Massimario di Diritto Bancario


CENTRALI PRIVATE

Revoca dell’affidamento e segnalazione in centrale rischi di un credito c.d. litigioso: assenza di preavviso e danno risarcibile. Revoca dell’apertura di credito – Segnalazione in Centrale Rischi – Debito in contestazione – Assenza di preavviso – Danno in re ipsa – Risarcibilità.
E’ illegittimo il recesso dall’apertura di credito in conto corrente, operato dalla banca, con modalità tali da rendere il cliente edotto della chiusura del rapporto, in data successiva a quella in cui gli effetti dello stesso recesso si sono prodotti: l’abusiva revoca dell’affidamento è idonea di per sé a ledere l’affidabilità e l’immagine sociale del correntista, senza che incomba sul danneggiato l’onere di fornire la prova dell’esistenza del danno.

E’ altresì illegittima la segnalazione nella categoria di “sofferenza” presso la Centrale Rischi della Banca d’Italia e in CRIF S.p.A. che sia stata eseguita in mancanza del dovuto preavviso al cliente (il quale, per risultare effettivo, deve sostanziarsi in una informativa completa, chiara e tempestiva) e in corrispondenza di un credito sottoposto a contestazione giudiziaria, avente i caratteri della serietà e della non manifesta infondatezza: ne consegue un danno non patrimoniale - sub specie di danno alla reputazione personale -  da ritenersi in re ipsa, liquidabile in via equitativa.

(Nel caso di specie, in particolare, in conseguenza dell’accertamento dell’abusiva revoca dell’affidamento e delle illegittime segnalazioni, effettuate dalla banca a danno del cliente, è stato riconosciuto un risarcimento pari, complessivamente, a € 8.000,00). (Maria Magro) (riproduzione riservata) Tribunale Paola, 09/03/2018.


Sistemi di Informazione Creditizia: efficacia e forma del preventivo avvertimento di cattivo debitore. Sistemi di Informazione Creditizia – Segnalazione – Preventivo avvertimento – Natura recettizia – Efficacia – Raggiungimento del domicilio del destinatario.
La dichiarazione di “preventivo avvertimento”, ovvero di preavviso, di cui alla norma dell'art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, ha natura recettizia, in quanto specificamente diretta alla persona dell’interessato e intesa a manifestare la decisione dell’intermediario finanziario di provvedere alla sua classificazione come “cattivo debitore”. È dunque sottoposta alle prescrizioni generali di cui agli artt. 1334 e 1335 c.c. e l’onere di preavviso risulta assolto solo quando la dichiarazione abbia effettivamente raggiunto il domicilio del destinatario, salva restando l'eventualità che quest'ultimo provi di essere stato, senza sua colpa, nell'impossibilità di averne notizia.
La prova dell’avvenuto avvertimento, di cui all’art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, da parte dell’intermediario finanziario non può dirsi raggiunta tramite la mera allegazione della circostanza dell’invio, tramite l’utilizzo del sistema Postel, da parte di quest’ultimo, né giova l’attestazione dell’intermediario, in quanto mera allegazione di parte, non essendo peraltro rilevante a tal fine l’assunzione di responsabilità ai sensi dell’art. 168 del Codice della Privacy. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Trib. Milano, sez. I civ., Sentenza n. 6478 del 1 ottobre 2012, Giudice Bernardini

Sistemi di Informazione Creditizia – Segnalazione – Dichiarazione di preavviso – Prescrizione di forme specifiche – Esclusione – Attestazione dell’intermediario

Ai fini della segnalazione nei Sistemi di Informazione Creditizia, l’invio della dichiarazione di preavviso, di cui all'art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, può essere effettuato tramite l’utilizzo del sistema Postel, non essendo state prescritte dalla citata Delibera forme specifiche. Relativamente alla prova dell’assolvimento dell’onere della spedizione, è sufficiente l’attestazione dell’intermediario finanziario, atteso che quest’ultimo se ne assume la responsabilità ai sensi dell’art. 168 del Codice della Privacy. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13/06/2017.


Illegittima segnalazione alla centrale rischi e responsabilità dell’istituto di credito per danno da perdita di chance. Illegittima segnalazione alla centrale rischi – Responsabilità dell’istituto di credito per danno da perdita di chance – Sussistenza – Fattispecie.
Deve essere affermata la responsabilità ex art. 2043 c.c. dell’istituto di credito che abbia illegittimamente segnalato alla centrale rischi il nominativo di un soggetto, sicché esso è tenuto a risarcire il danno patito dal primo sotto il profilo della perdita di chance da calcolarsi in base al valore attuale netto dell’investimento (nel caso di specie all’interessato era stata negata la concessione di un finanziamento bancario per avviare un’impresa diretta alla realizzazione di un impianto fotovoltaico in considerazione della avvenuta segnalazione del suo nominativo alla centrale rischi, progetto da ritenersi fattibile sotto il profilo industriale e finanziario). (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 09/03/2017.


