Massimario di Diritto Bancario


USURA

Usura, rilevanza interessi moratori e sommatoria dei tassi. Usura - Interessi moratori - Sommatoria dei tassi.
La verifica del superamento del tasso soglia va eseguita sia con riferimento agli interessi corrispettivi sia con riferimento agli interessi moratori, dapprima considerandoli separatamente e, poi, sonmandoli, qualora, per espressa previsione contrattuale, l'interesse moratorio venga contemplato non in sostituzione a quello corrispettivi ma in aggiunta al medesimo. (Giuseppe De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 05/01/2018.


Estinzione del mutuo, usura e restituzione anticipata della somma. Mutuo e finanziamento - Commissione di estinzione - Verifica del tasso soglia - Rilevanza - Limiti.
E' irrilevante la commissione di estinzione anticipata del mutuo ai fini della verifica dell'osservanza del tasso soglia, quando la stessa è prevista per la sola ipotesi della restituzione anticipata della somma mutuata e non per qualunque forma di risoluzione. (Nicola Lanzolla) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 02/01/2018.


Contratti bancari – Usura – Calcolo – Sommatoria interessi corrispettivi e moratori – Esclusione.
Il tasso degli interessi moratori previsti in un contratto di mutuo non può essere sommato a quello degli interessi corrispettivi ai fini della verifica del superamento del tasso soglia usura. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 19/12/2017.


Usura: interessi moratori e commissione per l’estinzione anticipata del mutuo.  .
Ai fini del calcolo del superamento del tasso soglia usura, vanno compresi nel TAEG la commissione per estinzione anticipata come pure gli interessi moratori, perché l’art. 1 comma 1 D.L. 394/2000, convertito in L. 20/2001, statuisce che “si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal loro pagamento”.

La valutazione in ordine all’usurarietà delle pattuizioni deve essere operata ricomprendendo nel TAEG tutte le voci connesse all’erogazione del credito, escluse imposte e tasse (art. 644, comma IV, c.p.), ed il parametro di riferimento del TAEG è quello di cui all’art. 2, comma IV, L. 108/96.

Il tasso soglia usura è unicamente quello previsto con la legge primaria; pertanto l’aumento di 2,1 punti percentuali, operato per raffrontare il TEG del singolo mutuo con il TEGM che non comprende la mora, non potrà essere utilizzato per il c.d. “tasso soglia usura composto”, poiché detta “innovazione” o direttiva o istruzione che dir si voglia della Banca d’Italia, anche se recepita in decreti ministeriali, non può incidere sulla norma primaria.

In caso di accertata usurarietà pattizia, ai sensi dell’art. 1815, comma II, la banca va condannata a restituire al mutuatario tutti gli interessi e commissioni illecitamente percepiti, oltre interessi legali e rivalutazione sulle singole indebite percezioni dal dovuto al saldo effettivo. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Siena, 21/11/2017.


Commissione di Massimo Scoperto: limiti di applicazione e computabilità a fini anti-usura. Contratti bancari – Commissione di Massimo Scoperto – Applicazione alle somme non utilizzate dal cliente – Nullità – Sussiste – Computabilità per la determinazione del TEG – Affermazione.
La Commissione di Massimo Scoperto assume carattere di corrispettivo dell’obbligo della banca di tenere a disposizione del cliente una certa somma per un certo lasso di tempo, indipendentemente dall’utilizzazione del credito, per cui la stessa deve essere computata solo ed unicamente nel caso in cui il cliente non abbia mai utilizzato l’apertura di credito. Viceversa, quando la banca applica tale commissione in caso di utilizzo dell’apertura di credito, la CSM risulta essere priva di una giustificazione causale, in quanto il corrispettivo della messa a disposizione del cliente di una certa somma è rappresentato dagli interessi corrispettivi applicati.
Pertanto, la CSM va calcolata o sull’intera somma messa a disposizione dalla banca (accordato) ovvero sulla somma rimasta disponibile in quel dato momento e non utilizzata dal cliente. Da ciò discende che la CSM applicata sull’utilizzato non è dovuta perché priva di causa. A maggior ragione, l’applicazione di tale commissione risulta oltremodo priva di giustificazione causale in caso di chiusura del conto, che determina il venir meno anche dell’apertura di credito in esso regolata.
Già prima della L.2/2009, in ottemperanza al disposto di cui all’art.1 della legge n.108/96, la CMS avrebbe dovuto essere considerata un onere aggiuntivo ed essere calcolata come tale nella determinazione del TEG, trattandosi di una forma di remunerazione della somma messa a disposizione che rientra pienamente nella previsione della L.108/96 – fonte primaria, come tale prevalente sulle circolari della Banca d’Italia.
Non può neppure obiettarsi che non essendo stata la CMS compresa nel calcolo del TEGM sino al 2009 si raffronterebbero categorie non omogenee, posto che l’art.644 co.5 c.p. ha carattere di onnicomprensività e nega, quindi, i principi di omogeneità e simmetria del TEGM e del TEG. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Firenze, 21/11/2017.


Contratti bancari – Usura – Calcolo – Sommatoria interessi corrispettivi e moratori – Esclusione.
Deve escludersi la possibilità di procedere a una sommatoria dei tassi di interesse corrispettivi e di quelli moratori, al fine di valutare la pretesa usurarietà degli stessi, in quanto le predette tipologie di interessi sono tra loro differenti per natura e funzione. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Sondrio, 20/11/2017.


Contratti bancari – Usura – Interessi moratori – Esclusione – Assenza tasso soglia di riferimento.
Poiché il tasso soglia rilevante in materia di usura viene determinato attraverso rilevazioni che non fanno riferimento ai tassi moratori - i quali hanno natura e funzione differenti rispetto a quelle degli interessi corrispettivi - la possibilità di sottoporre a un vaglio di usurarietà anche gli interessi moratori è preclusa sul piano logico dalla mancanza di un termine di raffronto - ossia di un tasso soglia - che sia coerente con il valore - ossia il tasso di interesse moratorio - che si vuole raffrontare; in caso contrario si finirebbe per raffrontare fra di loro valori disomogenei, quali appunto il tasso di interesse moratorio pattuito e il tasso soglia calcolato in base ad un TEGM che non considera gli interessi moratori. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Sondrio, 20/11/2017.


Provvedimenti in materia di usurarietà nei contratti di mutuo e formula di calcolo in materia antiusura e anatocismo congenito. Atto di citazione ex art. 2033 c.c. – La verifica della usurarietà e la sommatoria tra tassi eterogenei – L’anatocismo congenito nei contratti di mutuo – Nullità della perizia di parte prodotta dai mutuatari.
Ai fini della verifica del superamento del tasso soglia di usura (L.108/1996), la somma fra la misura percentuale del tasso degli interessi corrispettivi e di quelli di mora al momento della pattuizione, risulta errata: l’infondatezza della “sommatoria” investe sia il profilo logico, che matematico, che giuridico, in quanto si sommano tra loro entità eterogenee.

Non sussiste ”anatocismo congenito” nel contratto di mutuo con piano di ammortamento alla francese, in quanto tale formula matematico-finanziaria “è coerente con il dettato dell’art.1194, comma 2 c.c.” perché la rata rimane costante, ma la quota di interessi, calcolata sul capitale residuo da rimborsare, diminuisce, mentre aumenta la quota capitale presente in ciascuna rata. (Martina Vitale) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 09/11/2017.


Usura e interessi di mora, distinzione e criterio di calcolo. Usura tasso di mora su mutuo – Anche il tasso di mora soggiace al tasso soglia di usura – Divieto di sommare tassi corrispettivi e moratori.
Il tasso soglia riguarda anche gli interessi moratori, essendo tale interpretazione senz'altro più conforme al dettato normativo (l’art. 1 co. 1 d.l. 394/2000 fa riferimento agli interessi a qualunque titolo convenuti) non ravvisandosi peraltro ragioni per la loro esclusione (C. Cost.29/2002, Cass. Civ. 350/2013).

L'accertamento del superamento del tasso soglia deve essere svolto valutando ciascuna tipologia di interessi separatamente, non già sommando gli interessi corrispettivi agli interessi moratori e ciò per la diversa funzione e natura degli interessi corrispettivi e degli interessi moratori: i primi costituiscono i frutti civili derivanti dal costo fisiologico del prestito del denaro, i secondi, del tutto eventuali, intervengono nella fase patologica del rapporto, per l'ipotesi di ritardo nell'adempimento e pertanto rivestono una funzione tipicamente sanzionatoria. (Roberta Capone) (Paolo Muolo) (riproduzione riservata) Tribunale Sondrio, 02/11/2017.


Ai fini usura deve essere computata anche la penale pattuita per l’estinzione anticipata del mutuo.  .
Al fine di verificare l’usurarietà degli interessi pattuiti nel contrato di mutuo fondiario, il CTU deve tenere conto di tutte le voci di costo previste nel contratto quali, a titolo esemplificativo, le penali per estinzione anticipata. (Dario Nardone) (Giuseppe De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Viterbo, 26/10/2017.


Gratuità del mutuo in caso di usurarietà pattizia del tasso di mora e sospensione dell’esecuzione. Tasso di mora usurario - Non debenza di alcun interesse - Sospensione dell’esecuzione se al momento della risoluzione non v’è morosità in linea capitale - Sussiste.
Come anche confermato da Cass. Civ. Sez. VI 04.10.2017 n. 23192, l’usurarietà pattizia del tasso di mora comporta la non debenza di alcun interesse, neanche corrispettivo, sicché quanto pagato dal mutuatario va imputato integralmente al capitale da restituire.

In tal caso, se alla data di comunicazione della risoluzione del mutuo quanto complessivamente versato dal mutuatario estingue il debito in linea capitale, la morosità non sussiste, difetta il titolo esecutivo e l’esecuzione va sospesa ricorrendo i gravi motivi ex art. 624 c.p.c.

Attesa la nullità ab origine della clausola usuraria, il difetto originario del credito si risolve in un vizio genetico del titolo esecutivo inficiante ab initio l’intera procedura esecutiva, con effetto travolgente i successivi interventi di creditori seppur titolati (Cass. SS. UU. Sentenza 7 gennaio 2014, n. 6). (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 24/10/2017.


Le Sezioni Unite si pronunciano sugli effetti dell’usura sopravvenuta. Contratto di mutuo – Interessi – Usurarietà sopravvenuta – Esclusione della nullità o inefficacia della clausola di determinazione degli interessi – Buona fede e correttezza nell'esecuzione del contratto.
Allorché il tasso degli interessi concordato tra mutuante e mutuatario superi, nel corso dello svolgimento del rapporto, la soglia dell'usura come determinata in base alle disposizioni della legge n. 108 del 1996, non si verifica la nullità o l'inefficacia della clausola di determinazione del tasso degli interessi stipulata anteriormente all'entrata in vigore della predetta legge, o della clausola stipulata successivamente per un tasso non eccedente tale soglia quale risultante al momento della stipula; né la pretesa del mutuante di riscuotere gli interessi secondo il tasso validamente concordato può essere qualificata, per il solo fatto del sopraggiunto superamento di tale soglia, contraria al dovere di buona fede nell'esecuzione del contratto. (Giuseppe Caramia) (riproduzione riservata) Cassazione Sez. Un. Civili, 19/10/2017.


Contratto di mutuo – Usura – Rilevanza interessi moratori.
In tema di contratto di mutuo, l'art. 1 della legge n. 108 del 1996, che prevede la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti debbono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che quelli moratori. (Leotta Eleonora) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 11/10/2017.


Contratto di mutuo – Usura – Determinazione tasso soglia – Non vincolatività istruzioni della Banca d’Italia .
Le istruzioni della Banca d’Italia, che non costituiscono fonte del diritto, non sono vincolanti nell’ambito della determinazione dell’usurarietà dei tassi di interessi applicati ad un contratto di mutuo, avendo esse il solo scopo di richiedere agli intermediari dati da fornire al Ministero del Tesoro al fine di valutare il TEGM da osservarsi per il trimestre successivo (Nel caso di specie il Giudice ha ritenuto che la determinazione del tasso soglia utilizzato al fine di rilevare l’usurarietà o meno degli interessi di mora non fosse quello indicato nelle istruzioni/circolari pubblicate dalla Banca d’Italia ma quello stabilito nei Decreti Ministeriali emanati dal Ministero dell’Economia, pubblicati ogni trimestre sulla Gazzetta Ufficiale). (Leotta Eleonora) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 11/10/2017.


Contratto di mutuo – Usura – Rilevanza interessi moratori – Art. 1815 co. 2 – Non comunicabilità del vizio del tasso di mora al tasso corrispettivo – Nullità della clausola del tasso di mora.
In caso di usurarietà degli interessi moratori, l’applicazione dell’art. 1815 co. 2 c.c. non comporta la gratuità del finanziamento ma unicamente la pronuncia di nullità della clausola relativa agli interessi moratori ex art. 1419 c.c. (Nel caso di specie, dove il superamento del tasso soglia riguardava solo il tasso di mora, il Giudice ha limitato la pronuncia di nullità alla clausola relativa agli interessi moratori, disponendo la restituzione al mutuatario dei soli interessi moratori usurari effettivamente corrisposti e non dovuti, non potendo accogliersi la tesi della “comunicabilità” del vizio del tasso di mora al tasso corrispettivo). (Leotta Eleonora) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 11/10/2017.


Sì al cumulo di interessi corrispettivi e moratori. Contratto di mutuo – Diversa natura degli interessi corrispettivi e moratori – Irrilevanza

Previsione contrattuale del cumulo dei tassi corrispettivi e moratori in caso di inadempimento – Rilevanza

Applicazione art. 1815, comma 2, C.C. a prescindere dalla liceità del tasso corrispettivo pattuito – Rilevanza.
Ai fini dell'applicazione dell’art. 644 e dell’art. 1815 c.c., comma 2, si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui, essi sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori (in questo senso Cass.civ. n.350/2013).
Il calcolo va fatto ex ante e sulla base di quanto pattuito al momento della stipulazione del contratto.
Le argomentazioni sulla diversa natura degli interessi corrispettivi e di quelli moratori non possono essere condivise ai fini della determinazione della natura usuraria degli stessi.
Depone in senso contrario la disposizione di interpretazione autentica, introdotta dal già citato articolo del D.L. n 394/2000, convertito con 1a legge n 24/2001.
II tasso di mora d'altra parte va comunque ad incidere sul costo del mutuo, costo che la legge contro l'usura vuole invece contenere in limiti che non consentano che la parte mutuante si possa approfittare della sua posizione dominante e limitare l'autonomia negoziale del debitore.
Il legislatore di conseguenza, nel ricomprendere entro la soglia di usura gli interessi, commissioni e spese comunque collegate all’erogazione del credito ed a qualunque titolo pattuiti, ha dunque voluto porre un limite superiore perentorio entro quale ricomprendere tutti i costi del eredito, inclusi quelli correlati alle e patologie eventuali del rapporto. (Antonio Paone) (riproduzione riservata)

Se dal tenore contrattuale emerge chiaramente che il tasso di mora si va a sommare agli interessi corrispettivi in caso di inadempimento, e il complessivo tasso pattuito, sommando nei termini predetti anche il tasso di mora al tasso corrispettivo, supera il limite del tasso soglia, la predetta pattuizione di un tasso sopra i limiti del tasso soglia determina ex art 1815 c.c. l’impossibilità di riconoscere all'istituto di credito alcun tipo di interesse. (Antonio Paone) (riproduzione riservata)

La disposizione di cui all'art 1815, comma 2, c.c. risulta chiara ed ha certamente natura sanzionatoria, per cui va applicata come conseguenza del superamento, per qualsiasi causa o  motivo, del tasso di soglia legale, a prescindere dalla liceità del tasso degli interessi corrispettivi promessi. (Antonio Paone) (riproduzione riservata) Tribunale Pesaro, 05/10/2017.


Contratto di mutuo: interessi moratori usurari e applicabilità dell’art. 1815, comma 2, c.c.. Usura – Tasso soglia – Determinazione – Applicazione dell’art. 1815 comma 2 in caso di interessi moratori usurari – Sussiste.
In tema di contratto di mutuo, l'art. 1 della l. n. 108 del 1996, la quale prevede la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti debbono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che quelli moratori. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 04/10/2017.


A quali condizioni è rilevante ai fini di usura la penale di estinzione anticipata? (una sentenza). Contratti bancari – Interessi – Tasso mensile pari a un 1/12 del tasso annuo nominale – Maggior onere finanziario su base annuo – Indeterminatezza del tasso – Non sussiste

Penale di estinzione anticipata – Natura giuridica

Usura – Penale di estinzione anticipata – Inerenza all’erogazione del credito – Sussiste

Usura – Poteri dell’autorità amministrativa secondo la legge n. 108/96 – Rilevazione statistica dell’andamento dei tassi medi di mercato – Affermazione – Potere di escludere la rilevanza usuraria di costi inerenti all’erogazione del credito – Non sussiste

Usura – Poteri dell’autorità amministrativa secondo la legge n. 108/96 – Necessaria simmetria tra TEGM e TEG – Non sussiste

Usura – Verifica di usurarietà del tasso – Rilevanza di interessi e altre remunerazioni in quanto semplicemente “promessi o convenuti” (art. 644 c.p.; art. un. d.l. 394/00) – Limiti – Applicazione ai soli costi ragionevolmente certi al momento della conclusione del contratto perché inerenti alla regolare esecuzione del programma negoziale

Usura – Verifica di usurarietà del tasso – Oneri eventuali – Penale di estinzione anticipata –  Rilevanza in quanto semplicemente promessa – Non sussiste – Rilevanza in quanto effettivamente applicata o applicabile – Sussiste.
È legittima e non genera indeterminatezza del tasso di interesse la clausola del contratto di mutuo che preveda un tasso periodale (in specie mensile) pari a 1/n (in specie 1/12) del tasso annuo nominale, ancorché ciò determini un maggiore onere finanziario, rilevato nel TAEG. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

La commissione di estinzione anticipata si qualifica in diritto come multa penitenziale (art. 1373 co. 3 c.c.), se è il corrispettivo pattuito per la facoltà di recesso dal contratto, per l’intero capitale o per una parte, o come penale per inadempimento, subordinata al verificarsi delle condizioni (risoluzione) che consentono alla banca di chiedere l’immediato rimborso del credito. In entrambi i casi, funzione della commissione è di ristorare forfetariamente la banca delle remunerazioni contrattuali perdute per effetto dell’anticipata chiusura del piano di rimborso. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

La penale di estinzione anticipata è costo inerente all’erogazione del credito, essendo contenuta nel contratto di credito, stimolandone il regolare adempimento e costituendo un succedaneo delle remunerazioni contrattuali perdute dalla banca per effetto dell’anticipata estinzione. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

La legge n. 108/96 ha demandato all’autorità amministrativa di fare una rilevazione statistica dell'andamento dei tassi medi di mercato (praticati dal sistema bancario-finanziario e distinti per classi omogenee di operazioni), ma non il potere di definire la fattispecie usuraria e di escludere la rilevanza di costi comunque collegati all’erogazione del credito. Che pertanto le istruzioni della Banca d’Italia non abbiano considerato e tuttora non considerino la penale di estinzione (come la mora e altri oneri previsti per il caso di inadempimento) nella rilevazione del TEGM non osta alla sua rilevanza ai fini della verifica di usurarietà ai sensi dell’art. 644 c.p.. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Malgrado il contrario avviso di Cassazione 22 giugno 2016 n. 12965, non esiste un raffronto diretto tra TEGM e TEG. Parametro di verifica della non usurarietà del TEG contrattuale è infatti non il TEGM ma il tasso soglia ricavato dall’applicazione al TEGM dello spread normativamente previsto.
Che dunque nel TEG siano computati ai fini della verifica di legalità costi non rilevati nel TEGM – perché ritenuti, a ragione o a torto, non significativi su un piano statistico (costi atipici, di rara applicazione ecc.) o non idonei a rappresentare il costo normale del credito (mora e altri effetti dell’inadempimento) – non nuoce alla comparabilità col tasso soglia. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Benché l’art. 644 c.p. e l’art. unico della legge di interpretazione autentica (d.l. 394/00 conv. in legge 24/01) non distinguano tra costi effettivi, ragionevolmente certi o meramente possibili, sulla base del programma negoziale e dei dati disponibili, soltanto i costi effettivi (già sostenuti) o ragionevolmente certi (futuri ma inerenti alla regolare esecuzione del programma negoziale) al momento della conclusione del contratto esprimono un peso economico e finanziario superiore a 0 capace di “superare il limite stabilito dalla legge […] nel momento in cui sono promessi” e concorrono pertanto alla determinazione ex ante del TEG contrattuale. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Al momento della conclusione del contratto, gli oneri eventuali (penale di estinzione anticipata, mora ecc.) esprimono un peso economico e finanziario pari a 0 e non sono in grado di “superare il limite stabilito dalla legge […] nel momento in cui sono promessi”. Pertanto, perché assumano rilevanza ai fini della verifica del TEG la sola pattuizione contrattuale è insufficiente, così come è irrilevante un ipotetico worst case. Gli oneri eventuali concorrono invece alla verifica del TEG se e nella misura in cui si rendano effettivamente applicati o applicabili. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 13/09/2017.


Usura: deve essere computata anche la penale pattuita per la risoluzione anticipata del mutuo. Usura - Calcolo del superamento del tasso soglia - Penale per la risoluzione anticipata del mutuo - Rilevanza.
In materia di usura bancaria, ai fini del calcolo del superamento del tasso soglia deve tenersi conto anche della prevista penale in caso di risoluzione anticipata del mutuo, a nulla rilevando che trattasi di onere eventuale, dovendosi fare necessariamente riferimento al momento della promessa di pagamento con relativa assunzione di responsabilità da parte del debitore in caso di risoluzione del contratto, in aderenza alla nuova formulazione dell’art. 644 c.c. (per tutte Trib. Pescara 28.11.2014).
In caso di usura originaria, che va calcolata non tenendo conto dell’aumento di punti 2.1 come indicato dalla Banca d’Italia la cui statuizione non ha certamente valore normativo per il Giudice, vanno eliminate tutte le altre spese ed accessori diversi dalle imposte e tasse, sicché dal superamento del tasso soglia vigente al momento della pattuizione deriva come conseguenza la nullità della pattuizione degli interessi e la gratuità del mutuo (Cass. 350/13). (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 24/08/2017.


Mutuo e leasing – Usura – Verifica della soglia – Sommatoria dei tassi corrispettivo e di mora – Esclusione.
L’usurarietà degli interessi corrispettivi o moratori va scrutinata con riferimento all’entità degli stessi e non già alla sommatoria dei moratori con i corrispettivi, atteso che detti tassi sono dovuti in via alternativa tra loro, e la sommatoria rappresenta un ‘non tasso’ od un ‘tasso creativo’ in quanto percentuale relativa ad interessi mai applicati e non concretamente applicabili. (Emiliano Faccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 25/07/2017.


Mutuo e Leasing – Usura – Verifica della soglia – Tassi medi rilevati dai d.m. trimestrali ed aumento del 2,10% – Fondatezza.
Deve condividersi l’orientamento secondo il quale, quand’anche si volesse ritenere che anche gli interessi di mora debbano essere rispettosi del limite legale antiusura, tesi per la quale sussiste ancora incertezza giurisprudenziale in assenza di una previsione specifica al riguardo e che possa determinare per tali interessi una specifica soglia, quest’ultima deve venire calcolata con i criteri dettati dai decreti ministeriali, con la maggiorazione pari a 2,1 punti percentuali, secondo la stessa Banca d’Italia e la sua nota di chiarimento in materia di applicazione della legge antiusura del 3 luglio 2013. (Emiliano Faccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 25/07/2017.


Mutuo e Leasing – Anatocismo – Usura – Ammortamento alla c.d. francese – Irrilevanza.
Si ha anatocismo rilevante agli effetti dell’art. 1283 c.c., soltanto se gli interessi maturati sul debito in un determinato periodo si aggiungono al capitale, andando così a costituire la base di calcolo produttiva di interessi nel periodo. La previsione di un piano di rimborso con rata fissa costante (c.d. ammortamento “alla francese”) non comporta invece alcuna violazione dell’art. 1283 c.c., poiché gli interessi di periodo vengono calcolati sul solo capitale residuo e alla scadenza della rata gli interessi maturati non vengono capitalizzati, ma sono pagati come quota interessi della rata di rimborso. Non emerge pertanto un “anatocismo occulto” tanto meno rilevante ai fini dell’usura. (Emiliano Faccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 25/07/2017.


Contratti bancari mono-firma, rilevanza usuraria della commissione di massimo scoperto. Contratti bancari – Forma scritta per la validità – Conclusione mediante scambio di corrispondenza – Ammissibilità

Prove documentali – Scrittura privata sottoscritta dal solo convenuto – Produzione in giudizio – Equipollente della sottoscrizione dell’attore – Condizioni

Prove documentali – Scrittura privata sottoscritta dal solo convenuto – Produzione in giudizio – Equipollente della sottoscrizione dell’attore – Momento di conclusione del contratto e decorrenza degli effetti – Dalla data della produzione in giudizio – Esclusione

Prove documentali – Scrittura privata sottoscritta dal solo convenuto – Produzione in giudizio – Equipollente della sottoscrizione dell’attore – Momento di conclusione del contratto e decorrenza degli effetti – Dalla data della stipulazione – Affermazione

Contratti bancari – Forma scritta per la validità – Conclusione mediante scambio di corrispondenza – Condizioni – Prova della conoscenza dell’accettazione – Per testi e presunzioni – Ammissibilità

Usura – Commissione di massimo scoperto – Costo inerente all’erogazione del credito – Fattispecie ante DL 185/08

Usura – Poteri dell’autorità amministrativa secondo la legge n. 108/96 – Rilevazione statistica dell’andamento dei tassi medi di mercato – Affermazione – Potere di escludere la rilevanza usuraria di costi inerenti all’erogazione del credito – Esclusione

Usura – Commissione di massimo scoperto – Costo inerente all’erogazione del credito – Fattispecie ante DL 185/08 – “Separata rilevazione” della commissione (circolare Banca d’Italia 2 dicembre 2005 n. 12) – Incompatibilità con la legge n. 108/96 – Disapplicazione

Usura – Commissione di massimo scoperto – Costo inerente all’erogazione del credito – Fattispecie ante DL 185/08 – Computo nel TEG della somma addebitata a titolo di commissione senza rettifica del TEGM – Affermazione .
Gli artt. 117 TUB e 23 TUF non sono incompatibili con la conclusione del contratto dell’intermediario bancario o finanziario mediante scambio di corrispondenza, non prescrivendo che risultino da unico documento le sottoscrizioni di entrambe le parti. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Per regola giurisprudenziale consolidata, da circa un settantennio, la produzione in giudizio da parte dell’attore della scrittura firmata dal solo convenuto (“scrittura mono-firma”) costituisce valido equipollente della sottoscrizione dello stesso attore, ai fini del perfezionamento del contratto, a condizione che: a) l’attore faccia valere gli effetti negoziali del contratto; b) il convenuto non abbia, medio tempore, revocato la proposta; c) la scrittura non sia fatta valere dagli eredi o aventi causa di una delle parti o nei loro confronti, dato che costoro non potrebbero efficacemente accettare in luogo del loro autore, non subentrando di regola nella posizione di oblato o proponente. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Poiché ogni proposta perde effetto, ancorché non revocata né irrevocabile, dopo che è decorso il termine per l’accettazione (stabilito dal proponente, dalla natura dell’affare o dagli usi: cfr. art. 1326 co. 2 c.c.).e non può restare indefinitamente pendente, non è ammissibile che il contratto mono-firma si abbia per concluso soltanto al momento della produzione in giudizio ((Cass. 24 marzo 2016 n. 5919 et al.). Egualmente non è possibile che il contratto, di cui è provata la conclusione tramite produzione in giudizio della scrittura mono-firma, abbia efficacia soltanto ex nunc, poiché tale considerazione svuota di significato la produzione in giudizio, malgrado la dichiarata equiparazione degli effetti, ogni qual volta sia rilevante il comportamento tenuto dalle parti nel tratto di tempo tra la formazione della scrittura e la sua produzione in giudizio. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Per evitare queste aporie, deve ritenersi che la produzione in giudizio della scrittura mono-firma “non determina la costituzione del rapporto ex nunc, ma supplisce alla mancanza della sottoscrizione di detta parte con effetti retroagenti al momento della stipulazione”, ossia che la regola giurisprudenziale “produzione vale sottoscrizione” non attenga alle regole di formazione del contratto, ma a quelle di prova in giudizio di contratti già conclusi; prova semplificata perché colui che fa valere la scrittura privata in giudizio è esonerato dalla prova della propria sottoscrizione. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Resta fermo l’onere di provare le altre condizioni per la valida conclusione del contratto, cioè che: 1) il regolamento di interessi sia fatto per iscritto; 2) sussista la sottoscrizione della parte contro cui la scrittura è fatta valere; 3) il proponente abbia conoscenza dell’accettazione dell’oblato, scritta e sottoscritta.
La prova della conoscenza, al fine di stabilire il momento di conclusione del contratto, può essere data con qualsiasi mezzo attendibile e concludente, anche per testi e presunzioni e quindi, a fortiori, per ammissione del convenuto stesso, senza che a ciò osti l’art. 2725 c.c. (richiamato da Cass. 24 marzo 2016 n. 5919), quando il contratto deve farsi per iscritto a pena di nullità, poiché l’oggetto del limite probatorio verte sulla dichiarazione (scrittura) e sulla sua paternità (sottoscrizione), non sugli altri elementi pur necessari al perfezionamento della fattispecie contrattuale, come la ricezione e conoscenza delle dichiarazioni da parte dei loro destinatari. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Secondo la posizione espressa dalla stessa Banca d’Italia (nella circolare 2 dicembre 2005 n. 12) la c.m.s. è costo inerente all’erogazione, pur se rilevata separatamente rispetto alle altre remunerazioni e spese per la ritenuta difficoltà di prevedere, con prognosi ex ante, l’effettiva incidenza della c.m.s. “storica” sul complessivo costo del credito. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

La “separata rilevazione” della c.m.s., nelle istruzioni anteriori alla versione “agosto 2009”, non può avere l’effetto di escludere la c.m.s. dalla verifica di usurarietà ai sensi dell’art. 644 c.p. e ciò in quanto la legge n. 108/96 ha demandato all’autorità amministrativa di fare una rilevazione statistica dell'andamento dei tassi medi di mercato (praticati dal sistema bancario-finanziario e distinti per classi omogenee di operazioni), ma non il potere di definire la fattispecie usuraria e di escludere la rilevanza di costi comunque collegati all’erogazione del credito. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Malgrado il contrario avviso di Cass. 22 giugno 2016 n. 12965, ostano all’applicazione del regime c.d. del margine (descritto nella circolare 2 dicembre 2005 n. 12) l’incompatibilità con la legge n. 108/96, che prescrive la rilevazione di un tasso medio “globale” (art. 2) e perciò onnicomprensivo. Alla globalità segue anche l’unicità del “limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari” (art. 644 co. 3 c.p.), che è determinato nel “tasso medio risultante dall'ultima rilevazione […] aumentato dello spread. O il costo è inerente alla concessione di credito, e allora deve rientrare nel TEGM e rientra senz’altro nel TEG, oppure ne è estraneo. Viceversa, il regime del margine introduce due distinte coppie di tassi medi e relative soglie, una pertinente la globalità della remunerazione dell’intermediario, l’altro la sola c.m.s., rendendo frastagliato e non uniforme “il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari” e ingenerando irrazionali disparità di trattamento. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)  

Poiché appare altresì impossibile il ricalcolo ab ovo del TEGM, comprensivo della c.m.s., non essendo accessibile al pubblico la massa di dati utilizzati dalla Banca d’Italia per la rilevazione statistica, deve ammettersi per esclusione il raffronto tra il TEG del contratto, compresi i costi addebitati per la c.m.s., e il tasso soglia determinato a partire dal TEGM pubblicato nel d.m., senza incrementi. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 15/07/2017.


