Massimario di Diritto Bancario


ASSEGNO BANCARIO

Assegno con firma apocrifa, diligenza della banca e acquisto in buona fede del titolo. Contratti bancari – Contratto di conto corrente – Dovere di verifica della firma di traenza – Responsabilità banca per firma di traenza apocrifa – Inadempimento contrattuale nell’esecuzione del contratto – Sussistenza

Contratti bancari – Contratto di conto corrente – Assegno con firma di traenza apocrifa – Autonomia nella circolazione del diritto – Sussistenza.
Nel caso in cui la banca abbia addebitato sul conto corrente del proprio cliente il pagamento di un assegno senza la dovuta diligenza nella verifica della corrispondenza tra la firma di traenza e lo “specimen”, è responsabile contrattualmente nei confronti del proprio cliente quando l’alterazione del titolo sia rilevabile ictu oculi.

La banca trattaria non incorre, invece, in alcuna responsabilità solo quando l’alterazione del titolo non sia rilevabile con la normale diligenza inerente all’attività bancaria, che coincide con la diligenza media; in detta ipotesi, il correntista deve solo allegare l’altrui inadempimento, la banca deve provare l’esatto adempimento della propria obbligazione. (Lucia Vitiello) (riproduzione riservata)

Chi acquista in buona fede il possesso di un titolo di credito, in conformità delle norme che ne disciplinano la circolazione, non è soggetto a rivendicazione.

La banca trattaria che ha pagato un assegno con firma di traenza apocrifa ha il diritto di ottenere la ripetizione nei confronti del terzo solo quando l’assegno è posto in pagamento dal soggetto che ha falsificato la firma del traente oppure quando l’assegno è posto in pagamento dal soggetto che sia a conoscenza dell’avvenuta falsificazione. (Lucia Vitiello) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 11/09/2018.


Legittimo il protesto a nome del correntista se l’assegno da lui non firmato non è riferibile ad altri. Assegno – Recante firma illeggibile e diversa dallo specimen – Protestabilità del titolare del conto.
Nell’ipotesi in cui sull’assegno sia apposta una firma illeggibile (o parzialmente non leggibile) diversa dallo specimen depositato in banca, se non si possa ritenere con probabile certezza che il soggetto che ha firmato l’assegno è diverso dal titolare del conto, il protesto può essere elevato a nome dell’intestatario del conto.

[Nella fattispecie, l’assegno, tratto sul conto corrente di una s.r.l., recava una firma in parte illeggibile ma sicuramente non riferibile all’amministratore, ma neppure era stato denunciato il furto o lo smarrimento del titolo, cosicché non si poteva identificare con certezza un soggetto traente diverso dal titolare del conto. La Corte ha pertanto confermato la legittimità del protesto levato a nome della società correntista.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. II, 23/07/2018.


Assegno pagato a persona diversa dal beneficiario e prova di non imputabilità alla banca dell'inadempimento. Titoli di credito - Assegni - Errore nell'identificazione del legittimo portatore del titolo - Inadempimento della banca - Prova di non imputabilità.
Ai sensi dell'art. 43, 2° comma, legge assegni (r.d. 21 dicembre 1933, n. 1736), la banca negoziatrice chiamata a rispondere del danno derivato - per errore nell'identificazione del legittimo portatore del titolo - dal pagamento di assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità a persona diversa dall'effettivo beneficiario, è ammessa a provare che l'inadempimento non le è imputabile, per aver essa assolto alla propria obbligazione con la diligenza richiesta dall'art. 1176, 2°comma, c.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 21/05/2018.


Assegno bancario privo di provvista e discrezionalità della banca rispetto alla segnalazione al CAI. Assegno bancario privo di provvista - Discrezionalità della banca rispetto alla segnalazione al CAI - Esclusione.
Nella ipotesi in cui un assegno bancario giunga in una banca privo di provvista non vi è alcuna discrezionalità della banca rispetto alla segnalazione al CAI ai sensi della L 386/80, segnalazione che va effettuata in quanto obbligatoria per l'istituto di credito, pur se in momento successivo l'assegno sia oggetto di sequestro giudiziario su richiesta del soggetto nei cui confronti viene effettuata la segnalazione.

(Tribunale Collegiale di Udine 17 maggio 2018, a conferma Tribunale di Udine Giudice Monocratico 9 aprile 2018, che aveva revocato il provvedimento ex art 700 c.p.c. inizialmente concesso inaudita altera parte con inibitoria di segnalazione, poi revocata. Condanna alle spese del ricorrente soccombente a favore Friulovest Banca Soc. Coop). (Roberto Casucci) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 17/05/2018.


Inibizione alla banca della segnalazione in CAI del nominativo dell’emittente l'assegno sequestrato. Provvedimento d’urgenza ex art. 700 c.p.c. inaudita altera parte – Inibizione alla banca della segnalazione in CAI – Ammissibilità.
E’ ammissibile il divieto alla banca di procedere al preannunciato inserimento nell’archivio informatizzato istituito presso la Banca d’Italia (CAI - Centrale d’Allarme Interbancaria) del nominativo dell’emittente di assegno bancario rimasto impagato poiché precedentemente sottoposto a sequestro giudiziario.

(Nella specie, la banca trattaria aveva preteso la prova del pagamento dell’assegno manifestando, in caso contrario, il proprio intendimento di comunque avviare la procedura sanzionatoria di cui alla legge n. 386 del 1990 nonostante il titolo fosse rimasto insoluto a causa del provvedimento cautelare in precedenza eseguito presso i suoi sportelli). (Roberto Cianci) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 16/03/2018.


Audizione del soggetto interessato ex art. 8-bis l. 386/1990 e assegno privo della data di emissione. Dovere di audizione del soggetto interessato nel procedimento ex art. 8-bis L. 15 dicembre 1990 n. 386 – Esclusione – Assegno privo della data di emissione – Funzione solutoria dell’assegno bancario.
Nell’ambito del procedimento ex art. 8-bis L. 386/1990, volto a sanzionare colui che ha emesso un assegno bancario in assenza di autorizzazione o in mancanza di provvista, la Pubblica Amministrazione non è tenuta a sentire il soggetto interessato che ne faccia richiesta, posto che un simile obbligo frustrerebbe le esigenze di agevole e spedita definizione della procedura che sottendono la norma.

Nel caso in cui il legale rappresentante di una società abbia consegnato ad altro soggetto un assegno privo di data a scopo di garanzia, tale documento cartolare è regolato dalle disposizioni di cui al R.D. 1736/1933 e, pertanto, viene ad esistenza nel momento in cui è completo di tutti i suoi elementi. L’assegno bancario, infatti, ancorché emesso a scopo di garanzia, assolve una mera funzione solutoria, non assumendo alcun rilievo gli ulteriori e diversi fini perseguiti dal traente mediante l’emissione e la consegna dello stesso. Di conseguenza, il soggetto che ha emesso l’assegno per conto della società risponde dell’illecito di cui all’art. 1 L. 386/1990 – emissione di un assegno bancario senza l’autorizzazione del trattario – se alla data indicata nel titolo di credito non rivestiva più la carica di legale rappresentante. (Francesca Massolin) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 17/03/2017.


