Massimario di Diritto Bancario


BUONA FEDE NELL'ESECUZIONE DEI RAPPORTI

Ordine di esibizione di documentazione bancaria ultradecennale. Contratti bancari – Prova – Ordine di esibizione ex art.210 c.p.c. – Documenti ultradecennali – Rifiuto di esibizione – Illegittimità.
Il limite decennale stabilito dall’art.119 T.U.B. è riferito solo all’obbligo di tenuta delle scritture contabili; nel caso in cui la banca sia in possesso di documenti anche più risalenti è tenuta alla consegna in applicazione dei principi di buona fede. [Nella fattispecie, il rifiuto opposto dalla banca all’ordine di esibizione, motivato sulla considerazione che si trattava di documenti ultradecennali, è stata ritenuta dal Giudice illegittima e contraria alla buona fede contrattuale.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Sassari, 20/02/2017.


Responsabilità della banca e condanna al risarcimento per le somme sottratte dal promotore finanziario. Contratti di investimento - Promotore finanziario - Sottrazione somme - Responsabilità solidale della banca - Risarcimento danni.
In caso di appropriazione illegittima da parte del promotore finanziario delle somme allo stesso corrisposte da clienti investitori, risponde in via solidale anche la Banca presso la quale il promotore medesimo presta la propria attività.

(Nel caso specifico, ai clienti è stato riconosciuto un risarcimento superiore a € 300.000,00 a titolo di capitale sottratto e interessi legali). (Antonio Cavallo) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 06/02/2017.


Illegittima dichiarazione di recesso unilaterale della Banca da contratti di apertura di credito in conto corrente e rimedi d’urgenza. Procedimento cautelare ex art. 700 c.p.c. - Illegittimità dichiarazione di recesso unilaterale della banca - Domanda di accertamento dell’inefficacia della dichiarazione di recesso - Applicabilità.
E’ possibile il ricorso al rimedio cautelare atipico ex art. 700 c.p.c. al fine di sentire dichiarare l’inefficacia di dichiarazioni di recesso unilaterale della Banca da contratti di apertura di credito in conto corrente e/o di dichiarazioni unilaterali della Banca di risoluzione di contratti di mutuo ipotecario, purché tali dichiarazioni unilaterali siano illegittime e pertanto in contrasto con la legge, con il regolamento contrattuale inter partes e con il contegno in precedenza tenuto dalla stessa Banca. (Paolo Cevasco) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 02/12/2016.


Segnalazione delle sofferenze alla Centrale Rischi: necessità di preavviso al debitore. Banche – Segnalazione della sofferenza alla Centrale Rischi – Non preceduta dalla comunicazione della decadenza dal beneficio del termine – Illegittimità della segnalazione – Sussiste – Responsabilità della banca – Sussiste.
La Banca ha l’obbligo di comportarsi secondo buona fede e non deve procedere a segnalazioni presso la Centrale dei Rischi in assenza dei presupposti, o nell’oggettivo dubbio sulla loro esistenza.
La comunicazione della decadenza dal beneficio del termine e di costituzione in mora deve essere specifica e puntuale in modo da consentire al cliente di evitare conseguenze pregiudizievoli attraverso il tempestivo pagamento del debito, cosicché la segnalazione è illegittima e deve disporsene la cancellazione se l’interessato non ne ha ricevuto alcun preavviso.
L’illegittima segnalazione pone il cliente in cattiva luce, esponendolo ad un permanente pregiudizio valutativo da parte degli istituti bancari. La tutela approntata dall’ordinamento è suscettibile di estensione anche contro comportamenti che, pur non offendendo l’onore o la reputazione o ledendo il nome o l’immagine fisica, menomino comunque l’immagine sociale dell’individuo.

In applicazione di tale principio, il Tribunale condannava la Banca a risarcire al cliente i danni non patrimoniali subiti per effetto dell’illegittima segnalazione alla Centrale Rischi, equitativamente determinati dallo stesso giudice. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 20/06/2016.


