Contratto quadro – Contenuto – Necessaria indicazione delle modalità di costituzione e ricostituzione della provvista – Necessità – Violazione – Nullità delle operazioni – Sussistenza..
Sono nulle le operazioni di negoziazione di strumenti finanziari eseguite con finanziamenti concessi dalla banca intermediaria qualora il contratto di negoziazione non contenga il requisito di cui all’art. 30, comma 1, lett. e) del reg. Consob n. 11522/98, consistente nell’indicazione delle modalità di costituzione e ricostituzione della provvista o garanzia delle operazioni disposte. (fb) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 05/10/2009.


Mancanza di forma del contratto quadro, l'incasso delle cedole e convalida. Intermediazione finanziaria - Contratto quadro - Mancanza di forma scritta - Nullità - Riqualificazione in annullabilità rafforzata - Convalida - Ammissibilità.
Intermediazione finanziaria - Convalida - Incasso delle cedole - Consapevolezza della nullità del contratto - Volontà di convalida - Sussistenza..
La sanzione prevista dall'articolo 23 del TUF per la mancanza di forma scritta del contratto quadro è una nullità di protezione, rilevabile solo dall’investitore e che deve, pertanto, necessariamente essere riqualificata come una peculiare forma di annullabilità rafforzata assoggettabile a convalida. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La volontà di conservare i titoli a tutti gli effetti, espressa tacitamente incassandone le cedole pur nella consapevolezza della nullità del contratto quadro ex articolo 23 del TUF, sta inequivocabilmente a significare l'intenzione di giovarsi del contratto che dovrà pertanto ritenersi convalidato ai sensi dell'articolo 1423 c.c.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 01/10/2009.


Intermediazione finanziaria – Adeguamento del contratto quadro alla normativa sopravvenuta – Domanda di nullità – Indicazione specifica dei motivi di nullità – Necessità..
Colui che invoca la sanzione della nullità sopravvenuta del contratto come conseguenza del mancato adeguamento alla nuova normativa, trattandosi di nullità relativa, ha l’onere di indicare in modo specifico i motivi di nullità. (fb) Tribunale Torino, 26/08/2009.


Intermediazione finanziaria – Nullità del contratto per mancanza di forma scritta – Conseguenze..
La mancanza della forma prescritta dall’art. 23 del TUF comporta la nullità del contratto di mandato tra cliente ed intermediario e non anche quello di compravendita tra intermediario ed il terzo dal quale i titoli vengono acquistati. (fb) Tribunale Modena, 15/06/2009.


Intermediazione finanziaria – Nullità dell’acquisto di obbligazioni – Buona fede dell’investitore – Obbligo di restituzione delle cedole – Insussistenza..
In caso di dichiarazione di nullità dell’acquisto di obbligazioni, l’investitore in buona fede non è tenuto alla restituzione delle cedole incassate. (fb) Tribunale Modena, 15/06/2009.


Contratto quadro – Mancato adeguamento alla normativa di natura inderogabile successiva alla stipulazione – Nullità sopravvenuta – Sussistenza..
Poiché le operazioni poste in essere dall’intermediario per conto del cliente debbono essere conformi non solo al contenuto del contratto quadro ma anche alle norme inderogabili di legge, il contratto quadro, al fine di evitare la sostanziale vanificazione delle norme poste a tutela dell’investitore, deve conformarsi alle prescrizioni di natura imperativa ed inderogabile emanate dopo la sua stipulazione; in difetto, le singole operazioni di negoziazione potranno essere affette da nullità sopravvenuta ex artt. 23, comma 1, d. lgs. N. 58/1998 e 30 reg. Consob n. 11522/98. (fb) Tribunale Saluzzo, 28/04/2009.


Intermediazione finanziaria – Singole operazioni di negoziazione eseguite in forza del contratto quadro – Natura di singoli contratti – Nullità del contratto di commissione – Oggetto della restituzione..
Le operazioni di acquisto dei titoli eseguite in forza del contratto quadro devono essere considerate a loro volta altrettanti contratti, per cui, nell’ipotesi in cui i titoli (nella specie obbligazioni argentine) non vengano ceduti all’investitore dall’intermediario ma da questi acquistati da altro intermediario per conto dell’investitore, saranno configurabili altrettanti contratti di commissione ex art. 1731 codice civile per effetto dei quali l’acquisto in capo all’investitore ordinante avviene in forza della regola prevista per il mandato all’art. 1706, comma 1, codice civile, applicabile anche al contratto di commissione. In questo caso, l’eventuale dichiarazione di nullità della singola operazione avrà ad oggetto il contratto di commissione e non l’acquisto dell’intermediario sul mercato finanziario, con la conseguenza che l’oggetto della restituzione ex art. 2003 codice civile deve essere individuato nella provvista fornita dal cliente per l’acquisto dei titoli. (fb) Tribunale Saluzzo, 28/04/2009.


