Massimario Crisi Bancarie e Fondi Comuni di Investimento


Diritto del risparmiatore all'indennizzo a carico del Fondo di Risoluzione

Risoluzione bancaria – Diritto del risparmiatore all’indennizzo previsto dall’art. 89 del d. lgs. 180/2015 secondo il principio c.d. del “no creditor worse off” – Giurisdizione del giudice ordinario – Esclusione – Giurisdizione esclusiva della giustizia amministrativa – Sussistenza

Procedimento di mediazione di cui dell’art. 5 bis del d. lgs. 28/2010 – Obbligatorietà della partecipazione di ente pubblico – Esclusione – Fattispecie

Ogni controversia concernente il diritto di ricevere l’indennizzo previsto dall’art. 89 del d. lgs. 180/2015 alla stregua del principio c.d. del “no creditor worse off” (secondo cui ciascun azionista o creditore che, in seguito ai provvedimenti assunti dalla Banca d’Italia ai sensi dello stesso testo normativo risulti aver subito perdite maggiori di quelle che avrebbe subito in una liquidazione coatta amministrativa o altra analoga procedura concorsuale applicabile), è riservata alla cognizione esclusiva del giudice amministrativo ai sensi dell’art. 95 del d. lgs. 180/2015. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

L’obbligo di partecipazione da parte di ente pubblico (nel caso di specie della Banca d’Italia) al procedimento di mediazione avviato ai sensi dell’art. 5 bis del d. lgs. 28/2010, deve ritenersi escluso ove venga dedotta una responsabilità della pubblica amministrazione per atti di natura autoritativa -ipotesi che ricorre nel caso di mancato riconoscimento dell’indennizzo di cui all’art. 89 del d. lgs. 180/2015- fattispecie questa in cui non si verte in materia di contratti bancari venendo in considerazione una  obbligazione, indennitaria, che trova fondamento nella legge. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 30 Aprile 2019.


Contratti bancari – Risoluzione della banca per dissesto – Cessione dell’azienda bancaria a ente-ponte – Legittimazione passiva dell’ente-ponte – In relazione a contratti non ceduti – Esclusione
Ove il rapporto contrattuale su cui sono state regolate le operazioni oggetto della domanda sia stato estinto in data anteriore alla cessione dell’azienda bancaria in dissesto all’ente-ponte costituito ex art.40 Dir. 2014/59/UE e art.42 D.Lgs. 180/2015, difetta la legittimazione passiva dell’ente-ponte in relazione alla domanda di condanna proposta dall’ex cliente.
Lo strumento dell’ente-ponte ha la finalità specifica di mantenere la continuità delle funzioni essenziali che in precedenza svolgeva l’ente sottoposto a risoluzione: per questo le autorità di risoluzione hanno il potere di cedere a un ente-ponte tutte le attività, i diritti o le passività, o una parte di essi, senza ottemperare agli obblighi procedurali del diritto societario o della legislazione sui valori mobiliari, realizzando il distacco di quelle parti del patrimonio destinate a trovare continuità nel mercato rispetto a quelle parti che hanno subito la riduzione o che comunque non sono più suscettibili di ulteriore continuità, in deroga alle regole ordinarie della responsabilità patrimoniale.
Laddove i creditori abbiano a subire perdite maggiori di quelle che essi avrebbero sopportato in caso di liquidazione coatta amministrativa, hanno diritto di ricevere un indennizzo che tuttavia non ricade sull’ente-ponte cessionario, bensì sul Fondo di Risoluzione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 12 Luglio 2017.