Massimario di Diritto Bancario


TRASPARENZA BANCARIA

Portata dell’obbligo di segreto professionale che incombe sulle autorità nazionali di sorveglianza finanziaria e accesso al fascicolo. Rinvio pregiudiziale – Ravvicinamento delle legislazioni – Direttiva 2004/39/CE – Articolo 54, paragrafi 1 e 3 – Portata dell’obbligo di segreto professionale che incombe sulle autorità nazionali di sorveglianza finanziaria – Decisione che constata la perdita dell’onorabilità professionale – Casi contemplati dal diritto penale – Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea – Articoli 47 e 48 – Diritti della difesa – Accesso al fascicolo.
L’articolo 54 della direttiva 2004/39/CE del Parlamento europeo e del Consiglio, del 21 aprile 2004, relativa ai mercati degli strumenti finanziari, che modifica le direttive 85/611/CEE e 93/6/CEE del Consiglio e la direttiva 2000/12/CE del Parlamento europeo e del Consiglio e che abroga la direttiva 93/22/CEE del Consiglio, deve essere interpretato nel senso che:

– l’espressione «casi contemplati dal diritto penale», di cui ai paragrafi 1 e 3 di tale articolo, non riguarda la situazione in cui le autorità designate dagli Stati membri per esercitare le funzioni previste da tale direttiva adottano una misura ‑ come quella di cui al procedimento principale, che vieta ad una persona di esercitare presso un’impresa vigilata la funzione di amministratore o un’altra funzione il cui esercizio è soggetto ad autorizzazione, con ordine di dimettersi dai suoi incarichi al più presto, poiché tale persona non soddisfa più i requisiti di onorabilità professionale di cui all’articolo 9 di detta direttiva ‑ che rientra tra le misure che le autorità competenti devono adottare nell’esercizio delle competenze di cui dispongono ai sensi delle disposizioni del titolo II della medesima direttiva. Infatti, tale disposizione, nel prevedere che l’obbligo del segreto professionale possa, in via eccezionale, essere escluso in tali casi, fa riferimento alla trasmissione o all’utilizzo di informazioni riservate ai fini delle azioni penali nonché delle sanzioni rispettivamente condotte o inflitte ai sensi del diritto penale nazionale;

– l’obbligo di segreto professionale di cui al paragrafo 1 di tale articolo, letto in combinato disposto con gli articoli 47 e 48 della Carta dei diritti fondamentali dell’Unione europea, deve essere garantito e attuato in modo da conciliarlo con il rispetto dei diritti della difesa. Pertanto, spetta al giudice nazionale competente, qualora un’autorità competente deduca tale obbligo per rifiutare la comunicazione delle informazioni in suo possesso che non sono incluse nel fascicolo riguardante il soggetto interessato da un atto che gli arreca pregiudizio, verificare se tali informazioni siano oggettivamente connesse alle accuse mosse nei suoi confronti e, in caso affermativo, trovare un equilibrio tra l’interesse del soggetto di cui si tratta ad ottenere le informazioni necessarie per essere in grado di esercitare pienamente i diritti di difesa e gli interessi a mantenere la riservatezza di informazioni soggette all’obbligo del segreto professionale, prima di decidere in merito alla comunicazione di ciascuna delle informazioni richieste. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Corte Giustizia UE, 13/09/2018.


Richiesta ex art. 119 T.U.B. della documentazione relativa al rapporto bancario e ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c.. Contratto di conto corrente con apertura di credito - Richiesta ex art. 119 T.U.B. della documentazione relativa al rapporto bancario - Istanza di ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. degli estratti conto mancanti - Necessità di acquisire al processo tutti gli estratti conto - Ammissibilità dell’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c da parte del Giudice degli estratti conto periodici mancanti - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali non pattuiti - Non si deve computare la C.M.S. in mancanza di espressa pattuizione - Espletamento di C.T.U. contabile con indicazione dei relativi quesiti.
In tema di rapporto di conto corrente bancario qualora la correntista dimostra di aver formalmente richiesto, anche ex art. 119 T.U.B., alla Banca convenuta la documentazione relativa al rapporto bancario senza però ottenere soddisfazione, è ammissibile l’ordine di esibizione documentale ex art. 210 c.p.c., ritenuto che, in presenza della richiamata norma speciale in materia di trasparenza bancaria, si legittimano i poteri istruttori d’ufficio ed essendo assolutamente necessaria l’acquisizione al processo degli estratti conto che non siano già stati prodotti in atti. In mancanza di espressa e corretta pattuizione, non sono dovuti gli interessi ultralegali e neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale e le C.M.S. - Ai fini del calcolo del TEG si deve computare la C.M.S. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 23/10/2017.