Responsabilità imputabile alla banca negoziatrice dell’assegno. Assegni – Illecita negoziazione del titolo – Concorso di colpa del creditore ex art.1227 c.c. – Responsabilità della banca negoziatrice – Insussistenza.
Nessuna responsabilità è imputabile alla banca negoziatrice dell’assegno nell’ipotesi in cui il comportamento illecito dell’agente, che ha agito per anni come rappresentante della compagnia assicuratrice senza averne i relativi poteri, non è mai stato oggetto di contestazione da parte della compagnia stessa, posto che detta condotta integra senza dubbio un comportamento colposo del creditore che ha concorso ex art. 1227 c.c. in modo determinante a provocare il danno lamentato nel presente giudizio. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 18/01/2017.


Computo del termine per la levata del protesto dell'assegno bancario. Titoli di credito - Assegno bancario - Termine per la levata del protesto - Decorrenza dalla data di emissione dell'assegno - Data di presentazione all'incasso - Rilevanza - Esclusione.
In tema di assegno bancario, il "dies a quo" per l'elevazione del protesto va calcolato con decorrenza dal giorno indicato nell'assegno quale data di emissione, ai sensi dell'art. 32 del r.d. n. 1736 del 1933, non rilevando il fatto che l'art. 31 di detto decreto preveda l'esigibilità dell'assegno dal giorno della presentazione all'incasso, anche se precedente a quella indicata nell'assegno. Tale interpretazione risponde ad esigenze di certezza dei rapporti giuridici, atteso che, frequentemente, l'istituto bancario pagatore e, conseguentemente, il notaio che leva il protesto non conoscono il momento della presentazione all'incasso dell'assegno, anteriore o posteriore alla data del titolo. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 30/09/2016.


Emissione di assegno bianco o postdatato al fine di garanzia. Assegno in bianco o postdatato – Al fine di garanzia – Nullità – Sussiste – Conseguenze – Accertamento di promessa di pagamento ex art. 1988 c.c..
L’emissione di un assegno in bianco o postdatato, cui di regola si fa ricorso per realizzare il fine di garanzia - nel senso che esso è consegnato a garanzia di un debito e deve essere restituito al debitore qualora questi adempia regolarmente alla scadenza della propria obbligazione, rimanendo nel frattempo nelle mani del creditore come titolo esecutivo da far valere in caso di inadempimento -, è contrario alle norme imperative contenute negli artt. 1 e 2 del R.D. 21 dicembre 1933 n. 1736 e dà luogo ad un giudizio negativo sulla meritevolezza degli interessi perseguiti dalle parti, alla luce del criterio della conformità a norme imperative, all'ordine pubblico ed al buon costume enunciato dall'art. 1343 cod. civ.. Pertanto, non viola il principio dell'autonomia contrattuale sancito dall'art. 1322 cod. civ. il giudice che, in relazione a tale assegno, dichiari nullo il patto di garanzia e sussistente la promessa di pagamento di cui all'art. 1988 cod. civ. (cfr. Cass. civ. sezione II, n. 4368 del 19 aprile 1995). (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 24/05/2016.


Cancellazione del protesto di assegno emesso dal legale rappresentante senza indicazione della società rappresentata. Provvedimenti cautelari ante causam ex art. 700 c.p.c. – Assegno bancario – Assegno emesso dal legale rappresentante senza indicazione della società per cui agisce – Protesto nei confronti del legale rappresentante – Istanza di cancellazione dal registro protesti – Inammissibilità del ricorso

Provvedimenti cautelari ante causam ex art. 700 c.p.c. – Assegno bancario – Assegno emesso dal legale rappresentante senza indicazione della società per cui agisce – Protesto nei confronti del legale rappresentante – Legittimità del protesto – Inammissibilità della domanda di cancellazione dal registro protesti.
La funzione del protesto va individuata non solo nell'esigenza, primaria e fondamentale, di impedire, attraverso la tempestiva levata, la decadenza dall'azione di regresso eventualmente esperibile, c.d. funzione conservativa, ma anche nell'esigenza di tutela della pubblica fede, coincidente con la fiducia dei consociati nell’idoneità astratta dell'assegno ad assolvere la sua funzione tipica di pagamento. Ne consegue che ogni sottoscrizione apposta sull'assegno deve contenere il nome e cognome o i dati della società di colui che si obbliga. Pertanto gli interessi, anche pubblicistici, sottesi alla levata del protesto impongono alle banche giratarie per l'assegno bancario di protestare il titolo.
La disciplina del protesto è infatti finalizzata a tutelare l'affidamento dei terzi nella circolazione dei titoli di credito, la cui disciplina è informata ai principi della letterarietà e dell'astrattezza. In conformità con tali principi, il sottoscrittore di un assegno rispondi comunque in proprio dell'adempimento dell'obbligazione cartonare (artt. 14 e 16 Regio Decreto 1736/1933).
Pertanto, nel caso di divergenza tra il sottoscrittore dell’assegno e il titolare del rapporto di conto corrente, in riferimento al quale è stata concessa l'autorizzazione ad emettere assegni, il soggetto nei cui confronti deve iscriversi protesto, a tutela dell'affidamento dei terzi, è il primo, sua essendo la condotta che ha determinato la situazione che giustifica ed, anzi, impone, che il protesto si elevato.
Deve quindi essere rigettato il ricorso ex art. 700 c.p.c. presentato dal legale rappresentante della società contro la Banca nel quale il primo chiede la cancellazione del proprio nominativo dal registro dei protesti, insistendo sulla erroneità della iscrizione in quanto i titoli erano dal medesimo stati emessi in nome e per conto della società rappresentata. (Stefania Sironi) (riproduzione riservata)

È legittimo il protesto emesso nei confronti di colui che ha firmato l’assegno, anche se in veste di legale rappresentante, laddove non vi sia spendita del nome del soggetto rappresentato.
A nulla rileva a tale proposito che la Banca fosse a conoscenza del fatto che l’assegno era stato tratto sul conto corrente della società di cui il firmatario è legale rappresentante, posto che il protesto ha la funzione di tutelare l’affidamento degli eventuali terzi. (Stefania Sironi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 10/03/2015.