Conto corrente bancario e recesso ad nutum. Conto corrente bancario – Recesso ad nutum – Ammissibilità – Condizioni – Rispetto del termine di preavviso – Buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto

Conto corrente bancario – Recesso – Congruo preavviso – Necessità – Prosecuzione sino all'apertura di un nuovo conto – Insussistenza.
Quando il diritto di recesso (nella specie da contratto di conto corrente bancario) non è previsto come rimedio all’inadempimento o per l’onerosità o l'intollerabilità della prosecuzione del rapporto ma tutela l’interesse obiettivo della parte all’interruzione del rapporto contrattuale (costituendone la causa estintiva ordinaria, ove il rapporto sia a tempo indeterminato), il suo esercizio è rimesso esclusivamente all’autonoma decisione della parte, salvo il rispetto del termine di preavviso previsto dal contratto o comunque di un congruo preavviso e dei principi generali di correttezza e buona fede. Il loro rispetto esige, tra l’altro, che il recesso sia esercitato in modo da salvaguardare l’interesse dell’altra parte, nei limiti in cui ciò non comporti per il recedente un apprezzabile sacrifico. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

L’importanza che il rapporto negoziale (nella specie contratto di conto corrente) può avere per la parte nei cui confronti è esercitato, implica che il recesso sia comunicato con congruo preavviso, ma non la pretesa di prosecuzione del rapporto sino all’apertura di un nuovo conto corrente, sostitutivo di quello prossimo alla interruzione, rispondendo al medesimo principio di buona fede anche l’esigenza di evitare, a carico di chi intende sciogliersene, una perpetuazione indeterminata del rapporto obbligatorio (nel caso di specie è stato ritenuto congruo il preavviso di 39 giorni con cui la banca ha esercitato il recesso da un rapporto di conto corrente bancario privo di affidamenti). (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 19/04/2016.


Cancellazione del protesto di assegno emesso dal legale rappresentante senza indicazione della società rappresentata. Provvedimenti cautelari ante causam ex art. 700 c.p.c. – Assegno bancario – Assegno emesso dal legale rappresentante senza indicazione della società per cui agisce – Protesto nei confronti del legale rappresentante – Istanza di cancellazione dal registro protesti – Inammissibilità del ricorso

Provvedimenti cautelari ante causam ex art. 700 c.p.c. – Assegno bancario – Assegno emesso dal legale rappresentante senza indicazione della società per cui agisce – Protesto nei confronti del legale rappresentante – Legittimità del protesto – Inammissibilità della domanda di cancellazione dal registro protesti.
La funzione del protesto va individuata non solo nell'esigenza, primaria e fondamentale, di impedire, attraverso la tempestiva levata, la decadenza dall'azione di regresso eventualmente esperibile, c.d. funzione conservativa, ma anche nell'esigenza di tutela della pubblica fede, coincidente con la fiducia dei consociati nell’idoneità astratta dell'assegno ad assolvere la sua funzione tipica di pagamento. Ne consegue che ogni sottoscrizione apposta sull'assegno deve contenere il nome e cognome o i dati della società di colui che si obbliga. Pertanto gli interessi, anche pubblicistici, sottesi alla levata del protesto impongono alle banche giratarie per l'assegno bancario di protestare il titolo.
La disciplina del protesto è infatti finalizzata a tutelare l'affidamento dei terzi nella circolazione dei titoli di credito, la cui disciplina è informata ai principi della letterarietà e dell'astrattezza. In conformità con tali principi, il sottoscrittore di un assegno rispondi comunque in proprio dell'adempimento dell'obbligazione cartonare (artt. 14 e 16 Regio Decreto 1736/1933).
Pertanto, nel caso di divergenza tra il sottoscrittore dell’assegno e il titolare del rapporto di conto corrente, in riferimento al quale è stata concessa l'autorizzazione ad emettere assegni, il soggetto nei cui confronti deve iscriversi protesto, a tutela dell'affidamento dei terzi, è il primo, sua essendo la condotta che ha determinato la situazione che giustifica ed, anzi, impone, che il protesto si elevato.
Deve quindi essere rigettato il ricorso ex art. 700 c.p.c. presentato dal legale rappresentante della società contro la Banca nel quale il primo chiede la cancellazione del proprio nominativo dal registro dei protesti, insistendo sulla erroneità della iscrizione in quanto i titoli erano dal medesimo stati emessi in nome e per conto della società rappresentata. (Stefania Sironi) (riproduzione riservata)

