Massimario di Diritto Bancario


CASSETTE DI SICUREZZA

Servizio di cassetta di sicurezza, furto, caso fortuito, onere della prova e clausola limitativa della responsabilità della banca. Contratti bancari - Servizio bancario delle cassette di sicurezza - Obblighi e responsabilità della banca - Dovere di assicurare la idoneità dei locali e l'integrità della cassetta - Responsabilità della banca - Inadempimento dell'obbligazione di custodia - Impossibilità della prestazione - Onere della prova gravante sulla banca - Contenuto - Clausola di esonero ex art. 1229 cod. civ. - Compatibilità..
In tema di contratto bancario per il servizio delle cassette di sicurezza, nel caso di sottrazione dei beni custoditi nella cassetta di sicurezza a seguito di furto - il quale non integra il caso fortuito, in quanto è evento prevedibile, in considerazione della natura della prestazione dedotta in contratto - grava sulla banca, ai sensi dell'art. 1218 cod. civ., l'onere di dimostrare che l'inadempimento dell'obbligazione di custodia è ascrivibile ad impossibilità della prestazione ad essa non imputabile (per avere tempestivamente predisposto impianti rispondenti alle più recenti prescrizioni in tema di sicurezza raccomandate nel settore), non essendo sufficiente, ad escludere la colpa, la prova generica della sua diligenza, dal momento che tale disposizione generale, che regola l'inadempimento delle obbligazioni contrattuali, si applica anche in presenza di una clausola limitativa della responsabilità della banca, da ricondurre all'art. 1229 cod. civ. e che riguardi l'ammontare del debito risarcitorio, non l'oggetto del contratto. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 27/12/2011.


Contratti dei consumatori, cassette di sicurezza e vessatorietà delle clausole limitative della responsabilità della banca. Contratti bancari - Servizio bancario delle cassette di sicurezza - Obblighi e responsabilità della banca - Inadempimento od inesatto adempimento del professionista - Clausola limitativa della responsabilità risarcitoria della banca - Vessatorietà - Fondamento - Art. 1469 bis cod. civ. in assenza di trattativa individuale - Art. 1469 quinquies, secondo comma, n. 2, cod. civ. in caso di trattativa individuale..
In tema di contratti bancari conclusi con i consumatori, ha natura vessatoria sia la clausola relativa al servizio di cassette di sicurezza che limita la responsabilità contrattuale del professionista, in caso di danneggiamento o distruzione delle cose custodite, ai soli danni comprovati ed obiettivi, con esclusione del valore d'affezione, assumendo come limite quantitativo del risarcimento il valore dichiarato dal cliente ed il conseguente massimale assicurativo, sia quella che riconosce alla banca il diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla mancata corrispondenza tra il valore dichiarato dal cliente e il valore effettivo, per essere, entrambe, oltre che lesive del divieto di limitazione della responsabilità contrattuale in caso di dolo o colpa grave, contenuto nell'art. 1229, primo comma, cod. civ., anche produttive di un significativo ed ingiustificato squilibrio tra le parti ex art. 1469 bis, primo comma, cod. civ., o, in caso di clausola formante oggetto di trattativa, ex art. 1469 quinquies, secondo comma, n. 2, cod. civ., in quanto dirette a limitare il diritto del consumatore ad agire, in caso d'inadempimento del professionista, anche per colpa lieve. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 21/05/2008.


Contratti con i consumatori – Clausole vessatorie – Servizio cassette di sicurezza – Limitazione della responsabilità contrattuale del professionista – Esclusione del valore d’affezione – Limitazione del risarcimento al valore dichiarato dal cliente – Illegittimità – Divieto di limitazione della responsabilità per dolo o colpa grave – Significativo squilibrio tra le parti – Sussistenza..
In tema di contratti bancari conclusi con i consumatori, ha natura vessatoria sia la clausola relativa al servizio di cassette di sicurezza che limita la responsabilità contrattuale del professionista, in caso di danneggiamento o distruzione delle cose custodite, ai soli danni comprovati ed obiettivi, con esclusione del valore d'affezione, assumendo come limite quantitativo del risarcimento il valore dichiarato dal cliente ed il conseguente massimale assicurativo, sia quella che riconosce alla banca il diritto al risarcimento dei danni derivanti dalla mancata corrispondenza tra il valore dichiarato dal cliente e il valore effettivo, per essere, entrambe, oltre che lesive del divieto di limitazione della responsabilità contrattuale in caso di dolo o colpa grave, contenuto nell'art. 1229, comma 1, cod civ., anche produttive di un significativo ed ingiustificato squilibrio tra le parti, ex art. 1469 bis, comma 1, cod civ., o, in caso di clausola formante oggetto di trattativa, ex art. 1469 quinquies, comma 2, n. 2, cod. civ., in quanto dirette a limitare il diritto del consumatore ad agire, in caso d'inadempimento del professionista, anche per colpa lieve. Cassazione civile, sez. I, 21/05/2008.