Massimario di Diritto Bancario


SALDACONTO

Debito del cliente per il saldo di conto corrente ed effetti del giudicato sulla domanda risarcitoria per violazione degli obblighi di comportamento dell’intermediario finanziario. Contratti bancari – Rapporto tra saldo del conto corrente e domanda risarcitoria del cliente per violazione degli obblighi di comportamento dell’intermediario finanziario – Questione di giudicato del decreto ingiuntivo ottenuto dalla banca – Esclusione.
Il decreto ingiuntivo passato in giudicato che abbia ad oggetto il pagamento del saldo di conto corrente a favore della banca non costituisce antecedente logico, essenziale e necessario (secondo la consolidata nozione di limiti oggettivi del giudicato, cfr., di recente, Cass. 16 agosto 2012, n. 14535) rispetto alla domanda di risarcimento proposta dal cliente nei confronti della banca medesima per violazione degli obblighi di comportamento dell’intermediario in relazione ad operazioni in contratti derivati.

Nel caso di specie, la Corte ha rilevato che agli atti non vi era nessun elemento che potesse far ritenere che il contratto uniforme in contratti derivati e quello di conto corrente potessero essere considerati parti di un unico contratto e che la pretesa risarcitoria non è astrattamente riconducibile ad una posta di conto corrente se non nel caso di espresso riconoscimento debitorio da parte della banca. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 25/10/2017.


La banca che agisce per il pagamento del saldo debitore deve produrre tutti gli estratti conto. Contratti bancari – Conto corrente – Azione di adempimento promossa dalla banca – Prova del credito (saldo del conto corrente) – Necessità della produzione degli estratti conto relativi all’intera durata del rapporto – Affermazione – Regola del cd. “saldo zero” per il periodo non documentato – Esclusione.
Il credito per la banca derivante da uno scoperto di conto corrente deve essere provato con la produzione in giudizio degli estratti conto che attestino la regolarità delle movimentazioni per tutto il corso dell’intero rapporto.
La regola del saldo zero per il periodo pregresso non coperto dalla documentazione contabile non può essere applicata: infatti il ricorso al saldo zero finirebbe per tradursi in un comodo escamotage per la difesa della banca, di escludere ad arte dal ricalcolo del saldo di conto corrente, proprio quella parte del rapporto inficiata dall’inosservanza di norme imperative.
Né rileva l’eccezione di prescrizione: infatti, questa opera quando è il correntista ad agire con l’azione di ripetizione dell’indebito, ma non quando è la banca ad agire con l’azione di adempimento contrattuale, rispetto alla quale peraltro l’eccezione di nullità (o meglio la c.d. mera difesa) può sempre essere fatta valere ex art. 1422 c.c..
Nei rapporti bancari in conto corrente, una volta che sia stata esclusa la validità, per mancanza dei requisiti di legge, della pattuizione di interessi ultralegali a carico del correntista, la rideterminazione del saldo del conto deve avvenire attraverso i relativi estratti a partire dalla data della sua apertura, così effettuandosi l'integrale ricostruzione del dare e dell'avere, con applicazione del tasso legale, sulla base di dati contabili certi in ordine alle operazioni ivi registrate, inutilizzabili, invece, rivelandosi, a tal fine, criteri presuntivi od approssimativi. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 25/09/2017.


