Massimario di Diritto Bancario


BUONA FEDE CONTRATTUALE

Responsabilità della banca e condanna al risarcimento per le somme sottratte dal promotore finanziario. Contratti di investimento - Promotore finanziario - Sottrazione somme - Responsabilità solidale della banca - Risarcimento danni.
In caso di appropriazione illegittima da parte del promotore finanziario delle somme allo stesso corrisposte da clienti investitori, risponde in via solidale anche la Banca presso la quale il promotore medesimo presta la propria attività.

(Nel caso specifico, ai clienti è stato riconosciuto un risarcimento superiore a € 300.000,00 a titolo di capitale sottratto e interessi legali). (Antonio Cavallo) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 06/02/2017.


Conto corrente bancario e recesso ad nutum. Conto corrente bancario – Recesso ad nutum – Ammissibilità – Condizioni – Rispetto del termine di preavviso – Buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto

Conto corrente bancario – Recesso – Congruo preavviso – Necessità – Prosecuzione sino all'apertura di un nuovo conto – Insussistenza.
Quando il diritto di recesso (nella specie da contratto di conto corrente bancario) non è previsto come rimedio all’inadempimento o per l’onerosità o l'intollerabilità della prosecuzione del rapporto ma tutela l’interesse obiettivo della parte all’interruzione del rapporto contrattuale (costituendone la causa estintiva ordinaria, ove il rapporto sia a tempo indeterminato), il suo esercizio è rimesso esclusivamente all’autonoma decisione della parte, salvo il rispetto del termine di preavviso previsto dal contratto o comunque di un congruo preavviso e dei principi generali di correttezza e buona fede. Il loro rispetto esige, tra l’altro, che il recesso sia esercitato in modo da salvaguardare l’interesse dell’altra parte, nei limiti in cui ciò non comporti per il recedente un apprezzabile sacrifico. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata)

L’importanza che il rapporto negoziale (nella specie contratto di conto corrente) può avere per la parte nei cui confronti è esercitato, implica che il recesso sia comunicato con congruo preavviso, ma non la pretesa di prosecuzione del rapporto sino all’apertura di un nuovo conto corrente, sostitutivo di quello prossimo alla interruzione, rispondendo al medesimo principio di buona fede anche l’esigenza di evitare, a carico di chi intende sciogliersene, una perpetuazione indeterminata del rapporto obbligatorio (nel caso di specie è stato ritenuto congruo il preavviso di 39 giorni con cui la banca ha esercitato il recesso da un rapporto di conto corrente bancario privo di affidamenti). (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 19/04/2016.


Contratto di credito collegato e restituzione delle somme versate al mutuante in caso di risoluzione del contratto di acquisto del bene. Mutuo e finanziamento in genere – Consumatore – Microimpresa – Finanziamento finalizzato all’acquisto – Collegamento – Ipotesi rilevanti – Fattispecie – Inadempimento del venditore – Mancata consegna del bene – Risoluzione del contratto di acquisto – Restituzione delle somme versate dall’acquirente a titolo di finanziamento in capo al mutuante.
Nell'ipotesi di contratto di mutuo, in cui sia previsto lo scopo del reimpiego della somma mutuata per l'acquisto di un determinato bene (nell’ipotesi una autovettura), sussiste il collegamento negoziale tra tali contratti (di compravendita e di mutuo) ed il mutuatario è obbligato all'utilizzazione della somma mutuata per l’acquisto del bene indicato nel contratto di mutuo.
Da ciò deriva che, anche se l’acquirente non è un consumatore, della somma concessa in mutuo beneficia il venditore del bene, con la conseguenza che la risoluzione della compravendita per inadempimento del venditore, nel frattempo fallito, legittima il mutuatario a richiedere la restituzione delle rate di finanziamento pagate direttamente al finanziatore che poi avrà azione di regresso esclusivamente nei confronti del venditore, in sede fallimentare. (Fabrizio Sgandurra) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 09/03/2016.