Alle sezioni Unite Civili la questione della rilevanza usuraria della commissione di massimo scoperto. Usura – Commissione di massimo scoperto – Rilevanza per il calcolo del tasso usurario – Applicazione in data anteriore all’entrata in vigore dell’art. 2-bis, comma 2, legge n. 2 del 2009 – Questione di massima di particolare importanza – Rimessione al Primo Presidente per l’eventuale rimessione alle Sezioni Unite Civili.
La prima sezione della Corte di cassazione ha rimesso al Primo Presidente, per l’eventuale rimessione alle Sezioni Unite Civili la questione di massima di particolare importanza, sulla quale vi sono orientamenti contrastanti, della rilevanza usuraria della commissione di massimo scoperto: se cioè la commissione in esame debba essere inclusa nella formula per il calcolo del TEG anche per il periodo anteriore al gennaio 2010, ai sensi dell’art. 2-bis, comma 2, della legge n. 2 del 2009. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20/06/2017.


Usura - Banca d’Italia - Inclusione delle spese assicurative nelle istruzioni anteriori al 2009 - Funzione meramente tecnico statistico dell’intervento - Prevalenza della legge come fonte di rango primario.
La Suprema Corte Sez I n.8806/17 ha ritenuto che le Istruzioni della Banca D’Italia, nella precedente formulazione al 2009, non imponessero affatto, nella fattispecie al suo esame l’esclusione delle spese assicurative dal calcolo del TEG e soprattutto, cosa che maggiormente rileva che al contrario la loro inclusione, purchè fossero correlate alla concessione del credito si deve desumere dalla diretta applicazione della fonte di rango primario. (Massimo Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 15/06/2017.


Usura - Clausola che contempli voci per un calcolo che comporti il superamento del tasso soglia - Nullità.
E’ nulla la clausola che preveda la corresponsione di somme per una cifra che, comunque, risulta superiore al tasso soglia con conseguente applicazione dell’art. 1815 comma 2 c.c. (Massimo Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 15/06/2017.


Superamento del tasso soglia e interesse moratorio. Usura – Interessi di mora – Verifica superamento tasso soglia – Tasso corrispettivo e tasso moratorio – Autonomia tassi di interesse corrispettivi e moratori – Mutuo.
La disposizione dell’art. 1815 cod. civ. pare doversi riferire al solo tasso di interesse corrispettivo, elemento costitutivo necessario, sul piano causale, del tipo negoziale “mutuo oneroso”, e non anche, invece, al tasso moratorio, il quale assolve alla ben diversa funzione della predeterminazione forfettaria del danno risarcibile, secondo il disposto di cui al secondo comma dell’art.1224 cc, con finalità analoghe a quelle proprie della clausola penale.

In ragione della differenza ontologica fra i tassi di interesse moratori e corrispettivi si può affermare che, anche qualora contenuta nel medesimo articolo del contratto, la clausola di determinazione dell’interesse moratorio è autonoma e ben distinta da quella di determinazione dell’interesse corrispettivo, con la conseguenza che l’eventuale invalidità della clausola relativa al tasso moratorio non si estende a quella relativa all’interesse corrispettivo, che resta valida e pienamente efficace anche nel caso in cui la clausola relativa all’interesse moratorio risulti nulla perché usuraria.

Di conseguenza se il c.d. tasso soglia viene superato dall’interesse moratorio ma non anche da quello corrispettivo, la pattuizione del primo è nulla ma non quella del secondo. (Maria Capitanio) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 15/06/2017.


Conto corrente: oneri probatori in tema di usura, misurazione del TEG e legittimità delle Commissioni di Massimo Scoperto. Contratto di c.c. – D.M. rilevazione tassi usura – Usura e istruzioni della Banca d’Italia.
I decreti ministeriali di rilevazione dei tassi usurari hanno natura di atti amministrativi, pertanto la parte che deduce l'usurarietà dei tassi ha l'onere di produrli in giudizio, non operando rispetto ad essi il principio iura novit curia.

Ai fini della misurazione del TEG, non ci si può discostare dalle Istruzioni della Banca d'Italia. Infatti, pur non avendo esse carattere di norma primaria, è la stessa norma primaria, di cui all'art. 2 L. n. 108 del 1996, ad attribuire al Ministero del Tesoro, sentiti Banca d'Italia e Ufficio Italiano Cambi, il compito di rilevare trimestralmente i tassi d’interesse soglia, in materia di usura. Inoltre, la Banca d'Italia, ai sensi degli artt. 4 e 5 TUB, è l'organo cui compete la vigilanza nei confronti delle banche e che, nell'esercizio di tale funzione, è deputato a impartire istruzioni alle stesse.

È da considerarsi lecita e validamente pattuita la commissione di massimo scoperto, quando è individuata in maniera determinata nelle pattuizioni negoziali che legano la banca al correntista. (Giacomo Mastrorosa) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 20/05/2017.


Contratti bancari – Usura – Criteri di verifica del superamento della soglia di usura – Rilevanza della Commissione di massimo scoperto – Sussiste.
La Legge 2 del 2009 non fa che interpretare il quadro normativo già preesistente e che era stato già più volte ribadito dalla giurisprudenza in sede penale.
Il legislatore ha appositamente voluto l’art.644 c.p. come norma omnicomprensiva così da tutelare la vittima del reato di usura da qualsiasi voce di spesa che l’usuraio potesse applicare al rapporto e che avesse una denominazione diversa da “interessi”, così da evitare che alcune condotte potessero restare escluse dalla tutela penale proprio laddove maggiori erano i costi collegati alla erogazione del credito.
La norma penale ha lo scopo di tutelare la parte debole che subisca la condotta delittuosa, e certo non di suddividere in compartimenti le voci di costo per evitare di renderle rilevanti ai fini del superamento della soglia di usura.
In definitiva, va riconfermato l’orientamento in tema di rilevanza della Commissione di massimo scoperto ai fini della verifica del superamento della soglia di usura. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 10/05/2017.


Le penali promesse in caso di risoluzione per inadempimento del mutuo partecipano al vaglio usurario. Clausola disciplinante la risoluzione per inadempimento del mutuo – Pattuizione di una penale per la risoluzione anticipata – Inclusione nel TAEG ai fini usura in termini di promessa – Sussistenza.
Al fine di accertare la usurarietà di un contratto di mutuo, il CTU deve tener conto della commissione per estinzione anticipata pattuita anche in caso di risoluzione del contratto di mutuo.
Nel caso di accertata usurarietà, il CTU deve calcolare l’eventuale somma da restituire tenendo conto che gli interessi legali decorrono dalla data della domanda di restituzione. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Bologna, 09/05/2017.


Consulenza tecnica preventiva e anatocismo bancario. Consulenza tecnica preventiva ex art. 696 bis c.p.c. – Oggetto – Ambito di applicazione – Ammissibilità – Anatocismo bancario.
In materia di anatocismo bancario svolgere o meno un dato accertamento contabile ed elaborare un quesito peritale è il portato di una valutazione decisionale non demandabile a un CTU, incompatibile con le finalità conciliative della procedura di consulenza tecnica preventiva, che pertanto è inammissibile. (Massimo Pellizzato) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 06/04/2017.


L’usurarietà del tasso moratorio va valutata in base alla sua concreta applicazione. Usura – Contratto di mutuo – Tasso di interesse moratorio – Valutazione dell’usurarietà – Verifica dell’incidenza della mora in concreto – Rilevanza del periodo di effettiva applicazione – Sussiste.
Mentre per gli interessi corrispettivi può porsi un problema di usurari età del tasso originaria, ovvero che sia usurario il tasso per come pattuito nel contratto a prescindere dallo sviluppo che lo stesso ha avuto nel corso del rapporto poiché quel tasso di interesse sarà certamente applicato per tutta la durata del rapporto e ad ogni rata, afferendo gli interessi corrispettivi alla fisiologia del rapporto, il medesimo discorso non può farsi per la mora.
Per valutare l’eventuale usurarietà del tasso di mora è necessario verificare come tale tasso si atteggia in concreto nel corso del rapporto, perché potrebbe accadere che il ritardo nell’adempimento sia pari ad un giorno solo: spalmata l’incidenza del tasso nel corso del trimestre potrebbe anche accadere che l’importo addebitato non faccia andare in usura il relativo tasso, avendo 89 giorni su 90 in regolare ammortamento. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 06/04/2017.


Usura: spese di assicurazione e collegamento all'operazione di credito. Usura - Contratto di credito - Voci economiche rilevanti - Collegamento all'operazione di credito - Contestualità tra spesa ed erogazione - Presunzione di collegamento - Fattispecie in tema di spese di assicurazione.
In relazione alla ricomprensione di una spesa di assicurazione nell'ambito delle voci economiche rilevanti per il riscontro dell'eventuale usurarietà di un contratto di credito, è necessario e sufficiente che la detta spesa risulti collegata all'operazione di credito. La sussistenza del collegamento, se può essere dimostrata con qualunque mezzo di prova, risulta presunta nel caso di contestualità tra la spesa e l'erogazione (Principio di diritto enunciata dalla SC). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05/04/2017.


Tasso soglia usura: la Cassazione e il cumulo di interessi corrispettivi e moratori. Usura – Tasso soglia – Determinazione – Cumulo di interessi corrispettivi e moratori.
L'art. l della legge n. 108 del 1996, che prevede la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti debbono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che quelli moratori.

Nel caso di specie, la Corte di cassazione ha censurato la decisione del Tribunale che, ai fini della verifica del superamento del tasso soglia, aveva negato la cumulabilità degli interessi corrispettivi e di quelli moratori ed aveva altresì ritenuto che la mancata contestazione degli interessi moratori effettuata dalla banca avrebbe comportato la rinuncia all'eccezione di nullità della clausola relativa ai detti interessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 06/03/2017.


Criteri di verifica del superamento del tasso soglia d’usura rispetto agli interessi corrispettivi e agli interessi moratori. Mutuo – Usura – Verifica superamento tasso soglia – Tasso corrispettivo e tasso moratorio – Somma algebrica – Erroneità

Mutuo – Usura – Tasso moratorio – Verifica superamento tasso soglia – Esclusione

Mutuo – Usura – Interessi di mora – Ipotesi di ritardi di pagamento – Inammissibilità – Parametrazione a quota di capitale di singola rata – Inammissibilità

Mutuo – Usura – Calcolo TEG – Penale per estinzione anticipata – Non va compresa

Mutuo – Ammortamento alla francese – Anatocismo – Non ricorre

Mutuo – Ammortamento alla francese – Rate impagate – Addebito interessi di mora – Anatocismo – Non ricorre .
Ai fini della verifica del superamento del tasso soglia d’usura è scorretta la pretesa di sommare tasso corrispettivo e tasso di mora dal momento che gli interessi moratori nel caso di inadempimento si sostituiscono e non si aggiungono agli interessi corrispettivi. Ciò anche nel caso in cui il tasso di mora sia determinato applicando una maggiorazione percentuale sull’interesse corrispettivo perché ciò assume rilievo solo sotto il profilo della modalità adottata per la quantificazione del tasso. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

In assenza di rilevazioni specifiche del TEGM per gli interessi moratori da parte del Ministero dell’Economia e delle Finanze il vaglio di usurarietà di tale categoria di interessi resta circoscritto alla dimensione soggettiva dell’usura quando si dimostri ai sensi dell’art. 644 cp che detti interessi siano stati pattuiti in maniera tale da creare una sproporzione delle prestazioni, con approfittamento delle condizioni di difficoltà economiche e finanziarie del debitore. Deve, invece, escludersi qualunque valutazione di carattere oggettivo per sforamento del tasso soglia. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

Del tutto arbitraria, ai fini della verifica dello sforamento del tasso soglia d’usura da parte del tasso effettivo di mora (c.d. T.E.MO.), è la pratica di ipotizzare ritardi nei pagamenti che non abbiano alcun riscontro nei fatti di causa, così come è errato parametrare la quota di interessi moratori alla quota capitale della rata tardivamente onorata e non al capitale residuo al momento del pagamento, con l’effetto di individuare un tasso di mora nettamente superiore a quello effettivamente applicato. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

La penale per anticipata estinzione del mutuo non va computata nel TEG in quanto questa non costituisce un onere collegato all’erogazione del credito ma riguarda piuttosto una fase successiva e eventuale, ossia la risoluzione anzitempo del rapporto, volta a indennizzare la parte mutuante della perdita del lucro discendente dalla mancata corresponsione degli interessi originariamente programmati. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

Non comporta anatocismo la pattuizione di un piano di ammortamento alla francese, ossia mediante la previsione di rate di importo costante, ciascuna delle quali composta di una quota di capitale e una quota di interessi. Ciò in quanto in ciascuna rata la quota di interessi è calcolata non sull’intero importo mutuato ma sulla sola quota capitale via via decrescente per effetto del pagamento delle rate precedenti. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

Non comporta anatocismo l’addebito di interessi moratori su rate non tempestivamente pagate, comprensive anche della quota di interessi corrispettivi. Ciò a condizione che sugli interessi moratori così calcolati non siano calcolati interessi. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16/02/2017.


Usura e ripetizione di indebito. Ripetizione dell’indebito - Conto corrente in essere - Inammissibilità

Ripetizione dell’indebito - Onere di individuazione delle rimesse solutorie

Usura - Onere della prova - Produzione decreti ministeriali - Principio iura novit curia

Usura e commissione di massimo scoperto - Conteggio del TEGM - Istruzioni di Banca d’Italia.
La domanda di ripetizione ex art.2033 c.c. è inammissibile se il rapporto di conto corrente era in essere al momento dell’instaurazione del giudizio, posto che detta domanda presuppone un pagamento da parte di chi la esercita a favore della banca.
Più precisamente, un pagamento, per dar vita ad un'eventuale pretesa restitutoria di chi assume di averlo indebitamente effettuato, deve tradursi nell'esecuzione di una prestazione da parte di quel medesimo soggetto (il solvens), con conseguente spostamento patrimoniale in favore di altro soggetto (l'accipiens).
Peraltro, non ogni versamento costituisce automaticamente un pagamento in senso tecnico, in presenza di un conto affidato. Infatti, ogni versamento intervenuto su conto affidato con saldo passivo non ha effetto solutorio, ma meramente ripristinatorio della provvista messa a disposizione dalla banca in virtù del contratto di apertura di credito: in pratica, quei versamenti non costituiscono pagamenti. In sostanza, occorre distinguere tra versamenti confluiti in un conto corrente con saldo passivo (cioè con saldo negativo, ma entro il limite dell'affidamento) e rimesse operate invece in conto corrente scoperto (cioè con saldo negativo oltre il limite dell'affidamento o con saldo negativo su un conto corrente privo di affidamento). (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

È onere del cliente attore indicare quali versamenti avrebbero funzione solutoria e non ripristinatoria.
Qualora i versamenti in conto non superano il limite dell'affidamento concesso, questi hanno funzione esclusivamente ripristinatoria della provvista, poiché in tal caso non è ravvisabile alcuna percezione effettiva di denaro da parte della banca ma solo un eventuale incremento del credito utilizzabile da parte del cliente. Ne discende che l’azione promossa ex art. 2033 c.c. è inammissibile, dal momento che non c’è stato alcun pagamento di cui parte attrice può, quindi, pretendere la ripetizione. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

L’attore che contesti il superamento dei tassi soglia ha l’onere non solo di indicare in modo specifico in che termini sarebbe avvenuto tale superamento, ma anche e, comunque, di produrre i decreti e le rilevazioni aventi per oggetto i tassi soglia, che costituiscono un provvedimento amministrativo e non normativo, con la conseguenza che ad essi non è applicabile il principio iura novit curia.
È essenziale prendere visione dei decreti ministeriali che determinano il TEGM sulla cui base si ottiene il tasso soglia posto che quest’ultimo deve essere confrontato con i tassi convenzionali. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata)

Come previsto dalle Istruzioni della Banca d’Italia ante 2009, la Cms è esclusa tra gli oneri che concorrono alla determinazione del TEGM: essa è soggetta a computo separato.
Pertanto, è evidente che i trimestri indicati come usurari da parte attrice che tengano conto della CMS nell’anzidetto calcolo risentono dell’errore di impostazione giuridica di sommare commissione di massimo scoperto e interessi. (Nicola Scopsi) (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 13/02/2017.


Contratto di mutuo fondiario – Interessi moratori usurari – Esclusione gratuità mutuo.
Gli interessi di mora sono soggetti alla disciplina sull'usura ma, non essendo possibile accomunare interessi moratori e interessi corrispettivi in quanto aventi natura e funzioni diverse, la usurarietà degli interessi moratori comporta la nullità soltanto della clausola che li prevede, con riduzione degli interessi al tasso legale in caso di usura originaria e al tasso soglia in caso di usura sopravvenuta. In tal modo si scongiura il rischio di premiare ed incentivare l'inadempimento, che costituisce pur sempre una mera eventualità patologica nello svolgimento del rapporto contrattuale e che potrebbe risultare addirittura conveniente se si accede alla tesi della gratuità dell'intero negozio. (Maria Genovese) (riproduzione riservata) Tribunale Siracusa, 10/02/2017.


Usura e penale per l’estinzione anticipata del mutuo. Usura – Spese di sollecito e di quelle convenute per l’estinzione anticipata del mutuo – Rilevanza.
Al fine di verificare la presenza di pattuizioni usurarie nel contratto di mutuo ipotecario, il CTU deve tenere conto anche delle spese di sollecito e di quelle convenute per l’estinzione anticipata del mutuo, con riferimento al momento della stipula.

Qualora il CTU accerti, sotto l’aspetto esclusivamente tecnico contabile, l’indeterminatezza delle clausole relative al TAEG ed al tasso di mora, deve rideterminare il saldo del rapporto applicando i tassi sostitutivi BOT ex art. 117 TUB, comma 7. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 10/02/2017.


Superamento dei tassi-soglia e sospensione dei termini. Denuncia querela con riguardo ad ipotesi usura bancaria - Istanza per l’ottenimento del “provvedimento di sospensione dei termini ex art. 20, co 1, 2, 3, 4 L. 44/99” - Ammissibilità in caso di superamento dei tassi-soglia ex l. 108/96 indipendentemente dalle valutazioni di merito.
...Considerato che dalla relazione tecnica del consulente tecnico d’ufficio emerge che sono stati applicati tassi d’interesse superiori ai tassi-soglia stabiliti dalla legge, sicché può esprimersi - indipendentemente dalle valutazioni di merito in ordine alla ricorrenza o meno dei presupposti legittimanti l’esercizio dell’azione penale (cfr. Corte Costituzionale n. 192/14) - una valutazione di non manifesta infondatezza della notizia di reato; visto l’art. 20, commi 7 e 7-bis legge n. 44/99 nel testo introdotto dall’art. 2 comma 1 lett. d) n. 1) legge n. 3/2012 esprime l’assenso alla sospensione dei termini sostanziali e processuali indicati dall’articolo citato commi 1, 2, 3 e 4... (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Procura della Repubblica presso il Tribu, 26/01/2017.


Clausola di salvaguardia nei contratti di mutuo, verifica del tasso soglia e determinazione per relationem del tasso corrispettivo. Mutuo – Usura – Clausola di salvaguardia – E’ legittima

Mutuo – Usura – Tasso Soglia – Verifica del superamento – Tasso corrispettivo e tasso moratorio – Somma algebrica – Erroneità

Mutuo – Ammortamento alla francese – Non è anatocismo

Mutuo – Tasso corrispettivo – Tasso Euribor oltre spread – Determinazione per relationem  .
La presenza in un contratto di mutuo di una clausola di salvaguardia che circoscrive la misura degli interessi moratori entro il limite fissato dalla Legge n. 108 del 1996 impedisce il superamento del tasso soglia. Tale clausola è pienamente valida anche nel caso di sua non operatività al momento della stipula, essendo predisposta per un numero indeterminato di casi di mutuo a prescindere dal tasso applicato quale interesse corrispettivo e dal tasso soglia al momento della stipula. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

E’ del tutto infondata la tesi del confronto tra tasso soglia d’usura e somma algebrica di tasso corrispettivo e tasso moratorio. Tasso corrispettivo e tasso d’usura hanno, infatti, base di calcolo differente, essendo il tasso corrispettivo il tasso percentuale applicato sul credito concesso e il tasso di mora il tasso percentuale applicato alla singola rata scaduta e non pagata. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

E’ pienamente legittima la pratica del piano di ammortamento alla francese, non individuandosi in esso alcuna ipotesi di anatocismo, posto che pacificamente in tal caso l’interesse sul capitale residuo è calcolato secondo il metodo dell’interesse semplice e non composto. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata)

Non è nulla per indeterminatezza la clausola di un contratto di mutuo che fissa il tasso di interesse corrispettivo ancorandolo alla media giornaliera del tasso euribor a tre mesi, maggiorato di un dato tasso percentuale (cd spread) in ragione di anno, essendo il tasso determinabile per relationem. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 25/01/2017.


Usura, indispensabilità dell’allegazione di decreti ministeriali di rilevazione dei tassi. Mutuo – Usura – Decreti ministeriali di rilevazione del tasso soglia – Mancata allegazione – Mancata prova di fatti costitutivi della domanda.
La mancata produzione dei decreti ministeriali di rilevazione dei tassi impedisce ogni accertamento in tema d’usura. L’art. 113, comma 1 cpc va, infatti, letto e applicato con riferimento all’art. 1 delle disposizioni preliminari al codice civile che non comprende tali atti tra le fonti di diritto, di modo che nel caso di mancata produzione dei decreti ministeriali l’attore non ottempera all’onere di provare i fatti costitutivi della propria pretesa (nel caso di specie l’entità del tasso che si ritiene superato). (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Cremona, 16/01/2017.


Usura: la Commissione di massimo scoperto va computata anche per i periodi antecedenti il 2010. Contratti bancari – Eccezione di indebito per usura da parte del correntista convenuto – Mancata produzione della documentazione – Azzeramento del saldo iniziale di riferimento: affermazione

Usura – Commissione di massimo scoperto – Rilevanza per il computo del tasso effettivo ante DL 185/08 – Affermazione .
Nel caso in cui pendano sia la domanda del correntista che quella della banca, e sia il correntista che la banca non producano la documentazione completa, si ha una causa unica a tutti gli effetti, con la banca che propone l’azione principale e il correntista che vuole paralizzare in tutto o in parte l’azione della banca eccependo l’indebito: la conseguenza è che si parte da saldo zero. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Per il periodo fino al 31/12/209, occorre provvedere a ricalcolare il tasso effettivo medio globale sulla base dei dati esistenti relativi alla commissione massimo scoperto sul sito internet della Banca d’Italia, secondo i criteri previsti dalla Legge n.108/96. Questo tasso dovrà poi essere confrontato con il TEG applicato dalla banca, nel quale dovranno essere computati “commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito”.

La sentenza della Cass. Civ. 22.6.2016 n.12965 non può costituire un punto di svolta su cui ancorare la decisione in merito alla predetta questione: il precetto normativo è quello indicato dal’art.644 c.p. comma IV e non dalla prassi che lo ha attuato; si è verificato un fenomeno connotato da un’applicazione concreta contra legem della norma, attraverso un meccanismo per cui la commissione massimo scoperto veniva sì rilevata, ma non conteggiata nel TEGM.

Nessun istituto di credito nei suoi vertici può legittimamente affermare di non avere compreso il chiaro disposto della norma e la difformità applicativa; applicare tassi e commissioni tali da sfiorare o superare i tassi soglia è dunque stata “un’attività pericolosa” liberamente scelta. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 05/01/2017.


ISC: deve essere esplicitamente indicato solo per i contratti successivi alla delibera CICR. Usura: ad oggi non è possibile valutare se gli interessi moratori superino il tasso soglia usura. Contratto di mutuo – Indicatore Sintetico di Costo – Usura – Interessi moratori e tasso soglia usura – Sommatoria interessi moratori e corrispettivi.
Solo dopo il 4 marzo 2003, con la delibera CICR, è stato specificamente introdotto l’obbligo di espressa indicazione dell’Indicatore Sintetico di Costo (ISC), obbligo che, pertanto, non sussisteva per tutti i contratti stipulati in data antecedente.

Il vaglio di usurarietà degli interessi moratori è limitato all’ipotesi della cd. usura “soggettiva”, così come ricavabile dalla disciplina penalistica dell’istituto.

Ai fini del tasso usurario, agli interessi moratori non si sommano né gli interessi corrispettivi, né le spese. (Giacomo Mastrorosa) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 29/11/2016.


Contratti bancari – Clausole sugli interessi – Contestazione – Onere specificità.
Quando il debitore eccepisce la nullità delle clausole inerenti il computo degli interessi (usura, difetto di pattuizione di interessi ultralegali, contestazione delle valute e/o c.m.s., eccetera), necessariamente assume l’onere di dimostrare se ed in che misura tali interessi indebiti siano stati computati, mentre nessun valore può avere una contestazione generica e puramente labiale, che non indichi in modo specifico le voci passive ritenute indebite, anche con riferimento analitico ai periodi in cui sono state applicate. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16/11/2016.


Contratti bancari – Interessi – Richiesta di Consulenza tecnica contabile – Onere indicazione specifica doglianze.
La richiesta di consulenza contabile d’ufficio relativa ad un rapporto bancario non può limitarsi ad una generica doglianza, ma deve indicare in modo specifico quali voci passive siano contestate, per quali ragioni e con riferimento a quali periodi, eventualmente anche fornendo un proprio ricalcolo dei rapporti con applicazione degli interessi e delle altre voci ritenute corrette. Infatti l’individuazione di simili criteri è conseguenza di precise scelte giuridiche e dell’applicazione della normativa, per cui è scelta che non può essere demandata al ctu, che fornisce le necessarie cognizioni tecniche per verificare le conseguenze dell’applicazione di determinate condizioni del rapporto, ma che non può decidere la questione, prettamente giuridica, di quali criteri siano applicabili al rapporto, secondo le previsioni dello specifico contratto e la normativa del settore. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16/11/2016.


Criteri per l’accertamento dell’usurarietà del tasso di interesse moratorio e suoi effetti. Contratti bancari – Mutuo – Usurarietà dei tassi – Tasso di interesse moratorio – Criteri di verifica del superamento del tasso-soglia – Superamento del tasso-soglia – Nullità della clausola relativa agli interessi – Limitatamente ai soli interessi moratori – Sussiste.
Per confrontare il tasso di mora, che non viene rilevato dai decreto trimestrali ministeriali, si deve operare un aumento per la mora media rilevata dalla Banca d’Italia, per sopperire a quello che è evidentemente un vuoto, ovvero la mancata rilevazione trimestrale dei tassi medi di mora.
Ciò consente di rendere confrontabile un dato, l’interesse di mora, che in caso contrario si esporrebbe alla facile censura di voler confrontare il tasso di mora medio soglia usura con una cosa diversa, ovvero con il tasso corrispettivo medio soglia usura.
Poiché l’art.1815 c.c. sanziona con la nullità la clausola illegittima, se fossero usurari i soli interessi di mora sarebbero solo questi a dover essere espunti e non certo anche quelli corrispettivi che siano entro la soglia. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 14/11/2016.


Criteri di calcolo del tasso soglia mutuo. Criteri di calcolo del tasso soglia mutuo - Mutuo - Usura - Verifica superamento del tasso soglia - Inclusione clausola estinzione anticipata.
Ai fini del calcolo del costo complessivo del credito si deve considerare qualsivoglia voce di spesa comunque denominata, nonchè qualsivoglia tipologia di interesse, quindi, devono computarsi non solo quelli di natura corrispettiva, ma anche quelli convenuti a titolo moratorio.
E' irragionevole ed arbitrario operare una differenziazione tra interessi corrispettivi e interessi moratori in punto di calcolo del tasso soglia, ciò sia perché contrasta con le disposizioni normative, che impongono un calcolo complessivo del costo del credito, che possa definirsi unico ed omnicomprensivo di tutte le voci poste a carico del mutuatario, sia perché la natura eventuale dell'interesse moratorio è del tutto irrilevante ai fini dell'usurarietà, dato che la nullità di cui al 2° comma dell'art. 1815 cod. civ. colpisce la pattuizione di un interesse di una determinata entità, a prescindere dal concreto verificarsi del ritardo nell'adempimento e sia perché l'applicazione del tasso di interesse moratorio alla singola rata insoluta non impedisce che esso sia computabile sull'intera sorte capitale data a mutuo, essendo possibile che il mutuatario resti inadempiente sin dall'inizio della restituzione rateale pattuita.
La clausola di estinzione anticipata, quale voce di spesa, deve essere considerata ai fini del calcolo del costo complessivo del credito. (Andrea D'Agosto) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 08/11/2016.


Criteri per l'accertamento dell'usurarietà del costo del finanziamento (TEG) in conto corrente bancario. Contratti bancari - Conto corrente - Usurarietà del tasso di interesse (TEG) - Criteri di calcolo tasso d'interesse (TEG) - Metodo della Banca d'Italia per la rilevazione del t.e.g.m. - Inapplicabilità.
Per determinare il tasso di interesse usurario applicato nel conto corrente bancario, ai sensi e per gli effetti dell'art. 644 c.p. e quindi con la conseguente nullità di ogni onere del finanziamento ai sensi e per gli effetti dell'art. 1815 c.c., non è applicabile la metodologia per la rilevazione del t.e.g.m. indicata dalla Banca d'Italia nelle proprie Istruzioni agli intermediari creditizi. (Andrea Fontana) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 03/11/2016.