Decreto ingiuntivo contro la banca per consegna di documentazione contabile e contrattuale. Richiesta documentazione contabile e contrattuale ex art. 119 TUB – Omessa spontanea consegna – Ricorso per decreto ingiuntivo per la consegna coatta – Ammissibile.
È ammissibile il ricorso per decreto ingiuntivo ai danni della banca per la consegna della documentazione contrattuale e contabile (estratti conto), relativa al rapporto di conto corrente e alle linee di credito, che non sia stata spontaneamente effettuata su richiesta del cliente ai sensi dell’art. 119 TUB. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 17/08/2017.


Richiesta del cliente di ottenere dalla Banca la documentazione anche in corso di causa e modalità della richiesta. Trasparenza bancaria – Documentazione relativa al rapporto di conto corrente – Obbligo della banca – Esercizio anche in corso di causa a mezzo di qualunque modo si mostri idoneo allo scopo.
Il potere del correntista di chiedere alla banca di fornire la documentazione relativa al rapporto di conto corrente tra gli stessi intervenuto può essere esercitato, ai sensi del comma 4 dell'art. 119 del vigente testo unico bancario, anche in corso di causa e a mezzo di qualunque modo si mostri idoneo allo scopo.   

[… 5.- Nell'assegnare al «cliente, colui che gli succede a qualsiasi titolo e colui che subentra nell'amministrazione dei suoi beni» la facoltà di ottenere opportuna documentazione dei propri rapporti bancari, la norma del comma 4 dell'art. 119 TUB non contempla, o dispone, nessuna limitazione che risulti in un qualche modo attinente alla fase di eventuale svolgimento giudiziale dei rapporti tra correntista e istituto di credito. D'altra parte, non risulta ipotizzabile ragione che, per un verso o per altro, possa giustificare, o anche solo comportare, un simile risultato.

Da rimarcare, più ancora, è che la richiamata disposizione dell'art. 119 viene a porsi tra i più importanti strumenti di tutela che la normativa di trasparenza - quale attualmente stabilita nel testo unico bancario vigente («trasparenza delle condizioni contrattuali e dei rapporti con i clienti», secondo la formale intitolazione del titolo VI di tale legge) - riconosca ai soggetti che si trovino a intrattenere rapporti con gli intermediari bancari.

Come è stato rilevato, con tale norma la legge dà vita a una facoltà che non è soggetta a restrizioni (diverse, naturalmente, da quelle previste nella stessa disposizione dell'art. 119). E con cui viene a confrontarsi un dovere di protezione in capo all'intermediario, per l'appunto consistente nel fornire degli idonei supporti documentali alla propria clientela, che questo supporto venga a richiedere e ad articolare in modo specifico. Un dovere di protezione idoneo a durare, d'altro canto, pure oltre l'intera durata del rapporto, nei limite dei dieci anni a seguire dal compimento delle operazioni interessate.

Posta questa serie di rilievi, appare chiaro come non possa risultare corretta una soluzione - qual è quella adottata dalla Corte bolognese - che limiti l'esercizio di questo potere alla fase anteriore all'avvio del giudizio eventualmente intentato dal correntista nei confronti della banca presso la quale è stato intrattenuto il conto. Ché una simile ricostruzione non risulta solo in netto contrasto con il tenore del testo di legge, che peraltro si manifesta inequivoco.

La stessa tende, in realtà, a trasformare uno strumento di protezione del cliente - quale si è visto essere quello in esame - in uno strumento di penalizzazione del medesimo: in via indebita facendo transitare la richiesta di documentazione del cliente dalla figura della libera facoltà a quella, decisamente diversa, del vincolo dell'onere.

