Massimario di Diritto Finanziario


STRUMENTI FINANZIARI

Legittimazione passiva enti-ponte e banche incorporanti. Obblighi risarcitori per violazione nella negoziazione di titoli propri. Intermediazione finanziaria - Negoziazione titoli propri - Cessione Azienda e rapporti bancari - Legittimazione passiva - Risarcimento danni.
Sussiste la legittimazione passiva e la responsabilità patrimoniale dell'ente-ponte e della Banca Incorporante ai sensi degli artt. 43 e 47 del D.Lgs. n. 180/2015, per le obbligazioni generate dai rapporti giuridici oggetto della cessione.

Le passività corrispondenti ai debiti risarcitori per inadempimento contrattuale da mis-selling sono inclusi nella cessione dell'Azienda bancaria e non sono escluse dall'art. 47 del D.Lgs. n. 180/2015.

L'estinzione del rapporto originario tra le parti anteriormente alla cessione dell'Azienda bancaria non può ritenersi escluso laddove manca una norma espressa che lo preveda come è avvenuto nel caso della disciplina delle c.d. "Banche Venete" mediante l'art. 3, comma 1°, lett. B) del D.L. n. 99/2017. (Stefano Curcio) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 22/10/2018.


Collegamento negoziale, occasionalità e responsabilità contrattuale ed extra contrattuale. Intermediazione finanziaria - Operazioni sul mercato del Forex - Collegamento negoziale - Obblighi della Banca depositaria - Responsabilità contrattuale - Violazione regole generali sul mandato - Assenza concorso di colpa cliente.
Anche in assenza di un collegamento negoziale tra il contratto di conto corrente ed il contratto di intermediazione in cambi forex, sussiste la responsabilità contrattuale della banca depositaria laddove ometta la verifica degli ordini di pagamento pervenuti dalla società di intermediazione in cambi.

Tale responsabilità professionale, di natura contrattuale qualificata, permane nei confronti dei soggetti a tutela del loro affidamento ed in attuazione dei doveri di protezione facenti capo al banchiere.

Sussiste, altresì, la violazione delle regole generali sul mandato in violazione dei vincoli, mentre non sussiste il concorso di colpa del cliente laddove non viene riportata la motivazione della disposizione eseguita dal conto vincolato dallo stesso intrattenuto. (Paoloandrea Monticelli) (riproduzione riservata) Appello Napoli, 13/09/2018.


Obblighi della banca depositaria nelle operazioni sul Forex. Collegamento negoziale, occasionalità e responsabilità contrattuale ed extra contrattuale. Intermediazione finanziaria - Operazioni sul mercato del Forex - Separazione patrimoniale - Collegamento negoziale - Occasionalità necessaria - Obblighi della Banca depositaria.
Le operazione valutarie a pronti possono generare solo il regolamento economico immediato diversamente da quelle in cui si rinvia al futuro l'esecuzione e il pagamento, per le quali sono previsti i margini per la garanzia della futura copertura.

La Banca mediante la creazione del conto vincolato alla operatività dell'intermediario Forex pone in essere lo strumento necessario e indispensabile per la attività dell'intermediario e ne definisce la operatività, la cui futura violazione andrà imputata come responsabilità a titolo oggettiva alla Banca che aderendo all'accordo di collaborazione e collaborando con l'intermediario consapevolmente accetta rischi insiti in tale sua particolare scelta imprenditoriale.

Sussiste il collegamento negoziale sia dal punto di vista degli interessi perseguiti che dal punto di vista dell’operatività concreta dei soggetti e dell'oggetto non potendo l'intermediario detenere alcuna somma del cliente ed avendo necessità di avvalersi di un istituto di credito che consenta il perseguimento del contratto concluso con il comune cliente.

L'esecuzione a favore dell'intermediario in unica soluzione dei bonifici sempre al momento dei versamenti sul conto vincolato del cliente mostra la consapevolezza della banca di operare un illegittimo trasferimento dal conto vincolato, di violare il divieto che l'intermediario possa detenere le disponibilità liquide dei clienti ed il principio di separatezza patrimoniale.

La Banca è tenuta alla verifica sostanziale e non solo della legittimità formale delle richieste di bonifico pervenute dall'intermediario perché lo richiede il preminente interesse della cliente e perché non è ignota alla Banca l’attività in concreto esercitata dalla società.