Computabilità del tasso di interesse moratorio ai fini dell’accertamento dell’usura. Contratti bancari – Mutuo – Usurarietà dei tassi – Computo del tasso di interesse mortorio ai fini della verifica del superamento del tasso-soglia – Ammissibilità.
È certamente da accogliere la tesi per la quale l’usurarietà dei tassi va verificata calcolando tutti gli oneri che, nella peggiore delle ipotesi, il cliente sarebbe obbligato a corrispondere.
Gli interessi, commissioni, remunerazioni e spese a qualunque titolo pattuiti devono essere considerati come un dato unico da raffrontare al tasso soglia ed è evidente che va esaminata, ai fini della ricorrenza dell’usura oggettiva originaria, la ricerca ipotetica della peggiore delle ipotesi possibili, ovvero quella economicamente più svantaggiosa per il cliente.
In caso di mora, il cliente sarebbe tenuto a pagare interessi ulteriori che pertanto vanno aggiunti a quelli già calcolati come TAEG.
La clausola che prevede gli interessi di mora è chiaramente additiva e non sostitutiva.
In conclusione, in relazione al tasso di mora, riscontrato l’effettivo superamento del tasso soglia usurario, il comportamento della banca va sanzionato con la non debenza degli interessi, indipendentemente dal fatto che gli interressi di mora non siano stati poi di fatto pagati. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 25/10/2016.


Mutuo e verifica dell’usurarietà del tasso applicato. Mutuo – Usura – Verifica usurarietà del tasso – Interessi Moratori cumulo di tutti gli oneri contrattuali – Utlizzabilità della penale per inadempimento

Mutuo – Usura – Insussistenza dell'inadempimento – Illegittimità della decadenza dal beneficio del termine.
Ai fini del calcolo dell'interesse di mora si deve considerare il cumulo di tutti gli oneri contrattuali, ivi compresa la penale di inadempimento. (Andrea D'Agosto) (riproduzione riservata)

La gratuità del mutuo per la pattuizione di interessi moratori superiori alla soglia determina l'insussistenza dell'inadempimento al momento dell'illegittima decadenza dal beneficio del termine, operate le relative operazioni di dare avere a tale momento e ciò in relazione, appunto, alla sua gratuità. (Andrea D'Agosto) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 08/10/2016.


Usura, interpretazione della legge penale e inclusione degli interessi moratori nel tasso soglia. Usura – Interpretazione della legge penale – Inclusione degli interessi moratori nel tasso soglia – Sussistenza

Usura – Direttive comunitarie – Ambito applicativo – Estraneità

Usura – Tasso soglia – Rilevazione mediante d.m. – Illegittimità e disapplicazione – Sussistenza.
I commi 1 e 4 dell’art. 644 c.p. devono esser letti ed interpretati, in modo coordinato, con il principio costituzionale di precisione della legge penale (cfr. Corte Cost. 247/89) e il principio di determinatezza (cfr. Corte Cost. 96/81). Ne consegue che l’interprete deve ricercare il significato precettivo della norma tramite un metodo integrato, sistemico e teleologico che consenta di definire con precisione il dettato legislativo, evitando l’enucleazione di fattispecie non verificabili e/o accertabili nella realtà empirica ovvero in casi diversi rispetto a quelli previsti dalla legge. La finalità legislativa di reprimere il fenomeno usurario che determina la crescita esponenziale del debito, prescindendo dalla singola componente che determina l’aumento del valore del credito, induce a ritenere che l’art. 644 c.p. sanzioni la formulazione del programma negoziale contenente la previsione della prestazione usuraria sicché il reato si perfeziona con la stipula del contratto contenente la pattuizione usuraria prescindendo dalla attuazione del programma contrattuale. Pertanto, è privo di fondamento normativo la tesi secondo cui il tasso di interesse moratorio, essendo un costo eventuale collegato all’erogazione del credito, non debba essere conteggiato nel tasso soglia. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

La Direttiva 2008/48/CE e la Direttiva 2014/17/UE non hanno portata generale ma hanno un ambito applicativo limitato a determinati tipi contrattuali, infatti la Direttiva 2008/48/CE non si applica, tra gli altri, ai contratti di importo inferiore ad Euro 200,00 e superiore ad Euro 70.000,00 e la Direttiva 14/17/UE ha come ambito di applicazione i “contratti concernenti i crediti ai consumatori garantiti da un’ipoteca o altrimenti relativi a beni immobili residenziali”. Inoltre la normativa comunitaria ha come finalità la garanzia della trasparenza delle condizioni contrattuali e la comparabilità delle offerte necessarie per garantire il regime concorrenziale nel mercato dell’intermediazione creditizia, sicuramente estranea a quella perseguita dagli artt. 644 c.p.c e 1815, comma 2, cod. civ. diretti a reprimere il fenomeno usurario, riconoscendo rilevanza per la determinazione del tasso soglia alla sommatoria degli interessi corrispettivi, anche capitalizzati, e gli interessi moratori. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

Nell’ipotesi in cui il d.m. che deve rilevare il tasso soglia escluda espressamente il riferimento al tasso di interesse moratorio, difettando una previsione normativa che autorizzi il ministero e a fortiori il giudice a differenziare i tassi soglia sia per categorie di operazioni sia per singole voci di costo, si dovrà procedere alla disapplicazione del d.m., che è un mero atto amministrativo, essendo contrario alla legge. Ne consegue che il controllo di liceità del tasso di interessi previsto nel contratto può essere esercitato solo accertando l’usura in concreto ai sensi dell’art. 644, comma 3, c.p. verificando la sussistenza delle condizioni di difficoltà economica o finanziaria del debitore al momento della stipulazione della convenzione accessoria. (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 19/09/2016.


Le restituzioni per l’estinzione anticipata del finanziamento valgono a calcolare il tasso effettivo. Usura – Criteri di determinazione del tasso applicato – Computabilità degli importi da restituire per l’estinzione anticipata del finanziamento – Sussiste.
Gli oneri che maturano nel corso del rapporto, ancorché pagati anticipatamente, devono essere rimborsati pro quota in caso di estinzione anticipata del finanziamento. Sono rimborsabili, per la parte non maturata, non solo le commissioni bancarie, ma anche le commissioni di intermediazione ed i costi assicurativi. Al loro rimborso è tenuto l’intermediario mutuante.
In assenza di una chiara ripartizione nel contratto tra oneri up front e recurring, l’intero importo di ciascuna delle suddette voci dev’essere preso in considerazione al fine della individuazione della quota parte da rimborsare.
L’importo da rimborsare deve essere equitativamente stabilito secondo un criterio proporzionale tale per cui l’importo di ciascuna delle suddette voci viene moltiplicato per la percentuale del finanziamento estinto anticipatamente, risultante (se le rate sono di eguale importo) dal rapporto fra il numero complessivo delle rate e il numero delle rate residue.
Al fine di determinare l’effettivo costo dell’operazione di finanziamento in relazione alla sua durata si deve provvedere a ricalcolare gli importi che, alla stregua dei menzionati principi, avrebbero dovuto essere restituiti al cliente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Giudice di Pace Belluno, 10/09/2016.


Nullità ex nunc dei patti usurari conclusi prima dell'entrata in vigore della legge 108/1996. Obbligazioni in genere - Obbligazioni pecuniarie - Interessi - In genere - Interessi usurari - Nuova disciplina della nullità - Applicazione ai contratti stipulati prima della loro entrata in vigore - Limiti - Inefficacia "ex nunc" delle clausole - Rilevabilità d'ufficio - Sussistenza.
Le norme che prevedono la nullità dei patti contrattuali che determinano la misura degli interessi in tassi così elevati da raggiungere la soglia dell'usura (introdotte con l'art. 4 della l. n. 108 del 1996), pur non essendo retroattive, comportano l'inefficacia "ex nunc" delle clausole dei contratti conclusi prima della loro entrata in vigore sulla base del semplice rilievo, operabile anche d'ufficio dal giudice, che il rapporto giuridico, a tale momento, non si era ancora esaurito. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 17/08/2016.


Concorso della commissione di massimo scoperto al superamento delle soglie d'usura. Conto corrente – Interessi usurari – Accertamento dell’usurarietà del tasso applicato – Commissione di massimo scoperto.
Solo con l'entrata in vigore della legge di conversione n. 2 del 2009 la commissione di massimo scoperto (ma solo a far data dal 1° gennaio 2010) "entra", quale possibile addendo, nel calcolo attraverso cui si computa il costo del credito e, quindi, si opera la rilevazione del tasso effettivo globale medio; e solo da tale momento l'onere qui oggetto di studio è suscettivo di concorrere al superamento delle soglie d'usura di cui alla legge n. 108 del 1996. Tribunale Teramo, 26/07/2016.


Definita la formula di calcolo antiusura e i rimedi utilizzabili dal correntista in sostituzione del proprio onere probatorio. Opposizione a D.I. - Validità della formula indicata da Bnkitalia per la verifica della usurarietà - Rimedi processuali utilizzabili dal correntista in sostituzione del proprio onere probatorio.
E’ in assoluta coerenza con l’intero impianto normativo dettato in materia di usura intendere le Istruzioni della Banca d’Italia alla stregua di norme tecniche previste ed autorizzate dalla disciplina regolamentare, necessarie per l’applicazione in concreto della legge ordinaria. Pertanto, se è pur vero che il giudice non è vincolato al rispetto delle Istruzioni della Banca d’Italia quali fonti di diritto, tuttavia un eventuale calcolo del TEG applicato secondo differenti formule matematiche, rischierebbe di compromettere la certezza della normativa di settore e la prevedibilità delle decisioni giudiziarie, con ulteriori conseguenze negative circa la possibilità degli operatori economici di effettuare ponderate e consapevoli scelte contrattuali e di mercato.

Altro punto di rilievo della sentenza è la definizione dell’onere probatorio ex art. 2697 c.c.. Viene infatti statuito che solo nel caso in cui il cliente, pur avendo regolarmente richiesto copia della documentazione, non abbia conseguito dalla banca la documentazione indicata, potrà in sede giudiziale invocare in sostituzione del proprio onere probatorio rimedi di carattere processuale, quale in particolare un ordine di esibizione ex art. 210 c.p.c.
Là dove, viceversa, non risulti che l’attore abbia preventivamente esercitato il proprio diritto soggettivo ex art. 119 TUB, va affermata l’inammissibilità di un ordine di esibizione posto a carico della banca, in quanto tale strumento processuale finirebbe con assumere una portata meramente esplorativa e rivolta a sostituirsi all’onere probatorio inevaso gravante su di una parte. (Rosanna Pagliuca) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 20/07/2016.


Contratto di mutuo, usura e concorso reale tra norma penale e civile. Contratto di mutuo – Usura – Concorso reale tra norma penale e civile – Sanzione civile indiretta – Presupposti

Art. 112 c.p.c. – Allegazione – Definizione – Effetti

Art. 96, comma 3, c.p.c. – Ratio e presupposti – Insussistenza.
Tra norma penale e norma civile, reciprocamente autonome, è riscontrabile il fenomeno del concorso reale: in particolare, la norma civile può prevedere quale fattispecie cui collegare un determinato rimedio o una determinata sanzione esclusivamente l’accordo vietato ovvero elementi ulteriori rappresentati dal comportamento tenuto da una delle parti nella fase delle trattative, dalla esecuzione del programma negoziale, dall’elemento soggettivo che connota il comportamento di una delle parti e in questi casi appaiono congiuntamente applicabili le norme dei due rami dell’ordinamento. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

L’art. 644, comma 1, c.p. sanziona penalmente la stipula di un contratto che preveda l’esecuzione di prestazioni di interessi che incidano negativamente sul regolare funzionamento del mercato del credito perché idonei a determinare un aumento esponenziale del debito e che sia espressione dell’approfittamento da parte del creditore della situazione di inferiorità economica della controparte. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

L’art. 1815, comma 2, cod. civ., per l’applicazione della sanzione civile indiretta, richiama con la formula sintetica “se sono pattuiti interessi usurari” tutti gli elementi soggettivi e oggettivi della fattispecie criminosa ossia la consapevolezza e volontà di applicare il tasso usurario (elemento soggettivo) sia l’approfittamento dello stato di difficoltà economica della parte mutuataria (elemento oggettivo). (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

In presenza di un’allegazione della parte, intesa come dichiarazione normativa, diretta a valorizzare un determinato fatto per la produzione di un dato effetto giuridico, il giudice ha, ai sensi dell’art. 112 c.p.c., il potere di pronunciarsi riconoscendo eventualmente, con la sentenza, l’effetto giuridico indicato dalla parte stessa. (Luca Caravella) (riproduzione riservata)

L’ambito di applicabilità dell’art. 96, comma 3, c.p.c. sia parzialmente diverso rispetto a quello delle disposizioni previste dall’art. 96, commi 1 e 2, riguardando, sul piano processuale, il potere del giudice di disporre, anche di ufficio, la sanzione, disposizione che ha la sua ratio giustificatrice nell’esigenza di presidiare interessi di natura pubblica e, sul piano sostanziale, i casi in cui la condotta processuale della parte presenti un connotato di particolare gravità e, quindi, i casi in cui l’abuso dello strumento processuale si sia inverato nell’esercizio del diritto di difesa con la consapevolezza dell’infondatezza della propria istanza e la volontà di coinvolgere nel processo la controparte, insussistenti allorquando si configurino, come nel caso in esame, profili di imperizia nello svolgimento del diritto di difesa e nella predisposizione degli atti processuali. (Luca Caravella) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli Nord, 14/07/2016.


Usura nel mutuo e tasso di mora. Usurarietà originaria di mutuo – Applicabilità della disciplina antiusura nel caso di superamento della soglia nel solo tasso di mora – Sussistenza

Conseguenze della pattuizione del tasso di mora in misura superiore alla soglia – Gratuità integrale del mutuo ai sensi dell’art. 1815 secondo comma codice civile – Sussistenza.
E’ pacifico che i tassi di mora non concorrano a determinare il TEGM; a ciò non consegue la non assoggettabilità dei medesimi al rispetto delle soglie d’usura.
In tema di contratto di mutuo l’art. 1 della legge 108/96 che prevede la fissazione di un tasso soglia al di là del quale gli interessi pattuiti devono essere considerati usurari, riguarda sia gli interessi corrispettivi che gli interessi moratori; pertanto ai fini della applicazione dell’art. 644 c.p. e dell’art. 1815 comma 2 c.c., si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi di mora. (Domenico Baiani) (riproduzione riservata)

L’art. 1815 comma 2 c.c. esprime un principio giuridico valido per tutte le obbligazioni pecuniarie e prevede la conversione forzosa del mutuo da usuraio in gratuito, in ossequio alla esigenza di maggiore tutela del debitore: in caso di interessi usurari la clausola che li prevede è nulla e dunque non sono dovuti interessi per il capitale prestato dal mutuante. (Domenico Baiani) (riproduzione riservata) Appello Roma, 07/07/2016.


Contratto di mutuo - Usura - Somma aritmetica del tasso degli interessi corrispettivi con quello degli interessi moratori - Esclusione.
La valutazione dell’usurarietà di un tasso di interesse ai fini dell’applicazione della nullità di cui all’articolo 1815, comma 2, c.c. non va operata sommando aritmeticamente il tasso degli interessi corrispettivi con quello degli interessi moratori, trattandosi di categorie di interessi aventi diverse finalità e tra loro alternativi, ma valutando ciascuno di essi singolarmente con riguardo al tasso soglia. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 02/07/2016.


Prescrizione e pagamenti con funzione solutoria in conto corrente con apertura di credito. Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Rigetto dell'eccezione di prescrizione decennale - Mancanza di indicazione ad opera della Banca dei pagamenti con funzione solutoria - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali non pattuiti - Non si deve computare la C.M.S. in mancanza di espressa pattuizione - Espletamento di C.T.U. contabile con relativi quesiti.
In tema di rapporto di conto corrente bancario in punto di prescrizione e di distinzione tra atti di pagamento ed atti ripristinatori della provvista, la Banca è tenuta ad assolvere l'onere di indicare i singoli pagamenti che rispondono alla diversa funzione solutoria e di dimostrare tale funzione in concreto; da ciò ne consegue che l'eccezione di prescrizione avanzata dalla Banca deve ritenersi infondata.  In mancanza di espressa e corretta pattuizione, non sono dovuti gli interessi ultralegali e neanche gli interessi anatocistici con capitalizzazione trimestrale e le C.M.S. - Ai fini del calcolo del TEG si deve computare l’incidenza delle C.M.S. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Teramo, 29/06/2016.


Fino al 2009, per l'usura la CMS conta in modo 'particolare'.  .
Qui di seguito la riproduzione testuale i due principi di fondo che l’importante pronuncia di Cassazione 22 giugno 2016, n. 12965 ha rilasciato in materia di usura civile.

«La clausola contenuta nei contratti di apertura di credito in conto corrente, che preveda l’applicazione di un determinato tasso sugli interessi dovuti dal cliente e con fluttuazione tendenzialmente aperta, da correggere con sua automatica riduzione in caso di superamento del c.d. tasso soglia usurario, ma solo mediante l’astratta affermazione del diritto alla restituzione del supero in capo al correntista, è nulla ex art. 1344 c.c., perché tesa a eludere il divieto di pattuire interessi usurari».

Sino all’entrata in vigore della legge n. 2/2009, «ogni eccedenza della CMS in concreto praticata rispetto alle entità massime fissate pro tempore dalle Istruzioni della Banca d’Italia non realizza di per sé un fattore rilevante al fine del superamento del tasso sogli usurario, trattandosi di elemento diverso … non calcolabile nel medesimo coacervo di fattori di costo, pertanto l’eventuale usurarietà del rapporto bancario può conseguire solo da una giustapposizione che, assumendo dal valore percepito di periodo la CMS e riscontratane in ipotesi il superamento di percentuale rispetto a quella massima, vada ad aggiungere tale costo improprio e non dovuto all’interesse propriamente detto, verificando se, per tale via, non sia stato superato in modo indiretto il tasso soglia per avere questo così oltrepassato lo spread del TEGM». (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 22/06/2016.


Usura e prova in giudizio: inammissibilità della CTU contabile 'esplorativa'. Contratti bancari – Applicazione di tassi usurari – Prova – CTU “esplorativa” – Inammissibilità.
Non può essere accolta la domanda di consulenza tecnica contabile in assenza di specifiche e precise contestazioni circa le modalità di applicazione e determinazione degli interessi e degli altri costi imputati nei rapporti di c/c; simile consulenza deve ritenersi inammissibile in quanto formulata con modalità puramente “esplorative”, inammissibile per una ctu che deve costituire un mezzo di esame di una prova, non costituire un mezzo autonomo di acquisizione di una prova non prodotta dalle parti. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 22/06/2016.


Il cliente non può pretendere in giudizio l'esibizione dei documenti bancari se non li ha preventivamente richiesti in via stragiudiziale. Usura – Richiesta di ordine di esibizione della documentazione bancaria ex art.210 c.p.c. – Necessità di preventiva richiesta ex art.119 T.U.B. – Sussiste.
Per poter concedere un ordine di esibizione ex art.210 c.p.c. la parte deve dimostrare di aver provato ad ottenere la documentazione di cui chiede l’esibizione con gli strumenti extra processuali, al fine di evitare di instaurare una causa senza aver letto la documentazione da cui vuole inferire le sue eccezioni e le sue domande processuali e financo le nullità o la consumazione di reati. [Nella fattispecie, in materia di tassi bancari usurari, il Giudice dichiarava l’esploratività della domanda dell’ordine di esibizione avanzato dal cliente verso la banca convenuta poiché non risultava provata una preventiva richiesta di copia della documentazione ex art.119 T.U.B.]. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 29/05/2016.


Contratti bancari, onere della prova del correntista e presunzione di ricezione degli estratti conto. Contratti bancari - Rapporto di conto corrente - Ripetizione di indebito - Onere della prova del correntista - Produzione integrale degli estratti conto - Presunzione di ricezione degli estratti conto da parte del correntista - Mancato assolvimento dell’onere probatorio - Rigetto.
In tema di ripetizione dell’indebito, la parte attrice deve assolvere l’onere della prova che grava sul creditore istante ex art. 2033 c.c. il quale è tenuto a provare i fatti costitutivi della sua pretesa e quindi sia l'avvenuto pagamento, sia la mancanza di una causa che lo giustifichi; ciò anche nell’ipotesi in cui si assuma che il pagamento è indebito non per l’intero ma solo per una parte. Tale principio è applicabile anche al correntista che agisce per la ripetizione dell’indebito, sul quale grava pertanto l’onere di produrre in giudizio tutti gli estratti conto sì da fornire prova degli avvenuti pagamenti indebiti. In difetto, non è possibile accertare in concreto le violazioni dedotte da parte attrice.

Visto il principio di vicinanza della prova e della presunzione di ricezione degli atti inviati all’indirizzo del destinatario ex art.1355 c.c., è onere del correntista dedurre prove circa la mancata ricezione degli estratti conto.

Il mancato assolvimento dell’onere della prova da parte del correntista assorbe le eccezioni di nullità delle clausole contrattuali e di superamento del c.d. tasso soglia svolte da parte attrice in relazione alla domanda di ripetizione. Infatti nell’azione di ripetizione dell'indebito l'accertamento dell'insussistenza dell'obbligo di pagamento rappresenta un mero antecedente logico della domanda di restituzione della somma corrisposta e non già l'oggetto di un'autonoma domanda di accertamento negativo: pertanto, nel caso in cui la domanda di ripetizione debba essere rigettata per mancanza della prova dell'asserito pagamento (in quanto mancano gli estratti conto), l’attore non ha interesse alla pronuncia sull'accertamento negativo del debito, trattandosi di una domanda del tutto diversa per petitum e causa petendi da quella originariamente proposta con l'atto introduttivo del giudizio. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 12/05/2016.


L’interesse moratorio influisce sulla valutazione dell’usurarietà del tasso. Contratti bancari – Usura – Valutazione dell’usurarietà del tasso applicato – Tasso d’interesse moratorio – Inclusione nel computo – Sussiste.
Nonostante l’oggettiva diversità di funzione e la “doverosa” esclusione dalla determinazione del TEGM, gli interessi moratori devono essere ricompresi all’interno del tasso soglia.
La rilevazione del TEGM è intrinsecamente diretta a registrare (attraverso un’indagine di mercato) il costo fisiologico del denaro, il “normale prezzo praticato alla normale clientela”, per cui evidentemente non può ricomprendere il tasso moratorio, che non rappresenta una voce di costo dell’operazione.
Il tasso soglia, invece, per come è stato costruito dalla norma, rappresenta il limite massimo entro il quale può concretamente muoversi l’autonomia privata nella complessiva determinazione di tutte le voci economiche, anche quelle che appartengono alla patologia del contratto, nella cui determinazione il TEGM rappresenta solo la base di calcolo per la successiva maggiorazione.
Ne consegue, logicamente, che il tasso moratorio, pur non contribuendo a determinare il costo dell’operazione, deve comunque contenersi all’interno del cuscinetto individuato per la determinazione del tasso soglia. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 11/05/2016.


Contratti bancari – Mutuo – Usurarietà del tasso – Rilevazione TEGM – Verifica usurarietà del tasso – Oneri eventuali.
La rilevazione del TEGM, sulla base delle Istruzioni della Banca d’Italia, e la determinazione del TEG della singola operazione creditizia, ai fini della verifica di legalità, sono due operazioni distinte, rispondenti a funzioni diverse e aventi a oggetto aggregati di costi che, seppure definiti con un criterio omogeneo (interessi commissioni spese collegate all’erogazione del credito), non sono perfettamente sovrapponibili. Funzione del TEGM, e quindi delle Istruzioni della Banca d’Italia, è infatti ai sensi dell’art. 2 legge n. 108 (cfr. tra molte Cass. pen. 18.3.2003 n. 20148) fotografare l'andamento dei tassi medi di mercato, praticati da banche e intermediari finanziari sottoposti a vigilanza (comma 1), distinti per classi omogenee di operazioni “tenuto conto della natura, dell'oggetto, dell'importo, della durata, dei rischi e delle garanzie” (comma 2) al fine di determinare e rendere noto alla generalità di banche e intermediari “il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari”. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 27/04/2016.


Contratti bancari – Mutuo – Tasso soglia – TEGM pubblicato nei D.M. pro tempore vigenti .
Ai fini del tasso soglia deve considerarsi esclusivamente il TEGM pubblicato nei D.M. pro tempore vigenti, incrementato degli ordinari coefficienti, senza fare luogo ad alcuna maggiorazione. E questo, ancorché un’indagine statistica a fini conoscitivi, condotta dalla Banca d’Italia e dall’Ufficio Italiano Cambi, nel lontano 2002, abbia “rilevato che, con riferimento al complesso delle operazioni facenti capo al campione di intermediari considerato, la maggiorazione stabilita contrattualmente per i casi di ritardato pagamento è mediamente pari a 2,1 punti percentuali” (come tuttora si legge nei D.M. trimestrali). (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 27/04/2016.


Contratti bancari – Mutuo – Accertamento dell’usurarietà – Artt. 1815 c.c. e 644 c.p. – Interpretazione autentica – Oneri eventuali.
La matrice storica della norma di interpretazione autentica degli artt. 1815 c.c. e 644 c.p. non offre gravi argomenti per affermare un divieto di pattuizione così stringente da comminare la nullità del contratto e muovere l’apparato sanzionatorio penale anche di fronte a scenari di superamento del tasso soglia semplicemente possibili, perché subordinati al realizzarsi di “condizioni” ancora non verificatesi né certe, quali un ritardo nel pagamento che determini applicazione di interessi di mora in misura tale da determinare il superamento della soglia. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 27/04/2016.


Contratti bancari – Mutui – Accertamento usurarietà del tasso – Interessi moratori – Irrilevanza voci meramente potenziali o del tutto irreali.
Se è vero che il d.l. 394/00 indica che gli interessi moratori contano nel calcolo usurario esso non dice tuttavia che questi debbano essere considerati nello stesso identico modo di quelli compensativi; che cioè la rilevanza degli interessi da risarcimento prescinda dall’essersi verificato il medio logico che è pur necessario per la loro effettiva applicazione (mentre i compensativi corrono, per contro, proprio in ragione dell’avvenuta consegna del denaro ex art. 821 c.c.). L’interesse moratorio, ovvero ogni onere eventuale, entra dunque nel calcolo del TEG solo se si sia verificato ritardo nel pagamento della rata (o le diverse condizioni di contratto. cui era subordinata la sua applicabilità). Segue a contrario l’irrilevanza, ai fini della verifica di usurarietà, delle voci di costo, bensì collegate all’erogazione del credito, ma meramente potenziali o del tutto irreali. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 27/04/2016.


Usura: ad oggi non è possibile valutare se gli interessi moratori superino il tasso soglia usura. Contratto di mutuo – Usura – Interessi moratori e tasso soglia usura – Sommatoria interessi moratori e corrispettivi.
Sebbene gli interessi moratori, al pari di quelli corrispettivi, debbano sottostare ai limiti derivanti dalla disciplina in materia di usura e, quindi, siano suscettibili di essere pattuiti in misura usuraria, ad oggi è precluso l’accertamento in concreto del carattere usurario degli stessi, in quanto i tassi soglia sono determinati in base alle rilevazioni del TEGM, operate dalla Banca d’Italia, in linea con le prescrizioni del Ministero delle Finanze, che tengono conto solo degli interessi corrispettivi e non di quelli moratori.

Il vaglio di usurarietà degli interessi moratori è limitato all’ipotesi della cd. usura “soggettiva”, così come ricavabile dalla disciplina penalistica dell’istituto.

Ai fini del tasso usurario, agli interessi moratori non si sommano né gli interessi corrispettivi, né le spese. (Giacomo Mastrorosa) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 27/04/2016.


L’usurarietà del tasso di mora si apprezza con riguardo all’importo complessivo degli interessi conteggiati rapportato alla quota capitale. Contratti bancari – Mutuo – Interessi – Tasso corrispettivo – Tasso di mora – Sommatoria – Usurarietà – Esclusione

Contratti bancari – Mutuo – Interessi – Tasso di mora – Usurarietà – Computo.
Ai fini della verifica del superamento del tasso soglia, la determinazione del tasso moratorio in una misura percentuale maggiorata rispetto al tasso corrispettivo non implica la sommatoria dei due interessi, in quanto il tasso moratorio, in caso di inadempimento, si sostituisce al tasso corrispettivo. (Marta Gilli) (riproduzione riservata)

Ai fini della verifica della usurarietà del tasso di mora, occorre calcolare se l’importo complessivo degli interessi (corrispettivi e di mora) conteggiati a carico del mutuatario inadempiente, rapportato alla quota capitale, comporti in termini percentuali un superamento del tasso soglia. (Marta Gilli) (riproduzione riservata) Tribunale Como, 20/04/2016.


Usura, rilevanza delle istruzioni della Banca D'Italia. Le istruzioni della Banca d'Italia devono essere prese quale riferimento per il calcolo del TEG - Il giudice non può valutare arbitrariamente il contenuto del precetto di cui all'art. 644 c.p. - Le commissioni di massimo scoperto non possono essere inserite nel calcolo del TEG fino al 1.1.2010 - Probabilistici come quello c.d. "worst case".
ln materia di usura, le tanto contestate istruzioni della Banca d’Italia non vengono in rilievo come atto amministrativo, ma costituiscono uno strumento che viene impiegato dall’autorità amministrativa nel procedimento di integrazione del contenuto dell’art. 644 c.p, e dell'art.2 della L. 108/1996 che la stessa legge le demanda per la concreta determinazione del tasso medio d'interesse in base al quale viene stabilito, con un agevole automatismo, il tasso soglia per ciascuna categoria d'operazione.
Al giudice resta comunque preclusa la possibilità di ricorrere ad un criterio di calcolo del TEG diverso, perché in tal modo egli non si limiterebbe, come gli compete, a verificare il rispetto della legge (che, in questa materia, è integrata dal suddetto procedimento amministrativo), ma andrebbe di fatto a stabilire arbitrariamente proprio il contenuto del precetto, sostituendosi alle autorità amministrative coinvolte.
 
È poi tutto da dimostrare che la formula di matematica finanziaria che viene frequentemente proposta nelle consulenze di parte sia la più idonea a tradurre in percentuale il costo del credito in un finanziamento ad utilizzo  flessibile qual è l’apertura di credito in conto corrente: dividere gli oneri per l’utilizzato invece che per l’accordato, può portare a dei risultati abnormi.
 
Poiché il giudizio sull'usurarietà di un rapporto di credito si basa su di un raffronto tra un dato concreto (lo specifico TEG applicato nell’ambito del contratto oggetto di contenzioso) ed un dato astratto (il TEGM  rilevato con riferimento alla tipologia di appartenenza del contratto in questione), se detto raffronto non viene effettuato ricorrendo alla medesima metodologia di calcolo, il risultato che se ne ricava sarà inevitabilmente falsato.
 