Diritto del cliente e del fideiussore alla consegna dei documenti bancari ex art 119 TUB – Ratio ed oggetto della norma – Decreto ingiuntivo consegna documentazione bancaria.
Il diritto del cliente alla consegna di documenti relativi ai rapporti bancari ha la consistenza ed il rango di vero e proprio diritto soggettivo autonomo, il quale trova fondamento nei doveri di solidarietà e negli obblighi di comportamento secondo buona fede nella esecuzione del rapporto e per altro verso sulla disposizione dell'art. 119 IV co Dlgs 385/1993.

La ratio ispiratrice (dell'art 119 TUB ndr) è quella di permettere al correntista di verificare la corrispondenza tra le condizioni economiche normative cristallizzate nel contratto e quanto compiuto dalla banca durante l'esecuzione del rapporto. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08/10/2015.


Diritto del cliente e del fideiussore alla consegna dei documenti bancari ex art 119 TUB – Ratio ed oggetto della norma – Decreto ingiuntivo consegna documentazione bancaria.
Il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativa, oltre che nel citato art 119 tub, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto, scolpito nell'art 1375 cc

Identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all'ipotesi di proposizione dell'istanza ex art 119 IV co TUB da parte del garante (…). Tale diritto risulta, altresì, intimamente connesso alla natura stessa della garanzia fideiussoria (…) non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell'art 119 IV co TUB nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08/10/2015.


Decreto Ingiuntivo per consegna documentazione bancaria ex art 119 TUB emesso in favore del fideiussore. Ricorso monitorio consegna documentazione bancaria art 119 TUB - Legittimazione del fideiussore - Consegna documenti.
Non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore.

Si è ulteriormente precisato come l’art.119 Tub debba essere interpretato alla luce della sua ratio ispiratrice, che è quella di permettere al correntista di verificare la corrispondenza tra le condizioni economiche normative cristallizzate nel contratto e quanto compiuto dalla banca durante l’esecuzione del rapporto (…); neppure appare, in tale ipotesi, necessario che siano rese note le ragioni per le quali la richiesta è avanzata, atteso che il diritto previsto dal quarto comma dell’art.119 Tub si configura come un diritto sostanziale, (…); che il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativo, oltre che nel citato art.119 TUB, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto,scolpito nell’art.1375 c.c. (…); identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all’ipotesi di proposizione dell’istanza ex art. 119, IV co., T.U.B. da parte del garante e ciò in quanto, dal momento stesso della costituzione della garanzia, sorge tra il fideiussore ed il creditore garantito un rapporto diretto e comunque qualificato, anche alla luce del fatto che il garante è soggetto potenzialmente destinatario degli effetti del rapporto garantito (…); non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 13/04/2015.


Proposta di mutuo non sottoscritta dalla banca e nullità dell’intero contratto. Reclamo al collegio – Opposizione all’esecuzione – Proposta unilaterale di mutuo su modulo prestampato – Accettazione – Sottoscrizione da parte di entrambi i contraenti – Sigla illeggibile da parte della banca mutuante – Nullità clausola interessi ultralegali – Esclusione.
Ove si ritenga che la proposta di mutuo sia priva del requisito della sottoscrizione del legale rappresentante della Banca l’eventuale nullità non può che colpire l’intero contratto (con conseguente obbligo di restituzione dell’intera somma data a mutuo) e non soltanto le clausole sfavorevoli al reclamante. (Antonino Giunta) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 21/07/2014.


Concessione di credito al debitore insolvente confidando nella solvibilità del fideiussore e violazione da parte della banca dei doveri di correttezza e buona fede. Nullità del mutuo fondiario stipulato per estinguere debiti preesistenti. Rapporti bancari - Concessione di finanziamenti al debitore in condizioni di gravi difficoltà economiche confidando nella solvibilità del fideiussore - Violazione degli obblighi generici e specifici di correttezza di buona fede.