D'altra parte, neppure è da ritenere che l'esercizio del potere in questione sia in qualche modo subordinato al rispetto di determinare formalità espressive o di date vesti documentali; né, tantomeno, che la formulazione della richiesta, quale atto di effettivo esercizio di tale facoltà, debba rimanere affare riservato delle parti del relativo contratto o, comunque, essere non conoscibile dal giudice o non transitabile per lo stesso. Ché simili eventualità si tradurrebbero, in ogni caso, in appesantimenti dell'esercizio del potere del cliente: appesantimenti e intralci non previsti dalla legge e frontalmente contrari, altresì, alla funzione propria dell'istituto.

Il tutto, in ogni caso, nell'immanente limite di utilità, per il caso di esercizio in via giudiziale della facoltà di cui all'art. 119, che la richiesta si mantenga entro i confini della fase istruttoria del processo cui accede. …] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11/05/2017.


ISC: deve essere esplicitamente indicato solo per i contratti successivi alla delibera CICR. Usura: ad oggi non è possibile valutare se gli interessi moratori superino il tasso soglia usura. Contratto di mutuo – Indicatore Sintetico di Costo – Usura – Interessi moratori e tasso soglia usura – Sommatoria interessi moratori e corrispettivi.
Solo dopo il 4 marzo 2003, con la delibera CICR, è stato specificamente introdotto l’obbligo di espressa indicazione dell’Indicatore Sintetico di Costo (ISC), obbligo che, pertanto, non sussisteva per tutti i contratti stipulati in data antecedente.

Il vaglio di usurarietà degli interessi moratori è limitato all’ipotesi della cd. usura “soggettiva”, così come ricavabile dalla disciplina penalistica dell’istituto.

Ai fini del tasso usurario, agli interessi moratori non si sommano né gli interessi corrispettivi, né le spese. (Giacomo Mastrorosa) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 29/11/2016.


Diritto ai documenti ex art. 119 T.U.B. e decreto ingiuntivo per la consegna. Diritto alla consegna documenti ex art. 119 T.U.B. – Inadempimento della banca alla richiesta – Decreto Ingiuntivo per la consegna ed opposizione della banca – Infondatezza – Soccombenza ai fini delle spese ex art. 91 c.p.c. e condanna della banca ex art. 96 c.p.c. – Assenza di contratti e delle condizioni economiche – Ricalcolo al tasso legale ovvero ex art. 117 T.U.B..
Sussiste il diritto del contraente a ricevere la documentazione afferente il rapporto bancario ai sensi dell'art. 119 T.U.B. e, conseguentemente, il diritto della convenuta opposta di ricevere copia della documentazione ingiunta in sede monitoria, con  piena soccombenza della Banca inottemperante ai fini dei provvedimenti di cui all’art. 91 c.p.c. in considerazione del riconosciuto obbligo di consegna rispetto alla gran parte dei documenti chiesti dall’opposta in sede monitoria.

La condotta della banca, che non ha dato riscontro alle diverse richieste di documentazione pervenutale, è rilevante ai sensi dell’art. 96 comma 3 c.p.c., avendo l’opponente addotto motivazioni del tutto contrastanti con pacifici orientamenti giurisprudenziali ed avendo formulato delle difese che non considerano la rilevanza sul piano sostanziale, e non solo processuale, delle richieste ex art. 119 T.U.B. provenienti dal cliente; peraltro i costi di produzione sono dovuti alla banca solo a seguito della richiesta ex art. 119 T.U.B. del cliente, ma non nel caso in cui si è in presenza di un ordine giudiziale che va semplicemente adempiuto.

La parte contraente in mancanza di contratti ben potrà proporre giudizio nei confronti della banca per la rideterminazione dei rapporti dare/avere secondo il saggio legale ovvero ex art. 117, comma 7, T.U.B. essendo sotto tale profilo valutabile in suo favore pure la condotta dell’istituto di credito che non dimetta gli estratti conto di cui è o comunque deve essere in possesso. (Patrizia Perrino) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 20/10/2016.


Richiesta di documenti ex art. 119 TUB e allarme per notizie stampa sul valore delle azioni. Art. 119, comma 4, TUB - Diritto di ottenere copia documenti - Allarme per notizie stampa su valore delle azioni.
Ai sensi dell’art. 119, comma 4, TUB (d.lgs. 385/1993), il cliente ha diritto di ottenere, a proprie spese ed entro il termine di 90 giorni dalla richiesta, copia della documentazione inerente singole operazioni poste in essere negli ultimi dieci anni.