Responsabilità della banca per il pagamento di assegno bancario non trasferibile a persona diversa dal reale beneficiario. Responsabilità della banca ex art. 43 del r.d. 21 dicembre 1933 n. 1736 per il pagamento di assegno bancario non trasferibile a persona diversa dal reale beneficiario - Natura contrattuale - Violazione dei criteri stabiliti dalla circolare ABI del 7-5-2001 - Impossibilità della prestazione per causa non imputabile - Insussistenza

Trasmissione dell’assegno bancario tramite posta ordinaria - Concorso colposo del soggetto emittente l’assegno - Insussistenza .
La responsabilità della banca negoziatrice per avere consentito, in violazione dell'art. 43 del r.d. 21 dicembre 1933 n. 1736, l'incasso di un assegno bancario, munito di clausola di non trasferibilità, a persona diversa dal beneficiario del titolo, ha -nei confronti di tutti i soggetti nel cui interesse quelle regole sono dettate e che, per la violazione di esse, abbiano sofferto un danno- natura contrattuale. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

L’inosservanza delle cautele indicate nella circolare ABI del 7 maggio 2001 (nel caso di specie omessa richiesta al presentatore del titolo della consegna di due documenti di identità muniti di foto e mancata identificazione del presentatore -non correntista- tramite il ricorso a soggetti fidefacienti conosciuti dalla banca) esclude che l’istituto di credito possa fondatamente dedurre che l’inadempimento sia stato determinato da impossibilità della prestazione derivante da causa ad esso non imputabile. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

Non è ravvisabile un concorso colposo in capo al soggetto che ha utilizzato il servizio di posta ordinaria per trasmettere l’assegno bancario al destinatario poi trafugato da terzi, posto che tale comportamento non ha alcun rilievo causale con riferimento all'evento produttivo del danno verificatosi e consistito nel pagamento a soggetto estraneo al rapporto cartolare. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 13/01/2015.


Responsabilità della banca negoziatrice di assegno bancario non trasferibile pagato al falsus procurator. Assegno bancario – Clausola di non trasferibilità – Pagamento al falsus procurator del beneficiario – Mancata verifica della sussistenza del potere rappresentativo – Responsabilità.
Quando l’assegno non trasferibile sia presentato da persona che adduca di agire in nome e per conto del prenditore in forza di rappresentanza legale o negoziale, la banca, in quanto tenuta a controllare la coincidenza del presentatore con il prenditore ai sensi ed agli effetti dell'art. 43 del r.d. n. 1736/43, ha l'onere di acquisire prova di tale rappresentanza, anche attraverso un mero esame comparativo della sottoscrizione del presentatore con quelle costituenti lo specimen dei rappresentanti della società beneficiaria, restando liberata da responsabilità, in caso di pagamento al "falsus procurator", solo ove sussistano gli estremi dell'adempimento senza dolo o colpa al creditore apparente. (Antonio Volanti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 29/09/2014.


Assegno bancario – Clausola di non trasferibilità – Pagamento a persona diversa dal beneficiario – Responsabilità di natura contrattuale.
Qualora la banca negoziatrice consenta, in violazione delle specifiche regole poste dall'art. 43 R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736, l'incasso di un assegno bancario, di traenza o circolare, munito di clausola di non trasferibilità, a persona diversa dal beneficiario del titolo, incorre — nei confronti di tutti i soggetti nel cui interesse quelle regole sono dettate e che, per la violazione di esse, abbiano sofferto un danno — in una responsabilità di natura contrattuale con conseguente obbligo risarcitorio. (Antonio Volanti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10/07/2014.


Assegno bancario – Clausola di non trasferibilità – Pagamento a persona diversa dal prenditore o dal banchiere giratario per l'incasso – Responsabilità della banca – Ininfluenza della colpa della banca negoziatrice.
L'art 43. secondo comma, R.D. 21 dicembre 1933, n. 1736, (c.d. legge sull'assegno bancario) nel disporre che colui che paga un assegno non trasferibile a persona diversa dal prenditore o dal banchiere giratario per l'incasso risponde del pagamento, regola in modo autonomo l'adempimento dell'assegno non trasferibile, con deviazione sia dalla disciplina generale del pagamento dei titoli di credito con legittimazione variabile, sia dal disposto di diritto comune delle obbligazioni di cui all'art. 1189 cod. civ., che libera il debitore che esegua il pagamento in buona fede in favore del creditore apparente, con relativo onere probatorio a carico del solvens. Invece, la banca che abbia effettuato il pagamento in favore di chi non è legittimato — compresa la banca negoziatrice che è responsabile ex art. 43 della legge assegni per l'accertamento della legittimazione del presentatore dell'assegno — non è liberata dalla originaria obbligazione finché non paghi al prenditore esattamente individuato (o al banchiere giratario per l’incasso), e ciò a prescindere dall’elemento della colpa nell’errore sulla identificazione dello stesso prenditore, derivando la responsabilità della banca dalla violazione dell’obbligazione ex lege posta a suo carico dall’art. 43, secondo comma, del citato R.D. di pagare l’assegno esclusivamente al prenditore. (Antonio Volanti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10/07/2014.


Assegno bancario – Previsione dell’art. 43 l. ass. – Deroga alla disciplina del codice civile in materia di errore – Errore incolpevole del debitore – Ininfluenza – Rischio dell’identificazione del prenditore del titolo – Grava sul debitore.
Il chiaro disposto dell’art. 43 l.a. sarebbe inutile e pleonastico ove inteso, seguendo la giurisprudenza meno rigorosa, quale mera conferma alla regola generale già enunciata dall'art. 1992, comma 2, c.c. in quanto solo una lettura più rigorosa della medesima norma consente di valorizzare il suo vero contenuto precettivo, evidentemente volto a derogare alla regola generale del codice civile nel senso che l'errore, ancorché senza colpa, nel pagamento di un assegno intrasferibile, non libera mai il debitore, gravando su di lui il rischio dell'identificazione del prenditore del titolo. (Antonio Volanti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10/07/2014.


Assegno bancario – Previsione dell’art. 43 l. ass. – Pagamento in favore di persona palesemente distinta rispetto al beneficiario – Errore incolpevole del debitore – Insussistenza.
Peraltro può senz'altro escludersi il carattere incolpevole dell'errore commesso dalla banca avendo questa proceduto al pagamento degli assegni in favore di una persona che era palesemente distinta rispetto al beneficiario dei titoli negoziati e che neppure ha posto in essere alcuna azione volta a creare una pur fallace apparenza di legittimazione in proprio capo. (Antonio Volanti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10/07/2014.


Assegno bancario – Previsione dell’art. 43 l. ass. – Violazione – Danno subito dal beneficiario – Prova – Fatto stesso del pagamento.
Il danno subito dal beneficiario è provato dal fatto stesso del pagamento dei titoli di cui era beneficiario stesso a soggetto diverso e non legittimato. (Antonio Volanti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 10/07/2014.