Le esigenze di simmetria dei termini del raffronto della verifica circa l’eventuale superamento del tasso soglia di cui all'art. 2 della L 108/1996 non consentono quindi nemmeno di includere le commissioni di massimo scoperto nel computo del TEG per il periodo anteriore al 1.1.2010, atteso che tale onere era in precedenza espressamente escluso dalla rilevazione.
 
Questo giudice si è già espresso in altre occasioni circa l’assoluta irrilevanza, ai fini della verifica del rispetto della normativa antiusura, dei c.d. scenari probabilistici e a fortiori della suggestiva teoria del “worst case”. (Giuseppe Campo) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 14/04/2016.


La clausola di salvaguardia per la determinazione degli interessi moratori non esclude l'usura. Mutuo – Interessi moratori – Clausola di salvaguardia – Usurarietà – Gratuità del mutuo

Mutuo – Interessi moratori – Clausola di salvaguardia – Usurarietà – Gratuità del mutuo – Esecuzione immobiliare.
La presenza di una c.d. clausola di salvaguardia con riferimento alla determinazione degli interessi moratori non esclude che, tenuto conto degli altri oneri economici caricati sul cliente, il contratto debba ritenersi usurario, con conseguente necessaria gratuità dello stesso. (Vincenzo Farina) (riproduzione riservata)

Il superamento del tasso soglia di usura, che comporta la conversione del mutuo a titolo oneroso in mutuo a titolo gratuito, giustifica la sospensione della procedura esecutiva avviata dal mutuante. (Vincenzo Farina) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 07/04/2016.


Nullità delle clausole del conto corrente per violazione di norme imperative; rilevabilità in ogni stato e grado del giudizio in presenza di contestazione del titolo posto a fondamento della richiesta e di elementi già acquisiti al giudizio. Conto corrente - Violazioni di norme imperative - Nullità - Contestazione del titolo posto a fondamento della richiesta - Elementi già acquisiti al giudizio - Rilevabilità in ogni stato e grado del giudizio.
La nullità delle clausole del contratto di conto corrente conseguente a violazioni di norme imperative (come ad esempio, clausole in cui è stato previsto un tasso d’interesse usurario o la capitalizzazione con qualsiasi periodicità degli interessi a debito o la commissione di massimo scoperto o l’anticipazione non contrattualizzata della valuta) qualora vi sia stata contestazione anche per ragioni diverse sul titolo posto a fondamento della richiesta di interessi, può essere rilevata in ogni stato e grado del giudizio, purché basata su elementi già acquisiti al giudizio, senza che ciò si traduca in una violazione dei principi della domanda e del contraddittorio. (Antonio Volanti) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 22/03/2016.


Contratto di mutuo a tasso variabile, determinabilità ex art. 1284 c.c. e cumulo di interessi corrispettivi e moratori. Contratti bancari – Contratto di mutuo a tasso variabile – Determinabilità ex art.1284 c.c. del tasso di interesse – Usura – Usura sopravvenuta – Esclusione – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Rigetto.
Ai fini della determinabilità ex art. 1284 C.C. del tasso di interesse applicato ad un contratto di mutuo, è sufficiente che il tasso concretamente applicato sia determinato per relationem rinviando a criteri esterni al documento contrattuale, purché oggettivamente individuabili. In questa prospettiva, il richiamo al Prime Rate della banca mutuante consente di determinare con certezza l’entità del tasso da applicare al mutuo, non essendo esso calcolato sulla base di criteri discrezionali o determinazioni unilaterali della stessa, ma in relazione al prime rate dell’A.B.I, indice che rappresenta il tasso nominale usualmente praticato dal sistema bancario alla clientela primaria.

Ai fini della valutazione del superamento del tasso soglia non può essere effettuata la sommatoria tra gli interessi convenzionalmente pattuiti tra le parti e quelle moratori: la verifica dell'eventuale superamento del tasso soglia deve essere autonomamente eseguita con riferimento a ciascuna delle due categorie sopra indicate, senza sommarli tra loro, come è stato invece isolatamente sostenuto in qualche pronuncia di merito. La Suprema Corte con la propria sentenza n. 350.2013 ha inteso semplicemente indicare la necessità di accertare il rispetto del tasso soglia anche in relazione agli interessi moratori. In particolare la tesi del cumulo fra interessi moratori e corrispettivi non può essere condivisa in ragione della diversità ontologica e funzionale delle due categorie di interessi, avendo il tasso di mora una autonoma funzione quale penalità per il fatto, imputabile al mutuatario e solo eventuale, del ritardato pagamento, con la conseguenza che la sua incidenza va rapportata al protrarsi ed alla gravità della inadempienza, del tutto diversa dalla funzione di remunerazione propria degli interessi corrispettivi.

Il Tribunale ritiene di dovere aderire all’orientamento decisamente maggioritario che ha sostenuto l’impossibilità di configurare la c.d. usura sopravvenuta. A tale proposito va evidenziato come non ci si possa discostare dal dato normativo dall’esame del quale si ricava necessariamente che, ai fini della configurabilità dell’usura, momento decisivo e determinante risulta essere solo quello della pattuizione negoziale, senza che modifiche esterne sopravvenute possano incidere sulla situazione sebbene vadano ad incidere sul rapporto ancora in essere. Del resto, ove si ritenesse che l’istituto bancario fosse tenuto a ridurre gli interessi in misura pari al tasso soglia, esso potrebbe anche risultare inferiore (nell’ipotesi di finanziamento a tasso fisso) a quello inizialmente concordato. Detta situazione comporterebbe una modifica genetica del rapporto contrattuale con trasformazione del tasso fisso in tasso variabile e pregiudizio dell’affidamento sulla stabilità delle condizioni negoziali lecitamente e regolarmente pattuite tra le parti; il che porrebbe in discussione anche la stabilità del sistema bancario posto che le banche non potrebbero più fare affidamento sull’entità degli oneri da corrispondere dal mutuatario (o comunque rendendo molto difficoltoso procedere a tale valutazione), con inevitabile contrazione (in presenza di un atteggiamento negativo della parte mutuante verso la concessione di finanziamenti) della possibilità per i risparmiatori di accesso al credito. (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 10/03/2016.


Mutuo – Usura – Superamento del tasso soglia – Somma algebrica tassi corrispettivo e moratorio – Non rileva.
Ai fini del confronto tra TEG e tasso soglia d’usura è priva di fondamento l’operazione consistente nel compiere la somma algebrica tra tasso corrispettivo e tasso moratorio che si presentano come entità tra di loro eterogenee, riferite a basi di calcolo differenti. Il tasso corrispettivo si applica, infatti, al capitale residuo al fine di determinare la quota di interessi della rata di ammortamento, mentre il tasso di mora si calcola sulla singola rata d’ammortamento, nel caso in cui la stessa non sia pagata alla scadenza. L’interesse corrispettivo è, per altro, espressione della fruttuosità del denaro, mentre quello moratorio ha natura risarcitoria dell’inadempimento relativo al pagamento della singola rata. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 08/03/2016.


Mutuo – Tasso di mora – Usura – Superamento tasso soglia – Nullità sola clausola determinativa di interessi moratori.
Nel caso di superamento del tasso soglia d’usura da parte del tasso di mora la nullità opera unicamente rispetto alla clausola determinativa del tasso di mora, senza estendersi alla clausola determinativa degli interessi corrispettivi. L’art. 1815, comma 2 cc, nel caso di superamento del tasso soglia, riferisce, infatti, la sanzione della nullità non ad ogni clausola determinativa di interessi ma alla sola clausola determinativa di interessi usurari. (Patrizio Melpignano) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 08/03/2016.


Sospensione delle esecuzioni forzate a danno delle vittime di usura. Usura – Sospensione dei termini per i processi esecutivi ex L.44/99.
Qualora le indagini preliminari abbiano ottenuto un riscontro per il reato di cui all’art.644 codice penale, va conseguentemente accolta la richiesta di sospensione degli atti esecutivi concernenti le procedure pendenti a carico di coloro che rivestono il ruolo di parte offesa del reato. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Pistoia, 20/01/2016.


Contratto di mutuo - Tasso di mora - Usura - Clausola di salvaguardia - Arrotondamento al tasso soglia usura arrotondato per difetto a favore del correntista - Esclusione ab origine della violazione della soglia dell'usura.
La clausola, contenuta nel contratto di mutuo, la quale preveda che il tasso di mora sia il tasso soglia usura arrotondato per difetto a favore del correntista, impedisce ab origine che la pattuizione possa violare la soglia dell'usura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 13/01/2016.


Contratto di mutuo - Tasso di mora - Usura - Mancato rilevamento del tasso di mora da parte dei decreti trimestrali ministeriali - Aumento della mora media rilevata dalla Banca d'Italia con delta del 2,10%.
L'aumento della mora media rilevata dalla Banca d'Italia con un delta del 2,10% consente di far fronte al fatto che il tasso di mora non viene rilevato dai decreti trimestrali ministeriali e di rendere confrontabile l'interesse di mora medio con il tasso corrispettivo medio soglia usura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 13/01/2016.


Contratto di mutuo - Ammortamento alla francese - Maggiore onerosità - Capitalizzazione composta - Effetti sulla determinazione della quota di interessi - Esclusione.
Il piano di ammortamento calcolato con il metodo cd. alla francese, pur essendo più oneroso di quello calcolato con il metodo all'italiana, utilizza una formula di capitalizzazione composta che non ha, però, alcun effetto nella determinazione della quota di interessi calcolata sul solo capitale residuo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 13/01/2016.


Legittimità dell'ammortamento 'alla francese'; inammissibilità della CTU contabile 'esplorativa'. Contratti bancari – Anatocismo – Nell’ammortamento cd. “alla francese” – Non sussiste

Contratti bancari – Applicazione di tassi usurari – Prova – CTU “esplorativa” – Inammissibilità.
La progressione dell’ammortamento cd. “alla francese” non provoca alcun fenomeno anatocistico nel conteggio degli interessi contenuti in ogni singola rata.
Quest’ultimo si presenta nel diverso caso in cui non venga rispettata, dal parte del soggetto mutuatario, la scadenza del pagamento rateale, e vengano computati su tali rate impagate gli interessi di mora. In tal caso, tuttavia, l’art.3 della Delibera C.I.C.R. 9.2.2000 consente l’anatocismo. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata)

Comporta l’inammissibilità della CTU contabile, dal momento che la stessa avrebbe una finalità meramente esplorativa, il fatto che parte attrice si sia limitata a richiedere la determinazione del quantum del saldo passivo, senza avere indicato quali poste passive andrebbero rettificate e i criteri in base ai quali si sarebbero dovute operare tali rettifiche. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 11/01/2016.


Nel calcolo del T.E.G. ai fini della rilevazione del tasso soglia d’usura si deve computare sempre la c.m.s.. Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Nel calcolo del T.E.G. ai fini della rilevazione del tasso soglia d’usura si deve computare sempre la c.m.s. - Condanna della banca anche al pagamento delle spese di C.T.U..
In tema di rapporto di conto corrente bancario ed in punto di calcolo del T.E.G. si deve sempre computare l’incidenza delle c.m.s. ai fini della determinazione del tasso usurario; in considerazione degli esiti della C.T.U, le relative spese vengono integralmente poste a carico della banca. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 04/01/2016.


Accertamento dell'usura con riferimento al momento genetico del contratto e limitata efficacia della clausola di salvaguardia. Usura - Accertamento - Momento genetico del contratto - Clausola di salvaguardia - Effetti - Fattispecie.
L'accertamento dell'usurarietà del tasso di interesse attiene al momento genetico del contratto, per cui devono intendersi come usurari gli interessi che superino il limite previsto dalla legge al momento della loro pattuizione, a prescindere dal superamento del tasso soglia al momento della loro corresponsione; conseguentemente, l'introduzione di un meccanismo volto a limitare ex ante una determinazione degli interessi in contrasto con i limiti previsti dall'ordinamento non impedisce il verificarsi del fenomeno usurario. (Nel caso di specie, si è ritenuto che la clausola di salvaguardia facesse riferimento al Tan e non al Taeg e che comunque il differenziale tra Taeg e Tan, sommati al tasso di mora adeguato ex art. 108/96, avrebbe comunque comportato un valore del tasso complessivo superiore alla soglia consentita dalla legge). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 30/12/2015.


È a carico del cliente l'onere di provare la natura solutoria delle rimesse in conto corrente. Conto corrente bancario - Ripetizione degli addebiti illegittimi - Prescrizione dell'azione - Natura solutoria delle rimesse - Individuazione - Modalità - "Normalità" della natura solutoria - Esclusione - Onere della prova della natura solutoria delle rimesse - Onere a carico della parte che deduca la sussistenza dell'apertura di credito.
La individuazione delle rimesse di natura solutoria - secondo la definizione data dalla sentenza della Corte di cassazione n. 24418 del 2010 ed al fine di stabilire la decorrenza della prescrizione dell'azione di ripetizione delle somme illegittimamente addebitate sul conto corrente - deve essere effettuata caso per caso, non potendosi presumere in astratto la "normalità" della funzione ripristinatoria.

L'onere della prova della natura solutoria delle rimesse incombe sulla parte che deduca (e dimostri) la sussistenza dell'apertura di credito, in base alla regola generale per la quale chi intende far valere l'esistenza di un contratto al fine di trarre le conseguenze a sé favorevoli e di poter paralizzare la eccezione di prescrizione di controparte, è tenuto a fornire la prova del fatto costitutivo della pretesa laddove, diversamente opinando, verrebbe posto a carico della banca l'onere di fornire la prova di un fatto negativo consistente nell'assenza della stipulazione di un contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 23/12/2015.


Modalità di accertamento dell’usurarietà, irrilevanza della clausola di salvaguardia e gratuità del mutuo. Usura – Verifica superamento soglia – Cumulo interessi moratori e commissione di estinzione anticipata

Clausola di salvaguardia – Irrilevanza – Conseguenze: intervenuta gratuità del mutuo.
Ai fini dell’accertamento dell’usurarietà di un mutuo deve aversi riguardo al tasso previsto per gli interessi moratori nonché ogni altra spesa e commissione(quali le spese di istruttoria, eventuali assicurazioni stipulate a garanzia del finanziamento, commissioni per anticipata risoluzione del contratto e così via). (Rosario Beninato) (riproduzione riservata)

Il mutuo di cui è causa deve ritenersi gratuito ai sensi dell’art. 1815 cod civ. a nulla rilevando la clausola di salvaguardia prevista nel contratto in esame la quale non esclude il carattere usurario del mutuo e quindi la sua gratuità. (Rosario Beninato) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 14/12/2015.


Il correntista ha facoltà di agire contro la banca dalla data di ogni singola operazione ritenuta illegittima, con ogni relativa conseguenza in ordine alla decorrenza della prescrizione. Conto corrente bancario - Prescrizione dell'azione del correntista relativa agli addebiti illegittimi - Decorrenza da ogni singolo operazione.
Il correntista ha facoltà di agire anche in corso di rapporto al fine di far accertare l'illegittimità di ogni annotazione a debito e più in generale di ogni operazione eseguita dalla banca in suo danno e ciò in quanto egli ha, ai sensi dell'articolo 1852 c.c., la disponibilità "in qualsiasi momento" delle "somme risultanti a suo credito", non potendosi dubitare che per tali possono intendersi non solo quelle derivanti da denaro proprio del correntista ma anche quelle a lui rivenienti da aperture di linee di credito di varia natura, pacifica essendo la facoltà di costui di agire ex contractu al fine di ottenere la favorevole rettifica del relativo saldo. (In base a tale principio, il Tribunale ha ritenuto prescritta l'azione del correntista relativa alle operazioni effettuate nel decennio anteriore la notifica dell'atto di citazione.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 02/12/2015.


Clausola di salvaguardia e usura. Usura – Clausola di salvaguardia fermata solo su interessi moratori – Verifica superamento soglia – Cumulo interessi moratori e commissione di estinzione anticipata – Irrilevanza clausola.
La presenza di una clausola di salvaguardia che riconduce la misura degli interessi moratori al limite massimo del tasso soglia dell’usura non rileva al fine di escludere l’usurarietà del tasso convenuto, qualora il contratto espressamente preveda, oltre agli interessi, anche una commissione per estinzione anticipata e spese di assicurazione. Ne deriva che per valutare se il tasso pattuito supera il tasso soglia è necessario cumulare gli interessi moratori con la commissione di estinzione anticipata e le altre spese. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 27/11/2015.


Usura contrattuale e interessi di mora. Il piano di ammortamento c.d. alla francese non produce interessi anatocistici. Mutuo - Interessi di mora - Corrispettivo del mutuo - Esclusione - Cumulo dei tassi corrispettivi e di mora - Esclusione - Ammortamento alla francese.
La manualistica insegna che gli interessi di mora costituiscono una forma di liquidazione preventiva del danno da ritardo nell'adempimento e svolgono altresì una funzione deterrente dell’inadempimento stesso. Essi non possono quindi considerarsi un corrispettivo del mutuo in quanto non costituiscono un costo economico necessario del finanziamento, ma un onere del tutto eventuale destinato a venire in rilievo solo nella fase esecutiva del contratto e in caso di andamento patologico del rapporto
 
L’impiego dei termini "corrispettivo” e "remunerazioni" evoca senza dubbio quel rapporto di sinallagmaticità (e quindi l’interdipendenza causale delle prestazioni tra loro, per l’appunto, corrispettive) che non può sussistere con riguardo agli interessi moratori, la cui pattuizione ha invece funzione di preventiva liquidazione del danno da ritardo nell'obbligazione pecuniaria e di coercizione indiretta finalizzata a sollecitare lo spontaneo adempimento del debitore.
 
Va senz'altro  accantonata la tesi del cumulo tra i tassi d'interesse corrispettivi e i moratori. Si tratta infatti di una operazione assolutamente errata e illogica già dal punto di vista matematico. Se si parte dal presupposto che il tasso d'interesse è, in parole povere, la grandezza espressa in percentuale per un dato periodo di tempo che indica quanta parte della somma prestata debba essere corrisposta come interesse al termine del periodo di tempo considerato, è agevole comprendere come non sia possibile effettuare un calcolo unitario sommando il tasso dei corrispettivi con quello di mora perché sono totalmente diversi gli elementi del calcolo ed il lasso temporale da prendere in considerazione.
 
L’interesse di mora non può essere raffrontato con i tassi soglia. Così come sarebbe palesemente scorretto calcolare nel costo del credito convenzionalmente pattuito gli addebiti a titolo di imposte (senz’altro esclusi in forza delle stessa norma primaria) così come sarebbe errato confrontare gli interessi pattiziamente convenuti per una data operazione di credito con i tassi soglia di una diversa tipologia di operazione creditizie, risulta altrettanto scorretto procedere al raffronto tra dati che costituiscono lo sviluppo ed il risultato di calcoli matematici differenti ovvero l’inclusione nel TEG di oneri non contemplati per la rilevazione del TEGM.
 
Anche ove si volesse ritenere che gli interessi moratori siano soggetti al rispetto della normativa antiusura, l’eventuale nullità ex art. 1815, co. 2 c.c., proprio in ragione della pacificazione riconosciuta autonomia funzionale tra le diverse tipologie di interessi, riguarderebbe unicamente la clausola in questione e non travolgerebbe l’onerosità del contratto, rendendo l’operazione di finanziamento gratuita.
 
Deve escludersi che nell'ammortamento con rata costante e rimborso graduale del capitale vi possa essere l’applicazione di interessi anatocistici, in quanto tale fenomeno può sussistere e si avrebbe "interesse composto" soltanto se gli interessi maturati sul debito in un dato periodo si aggiungono al capitale, andando cosi a costituire la base di calcolo, ossia il capitale produttivo di interessi, del periodo successivo e così via. (Giuseppe Campo) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 12/11/2015.


Mancata produzione integrale degli estratti conto da parte della banca e pattuizione usuraria sul contratto di conto corrente con riferimento agli interessi extra fido. Opposizione a decreto ingiuntivo – Mancata produzione integrale degli estratti conto da parte della banca – Pattuizione usuraria sul contratto di c/c con riferimento agli interessi extra fido – Nullità.
  Tribunale Rimini, 11/11/2015.


Prescrizione del diritto alla ripetizione. Liberazione del fideiussore ex art. 1956 cod.civ.

Domanda di rettifica del saldo

Prescrizione dell’azione di ripetizione del correntista: dies a quo dall’annotazione a debito e non dalla chiusura del conto

Anatocismo

Usura e Istruzioni della Banca d’Italia nel regime anteriore alla L. 2/09

CMS: nullità per indeterminatezza della clausola

Onere di documentare i flussi di denaro sul conto corrente bancario e art. 2697 cod.civ.

Finanziamento concesso per ripianare una pregressa esposizione di conto corrente e principio di causalità del negozio .
Rientra nell’onus probandi del fideiussore che eccepisca la propria liberazione ex art. 1956 cod.civ. la dimostrazione del duplice requisito della concessione di nuovo credito da parte della banca (requisito oggettivo) e della consapevolezza della banca stessa del significativo peggioramento delle condizioni patrimoniali del debitore (requisito soggettivo).

La situazione di tensione finanziaria dell'impresa affidata, pur imponendo un prudente monitoraggio da parte della banca, non è di per sé indice tale da imporre alla banca stessa la repentina revoca degli affidamenti.

La concessione di nuovo credito da parte del creditore ex art. 1956 cod.civ. assume rilevanza rispetto alla liberazione del fideiussore soltanto nei casi nei quali essa si traduca in una violazione del dovere di solidarietà contrattuale gravante sul creditore, nella cui osservanza trova realizzazione l'obbligo del creditore di comportarsi secondo il canone della buona fede nell'esecuzione del contratto di garanzia, sicché, in assenza di indici specifici che il nuovo credito è concesso al debitore in danno del fideiussore, cioè nonostante la consapevolezza del creditore del sopravvenuto rischio di insolvenza del garantito, deve escludersi che il consentire temporaneamente e prudenzialmente da parte della banca la prosecuzione del rapporto senza interromperlo in via di autotutela e, quindi, senza impedire gli atti di utilizzazione della provvista da parte del debitore, integri di per sé un comportamento contrario a buona fede, dovendo semmai ritenersi contraria a buona fede la repentina revoca da parte della banca di ogni affidamento o linea di credito alla prima comparsa di indici di debolezza finanziaria del debitore non univoci e potenzialmente leggibili come sintomatici di una condizione di temporanea o comunque superabile difficoltà dell'impresa. (Eugenia Tommasi di Vignano) (riproduzione riservata)

Proposta dal cliente l’azione di nullità con rettifica del saldo del conto corrente, l’individuazione di fatti qualificabili quali ‘pagamenti’ del cliente alla banca in corso di rapporto assume rilevanza autonoma come materia di eccezione quando la banca eccepisca la prescrizione del connesso diritto restitutorio del correntista: in tal caso, l’esistenza di pagamenti ultradecennali opera come limite all’azione di nullità (cfr. art. 1422 cod.civ.), impedendo che nella rideterminazione del dare-avere si tenga conto del credito restitutorio del correntista.

La domanda di rettifica del saldo passivo del conto in favore del correntista comporta di per sè anche effetti restitutori quando il saldo rettificato decresce da negativo ‘-n’ sino a saldo zero.

Deve escludersi l’interesse del correntista ex art. 100 c.p.c. al mero accertamento di un eventuale credito irripetibile, salva puntuale specificazione da parte dell’attore dell’interesse concreto e attuale ad agire, cioè del risultato utile concretamente conseguibile dall’accertamento del credito prescritto. (Eugenia Tommasi di Vignano) (riproduzione riservata)

In applicazione del principio generale secondo il quale la proposizione della domanda giudiziale ha efficacia interruttiva della prescrizione ai sensi degli artt. 2943 e 2945 cod.civ., deve ritenersi che anche la domanda giudiziale del correntista di accertamento negativo del credito della banca (intimamente connessa a quella di rettifica del saldo) interrompa la prescrizione della eventuale domanda restitutoria della prestazione eseguita dal cliente in esecuzione del negozio nullo, essendo quest’ultima una domanda strettamente conseguenziale a quella di accertamento della nullità.

Il principio generale per cui la domanda giudiziale del correntista di accertamento negativo del credito della banca interrompe la prescrizione della eventuale domanda restitutoria della prestazione eseguita dal debitore in esecuzione del negozio nullo trova uno specifico fondamento normativo nel combinato disposto degli artt. 1832, 2 comma, 1852 e 2935 cod.civ..

La sequenza di annotazioni - incidendo sul saldo disponibile del conto, che si modifica di momento in momento - determina uno spostamento patrimoniale immediato dal correntista in favore della banca, cioè di fatto un ‘pagamento’ autonomo ed anticipato rispetto all'evidenza contabile che di esso offre l'estratto conto comunicato al correntista alla prima chiusura periodica successiva all'annotazione. Dovendosi ritenere dimostrato ex art. 1852 cod.civ. che il correntista può in ogni momento esercitare il proprio diritto al pagamento delle somme risultanti a suo credito (diversamente da quanto accade nel conto corrente ordinario ex art. 1823 cod.civ., in cui sono inesigibili sino a scadenza i crediti di entrambi i correntisti), deve correlativamente ritenersi che egli possa esercitare tale diritto dalla data di ciascuna annotazione di poste passive da parte della banca, in quanto incidente immediatamente sul saldo a suo credito e, quindi, integrante uno spostamento patrimoniale (anche ai sensi dell’art. 2033 cod.civ.) che, ove indebito, cioè mancante di una causa giustificativa, è suscettibile di ripetizione, con la conseguenza che la prescrizione dell'azione di ripetizione del correntista decorra non già dalla chiusura definitiva del conto bensì dalla data di ogni singola annotazione in conto da parte della banca. (Eugenia Tommasi di Vignano) (riproduzione riservata)

A fronte di clausole anatocistiche nulle per l’intera durata del rapporto, il saldo finale del conto va ricalcolato conteggiando gli interessi convenzionali senza alcuna capitalizzazione, in conformità a quanto affermato da Cass. 24418/10 sullo specifico tema della capitalizzazione. (Eugenia Tommasi di Vignano) (riproduzione riservata)

In tema di usura, per il periodo precedente all’entrata in vigore della L. n. 2/09, non si condivide l'assunto teorico che ricollega il metodo di calcolo del TEG alla diretta applicazione del principio di cui all'art. 644, 4 comma cod.pen., che ricomprende nel calcolo del TEG anche la CMS, poiché: a) porta alla ‘disapplicazione’ delle Istruzioni emanate dalla Banca d'Italia ai sensi dell’art. 2, comma 1, della legge n. 108/96, che espressamente escludono la CMS dal computo del TEG prevedendone la rilevazione separata, senza tuttavia considerare che la stessa legge 108/96, nel rimettere all'autorità amministrativa ministeriale il compito del rilevamento periodico dei tassi, esige la rilevazione comparata di “…operazioni della stessa natura”, cioè di elementi omogenei tra loro, quali non sono gli interessi e la CMS, ove concepita come “…il corrispettivo pagato dal cliente per compensare l'intermediario dell'onere di dover essere sempre in grado di fronteggiare una rapida espansione nell'utilizzo dello scoperto del conto”; b) non tiene conto del fatto che, riconosciuta nell'art. 644 una norma penale in bianco suscettibile di eterointegrazione per la determinazione del “…limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari”, sono gli stessi Decreti Ministeriali di rilevazione dei tassi usurari, emessi ai sensi dell'art. 2 della legge n. 108/96 e, quindi, integrativi della stessa norma penale (cfr. art. 644, 3 comma, cod.pen.), ad elevare a rango di legge il criterio tecnico della B.I.; c) contrasta con la ultima parte del 2 comma dell'art. 2 bis della legge n. 2/09, che ha previsto l'inclusione della CMS nel calcolo del TEG solo a partire dalla data dell’entrata in vigore della legge stessa, confermando per il periodo precedente la disciplina anteriormente in vigore. (Eugenia Tommasi di Vignano) (riproduzione riservata)

In tema di CMS, le clausole di commissione di massimo scoperto debbono ritenersi nulle per indeterminatezza dell’oggetto ex art. 1346 e 1418 cod.civ. quando recano solo il valore percentuale della commissione rispetto allo scoperto del conto e la periodicità di calcolo, senza alcuna specificazione sul concreto meccanismo di funzionamento della commissione (cioè se la CMS vada riferita al montante utilizzato o alla provvista accordata, ovvero se l'indicata percentuale debba riferirsi al momento ‘x’ di punta massima dello scoperto ovvero a un periodo più prolungato di ‘n gg’ di tale scoperto ovvero ancora alla media dello scoperto distribuito su più giorni, etc.), così da risultare pattuite in modo insufficientemente determinato e quindi difforme da quanto previsto dall’art. 1346 cod.civ. in materia di requisiti dell’oggetto del contratto, non consentendo al correntista di comprendere il concreto criterio di computo della commissione, il suo funzionamento e lo specifico impatto sui saldi trimestrali di chiusura periodica del conto. (Eugenia Tommasi di Vignano) (riproduzione riservata)

Il criterio di distribuzione dell'onere di documentare i flussi di denaro sul conto corrente bancario va agganciato al principio di cui all’art. 2697 cod.civ. (“chi vuol fare valere in giudizio un diritto ha l’onere di provarne i fatti costitutivi”), con l’effetto di far gravare sull'attore in senso sostanziale, cioè su colui il quale fa valere la pretesa in giudizio, il relativo onere probatorio, sicchè sulla banca ricorrente in via monitoria grava l'onere di produrre non solo la documentazione contrattuale inerente il rapporto fatto valere in giudizio ma anche tutti gli estratti conto, rappresentativi dei flussi finanziari sul conto, cioè il dettaglio crono-contabile del credito azionato. (Eugenia Tommasi di Vignano) (riproduzione riservata)

Il finanziamento concesso per ripianare una pregressa esposizione di conto corrente non è di per sé privo di causa, tenuto conto che: 1) il contratto di mutuo è un contratto a causa tipica; 2) nel nostro ordinamento, il difetto di causa negoziale si traduce nell'assenza di una funzione concreta del negozio, tale da rendere ingiustificata l'operazione economica sottesa al contratto, e, a differenza del tipo negoziale (che opera principalmente sul fronte della configurabilità dell'operazione quindi della tipicità della figura negoziale), la causa (‘concreta’) opera prevalentemente sul piano della atipicità e pone essenzialmente problemi di liceità dell'interesse concretamente perseguito dalle parti; 3) sul piano della cd. ‘causa concreta’, cioè della finalità concretamente impressa dalle parti all’operazione economica, il mutuo stipulato per estinguere una preesistente scopertura di conto corrente realizza un operazione di consolidamento del debito a breve con un debito a medio o lungo termine, cioè una sorta di ristrutturazione del debito, cosicchè la causa di ‘finanziamento’ dell’erogazione - ferma restando la traditio rei per il perfezionamento del contratto reale di mutuo - si rinviene nella dilazione del pagamento dovuto, che, anche al di fuori della tipicità causale, realizza una operazione comunque diretta a realizzare interessi meritevoli di tutela per l’ordinamento giuridico ex art. 1322 cod.civ.. (Eugenia Tommasi di Vignano) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 27/10/2015.