Contratti di garanzia - Fideiussione - Limite del rischio del fideiussore - Dovere dell'istituto di credito di comportarsi secondo buona fede nell'esecuzione del contratto di garanzia - Esclusione dalla copertura fideiussoria delle anticipazioni accordate dalla banca al debitore principale in violazione del dovere di solidarietà contrattuale e del principio di buona fede.

Mutuo fondiario - Mutuo stipulato per estinguere debiti preesistenti - Nullità per difetto di causa in concreto..
Incorre nella violazione degli obblighi generici e specifici di correttezza e di buona fede contrattuale la banca che concede finanziamenti al debitore pur conoscendone le gravi difficoltà economiche ma confidando nella solvibilità del fideiussore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il limite della estensione del rischio del fideiussore è rappresentato dall'assoggettamento dell'istituto di credito al dovere di comportamento secondo il canone di buona fede nell'esecuzione del contratto di garanzia, dovendosi conseguentemente escludere dalla copertura fideiussoria le anticipazioni accordate dalla banca al debitore principale in violazione del dovere di solidarietà contrattuale, nella cui osservanza, durante l'esecuzione della garanzia, trova realizzazione il principio di buona fede. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

È affetto da nullità, siccome carente di causa in concreto, il mutuo che venga erogato non per finanziare il richiedente mettendo a disposizione del medesimo la somma oggetto del contratto, bensì per estinguere preesistenti debiti del mutuatario verso la banca mutuante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 07/03/2014.


Apertura di credito in conto corrente, tutela del fideiussore, terzietà rispetto al debitore e onere della prova. Conto corrente – Apertura di credito in genere – Fideiussione – Buona fede contrattuale – (Liberazione del fideiussore)..
In un rapporto di conto corrente e apertura di credito in genere, la Banca creditrice non deve richiedere al fideiussore la speciale autorizzazione di cui all’art. 1956, comma 1, c.c. per fornire nuovo credito al debitore, qualora possa ragionevolmente presumersi che lo stesso avesse conoscenza concreta ed effettiva delle mutate condizioni patrimoniali della debitrice e del loro progressivo deterioramento, poiché tale conoscenza fa venire meno qualsiasi esigenza di tutela del fideiussore, rendendo conseguentemente inapplicabile l’istituto dell’art. 1956 c.c. Fondano tale ragionevole presunzione tutte quelle situazioni in ragione delle quali deve escludersi che il fideiussore fosse soggetto stricto sensu terzo rispetto alla società debitrice (esemplificativamente quando il fideiussore riveste la qualità di socio della società debitrice e/o di amministratore della stessa etc.). (Dario Finardi) (riproduzione riservata)

Il fideiussore per avvalersi della tutela di cui all’art. 1956 c.c., deve essere meritevole della stessa essendo pertanto gravato di un duplice onus probandi: sia del requisito oggettivo della concessione da parte della creditrice, di nuovo credito al debitore, sia del requisito soggettivo della consapevolezza della creditrice del significativo peggioramento della condizione patrimoniale del debitore. Non può considerarsi raggiunta dal fideiussore la prova del requisito soggettivo, quando i dati dallo stesso forniti sono equivoci, ovvero permettono solo di capire che la creditrice conosceva la tensione finanziaria della debitrice. Di tal ché nell’ambito di un rapporto pluriennale di conto corrente e apertura di credito, la prosecuzione dello stesso da parte della Banca, continuando a mantenere a favore del correntista la somma convenuta, non è contrario a buona fede (essendo per altro un obbligo contrattuale) e parimenti la conoscenza della Banca di alcuni insoluti del debitore non è elemento sufficiente per revocare il rapporto. La concessione di nuovo credito da parte del creditore ai sensi dell’art. 1956 c.c. assume rilevanza rispetto alla liberazione del fideiussore, soltanto nei casi in cui si traduca in una violazione del dovere di solidarietà contrattuale gravante sul creditore, nella cui osservanza trova realizzazione l’obbligo del creditore di comportarsi secondo il canone della buona fede nell’esecuzione del contratto di garanzia. (Dario Finardi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 10/09/2013.