È legittimo il protesto emesso nei confronti di colui che ha firmato l’assegno, anche se in veste di legale rappresentante, laddove non vi sia spendita del nome del soggetto rappresentato.
A nulla rileva a tale proposito che la Banca fosse a conoscenza del fatto che l’assegno era stato tratto sul conto corrente della società di cui il firmatario è legale rappresentante, posto che il protesto ha la funzione di tutelare l’affidamento degli eventuali terzi. (Stefania Sironi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 10/03/2015.


Proposta di mutuo non sottoscritta dalla banca e nullità dell’intero contratto. Reclamo al collegio – Opposizione all’esecuzione – Proposta unilaterale di mutuo su modulo prestampato – Accettazione – Sottoscrizione da parte di entrambi i contraenti – Sigla illeggibile da parte della banca mutuante – Nullità clausola interessi ultralegali – Esclusione.
Ove si ritenga che la proposta di mutuo sia priva del requisito della sottoscrizione del legale rappresentante della Banca l’eventuale nullità non può che colpire l’intero contratto (con conseguente obbligo di restituzione dell’intera somma data a mutuo) e non soltanto le clausole sfavorevoli al reclamante. (Antonino Giunta) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 21/07/2014.


Concessione di credito al debitore insolvente confidando nella solvibilità del fideiussore e violazione da parte della banca dei doveri di correttezza e buona fede. Nullità del mutuo fondiario stipulato per estinguere debiti preesistenti. Rapporti bancari - Concessione di finanziamenti al debitore in condizioni di gravi difficoltà economiche confidando nella solvibilità del fideiussore - Violazione degli obblighi generici e specifici di correttezza di buona fede.

Contratti di garanzia - Fideiussione - Limite del rischio del fideiussore - Dovere dell'istituto di credito di comportarsi secondo buona fede nell'esecuzione del contratto di garanzia - Esclusione dalla copertura fideiussoria delle anticipazioni accordate dalla banca al debitore principale in violazione del dovere di solidarietà contrattuale e del principio di buona fede.

Mutuo fondiario - Mutuo stipulato per estinguere debiti preesistenti - Nullità per difetto di causa in concreto..
Incorre nella violazione degli obblighi generici e specifici di correttezza e di buona fede contrattuale la banca che concede finanziamenti al debitore pur conoscendone le gravi difficoltà economiche ma confidando nella solvibilità del fideiussore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il limite della estensione del rischio del fideiussore è rappresentato dall'assoggettamento dell'istituto di credito al dovere di comportamento secondo il canone di buona fede nell'esecuzione del contratto di garanzia, dovendosi conseguentemente escludere dalla copertura fideiussoria le anticipazioni accordate dalla banca al debitore principale in violazione del dovere di solidarietà contrattuale, nella cui osservanza, durante l'esecuzione della garanzia, trova realizzazione il principio di buona fede. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

È affetto da nullità, siccome carente di causa in concreto, il mutuo che venga erogato non per finanziare il richiedente mettendo a disposizione del medesimo la somma oggetto del contratto, bensì per estinguere preesistenti debiti del mutuatario verso la banca mutuante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 07/03/2014.