In presenza di un’operazione manifestamente anomala che possa compromettere l’interesse del correntista che abbia affidato alla banca i propri depositi rientra nei doveri di esecuzione di buona fede il rifiutare il compimento o quanto meno di informarne preventivamente il cliente. (Paoloandrea Monticelli) (riproduzione riservata) Appello Roma, 18/12/2017.


Ragione su cui si fonda la domanda risarcitoria per inadempimento dell’intermediaria finanziario. Intermediazione finanziaria – Domanda risarcitoria – Onere di specifica allegazione – Necessità.
Ove sia dedotta in giudizio l’obbligazione risarcitoria dell’intermediario finanziario per responsabilità contrattuale, la ragione specifica di inadempienza non può essere ridotta a “chiarimento” dell’inadempienza o ad allegazione del debitore, ma è elemento costitutivo del credito risarcitorio, che è sufficiente e allo stesso tempo necessario che il creditore alleghi. (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 11/07/2017.


Intermediazione finanziaria – Rifiuto del cliente di fornire informazioni sul profilo di rischio – Elementi di prova dell’adeguatezza.
Nel caso in cui l’investitore abbia dichiarato nel 2004 (vigente il Regolamento Consob n. 11522/98) di non volere rilasciare informazioni inerenti al proprio profilo di rischio, le informazioni da questi successivamente rese nel 2008 ai sensi e per gli effetti dell’art. 39 del Regolamento Consob 16190/2007 posso fornire elementi induttivi da cui, in mancanza di contrarie allegazioni nel giudizio da parte dell’investitore, dedurre le situazioni soggettive o oggettive precedenti alla dichiarazione in base alle quali l’intermediario ha valutato l’adeguatezza. (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03/03/2017.


Intermediazione finanziaria – Inversione dell’onere della prova ai sensi dell’art. 23 TUF – Limiti dell’inversione dell’onere della prova ed oneri probatori a carico dell’investitore.
L’art. 23, 6° comma, TUF (“Nei giudizi di risarcimento dei danni cagionati al cliente nello svolgimento dei servizi di investimento e di quelli accessori, spetta ai soggetti abilitati l’onere della prova di aver agito con la specifica diligenza richiesta”) prevede un’inversione dell’onere della prova, limitatamente appunto ai giudizi di risarcimento dei danni, ponendo a carico dell’intermediario l’onere di dimostrare di aver agito con la specifica diligenza richiesta, mentre ogni altro elemento fattuale, posto dall’investitore a sostegno della domanda risarcitoria, deve essere da costui provato, in base a conferente allegazione, secondo le disposizioni comuni (Cass. SU 13533/2001). (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03/03/2017.


Responsabilità della banca e condanna al risarcimento per le somme sottratte dal promotore finanziario. Contratti di investimento - Promotore finanziario - Sottrazione somme - Responsabilità solidale della banca - Risarcimento danni.
In caso di appropriazione illegittima da parte del promotore finanziario delle somme allo stesso corrisposte da clienti investitori, risponde in via solidale anche la Banca presso la quale il promotore medesimo presta la propria attività.

(Nel caso specifico, ai clienti è stato riconosciuto un risarcimento superiore a € 300.000,00 a titolo di capitale sottratto e interessi legali). (Antonio Cavallo) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 06/02/2017.


Intermediazione finanziaria - Domande di cessione alla banca di azioni proprie - Sequestro probatorio - Ammissibilità.
Nell’ambito di un giudizio promosso per ottenere la risoluzione (ed il conseguente risarcimento del danno) degli atti con i quali la banca ha acquistato azioni proprie dai singoli soci, può essere concesso il sequestro giudiziario ex articolo 670, comma 2, c.p.c. delle domande di cessione formulate dai soci stessi in ordine alle citate operazione di vendita di azioni sociali alla banca ed annotate nel libro soci. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 27/05/2016.