Mutuo e verifica dell’usurarietà del tasso applicato. Mutuo – Usura – Verifica usurarietà del tasso – Commissione di estinzione anticipata – Interessi Moratori

Mutuo – Usura – Commissione di estinzione anticipata – Condizioni contrattuali – Momento di pattuizione

Mutuo – Usura – Cumulo interessi moratori commissione estinzione anticipata – Risoluzione inadempimento mutuatario.
Ai fini della verifica della usurarietà del tasso convenuto nel contratto di mutuo deve tenersi conto non solo del tasso di interessi convenuto ma anche di tutti gli altri costi previsti in contratto, sia quelli certi (spese di istruttoria, assicurazione immobile concesso in garanzia ecc.) che quelli eventuali quali possono essere gli interessi moratori e la commissione per estinzione anticipata. (Andrea D'Agosto) (riproduzione riservata)

Sebbene la commissione di estinzione anticipata sia determinata in misura percentuale sul capitale residuo ai fini dell’accertamento dell’usurarietà del mutuo il calcolo deve essere operato con riferimento al capitale concesso a mutuo dovendosi aver riguardo al momento in cui le condizioni contrattuali del mutuo vengono pattuite, così come prescrive la legge, considerato che in ipotesi ben può accadere che l’estinzione anticipata venga richiesta a distanza di qualche giorno. (Andrea D'Agosto) (riproduzione riservata)

La necessità di cumulare gli interessi moratori con la commissione di estinzione anticipata appare evidente nel caso in cui tale commissione per contratto è dovuta anche in caso di risoluzione per inadempimento del mutuatario. (Andrea D'Agosto) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 19/10/2015.


Mutuo: verifica del superamento del tasso soglia per effetto della commissione di estinzione anticipata. Mutuo – Verifica superamento del tasso soglia – Determinazione del TAEG – Costi eventuali del finanziamento – Considerazione della commissione di estinzione anticipata e degli interessi moratori – Sussistenza

Diritto Bancario – Mutuo – Superamento del tasso soglia per effetto della commissione di estinzione anticipata – Gratuità del mutuo – Sussistenza

Diritto Bancario – Mutuo – Gratuità o Indeterminatezza del contratto di mutuo – Permanente debito residuo in linea capitale – Istanza di sospensione procedura esecutiva – Esclusione.
Ai fini della determinazione del Taeg si devono considerare tutti i costi, anche solo potenziali, del finanziamento, tra cui deve quindi farsi rientrare la commissione di estinzione anticipata.
Tale commissione costituisce un onere eventuale inerente l’erogazione del credito, e poiché l’art. 644 del Codice Penale stabilisce che “per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”, non vi è dubbio, che, nel calcolo del tasso di interesse effettivo, vadano inclusi tutti gli oneri certi a carico della parte finanziata, collegati al credito, nella misura e secondo le condizioni di applicazione previste dal contratto, così come le voci di costo previste per contratto in alcuni rapporti, ma che intervengono solo in circostanze eventuali e non prevedibili nel momento di sottoscrizione dell’accordo tra le parti, tra cui i costi e le commissioni per estinzione anticipata.  
Orbene, se è vero che gli oneri per estinzione anticipata vengono applicati solo nel caso in cui il contraente si avvalga della facoltà, ove il contratto la preveda, di concludere l’operazione in anticipo rispetto alla durata originariamente convenuta rimborsando integralmente il debito residuo in linea capitale e che, quindi, hanno natura solo eventuale, è parimenti vero che a parere del Tribunale, debbano computarsi nel taeg così come si computano altri oneri eventuali, seppure aventi diversa natura, quali gli interessi moratori.
E’ pacifico, infatti, che alla luce della sentenza n. 350/2013 che il Tribunale ritiene di condividere, al fine di verificare l’eventuale superamento del tasso soglia, si deve tener conto anche degli interessi moratori, che al pari degli oneri per estinzione anticipata, rappresentano un costo solo eventuale del credito, seppure gli uni vengono, di fatto, a far parte dei costi solo in un momento patologico del rapporto (ovvero al momento del ritardo nell’adempimento o dell’insolvenza) mentre gli altri possono considerarsi quale corrispettivo di un opzione concessa al mutuatario. (Giuseppe Contigiani) (riproduzione riservata)

Rappresentando la commissione per estinzione anticipata un costo del credito, la stessa, già per la semplice pattuizione, dovrà essere computata al fine di verificare il superamento del tasso soglia. Dal superamento del tasso soglia, discenderebbe che, ai sensi dell’art. 1815 cc, vi sarebbe la nullità della clausola con la quale sono stati convenuti gli interessi con conseguente gratuità del contratto. (Giuseppe Contigiani) (riproduzione riservata)

La gratuità o l’indeterminatezza del contratto di mutuo fondiario in presenza di un permanente debito residuo in linea capitale da parte del mutuatario è inidonea a determinare l’accoglimento dell’istanza di sospensione della procedura esecutiva. (Giuseppe Contigiani) (riproduzione riservata) Tribunale Ascoli Piceno, 13/10/2015.


Usurarietà, interessi corrispettivi o moratori: verifica con riferimento alla singola entità degli stessi e non alla loro sommatoria. Usurarietà interessi corrispettivi o moratori – Verifica con riferimento alla singola entità degli stessi e non alla loro sommatoria – Lite temeraria se argomentato il contrario.
L’usurarietà degli interessi corrispettivi o moratori va scrutinata con riferimento all’entità degli stessi, e non già alla sommatoria dei moratori con i corrispettivi, atteso che detti tassi sono dovuti in via alternativa tra loro, e la sommatoria rappresenta un ‘non tasso’ od un ‘tasso creativo’, in quanto percentuale relativa ad interessi mai applicati e non concretamente applicabili al mutuatario; sostenere il contrario integra una lite temeraria che espone alla condanna ex art. 96 comma 3 c.p.c.. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 06/10/2015.


Contratto di mutuo – Usura bancaria – Verifica superamento soglie – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Esclusione.
Nel silenzio del legislatore e nel perdurare di oscillazioni di carattere interpretativo, appare da condividere la tesi che nega il cumulo tra interessi moratori e corrispettivi, dovendosi escludere, altresì, l’indole onnicomprensiva del tasso-soglia, attesa la chiara disomogeneità tra gli stessi, e tanto in ragione della diversità di funzione, i primi costituendo una liquidazione forfettaria del danno da inadempimento contrattuale, i secondi integrando la più nitida espresso del principio della naturale fecondità del denaro, stante la sua fisiologica attitudine a produrre frutti civili. (Paolo Maria Tosi) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 25/09/2015.


Contratto di mutuo – Usura bancaria – Verifica superamento soglie – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Esclusione.
Il legislatore, che distingue tra interessi corrispettivi (artt. 1282 e 1284 c.c.) e danni nelle obbligazioni pecuniarie (art. 1224 comma 1 c.p.c.), mostra di annettere rilievo alle due differenti categorie di interessi.
Il quadro degli interessi nel nostro ordinamento appare frastagliato ed eterogeneo, e di tanto, in una logica finanziaria, ha tenuto cono la stessa Banca d’Italia, titolare per legge del potere di rilevare trimestralmente il tasso soglia, la quale ha rimarcato come nella rilevazione del dato richiamato sino tenga conto degli interessi di mora di regola applicati.
Orbene, pur nella consapevolezza del carattere non vincolante dei chiarimenti offerti dall’organo di vigilanza, il Tribunale reputa che i principi espressi dalla Banca d’Italia risultino nondimeno condivisibili perché conformi ad un dato costante proprio della prassi commerciale. (Paolo Maria Tosi) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 25/09/2015.


Tasso soglia: è priva di fondamento la tesi della cumulabilità del tasso corrispettivo con quello moratorio. Usura - Verifica del tasso soglia - Cumulabilità del tasso corrispettivo con quello moratorio - Esclusione.
La tesi della cumulabilità del tasso corrispettivo con quello moratorio, ai fini della verifica del rispetto del tasso soglia ex lege 108/96, è priva di fondamento giuridico giacchè in contrasto con gli artt. 644 c.p. e 1815, c.2, c.c., aventi ad oggetto i soli interessi remunerativi.
Non giova alla tesi criticata neppure il consueto richiamo all’inciso “a qualunque titolo” di cui all’art.1 D.L. 29 dicembre 2000 n. 394 (conv. in L. n. 24/2001) posto che:
a) si ha riguardo a norma di “interpretazione autentica” degli artt. 644 c.p. e 1815, comma 2, c.c., univocamente destinata ad individuare il momento di rilevanza temporale della convenzione usuraria, fermo restando l’originario ambito oggettivo delle norme interpretate;
b) la norma, sul piano della tecnica legislativa, soffre di evidenti pleonasmi (come è reso chiaro anche dall’uso di locuzioni ridondanti quale quella degli interessi “promessi o comunque convenuti”) che suggeriscono prudentemente di ravvisare nell’inciso “a qualunque titolo” null’altro che un’ulteriore enfasi destinata semplicemente a rimarcare l’inclusione nel tasso soglia di qualsivoglia interesse, purché remunerativo, quale che sia il nomen attribuitogli dalla parti;
c) tale esegesi trova definitivo riscontro sistematico nella successiva disciplina di cui all’art. 2 bis, comma 2, del d.l. 29 novembre 2008 n. 280 (conv. nella L. 2/2009), in forza della quale il tasso soglia va individuato secondo il metodo di rilevazione della Banca d’Italia, con esclusione quindi del cumulo predicato.
E’ in ogni caso irrazionale ravvisare il superamento del tasso-soglia ex lege 108/96, raffrontando il risultato dei tassi cumulati con il diverso (e ovviamente minore) tasso fissato nei decreti ministeriali trimestrali che quel cumulo invece escludono. (Andrea Mirenda) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 12/09/2015.


Inammissibilità del ricorso ex art.696-bis c.p.c. per l’accertamento dell’applicazione di interessi usurari. Procedimento ex art.696-bis c.p.c. – Usura – Inammissibilità del ricorso.
È inammissibile il ricorso ex art.696-bis c.p.c. avente ad oggetto l’illegittima applicazione di interessi usurari al rapporto di mutuo.  Ciò in quanto l’accertamento richiesto non solo deve necessariamente svolgersi con le garanzie procedimentali tipiche del giudizio di cognizione, ma non è neppure astrattamente definibile nelle forme di cui all’art. 696 bis c.p.c., essendo materia estranea alla “mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali” o alla responsabilità civile da fatto illecito. Né peraltro può essere demandato al CTU il compito di accertare la sussistenza dell’illecito (contrattuale o extracontrattuale) dedotto a fondamento del danno lamentato e del conseguente credito risarcitorio (o restitutorio) preteso, posto che tale accertamento è riservato al giudizio di merito. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata) Tribunale Imperia, 25/08/2015.


Conteggio dei costi assicurativi per il calcolo del TAEG rilevante ai fini dell’usura. Costi per la stipula di un contratto di assicurazione - Collegamento ad un contratto di mutuo - Conteggio di tali costi nel TAEG - Sussiste nonostante le diverse istruzioni della Banca d’Italia.
Diversamente da quanto indicato dalle istruzioni della Banca d’Italia, anche i costi per la stipula di un contratto di assicurazione, ove connesso alla stipula del contratto di mutuo, devono essere tenuti presenti ai fini del calcolo del TAEG. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 09/07/2015.


Opposizione a precetto e verifica del tasso usuraio. Procedimento di opposizione a precetto - Verifica presenza tasso usuraio.
Il riferimento contenuto nell’art. 644 c.p. al “corrispettivo” non significa che solo gli interessi corrispettivi possono dare luogo al reato di usura. Il reato appare integrato per il solo fatto che vi sia una “corrispettività” e quindi in termini contrattuali si direbbe un sinallagma tra una dazione di denaro ed un vincolo giuridico sia esso anche solo una promessa, che possa consentire al mutuante di ottenere un vantaggio, tra cui interessi, sproporzionati rispetto al valore del denaro, mentre la corrispettività non attiene alla natura degli interessi o della utilità.

Ai sensi dell’art. 1815 c.c., qualora siano convenuti interessi usurari “non sono dovuti interessi, nemmeno nella misura legale. (Barbara Maseri) (riproduzione riservata) Tribunale Rovereto, 30/06/2015.


Ai fini della verifica del superamento delle soglie usura non si sommano gli interessi corrispettivi a quelli moratori. Contratto di mutuo – Usura bancaria – Verifica superamento soglie – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Esclusione.
La diversità ontologica e funzionale degli interessi corrispettivi, destinati fisiologicamente a remunerare il denaro dato in prestito, e moratori, destinati nella eventuale fase patologica del rapporto a sanzionare l’inadempimento del cliente, esclude che per la verifica del superamento delle soglie usura di un contratto di mutuo si debba procedere ad una loro sommatoria (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 25/06/2015.


Gli oneri eventuali tra usura originaria e sopravvenuta. Contratti di finanziamento – Usura – Verifica usurarietà del tasso – Tasso effettivo applicabile – Usura originaria – Usura sopravvenuta – Interessi moratori – Commissione di estinzione anticipata

Contratti di finanziamento – Usura – Verifica usurarietà del tasso – Tasso effettivo applicabile – Irrilevanza oneri meramente potenziali o irreali – Interessi moratori – Commissione di estinzione anticipata.
Il controllo di legalità ex art. 1815 c.c. deve avere a oggetto il tasso effettivo applicabile all’operazione creditizia determinato con il contributo di remunerazioni, commissioni e spese dovute o per effetto della conclusione del contratto, salvo sopravvenienza di vicende estintive (i.e., interessi corrispettivi) o per essersi verificato l’evento, futuro e incerto al momento dalla conclusione del contratto, cui le stesse sono subordinate (così, tipicamente, la mora sul ritardo di adempimento e la penale di estinzione nel caso di recesso anticipato). (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata)

Ferma restando l’irrilevanza del momento del pagamento – e quindi la sufficienza delle condizioni contrattuali per far luogo all’applicazione della voce di costo ai fini del calcolo del TEG – non vanno calcolate, al fine della verifica dell’usurarietà del tasso, le remunerazioni, le commissioni e le spese meramente potenziali, perché non dovute per effetto della mera conclusione del contratto, ma subordinate al verificarsi di eventi futuri (ancora possibili ma concretamente) non verificatisi; quali, ad esempio, il tasso di mora potenzialmente usurario ma mai applicato, stante il regolare adempimento del creditore. Né, ai fini di detta verifica di usurarietà, vanno prese in considerazione remunerazioni, commissioni e spese del tutto «irreali», perché non dovute per effetto della mera conclusione del contratto e subordinate al verificarsi di eventi che non si sono verificati, né potranno in seguito verificarsi. Ciò si verifica, ad esempio, nel caso in cui il contratto preveda una penale di estinzione anticipata che potrebbe risultare usuraria se applicata a breve distanza dalla concessione del credito, ma il cliente non sia receduto. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 20/06/2015.


Estinzione del giudizio come conseguenza della nullità della domanda per indeterminatezza della causa petendi e della mancata successiva integrazione dell’onere di allegazione che incombe su parte attrice. Mancato rispetto della pari temporaneità nell’applicazione dell’anatocismo – Anatocismo – Commissioni di massimo scoperto – Interessi usurari – Variazione tassi di interesse – Indeterminatezza della causa petendi – Ordinanza di integrazione della citazione – Onere della prova – Non sufficiente precisione della memoria integrativa – Nullità della citazione – Estinzione del giudizio.
Qualora il difetto dell’onere di allegazione dell’attore, eccepito dal convenuto nella comparsa di costituzione e risposta, e rilevato dal G.I. con ordinanza dichiarativa della nullità della citazione, non venga sanato da parte attrice nel termine disposto dal Giudice ai sensi dell’art. 307, III comma c.p.c. per il rinnovo della citazione, il processo si estingue. (1) (Carlo Rossi Chauvenet) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 18/06/2015.


Azione di ripetizione di indebito, onere della prova e legittimazione del fideiussore. Conto corrente – Azione di ripetizione di indebito – Fideiussori – Legittimazione attiva – Esclusione

Conto corrente – Azione di ripetizione di indebito – Interessi usurari – Onere di allegazione – Necessità

Conto corrente – Azione di ripetizione di indebito – Onere della prova – Produzione documenti contrattuali ed estratti conto – Necessità.
I fideiussori che agiscono per l'accertamento delle nullità relative al rapporto intercorrente tra il creditore e il debitore principale, ove la banca convenuta contesti la loro qualità di garanti, devono fornire la prova della loro legittimazione attiva mediante la produzione del contratto di garanzia. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)

Nelle azioni di ripetizione d'indebito, l'attore che deduce l'applicazione di interessi usurari ha l'onere di allegare e indicare con precisione i modi, i tempi, e la misura del superamento del c.d. tasso soglia e, più precisamente, i tassi in concreto applicati dall'istituto di credito, i trimestri nei quali si sarebbe verificato il superamento, con le relative percentuali. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)

Nel caso in cui sia il correntista ad agire in giudizio per la ripetizione delle somme indebitamente versate alla banca a titolo di interessi anatocistici e/o usurari, incombe su costui l'onere di allegare i fatti posti a base della domanda mediante la produzione del contratto di conto corrente e degli estratti conto relativi a tutto il rapporto contrattuale: infatti, soltanto la produzione dell'intera sequenza degli estratti conto consente di ricostruire in maniera puntuale il rapporto contrattuale intercorso tra le parti e, quindi, di verificare la pattuizione e la concreta applicazione di interessi anatocistici e/o usurari. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 16/06/2015.


Azione di ripetizione di indebito e onere della prova. Conto corrente – Azione di ripetizione di indebito – Onere della prova – Produzione documenti contrattuali ed estratti conto – Necessità.
Nel caso in cui sia il correntista ad agire in giudizio per la ripetizione delle somme indebitamente versate alla banca a titolo di interessi anatocistici e/o usurari, incombe su costui l'onere di allegare i fatti posti a base della domanda mediante la produzione del contratto di conto corrente e degli estratti conto relativi a tutto il rapporto contrattuale: infatti, soltanto la produzione dell'intera sequenza degli estratti conto consente di ricostruire in maniera puntuale il rapporto contrattuale intercorso tra le parti e, quindi, di verificare la pattuizione e la concreta applicazione di interessi anatocistici e/o usurari. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 26/05/2015.


Reato di usura: i funzionari a livello locale della banca non possono influire sulla determinazione dei tassi di interesse e delle clausole contrattuali. Usura - Indagini preliminari - Archiviazione per i funzionari locali della banca e iscrizione nel registro degli indagati dei vertici dell'istituto.
Può essere accolta la richiesta di archiviazione avanzata dagli indagati per il reato di usura che siano funzionari della banca a livello locale, in quanto gli stessi non hanno una reale possibilità di influire sulla determinazione dei tassi di interesse e delle clausole contrattuali che vengono invece definite a livello centrale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Giudice Indagini Preliminari Campobasso, 19/05/2015.


Inammissibile il ricorso ex articolo 696 bis c.p.c. in tema di applicazione di interessi usurari ad un contratto di mutuo. Usura - Ricorso per accertamento tecnico preventivo in sede non contenziosa ex articolo 696 bis c.p.c. - Valutazioni giuridiche su complessi rapporti contrattuali - Inammissibilità.
È inammissibile il ricorso ex articolo 696 bis c.p.c. che demandi al consulente valutazioni giuridiche di esclusiva pertinenza del giudice attinenti ad un complesso rapporto contrattuale e, pertanto, non suscettibili di portare ad una conciliazione sulla base di una semplice CTU.

Fattispecie in tema di ricorso ex articolo 696 bis c.p.c. volto ad accertare l'entità del credito per effetto dell'applicazione di interessi usurari ad un contratto di mutuo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Spoleto, 18/05/2015.


Usura: il parere del pubblico ministero comporta l'automatica sospensione della procedura esecutiva. Usura - Sospensione dei termini processuali - Parere favorevole del pubblico ministero - Sospensione della procedura esecutiva.
Il provvedimento favorevole del pubblico ministero ai sensi dell'articolo 20, comma 7, della legge n. 34 del 1999, come modificato dall'articolo 2 della legge numero 3 del 2012, comporta la sospensione della procedura esecutiva nei confronti del soggetto vittima dell'usura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 14/05/2015.


Verifica del superamento del tasso soglia: occorre considerare ogni forma di remunerazione. Mutuo – Verifica usurarietà del tasso – Cass. 350/2013 – Art. 644 c.p. – Remunerazioni.
Nella sentenza n. 350/2013, la Corte di Cassazione non fa riferimento alla sommatoria, ai fini della verifica dell’usurarietà del tasso, tra interessi corrispettivi e interessi moratori. Ciò nonostante, come evidenziato dalle Sezioni Penali della stessa Corte (Cass. 46669/2011), al fine di determinare se un tasso sia usurario non ci si deve limitare alla valutazione degli interessi moratori, ma si deve considerare ogni remunerazione che un istituto di credito percepisce in remunerazione dell’attività prestata. Il limite stabilito dalla legge è infatti un limite insormontabile, che non può essere aggirato con distinzioni delle somme dovute dal cliente alla banca in causali diverse. Per l’effetto, pur essendo l’art. 644 c.p. una norma penale in bianco, rimane fermo il principio che nella determinazione del tasso usurario deve considerarsi ogni remunerazione; ne deriva che le diverse disposizioni della Banca d’Italia dovranno essere disapplicate per contrasto con la norma primaria. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 14/05/2015.


Anatocismo bancario. Anatocismo bancario – Capitalizzazione annuale – Illegittimità – Sussiste.
E’ illegittima la capitalizzazione annuale degli interessi. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 06/05/2015.


Applicabilità degli interessi corrispettivi in caso di tassi moratori usurari. Contratti bancari – Interessi – Usura – Riferita a gli interessi moratori – Applicabilità degli interessi corrispettivi nella fase di mora – Sussiste

Tasso soglia per interessi moratori – Determinazione – Criteri – Rilevazione statistica Banca d’italia.
Gli interessi moratori continuano ad esprimere la funzione di remunerazione del denaro già affidata agli interessi corrispettivi nella fase fisiologica del rapporto: funzione che corrisponde ad una quota del danno da ritardo, cui si aggiunge una quota ulteriore ed aggiuntiva che quindi da sola e più propriamente caratterizza la fase patologica del rapporto.
Anche qualora gli interessi moratori siano pattuiti in sostituzione dei corrispettivi, in caso di superamento del tasso soglia da parte dei soli interessi moratori la sanzione di gratuità prevista dall’art.1815 cpv. c.c. deve investire la sola clausola affetta da nullità, ovvero la sola clausola relativa agli interessi moratori, con conseguente diritto per il mutuante di esigere gli interessi corrispettivi anche nella fase di mora. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

È necessario che le grandezze esaminate per rilevare il TEGM siano omogenee con quelle sottoposte alla valutazione, quindi che si comparino interessi corrispettivi con interessi corrispettivi, interessi moratori con interessi moratori.
In mancanza di tabelle dei TEGM differenziate tra interessi corrispettivi e moratori, il valido criterio normativo che consente di determinare in via generale lo spread che caratterizza il TEGM degli interessi moratori rispetto a quello rilevato per gli interessi corrispettivi è quello rilevato dalla Banca d’Italia nell’indagine statistica del 2002. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 30/04/2015.


Se la banca non informa il cliente del TAEG applicato si manifesta fondato il motivo di opposizione basato su una denunciata applicazione di tassi ultralegali in assenza di accordo sul tasso effettivo. Interessi usurari - Tasso soglia - Applicabilità non solo agli interessi corrispettivi ma anche agli interessi moratori - Verifica del superamento del tasso soglia autonomamente per ciascuna categoria di interessi

Superamento del tasso soglia da parte dei soli interessi moratori e non anche di quelli corrispettivi - Elisione dei soli interessi moratori e non anche di quelli corrispettivi.
La violazione dell’obbligo della banca di informare il cliente del TAEG in concreto applicato costituisce violazione di norme imperative inderogabili determinati nullità del contratto di finanziamento: l’applicazione da parte dell’istituto di credito di tassi ultralegali in assenza di accordo sul tasso effettivamente applicato comporta l’applicazione del tasso sostitutivo BOT ex art. 117 T.U.B..

Il tasso soglia al di là del quale gli interessi sono considerati usurari, riguarda non solo gli interessi corrispettivi, ma anche quelli moratori; la verifica dell’eventuale superamento del tasso deve essere eseguita in via autonoma con riferimento a ciascuna delle due categorie di interessi.

Ove il superamento del tasso soglia riguardi solo gli interessi moratori, la nullità ex art. 1815, comma 2, c.c. colpisce unicamente la clausola concernente i medesimi interessi moratori, senza intaccare l’obbligo di corresponsione degli interessi corrispettivi convenzionalmente fissati al di sotto della soglia.

Nel caso in cui la banca non informi il cliente del TAEG in concreto applicato si manifesta fondato il motivo di opposizione basato su una denunciata applicazione di tassi ultralegali in assenza di accordo sul tasso effettivo con la conseguenza che si deve applicare il tasso sostitutivo BOT ex art. 117 T.U.B.. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 22/04/2015.


Consulenza tecnica preventiva in tema di interessi usurari, anatocismo, commissioni e spese indebite. Provvedimenti di istruzione preventiva – Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite – Quesito in materia di interessi usurari, anatocismo, commissioni e spese indebite – Determinazione e rettifica saldo di conto corrente ancora in essere – Ammissibile.
E’ pienamente ammissibile la procedura di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite ex art. 696 bis c.p.c. anche nell’ambito dei rapporti bancari per controversie aventi ad oggetto la contestazione di addebiti illegittimi (interessi usurari e anatocistici, commissioni di massimo scoperto, valute fittizie, etc.).
L’azione del ricorrente, infatti, è preordinata a verificare l’illegittimità di tali addebiti negli estratti conto e, pertanto, il diritto di credito può annoverarsi nella categoria dei “crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito” previsti dalla norma codicistica.

La funzione deflattiva dell’istituto, unita alla finalità di istruzione preventiva, non permette interpretazioni eccessivamente formalistiche e restrittive.

Il ricorso è ammissibile anche nell’ipotesi di conto corrente ancora aperto, in quanto l’interesse del cliente trova soddisfazione nel ricalcolo dell’effettivo saldo, depurato dagli addebiti nulli, e la domanda di nullità può essere sempre proposta anche in costanza di rapporto. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 17/03/2015.


Usura pecuniaria non ad interessi, sanzione civile, rimedi, rescissione e nullità. Usura pecuniaria non ad interessi - Sanzione civile - Rimedi - Rescissione - Nullità.
L’usura pecuniaria di interessi presenta carattere oggettivo (art. 644, comma 1 e 3 primo periodo, c.p.) e sanzione civilistica nell’art. 1815 c.c..
L’usura, pur pecuniaria, non ad interessi (seppur contro un capitale), invece, presenta sempre carattere soggettivo, postulando la condizione di difficoltà economica o finanziaria della persona pregiudicata, oltre che la sproporzione rispetto al tasso medio praticato per operazioni analoghe sul mercato. Secondo la corrente che ricostruisce il rimedio civilistico di tale reato nella nullità virtuale, tali requisiti soggettivi ed oggettivi sono sufficienti per determinare l’invalidità del contratto di scambio, mentre per la corrente che rintraccia il suddetto rimedio nell’azione di rescissione generale, è altresì necessario che ricorrano i presupposti di sproporzione qualificata e di approfittamento di cui all’art. 1448 c.c.. (Francesco Lupia) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 04/03/2015.


Infondatezza dell’eccezione di nullità del contratto di leasing finanziario per asserita applicazione di interessi usurari e divieto di cumulo tra tasso corrispettivo e tasso di mora. Leasing finanziario – Procedimento per opposizione a decreto ingiuntivo – Interessi usurari – Divieto di cumulo tra interessi corrispettivi ed interessi di mora – Validità ed efficacia clausola di salvaguardia – Mancanza di prova scritta – Provvisoria esecutorietà del decreto ingiuntivo opposto.
In materia di contratti di locazione finanziaria, l’opposizione a decreto ingiuntivo incentrata sul superamento del tasso soglia dell'usura individuato dalla legge, non è fondata su prova scritta anche alla luce del fatto che il contratto di leasing prevede la c.d. clausola di salvaguardia ossia la riduzione dell’interesse moratorio nei limiti del tasso soglia. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata)

La Sentenza della Corte di Cassazione (350/13) afferma soltanto che si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge al momento in cui sono promessi o convenuti, a qualunque titolo, quindi anche a titolo di interessi moratori, senza peraltro statuire che tasso corrispettivo e tasso di mora vadano comunque cumulati. Nel caso all’esame della Suprema Corte il tasso di mora era stato pattuito in termini di maggiorazione del tasso corrispettivo sicché la maggiorazione cui si riferisce il Supremo Collegio attiene le modalità di pattuizione di quel tasso di mora. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 02/03/2015.


Il tasso soglia al di là del quale gli interessi sono considerati usurari riguarda anche gli interessi moratori. Interessi usurari - Tasso soglia - Applicabilità non solo agli interessi corrispettivi ma anche agli interessi moratori - Sussiste - Verifica del superamento del tasso soglia autonomamente per ciascuna categoria di interessi - Impossibilità di loro sommatoria - Sussiste

Superamento del tasso soglia da parte dei soli interessi moratori e non anche di quelli corrispettivi - Elisione dei soli interessi moratori e non anche di quelli corrispettivi - Sussiste.
Il tasso soglia al di là del quale gli interessi sono considerati usurari, riguarda non solo gli interessi corrispettivi, ma anche quelli moratori; peraltro, la verifica dell’eventuale superamento del tasso deve essere autonomamente eseguita con riferimento a ciascuna delle due categorie di interessi, senza sommarli tra loro. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata)

Ove il superamento del tasso soglia riguardi solo gli interessi moratori, la nullità ex art. 1815, comma 2, c.c. colpisce unicamente la clausola concernente i medesimi interessi moratori, senza intaccare l’obbligo di corresponsione degli interessi corrispettivi convenzionalmente fissati al di sotto della soglia. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 24/02/2015.