Recesso repentino e ingiustificato di un istituto di credito dall’apertura di credito in conto corrente a tempo indeterminato – Abuso del diritto – Sussistenza – Conseguenze – Inefficacia..
Il recesso di un istituto di credito dall’apertura di credito in conto corrente a tempo indeterminato, esercitato in modo repentino e senza alcuna motivazione oggettiva, deve ritenersi contrario a buona fede e quindi inefficace per il periodo di tempo per il periodo di tempo ragionevolmente necessario per consentire al correntista di reperire la provvista necessaria, anche tramite il ricorso a crediti alternativi presso il ceto bancario. (Massimo Vaccari) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 24/12/2012.


Mancato pagamento di canoni di leasing e risoluzione di diritto.. Leasing - Risoluzione per inadempimento - Clausola risolutiva espressa - Dichiarazione di avvalersene - Inequivocità - Necessità..
La condotta dell’intermediario, che dichiara di voler proseguire i tre contratti di leasing in essere, salvo intimare per iscritto (il giorno successivo) la loro risoluzione a causa di un non meglio precisato mancato pagamento dei canoni, risulta manifestamente contraddittoria; come tale, inidonea ad integrare una manifestazione inequivoca della volontà di avvalersi della clausola risolutiva espressa, presupposto, da cui l’art. 1456 c.c. fa dipendere la cessazione automatica degli effetti del contratto. Ne consegue che permane in capo alla società il diritto alla prosecuzione del rapporto. (Michela Cortesi) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 19/06/2012.


Mutuo e finanziamento in genere - Piano di ammortamento - Documentazione rilasciata dalla banca - Causa e imputazione del pagamento..
Dalla documentazione che la banca deve rilasciare al solvens, quando riceve un pagamento, deve risultare chiaramente la causa di tale pagamento, nonché il rapporto debito - credito cui lo stesso è imputato. (Michela Cortesi) (riproduzione riservata) ABF Milano, 13/06/2012.


R.I.D. e diligenza della banca domiciliataria nel salvaguardare la posizione del cliente.. Servizi di pagamento e/o incasso - R.I.D. - Addebito R.I.D. non autorizzato - Diligenza della banca domiciliataria - Tutela dell’utente..
L’intermediario domiciliatario del cliente deve tenere indenne il medesimo dalle conseguenze di un disservizio, anche se imputabile ad altro intermediario. (Michela Cortesi) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 12/06/2012.


Contratto bancario - Recesso del cliente - Trasferimento liquidi - Ingiustificato ritardo..
In caso di recesso del cliente dal rapporto, è inadempiente la banca che impiega più di un mese per trasferire i liquidi all’intermediario indicatole. (Michela Cortesi) (riproduzione riservata) ABF Milano, 06/06/2012.


Mutuo e finanziamento in genere - Estinzione - Cancellazione ipoteca - Cooperazione della banca - Mancanza..
L’intermediario che ritarda la comunicazione di estinzione del mutuo al conservatore, viola i doveri di protezione del cliente, posto che quest’ultimo non può provvedervi autonomamente. (Michela Cortesi) (riproduzione riservata) ABF Milano, 06/06/2012.


Recesso del cliente, mancata chiusura dei conti, addebito di interessi e spese e principi di buona fede trasparenza. Recesso del cliente – Da contratto a tempo indeterminato – comportamento della banca che tiene aperto il conto – Contrarietà anche a buona fede oggettiva..
La banca non poteva, come invece ha fatto, continuare a lasciare aperti i conti al solo fine di addebitare interessi e spese. Il recesso del cliente comporta la chiusura del conto, con dovere di rendiconto finale, determinazione del saldo e fine del servizio di cassa. Pertanto, l’operato della banca non appare nemmeno in linea con i principi di buona fede e trasparenza che avrebbero richiesto una collaborazione leale con il cliente. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 16/03/2011.