Illegittima segnalazione presso una centrale rischi: sì al risarcimento del danno 'in re ipsa' per lesione all’immagine sociale. Illegittima segnalazione presso una centrale rischi - Lesione alla reputazione del segnalato - Risarcimento del danno “in re ipsa” - Liquidazione in via equitativa - Applicabilità.
In caso di illegittima segnalazione presso una centrale rischi, sussiste il danno da lesione all’immagine sociale della persona ingiustamente indicata come insolvente: tale lesione costituisce un danno reale che deve essere risarcito senza necessità per il danneggiato di fornire la prova della sua esistenza.

Quando l’attività istruttoria non consenta di dare certezza alla misura del danno, esso può essere liquidato in via equitativa, tenendo conto di tutte le circostanze del caso concreto.
(Nel caso di specie, al ricorrente è stato riconosciuto un risarcimento pari a ¼ della somma illegittimamente iscritta a sofferenza). (Antonio Cavallo) (Maria Magro) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 16/02/2017.


Illegittima segnalazione in C.R.I.F. S.p.A. e misura di coercizione indiretta ex art. 614 bis c.p.c.. Illegittima segnalazione – Ricorso ex art. 700 c.p.c. – Cancellazione – Coercizione indiretta ex art. 614 bis c.p.c. – Astreinte – Ammissibile .
L’istanza ex art. 700 c.p.c. di cancellazione di una illegittima segnalazione presso una Centrale Rischi è compatibile con la richiesta di applicazione della misura di coercizione indiretta ex art. 614 bis c.p.c. (c.d. astreinte) ritenuta utile ad una solerte attuazione della decisione cautelare medesima. (Antonio Cavallo) (riproduzione riservata) Tribunale Cosenza, 20/07/2016.


Centrale rischi: illegittima la segnalazione automatica a carico del garante. Onere di allegazione e prova del danno grave ed irreparabile. Centrale rischi - Inadempimento del debitore principale - Segnalazione automatica del garante - Illegittimità

Centrale rischi - Illegittima segnalazione - Pregiudizio grave ed irreparabile “in re ipsa” - Esclusione - Allegazione e principio di prova del danno e dei pericoli - Necessità.
In caso di inadempimento del debitore principale, non si può procedere alla segnalazione automatica in centrale rischi a carico del garante e, nel caso in cui quest’ultimo ne richieda la cancellazione, è onere della banca dimostrare di aver valutato, prima di effettuare la segnalazione, l’esistenza di uno specifico rischio di inadempimento in capo al garante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)
 
Qualora la cancellazione, ritenuta illegittima, della segnalazione in centrale rischi venga richiesta a distanza di un congruo periodo di tempo, non è possibile ritenere l’esistenza di un pregiudizio grave ed irreparabile “in re ipsa”, ma occorre allegare e offrire quantomeno un principio di prova in ordine ai danni o ai pericoli determinati dalla segnalazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 11/07/2014.


Illegittima segnalazione alla centrale rischi: risarcimento del danno non patrimoniale anche all’ente. Illegittima segnalazione del debitore alla centrale rischi – Risarcimento del danno non patrimoniale – Sussiste – Anche dell'ente – Sussiste – Condizioni.
In ipotesi di illegittima segnalazione del debitore alla centrale rischi, possono essere risarciti sia il danno non patrimoniale alla persona, anche giuridica, con riguardo ai valori della reputazione e dell'onore (essendo anche i soggetti collettivi titolari dei diritti della personalità a tutela costituzionale ex art. 2 Cost.), sia il danno al patrimonio, che può essere oggetto della prova presuntiva, quale conseguenza per l'imprenditore di un peggioramento della sua affidabilità commerciale, essenziale anche per l'ottenimento e la conservazione dei finanziamenti, con lesione del diritto ad operare sul mercato secondo le regole della libera concorrenza (cfr., per tali principi, le decisioni Cass. 30 agosto 2007, n. 18316; 4 giugno 2007, n. 12929; 18 aprile 2007, n. 9233; 28 giugno 2006, n. 14977; 3 aprile 2001, n. 4881; 23 marzo 1996, n. 2576; v. pure Cass. 18 settembre 2009, n. 20120, in tema di assicurazione contro i danni). In particolare, anche nei confronti dell'ente collettivo è configurabile la risarcibilità del danno non patrimoniale, intesa come qualsiasi conseguenza pregiudizievole di un illecito che, non prestandosi ad una valutazione monetaria basata su criteri di mercato, non possa essere oggetto di risarcimento ma di riparazione: allorquando, cioè, il fatto lesivo incida su di una situazione giuridica dell'ente che sia equivalente ai diritti fondamentali della persona umana garantiti dalla costituzione (Cass. 1 ottobre 2013, n. 22396; 12 dicembre 2008, n. 29185; 4 giugno 2007, n. 12929). Entrambi tali danni, inoltre, possono essere liquidati in via equitativa ai sensi dell'art. 1226 c.c. (cfr. Cass. 2 settembre 2008, n. 22061). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09/07/2014.


