Massimario di Diritto Bancario


CONSUMATORE

Cessione del quinto dello stipendio: usura pattizia e sopravvenuta e rimborso delle commissioni non maturate in caso di estinzione anticipata del prestito. Cessione del quinto dello stipendio – Consumatore – Violazione della normativa antiusura sia al tempo della stipulazione e sia al momento dell’estinzione anticipata – Inclusione spese assicurative nel TEG – No validità istruzioni Banca d’Italia – Violazione della disciplina prevista dall’art. 125 sexies TUB – Legittimazione passiva della mutuante per il rimborso della polizza assicurativa non maturata.
Nella verifica del rispetto delle soglie di usura nei contratti di mutuo contro cessione del quinto dello stipendio deve essere considerato, nel calcolo del TEG, anche il costo delle polizze assicurative obbligatorie per legge.

Le Istruzioni della Banca d’Italia nel complesso sistema normativo in materia di usura, non si pongono in conflitto con il disposto dell’art. 644 c.p. in quanto le disposizioni regolamentari influenzano la rilevazione statistica del TEGM, ma non incidono sul calcolo del TEG, per la determinazione del quale, indipendentemente da quanto stabilito dalle istruzioni, non può non tenersi conto delle “commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese”, anche se escluse dalle Istruzioni della Banca d’Italia.

In applicazione di tale principio, l’assicurazione stipulata  contestualmente al mutuo deve essere computato nel TEG e rilevare, quindi, al fine dell’accertamento dell’usurarietà del contratto.

L’art. 1815 c.c. deve trovare applicazione anche nelle ipotesi in cui si assista ad un superamento del tasso soglia nel corso del rapporto contrattuale, anche al momento dell’estinzione, qualora tale superamento sia originato dall’esecuzione  delle condizioni contrattuali inserite nel contratto di finanziamento (come la clausola che prevede il diniego del rimborso delle commissioni non maturate). Infatti, tali condizioni risultano essere conseguenza diretta del contratto e non del verificarsi di fattori esterni al rapporto contrattuale come nel caso di usura sopravvenuta.

L’art. 125 sexies TUB deve trovare applicazione in tutti i contratti di mutuo, indipendentemente dalla data di stipulazione posto che le precedenti disposizioni normative avevano un contenuto del tutto identico.

Laddove dalla lettura del contratto non sia possibile distinguere chiaramente gli oneri up-front da quelli recurring, l’intero importo di ciascuna delle suddette voci di costo deve essere preso in considerazione al fine dell’individuazione della quota parte da rimborsare, compresi le commissioni bancarie, finanziarie e di intermediazione ed i costi assicurativi per la parte non maturata. (Fabrizio Sgandurra) (Roberto De Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 24/04/2018.


Conto corrente bancario, microimprese e foro del consumatore. Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Foro territorialmente competente - Rigetto dell'appello avanzato dalla Banca - Condanna della banca al pagamento delle spese processuale e del doppio del contributo unificato.
In tema di rapporto bancario di conto corrente, relativamente alle microimprese, si applicano solo le disposizioni del Titolo III del cod. cons, come espressamente previsto dall’art. 19 comma 1, e non anche quelle del Titolo IV, nel quale invece rientra la disciplina del foro di competenza dei consumatori. Le spese di giudizio seguono la soccombenza per entrambi i gradi di giudizio e sussistono i presupposti per il raddoppio del contributo unificato. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Appello Ancona, 07/09/2016.


Contratto di credito collegato e restituzione delle somme versate al mutuante in caso di risoluzione del contratto di acquisto del bene. Mutuo e finanziamento in genere – Consumatore – Microimpresa – Finanziamento finalizzato all’acquisto – Collegamento – Ipotesi rilevanti – Fattispecie – Inadempimento del venditore – Mancata consegna del bene – Risoluzione del contratto di acquisto – Restituzione delle somme versate dall’acquirente a titolo di finanziamento in capo al mutuante.
Nell'ipotesi di contratto di mutuo, in cui sia previsto lo scopo del reimpiego della somma mutuata per l'acquisto di un determinato bene (nell’ipotesi una autovettura), sussiste il collegamento negoziale tra tali contratti (di compravendita e di mutuo) ed il mutuatario è obbligato all'utilizzazione della somma mutuata per l’acquisto del bene indicato nel contratto di mutuo.
Da ciò deriva che, anche se l’acquirente non è un consumatore, della somma concessa in mutuo beneficia il venditore del bene, con la conseguenza che la risoluzione della compravendita per inadempimento del venditore, nel frattempo fallito, legittima il mutuatario a richiedere la restituzione delle rate di finanziamento pagate direttamente al finanziatore che poi avrà azione di regresso esclusivamente nei confronti del venditore, in sede fallimentare. (Fabrizio Sgandurra) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 09/03/2016.


Proposta di mutuo non sottoscritta dalla banca e nullità dell’intero contratto. Reclamo al collegio – Opposizione all’esecuzione – Proposta unilaterale di mutuo su modulo prestampato – Accettazione – Sottoscrizione da parte di entrambi i contraenti – Sigla illeggibile da parte della banca mutuante – Nullità clausola interessi ultralegali – Esclusione.
Ove si ritenga che la proposta di mutuo sia priva del requisito della sottoscrizione del legale rappresentante della Banca l’eventuale nullità non può che colpire l’intero contratto (con conseguente obbligo di restituzione dell’intera somma data a mutuo) e non soltanto le clausole sfavorevoli al reclamante. (Antonino Giunta) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 21/07/2014.


Contratto bancario, trattative non portate a buon fine e richiesta di rimborso spese da parte della banca. Contratto bancario – Trattative – Non portate a buon fine – Richiesta di rimborso spese da parte della banca – Necessità di specifico ed esplicito accordo – Indicazione sul foglio informativo – Inidoneità..
Salva l’eventualità di specifici ed espliciti accordi, nella fase precontrattuale ciascuna parte sopporta le proprie spese, senza potere pretendere dall’altra alcuna somma. Non configura idoneo accordo al riguardo l’indicazione di una voce di spesa nel contesto del foglio informativo. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Milano, 30/01/2014.


Richieste di svincolo del saldo attivo di conto corrente da parte dell’erede testamentario in presenza di opposizione dei legittimari pretermessi. Conto corrente – Morte del correntista – Erede – Contestato giudizialmente da altri – Dovere della banca di astenersi dallo svincolare il saldo attivo del conto..
Essendo stata formalizzata opposizione da parte dei legittimari pretermessi e promosso un procedimento giudiziale volto a invalidare le disposizione testamentarie, la banca è tenuta a non soddisfare le richieste di svincolo del saldo attivo di conto corrente da parte dell’erede testamentario. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Milano, 28/01/2014.