Obbligo di best execution e tempi di esecuzione dell'ordine. Intermediazione finanziaria – Obbligo di best execution – Ragioni di particolare urgenza – Onere di indicazione da parte del cliente .
L’obbligo di best execution ex art. 21 TUF presuppone un onere di congrua attivazione da parte del cliente che è chiamato alla puntuale e tempestiva trasmissione delle caratteristiche dell’ordine, anche quanto ai tempi di sua esecuzione, posto che, diversamente, mancherebbe qualunque paletto temporale a cui parametrare la diligenza dell’operatore professionale. Per l’effetto, il cliente che, dopo un acquisto allo scoperto, abbia trasmesso un messaggio swift contenente istruzioni per il trasferimento di titoli senza indicare particolari ragioni di urgenza, non può contestare all’intermediario di aver provveduto a dare esecuzione all’ordine a qualche giorno dalla sua ricezione e solo dopo un sollecito con la precisazione di essere corto presso la controparte. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 19/04/2016.


Intermediazione finanziaria – Decreti Ministeriali indicanti i tassi soglia ex L. 108/1996 – Produzione in giudizio – Necessità – Esclusione – Natura normativa e non amministrativa – Principio iura novit curia – Operatività .
Non è necessaria la produzione in giudizio ad opera delle parti dei singoli D.M. che stabiliscono trimestralmente il tasso soglia ai sensi della L. 108/1996 - operando in tal senso il principio iura novit curia - in quanto, malgrado la veste giuridica di decreti ministeriali, trattasi di atti normativi e non già amministrativi cui la stessa legge compie un esplicito e necessario richiamo al fine di integrare i precetti, civili e penali, in tema di usura (per un analogo e conforme precedente in materia bancaria, v. Cass. 2005/14470). (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 03/03/2016.


Intermediazione finanziaria su valute - Strumenti derivati - Applicabilità della disciplina del TUF.
La prestazione di servizi di investimento che riguardi i derivati su valute rientra a pieno titolo nella nozione di investimento in strumenti finanziari e, quindi, nell'area di applicabilità della disciplina del TUF; in tal caso, infatti, oggetto dell'investimento non è direttamente la valuta, la quale costituisce il "sottostante", ma il contratto derivato la cui redditività dipende dalla fluttuazione dei tassi di cambio della prima. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 29/01/2016.


Intermediazione finanziaria avente ad oggetto derivati su valute - Prestazione di servizi di investimento - Autorizzazione - Necessità.
L'attività di intermediazione che abbia ad oggetto derivati legati all'andamento delle valute costituisce a tutti gli effetti attività di prestazione di servizi di investimento e non può essere esercitata dalle società di cui all'albo degli intermediari finanziari istituito ai sensi dell'articolo 106 TUB, in quanto, ai sensi dell'articolo 18 TUF, detta attività è riservata alle imprese di investimento ed alle banche ovvero, sia pure con limitazioni, alle società iscritte all'albo speciale di cui all'articolo 107 TUB. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 29/01/2016.


Bond Argentina: la prescrizione decorre dal febbraio 2005. Bond Argentina – Prescrizione – Decorrenza.
La prescrizione in materia di bond argentini non decorre nè dal momento in cui sono state ordinate le singole operazioni di acquisto né al dicembre 2001 quando lo Stato argentino ha dichiarato la moratoria sul debito congelando il pagamento degli interessi e sospendendo il rimborso dei capitali in scadenza, bensì al febbraio 2005, allorchè lo Stato argentino ha messo i bond fuori mercato. (Alberto Foggia) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca, 13/08/2014.


Insussistenza di errore essenziale e nesso causale in relazione alla ignoranza della provenienza straniera dell’obbligazione sottoscritta ma garantita dalla società capogruppo italiana. Intermediazione finanziaria – Acquisto di obbligazioni Parmalat Finance Corp Bv garantite da Parmalat S.p.A. – Annullabilità – Insussistenza errore essenziale e nesso causale.
La garanzia offerta da Parmalat S.p.A. in favore dei bonds emessi da Parmalat Finance Corporate BV, esclude la sussistenza di un errore essenziale dell’investitore che ignori la provenienza straniera del titolo e smentisce il necessario “nesso causale” tra la scelta del cliente (rivelatasi poi economicamente dannosa) e l’ipotizzato vizio del consenso (frutto dell’ipotizzata carenza informativa) ai fini della doglianza di annullabilità ex art. 1428/1433 c.c. (Lorenzo Del Giudice) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 03/09/2013.