Nullità della clausola di capitalizzazione degli interessi e di altri usi bancari illeciti – Azione di ripetizione dell’indebito oggettivo – Nullità della transazione ante causam – Effetto non novativo dell’accordo transattivo rispetto al titolo originario.
E’ nulla la transazione su un contratto illecito; per contro la transazione su titoli nulli per altre cause (diversa dalla illiceità) è annullabile su domanda della sola parte che ignorava al momento della stipulazione della transazione la causa di nullità del titolo.
Pertanto non risultando dalla transazione alcun elemento dal quale possa dedursi che il caput controversum fosse proprio la nullità della clausola lamentata dall’attore e che, dunque, con l’accordo transattivo perfezionatosi le parti avessero voluto emendare tale vizio innovando radicalmente il rapporto sulla base di un fondamento causale diverso, occorre legittimamente concludere che la stessa non avesse contenuto novativo. (Mirko Parentini) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 21/02/2015.


Usura e cumulo di interessi corrispettivi e moratori. Usura – Contestazioni relative al cumulo di interessi corrispettivi e moratori – Infondatezza.
E’ infondata la contestazione relativa al superamento del tasso soglia da parte del cumulo di interessi corrispettivi e moratori in quanto l’autonoma verifica di rispetto della soglia di usura va parallelamente condotta con riferimento ai due tassi, che assolvono a funzioni diverse. (Francesco Cantoni) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 12/02/2015.


In tema di usura, il tasso di mora non può essere ricompreso nel calcolo del T.E.G. al fine della verifica del superamento del tasso soglia corrispettivo. Usura - Contratto di mutuo - Verifica della soglia - Pattuizioni relative agli interessi moratori - Rilevanza - Esclusione - Sommatoria dei tassi corrispettivo e di mora - Inammissibilità.
Nell’ambito del mutuo, deve ritenersi che il tasso di mora non possa essere ricompreso nel calcolo del T.E.G. al fine della verifica del superamento del tasso soglia corrispettivo. Infatti:

1) l’aumento del tasso previsto per l’ipotesi di mora ed in definitiva il tasso complessivamente pattuito a titolo di interessi moratori non può essere paragonato tal quale con il tasso soglia, che è stato costruito sulla base del T.E.G. rilevato nei singoli D.M. via via succedutisi nel tempo esplicitamente, senza tenere in considerazione la maggiorazione prevista per la mora;
 
2) si consideri come la possibilità di applicare la norma sull’usura agli interessi di mora non appaia pacifica, non essendo il dato normativo certamente univoco (ed anzi andando lo stesso in senso contrario all’applicazione in questione): l’art. 644 c.p. si riferisce espressamente a interessi posti in “corrispettivo” di una prestazione di denaro, al pari dell’art. 2 della L. 108/1996 che parla di “remunerazioni” (interessi corrispettivi: fase fisiologica del rapporto), mentre l’interesse moratorio attiene al tema del risarcimento del danno (fase patologica del rapporto); dunque, i decreti dovrebbero rilevare il tasso per la fisiologia del rapporto e lo stesso dovrebbe essere confrontato con il tasso previsto dal singolo contratto sempre per la fase fisiologica del rapporto, senza alcuna rilevanza per l’interesse di mora, che non si considera né in sede di D.M., né in sede di verifica giudiziale;

3) l’indicazione “a qualunque titolo” contenuta nell’art. 1 D.L. 394/2000, convertito con modifiche nella legge n. 24/2001, non è certo univoca al riguardo e, considerato come si tratterebbe dell’unico appiglio legislativo alla tesi favorevole – non potendosi valorizzare oltremodo l’obiter dictum di Corte Cost. 29/2002 espresso peraltro in termini di mera “plausibilità” –, lo stesso non pare in grado di derogare implicitamente alle norme generali in tema di risarcimento del danno (precludendolo nell’ambito delle operazioni di finanziamento), tenuto anche conto delle argomentazioni al riguardo espresse dal Collegio di coordinamento dell’ABF con la decisione n. 1875/2014 circa la rilevanza, anche in ambito del diritto comunitario, degli interessi di mora;

4) anche volendo postulare l’astratta applicabilità della L. 108/1996 agli interessi moratori, deve ritenersi che in mancanza di una rilevazione specifica del tasso di mora, il paragone puro e semplice tra i due tassi (tasso soglia previsto per gli interessi corrispettivi e tasso contrattuale di mora) risulta illegittimo, per violazione dell’art. 2 della L. 108/1996;
 
5) in ogni caso andrebbe rilevato uno specifico tasso soglia moratorio, in mancanza del quale, non potendosi confrontare tassi ottenuti in modo disomogeneo - a fronte del chiarissimo dato normativo ricavabile dall’art. 2 L. 108/1996 e dall’omologo art. 644, 4° comma c.p.c. - si verserebbe in una situazione di inapplicabilità della normativa sull’usura all’ipotesi del tasso di mora, al pari di quanto si verificherebbe, pacificamente, in ipotesi di mancata emanazione dei D.M. trimestrali.

Residua comunque il controllo giudiziale previsto dall’art. 1384 c.c. in tema di riduzione della penale di importo manifestamente eccessivo, quale forma di controllo e tutela in tema di interessi di mora, tenuto conto che la convenzione di interessi moratori può essere intesa come forma particolare di clausola penale; v. Cass. n. 8481/2001. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 06/02/2015.


Usura nei contratti di finanziamento ed esclusione dei tassi di mora dal calcolo del TEG. Contratto di finanziamento – Usura oggettiva – Sommatoria tassi corrispettivi e moratori – Esclusione – Maggiorazione del TEGM di punti 2,10 per i tassi di mora – Corretta classificazione dell’operazione – Conseguenze.
Ai fini della verifica del mancato superamento del tasso soglia dell’usura non è corretta l’operazione di sommatoria dei tassi d’interesse corrispettivo e moratorio previsti contrattualmente, o in un certo momento applicati, al fine di confrontare il risultato con il tasso soglia vigente, né simile operazione ha mai ricevuto l’avallo della Cassazione nella sentenza 09.01.2013 n. 350. (Lorenzo Biscaglia) (riproduzione riservata)

Il tasso soglia previsto per gli interessi corrispettivi non trova applicazione per gli interessi di mora, in quanto i tassi di mora sono esclusi dal calcolo del Tasso Effettivo Globale. (Lorenzo Biscaglia) (riproduzione riservata)

I TEGM pubblicati trimestralmente per ciascuna categoria di operazioni debbono essere maggiorati di punti 2,10 allorché vengano utilizzati ai fini della verifica della pretesa usurarietà del tasso moratorio convenuto. (Lorenzo Biscaglia) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 27/01/2015.


Leasing strumentale, opposizione a decreto ingiuntivo e interessi usurari. Opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo – Contestazione di interessi usurari e indeterminati – Produzione di perizia econometrica – Controcredito invocato dalla parte opponente – Mancata indicazione, da parte dell’opposta, delle somme pretese – Impossibilità di verificare superamento del tasso soglia in assenza di CTU – Rischio di decozione per l’impresa debitrice – Gravi motivi per sospensione – Sussistono.
Nell’opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, costituiscono gravi motivi ai sensi dell’art. 649 c.p.c. le contestazioni attinenti alla violazione della normativa in materia di usura in un contratto di leasing strumentale, con indeterminatezza degli interessi (L. n. 108 del 1996, nonché degli artt. 1283 e 1284 c.c.), qualora finalizzate ad evidenziare l’erroneità dell’importo del debito complessivo e comprovare anzi la sussistenza di un controcredito da parte dell’impresa locataria.

La parte opposta, anche in tale fase, è tenuta a indicare specificamente l’entità delle somme pretese, al fine di consentire la verifica del lamentato superamento del tasso soglia.

Il periculum in mora è rappresentato dal concreto rischio di decozione della parte opponente in caso di mancata sospensione della provvisoria esecuzione del decreto, quando quest’ultimo abbia ad oggetto la restituzione di mezzi costituenti il complesso produttivo aziendale, che risulterebbe irrimediabilmente depauperato. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 22/01/2015.


La banca che eccepisce la prescrizione deve indicare e provare la natura solutoria delle singole prestazioni. Conto corrente – Apertura di credito – Eccezione di prescrizione della banca – Carattere solutorio dei pagamenti – Onere della prova a carico della banca .
È onere della banca provare che i versamenti, nei cui confronti il cliente ha svolto azione di ripetizione dell’indebito, hanno natura solutoria, avendo la stessa banca spiegato eccezione di prescrizione a riguardo. Tale eccezione può intendersi utilmente formulata quando la banca abbia indicato, nel rispetto della tempistica processuale per il rilievo delle eccezioni non rilevabili d’ufficio, le singole prestazioni di natura solutoria (rispetto a quelle di natura meramente ripristinatoria, per le quali la prescrizione decorre dalla chiusura del conto), e cioè abbia in sostanza segnalato i «pagamenti» per i quali è da ritenersi spirato il termine decennale per la relativa ripetizione e, ancora prima, il perché i detti versamenti costituiscano pagamenti. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 18/12/2014.


Interessi corrispettivi e moratori, distinzione e trattamento ai fini della verifica del superamento del tasso soglia. Interessi corrispettivi e moratori - Distinzione - Verifica del superamento della soglia dell'usura - Somma aritmetica - Esclusione.
Gli interessi corrispettivi e quelli moratori non possono essere considerati unitariamente, attraverso la semplice somma aritmetica, al fine di verificare l'eventuale superamento del tasso soglia dell'usura. Le due specie di interessi sono infatti distinte, in quanto quelli corrispettivi remunerano la mutuante della messa a disposizione del denaro e costituiscono il corrispettivo del diritto del mutuatario a godere della somma capitale erogata in conformità al piano di ammortamento; gli interessi di mora hanno, invece, funzione sostanzialmente risarcitoria, di liquidazione in via preventiva del danno patito dal mutuante per l'inadempimento del mutuatario e, come tali, rientrano nel novero delle prestazioni accidentali, prive di carattere corrispettivo, che vengono in rilievo solo nella eventuale fase patologica del rapporto in conseguenza dell'inadempimento del debitore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 09/12/2014.


Usura bancaria, determinazione del TEG della singola operazione, nullità parziale del contratto e nullità virtuale di protezione. Usura bancaria – Determinazione del TEG della singola operazione – Artt. 644 IV comma c.p. e 1815 c.c. – Il tasso di interesse oggetto della fattispecie penale – Nullità parziale del contratto – Nullità virtuale di protezione – Istruzioni per la rilevazione del TEGM fornite dalla Banca d’Italia – Irrilevanza.
L’art. 644 c.p. contiene una definizione del concetto di “tasso di interesse usurario” costituente l’elemento centrale dell’oggetto della condotta vietata (pattuizione o addebito di interesse a tasso usurario) onnicomprensiva, precisata al IV comma.

Il tasso di interesse della fattispecie penale (e della corrispondente norma imperativa rilevante per il diritto civile e avente come conseguenza sanzionatoria quella prevista dall’art. 1815 II comma c.c.) è costituito dalla somma di interessi in senso tecnico, nonché di commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese connesse alla erogazione del credito e dunque in rapporto causale, in senso civilistico, con la concessione del finanziamento o del mutuo.

Il concetto di tasso di interesse oggetto della condotta tipizzata (dal reato e quindi vietata anche sul piano civilistico) è determinato in modo tassativo da una norma definitoria legale integratrice del precetto.
Il parametro di antigiuridicità della condotta è dato dal superamento del tasso in concreto rilevato (secondo la definizione anzidetta) con un limite soglia che è individuato dalla legge attraverso il rinvio ad un dato normativo secondario, ossia il Decreto Ministeriale che, con cadenza trimestrale individua il tasso effettivo globale medio, per ciascun tipo di operazione (TEGM) aumentato della metà.

In caso di nullità totale del contratto, il creditore, sia pure in mala fede, potrebbe richiedere immediatamente la restituzione quantomeno del capitale. Viceversa, prevedendo l’art. 1815 c.c. una ipotesi di nullità parziale del contratto con finalità di protezione, il debitore potrà comunque avvantaggiarsi degli eventuali termini stabiliti a suo favore nel contratto e non ancora scaduti, rimanendo il negozio valido, salva la nullità parziale della clausola di interessi.

La norma di cui all’art. 2 comma 1 della Legge 108/96si limita a definire  attraverso un circoscritto rinvio “in bianco” a fonte sub legislativa la sola soglia percentuale della usurarietà dell’interesse e non già il concetto di tasso di interesse ai sensi della disciplina antiusura che trova pieno e completo quadro definitorio nel solo art. 644 c.p..

La natura prescrittiva delle rilevazioni è limitata alla sola definizione del TEGM e, quindi, della soglia di usurarietà per ciascuna operazione e per ciascun periodo, senza che rivestano qualifica di normatività i presupposti della attività di rilevazione o le attività o le direttive della Banca d’Italia seguite dagli intermediari e dalle Banche per le segnalazioni dei tassi riscontrati e presupposto della emanazione dell’atto normativo secondario consacrato nel trimestrale Decreto Ministeriale.

Ove il decreto ministeriale, nelle proprie rilevazioni, non abbia considerato certi costi, che invece avrebbe dovuto tenere in conto ai sensi dell’art. 2 comma 1 legge 108/96, non può negarsi l’esistenza del potere di disapplicazione dell’atto di normazione secondaria ai sensi dell’art. 4 e 5 dell’allegato E legge 2248/1865: al giudice penale in ogni caso d’ufficio, e al giudice civile – pur sempre d’ufficio -, ma previa deduzione dei motivi di illegittimità dell’atto ad opera della parte che ne abbia interesse. (Pasquale Coppola) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 04/12/2014.


Usura – Interessi di mora – Individuazione tasso soglia – Maggiorazione del 2,1% prevista dai Decreti Trimestrali – Sommatoria corrispettivi e moratori (Divieto) – Clausola di salvaguardia .
Quand'anche si volesse ritenere che anche gli interessi di mora debbano essere rispettosi del limite legale antiusura, tesi per la quale sussiste ancora incertezza giurisprudenziale in assenza di una previsione legislativa specifica al riguardo e che possa determinare per tali interessi una specifica soglia, quest'ultima deve venire calcolata con i criteri dettati dai decreti trimestrali, con la maggiorazione pari a 2,1 punti percentuali, secondo la stessa Banca d'Italia e la sua nota di chiarimento in materia di applicazione delle legge antiusura del 3 luglio 13.
La sentenza della Cassazione n. 350/13 non ha mai espresso come principio la sommatoria dei tassi di interessi nella misura in cui il tasso corrispettivo e quello di mora hanno funzione e natura e applicazione del tutto diversi.
La previsione della cd clausola di salvaguardia evita l’automatico superamento del tasso soglia. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 03/12/2014.


Verifica usurarietà del tasso, commissione di estinzione anticipata e interessi moratori. Mutuo – Usura – Verifica usurarietà del tasso – Commissione di estinzione anticipata – Interessi moratori .
Ai fini della verifica della usurarietà del tasso convenuto, occorre tenere conto (non solo del tasso di interessi convenuto, ma anche) di tutti gli altri costi previsti nel contratto, certi o eventuali che siano, tra i quali gli interessi moratori e la commissione di estinzione anticipata. Quanto a quest’ultima, sebbene la commissione di estinzione anticipata sia determinata in misura percentuale sul capitale residuo, ai fini dell’accertamento dell’usurarietà del tasso il calcolo deve essere operato con riferimento al capitale concesso a mutuo: nello svolgimento di detto accertamento occorre infatti prendere in considerazione il momento in cui le condizioni contrattuali vengono pattuite. La necessità di cumulare gli interessi moratori con la commissione di estinzione anticipata appare viepiù evidente nel caso in cui la commissione di estinzione anticipata sia dovuta anche in caso di risoluzione per inadempimento del mutuatario. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 01/12/2014.


Contratto di leasing e usura: irrilevante la pattuizione del tasso di mora in mancanza di inadempimento. Clausola di salvaguardia. Inammissibile la consulenza preventiva a fini conciliativi quando venga contestata l'usurarietà del finanziamento. Contratto di leasing – Accertamento usurarietà del tasso di mora – Indeterminabilità del tasso di mora in concreto applicabile – Operatività della cd clausola contrattuale di salvaguardia per la determinazione del tasso di mora – Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite in materia di usura – Inammissibilità.
La determinazione del tasso di mora eccepito usurario, pattuito in 8 punti oltre l’Euribor vigente alle singole inadempienze, resta ipotetica e perciò irrilevante in mancanza di inadempimenti contrattuali, non potendosi applicare in concreto il pertinente indice Euribor che deve fungere da base di calcolo per la maggiorazione di 8 punti. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata)

La cd clausola contrattuale di salvaguardia per la determinazione del tasso di mora prevedendo espressamente che “laddove questo risultasse superiore al tasso soglia ... al suddetto titolo sarà applicato quest’ultimo tasso”, determina contrattualmente l’incidenza degli interessi moratori entro l’applicazione del tasso soglia. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata)

E’ inammissibile una consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite in materia di usura quando la parte resistente contesta in radice l’usurarietà del finanziamento, così come ogni eventuale obbligo restitutorio. Fuori da siffatta stretta interpretazione della proponibilità del rimedio, l’art. 696-bis c.p.c. finirebbe per accreditare risultati di indagini peritali privi di completezza e di adeguato scrutinio di ammissibilità che, nell’ordinario giudizio, segue generalmente alla dimostrazione dell’obbligo restitutorio desunta dalla complessità del rapporto sub iudice. (Gianluigi Iannetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 14/11/2014.


Usura – Commissione di massimo scoperto – Rilevanza – Anche prima del 2010 – Affermazione – Modalità di conteggio.
Nonostante la contraria previsione delle Istruzioni della Banca d’Italia, non autorizzate a derogare all’art. 644 c.p. e comunque operanti sul diverso piano della rilevazione del TEGM, la commissione di massimo scoperto deve essere considerata onere rilevante ai fini del riscontro di usurarietà della fattispecie concreta anche prima dell’entrata in vigore della legge n. 2/2009. Non è manifestamente illegittimo, e non può quindi essere disapplicato, il metodo di calcolo del TEGM previsto al rigurado dalle Istruzioni della Banca d’Italia. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 31/10/2014.


Usura – Usura sopravvenuta – Rilevanza – Affermazione – Conseguenze.
In caso di usura sopravvenuta rispetto alla conclusione del contratto, non si applica la norma dell’art. 1815, comma 2, c.c., ma si deve sostituire di diritto al tasso divenuto usurario il tasso soglia del periodo. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 31/10/2014.


Vincolatività delle ‘Istruzioni per la rilevazione dei tassi effettivi globali medi ai sensi della legge sull’usura’ emanate dalla Banca d’Italia ai fini del calcolo del TEG per la verifica del rispetto dei tassi soglia. Usura – Criteri di calcolo del TEG – Natura vincolante delle Istruzioni della Banca d’Italia – Sussiste

Usura – Criteri di calcolo del TEG – Discrezionalità tecnica della Banca d’Italia – Sussiste

Usura – Criteri di calcolo del TEG – Difformità dei criteri dalle Istruzioni della Banca d’Italia – Consulenza tecnica d’ufficio – Inammissibile.
Le “Istruzioni per la rilevazione dei tassi effettivi globali medi ai sensi della legge sull’usura” emanate dalla Banca d’Italia, oltre a rispondere alla elementare esigenza logica e metodologica di avere a disposizione dati omogenei al fine di poterli raffrontare, hanno anche natura di norme tecniche autorizzate, posto che, da un lato, l’attribuzione della rilevazione dei tassi effettivi globali alla Banca d’Italia è stata via via disposta dai vari decreti ministeriali annuali che si sono succeduti a partire dal d.m. 23/9/1996 per la classificazione in categorie omogenee delle operazioni finanziarie, e dall’altro lato i decreti ministeriali trimestrali con i quali sono resi pubblici i dati rilevati, all’art. 3 hanno sempre disposto che le banche e gli intermediari finanziari, al fine di verificare il rispetto del tasso soglia, si attengono ai criteri di calcolo indicati nelle “Istruzioni” emanate dalla Banca d’Italia. Le “Istruzioni” in parola sono pertanto autorizzate dalla normativa regolamentare e sono necessarie per dare uniforme attuazione al disposto della norma primaria di cui all’art. 644, quarto comma c.p.. (Manuela Grassi) (riproduzione riservata)

Il computo nel TEG delle commissioni, delle remunerazioni e delle spese collegate all’erogazione del credito richiede necessariamente l’esercizio di una discrezionalità tecnica per la definizione della relativa formula matematica. La scelta operata dalla Banca d’Italia appare del tutto congrua e ragionevole, nell’ambito della ricordata discrezionalità. (Manuela Grassi) (riproduzione riservata)

È inammissibile una consulenza tecnica d’ufficio volta alla verifica del rispetto dei tassi soglia previsti dalla normativa antiusura, quando l’allegata violazione di tale normativa sia fondata su calcoli effettuati in base a formule differenti da quella indicata nelle “Istruzioni” della Banca d’Italia e quindi l’allegazione risulti palesemente infondata, atteso che l’indagine demandata al CTU avrebbe in tal caso natura meramente esplorativa. (Manuela Grassi) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 21/10/2014.


L’usurarietà degli interessi moratori non inficia la debenza degli interessi corrispettivi leciti. Usura bancaria – Interessi corrispettivi e moratori – Diversità di natura e funzione – Escluso rapporto di presupposizione – Autonomia di valutazione ed autonomia di effetti sanzionatori – Nullità parziale.
In materia di usura bancaria, la profonda diversità di causa tra interessi corrispettivi e moratori comporta che dall’invalidità dell’uno non deriva necessariamente anche quella dell’altro: gli interessi moratori assolvono ad una funzione risarcitoria forfetizzata e preventiva del danno da ritardo nel pagamento di una somma esigibile; quelli corrispettivi implicano la regolare esecuzione del rapporto e rappresentano il corrispettivo del prestito. Tra i due istituti non sussiste un rapporto di presupposizione necessaria. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Stante il disposto di cui all’art. 1419 cc, siccome la nullità parziale non importa, generalmente, la nullità dell’intero contratto, l’invalidità che involga la clausola degli interessi moratori usurari non si estende alla clausola degli interessi corrispettivi, che sono comunque dovuti. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Non si ravvisano elementi normativi sui quali fondare l’estensione della sanzione della nullità del tasso di mora usurario anche a quello corrispettivo (non usurario), per cui quest’ultimo si conserva, in virtù del principio di tassatività delle nullità ex art. 14 delle Preleggi. Tanto è coerente con l’art. 1224 cc, primo comma, laddove quest’ultimo prevede che, in mancanza di tasso di mora, si applica quello corrispettivo o legale. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 17/10/2014.


La nullità prevista dall’articolo 1815 c.c. non si estende ad ogni clausola del contratto che preveda interessi. Usura - Interpretazione dell’articolo 1815 c.c. - Nullità della clausola che prevede interessi usurari indipendentemente dalla sua applicazione - Nullità di qualsiasi clausola del contratto che prevede interessi anche non usurari - Esclusione.
L’articolo 1815 c.c., ove prevede che “se sono convenuti interessi usurari, la clausola è nulla e non sono dovuti interessi” deve essere interpretato nel senso che è consentita la dichiarazione di nullità, e la conseguente caducazione, di una clausola che prevede interessi usurari per il solo fatto della semplice pattuizione a prescindere da una loro applicazione in concreto. La norma non può, tuttavia, essere interpretata nel senso di prevedere la nullità di ogni clausola relativa ad altri e diversi interessi, quali, ad esempio, gli interessi convenzionali, che non siano usurari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 15/10/2014.


Proroga della sospensione ex art.20 L.44/1999 (Disposizioni concernenti il fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell’usura). P.M. - Proroga della sospensione ex art.20 L.44/1999 - Abnormità - Potere di accertamento del Giudice.
L’art. 20 L.44/1999 non conferisce al PM il potere di prorogare oltre il periodo stabilito dalla norma la sospensione dei termini di pagamento e processuali. Ne discende come l’atto del PM che disponga una tale proroga debba stimarsi abnorme e debba dunque essere considerato tamquam non esset dal Giudice. (Francesco Lupia) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 08/10/2014.


Usura, trattamento degli interessi moratori e applicazione dell'articolo 1815 c.c. con eliminazione di ogni forma di interesse, costo e remunerazione. Usura - Verifica della soglia - Pattuizioni relative agli interessi moratori - Rilevanza

Usura - Verifica della soglia - Pattuizioni relative agli interessi moratori - Rilevanza - Rilevazione del tasso di mercato dell'usura - Irrilevanza - Distinzione tra fisiologia e patologia del rapporto

Usura - Verifica della soglia - Pattuizioni relative agli interessi moratori - Rilevanza - Sommatoria dei tassi corrispettivo e di mora - Esclusione - Successione e non sommatoria dei tassi

Usura - Verifica della soglia - Pattuizioni relative agli interessi moratori - Rilevanza - Applicazione dell'articolo 1815 c.c. - Conseguenze - Obbligo del mutuatario di restituzione del solo capitale senza interessi, costi, commissioni o altre remunerazioni.
Al fine di verificare l'esistenza dell'usura devono essere considerate tutte le remunerazioni chieste al cliente a qualsiasi titolo, ivi comprese le pattuizioni circa gli interessi moratori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Non è condivisibile la tesi secondo la quale, allo scopo di stabilire il TEGM, sarebbe necessaria la rivelazione sul mercato del tasso di norma praticato. Infatti, la soglia d'usura oggettiva deve, secondo la legge, essere separatamente stabilita in funzione di natura e tipologia del credito, non della natura del tasso praticato ed è costruita sulla fisiologia, non sulla patologia del rapporto. Poiché la mora interviene successivamente alla pattuizione ed erogazione del finanziamento, ed emerge in una fase di criticità che esula dall'ordinaria fisiologia del rapporto, giustamente la Banca d'Italia non deve fare oggetto delle sue periodiche rilevazioni anche il tasso medio di mora praticato dal mercato. Ciò, tuttavia, non toglie che le previsioni contrattuali in tema di mora debbono comunque essere incluse nella verifica empirica del rispetto dei limiti d'usura. Pertanto, assumere che la Banca d'Italia dovrebbe prima realizzare un'indagine apposita per determinare il TEG medio di mora, perché solo così si potrà poi realizzare un simile raffronto nei casi concreti, non è corretto, sia perché in tal modo si farebbe assurgere la mora ad una specifica categoria di credito con sue proprie soglie d'usura (quando la mora è, invece, una semplice modifica del piano di ammortamento pattuito dovuta al contegno inadempiente del debitore), sia perché si verrebbe a creare una soglia specifica più alta rispetto all'ordinario costo del credito; in pratica, si determinerebbe un tasso medio della patologia che genererebbe inevitabilmente un limite d'usura più elevato, vanificando così l'intero sistema, perché il limite dell'usura crescerebbe proprio al crescere del rischio, quando la legge intende invece proprio tutelare il cliente in tale ipotesi. In sostanza, il sistema della legge n. 108 del 1996 non disconosce la diversa funzione degli interessi di mora e degli interessi corrispettivi, nè ha inteso precludere la pattuizione di una penale nel caso di mancato pagamento, ha, invece, posto un limite, massimo è perentorio, entro il quale ricomprendere tutti i costi del credito relativi ad ogni criticità o patologia presente e futura: ogni pattuizione eccedente è considerata usura ed in ciò che qualifica il presidio imperativo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Deve escludersi che, in sede di verifica dell'usura che ricomprenda anche le remunerazioni richieste dal cliente in caso di inadempimento, si debba procedere a sommare l'interesse corrispettivo e l'interesse di mora, in quanto l'operazione è del tutto priva di fondamento logico, matematico e giuridico. È vero che spesso il tasso di mora è espresso come maggiorazione del tasso corrispettivo pattuito, ma ciò non significa che il primo debba essere sommato al secondo: è semmai la maggiorazione che va sommata al tasso corrispettivo per ottenere il tasso di mora, in quanto i due tassi si succedono e non si sommano. Infatti, la pattuizione o la concreta applicazione di un tasso di mora di per sé superiore alla soglia non comportano necessariamente un tasso effettivo globale annuo sull'intero rapporto di credito a carico del cliente superiore a detta soglia, in quanto, lo si ribadisce, con la rata che rimane insoluta alla scadenza si genera una mera modifica del piano di rimborso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Se il tasso di mora non ha alcun rilievo in sé, ma va valutato nell'ambito del tasso effettivo globale annuo pattuito assieme ad ogni altro costo, spesa, remunerazione eccetera, è evidente che, constatato il superamento della soglia d'usura da parte del TEG, l'articolo 1815, comma 2, c.c. deve essere applicato in tutta la sua forza, anche se il semplice tasso di interessi corrispettivi di per sè non supera la soglia dell'usura, con la conseguenza che il cliente sarà tenuto a restituire alla banca il solo capitale mutuato, senza interessi, costi, commissioni o altre remunerazioni, in quanto il prestito si deve intendere a titolo gratuito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 26/09/2014.


Verifica dell'usura, rilevanza del tasso di mora, applicazione dell'articolo 1815 c.c. e gratuità dell'intero negozio. Usura – Interessi moratori – Tasso soglia

Usura – Interessi moratori – Tasso soglia – TEG medio in tema di mora

Usura – Interessi moratori – Tasso soglia – Sommatoria

Usura – Interessi moratori – Tasso soglia – Tasso effettivo globale annuo

Usura – Interessi moratori – Tasso soglia – Gratuità del negozio .
Per stabilire se vi è o meno una clausola usuraria all’interno di un contratto, occorre - come ribadito dall’ormai consolidato orientamento della Cassazione - rilevare anche gli interessi moratori: la norma di interpretazione autentica (d.l. n. 394/2000) della legge sull’usura, infatti, prevede espressamente che, al fine di verificare l’eventuale superamento del «tasso soglia», vanno prese in considerazione tutte le voci del carico economico caricato sul cliente, nessuna esclusa. In effetti, il sistema della legge n. 108/96 vuole porre un limite, massimo e perentorio, entro il quale ricomprendere tutti i costi del credito, relativi ad ogni criticità e/o patologia presente o futura. Ogni pattuizione eccedente è considerata usura, ed in ciò si qualifica il presidio imperativo. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata)

La tesi secondo cui non sarebbe possibile, ai fini della verifica del superamento del «tasso soglia», prendere in esame anche gli interessi di mora pattuiti, poiché il TEGM periodicamente rilevato dalla Banca d’Italia non è determinato considerando anche gli interessi di mora praticati dal mercato, è infondata. Infatti, la soglia di usura oggettiva, secondo la legge, deve essere stabilita in funzione della natura e della tipologia del credito (non della natura del tasso praticato) ed è costruita sulla fisiologia, non sulla patologia del rapporto. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata)

Nel calcolo finalizzato alla verifica del superamento del «tasso soglia», il tasso degli interessi corrispettivi va sommato alla maggiorazione (c.d. «spread») prevista per la determinazione del tasso moratorio; e non al tasso moratorio stesso. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata)

La verifica dell’usura, secondo la legge n. 108/96, va condotta determinando il tasso effettivo globale annuo concretamente pattuito (e non i tassi semplici indicati in contratto). Il tasso di mora non è un tasso effettivo in sé e per sé rilevante per la verifica del superamento della soglia di usura; esso è solo uno dei tassi semplici, una delle tante voci che integra il tasso corrispettivo e concorre ad individuare il costo effettivo del credito. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata)

Constatato il superamento della soglia di usura da parte del TEG, l’applicazione dell’art. 1815, comma 2, c.c. determina la gratuità dell’intero negozio e, pertanto, l’obbligo di restituzione del solo capitale mutuato. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Udine, 26/09/2014.