Errata segnalazione in centrale rischi, danno alla reputazione e onere della prova. Errata segnalazione in Centrale Rischi di Banca d’Italia – Danno alla reputazione – Onere della prova sul danno – Risarcimento in via equitativa.
In presenza di un accordo che preveda piano di rientro per una posizione debitoria con pagamenti regolarmente onorati dal debitore l’istituto di credito non può imputare le somme esclusivamente per la quota in conto capitale. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata)

La errata segnalazione in centrale rischi comporta un danno alla reputazione di un soggetto ed una lesione buon nome, dell’immagine, dell’onore e della reputazione economica, con evidenti conseguenze anche di natura commerciale ed sulla possibilità di accesso al credito. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata)

La errata segnalazione determina un danno in re ipsa che legittima al risarcimento senza che incomba sul danneggiato l’onere di fornire la prova del danno stesso, che potrà essere liquidato in via equitativa. (Giulio Caselli) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 21/05/2014.


Estinzione anticipata del finanziamento, ostruzionismo dell'intermediario e contrarietà a buona fede della segnalazione a banca dati finanziaria. Estinzione anticipata del finanziamento – Inadempimento dell’intermediario – Segnalazione a banca dati finanziaria..
È inadempiente l’intermediario che, in violazione dell’art. 125sexies T.U.B., impedisce al cliente di estinguere anticipatamente il contratto di finanziamento, attraverso il rifiuto di fornirgli le necessarie indicazioni per il saldo del prezzo convenuto. In tale circostanza, è evidentemente contraria a buona fede la segnalazione del cliente come “cattivo pagatore” a una banca dati finanziaria. (Livia Franco) (riproduzione riservata) ABF Milano, 05/03/2014.


Sistemi di Informazione Creditizia: efficacia e forma del preventivo avvertimento di cattivo debitore. Sistemi di Informazione Creditizia – Segnalazione – Dichiarazione di preavviso – Prescrizione di forme specifiche – Esclusione – Attestazione dell’intermediario.
Ai fini della segnalazione nei Sistemi di Informazione Creditizia, l’invio della dichiarazione di preavviso, di cui all'art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, può essere effettuato tramite l’utilizzo del sistema Postel, non essendo state prescritte dalla citata Delibera forme specifiche. Relativamente alla prova dell’assolvimento dell’onere della spedizione, è sufficiente l’attestazione dell’intermediario finanziario, atteso che quest’ultimo se ne assume la responsabilità ai sensi dell’art. 168 del Codice della Privacy. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Cass. civ., Sez. I, Ordinanza n. 14685 del 13 giugno 2017, Presidente Giancola, Consigliere Relatore Dolmetta.

Sistemi di Informazione Creditizia – Segnalazione – Preventivo avvertimento – Natura recettizia – Efficacia – Raggiungimento del domicilio del destinatario

La dichiarazione di “preventivo avvertimento”, ovvero di preavviso, di cui alla norma dell'art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, ha natura recettizia, in quanto specificamente diretta alla persona dell’interessato e intesa a manifestare la decisione dell’intermediario finanziario di provvedere alla sua classificazione come “cattivo debitore”. È dunque sottoposta alle prescrizioni generali di cui agli artt. 1334 e 1335 c.c. e l’onere di preavviso risulta assolto solo quando la dichiarazione abbia effettivamente raggiunto il domicilio del destinatario, salva restando l'eventualità che quest'ultimo provi di essere stato, senza sua colpa, nell'impossibilità di averne notizia.