Condizioni per l’iscrizione del traente di assegno bancario risultato privo di provvista al momento dell’incasso nella Centrale di Allarme Interbancaria. Assegno bancario – Mancato pagamento per difetto di provvista – Iscrizione del traente nella Centrale di Allarme Interbancaria – Condizioni.
Affinchè l’emissione di un assegno bancario risultato privo di provvista al momento della presentazione per l’incasso renda legittima, decorso infruttuosamente il termine di 60 giorni dal preavviso di revoca di cui all’art. 9-bis della legge 15 dicembre 1990, n. 386, l’iscrizione del traente nell’archivio informatizzato degli assegni bancari e postali e delle carte di pagamento istituito presso la Banca d’Italia (c.d. Centrale di Allarme Interbancaria) è necessario che il titolo sia presentato per l’incasso in tempo utile, cioè entro otto giorni dall’emissione se è pagabile nello stesso comune in cui è stato emesso ovvero entro quindici giorni se è pagabile in altro comune della Repubblica, come previsto dagli artt. 32 ss. della c.d. legge assegni (nella fattispecie l’assegno, emesso il 30 gennaio 2010, era stato posto all’incasso il 13 febbraio 2014). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23/05/2014.


Provvedimento cautelare ante causam ex art. 700 c.p.c. Ordine di rettifica del protesto e applicazione c.d. astreinte ex art. 614 c.p.c.. Erronea levata di protesto nei confronti di imprenditore – Ammissibilità ricorso d'urgenza ex art. 700 – Periculum in mora sussistenza possibile danno all'immagine e difficoltà nell'accesso al credito – Legittimazione passiva dell'Istituto bancario e della Camera di Commercio.

Provvedimento ex art. 700 c.p.c. – Erronea levata di protesto – Obbligo di rettifica – Applicabilità della misura coercitiva ex art. 614 bis c.p.c...
E' ammissibile il ricorso al procedimento d'urgenza ex art. 700 da parte di chi voglia far valere l'erronea levata e iscrizione di protesto per errore materiale riguardante i dati identificativi dell'impresa (erronea indicazione di partita Iva della ricorrente appartenente a soggetto terzo). L'errore sui dati anagrafici del soggetto protestato imputabile alla banca è sufficiente ad integrare il requisito del fumus boni iuris. (Alberto Gattuccio) (riproduzione riservata)

Quanto al periculum in mora, il permanere dell'erronea iscrizione è certamente suscettibile di creare un danno all'immagine (sempre maggiore con il trascorrere del tempo) oltre che negative ripercussioni sull'attività commerciale derivanti da maggiori difficoltà nell'accesso al credito. (Alberto Gattuccio) (riproduzione riservata)

È legittimata passiva e contraddittore necessario la banca richiedente la levata del protesto, in quanto soggetto nei cui confronti è richiesta la tutela giurisdizionale di accertamento dell'illecito e risarcitoria, che deve provvedere a richiedere la rettifica, insieme alla Camera di Commercio che tale rettifica deve materialmente eseguire. (Alberto Gattuccio) (riproduzione riservata)

Con il provvedimento di accoglimento ex art. 700 c.p.c., con il quale viene ordinata l'esecuzione di un obbligo di fare infungibile, il Giudice della cautela può disporre la misura coercitiva ex art. 614-bis c.p.c.. (Nel caso di specie, veniva ordinata la rettifica dell' errata iscrizione di protesto levato nei confronti di imprenditore, per erronea trascrizione dei dati identificativi dell'impresa, all'istituto bancario richiedente la levata di protesto e alle Camere di Commercio che hanno provveduto all'iscrizione nel Registro Informatico Protesti, e veniva fissata, ai sensi dell'art. 614 bis c.p.c., una somma dovuta alla società ricorrente da ciascun resistente per ogni giorno di ritardo nell'esecuzione del provvedimento, a decorrere dalla data di notifica dell'ordinanza). (Alberto Gattuccio) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 27/03/2014.


Assegno bancario e requisiti della firma di traenza. Assegno – Assegno bancario – Firma di traenza – Requisiti..
Il disposto dell’art. 11 legge assegni va interpretato nel senso che la sottoscrizione apposta sul titolo deve consentire la chiara, certa e univoca identificazione dell’obbligato cartolare. Per gli enti ciò può avvenire solo se, accanto alla firma o sigla del rappresentante, risulta la menzione della denominazione sociale. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 29/01/2014.


Diligenza professionale dell'accorto banchiere, assegno bancario e conflitto di interesse del rappresentante. Assegno bancario – Rappresentanza – Verifica della legittimità dell’ordine di pagamento – Potere di accertamento del conflitto d’interesse..
La banca è tenuta a verificare e controllare con la diligenza professionale dell’accorto banchiere la legittimità dell’ordine di pagamento impartito mediante l’emissione dell’assegno bancario. Nel caso di richiesta da parte del rappresentante di incassare un assegno, emesso all’ordine del rappresentato e successivamente girato dal rappresentante in favore di un terzo di cui il girante è legale rappresentante, nell’ambito dei detti controlli rientra anche l’accertamento dell’eventuale situazione di conflitto d’interesse del rappresentante. (Federico Panisi) (riproduzione riservata) ABF Collegio di Coordinamento, 10/01/2014.


Valore dell’assegno bancario nei rapporti tra traente e prenditore e presunzione iuris tantum dell’esistenza del rapporto sottostante. Assegno bancario – Assegno privo di valore cartolare – Rapporti diretti tra traente e prenditore – Promessa di pagamento..
L’assegno bancario, nei rapporti diretti tra traente e prenditore, anche se privo di valore cartolare, deve essere considerato come una promessa di pagamento, e pertanto, secondo la disciplina dell’art. 1988 c.c., comporta una presunzione iuris tantum dell’esistenza del rapporto sottostante, fino a che l’emittente non fornisca la prova - che può desumersi da qualsiasi elemento ritualmente acquisito al processo, da chiunque fornito - dell’inesistenza, invalidità ed estinzione di tale rapporto. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 19/11/2013.


Cancellazione del protesto dal registro informatico dei protesti, funzione, insufficienza dell'annotazione, danno non patrimoniale e prova. Registro Informatico dei Protesti - Ritardata cancellazione del nominativo - Completezza dell’informazione - Insufficiente - Immediata percepibilità e intellegibilità dell’informazione - Necessità.

Registro informatico dei Protesti - Cancellazione del protesto - Ratio - Eliminazione di una informazione potenzialmente pregiudizievole per il protestato - Massima di comune esperienza - Protesto - Circostanza idonea ad incidere sulla fiducia, del mercato, nella solvibilità del segnalato.