Intermediazione finanziaria – Contratto stipulato prima dell’entrata in vigore del d.lgs. n. 58/1998 – Conformità alle prescrizioni della nuova normativa – Obbligo normativo di adeguamento – Esclusione..
Non può essere dichiarata la nullità del contratto quadro stipulato prima dell’entrata in vigore delle disposizioni di cui al d.lgs. n. 58/1998 qualora lo stesso sia conforme alle prescrizioni della nuova normativa, posto che, in ogni caso, nessuna specifica disposizione di legge impone il rinnovo di tali contratti. (fb) Tribunale Bergamo, 27/04/2009.


Intermediazione finanziaria – Contratto quadro – Obbligo di consegna di una copia al cliente – Nullità – Esclusione..
L’art. 23 del d.lgs. n. 58/1998 dispone che il contratto sia nullo solo in caso di inosservanza della forma prescritta e non di omessa consegna di un esemplare ai clienti. D’altra parte una mera modalità esecutiva inerente il rapporto negoziale già sorto non potrebbe certamente inficiarne il momento genetico. (ac) Tribunale Bergamo, 27/04/2009.


Mancanza di contratto quadro e convalida della nullità. Intermediazione finanziaria – Mancanza di contratto quadro – Nullità – Incasso delle cedole – Convalida – Ammissibilità..
La nullità comminata dall’art. 23 del d.lgs. n. 58/1998 per la mancata adozione della forma scritta dei contratti relativi alla prestazione dei servizi di investimento è riconducibile ad una forma di annullabilità e come tale è suscettibile di convalida da parte dell’investitore che incassi le cedole delle obbligazioni acquistate senza lamentare alcunché e senza mostrare alcuna perplessità circa l’inadeguatezza dell’investimento. (fb) Tribunale Verona, 17/04/2009.


Nullità del contratto ed estensione ad altre operazioni. Intermediazione mobiliare – Nullità del contratto per vizi formali – Restituzione ai risparmiatori dell’importo investito – Debito di valuta – Criterio di liquidazione del maggior danno – Rendistato calcolato al netto della ritenuta fiscale.
Domanda riconvenzionale proposta dalla banca – Legittimazione a far valere la nullità di operazioni distinte da quelle oggetto della domanda del risparmiatore – Esclusione..
Nel caso di nullità del contratto di intermediazione ai risparmiatori vanno restituite le somme versate al tempo dell’investimento maggiorate degli interessi ragguagliati al tasso del rendimento medio annuo netto dei titoli di stato (c.d. rendistato). (mb)
La nullità prevista dall’art. 23 del d. lgs. 58/1998 è, per espressa previsione normativa, di carattere relativo in quanto solamente il cliente è legittimato ad eccepirla e da ciò consegue che l’intermediario non è legittimato né ad eccepire la nullità del contratto di negoziazione per vizi formali né a far valere la nullità di operazioni distinte e autonome rispetto a quelle investite dalla domanda del risparmiatore. (mb) Tribunale Mantova, 22/01/2009.


Contratto quadro non aggiornato e nullità degli ordini. Intermediazione finanziaria – Ordini di negoziazione – Contratto quadro stipulato in data anteriore all’entrata in vigore del d. lgs. 58/98 – Nullità sopravvenuta – Sussistenza..
Sono nulli gli ordini di negoziazione eseguiti in contropartita diretta sulla base di un contratto quadro stipulato prima della nuova normativa del TUF entrata in vigore nel 1998 e privo pertanto dei contenuti a carattere imperativo che presiedono all’acquisto de titoli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 03/04/2008.


Violazione di forme e nullità. Intermediazione finanziaria – Violazione di requisiti di forma – Nullità..
E’ causa di nullità la violazione delle norme di intermediazione finanziaria che prescrivono determinati requisiti formali quali la forma scritta del contratto, la condotta da osservare in caso di operazione inadeguata e l’avvertimento dell’esistenza di un conflitto di interessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 27/03/2008.