Valore probatorio dell’estratto conto certificato ex art. 50 TUB in sede di emissione del decreto ingiuntivo. Conto corrente bancario – Prova – Procedimento di ingiunzione – Giudizio di opposizione – Prova del credito della banca – Produzione dell’estratto conto relativo al rapporto – Necessità.
In tema di prova del credito fornita da un istituto bancario nel procedimento monitorio e nel successivo giudizio contenzioso di opposizione, va distinto l'estratto ex art.50 TUB – dichiarazione unilaterale di un funzionario della banca creditrice accompagnato dalla certificazione della sua conformità alle scritture contabili e da un'attestazione di verità e liquidità del credito - dall'ordinario estratto conto - funzionale a certificare le movimentazioni debitorie e creditorie intervenute dall'ultimo saldo, con le condizioni attive e passive applicate dalla banca -, poiché l’estratto ex art.50 TUB riveste efficacia probatoria nel solo procedimento per decreto ingiuntivo instaurato dalla banca, mentre l'estratto conto, trascorso il debito periodo di tempo dalla sua comunicazione al correntista, assume carattere di incontestabilità ed è, conseguentemente, idoneo a fungere da prova anche nel successivo giudizio contenzioso instaurato dal cliente. (Dario Nardone) (riproduzione riservata)

Non può ritenersi assolto l'onere probatorio da parte della banca ove questa ometta di produrre gli estratti conto nel giudizio di opposizione, non essendo sufficiente il mero riferimento, negli atti di causa, all'invio degli estratti conto al cliente e alla non contestazione di essi e della loro ricezione da parte di quest'ultimo (Cass. Civile 2751/2002, 12233/2003, 11749/2006, 21092/2016), perché l’indisponibilità degli estratti conto impedisce di verificare quali operazioni siano incontestate e come si sia determinata la posizione debitoria del correntista. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 06/04/2017.


Sulla distribuzione dell’onere probatorio tra correntista e banca. Contratto di conto corrente bancario – Saldo debitore – Ripetizione dell’indebito – Onere probatorio – Estratti conto – Saldo zero.
La banca, che agisce in giudizio per il recupero del saldo debitore del conto corrente, se contestato dal correntista, ha l’onere, a norma dell’art. 2697 c.c., di produrre la sequenza completa degli estratti conto a partire dalla data di apertura del rapporto; in mancanza della documentazione completa, il credito derivante dal saldo debitore si determina sulla base del cosiddetto “saldo zero”, che riconduce a zero il primo saldo disponibile. (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata)

Il correntista, che agisce in giudizio per la ripetizione dell’indebito, ha l’onere, a norma dell’art. 2697 c.c., di produrre la sequenza completa degli estratti conto idonei a ricostruire il suo credito; in mancanza della documentazione completa, il credito del correntista è ricalcolato partendo dal primo estratto conto disponibile. (Giuseppe D’Elia) (riproduzione riservata) Appello Milano, 05/01/2017.


Affidamento in conto corrente, effetti delle annotazioni e prova del credito della banca. Conto corrente bancario – Apertura di credito – Effetti della annotazione in conto – Prova del credito – Produzione degli estratti conto con indicazione del saldo.
In tema di apertura di credito in conto corrente, la annotazione di una cifra sul conto ha effetto meramente dichiarativo e, in quanto operazione puramente contabile, non è elemento idoneo a determinare il passaggio materiale del denaro dalla banca al cliente ed a privare, quindi, l’istituto di credito della proprietà della parte del patrimonio promessa al cliente ed attribuire a quest’ultimo il possesso o la detenzione di alcunché; ai fini della ammissione al passivo del credito della banca si deve avere dunque riguardo esclusivamente al risultato contabile raggiunto attraverso la contrapposizione delle poste attive e passive del conto corrente risultante dalla produzione integrale degli estratti di conto corrente recanti il saldo passivo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 22/12/2016.


Criterio del cd. saldo a zero. Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Onere della prova a carico della banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo - Applicazione del criterio del cd. saldo a zero - Condanna della banca alle restituzione delle somme illegittimamente trattenute.
In tema di rapporto bancario di conto corrente, qualora la Banca in sede di opposizione a decreto ingiuntivo non fornisca prove in ordine alla certezza del saldo indicato nel primo estratto conto prodotto agli atti del giudizio, a prescindere dalla data di accensione del c/c, il saldo iniziale deve essere considerato pari a zero. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Lanciano, 14/12/2015.