Illegittima pubblicazione del protesto - Prova in re ipsa - Inammissibilità - Prova per presunzioni e ricorso a massime di comune esperienza - Ammissibilità..
In materia di ritardata cancellazione del nominativo dal Registro Informatico dei Protesti a seguito di riabilitazione, ad una valutazione ictu oculi - qual è quella che contraddistingue, secondo l’id quod plerunque accidit, l’approccio di chi visiona il percorso debitorio - creditorio di un soggetto con cui voglia contrarre o che voglia finanziare - non assume rilievo solo la completezza dell’informazione - derivante dalla “combinazione” del protesto con l’annotazione della riabilitazione - ma anche la  sua immediata percepibilità e intellegibilità. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)

La ratio della previsione normativa in materia di cancellazione dei dati relativi al protesto dal registro informatico, è da rinvenirsi nell’esigenza di assicurare la eliminazione di una informazione potenzialmente pregiudizievole per il protestato che deve risultare uti non esset; rispondendo ad una massima di comune esperienza che l’essere stato destinatario di protesti è circostanza che - al di là dell’eventuale   riabilitazione - è idonea ad incidere sula fiducia del mercato nella solvibilità del segnalato proprio perchè indicativa di una condizione, seppur passata, di difficoltà o di ritardo nell’adempiere e, come tale, sotto questo aspetto, è per lui pregiudizievole. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)

Sotto il profilo probatorio, nel caso di illegittima pubblicazione del protesto, la prova del danno non può ritenersi in re ipsa, poiché il danneggiato deve fornire la prova sia dell'esistenza che dell'entità dell'effettivo pregiudizio subito, poiché, trattasi di fatto solo potenzialmente produttivo di danno che implica il pericolo del suo verificarsi, ma non la certezza che lo stesso si sia, in concreto, prodotto; nondimeno, la prova può essere data mediante presunzioni e, quindi, anche mediante il ricorso all’id quod plerunque accidit. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 19/04/2013.


Validità dell'assegno in bianco, abusivo riempimento e responsabilità del traente malgrado l'illegittimo riempimento del primo prenditore. Assegno in bianco nel nome del solo prenditore (munito di firma cambiaria, così come di data) – Valido ordine di pagamento – Configurabilità – Idoneità a conservare la sua tipica efficacia cartolare – Configurabilità – Divieto di circolazione al portatore per l’assegno – Inconfigurabilità.

Nome del prenditore – Mancata ricomprensione tra i requisiti di cui agli artt. 1 e 2, l. ass.. – Validità dell’assegno – Conferma.

Illegittimo riempimento del primo prenditore – Responsabilità cambiaria del traente – Configurabilità – Contributo alla fattispecie cambiaria “preliminare”, poi abusivamente integrata – Fondamento.

Possessore dell’assegno, estraneo al rapporto fondamentale – Buona fede – Violazione del patto di riempimento – Inopponibilità.

Completamento abusivo – Ipotesi del terzo che ha operato il riempimento – Opponibilità.

Abusivo riempimento del titolo – Onere della prova – Incombe sul debitore – Mezzi di prova querela di falso – Necessità – Esclusione..
L'assegno in bianco nel nome del solo prenditore, ma munito di firma cambiaria, così come di data, deve considerarsi valido ordine di pagamento, idoneo a conservare la sua tipica efficacia cartolare, non esistendo alcuna norma che vieti per l’assegno, la circolazione al portatore e ciò diversamente da quel che accade per la cambiale, in relazione alla quale, peraltro - pur costituendo il nome del prenditore uno dei requisiti di validità (artt. 1 e 2, r.d. n. 1669 del 1933) - è viva la tentazione a considerare la cambiale in bianco quale fattispecie in formazione, comunque non nulla. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)

Della validità dell’assegno si rinviene diretta conferma nella circostanza che l'assegno bancario è invalido nel caso in cui non presenti i requisiti prescritti dalla legge per la sua formazione (artt. 1 e 2, l. ass.), ovvero la denominazione di assegno, l'ordine incondizionato di pagare, il nome del trattario e la sottoscrizione dell'emittente; requisiti che non ricomprendono il nome del prenditore. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)

La responsabilità cambiaria del traente sussiste, malgrado l'illegittimo riempimento del primo prenditore, in virtù della circostanza che il primo, con la sua condotta, contribuisce alla fattispecie cambiaria “preliminare”, poi abusivamente integrata. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)

In materia di legittimazione del possessore dell’assegno, estraneo al rapporto fondamentale, la violazione del patto di riempimento deve considerarsi inopponibile al terzo che abbia acquisito il possesso del titolo in buona fede, essendo l’assegno, al momento della consegna nelle sue mani, già completato. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)

Il completamento abusivo - perché posto in essere in contrasto con gli accordi intervenuti con il prenditore - è opponibile al terzo che ha operato il riempimento successivamente all’emissione (o ne sia consapevole). (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)

In applicazione dell’ordinario riparto dell’onere probatorio, deve essere il debitore a provare l’abusivo riempimento del titolo, al riguardo, non essendo condivisibile l’opzione esegetica secondo cui sarebbe necessario l'esperimento della querela di falso, dovendosi distinguere, come pure sostenuto da taluna dottrina, tra falsificazione del titolo a seguito di una sua alterazione del titolo e il suo completamento abusivo. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 05/04/2013.


Istituti di credito - Smarrimento di moduli di assegni - Obbligo di dare idonea pubblicità..
Istituto di credito che subisce il furto o lo smarrimento di propri moduli in bianco di assegni ha l’obbligo di dare idonea pubblicità all’evento, risolvendosi tale omissione nella violazione di un obbligo giuridico di impedire il prevedibile uso illecito dei titoli (ex multis Cass. 14 ottobre 1992, n. 11207; Trib. Milano 18 febbraio 1991; App. Milano, 30 novembre 1984; Cass. 9 aprile 1982, n. 2208). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03/01/2013.


Istituto di credito - Smarrimento o furto di moduli di assegni - Obblighi pubblicitari - Assegni circolari - Semplice pubblicazione della notizia su quotidiano - Prevenzione del pericolo di inganno dalla pubblica fede - Inidoneità..
Se da un lato è pacifico che la sola denuncia penale non è idonea a rendere conoscibile ai terzi l’avvenuto furto o smarrimento di moduli per l'emissione di assegni circolari (App. Torino, 22 dicembre 1979; Cass. 9 aprile 1982, n. 2208, cit.), sotto altro profilo deve rilevarsi che, stante l’affidamento pieno ed incondizionato di cui nella pratica commerciale godono gli assegni circolari, comunemente accettati da tutti come mezzo di pagamento, la semplice pubblicazione di un trafiletto su un quotidiano (nella specie, Corriere della Sera) non può stimarsi strumento idoneo al fine di prevenire il pericolo di inganno per la pubblica fede. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 03/01/2013.


Istituto di credito - Attività professionale - Diligenza qualificata - Servizio di trasferimento di documenti - Sicurezza del trasporto..
La diligenza di un istituto di credito, al pari di chi esercita istituzionalmente e professionalmente una determinata attività, è una diligenza “qualificata” e si estende a tutte le operazioni inerenti all’esercizio della attività, fra cui il servizio di trasferimento di documenti, per il quale incombe l’obbligo di adottare tutti gli strumenti di cautela opportuni per garantire la sicurezza del trasporto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 03/01/2013.