La prova dell’avvenuto avvertimento, di cui all’art. 4, comma 7 della Delibera Garante Privacy 16 novembre 2004, n. 8, da parte dell’intermediario finanziario non può dirsi raggiunta tramite la mera allegazione della circostanza dell’invio, tramite l’utilizzo del sistema Postel, da parte di quest’ultimo, né giova l’attestazione dell’intermediario, in quanto mera allegazione di parte, non essendo peraltro rilevante a tal fine l’assunzione di responsabilità ai sensi dell’art. 168 del Codice della Privacy. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 01/10/2012.


Cancellazione dall'elenco protesti e dalla centrale rischi di assegno nullo privo della data di emissione. Assegno - Protesto - Cancellazione dall'elenco protesti e dalla centrale di allarme interbancaria - Danno all'immagine e patrimoniale - Conseguenze sui rapporti di fido esistenti - Nullità del titolo emesso senza data..
L'inserimento del nominativo di un soggetto nell'elenco dei protesti redatto dalla camera di commercio e nella centrale di allarme interbancaria è idoneo a provocare di per sé un danno di immagine e patrimoniale per le conseguenze che possono derivare in ordine ai rapporti di fido esistenti (nel caso di specie, il Tribunale ha ordinato la cancellazione del protesto di un assegno ritenuto nullo perché emesso senza data). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 19/08/2011.


Segnalazione di «cattivo pagatore» e onere della prova del ricevimento e dell'invio della comunicazione. Centrale rischi – Centrali private – Preventivo avviso al debitore della iscrizione a «cattivo pagatore» – Necessità – Prova dell’avvenuta spedizione e dell’avvenuto ricevimento – Necessità – Forme di spedizione che consentano di dare certezza alla data di spedizione e di ricevimento..
E’ dovere dell’intermediario di avvisare in anticipo il debitore dell’imminente segnalazione a «cattivo pagatore». E’ pure onere dell’intermediario di dare la prova dell’avvenuto invio e dell’avvenuto ricevimento della comunicazione, con forme di spedizione che comunque consentano di conseguire la certezza sia della data di invio sia pure di quella di ricevimento. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Roma, 14/01/2011.


Centrale dei Rischi – Segnalazione a sofferenza – Mancato pagamento di un debito – Sufficienza..
Un debito non onorato costituisce sicuramente presupposto per procedere legittimamente alla segnalazione a sofferenza. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò - Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 01/12/2010.


Centrale dei Rischi – Segnalazione a sofferenza – Preventivo avviso della segnalazione al cliente – Insufficienza, per sé, ai fini risarcitori. .
In presenza del presupposto sostanziale per procedere alla segnalazione, il semplice mancato invio dell’avviso non basta per fondare una responsabilità risarcitoria della banca nei confronti del cliente segnalato, là dove il cliente non sia in grado ragionevolmente di dimostrare che, in presenza dell’avviso, avrebbe provveduto a eseguire la prestazione, il cui inadempimento dà titolo per censirne il nominativo. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò - Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 01/12/2010.


Segnalazione a centrali rischi private e dovere di informazione del cliente. Centrali Rischi private – Segnalazione di «cattivo pagatore» – Preventivo avviso al cliente – Necessità – Mediante lettera raccomandata – Necessità..
Al fine di consentire all’interessato di eliminare il presupposto della segnalazione come «cattivo pagatore», l’intermediario è tenuto ad avvertire il medesimo  dell’imminenza della segnalazione in uno o più sistemi di informazioni creditizie. Per assicurare la presunzione di conoscenza di cui all’art. 1335 c.c. si richiede la produzione della lettera raccomandata con la relativa ricevuta di spedizione. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Antonio Cacciato) (riproduzione riservata) ABF Roma, 12/11/2010.


Errata segnalazione a Centrale Rischi, prova del danno patrimoniale e liquidazione equitativa di quello non patrimoniale. Centrale Rischi – Errore della banca segnalante – Responsabilità da false o inesatte informazioni – Danni patrimoniali – Necessità, per il risarcimento, di riscontri probatori – Danni non patrimoniali – Danno da lesione del diritto alla reputazione di buon pagatore – Liquidazione equitativa..
In caso di segnalazione errata a una Centrale dei Rischi, la banca risponde dei danni causati. Per il risarcimento dei danni patrimoniali, che il cliente afferma di avere subito, occorre comunque che questi produca degli opportuni riscontri probatori. Per i danni non patrimoniali, invece, è evidente che l’erronea segnalazione causa un danno da lesione del “diritto alla reputazione di buon pagatore”, che può e deve essere liquidato in via equitativa. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Daniela Maddalone) (riproduzione riservata) ABF Milano, 10/11/2010.