(Nel caso in esame, i ricorrenti hanno prospettato la necessità di procurarsi tempestivamente copia della documentazione per valutare la sussistenza dei presupposti per poter eventualmente assumere iniziative giudiziarie nei confronti dell'istituto di credito in relazione all'allarme suscitato da notizie di stampa in merito al reale valore delle azioni rispetto al prezzo di immissione sul mercato. Il Tribunale ha ritenuto che l'impossibilità di connotare in termini di maggiore concretezza il pericolo prospettato nasce proprio dalla indisponibilità della documentazione, situazione che non può risolversi in pregiudizio alle potenziali ragioni dei ricorrenti, i quali si verrebbero altrimenti limitati nel diritto di rango costituzionale di cui all’art. 24 Cost. di agire in giudizio per la tutela dei propri interessi) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 09/08/2016.


Ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c degli estratti conto periodici mancanti. Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Mancanza di tutti gli estratti conto - Richiesta ex Art. 119 T.U.B. della documentazione relativa al rapporto bancario - Istanza di ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c. degli estratti conto mancanti - Necessità di acquisire al processo tutti gli estratti conto - Ammissibilità dell’ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c da parte del Giudice degli estratti conto periodici mancanti.
Qualora la correntista dimostra di aver formalmente richiesto, anche ex art. 119 T.U.B., alla Banca convenuta la documentazione relativa al rapporto bancario senza però ottenere soddisfazione, è ammissibile l’ordine di esibizione documentale ex art. 210 c.p.c., ritenuto che, in presenza della richiamata norma speciale in materia di trasparenza bancaria, si legittimano i poteri istruttori d’ufficio ed essendo assolutamente necessaria l’acquisizione al processo degli estratti conto che non siano già stati prodotti in atti. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 04/12/2015.


Diritto del cliente e del fideiussore alla consegna dei documenti bancari ex art 119 TUB – Ratio ed oggetto della norma – Decreto ingiuntivo consegna documentazione bancaria.
Il diritto del cliente alla consegna di documenti relativi ai rapporti bancari ha la consistenza ed il rango di vero e proprio diritto soggettivo autonomo, il quale trova fondamento nei doveri di solidarietà e negli obblighi di comportamento secondo buona fede nella esecuzione del rapporto e per altro verso sulla disposizione dell'art. 119 IV co Dlgs 385/1993.

La ratio ispiratrice (dell'art 119 TUB ndr) è quella di permettere al correntista di verificare la corrispondenza tra le condizioni economiche normative cristallizzate nel contratto e quanto compiuto dalla banca durante l'esecuzione del rapporto. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08/10/2015.


Diritto del cliente e del fideiussore alla consegna dei documenti bancari ex art 119 TUB – Ratio ed oggetto della norma – Decreto ingiuntivo consegna documentazione bancaria.
Il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativa, oltre che nel citato art 119 tub, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto, scolpito nell'art 1375 cc

Identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all'ipotesi di proposizione dell'istanza ex art 119 IV co TUB da parte del garante (…). Tale diritto risulta, altresì, intimamente connesso alla natura stessa della garanzia fideiussoria (…) non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell'art 119 IV co TUB nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08/10/2015.


Decreto Ingiuntivo per consegna documentazione bancaria ex art 119 TUB emesso in favore del fideiussore. Ricorso monitorio consegna documentazione bancaria art 119 TUB - Legittimazione del fideiussore - Consegna documenti.
Non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore.

Si è ulteriormente precisato come l’art.119 Tub debba essere interpretato alla luce della sua ratio ispiratrice, che è quella di permettere al correntista di verificare la corrispondenza tra le condizioni economiche normative cristallizzate nel contratto e quanto compiuto dalla banca durante l’esecuzione del rapporto (…); neppure appare, in tale ipotesi, necessario che siano rese note le ragioni per le quali la richiesta è avanzata, atteso che il diritto previsto dal quarto comma dell’art.119 Tub si configura come un diritto sostanziale, (…); che il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativo, oltre che nel citato art.119 TUB, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto,scolpito nell’art.1375 c.c. (…); identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all’ipotesi di proposizione dell’istanza ex art. 119, IV co., T.U.B. da parte del garante e ciò in quanto, dal momento stesso della costituzione della garanzia, sorge tra il fideiussore ed il creditore garantito un rapporto diretto e comunque qualificato, anche alla luce del fatto che il garante è soggetto potenzialmente destinatario degli effetti del rapporto garantito (…); non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 13/04/2015.