Diritto di accesso allo sportello di cliente diversamente abile e risarcimento del danno. Cliente – Diversamente abile – Accesso alla filiale – Impedimento – Inadempimento della banca – Responsabilità risarcitoria. .
La disposizione impartita dal preposto alla filiale alle guardie giurate di impedire l’accesso alla portello a un cliente diversamente abile costituisce inadempimento all’obbligo di consentire la fruizione dei servizi bancari pattuiti ed espone la banca all’obbligo di risarcire i danni causati. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 13/01/2011.


Obblighi di diligenza e buona fede e assistenza al cliente nell'esecuzione dei bonifici. Conto corrente – Con modalità di utilizzo on line – Bonifico – Obbligo della banca di assistere i clienti nella predisposizione degli ordini di bonifico – Estensione – Modalità di assolvimento..
L’obbligo di diligenza e buona fede nell’esecuzione dei propri incarichi va esteso fino a ravvisare, in capo alla banca, un obbligo di assistenza dei propri clienti nella corretta predisposizione degli ordini di bonifico al fine di consentire loro di potere godere, in futuro, di un’agevolazione fiscale. In caso di prestazione del servizio on line, l’informazione può essere affidata a un espresso avviso contenuto nella pagina elettronica di accesso al servizio. (Studio Dolmetta, Salomone, Schilirò – Antonio Cacciato) (riproduzione riservata) ABF Milano, 24/11/2010.


Recesso del cliente e prosecuzione degli addebiti in conto. Conto corrente – Recesso del cliente con raccomandata – Addebito, per periodi temporali successivi, di imposte di bollo, di interessi e competenze, di rata di polizza sicurezza fabbricato – Comportamento della banca non conforme a principi di diligenza professionale e collaborazione. .
Tiene un comportamento contrario ai principi di diligenza professionale e di collaborazione la banca che, ricevuta una raccomanda del cliente di recedere da tutti i rapporti in essere, continua ad addebitargli in conto imposte di bollo, competenze e interessi, rate di polizza sicurezza fabbricato per i periodi successivi all’operare dell’intervenuto recesso. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Daniela Maddalone) (riproduzione riservata) ABF Roma, 12/11/2010.


Blocco dell'operatività del conto a seguito di protesto di assegno e dovere di informazione del cliente. Conto corrente – Blocco (parziale) dell’operatività – Senza tempestiva comunicazione al cliente – Allegazione del blocco in protesto di assegno tratto da cointestatario – Comportamento della banca non conforme ai principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto – Responsabilità..
Tiene un comportamento contrario ai principi di correttezza e buona fede la banca che blocca l’operatività di un conto senza informare il cliente in via tempestiva e specifica, in ragione della circostanza dell’avvenuto protesto di un assegno bancario tratto da un cointestatario. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Roma, 10/11/2010.


Protesto di assegno, blocco dell'operatività del conto e obbligo di informazione del cliente. Conto corrente – Blocco (parziale) dell’operatività – Senza informazione al cliente a protrattosi per quasi nove mesi – Allegazione del blocco in protesto di assegno tratto da cointestatario su altro c/c – Comportamento della banca non conforme ai principi di correttezza e buona fede nell’esecuzione del contratto – Responsabilità..
Tiene un comportamento contrario ai principi di correttezza e buona fede la banca che blocca l’operatività di un conto (per tutti gli utilizzi meno quello dei prelievi bancomat presso sportelli di altri istituti) senza informare il cliente e per un lungo periodo di tempo, in ragione della circostanza dell’avvenuto protesto di un assegno bancario tratto da un cointestatario (del conto bloccato) su un diverso conto corrente. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Roma, 10/11/2010.


Mutuo – Estinzione anticipata – Esercizio – Vicenda negoziale – Doveri di protezione a carico della banca. .
La facoltà di chiedere l’estinzione anticipata del rapporto di mutuo, prevista ex contractu, deve inquadrarsi nella categoria dei diritti potestativi, il cui esercizio dà origine a una vicenda negoziale, la quale richiama i doveri di protezione già inerenti al rapporto di finanziamento. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 09/11/2010.