Procedimento civile – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Recesso senza preavviso della banca dalla convenzione di utilizzo delle carte di credito – Illegittimità del recesso della banca effettuato dalla banca genericamente e senza preavviso..
E’ illegittimo, perché violativo degli obblighi di buona fede e trasparenza che caratterizzano tutti i rapporti contrattuali, ed in particolar modo quelli bancari caratterizzati da asimmetria informativa, il comportamento della banca che receda dalla convenzione per la concessione e l’uso delle carte di credito senza specificare in maniera chiara i motivi del recesso, senza preavviso e senza concedere un termine alla controparte contrattuale per presentare delle osservazioni alle contestazioni mosse nei propri confronti. (Luca Caputo) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 05/03/2013.


Home banking, rispetto da parte del cliente delle norme di sicurezza e obbligo della banca di adottare misure atte ad impedire intrusioni indebite. Conto corrente - Servizio di home banking - Intrusioni indebite da parte di terzi - Necessarie cautele da parte del cliente - Mancata dimostrazione da parte della banca di aver adottato misure di sicurezza adeguate - Negligenza - Sussistenza..
Nell'ambito del servizio di home banking, il rispetto da parte del cliente delle norme di sicurezza sulla custodia delle credenziali per accedere al servizio è condizione necessaria ma non sufficiente per escludere la possibilità di intrusioni indebite da parte di terzi, intrusioni che possono essere causate da un insufficiente grado di protezione del servizio offerto dalla banca, a prescindere da comportamenti negligenti del cliente. In base a tale principio, la banca deve essere condannata alla rifusione delle somme sottratte al cliente in seguito ad una illecita intrusione nel servizio qualora la banca stessa non dimostri che il cliente abbia violato le norme di custodia delle credenziali di accesso e non offra dimostrazione di aver adottato adeguati accorgimenti tecnici volti a tutelare la sicurezza del correntista o particolari cautele doverose in presenza di un ordine di bonifico con caratteristiche insolite rispetto alla normale operatività del cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 03/09/2012.


Dovere di correttezza, trasparenza e buona fede nella prospettazione delle condizioni praticate al cliente e diligenza di quest'ultimo nella sottoscrizione del contratto. Trattative per la conclusione di un contratto di conto corrente – Conversazione telematica in cui la banca indica che il conto è assistito da un rendimento di notevole livello – Condizioni generali predisposte dalla banca che, invece, assegnano al conto natura senz’altro infruttifera – Corresponsabilità della banca e del cliente – Violazione da parte della banca dei doveri di correttezza, trasparenza e buona fede – Mancanza nel cliente di cura e attenzione..
Viola i doveri di correttezza, trasparenza e buona fede, imposti dalla legge per la corretta esecuzione delle trattative precontrattuali, la banca il cui operatore fa intendere al potenziale cliente – nell’ambito di una conversazione telematica («chat via web») – che, contrariamente al vero, il conto è altamente remunerativo. D’altra parte, il cliente, «pur senza dubbio indotto a rappresentarsi una realtà diversa da quella effettivamente riconducibile alle condizioni contrattuali praticate, deve prestare la cura e l’attenzione ragionevolmente possono attendersi da chiunque intenda procedere alla sottoscrizione di un contratto. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Roma, 19/12/2010.


Dissimetrie informative tra cliente e banca – Dovere di opportuna informazione carico della banca ex bona fide – Violazione – Risarcimento danni..
La facoltà di chiedere l’estinzione anticipata del rapporto di mutuo, prevista ex contractu, deve inquadrarsi nella categoria dei diritti potestativi, il cui esercizio dà origine a una vicenda negoziale, la quale richiama i doveri di protezione già inerenti al rapporto di finanziamento. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 09/11/2010.


