Massimario di Diritto Bancario


SERVIZIO DI TESORERIA

Contratto di assicurazione accessorio al servizio di finanziamento e clausole abusive e vessatorie. Assicurazione accessoria al finanziamento - Clausola che attribuisce al cliente facoltà di recesso in caso di estinzione anticipata del finanziamento - Contestuale previsione di un termine di decadenza per il recesso - Vessatorietà della clausola ex art. 1341, co. 2, c.c. ed ex art. 33 codice del consumo - Termine di decadenza pari a trenta giorni - Nullità della clausola ex art. 2965 c.c..
La clausola del contratto di assicurazione per il rischio d’insolvenza rispetto ad un finanziamento, derivante da morte, malattia, infortunio o perdita del lavoro, che preveda che, in caso di estinzione anticipata del finanziamento, l’assicurato possa richiedere la cessazione dell’assicurazione entro e non oltre trenta giorni dall’estinzione del finanziamento, è vessatoria ex art. 1341, co. 2, c.c. e, se il cliente è un consumatore, è altresì abusiva ex art. 33 codice del consumo. Se il termine di decadenza previsto è pari a trenta giorni, inoltre, la clausola è comunque nulla ex art. 2965 c.c., data la complessità dell’operazione in cui s’inserisce il contratto di assicurazione, in prospettiva di evidente accessorietà rispetto al finanziamento. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 09/12/2010.


Finanziamento erogato da società del gruppo bancario e legittimazione passiva della banca collocatrice. Prestito erogato da finanziaria di gruppo bancario – Ricorso rivolto anche nei confronti della banca – Eccezione di mancanza di legittimazione passiva della banca – Infondatezza – Ruolo determinante della banca nella collocazione del servizio (sin dalla intestazione della modulistica utilizzata) – Percezione da parte del cliente della banca quale interlocutore naturale nella gestione del rapporto..
Quanto alla legittimazione passiva, vanno tenute in considerazione anche circostanze quali il ruolo determinante svolto dalla banca collocatrice nella gestione di un servizio di pagamento e le altre funzionalità connesse al servizio e prestate dalla stessa, sulla base della documentazione di trasparenza. Né al riguardo va trascurato un criterio empirico, quale è quello della percezione, da parte del cliente, della banca collocatrice quale naturale interlocutore nella gestione del rapporto. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò - Francesca Conte) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 25/11/2010.


Una commissione «utilizzo extrafido» e deficit di chiarezza informativa e trasparenza. Conto corrente – Commissione «utilizzo extrafido» – Prevista non nelle condizioni generali di contratto – Ma solo nel documento di sintesi – Con indicazione solo generica – Deficit di chiarezza informativa e trasparenza – Onerosità dell’onere praticato rispetto alla modestia dello sconfinamento – Non debenza..
Una commissione «utilizzo extrafido», prevista non dalle condizioni generali di contratto, ma solo nel documento di sintesi e in termini generici (limitate all’entità del peso, senza specifica previsione dei presupposti e delle modalità di applicazione) comporta un sicuro deficit di chiarezza informativa e trasparenza. Considerata anche l’elevatezza del peso economico imposto rispetto alla modestia dello sconfinamento, la somma addebitata dalla banca non è dovuta. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 15/11/2010.


Documenti supplementari ex art. 119 T.U.B. e computo delle spese per ogni singolo documento. Richiesta di documenti ex art. 119 T.U.B. - Spese - Clausola - Determinazione delle spese - Per  documento - Nozione..
Qualora siano richiesti documenti supplementari ex art. 119 T.U.B., le spese previste ex pacto per adempiere alla richiesta sono dovute per singolo tipo di documento, non per foglio. L’elenco dei movimenti e lo scalare vanno considerati parti dell’unico documento di estratto conto. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Milano, 02/03/2010.


Indicazione nel contratto dei costi di operazione e loro comprensione da parte del cliente. Condizioni economiche - Redazione conforme alle regole - Non piena comprensione da parte del cliente - Diritto ad ottenere una riduzione del debito - Insussistenza. .
Il cliente non ha diritto a una riduzione dei «costi» dell’operazione se questi sono ben precisati nel documento contrattuale e oggettivamente comprensibili, per quanto il cliente non li abbia pienamente compresi. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 08/02/2010.