Sconto di titoli cambiari e immediata disponibilità della somma. Sconto di titoli cambiari - Accredito del netto ricavo sul conto - Determinazione del saldo - Acquisto immediato della disponibilità del denaro accreditato sul conto.
In presenza di operazioni di sconto di titoli cambiari con accredito del netto ricavo sul conto corrente, il saldo va determinato considerando che il cliente acquista l'immediata disponibilità del denaro, accreditato sul conto corrente a fronte della cessione del credito verso terzi, e che l'eventuale mancato buon fine del titolo opera come condizione risolutiva del contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, 09/07/2014.


Il patto di compensazione è inscindibile dal contratto di conto corrente che lo contempla e ne segue la sorte anche in caso di ammissione del cliente alla procedura di concordato preventivo. Conto corrente - Cosiddetto patto di compensazione - Meccanismo di funzionamento del rapporto - Compensazione in senso tecnico - Esclusione

Concordato preventivo - Conto corrente bancario - Prosecuzione del rapporto - Cosiddetto patto di compensazione - Inscindibilità della pattuizione dal contratto di conto corrente - Diritto del correntista di ottenere la restituzione delle somme incassate dalla banca successivamente all’inizio della procedura di concordato preventivo - Esclusione.
Qualora il contratto di conto corrente preveda il cosiddetto patto di compensazione in forza del quale la banca ha facoltà di incassare i crediti oggetto di anticipazione, il meccanismo di funzionamento del conto corrente bancario porta ad escludere che possa darsi compensazione in senso proprio tra i risultati di operazioni di segno opposto registrate nello sviluppo attuativo del rapporto, rimanendo l’effetto di compensazione, secondo il disposto dell’articolo 1853 c.c., limitato alla diversa fattispecie dei saldi attivi e passivi di più rapporti o più conti esistenti tra la banca ed il cliente. Il “patto di compensazione” previsto dal contratto non integra, pertanto, una compensazione in senso tecnico, ma un mero effetto contabile dell’esercizio del diritto, spettante al correntista, di variare continuamente la sua disponibilità. L’annotazione delle riscossioni dei pagamenti non fa, pertanto, sorgere crediti o debiti in senso giuridico, ma serve a rappresentare le modificazioni quantitative che il rapporto subisce nel suo svolgimento e, quindi, ad attuare un continuo regolamento contabile delle voci di segno opposto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Qualora il contratto di conto corrente, il quale contenga anche il cosiddetto patto di compensazione, prosegua dopo l’ammissione del cliente alla procedura di concordato preventivo, si deve ritenere che il rapporto prosegua nella sua interezza e che il patto di compensazione, in quanto inscindibilmente connesso al contratto di conto corrente, mantenga la sua efficacia. In considerazione di ciò, non possono essere condivise quelle costruzioni giuridiche che vorrebbero mantenere in vigore il rapporto di conto corrente ed escludere l’operatività del cosiddetto “patto di compensazione” attuato attraverso il mezzo tecnico dell’annotazione in conto delle somme riscosse ad elisione delle partite di debito verso la banca. (Nel caso di specie, il Tribunale ha rigettato la domanda della società ammessa alla procedura di concordato preventivo volta ad ottenere la restituzione delle somme incassate dalla banca successivamente all’inizio della procedura in forza del patto di compensazione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 19/10/2011.


Valore probatorio del saldaconto. Conto corrente (contratto di) - Contenuto del conto - In genere - Estratto di saldaconto - Valore probatorio - Limitazione al procedimento monitorio - Rilevanza indiziaria nei procedimenti ordinari - Fattispecie disciplinata dalla legge bancaria n. 141 del 1938..
L'art. 102 della legge 7 marzo 1938, n. 141 limita il valore probatorio dell'estratto di saldaconto (costituente documento diverso dagli estratti conto veri e propri) al procedimento monitorio, mentre nel successivo procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo siffatto documento può assumere rilievo solo come documento indiziario, la cui portata è liberamente apprezzata dal giudice nel contesto di altri elementi ugualmente significativi. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 19/03/2009.