Dissimetrie informative tra cliente e banca – Dovere di opportuna informazione carico della banca ex bona fide – Violazione – Risarcimento danni..
La facoltà di chiedere l’estinzione anticipata del rapporto di mutuo, prevista ex contractu, deve inquadrarsi nella categoria dei diritti potestativi, il cui esercizio dà origine a una vicenda negoziale, la quale richiama i doveri di protezione già inerenti al rapporto di finanziamento. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 09/11/2010.


Addebito al cliente del costo di Visure ipocatastali senza autorizzazione e violazione del dovere di buona fede. Visure ipocatastali – Acquisite dalla banca – Senza previa richiesta al cliente – Addebito spese – Violazione del dovere di buona fede – Risarcimento..
Viola il dovere di buona fede la banca che, senza preventiva richiesta al cliente, acquisisce delle visure ipocatastali e addebita l’importo delle relative spese sul conto del cliente. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Francesca Conte) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 20/10/2010.


Comportamento dilatorio dell'intermediario nella chiusura della pratica e violazione dell'obbligo di buona fede. Trattative – Affidamento nel cliente della conclusione (nella specie, di surroga nel mutuo) – Comportamento dilatorio dell’intermediario – Violazione dell’obbligo di buona fede – Sussistenza – Responsabilità risarcitoria..
Anche se mai rifiutatosi formalmente di addivenire alla conclusione della pratica, viola l’obbligo di buona fede oggettivo l’intermediario che, mentre crea un ragionevole affidamento nella conclusione del contrato, tiene un comportamento dilatorio o indifferente. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Milano, 23/09/2010.


Circostanze peculiari di operatività e onere della banca di verificare in concreto le scelte del cliente. Conto corrente – Diligenza professionale della banca – Specifico obbligo della banca di attivarsi, in casi peculiari, per evitare che i propri clienti siano vittime di raggiri perpetrati da terzi. .
Al ricorrere di circostanze peculiari (quali, ad esempio, richieste di prelievo di somme in contanti non in linea con la normale operatività del cliente o richieste di effettuare operazioni mai eseguite in precedenza per importi non trascurabili) grava sulla banca l’obbligo di approfondire circa le scelte o le richieste avanzate in concreto dal cliente. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Francesca Conte) (riproduzione riservata) ABF Milano, 13/04/2010.


Responsabilità della banca per errato comunicazione di saldo maggiore di quello reale. Deposito - Comunicazione di un saldo maggiore del reale - Violazione dell’obbligo di correttezza - Conseguente recesso del cliente - Mancato guadagno degli interessi - Responsabilità della banca. .
Qualora la banca comunichi al depositante - per una disfunzione nelle procedure informatizzate - un saldo maggiore del reale e ciò induca il cliente a recedere dal contratto, ritenendo di aver raggiunto un sufficiente guadagno, la banca risponde degli interessi non realmente acquistati dal cliente, poiché non si è comportata correttamente. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Roma, 17/02/2010.


Indicazione nel contratto dei costi di operazione e loro comprensione da parte del cliente. Condizioni economiche - Redazione conforme alle regole - Non piena comprensione da parte del cliente - Diritto ad ottenere una riduzione del debito - Insussistenza. .
Il cliente non ha diritto a una riduzione dei «costi» dell’operazione se questi sono ben precisati nel documento contrattuale e oggettivamente comprensibili, per quanto il cliente non li abbia pienamente compresi. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 08/02/2010.