Contratti bancari – Normativa di trasparenza – Indicazione specifica delle voci economiche ex art. 117, comma 4, TUB – Commissione di concessione/rinnovo fido – Commissione di disponibilità immediata – Assenza – Non applicazione delle voci.
Ai sensi della normativa del testo unico bancario, tutte le voci economiche (comprese la commissione di concessione/rinnovo fido e quella di disponibilità immediata) devono emergere, per poter essere applicate, da “patto scritto che ne determini in via preordinata l’ammontare”. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 31/10/2014.


Decorrenza del termine per la richiesta da parte degli eredi di copia della documentazione bancaria. D. banca – Richiesta ex art. 119, comma 4, TUB – Termine decennale – Richiesta degli eredi – Decorrenza – Apertura della successione.
Il termine decennale stabilito dalla norma dell’art. 119, comma 4, TUB per la richiesta alla banca di copia della documentazione relativa a singole operazioni decorre, nel caso di richiesta avanzata dagli eredi, dal tempo dell’aperta successione. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 26/08/2014.


Proposta di mutuo non sottoscritta dalla banca e nullità dell’intero contratto. Reclamo al collegio – Opposizione all’esecuzione – Proposta unilaterale di mutuo su modulo prestampato – Accettazione – Sottoscrizione da parte di entrambi i contraenti – Sigla illeggibile da parte della banca mutuante – Nullità clausola interessi ultralegali – Esclusione.
Ove si ritenga che la proposta di mutuo sia priva del requisito della sottoscrizione del legale rappresentante della Banca l’eventuale nullità non può che colpire l’intero contratto (con conseguente obbligo di restituzione dell’intera somma data a mutuo) e non soltanto le clausole sfavorevoli al reclamante. (Antonino Giunta) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 21/07/2014.


Cessione di crediti in blocco, requisiti soggettivi, insussistenza, nullità. Cessione di crediti in blocco ai sensi della Legge n. 130/1999 - Necessaria iscrizione dell’acquirente all’elenco degli Intermediari ex art. 107 T.U.B. - Insussistenza - Nullità del contratto..
Le operazioni di acquisto dei crediti in blocco previste dalla Legge n. 130 del 1999 possono essere concluse esclusivamente dagli intermediari iscritti nell’elenco speciale previsto dall’art. 107 T.U.B. Il difetto di tale qualità soggettiva determina la nullità del contratto per violazione di norme imperative ex art. 1418 Cod. Civ.. (Marco Piras) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 17/04/2013.


Mutuo e finanziamento in genere – Cessione del quinto dello stipendio – Estinzione anticipata – Oneri economici – Commissioni – Trasparenza bancaria – Formulazione non trasparente delle clausole relative alle commissioni – Diritto del cliente alla restituzione in ragione della durata residua del finanziamento – Sussistenza..
Quando il testo contrattuale, in violazione del principio di trasparenza, preveda delle commissioni costruite senza specificazione delle voci che le concorrono a formare, di modo che non sia possibile ricostruire quale parte delle stesse sia soggetta a maturazione nel corso del tempo, il cliente ha diritto a un rimborso delle stesse parametrato alla durata residua del finanziamento, come se si trattasse di commissioni recurring. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 21/09/2012.


Attività bancaria svolta dall'ente postale e doveri di trasparenza ex art. 119 TUB. Procedimento sommario di cognizione art. 702 bis - Accesso a documentazione relativa a rapporti bancari art. 119 T.U.B. -  Applicabilità alla divisione bancaria di un ente postale - Sussiste - Consegna tardiva dei documenti richiesti - Cessazione della materia del contendere - Spese legali a carico dell’ente postale inadempiente - Omesso pagamento delle spese previste per la produzione dei documenti - Irrilevanza..
Qualora la divisione bancaria di un ente postale fornisca la documentazione richiesta ex art. 119 T.U.B. dopo l’instaurazione del procedimento si determina la cessazione della materia del contendere con necessità di delibazione sulle sole spese di lite. (Daniele Beneventi) (riproduzione riservata)

L’art. 119 del D. Lgs. n. 385/1993 è applicabile all’ente postale in virtù dell’espresso richiamo contenuto nel DPR 144/2011 (art. 2 comma 3). (Daniele Beneventi) (riproduzione riservata)

La produzione della documentazione da parte dell’ente postale oltre il termine di novanta giorni e comunque dopo la notifica del ricorso ex art. 702 bis non costituisce adempimento dell’obbligazione sussistente ex lege in capo all’ente postale. (Daniele Beneventi) (riproduzione riservata)

A nulla rileva il mancato pagamento, da parte del consumatore, delle spese previste per l’erogazione del servizio che non siano mai state previamente richieste né esattamente quantificate. (Daniele Beneventi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 30/06/2012.