Ritardo della banca nella surroga è onere della prova del danno conseguente. Surroga – Ex legge n. 40/2007 – Responsabilità per ritardo della banca surrogantesi e anche per violazione del dovere di buona fede e correttezza – Danno – Onere della prova a carico del cliente – Esclusione..
Nel caso in cui il ritardo nel perfezionamento della surroga sia dovuto a vicende rientranti nella sfera di controllo della banca surrogantesi, questa risponde dei danni così prodotti: tanto più se il suo comportamento risulti non improntato al rispetto del dovere di buona fede e correttezza. In proposito l’onere della prova grava sul cliente, né si può ricorrere al meccanismo della liquidazione equitativa dell’art. 1226 c.c., atteso che a questo può farsi ricorso solo quando sia impossibile o estremamente difficoltoso dimostrare l’entità del pregiudizio subito. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Roma, 12/10/2010.


Buona fede precontrattuale, obbligo di solidarietà e tutela degli interessi dell'altro contraente; competenza per valore dell’ABF. Interruzione ingiustificata delle trattative – Nozione di ingiustificatezza – Buone fede precontrattuale – Medesima consistenza della buona fede contrattuale – Impegno di solidarietà per la preservazione degli interessi altrui, nel limite dell’apprezzabile sacrificio.

Richiesta di risarcimento danni – Di misura superiore a quella rientrante nella possibile cognizione dell’ABF – Irricevibilità dell’intera domanda..
La buona fede precontrattuale ha la medesima consistenza della buona fede contrattuale e quindi si atteggia come un impegno o obbligo di solidarietà che impone a ciascuna parte di tenere quei comportamenti che, senza rappresentare un apprezzabile sacrifico a suo carico, siano idonei a preservare gli interessi dell’altro. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Posto che rientrano nella cognizione dell’ABF le controversie che riguardano la corresponsione di somme non superiori a 100.000,00 euro, la domanda risarcitoria proposta per un ammontare superiore risulta per intero irricevibile. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Milano, 24/09/2010.


Inusuale lentezza della banca nella pratica di subentro e responsabilità. Surroga nel mutuo – Eccessiva protrazione nel tempo dell’istruzione della pratica per la surroga – Responsabilità precontrattuale della banca ipoteticamente subentrante – Sussistenza – Limite di autonomia della filiale interessata – Non esime..
La lentezza con cui la banca subentrante ha gestito l’istruzione della pratica per la surroga porta questa a responsabilità, se il protrarsi della relativa fase va oltre i termini usuali e ordinari. Né può fungere da esimente la circostanza che l’operazione ecceda l’autonomia operativa della filiale interessata, perché la complessità operativa dell’impresa e la sussistenza in essa di molteplici livelli decisionali non può andare a carico del cliente. (Studio legale  Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Roma, 26/04/2010.


Circostanze peculiari di operatività e onere della banca di verificare in concreto le scelte del cliente. Conto corrente – Diligenza professionale della banca – Specifico obbligo della banca di attivarsi, in casi peculiari, per evitare che i propri clienti siano vittime di raggiri perpetrati da terzi. .
Al ricorrere di circostanze peculiari (quali, ad esempio, richieste di prelievo di somme in contanti non in linea con la normale operatività del cliente o richieste di effettuare operazioni mai eseguite in precedenza per importi non trascurabili) grava sulla banca l’obbligo di approfondire circa le scelte o le richieste avanzate in concreto dal cliente. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Francesca Conte) (riproduzione riservata) ABF Milano, 13/04/2010.


Indicazione nel contratto dei costi di operazione e loro comprensione da parte del cliente. Condizioni economiche - Redazione conforme alle regole - Non piena comprensione da parte del cliente - Diritto ad ottenere una riduzione del debito - Insussistenza. .
Il cliente non ha diritto a una riduzione dei «costi» dell’operazione se questi sono ben precisati nel documento contrattuale e oggettivamente comprensibili, per quanto il cliente non li abbia pienamente compresi. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 08/02/2010.