Usura: lite temeraria per il cliente che sostenga l’infondata tesi del cumulo di interessi corrispettivi e moratori. Usura – Interessi corrispettivi e moratori – Divieto di cumulo – Lite temeraria – Responsabilità aggravata ex art.96 cpc – Ammortamento c.d. alla francese – Liceità – Esclusione anatocismo.
Costituisce dato lapalissiano che gli interessi corrispettivi si applicano soltanto sul capitale a scadere, essendo il corrispettivo del diritto del mutuatario a godere della somma capitale in conformità al piano di rimborso graduale, mentre gli interessi di mora si applicano soltanto sul debito scaduto. Il tasso di mora dunque sostituisce il tasso corrispettivo – con formula equivalente può dirsi che, con riguardo al debito scaduto, al tasso corrispettivo si aggiunge lo spread di mora – e pertanto i due tassi non possono sic et simpliciter sommarsi tra loro, come maccheronicamente pretende l’attore. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)
 
La previsione di un piano di rimborso del mutuo graduale – in particolare con rata fissa costante (c.d. ammortamento alla francese) – non comporta alcuna violazione dell’art. 1283 c.c. per i seguenti tre motivi:
1) gli interessi di periodo vengono calcolati sul solo capitale residuo;
2) alla scadenza della rata gli interessi maturati non vengono capitalizzati, ma sono pagati come quota interessi della rata di rimborso del mutuo, essendo tale pagamento periodico della totalità degli interessi elemento essenziale e caratterizzante, in particolare dell’ammortamento alla francese dove la rata costante e la quota capitale rimborsata è determinata per differenza rispetto alla quota interessi;
3) peraltro, visto che la rata paga, oltre agli interessi sul capitale a scadere, anche la quota del debito in linea capitale – quota man mano crescente con il progredire del rimborso – a ciò segue che il pagamento a scadenza del periodo X riduce il capitale che fruttifica nel periodo X+1, ossia si verifica un fenomeno inverso rispetto alla capitalizzazione. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

È fonte di responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. l’aver sostenuto in giudizio tesi contraddittorie, controproducenti, che ignorano arbitrariamente chiari dati normativi che segnalano la non cumulabilità di interessi moratori e corrispettivi e il diritto della banca a pretendere interessi moratori sulla rata scaduta. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/09/2014.


Usura bancaria: irrilevanza degli interessi moratori e divieto di cumulo con gli interessi corrispettivi. Usura bancaria – Interessi moratori – Divieto di cumulo con gli interessi corrispettivi – Diversità funzionale – Clausola di salvaguardia ed esclusione dell’usura.
Gli interessi moratori rientrano tra le prestazioni accessorie ed eventuali, sinallagmaticamente riconducibili al futuro inadempimento e destinate ad assolvere alla funzione di pressione finalizzata alla realizzazione del corretto adempimento del contratto, in chiave sanzionatoria. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

In tema di raffronto con il tasso soglia antiusura, la diversità di natura e funzione delle due categorie di interessi corrispettivi ed interessi moratori non ne consente il mero cumulo, né la Cassazione ha affermato un simile principio con la nota sentenza n.350/2013. Vieppiù, anche ove quest’ultima avesse realmente stabilito la possibilità del cumulo, il precedente sarebbe comunque da disattendere, per quanto autorevole, in virtù della diversità ontologica e funzionale dei due tipi di interessi. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

L’impianto normativo in materia di usura fa riferimento alle prestazioni di natura "corrispettiva” gravanti sul mutuatario e collegate allo svolgimento fisiologico del rapporto, sicché gli oneri che non partecipano di tale natura corrispettiva non rilevano al fine dell’individuazione del tasso “effettivo” da raffrontare alla soglia. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Quando al mutuo acceda una clausola di salvaguardia, resta esclusa alla radice l’usurarietà del tasso pattuito. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

In caso di superamento del tasso soglia per effetto dell’applicazione degli interessi di mora, la soluzione va ricercata nella riconduzione di questi ultimi nei limiti del tasso soglia ai sensi degli artt. 1419, comma 2 cc e 1339 cc, trattandosi al più di usurarietà sopravvenuta. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16/09/2014.


Se gli interessi moratori sono usurari, i corrispettivi sono comunque dovuti. Usura bancaria – Interessi di mora – Nullità parziale – Interessi corrispettivi comunque dovuti – Additività tasso di mora e tasso corrispettivo – Esclusa.
Interessi corrispettivi e di mora sono oggetto di autonome pattuizioni, che devono sì rispettare entrambe le soglie di usura, come affermato dalla Cassazione con la sentenza n.350/2013, ma vanno a tal fine singolarmente considerate. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Allorché si verifichi superamento del tasso soglia per effetto dell’applicazione degli interessi moratori, gli interessi corrispettivi pattuiti entro la soglia sono comunque dovuti. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Anche se gli interessi moratori si calcolano sull'intera rata costituita da capitale ed interessi, non può asserirsi che il tasso annuo effettivamente applicato sia pari alla somma dei due saggi, essendo invece inferiore a tale valore. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 15/09/2014.


Deduzione della eccezione di prescrizione in ordine alla natura solutoria o ripristinatoria dei singoli versamenti. Conto corrente – Indebiti pagamenti anatocistici – Azione di ripetizione del cliente – Eccezione di prescrizione della banca – Carattere solutorio dei pagamenti – Onere della prova – A carico della banca.
Nel sollevare l’eccezione di prescrizione in comparsa di costituzione la banca nulla ha dedotto in ordine alla natura solutoria o ripristinatoria dei singoli versamenti di cui è stata chiesta la restituzione, cosicché l’eccezione è stata formulata in modo generica e pertanto inammissibile. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 11/09/2014.


Per la verifica dell’usura non è ammesso il cumulo aritmetico tra interessi corrispettivi e moratori. Usura bancaria – Interesse corrispettivo – Interesse moratorio – Divieto di cumulo – Fondamento

Interessi moratori – Funzione sanzionatoria – Applicazione eventuale – Superamento tasso soglia – Usura sopravvenuta – Fondamento.
Gli interessi corrispettivi devono essere differenziati da quelli moratori non solo in contemplazione della loro funzione e natura giuridica, ma anche della loro misura come si evince dal chiaro tenore letterale dell’art. 1224 c.c. La mora, al momento di stipula del contratto, non costituisce affatto un’evenienza certa e dunque la mera pattuizione dell’interesse moratorio non può determinare l’usura originaria. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Al fine di provare l’usura sopravvenuta non possono essere sommati gli interessi corrispettivi e quelli moratori ma occorre dimostrare in concreto che sull’intero capitale restituito l’effetto di quella combinazione tra interessi diversi abbia determinato usura. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Sciacca, 13/08/2014.


Verifica del superamento del tasso soglia. Ius variandi e usura originaria. Usura –  Carico economico considerato rilevante dalla legge n. 108/1996 per il riscontro delle fattispecie concrete – Onnicomprensività

Usura – Usura originaria o sopravvenuta – Ius variandi della banca – Trattamento dell’usura originaria – Applicazione dell’art. 1815, comma 2, c.c.

Anatocismo – Art. 120, comma 2, TUB come modificato dal d.l. n. 342/ 1999 – Contratti in corso all’epoca – Apposito consenso scritto del cliente – Necessità.
Per verificare l’eventuale superamento del tasso soglia di usura deve essere computato tutto ciò che, nella fattispecie concreta, sia da configurare come somma richiesta per la restituzione della somma ottenuta o comunque quale costo del danaro. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Nel caso in cui il tasso venga a superare il tasso soglia in seguito a modificazione unilaterale della banca (c.d. ius variandi ex art. 118 TUB), non si versa in un caso di usura sopravvenuta, che pure è rilevante per il sistema vigente, bensì di usura originaria, con la conseguenza che la sanzione non potrà essere che quella del comma 2 dell’art. 1815 c.c. e nessun interesse risulterà dovuto. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Per i contratti in essere all’epoca dell’entrata in vigore della normativa di legge, che ha consentito la previsione di clausole di anatocismo bancario, l’applicazione di tale possibilità passa necessariamente attraverso la manifestazione di uno specifico consenso scritto del cliente. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 12/08/2014.


Contestazione dell’esistenza di un valido accordo e sulle condizioni economiche del contratto di conto corrente e di apertura di credito. Conto corrente bancario - Ripetizioni di addebiti illegittimi - Onere della prova.
In difetto della produzione degli estratti conto (e del contratto di conto corrente) è evidentemente impossibile verificare, in punto di fatto, se quanto il correntista afferma circa gli addebiti illegittimi sia o meno fondato, ma anche verificare se quanto la banca indica come dovuto nell’ultimo salo, se negativo per il Cliente, sia effettivamente spettante. (Silvio Lampus) (riproduzione riservata)

La mancata produzione in giudizio del contratto di conto corrente, da parte della banca, che dovrebbe sempre (e per sempre) gelosamente conservare tale documento, impedisce di conoscere quali siano state le previsioni in tema di capitalizzazione degli interessi, con la conseguenza che la relativa deduzione difensiva dell’Istituto è priva di mordente, poggiando (paradossalmente) non su un documento prodotto ma su un documento mancante. (Silvio Lampus) (riproduzione riservata)

E’ certo che, in difetto della prova della convenzione scritta, non possa mai esservi, neppure dopo il 22 aprile 2000 (recte dal III° trimestre 2000), a condizioni di reciprocità, in esito alla delibera CICR 7 febbraio 2000 (in G.U. 22 maggio 2000) la applicazione della capitalizzazione trimestrale degli interessi composti debitori, così come no può esservi addebito al correntista di commissioni di massimo scoperto (CMS) o di affidamento, perché nessuna di tali voci debitorie risulta essere stata pattuita. (Silvio Lampus) (riproduzione riservata)

Deve escludersi che gli interessi convenzionali siano mai stati nella specie concordati per iscritto fra le parti, in presenza di specifica contestazione di parte attrice in punto di esistenza di un accordo scritto sugli interessi, e di mancata produzione del contratto da parte della banca…conseguentemente gli interessi dovuti sono solo quelli legali e ogni forma di capitalizzazione è in concreto da escludere, perché nulla è (o, il che è processualmente identico, risulta essere) mai stato concordato per iscritto. (Silvio Lampus) (riproduzione riservata) Tribunale Sassari, 09/08/2014.


Previsione contrattuale della sommatoria degli interessi di mora a quelli corrispettivi e mutuo usurario ab origine. Usura - Determinazione del tasso effettivo globale - Applicazione degli interessi di mora in aggiunta a quelli corrispettivi - Mutuo usurario ab origine.
Nell’ipotesi in cui il contratto stipulato dalla banca con il cliente preveda che in caso di di mancato pagamento della rata di mutuo la banca possa applicare gli interessi di mora e che gli stessi non si sostituiscano ma si sommino a quelli corrispettivi, ai fini del calcolo del TEGM si dovrà tener conto anche degli interessi di mora con la conseguente possibilità che il contratto di mutuo si riveli usurario ab origine. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 25/07/2014.


Conto corrente, ripetizione di indebito e onere della prova. Conto corrente – Azione di ripetizione di indebito – Onere della prova – Mancata produzione documenti contrattuali ed estratti conto – Ordine di esibizione – Appello – Inammissibilità ex art. 348-bis c.p.c..
Nelle azioni di ripetizione di indebito la mancata produzione da parte dell'attore del documento contrattuale, che rappresenta fatto costitutivo della domanda restitutoria, non consente l'esatta verifica delle clausole contenute nel contratto. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)
 
Nelle azioni di ripetizione di indebito la mancata produzione da parte dell'attore degli estratti conto relativi all'evolversi del conto nel tempo, non consente la verifica dell'eventuale saldo attivo del conto stesso, né della applicazione di clausole nulle. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata)

L'ordine di esibizione di documenti ai sensi dell'art. 210 c.p.c. non può sopperire alle lacune probatorie imputabili alle parti, e può essere disposto soltanto nelle ipotesi in cui le parti medesime si siano preventivamente attivate per il loro reperimento con esito negativo. (Simone Roggeri) (riproduzione riservata) Appello Cagliari, 11/06/2014.


Al fine di verificare l’eventuale superamento del tasso soglia, vanno rilevati e calcolati gli interessi a qualunque titolo convenuti. Usura – Interessi moratori – Tasso soglia

Usura – Interessi moratori – Tasso soglia

Usura – Interessi moratori – Tasso soglia.
Al fine di accertare la sussistenza dell’elemento oggettivo del reato di usura è necessario - come ribadito dall’ormai consolidato orientamento della Cassazione civile - rilevare gli interessi moratori: la norma di interpretazione autentica (d.l. n. 394/2000) della legge sull’usura, infatti, prevede espressamente che, al fine di verificare l’eventuale superamento del «tasso soglia», vanno calcolati gli interessi a qualunque titolo convenuti (anche moratori, quindi). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Nel calcolo finalizzato alla verifica del superamento del «tasso soglia», il tasso degli interessi corrispettivi va sommato alla maggiorazione (c.d. «spread») prevista per la determinazione del tasso moratorio; e non al tasso moratorio stesso. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

La soglia di usura cui confrontare il tasso «maggiorato» (: il tasso degli interessi corrispettivi, cui si aggiunge lo «spread» previsto per la determinazione del tasso moratorio) è il «tasso soglia» di cui alle rilevazioni trimestrali, privo di qualsiasi addizione. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 10/06/2014.


La natura usuraria del tasso è esclusa dalla clausola di salvaguardia che lo riporta automaticamente nei limiti consentiti. Usura - Opposizione all'esecuzione - Condizioni per la sospensione della procedura esecutiva - Dimostrazione della illegittima applicazione della decadenza dal beneficio del termine

Interessi ultralegali - Natura vessatoria della clausola che li prevede - Esclusione

Usura - Tasso degli interessi moratori - Clausola di salvaguardia - Automatica riduzione del tasso usurario.
I rilievi circa la legittimità e la debenza degli interessi contrattualmente previsti possono consentire la paralisi dell'azione esecutiva solo nell'ipotesi in cui si dimostri che per effetto dell'applicazione di un saggio di interesse usurario il debitore mutuatario abbia corrisposto alla banca mutuante somme non dovute ed eccedenti l'importo delle rate scadute e non pagate, così da rendere non più legittima la decadenza dal beneficio del termine, la risoluzione del contratto e la pretesa del mutuante di ripetere l'intero capitale erogato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La clausola che prevede la corresponsione di interessi in misura superiore a quella legale non ha natura vessatoria e non rientra, pertanto, tra quelle che debbono essere approvate specificamente per iscritto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

La usurarietà del tasso degli interessi moratori è esclusa ogni qualvolta sia pattuita la cosiddetta "clausola di salvaguardia". (Nella fattispecie, il contratto di mutuo conteneva una clausola siffatta "la misura di tali interessi non potrà mai essere superiore al limite fissato ai sensi dell'articolo 2, comma 4, della legge 7 marzo 1996, n. 108, dovendosi intendere, in caso di teorico superamento di questo limite, che la misura sia pari al limite medesimo"). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 04/06/2014.


Usura in concreto: condizioni di difficoltà economica o finanziaria e dolo generico della consapevolezza della difficoltà economica o finanziaria del soggetto passivo e della sproporzione degli interessi. Usura – Art. 644 c.p. – Usura in concreto – Condizioni di difficoltà economica o finanziaria – Carenza, anche solo momentanea, di liquidità – Valutazione in base a valorizzando parametri desunti dal mercato – Dolo – Consapevolezza della condizione di difficoltà economica o finanziaria del soggetto passivo e la sproporzione degli interessi.
Ai fini dell'integrazione dell'elemento materiale della c.d. usura in concreto (art. 644 c.p., commi 1 e 3, seconda parte) occorre che il soggetto passivo versi in condizioni di difficoltà economica o finanziaria e che gli interessi (pur inferiori al tasso-soglia usurario ex lege) ed i vantaggi e i compensi pattuiti, risultino, avuto riguardo alle concrete modalità del fatto e al tasso medio praticato per operazioni similari, sproporzionati rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all'opera di mediazione.

In tema di c.d. usura in concreto (art. 644 c.p., commi 1 e 3, seconda parte) la 'condizione di difficoltà economica' della vittima consiste in una carenza, anche solo momentanea, di liquidità, a fronte di una condizione patrimoniale di base nel complesso sana; la 'condizione di difficoltà finanziaria' investe, invece, più in generale l'insieme delle attività patrimoniali del soggetto passivo, ed è caratterizzata da una complessiva carenza di risorse e di beni.

In tema di c.d. usura in concreto (art. 644 c.p., commi 1 e 3, seconda parte) le 'condizioni di difficoltà economica o finanziaria' della vittima (che integrano la materialità del reato) si distinguono dallo 'stato di bisogno' (che integra la circostanza aggravante di cui all'art. 644 c.p., comma 5, n. 3) perchè le prime consistono in una situazione meno grave (tale da privare la vittima di una piena libertà contrattuale, ma in astratto reversibile) del secondo (al contrario, consistente in uno stato di necessità tendenzialmente irreversibile, non tale da annientare in modo assoluto qualunque libertà di scelta, ma che comunque, comportando un impellente assillo, compromette fortemente la libertà contrattuale del soggetto, inducendolo a ricorrere al credito a condizioni sfavorevoli).

In tema di c.d. usura in concreto (art. 644 c.p., commi 1 e 3, seconda parte) le 'condizioni di difficoltà economica o finanziaria' della vittima (che integrano la materialità del reato) vanno valutate in senso oggettivo, ovvero valorizzando parametri desunti dal mercato, e non meramente soggettivo, ovvero sulla base delle valutazioni personali della vittima, opinabili e di difficile accertamento ex post.

In tema di cd. usura in concreto (art. 644 c.p., commi 1 e 3, seconda parte) il dolo generico, oltre alla coscienza e volontà di concludere un contratto sinallagmatico con interessi, vantaggi o compensi usurari, include anche la consapevolezza della condizione di difficoltà economica o finanziaria del soggetto passivo e la sproporzione degli interessi, vantaggi o compensi pattuiti rispetto alla prestazione di denaro o di altra utilità, ovvero all'opera di mediazione. Cassazione penale, 07/05/2014.


Usurarietà del carico economico di un contratto di mutuo e conteggio degli interessi moratori. Usura – Interessi moratori – Rilevanza..
Ai fini del riscontro dell’eventuale usurarietà del carico economico di un contratto di mutuo vanno conteggiati, insieme a tutti gli altri oneri, pure gli interessi moratori, così come già rilevato dalla giurisprudenza della Corte Costituzionale e dalla Corte di Cassazione. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Giudice di Pace Domodossola, 02/05/2014.


Nella determinazione del tasso soglia non rileva il cumulo degli interessi corrispettivi ultralegali con quelli moratori. Usura - Determinazione del tasso soglia - Cumulo degli interessi corrispettivi ultralegali con quelli moratori - Esclusione..
Ai fini del rispetto del c.d. tasso-soglia ex lege 108/96, non rileva il cumulo degli interessi corrispettivi ultralegali con quelli moratori. (Andrea Mirenda) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 27/04/2014.


Leasing immobiliare – Art. 1815, II comma c.c. – Divieto di cumulo del tasso corrispettivo e di quello moratorio ai fine della verifica del superamento del “tasso soglia”..
Se è vero che la verifica del rispetto della soglia di usura va estesa alla pattuizione del tasso di mora, con la conseguenza che ove detto tasso risultasse pattuito in termini da superare il tasso soglia la pattuizione del primo sarebbe nulla ex art. 1815, II comma, c.c., è anche vero che, al fine della verifica del rispetto del tasso soglia, non possono cumularsi il tasso corrispettivo e il tasso di mora. Si potrebbe parlare di cumulo usurario di interesse corrispettivo e di interesse di mora soltanto nel caso in cui, in presenza di ritardato pagamento,  il conteggio dell'interesse di mora sull'intera rata, comprensiva di interessi, sommato all'interesse corrispettivo, determinasse un conteggio complessivo di interessi che, rapportato alla quota capitale, si esprimesse in una percentuale superiore al tasso soglia, ipotesi, questa, di difficile verificazione. (Lorenzo Barbieri) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 11/04/2014.


Calcolo del TEG ricomprendendo qualsiasi onere effettivamente sopportato dal cliente. Portata della legge 2/2009 per la determinazione del costo del denaro con riferimento a tutte le remunerazioni caricate, commissione di massimo scoperto compresa. Usura – Carico economico da considerare come rilevante – Art. 1, comma 4, legge n. 108/1996 – Oneri effettivamente sopportati – Onnicomprensività.

Usura – Commissione di massimo scoperto – Rientra nel carico rilevante – Anche per il tempo anteriore all’emanazione della legge n. 2/2009, che ha carattere solo confermativo della disciplina vigente..
Stabilendo che per determinare il «tasso di interesse usurario, si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito», l’art. 1 comma 4 legge n. 108/1996 intende chiaramente ricomprendere nel calcolo del TEG qualsiasi onere effettivamente sopportato dal cliente quale costo economico. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

La portata della legge n. 2/2009 si risolve nella mera conferma della «disciplina vigente» e cioè nel richiamo dell’art. 644 c.p. e non delle circolari della Banca d’Italia, che sono pacificamente sprovviste di portata normativa. Il tenore dell’art. 2-bis di detta legge, in particolare, ha mera valenza chiarificatrice di un dato che era già contenuto nella legge sull’usura, quale quello della determinazione del costo del denaro con riferimento a tutte le remunerazioni caricate, commissione di massimo scoperto compresa. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Appello Cagliari, 31/03/2014.


Anche le spese per la polizza assicurativa voluta dal cliente concorrono al calcolo del TEG se la stipulazione della polizza è contestuale alla erogazione del finanziamento. Calcolo del TEG - Spese per assicurazioni e garanzie obbligatorie o facoltative - Contestualità della sottoscrizione della polizza e del finanziamento - Rilevanza - Natura vincolante delle istruzioni della Banca d'Italia - Esclusione..
La disposizione di cui all'articolo 644 c.p. prevede che nella determinazione del tasso di interesse usurario debba tenersi conto di tutte le spese collegate alla erogazione del credito, per cui non vi sono dubbi che il costo della polizza assicurativa sia connesso all'erogazione del credito qualora la stipulazione della polizza sia contestuale alla erogazione del finanziamento, con la precisazione che, a tal fine, non ha rilievo la circostanza che la polizza venga contratta per autonoma scelta del soggetto finanziato, in quanto il dettato normativo non fa alcuna distinzione tra l'ipotesi in cui la polizza si obbligatoria è quella in cui sia, invece, facoltativa; si deve, poi, ricordare che l'interpretazione dell'articolo 644 citato prescinde dalle istruzioni emanate dalla Banca d'Italia, le quali, non avendo natura di fonti normative, non sono vincolanti per l'autorità giurisdizionale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 14/03/2014.


Inammissibile il ricorso alla consulenza tecnica preventiva a fini di conciliazione per la determinazione dei tassi di interesse, di individuazione delle spese e commissioni con riferimento all’eventuale superamento del tasso soglia. Provvedimenti di istruzione preventiva – Consulenza tecnica preventiva ai fini della conciliazione delle liti – Quesito in materia di determinazione contrattuale dei tassi di interesse – Inammissibilità..
E’ inammissibile il ricorso ex art. 696 bis c.p.c. avente ad oggetto quesiti in materia di determinazione dei tassi di interesse, di individuazione delle spese e commissioni, il tutto con riferimento all’eventuale superamento del tasso soglia, in quanto nell’instaurando giudizio di merito si prospettano questioni di nullità di singole clausole contrattuali (nullità al cui accertamento l’invocata consulenza tecnica preventiva dovrebbe essere in larga misura destinata), sicché rimane escluso che la materia del contendere concerna inadempimenti nella esecuzione delle obbligazioni contrattuali, ovvero risarcimenti da fatto illecito (cfr. 1° comma dell’art. 696 bis c.p.c.). (Augusto Azzini) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 03/03/2014.


Osservanza delle prescrizioni della delibera CICR del 9 febbraio 2000 e onere della prova. Commissione di massimo scoperto, usura e istruzioni della Banca d'Italia. Contratti bancari – Anatocismo – Rispetto delle condizioni previste dalla delibera CICR 9 febbraio 2000 – Necessità – Onere della prova – Per intero a carico della banca.

Usura – Commissione di massimo scoperto – Rilevanza – Diversa determinazione della Banca d’Italia (per il periodo anteriore al gennaio 2010) – Irrilevanza. .
Con riferimento al periodo successivo all’1 luglio 2000, è onere della banca dimostrare di essersi attenuta alle prescrizioni emanate dalla delibera CICR del 9 febbraio 2000. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci e Ugo Malvagna) (riproduzione riservata)

La commissione di massimo scoperto deve essere tenuta in considerazione quale fattore potenzialmente produttivo di usura, essendo rilevante ai fini della determinazione del tasso usurario tutti gli oneri che il cliente sopporta in relazione all’utilizzo del credito e ciò indipendentemente dalle Istruzioni della Banca d’Italia nelle quali si prevede che la commissione di massimo scoperto non debba essere valutata ai fini della determinazione del tasso effettivo globale, traducendosi questa interpretazione in un aggiramento della norma penale che impone alla legge di stabilire il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci e Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 23/01/2014.


Ricorso per ingiunzione – Opposizione – Contestazione di interessi anatocistici e usurari. Opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo – Contestazione di interessi anatocistici e usurari – Produzione di perizia econometrica – Conteggi analitici – Gravi motivi per sospensione – Sussistono..
Nell’opposizione a decreto ingiuntivo provvisoriamente esecutivo, costituiscono gravi motivi ai sensi dell’art. 649 c.p.c. le specifiche contestazioni attinenti alla violazione della normativa in materia di anatocismo ed usura, con illegittima capitalizzazione degli interessi ed indeterminatezza degli stessi (L. n. 108 del 1996, nonché degli artt. 1283 e 1284 c.c.), qualora supportate da analitici conteggi contenuti nella perizia di parte e finalizzate ad evidenziare l’erroneità dell’importo del debito complessivo. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 21/01/2014.


Particolare rilevanza della questione della ricomprensione degli interessi moratori nel calcolo del carico economico ai fini del riscontro di usurarietà del negozio. Usura – Usura e interessi moratori – Particolare rilevanza della questione – Rimessione al Collegio di Coordinamento..
La questione dell’eventuale ricomprensione degli interessi moratori nel calcolo del carico economico ai fini del riscontro di usurarietà del negozio si manifesta di particolare rilevanza, sì che il suo esame va senz’altro rimesso alla valutazione del Collegio di Coordinamento. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 17/01/2014.


Ripetizione di indebito in conto corrente, onere della prova e saldo iniziale per il ricalcolo. Ripetizione dell’indebito relativa a conto corrente - Onere della prova - Operazioni di rielaborazione del rapporto a mezzo CTU - Criterio del primo saldo disponibile - Esclusione del criterio del cd. “saldo zero” - Esclusione cd. principio di vicinanza della prova - Esclusione disciplina domanda di accertamento negativo del credito..
Nel caso in cui il correntista agisca in ripetizione, previo accertamento positivo del presunto credito vantato nei confronti della banca, è sull’attore che grava l’onere di dimostrare, ai sensi dell’art. 2697, comma 1, c.c., il fondamento della sua pretesa. (Giorgio A. Marsano) (riproduzione riservata)

Nell’azione di ripetizione di indebito, l’inesistenza del credito della banca deve qualificarsi non come fatto impeditivo della pretesa azionata dal correntista – il cui onere probatorio incomberebbe, allora sì, sul convenuto, ai sensi dell’art. 2697, co. 2 c.c.-, ma piuttosto come fatto costitutivo della pretesa attorea - il cui onere grava, secondo la regola generale di cui all’art. 2697, co. 1 c.c., su chi fa valere in giudizio il diritto. (Giorgio A. Marsano) (riproduzione riservata)

A fronte di una azione di ripetizione di indebito, in difetto di prova circa la provenienza del primo saldo debitore da clausole ed addebiti rispettivamente invalide ed illegittimi, il saldo iniziale da cui effettuare  il ricalcolo dei rapporti dare avere tra le parti deve coincidere con quello effettivamente risultante dal primo estratto conto prodotto in atti. (Giorgio A. Marsano) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 13/01/2014.


Contratto di mutuo, usura e clausola di salvaguardia. Contratto di mutuo - Clausola di salvaguardia - Impedisce il superamento del tasso soglia ai fini usurari..
La clausola di salvaguardia impedisce alla radice il superamento del tasso soglia ai fini della normativa in materia di usura (nel caso di specie, il contratto di mutuo conteneva, all'articolo 4, una clausola di salvaguardia la quale prevedeva che "la misura degli interessi non potrà mai essere superiore al limite fissato ai sensi dell'art. 2 co 4 della L. 7.3.1996 n. 108, dovendosi intendere, in caso di teorico superamento di detto limite, che la loro misura sia pari al limite medesimo"). (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Tribunale Napoli, 09/01/2014.


Usura: funzione delle istruzioni della Banca d'Italia rivolte alle banche ed agli operatori finanziari per il rilevamento del TEGM. Usura – Istruzioni della Banca d’Italia – Funzione.

Usura – Istruzioni della Banca d’Italia – Derogabilità alla legge – Esclusione – Precettive per il giudice – Esclusione. 

Usura – Fissazione del tasso soglia trimestrale – Decreto del Tesoro – Compiti della Banca d’Italia – Solo consultivo..
Le Istruzioni della Banca d’Italia, di cui alla disciplina dell’usura, non sono dettate al fine di come debba essere conteggiato il TEG, ossia il tasso effettivo globale applicato dalla banca sulla singola operazione con il cliente, ma sono rivolte alle banche e agli operatori finanziari per rilevare il TEGM, ossia il tasso effettivo globale medio applicato per operazioni omogenee in un determinato periodo. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Le Istruzioni della Banca d’Italia, di cui alla disciplina dell’usura, non hanno alcuna efficacia precettiva nei confronti del giudice nell’ambito del suo accertamento del TEG applicato alla singola operazione, né debbono essere osservate dagli operatori finanziari quando stabiliscono il tasso di interesse di un determinato rapporto; e ciò sia perché le stesse non sono finalizzate a stabilire il TEG, sia perché sono disposizioni non suscettibili di derogare alla legge. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Il procedimento per pervenire alla fissazione del tasso soglia trimestrale con D.M. del Tesoro non prevede l’automatica assunzione dei dati rilevati dalla Banca d’Italia, la quale ha funzione semplicemente consultiva, e stabilisce pure un «correttivo», come riferito al tasso ufficiale di sconto, per pervenire all’indicazione del tasso soglia. Non può dunque affermarsi un’automatica equiparazione tra le risultanze delle rilevazioni della Banca d’Italia e il TEGM, sia dal punto di vista formale, atteso che questo è stabilito con decreto solo «sentita la Banca d’Italia», sia dal punto di vista sostanziale perché la norma prevede comunque ipotesi di correttivi da apportarsi dal ministero competente. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Appello Torino, 20/12/2013.