Mutuo e finanziamento in genere - Piano di ammortamento - Documentazione rilasciata dalla banca - Trasparenza..
La frase “pagamento rata sportello”, essendo formulata in linguaggio non comprensibile all’utente comune, non è idonea ad adempiere agli obblighi di trasparenza che gravano sull’intermediario. (Michela Cortesi) (riproduzione riservata) ABF Milano, 13/06/2012.


Violazione del merito creditizio, nota ispettiva della Banca d'Italia e fumus boni juris. Istituto di credito cooperativo – Liquidazione coatta amministrativa – Violazione delle norme sulla valutazione del merito creditorio – Nota ispettiva della Banca d'Italia – Accertamento della perdita patrimoniale e della sua riconducibilità alle condotte del direttore e degli amministratori – Azione di responsabilità – Fumus boni juris – Insussistenza..
Il fatto che una nota ispettiva della Banca d’Italia riconduca la perdita di bilancio alla inadeguata considerazione del merito creditorio degli affidati, non costituisce, di per sé, elemento sufficiente a ritenere sussistente o comunque probabile la responsabilità del direttore e degli amministratori, specialmente nel caso in cui non risulti accertata o provata la definitiva perdita delle poste patrimoniali e la riconducibilità delle stesse alle condotte dei suddetti. (Fattispecie in tema di sequestro conservativo richiesto nell’ambito di un giudizio di responsabilità promosso da liquidazione coatta amministrativa di istituto di credito cooperativo nei confronti del direttore e degli amministratori per violazioni nella concessione e valutazione del merito creditizio). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 01/10/2010.


Irregolarità e violazioni nell’attività bancaria e discrezionalità tecnica della Banca d’Italia. Banca – Scioglimento degli organi di amministrazione – Sottoposizione ad amministrazione straordinaria – Comunicazione di avvio di procedimento agli interessati – Necessità – Esclusione.

Gravi irregolarità nell’amministrazione o delle disposizioni che regolano l’attività della banca – Fattispecie.

Banca d’Italia – Discrezionalità tecnica – Sindacato dell’Autorità Giudiziaria – Limiti..
L’art. 70 del d. lgs. 385/1993 esclude espressamente la comunicazione di avvio del procedimento agli interessati e tale deroga si giustifica in considerazione sia della natura speciale di tale norma rispetto alla disposizione generale contenuta nell’art. 7 della legge 241/1990, sia degli interessi costituzionalmente garantiti come quello concernente la tutela del risparmio. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

Costituiscono irregolarità nell’amministrazione o comunque violazione delle disposizioni che regolano l’attività della banca la concessione di affidamenti non fondata su una effettiva capacità di rimborso da parte della clientela, l’ampliamento delle linee di credito a clientela già affidata con ulteriore scadimento della qualità del portafoglio prestiti, la mancanza di controlli da parte del collegio sindacale, la mancata levata di protesti mentre il requisito della gravità sussiste avuto riguardo alla continuità nel tempo delle violazioni ed alla prolungata inosservanza delle istruzioni e dei rilievi dell’Autorità di Vigilanza. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

L’ordinamento giuridico attribuisce alla Banca d’Italia una ampia discrezionalità tecnica in termini di rischio del credito, liquidità della banca e stabilità del sistema che non può essere oggetto di sindacato giurisdizionale se non nei limiti della irrazionalità, irragionevolezza e travisamento dei presupposti di fatto, con l’ulteriore precisazione che tale sindacato non può comunque spingersi fino al punto di sostituire la valutazione effettuata dall’Autorità di Vigilanza con una diversa autonoma scelta da parte dell’autorità giudiziaria. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) (riproduzione riservata) T.A.R. Lazio, 09/04/2010.