Oggetto: Sanità pubblica - Diritti fondamentali della persona - Malato in stato vegetativo permanente - Interruzione del trattamento vitale (alimentazione con sondino nasogastrico) - Sentenza della Corte di cassazione, Sez. 1. civile n. 21748, in data 4-16 ottobre del 2007, affermativa del principio di diritto della concedibilità dell'autorizzazione: a) "quando la condizione di stato vegetativo sia, in base ad un rigoroso apprezzamento clinico, irreversibile e non vi sia alcun fondamento medico, secondo gli standard riconosciuti a livello internazionale, che lasci supporre che la persona abbia la benché minima possibilità di un qualche sia pur flebile recupero della coscienza e di un ritorno alla percezione del mondo esterno; b) sempre che tale istanza sia espressiva, in base ad elementi di prova chiari, concordanti e convincenti, della voce del rappresentato, tratta dalla sua personalità, dal suo stile di vita e dai suoi convincimenti, corrispondendo al suo modo di concepire, prima di cadere in stato di incoscienza, l'idea stessa di dignità della persona" - Decreto della Corte di appello di Milano, Sez. 1. civile 25 giugno 2008, in quanto giudice del rinvio, nell'ambito del procedimento di volontaria giurisdizione n. 88/2008, con il quale sono state richiamate, condivise e rese operative le determinazioni di cui alla predetta sentenza della Corte di cassazione, Sez. 1. civile.
Dispositivo: inammissibile..
  Corte Costituzionale, 08/10/2008.


Contatto sociale e obblighi di protezione e vigilanza. Obblighi di protezione e vigilanza – Contatto sociale – Onere della prova..
Nel caso di danno cagionato dall'alunno a se stesso, la responsabilità dell'istituto scolastico e dell'insegnante non ha natura extracontrattuale, bensì contrattuale, atteso che - quanto all'istituto scolastico - l'accoglimento della domanda di iscrizione, con la conseguente ammissione dell'allievo alla scuola, determina l'instaurazione di un vincolo negoziale, dal quale sorge a carico dell'istituto l'obbligazione di vigilare sulla sicurezza e l'incolumità dell'allievo nel tempo in cui questi fruisce della prestazione scolastica in tutte le sue espressioni, anche al fine di evitare che l'allievo procuri danno a se stesso; e che - quanto al precettore dipendente dell'istituto scolastico - tra insegnante e allievo si instaura, per contatto sociale, un rapporto giuridico, nell'ambito del quale l'insegnante assume, nel quadro del complessivo obbligo di istruire ed educare, anche uno specifico obbligo di protezione e vigilanza, onde evitare che l'allievo si procuri da solo un danno alla persona. Ne deriva che, nelle controversie instaurate per il risarcimento del danno da autolesione nei confronti dell'istituto scolastico e dell'insegnante, è applicabile il regime probatorio desumibile dall'art. 1218 c.c., sicché, mentre l'attore deve provare che il danno si è verificato nel corso dello svolgimento del rapporto, sull'altra parte incombe l'onere di dimostrare che l'evento dannoso è stato determinato da causa non imputabile nè alla scuola nè all'insegnante. Cassazione Sez. Un. Civili, 27/06/2002.


Banca, informazioni, dovere di correttezza e buona fede. Banca – Violazione del dovere di correttezza e buona fede – Informazioni inesatte – Inefficacia del contratto – Risarcimento del danno..
In tema di fideiussione prestata a garanzia di un'apertura di credito in conto corrente, la violazione da parte della banca del dovere di correttezza e buona fede, per avere fornito informazioni inesatte, può dar luogo a responsabilità contrattuale della stessa e all'obbligo di risarcire il danno, ma non può determinare l'inefficacia del contratto. (Nel caso di specie è stato rigettato il ricorso con il quale si sosteneva l'inefficacia della fideiussione per avere la banca fornito inesatte informazioni circa la forma del recesso). Cassazione civile, sez. III, 15/03/1999.