Intermediazione finanziaria – Norme del Tuf e del reg. Consob di attuazione – Natura imperativa – Sussistenza – Violazione – Nullità..
Le norme del TUF e quelle del reg. Consob di attuazione, in quanto volte alla tutela del risparmio, bene costituzionalmente garantito dalla Costituzione, hanno natura imperativa ed è la nullità la sanzione da applicarsi ai contratti conclusi in violazione delle stesse. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Modena, 10/01/2008.


Vendita di opzione put – Necessaria indicazione del sottostante, del premio e del prezzo strike – Omissione – Nullità per indeterminatezza dell’oggetto – Sussistenza..
Nel caso di prodotto finanziario che abbia ad oggetto la vendita di un’opzione put, il contratto stipulato con il risparmiatore deve chiaramente riportare gli elementi essenziali quali il tipo di prodotto sottostante l’opzione, il premio e il prezzo strike della medesima. La mancanza di tali indicazioni comporta la nullità del contratto per assoluta indeterminatezza dell’oggetto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 18/07/2007.


Contratto quadro sottoscritto da una sola parte, conseguenze. Intermediazione finanziaria – Nullità del contratto quadro sottoscritto da una sola parte – Conseguente nullità dei singoli ordini di negoziazione – Sussistenza – Convalida – Esclusione..
E’ nullo per violazione del requisito della forma scritta prescritta ad substantiam dall’art. 23 d. lgs. n. 58/98, il contratto quadro per la negoziazione di strumenti finanziari che sia stato sottoscritto dalla sola parte che producendolo in giudizio ne abbia eccepito l’invalidità. E poiché gli ordini di borsa traggono la loro origine ed efficacia dalla conclusione del contratto di negoziazione e sono traducibili in atti di esecuzione del rapporto contrattuale, alla nullità del contratto quadro consegue la nullità di tutti gli ordini impartiti in esecuzione dello stesso non essendo peraltro ammissibile la convalida mediante esecuzione del negozio nullo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 22/03/2007.


Nullità dell'ordine e rapporto con il contratto quadro. Intermediazione finanziaria – Inesistenza del contratto quadro al momento del conferimento dell’ordine di negoziazione – Indissolubilità del vincolo tra contratto quadro, ordine ed esecuzione dello stesso – Nullità – Convalida e ratifica – Esclusione..
Il vincolo tra il contratto quadro per la prestazione dei servizi di investimento, l’ordine di negoziazione del cliente e l’esecuzione dello stesso da parte dell’intermediario è indissolubile. Ne consegue che , in mancanza del contratto quadro, che gli attribuisce fondamento causale, l’ordine dato dall’investitore, seppure in forma scritta, quando occorre, seppure “consapevole” e specifico, seppure insomma immune da vizi intrinseci ed astrattamente equiparabile ad un autonomo mandato, resta sempre e comunque nullo perché sfornito di propria causa e la sua esecuzione non può produrre alcun effetto giuridico nei rapporti tra intermediario e investitore. In tale ipotesi, non può neppure validamente sostenersi che la mancata contestazione degli estratti conto, la riscossione delle cedole ed il conferimento all’intermediario del mandato ad insinuarsi nella procedura concorsuale avrebbero dato luogo a ratifica, convalida o, comunque approvazione dell’operato della banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 18/01/2007.


Intermediazione finanziaria – Servizi d’investimento – Mancanza di contratto relativo alla prestazione di servizi di investimento - Atto di negoziazione per conto terzi – Nullità per mancanza di causa .
È nullo per mancanza di causa l’atto di negoziazione di prodotti finanziari eseguito dall’intermediario in esecuzione di un ordine del cliente in caso di mancanza della forma scritta del contratto relativo alla prestazione di servizi d’investimento in strumenti finanziari. Tribunale Rovereto, 18/01/2006.


Intermediazione finanziaria – Requisiti di forma – Violazione – Conseguenze. .
La nullità dei contratti di intermediazione è riscontrabile solo in difetto della forma scritta prescritta dall’art. 23 T.U.F. e con esclusivo riferimento al contratto quadro di negoziazione e deposito titoli. Detto requisito di forma non si estende ai vari ordini di acquisto via via impartiti dal cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 02/08/2005.