Strumenti finanziari emessi all'estero, questione di giurisdizione, connessione tra cause ed ambito applicativo della domanda di nullità. Questione di giurisdizione - Regolamento 44/2001 - Connessione tra cause diverse - Diversità di oggetto e titolo - Mancanza di relazioni di subordinazione o di incompatibilità logico giuridica - Accoglimento di un’zione idonea a riflettersi sull'altra.

Questione di giurisdizione - Regolamento 44/2001 - Forma scritta - Inserimento di clausola information memorandum - Prestito obbligazionario - Proroga della giurisdizione.

Questione di giurisdizione - Regolamento 44/2001 - Articolo 5, numero 1, "materia contrattuale" - Interpretazione - Estensione alle controversie volte a negare l'esistenza di un vincolo contrattuale..
Deve essere sottoposto al vaglio della Corte di giustizia dell'Unione europea il quesito se il nesso di connessione tra cause diverse contemplato dall'art. 6, n. 1 del regolamento 44/2001 possa o meno reputarsi sussistente qualora siano diversi l'oggetto delle pretese fatte valere con le due azioni ed il titolo in base al quale le pretese giudiziarie sono avanzate, senza che vi sia tra esse una relazione di subordinazione o d'incompatibilità logico-giuridica, ma l'eventuale accoglimento di una di esse sia potenzialmente idoneo, di fatto, a riflettersi sull'entità dell'interesse a tutela del quale l'altra domanda 6 stata proposta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Deve essere sottoposto al vaglio della Corte di giustizia dell'Unione europea il quesito se il requisito della forma scritta della clausola di proroga della giurisdizione postulato dall'art. 23, comma 1, lett. a), del citato regolamento possa o meno reputarsi integrato in caso di inserimento di una tat clausola nel documento (Information memorandum) predisposto unilateralmente dall'emittente di un prestito obbligazionario, con l'effetto di rendere applicabile la proroga della giurisdizione alle controversie insorte con qualsiasi successivo acquirente di dette obbligazioni in ordine alla validità delle stesse; o se possa altrimenti reputarsi che l'inserimento della clausola di proroga net documento volto a disciplinare un prestito obbligazionario destinato ad avere circolazione transfrontaliera corrisponda ad una forma ammessa dagli usi net commercio internazionale, nell'accezione di cui all'art. 23, comma 1, lett. c), del medesimo regolamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Deve essere sottoposto al vaglio della Corte di giustizia dell'Unione europea il quesito se l'espressione "materia contrattuale" adoperata dall'art. 5, n. 1, del citato regolamento sia da intendere come riferita unicamente alle controversie nelle quali si intenda far valere in giudizio il vincolo giuridico derivante dal contratto, oltre che a quelle da detto vincolo strettamente dipendenti, o se vada estesa anche alle controversie nelle quali la parte attrice, lungi dall'invocare il contratto, neghi l'esistenza di un vincolo contrattuale giuridicamente valido e miri a conseguire la restituzione di quanto corrisposto in base ad un titolo privo, a suo dire, di qualsiasi valore giuridico. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 25/06/2013.


Strumenti finanziari ed investimenti immobiliari. Contratti di borsa – Attività di sollecitazione all'investimento immobiliare – Illecito di cui agli art. 94 e 191 del d.lgs. n. 58 del 1998 – Sussistenza – Esclusione – Fondamento – Conseguenze..
La sollecitazione agli acquisti immobiliari in mancanza di preventiva comunicazione alla Consob non configura l'illecito di cui agli artt. 94 e 191 del d.lgs. 24 febbraio 1998 n. 58, atteso che dette norme - da interpretare alla luce della definizione di "sollecitazione dell'investimento" contenuta nell'art. 1, comma 1, lettera t), del medesimo decreto - collegano l'applicabilità della sanzione soltanto alla sollecitazione all'investimento in prodotti e strumenti finanziari, ai quali gli acquisti immobiliari non sono in alcun modo assimilabili, sia per la diversità tra le due categorie, sia in virtù dell'estraneità delle competenze della Consob dal campo degli investimenti immobiliari; ne consegue che la punizione di tale condotta viola il principio di legalità e tipicità dell'illecito amministrativo. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. II, 17/04/2009.