Assegno bancario – Mancata indicazione della data di emissione – Inserimento della data e negoziazione dopo la chiusura del conto – Segnalazione alla CAI – Legittimità..
Chi emette un assegno bancario privo della data di emissione può rispondere dell’illecito amministrativo previsto dall’art. 1 della l. n. 386 del 1990 (come sostituito dall’art. 28 d.leg. n. 507 del 1999) ed essere segnalato alla Centrale di Allarme Interbancaria se, al momento dell’utilizzazione del titolo, non vi sia l’autorizzazione ad emetterlo (nella specie si trattava di assegno senza data e dal beneficiario completato e posto all’incasso quando il conto corrente era già stato chiuso). (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14/11/2012.


Assegno bancario – Difetto di autorizzazione – Segnalazione alla CAI – Obbligatorietà – Valutazione discrezionale della Banca – Insussistenza..
L’iscrizione del traente dell’assegno in difetto di autorizzazione nell’archivio informatico è obbligatoria ed esclude qualsiasi aspetto di valutazione discrezionale della banca. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14/11/2012.


Assegno bancario – Segnalazione del traente alla CAI – Vicende successive – Obbligo della Banca di cancellazione dell’iscrizione – Insussistenza..
La sorte dell’iscrizione alla CAI è sottratta a qualsiasi disponibilità della banca segnalante, che dopo l’iscrizione non può eliminare la segnalazione stessa. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14/11/2012.


Contratti bancari – Conto corrente – Sequestro penale – Effetti – Indisponibilità dei fondi – Assegno bancario presentato per l’incasso – Protesto – Legittimità..
La notifica di un sequestro penale relativo al conto corrente ricevuta dalla banca determina un vincolo di indisponibilità dei fondi giacenti sul conto, con la conseguenza che eventuali assegni presentati successivamente per il pagamento non possono essere pagati per indisponibilità dei fondi e la banca deve dare corso alla procedura di protesto. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 03/09/2012.


Assegno bancario con firma contraffatta non conforme, assenza di denuncia di furto o smarrimento e levata del protesto a nome del titolare del conto. Assegno bancario – Firma del correntista contraffatta – Protesto – Soggetto passivo – Correntista..
Quando l’assegno bancario reca una firma di traenza a nome del correntista ma contraffatta e non conforme, in assenza di denuncia di furto o smarrimento dell’assegno il protesto deve essere levato a nome del titolare del conto. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Giudice di Pace Roma, 20/08/2012.


Assegno senza data e nullità del protesto e della iscrizione in centrale rischi. Assegno bancario - Mancanza di data - Nullità - Richiesta cautelare di inibitoria alla pubblicazione del protesto e di iscrizione nella centrale rischi - Fumus buoni juris - Sussistenza..
L'assegno privo dell'indicazione della data è titolo radicalmente nullo e può valere solo come promessa di pagamento, potendo presumersi juris tantum l'esistenza del rapporto sottostante. La nullità del titolo produce l'invalidità del protesto e dell'iscrizione alla centrale di allarme interbancaria. (Nel caso di specie, in sede cautelare, è stata inibita alla banca la comunicazione di cui all'articolo 9 bis della legge 386 del 1990 nonché l'inserimento del nominativo dei ricorrenti nell'archivio della centrale d’allarme). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 09/08/2012.


Assegno bancario - Protesto - Illegittimità - Onere della prova - Mancanza di provvista - Mancanza di autorizzazione..
Colui che si dolga della illegittimità di un protesto di un assegno, deve dimostrare, con riferimento agli assegni protestati per mancanza di provvista, che alla data della loro presentazione all'incasso, vi fosse provvista sufficiente al loro pagamento e, con riferimento a quelli protestati per mancanza di autorizzazione, che alla data di emissione del titolo, la banca non avesse ancora disposto la revoca della convenzione di assegno o che questa non fosse stata ancora portata a conoscenza del traente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 15/06/2012.


Cancellazione dall'elenco protesti e dalla centrale rischi di assegno nullo privo della data di emissione. Assegno - Protesto - Cancellazione dall'elenco protesti e dalla centrale di allarme interbancaria - Danno all'immagine e patrimoniale - Conseguenze sui rapporti di fido esistenti - Nullità del titolo emesso senza data..
L'inserimento del nominativo di un soggetto nell'elenco dei protesti redatto dalla camera di commercio e nella centrale di allarme interbancaria è idoneo a provocare di per sé un danno di immagine e patrimoniale per le conseguenze che possono derivare in ordine ai rapporti di fido esistenti (nel caso di specie, il Tribunale ha ordinato la cancellazione del protesto di un assegno ritenuto nullo perché emesso senza data). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 19/08/2011.


Principio di non contestazione, termine per la contestazione e domanda di risarcimento ex art. 96 c.p.c.. Titoli di credito – Assegno – Opposizione all'esecuzione proposta dall'emittente nei confronti del beneficiario – Onere della prova.

Processo civile – Principio di non contestazione – Fatti sui quali la parte rimane silente – Termine per la contestazione – Prima occasione processuale utile.

Processo civile – Risarcimento del danno da responsabilità processuale aggravata – Formulazione per la prima volta in comparsa conclusionale – Inammissibilità..
Qualora il beneficiario di un assegno agisca in sede esecutiva, l'emittente che proponga opposizione all'esecuzione può contestare la mancanza del rapporto sottostante, trattandosi di eccezione a lui personale ai sensi dell'art. 1993, c.c., ma ha l'onere di fornire la prova dell'inesistenza (invalidità o inefficiacia) del rapporto fondamentale. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)

In virtù del principio di non contestazione previsto dall'art. 115, c.p.c., devono ritenersi pacifici non solo i fatti esplicitamente o implicitamente ammessi, ma anche quelli su cui la controparte rimanga silente. La contestazione deve intervenire nella prima occasione processuale utile o, al più tardi, con la prima memoria ex art. 183, comma 6, c.p.c., così da consentire all'altra parte, nella seconda memoria, di formulare le proprie istanze istruttorie alla luce di ciò che si sia vista o meno contestare. (Francesco Mainetti)

(riproduzione riservata) La domanda di risarcimento del danno ex art. 96, c.p.c. è inammissibile se formulata per la prima volta nella comparsa conclusionale. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 27/01/2011.