Intermediazione finanziaria – Regole di condotta – Definizione di un modello efficiente di scambio di mercato – Violazione – Nullità. .
I principi di condotta imposti a carico degli intermediari finanziari dalla legge speciale, imprimono ai comportamenti dovuti una logica che non può essere letta riduttivamente, nel quadro della disciplina del mandato e, quindi, nell'ottica di un semplice inadempimento contrattuale. Infatti se a questa figura giuridica si può per taluni aspetti riferirsi, questo deve essere fatto tenendo presenti quei contenuti normativi che, connotandola attribuiscono alla fattispecie elementi differenziatori individuati nella complessità di obblighi posti a carico dell'intermediario. La prospettiva da cui muove la disciplina del testo unico delle disposizioni in materia di intermediazione finanziaria e nella quale sono confluite regole già vigenti e regole di nuova coniazione, riguarda, in generale, la regolamentazione del mercato finanziario con particolare attenzione alla tutela degli interessi pubblici sottesi alle regole. La protezione offerta agli investitori è considerata solo di riflesso. In conclusione l'obbligo di correttezza e quello di trasparenza non hanno solo una dimensione protettiva con specifico riferimento alla formazione della volontà e del convincimento, ma assurgono a un ruolo attivo di conformazione del rapporto, spostandosi così nella definizione di un modello ottimale ed efficiente di scambio del mercato. Ne consegue, pertanto, che il comportamento dell'istituto di credito non va valutato sotto il profilo personale del cliente ma in generale secondo un parametro di tutela garantito dal legislatore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 18/01/2007.


Contratti bancari e contratti di massa – Contratto denominato 4you – Trattativa, modello contrattuale e pubblicità – Formazione del consenso – Contrattualizzazione delle informazioni precontrattuali..
Nell'ottica dei contratti bancari e in genere dei contratti di massa occorre assumere il concetto di informativa al rilievo giuridico che, una volta, era assegnato a quello della trattativa. Così come la libertà di trattativa è stata ritenuta un concetto fondamentale nella formazione del consenso (al punto di prevedere una compiuta ed esauriente disciplina dei vizi del volere) così ora bisogna garantire la completa e specifica informazione del contraente ... Se le modalità di contrattazione hanno portato a un depotenziamento della trattativa, il contratto diventa esso stesso strumento e veicolo di informazione e, in tale ottica, va valutata la sua liceità, arrivando a configurare una contrattualizzazione delle informazioni precontrattuali, che può spingersi fino a configurare un onere di conformità dell'oggetto del negozio alle dichiarazioni pubbliche sulle caratteristiche specifiche dei beni ... fatte nella pubblicità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 18/01/2007.


Obblighi collaterali di protezione nei contratti a prestazioni corrispettive. Contratti a prestazioni corrispettive – Dovere di correttezza, buona fede e diligenza – Obbligazioni collaterali di protezione, informazione e collaborazione..
Nei contratti a prestazioni corrispettive i doveri di correttezza, di buona fede e di diligenza - di cui agli art. 1337, 1338, 1374, 1375 e 1175 c.c. - si estendono anche alle cosiddette obbligazioni collaterali di protezione, di informazione, di collaborazione, che presuppongono e richiedono una capacità discretiva ed una disponibilità cooperativa dell'imprenditore nell'esercizio della sua professione e, quindi, nel tenere conto delle motivazioni della controparte all'acquisto. Detti doveri ed obblighi impongono che l'imprenditore, anzitutto, si preoccupi dell'esatta specificazione delle caratteristiche del bene compravenduto al momento della conclusione del contratto, rispondendo anche della negligenza dei propri agenti al riguardo, ed, in secondo luogo, che, nel caso la necessaria specificazione fosse stata omessa, ne faccia richiesta all'acquirente prima di provvedere alla propria prestazione, astenendosi dal consegnare beni di una specie qualunque fra quelli appartenenti al "genus" prodotto o commerciato, diversamente rendendosi inadempiente alle indicate obbligazioni accessorie, che si pongono come precondizioni dell'obbligazione principale, e già solo per questo legittimando l'eccezione ex art. 1460 c.c.. Cassazione civile, sez. II, 16/11/2000.