Massimario di Diritto Finanziario


RAPPORTO TRA TUF E REGOLAMENTO INTERMEDIARI

Intermediazione finanziaria – Rifiuto del cliente di fornire informazioni sul profilo di rischio – Elementi di prova dell’adeguatezza.
Nel caso in cui l’investitore abbia dichiarato nel 2004 (vigente il Regolamento Consob n. 11522/98) di non volere rilasciare informazioni inerenti al proprio profilo di rischio, le informazioni da questi successivamente rese nel 2008 ai sensi e per gli effetti dell’art. 39 del Regolamento Consob 16190/2007 posso fornire elementi induttivi da cui, in mancanza di contrarie allegazioni nel giudizio da parte dell’investitore, dedurre le situazioni soggettive o oggettive precedenti alla dichiarazione in base alle quali l’intermediario ha valutato l’adeguatezza. (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03/03/2017.


Intermediazione finanziaria – Interpretazione del quadro normativo – Tutela dell’investitore – Interpretazione costituzionalmente orientata e comunitariamente orientata..
Il quadro normativo delineato dagli artt. 21 del T.U.F., 26, 28 e 29 del Reg. Consob n. 11522/1998 trova fondamento e giustificazione nell’esigenza di tutela del risparmio in tutte le sue forme, bene, questo, costituzionalmente garantito dall’art. 47, comma 1 Cost., che si sostanzia nell’interesse pubblico al controllo della gestione di esso. L’interpretazione di dette norme deve quindi essere costituzionalmente orientata ma soprattutto comunitariamente orientata, tenendo presente che con la direttiva 2004/39/CE, la tutela si è spostata verso una maggiore protezione dell’investitore. (fb) (riproduzione riservata) Appello Torino, 27/11/2009.


Intermediazione finanziaria - Doveri di correttezza e di informazione dell’intermediario - Normativa speciale - Rafforzamento dei doveri rispetto al diritto comune - Estensione a tutta la durata del rapporto - Sussistenza..
Le norme del TUF e dei regolamenti Consob aggiungono alla disciplina codicistica ed a carico dell’intermediario un dovere di correttezza e di informazione che non si esaurisce nella fase prodromica alle trattative ma che si estende per l’intera durata del rapporto, al fine di consentire all’investitore l’adozione di decisioni meditate e consapevoli. (fb) Appello Milano, 15/04/2009.


Rapporti tra normazione primaria e secondaria – Testo unico della finanza (TUF) e regolamento Consob 11522/98 – Art. 21 TUF – Integrazione attraverso la normativa delegata di settore. .
La riserva di legge postulata dall'art. 1 delle legge 689/1981 non esclude la eterointegrazione normativa attraverso disposizioni di carattere secondario. Deve pertanto ritenersi consentito che la clausola generale dell'art. 21 della legge sulla intermediazione finanziaria (T.U.F.) - necessariamente elastica in ragione del tecnicismo della materia e della impossibilità di previsione nel dettaglio delle modalità attraverso le quali i soggetti si dotino di "risorse e procedure idonee ad assicurare l'efficiente svolgimento dei servizi e delle attività di investimento" - sia integrata dalla normazione delegata di settore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Corte Di Appello Milano, 13/11/2008.


Consob – Potere regolamentare – Natura primaria della normativa – Esclusione. .
I regolamenti delle Autorità indipendenti, in particolare quelli della Consob, pur quando caratterizzati da un contenuto che sembra avvicinarli alle leggi ordinarie, non possono assurgere al rango primario. La legge ordinaria può invece validamente istituire fonti non primarie non previste in Costituzione ed abilitare queste fonti a “normare” anche in settori coperti da riserva relativa, purché una legge o un atto avente forza di legge stabilisca la disciplina di principio. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24/05/2007.


Art. 41 Cost. – Indirizzamento e coordinamento a fini sociali dell’attività economica – Riserva relativa di legge – Sussistenza – Potere regolamentare della Consob – Sussistenza. .
Il terzo comma dell’art. 41 Cost, secondo cui “la legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l’attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali”, prevede una riserva di legge relativa, che concerne dunque anche la materia della cd. financial economy. Ciò vale in primo luogo ad affermare la piena legittimità, dal punto di vista costituzionale, dell’esercizio di discrezionalità negli atti normativi della Consob e dell’attribuzione a quest’ultima di poteri regolamentari fin dal decreto legge 95/1974 e oggi con il Testo Unico della Finanza. Ove si affermasse che il settore della tutela del risparmio fosse coperto da riserva di legge assoluta, si avrebbe infatti come ovvia conseguenza un mercato finanziario iporegolato o comunque regolato in modo da non rispondere con la dovuta continuità e prontezza alle esigenze della moderna regolazione economica. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24/05/2007.


Consob – Potere regolamentare delegato – Proponibilità di questioni di costituzionalità – Esclusione. .
Salvo il problema dei regolamenti sostanzialmente indipendenti, non si pongono problemi di legittimità per i regolamenti che, come quelli emanati da Consob in base al TUF, in quanto delegati, sono integrativi del disposto di fonte primaria essendo il meccanismo della “normazione per principi” introdotto dal TUF conforme alla riserva relativa di legge. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24/05/2007.


Consob – Potere regolamentare in materia finanziaria – Questione di incostituzionalità – Esclusione..
E’ manifestamente infondata la questione di legittimità costituzionale dell’art. 6 del d. lgs. 58/1998 per contrasto con gli artt. 1, 70, 41 comma 3 e 87 Cost. perché la norma attribuirebbe alla Consob poteri normativi ampi e permanenti, senza delimitare in maniera precisa l’oggetto della attribuzione e senza stabilire principi vincolanti a cui attenersi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 24/05/2007.