Trasferimento di denaro e inadeguatezza della procedura a garantire la coincidenza tra destinatario e beneficiario. Servizio di money transfer – Versamento del danaro a persona diversa dell’avente diritto – Responsabilità dell’intermediario – Sussistenza..
Dall’esame della procedura che, secondo l’intermediario dovrebbe garantire il buon esito del trasferimento, emerge l’inadeguatezza di tale procedura a garantire la coincidenza del beneficiario dell’operazione e il soggetto che si presenta all’incasso e dunque il buon esito del trasferimento. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Antonio Cacciato) (riproduzione riservata) ABF Milano, 18/11/2010.


Assegno di comodo, domanda cautelare di sospensione della pubblicazione e legittimazione della Banca d'Italia. Titoli di credito - Assegno bancario - Assegno di "comodo" o di "favore" - Inesistenza del rapporto sottostante - Nullità - Promessa di pagamento - Esclusione.

Registro informatico dei protesti - Domanda volta ad ottenere il divieto di pubblicazione di un protesto - Competenza del giudice ordinario - Sussistenza - Azione cautelare ex art. 700 c.p.c. - Ammissibilità - Limiti.

Registro informatico dei protesti - Attività della Camera di Commercio - Verifica della regolarità dell'adempimento e della legittimità o errore del protesto - Discrezionalità - Esclusione - Domanda di sospensione o di cancellazione - Legittimazione passiva - Sussistenza.

Centrale Allarme Interbancari - Domanda di inibizione della inclusione dei dati relativi a protesti - Legittimazione passiva della Banca d'Italia - Esclusione - Legittimazione degli istituti bancari che hanno effettuato la segnalazione - Sussistenza..
L’assegno bancario emesso per ragioni di “comodo” o di “favore” è nullo per inesistenza del rapporto sottostante ed il titolo non può quindi valere nemmeno quale promessa di pagamento. (Roberto Cicerone) (riproduzione riservata)

La domanda volta ad ottenere il divieto di pubblicazione sul bollettino ufficiale della Camera di commercio di un protesto già elevato rientra nella giurisdizione del giudice ordinario. Il rimedio ex art. 700 c.p.c. conserva la sua funzione sussidiaria, non costituendo la possibilità del ricorso al Presidente della Camera di commercio un strumento giurisdizionale autonomo in grado di tutelare nelle medesime forme di urgenza e stabilità il diritto del ricorrente alla sospensione della pubblicazione nel bollettino dei protesti. E tanto a maggior ragione nelle ipotesi in cui da un lato si tratta di dichiarazione di illegittimità o erroneità del protesto di assegni bancari e non di titoli cambiari, e dall’altro di contestazioni circa la nullità del titolo di credito e/o inesistenza del rapporto sottostante e non di ipotesi che non rientrano propriamente nei vizi del protesto in sé (illegittimità o errore nel protesto). (Roberto Cicerone) (riproduzione riservata)

L’attività della camera di commercio consiste in una mera operazione materiale di verifica della “regolarità dell’adempimento o della sussistenza della illegittimità o dell’errore del protesto”. L’assenza di discrezionalità tuttavia non preclude la qualifica di contraddittore necessario nei giudizi volti ad ottenere sia in via d’urgenza sia in via definitiva la sospensione o la cancellazione del protesto dai registri presso di essa conservati. E tanto discende in primo luogo dal principio della necessaria coincidenza tra il legittimato passivo ed il destinatario del provvedimento cautelare. (Roberto Cicerone) (riproduzione riservata)

Quanto alla richiesta di inibizione della inclusione dei dati relativi al protesto presso l’archivio Centrale Allarme Interbancari, va esclusa la legittimazione passiva della Banca d’Italia la quale ne ha la sola titolarità formale e non può essere destinataria di eventuali provvedimenti di cancellazione o rettifica dei dati inseriti, occorrendo invece a tal fine coinvolgere le banche che hanno effettuato la segnalazione. (Roberto Cicerone) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 22/10/2010.


Protesto illegittimo di assegno bancario, legittimazione della CCIAA e divergenza tra titolare del rapporto e sottoscrittore del titolo. Assegno bancario – Protesto – Illegittimità – Giudizio di accertamento – Legittimazione della Camera di Commercio – Sussistenza.

Assegno bancario – Sottoscrizione – Requisiti – Divergenza tra sottoscrittore e titolare del rapporto – Soggetto nei cui confronti dovrà essere levato il protesto..
Il carattere materiale e non tipicamente amministrativo dell'attività che la Camera di Commercio svolge in materia di pubblicazione dell'elenco dei protesti di cambiali e di assegni non preclude al soggetto interessato all'accertamento dell'illegittimità della levata di protesto, ed alla conseguente cancellazione del suo nominativo dall'apposito elenco, di convenire in giudizio anche la Camera di Commercio, affinché l'eventuale pronuncia - alla cui ottemperanza quest'ultima non potrebbe in ogni caso sottrarsi - faccia direttamente stato anche nei suoi confronti per la parte relativa all'obbligo di cancellazione, con la conseguenza che la Camera di Commercio convenuta in giudizio non può eccepire il difetto della propria legittimazione passiva. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)

Poiché ogni sottoscrizione apposta sull'assegno deve contenere il nome e il cognome o la ditta di colui che si obbliga, nel caso di divergenza tra il sottoscrittore dell'assegno e il titolare del rapporto di conto corrente in riferimento al quale è stata concessa l'autorizzazione ad emettere assegni, il soggetto nei cui confronti deve iscriversi il protesto, a tutela dell'affidamento dei terzi, è il primo, sua essendo la condotta che ha determinato la situazione che giustifica ed, anzi, impone, che il protesto sia levato. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 07/05/2010.


Assegno non pagato e responsabilità della Banca per aver comunicato l'esistenza di fondi. Assegno - Negoziazione - Assicurazione della negoziatrice al beneficiario della «copertura» del titolo - Mancato pagamento - Responsabilità contrattuale della negoziatrice verso il beneficiario.  .
Qualora la banca incaricata dell’incasso di un assegno informi il  beneficiario che il traente ha fondi sufficienti al pagamento del titolo e poi l’assegno non sia pagato, risponde del danno subito dal beneficiario per aver confidato nella copertura dell’assegno, la negoziatrice non avendo diligentemente eseguito l’incarico conferitole. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Milano, 02/03/2010.


Protesto illegittimo e ricorso in sede cautelare. Protesto di assegni – Competenza a provvedere in via cautelare da parte dell’A.G.O. – Sussistenza.

Protesto illegittimo e protesto erroneo – Nozione.

Disconoscimento di scrittura privata nell’ambito del procedimento cautelare – Accertamento del giudice – Contenuto..
Anche successivamente alla emanazione della legge 235/2000, che pur prevede specifici mezzi di tutela di competenza del presidente della camera di commercio, sussiste la facoltà del soggetto protestato di adire direttamente il giudice, anche in via cautelare, in tutti i casi di protesto illegittimo della cambiale, del vaglia cambiario o dell’assegno per ragioni diverse da quelle immediatamente risultanti dal titolo e rispetto alle quali non può ritenersi sussistente la predetta competenza, come nel caso di sottoscrizione apocrifa del titolo protestato ovvero in tutti gli altri casi per i quali si rendano necessari accertamenti non demandabili in via amministrativa. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

E’ illegittimo il protesto levato fuori dai casi consentiti dalla legge o senza l’osservanza delle norme da questa previste mentre deve qualificarsi erroneo il protesto che, pur consentito su un piano strettamente cartolare, sia in contrasto con fatti o accordi intercorsi fra le parti o sia conseguenza di una condotta negligente dell’ufficiale procedente. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata)

Poiché non è conciliabile con le esigenze di celerità e speditezza del procedimento cautelare il ricorso ai mezzi tipici previsti dall’ordinamento per verifica dell’autenticità del documento (querela di falso ed istanza di verificazione), il giudice della cautela deve svolgere un accertamento solo sommario sulla conformità della copia all’originale o sull’autenticità della scrittura. (Mauro Bernardi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 17/09/2009.


Pagamento tardivo dell’assegno e diritto alla cancellazione dall’archivio assegni. Assegno bancario – Pagamento tardivo – Cancellazione dal registro assegni bancari e postali – Necessità – Persistenza dell’iscrizione – Periculum in mora – Sussistenza..
Qualora il traente fornisca alla banca la prova dell’avvenuto pagamento tardivo degli assegni nel termine di sessanta giorni di cui all’art. 8 della legge 15 dicembre 1990, n. 386, l’istituto di credito deve provvedere alla cancellazione delle relative iscrizioni, essendo venuto meno il presupposto per l’applicazione delle sanzioni amministrative; in simile fattispecie, sussiste il periculum in mora che giustifica il ricorso in sede cautelare volto ad ottenere la cancellazione delle iscrizioni, posto che la loro persistenza nell’archivio degli assegni bancari e postali di cui all’art. 10 bis della citata legge è fonte per l’imprenditore di grave pregiudizio a diritti costituzionalmente garantiti non suscettibili di ristoro monetario. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 27/02/2009.


Protesto di assegni e riabilitazione. Assegno bancario – Protesto – Cancellazione del protesto dai registri informatici della Camera di Commercio – Applicabilità..
La riabilitazione disciplinata dall’art. 17 della L. 7 marzo 1996, n. 108 è rimedio generale, applicabile all’assegno bancario protestato quando il debitore abbia adempiuto all'obbligazione per la quale il protesto è stato levato e non abbia subito ulteriore protesto, a prescindere dalla sussistenza o meno di un reato di usura subito dal debitore medesimo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (1) Tribunale Verbania, 25/07/2008.


Assegno spedito a mezzo posta, trafugamento e responsabilità concorrente dell’emittente. Assegno bancario – Contraffazione – Illegittimo pagamento – Responsabilità della banca trattaria e di quella di presentazione – Sussistenza – Spedizione a mezzo posta – Omesse adozione di cautele – Concorso di responsabilità dell’emittente – Sussistenza – Concorso di altri soggetti – Fattispecie..
In tema di illegittimo pagamento di assegno bancario trafugato, alla responsabilità conseguente al mancato controllo da parte della banca trattaria e di quella presso la quale il titolo è stato posto all’incasso può aggiungersi quella del soggetto emittente, il quale abbia spedito l’assegno a mezzo del servizio postale senza adottare nella compilazione quelle regole di prudenza che avrebbero potuto contribuire a prevenirne la falsificazione (uso di inchiostro indelebile, sbarramento degli importi e degli spazi bianchi in prossimità del nome del prenditore). Con la responsabilità di tali soggetti può altresì concorrere quella di chi abbia accettato il titolo in pagamento in circostanze tali che avrebbero dovuto indurre fondati sospetti sulla sua autenticità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 23/07/2008.


Emissione di assegno senza provvista e illegittima segnalazione al CAI. Centrale di allarme interbancaria – Emissione di assegno senza provvista – Segnalazione – Presupposti..
In base agli artt. 2, 8 e 9 della L. n. 386/90, presupposto per la segnalazione alla Centrale di allarme interbancaria – C.A.I. non è la mera emissione di assegno privo di provvista, bensì il mancato pagamento del titolo di credito, atteso che è solo da tale situazione che può derivare la lesione degli interessi individuali e collettivi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 19/06/2008.


Assegno postdatato a garanzia e tutela del traente ex art. 700 c.p.c.. Assegno bancario - Patto di garanzia e patto di postdatazione - Nullità - Negoziazione del titolo da parte del primo prenditore in violazione del patto di garanzia e di postdatazione - Irrilevanza - Successivo protesto dell’assegno per difetto di provvista - Legittimità - Domanda ex art. 700 c.p.c. del traente di sospensione urgente della pubblicazione del protesto per violazione degli accordi di garanzia e di postdatazione - Infondatezza..
La richiesta ex art. 700 c.p.c., avanzata dall’emittente di un assegno bancario protestato per difetto di provvista, di sospensione urgente della pubblicazione del protesto sull’assunto che trattavasi di titolo emesso e consegnato postdatato al primo prenditore, con il consenso di quest’ultimo, soltanto in garanzia dell’adempimento futuro di una propria obbligazione (e non già come mezzo di pagamento) è sempre infondata, in ragione della nullità -per contrarietà alle norme inderogabili relative alla circolazione di tali titoli di credito- degli asseriti patti di garanzia e di postdatazione di cui si lamenta la violazione, con conseguente non tutelabilità dell’affidamento riposto in modo illegittimo dal traente nel rispetto, da parte del primo prenditore, di un accordo invalido perché contrario a norme imperative. (Gianluca Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 27/09/2007.


Pagamento di assegni e responsabilità della banca. Assegni non trasferibili – Negoziazione – Responsabilità della banca – Natura contrattuale – Sussistenza..
Ha natura contrattuale della responsabilità della banca negoziatrice di assegni bancari (o circolari), la quale abbia pagato detti assegni in violazione delle specifiche regole poste dal primo comma dell’art. 43, l. assegno, nei confronti di tutti i soggetti nel cui interesse quelle regole sono dettate e che, per la violazione di esse, abbiano sofferto un danno: prima di tutti il prenditore, ma eventualmente anche colui che ha apposto sul titolo la clausola di non trasferibilità, o colui che abbia visto in tal modo indebitamente utilizzata la provvista costituita presso la banca trattarla (o emittente), nonchè, se del caso, questa stessa banca. Cassazione Sez. Un. Civili, 26/06/2007.


Inibizione della pubblicazione del protesto. Assegno bancario protestato - Pubblicazione sul bollettino provinciale dei protesti - Ricorso ex art. 700 c.p.c. per l'inibizione della pubblicazione - Fumus boni juris - Insussistenza..
  Tribunale Mantova, 06/11/2002.