Usura - Azione giudiziale per l'accertamento dell'applicazione di un tasso usurario - Onere di allegazione..
Colui che agendo in un giudizio deduca l'applicazione di un tasso usurario ha l'onere di allegare ed indicare i modi, i tempi e la misura del superamento del cd. tasso soglia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 05/12/2013.


Ricognizione di debito e confessione: distinzione; irretroattività delle norme antiusura. Ricognizione di debito “titolata” – Confessione – Differenze.

Ricognizione di debito “titolata” – Confessione – Rapporto riconosciuto – Inesistenza (o nullità) – Prova – Ammissibilità.

Norme antiusura – Irretroattività.

Contratti conclusi prima della legge n. 108/96 – Clausole-interessi – Inefficacia sopravvenuta – Sostituzione automatica – Ammissibilità..
La ricognizione di debito titolata non può avere mai valore di confessione, trattandosi di istituti differenti, in quanto se la prima - avendo per oggetto, rapporti giuridici, oppure opinioni o valutazioni - comporta la presunzione, fino a prova contraria, dell’esistenza (e validità) del rapporto fondamentale, la seconda, invece, ha per oggetto fatti sfavorevoli al dichiarante e favorevoli all'altra parte. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)

Anche nell’ipotesi di ricognizione di debito titolata, il promittente può dimostrare l'inesistenza della causa, sottesa alla propria ricognizione, così come la sua eventuale nullità, con conseguente invalidità radicale della ricognizione stessa. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)

Le norme che prevedono la nullità dei patti contrattuali per superamento del tasso soglia dell'usura non sono retroattive, come emerge dalla norma di interpretazione autentica contenuta nell'art. l, comma 1, d.l. n. 394 del 2000, conv. con modificazioni dalla l. n. 24 del 2001, norma riconosciuta non in contrasto con la Costituzione con sentenza n. 29 del 2002 della Corte costituzionale. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata)

In relazione ai contratti conclusi prima della entrata in vigore della legge 108/96, le clausole relative agli interessi passivi interessi sono sì valide, ma esse, con il sopraggiungere dei successivi tassi-soglia, divengono illegittime negli effetti, generandosi in tal modo un fenomeno di sostituzione automatica ex art. 1339 c. c. ed applicandosi da tale momento, in conseguenza, il saggio c.d. di soglia (in luogo del maggiore interesse contrattuale), limitatamente alla “porzione” di rapporto non ancora esaurita. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 02/12/2013.


Usura: le istruzioni della Banca d'Italia non sono vincolanti per il giudice; la polizza assicurativa a garanzia del rimborso del debito va conteggiata tra i costi rilevanti. Usura – Istruzioni della Banca d’Italia – Forza di legge – Esclusione.

Usura – Voci del carico economico – Polizza assicurativa a garanzia del mutuo – Inerenza..
Le direttive e le Istruzioni della Banca d’Italia, quale organo di vigilanza e indirizzo delle banche e degli altri intermediari finanziari, non sono vincolanti per gli organi giurisdizionali neanche in materia di usura. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

Ai fini del riscontro de carattere usurario delle operazioni di mutuo, la polizza assicurativa finalizzata alla garanzia di rimborso del debito va senz’altro conteggiata nell’ambito dei costi rilevanti, posto che trattasi di voce di remunerazione (sia pure solo indiretta) per il mutuante. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Appello Milano, 22/08/2013.


Usura sopravvenuta: escluso il reato di usura, ma l’applicazione dei tassi contrattuali è contraria al principio di buona fede oggettiva. Usura – Usura sopravvenuta – Per modifiche regolamentari della Banca d’Italia – Rilevanza – Riduzione del tasso al limite massimo della soglia consentita..
Il superamento del tasso soglia, che sia sopravvenuto a seguito dell’entrata in vigore di modifiche regolamentari della Banca d’Italia (nella specie, relative alle spese di assicurazione), se non determina la configurazione del reato di usura, né comporta la nullità della relativa clausola contrattuale ai sensi dell’art. 1815 comma 2 c.c., non può tuttavia comportare l’applicazione dei tassi contrattuali, perché ciò si porrebbe in contrasto con lo spirito della legge n. 108/1996 e pure perché configurerebbe  un comportamento contrario a buona fede oggettiva. Si impone pertanto una rideterminazione degli interessi, ai sensi dell’art. 1339 c.c., entro i limiti della soglia di usura. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 09/08/2013.


Anche il premio delle polizze assicurative poste a garanzia del bene al cui acquisto il credito è finalizzato concorre a determinare il tasso d’usura. Finanziamento – Usura – Voci rilevanti ai fini del riscontro di usurarietà – Polizza assicurativa – Facoltativa, ma contestuale al finanziamento – Rilevanza..
La determinazione del tasso ai fini dell’indagine sull’usura deve essere condotta tenendo conto di commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese (escluse quelle per imposte e tasse) collegate all’erogazione del credito, ai sensi dell’art. 644, comma 4, c.p. Tra tali spese rientrano anche le polizze assicurative poste a garanzia del bene al cui acquisto il credito è finalizzato, ancorché non obbligatorie, ove siano contestuali alla concessione del finanziamento. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 26/07/2013.


La determinazione del tasso di usura comprende la polizza assicurativa a garanzia del rimborso del mutuo. Credito al consumo – Cessione del quinto dello stipendio – Usura – Voci ricomprese – Polizza assicurativa a garanzia del rischio morte, invalidità e perdita di impiego del debitore – Inclusione – Necessità..
La determinazione del tasso ai fini dell’indagine sulla usura deve essere condotta tenendo conto di commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e spese, escluse solo quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito. In tale prospettiva deve essere ricompresa, nel calcolo del tasso praticato, anche la polizza assicurativa finalizzata alla garanzia del rimborso del mutuo. (Massimiliano Farinelli) (riproduzione riservata)

Le direttive e le istruzioni della Banca d’Italia, quale organo di vigilanza ed indirizzo delle banche e degli operatori finanziari, non sono vincolanti per gli organi giurisdizionali, non essendo fonti normative. (Massimiliano Farinelli) (riproduzione riservata) Appello Milano, 17/07/2013.


Usura sopravvenuta, inapplicabilità della sanzione dell'art. 1815 c.c. ma non dovuti gli interessi che eccedono il tasso soglia. Usura – Usura sopravvenuta – Rilevanza – Somma eccedente il tasso soglia – Non debenza..
L’inapplicabilità della sanzione civile di cui all’art. 1815, comma 2, c.c. all’ipotesi di interessi usurari sopravvenuti non esclude che gli interessi, che superino il tasso soglia, sia comunque usurari e che per ciò siano indebiti per la parte appunto eccedente il detto tasso soglia. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 25/06/2013.


L’usura sopravvenuta è rilevante. Contratti di credito – Tasso soglia – Superamento in corso del rapporto – Usura sopravvenuta – Rilevanza – Interessi oltre il tasso soglia – Non debenza..
Il superamento del tasso soglia sopravvenuto nel corso del contratto comporta l’inopponibilità al cliente dei tassi eccedenti tale limite. In favore di questa soluzione depongono, oltre ad esigenze di razionalizzazione del mercato del credito, da un lato, la sentenza della Corte di Cassazione n. 603/2013; dall’altro, le prescrizioni della Banca d’Italia (in specie, la Comunicazione 20 aprile 2010) le quali, caratterizzandosi per l’assenza di specificazioni in ordine al momento del superamento del tasso soglia, si prestano ad una applicazione ultrattiva rispetto alla fase di costituzione del rapporto. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 03/04/2013.


Usura – Tasso usurario – Voci ricomprese – Credito al consumo – Cessione del quinto dello stipendio – Polizza assicurativa a garanzia del rischio morte, invalidità e perdita di impiego del debitore – Inclusione – Necessità..
Secondo il chiaro tenore letterale dell’art. 644 comma 3 c.p., sono rilevanti, ai fini della determinazione del tasso soglia di cui alla normativa sull’usura, tutti gli oneri che l’utente sopporti in connessione con l’uso del credito. Tra tali oneri rientra anche il costo della polizza assicurativa a garanzia del rischio morte, invalidità e perdita di impiego del mutuatario obbligatoria ex art. 54 D.P.R. n. 180/1950 per ottenere un prestito con cessione del quinto dello stipendio. (Massimiliano Farinelli) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 12/03/2013.


Usura, conversione del mutuo usurario in mutuo gratuito e applicazione a tutti i tipi di interesse, anche moratori. Usura - Sanzione contenuta nell'articolo 1815, comma 2, c.c. - Conversione del mutuo usurario in mutuo gratuito - Abbandono del presupposto soggettivo dello stato di bisogno del debitore - Limite oggettivo della soglia di usura - Applicazione a qualunque somma dovuta a titolo di interesse legale, convenzionale, corrispettivo o moratorio..
L'articolo 1815, comma 2, c.c. esprime un principio giuridico valido per tutte le obbligazioni pecuniarie e, a seguito della revisione legislativa operata dall'articolo 4 della legge 7 marzo 1996, n. 108 e dalla legge 28 febbraio 2001, n. 24 - di conversione del decreto legge 29 dicembre 2000, n. 394 - esso prevede la conversione forzosa del mutuo usurario in mutuo gratuito, in ossequio all'esigenza di maggiore tutela del debitore e ad una visione unitaria della fattispecie, connotata dall'abbandono del presupposto soggettivo dello stato di bisogno del debitore, a favore del limite oggettivo costituito dalla soglia di cui all'articolo 2, comma 4, della citata legge n. 108 del 1996 (tasso medio risultante dall'ultima rilevazione pubblicata nella Gazzetta Ufficiale, relativa alla categoria di operazioni in cui il credito è compreso, aumentato della metà). La sanzione così stabilita dell'abbattimento del tasso di interesse applicabile si applica a qualunque somma dovuta a titolo di interesse legale o convenzionale, agli interessi corrispettivi ed anche a quelli moratori, con la sola esclusione del caso in cui i rapporti contrattuali che hanno dato luogo alla applicazione degli interessi siano già esauriti alla data dell'entrata in vigore della legge 108/1996. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Venezia, 18/02/2013.


Interessi usurari: ecco il sistema di calcolo. Interessi usurari – Sistema di calcolo e accertamento – Riferimento al tasso Effettivo – Sussiste..
  Tribunale Catanzaro, 07/02/2013.


Usura sopravvenuta e sostituzione automatica per i rapporti non esauriti all'entrata in vigore della legge n. 108/1996. Usura – Usura sopravvenuta – Rilevanza – Affermazione – Sostituzione automatica – Misura del tasso soglia..
Trattandosi di rapporti non esauriti al momento dell’entrata in vigore della legge n. 108/1996, va richiamato l’art. 1 di detta legge che ha previsto la fissazione di tassi soglia e affermare che, ove vengano superate le misure consentite, gli interessi corrispettivi e moratori ulteriormente maturati vanno considerati usurari e dunque automaticamente sostituiti, anche ai sensi degli artt. 1419, comma 2, e 1339, circa l’inserzione automatica di clausole, in relazione ai diversi periodi, dai tassi soglia. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 11/01/2013.


Usura, acquisto dell'abitazione e interessi moratori. Usura - Condizione di difficoltà economica o finanziaria dell'obbligato - Allegazione - Mutuo stipulato per l'acquisto di un'abitazione - Irrilevanza.

Interessi usurari - Superamento del limite al momento della pattuizione - Interessi di mora..
Allo scopo di dimostrare il requisito previsto dall'articolo 644, comma 3, c.p. della situazione di difficoltà economica o finanziaria dell'obbligato al pagamento degli interessi usurari non è sufficiente dedurre che un contratto di mutuo è stato stipulato per l'acquisto di un'abitazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Sono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui essi sono promessi o comunque pattuiti a qualunque titolo e quindi anche a titolo di interessi moratori. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09/01/2013.


Determinazione della soglia d'usura, modalità di calcolo e adozione del criterio cd. “all inclusive” solamente dopo l'adozione del regolamento di cui all'art. 2 bis della L. 2/2009. Usura - Determinazione della soglia - Modalità - Utilizzo delle rilevazioni trimestrali della Banca d'Italia sino all'adozione del regolamento di cui all'art. 2 bis della legge 28 gennaio 2009..
La determinazione della soglia dell'usura soggiace alle metodiche di rilevazione fissate dai decreti ministeriali recettivi delle rilevazioni trimestrali della Banca d'Italia e ciò fino a quando la rilevazione del tasso effettivo globale medio non seguirà le nuove disposizioni onnicomprensive di cui al secondo comma dell'articolo 2 bis della legge 28 gennaio 2009, n. 2. Da ciò consegue che il dovere di conformarsi, nel calcolo dei tassi, al criterio cd. “all inclusive” di cui alla legge 7 marzo 1996, n. 108, è operante esclusivamente per il periodo successivo alla adozione del regolamento di cui al citato articolo 2 bis. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 19/11/2012.


Credito derivante da rapporto bancario - Decreto ingiuntivo definitivo - Interessi superiori ai tassi soglia antiusura - Debenza degli interessi nei limiti della soglia. .
Con riferimento a posizioni creditorie oggetto di decreti ingiuntivi definitivi, non potendo più essere proposte questioni relative alla nullità dei contratti o di clausole dei medesimi per la preclusione che deriva dal giudicato, gli interessi non potranno comunque essere pretesi, in particolare in sede esecutiva, se non in misura coincidente (al massimo) con la soglia prevista: si verifica, in conclusione, una inesigibilità parziale (e conseguente inesecutabilità parziale) degli interessi, nella parte (e solo nella parte) in cui vi è superamento della soglia. (Francesco Petrucco Toffolo) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 07/03/2012.


Rilevanza della commissione di massimo scoperto ai fini del calcolo del tasso effettivo globale medio praticato (TEG) - Sussistenza..
In tema di usura, ai fini della valutazione dell’eventuale carattere usurario del tasso effettivo globale medio (TEG) praticato da un istituto di credito deve tenersi conto anche della commissione di massimo scoperto praticata sulle operazioni di finanziamento per le quali l’utilizzo del credito avviene in modo variabile. Il chiaro tenore letterale dell’art. 644 c.p. (secondo il quale per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito) impone di considerare rilevanti, ai fini della determinazione della fattispecie di usura, tutti gli oneri che un utente sopporti in connessione con il suo uso del credito. Tra essi rientra indubbiamente la commissione di massimo scoperto, trattandosi di un costo legato all’erogazione del credito, che ricorre tutte le volte in cui il cliente utilizza concretamente lo scoperto di conto corrente, e funge da corrispettivo per l’onere, a cui l’intermediario finanziario si sottopone, di procurarsi la necessaria provvista di liquidità e tenerla a disposizione del cliente. (Francesco Petrucco Toffolo) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 07/03/2012.


Comparabilità del TEG comprensivo di CMS con il TEGM rilevato dalla Banca d’Italia senza CMS - Sussistenza..
L’ammontare della c.m.s., che – prima del d.l. 29 novembre 2008, n. 185 (art. 2 bis, comma 1) convertito nella legge 28.1.2009 n. 2 - non trova(va) spazio nel TEGM pubblicato nei decreti ministeriali, deve (doveva) necessariamente essere ricompreso nel margine di scostamento concesso al TEG praticato dall’intermediario rispetto al TEGM calcolato dalla Banca d’Italia: rilevato il valore medio di mercato del costo del credito, ogni incremento di costo, quale che sia la natura o il titolo a cui viene imputato, deve, pena l’emergere di un profilo patologico in termini di usurarietà, essere compreso nel margine del 50% stabilito dalla legge; appare conseguente e coerente: a) che, nella rilevazione operata dalla Banca d’Italia la stessa non fosse ricompresa nel calcolo del TEGM; b) che, al contrario, la c.m.s. applicata sia ricompresa nello specifico calcolo del TEG da porre a confronto con la soglia d’usura. (Francesco Petrucco Toffolo) (riproduzione riservata) Tribunale Pordenone, 07/03/2012.


Nei contratti stipulati prima della legge n. 108/1996: abuso del diritto e buona fede oggettiva impongono l'adeguamento del tasso. Oneri economici – Usura – Usura sopravvenuta in corso di rapporto – Applicazione dell’art. 1815, comma 2, c.c. – Esclusione – Riduzione al tasso soglia vigente pro tempore – Applicazione. .
Nel caso un contratto preveda un tasso di interesse non usurario al momento della stipula – perché precedente all’entrata in vigore della legge n. 108/1996 o perché conforme al tasso soglia vigente in quel momento – ma divenuto tale nel corso del rapporto, non trova applicazione la norma dell’art. 1815, comma 2, c.c., in ragione dell’espressa disposizione dell’art. 1 d.l. n. 394/2000, come convertito con legge n. 24/2001. Tuttavia, l’effettiva applicazione di tassi superiori al tasso di usura è in contrasto con l’art. 2 legge n. 108/1996, norma imperativa ispirata al generale principio di non abuso del diritto, e pure è in contrasto con il canone della buona fede oggettiva. Di conseguenza, si impone allora una rideterminazione degli interessi entro i limiti della soglia di usura, nel senso che ogni pretesa ulteriore risulta indebita. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Roma, 29/02/2012.


Usura – Restituzione degli interessi versati – Nullità della clausola sui frutti civili – Art. 1815, comma II, c.c. – Sussiste..
La consumazione del delitto di usura, ai danni dell’attore mutuatario, determina l’inefficacia delle pattuizioni relative ai frutti civili. Infatti, ai sensi dell’art. 1815, comma 2, c.c., come modificato dalla Legge 1996, n. 108, “se sono convenuti interessi usurari la clausola è nulla e non sono dovuti interessi”. La nullità della clausola sugli interessi, per la consumazione del reato di usura, determina il diritto del mutuatario alla ripetizione di quelli che abbia versato. (Giuseppe Buffone) (riproduzione riservata) Tribunale Varese, 02/02/2012.


Usura - Modifica legislativa dei presupposti per l'applicazione della norma incriminatrice - Applicazione della irretroattività della legge penale - Esclusione..
Con riferimento al reato di usura di cui all'articolo 644 c.p., la norma che si sia limitata a modificare solo per il futuro i presupposti per l'applicazione della norma incriminatrice (nella fattispecie il D.L. n. 70 del 2011) non influisce sul disvalore sociale della condotta posta in essere nella vigenza della normativa precedente, con la conseguenza che a tale fattispecie non sarà applicabile il principio di irretroattività della legge penale di cui all'articolo 2, comma 3, codice penale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 19/12/2011.


Usura - Criteri di cui al D.L. n. 70 del 2011 per la individuazione del tasso soglia - Rilevanza con riferimento condotte successive alla sua entrata in vigore..
La portata normativa di cui al D.L. n. 70 del 2011 sulla determinazione dei criteri di individuazione del tasso soglia (che ha introdotto un regime maggiormente favorevole agli istituti bancari in relazione al reato di usura), unitamente alla mancanza di norme transitorie, denotano la volontà del legislatore di dare operatività a dette nuove disposizioni esclusivamente con riferimento a condotte poste in essere dopo la sua entrata in vigore, senza incidere su situazioni preesistenti regolate dalla legge precedente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 19/12/2011.


Usura - Determinazione del tasso soglia - Commissione di massimo scoperto - Rilevanza - Interpretazioni della Banca d'Italia - Irrilevanza..
Anche la commissione di massimo scoperto deve essere tenuta in considerazione quale fattore potenzialmente produttivo di usura, essendo rilevanti ai fini della determinazione del tasso usurario tutti gli oneri che l'utente sopporta in relazione all'utilizzo del credito e ciò indipendentemente dalle istruzioni o dalle direttive della Banca d'Italia nelle quali si prevede che la commissione di massimo scoperto non debba essere valutata ai fini della determinazione del tasso effettivo globale, traducendosi questa interpretazione in un aggiramento della norma penale che impone alla legge di stabilire il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 19/12/2011.


Usura - Determinazione del tasso - Controllo e vigilanza sui criteri adottati - Competenza degli organi di vertice - Sussistenza - Irrilevanza del decentramento delle funzioni - Corresponsabilità ai sensi dell'articolo 40, comma 2 codice penale..
Il mancato controllo e vigilanza su specifiche questioni concernenti l'erogazione del credito, quali la determinazione del tasso di usura, rientrando tra le funzioni specifiche delle banche, sono ricompresi nell'alveo di competenza degli organi di vertice, indipendentemente dal decentramento di tali funzioni ad altri organismi sotto ordinati e interni alla banca; alla luce di tale principio, in caso di omissione di controllo, è possibile affermare quanto meno la corresponsabilità, sotto il profilo penale, di tali organi di vertice, ricadendo tale omissione nella sfera di azione dell'articolo 40, comma 2, codice penale, secondo il quale "non impedire un evento che sia ha l'obbligo giuridico di impedire, equivale a cagionarlo". (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 19/12/2011.


Legge penale - Ignoranza - Esclusione della commissione di massimo scoperto dal calcolo del tasso di usura - Errore scusabile..
Deve considerarsi scusabile l'ignoranza della legge penale che ha indotto i vertici degli istituti bancari ad escludere la commissione di massimo scoperto dal calcolo per la determinazione del tasso soglia di usura e ciò in quanto in mancanza di un orientamento giurisprudenziale di legittimità, civile o penale che ritenesse illecita tale prassi bancaria non è possibile muovere a detti soggetti alcuna censura di violazione del dovere di doverosa prudenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 19/12/2011.


Usura – Tasso usurario – Voci ricomprese – Cessione del quinto dello stipendio – Polizza assicurativa a garanzia del rischio di morte del debitore – Rientra..
Secondo il chiaro tenore letterale dell’art. 644 comma 3 c.p., sono rilevanti, ai fini della determinazione della fattispecie di usura, tutti gli oneri che l’utente sopporti in connessione con l’uso del credito. Tra tali oneri rientra quindi anche il costo della polizza a garanzia del rischio morte del mutuatario che abbia ceduto il quinto della sua pensione alla banca. Tribunale Alba, 18/12/2011.


Usura – Banca d’Italia – Funzione meramente tecnico-statistica dell’intervento..
In relazione all’individuazione dell’elemento oggettivo del reato di usura, la Banca d’Italia assolve alla limitata funzione di fornire dati statistici al Ministero del Tesoro. E’ evidente dunque che le opinioni della Banca d’Italia non vincolano il giudice nell’interpretazione della legge. Tribunale Alba, 18/12/2011.


Usura – Clausola che contempli voci per un calcolo che comporti il superamento del tasso soglia – Nullità..
E’ nulla la clausola che preveda la corresponsione di somme per una cifra che, comunque, risulta superiore al tasso soglia.  Tribunale Alba, 18/12/2011.


Spese di assicurazione e di incasso delle rate del prestito e determinazione del tasso di usura. Usura - Elemento oggettivo - Tasso di interesse usurario - Credito al consumo - Finanziamento erogato da intermediari non bancari - Spese di assicurazione - Inclusione - Necessità..
In tema di usura, l’art. 644, 4° comma c.p. stabilisce che per la determinazione del tasso di interesse si deve tener conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione del credito. E’ quindi configurabile il delitto di usura a carico del legale rappresentante di una società finanziaria operante nel settore del credito al consumo, in relazione alla stipulazione di contratti di prestito di denaro con previsione di tassi d’interesse di poco inferiori al limite legale dell’usurarietà, quando questo limite risulti superato in virtù di computo di voci di costo addossate al soggetto che richiede il finanziamento. Tra queste voci, in particolare, devono essere considerate le spese di assicurazione e le spese di incasso delle rate, che sono costi indiscutibilmente legati all‘erogazione del finanziamento. (Massimiliano Farinelli) (riproduzione riservata) Tribunale Busto Arsizio, 03/02/2011.


Tasso extrafido calcolato sull'intero saldo debitore e nullità della clausola. Oneri economici – Interessi – Tasso extrafido – Calcolato non sull’intero saldo debitore – Causa concreta – Mancanza – Anche se il tasso non supera la soglia usuraria..
E’ nulla, perché priva di causa in concreto, la clausola contrattuale che stabilisce che il tasso extrafido sia calcolato non sull’effettivo scoperto di conto, ma sull’intero saldo debitore, anche se il detto tasso non supera la c.d. soglia usuraria di cui alla legge n. 108/1996. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)

Nella specie, uno sconfinamento di 28 giorni aveva portato - calcolato sulla base di un saldo debitore pari a 8 milioni di euro -  a un «autonomo» debito per interessi da extrafido pari a 14.810 euro. Il tasso previsto per il caso di permanenza entro il fido saliva al 6,42%; quello per il caso di superamento della linea raggiungeva invece il 12,40%. ABF Roma, 10/01/2011.


Usura, quesito al CTU, determinazione del saldo del conto e applicazione dell'articolo 644, comma 4, codice penale. Conto corrente - Quesito al CTU - Determinazione del saldo - Usura - Applicazione dell'articolo 644, comma 4, c.p. - Superamento dei tassi soglia - Computo di commissioni, remunerazioni e spese..
  Tribunale Napoli, 02/11/2010.


Verifica del tasso usurario al momento della stipula del contratto e trasferimento dell'azienda. Usura – Tasso soglia previsto per le finanziarie – Subentro nel credito da parte di banca – Passaggio al più contenuto tasso per la banche – Esclusione..
La valutazione dell’eventuale usurarietà dei tassi va condotta con esclusivo riferimento al momento della stipula del contratto, sì che non assume rilevanza la circostanza che il rapporto avviato da un intermediario non bancario sia poi proseguito, per trasferimento di ramo di azienda, con una banca. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Antonio Cacciato) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 28/09/2010.


Procedimento per dichiarazione di fallimento e tutela delle vittime dell'usura. Dichiarazione di fallimento - Procedimento - Applicazione delle norme di tutela delle vittime delle richieste di estorsione e dell'usura - Ammissibilità - Sospensione della pronuncia di fallimento per il periodo di 300 giorni - Valutazione discrezionale del giudice della procedura - Proroga della sospensione - Inammissibilità..
La legge numero 44 del 1999, concernente il Fondo di solidarietà per le vittime delle richieste estorsive e dell'usura, è applicabile in via analogica anche alle cause fallimentari, nell'ambito delle quali potrà essere disposta una proroga di trecento giorni al fine di impedire temporaneamente la pronuncia della dichiarazione di fallimento. L'applicazione della norma non è automatica né vincolata al parere del Prefetto, ma rimessa alla valutazione discrezionale del giudice della procedura; inoltre, in ragione della natura eccezionale della disposizione, la sospensione non potrà essere prorogata. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Brescia, 20/09/2010.


CMS, funzione e illegittimità – Calendario del processo e consulenza tecnica. Commissione di massimo scoperto – Funzione di remunerare la messa a disposizione della somma – Applicazione sul massimo sconfinamento – Doppia imposizione su somme già produttive di interessi – Illegittimità.

Calendario del processo – Svolgimento di consulenza tecnica d’ufficio – Compatibilità. (31/05/2010).
La commissione di massimo scoperto ha una funzione giuridica legittima - per esempio - ove sia diretta a remunerare la banca per la messa a disposizione di una somma, mentre è senza causa qualora venga applicata sul massimo sconfinamento eseguito nel periodo, poiché in questo caso costituisce una doppia imposizione su somme che già sono produttive di interessi, e costituisce dunque una forma occulta di costo per il cliente che produce l’effetto di aumentare ingiustificatamente il tasso reale dell’interesse praticato. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mondovì, 04/05/2010.


CMS e determinazione del tasso di usura. Usura – Determinazione del tasso usurario – Rilevanza di tutti gli oneri connessi all’uso del credito – Commissione di massimo scoperto – Inclusione – Rilevanza..
Il chiaro tenore letterale del comma 4 dell’art. 644, codice penale (secondo il quale per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate all’erogazione di credito), impone di considerare rilevanti, ai fini della determinazione della fattispecie di usura, tutti gli oneri che un utente sopporti in connessione con il suo uso del credito. Tra essi rientra indubbiamente la commissione di massimo scoperto, trattandosi di un costo indiscutibilmente collegato all’erogazione del credito, giacchè ricorre tutte le volte in cui il cliente utilizza concretamente lo scoperto di conto corrente e funge da corrispettivo per l’onere, al quale l’intermediario finanziario di sottopone, di procurarsi la necessaria provvista di liquidità e tenerla a disposizione del cliente. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) (riproduzione riservata) Cassazione penale, 26/03/2010.


Usura e produzione dei decreti attuativi della L. 108/1996. Usura – Usurarietà dei tassi – Natura di atti meramente amministrativi dei D.M. attuativi della L. 108/1996 – Principio iura novit curia – Applicabilità – Esclusione – Assolvimento dell’onere della prova – Produzione in giudizio – Necessità..
Poiché i decreti ministeriali hanno natura di atti meramente amministrativi, con la conseguenza che ad essi non è applicabile il principio “iura novit curia” di cui all’art. 113, codice procedura civile, la contestazione dell’applicazione da parte della banca di un tasso di interesse usurario deve essere sorretta dalla produzione in giudizio dei decreti attuativi della legge 7 marzo 1996, n. 108 che fissano la cd. soglia d’usura. (Andrea Gibelli) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 01/12/2009.


Clausola usuraria – Nullità – Restituzione delle somme versate. .
In caso di interessi usurari, per il periodo successivo all'entrata in vigore della Legge 108/1996, il cliente potrà reclamare l'intero ammontare delle competenze versate a titolo di interessi, in dipendenza della nullità della clausola. (Cecilia Ruggeri) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 06/10/2009.


Legge antiusura e sospensione dei termini per le vittime ed i famigliari. Esecuzione forzata – Sospensione ai sensi della legge antiusura – Legittimazione – Familiari conviventi e garanti – Sussistenza (art. 20 l. 23 febbraio 1999, n. 44).

Esecuzione forzata – Sospensione ai sensi della legge antiusura – Oggetto – Procedure esecutive tout court – Esclusione (art. 20 l. 23 febbraio 1999, n. 44).

Esecuzione forzata – Sospensione ai sensi della legge antiusura – Tardivo rilascio del parere prefettizio – Sospensione della procedura – Non concedibilità (art. 20 l. 23 febbraio 1999, n. 44).

Esecuzione forzata – Sospensione ai sensi della legge antiusura – Rinnovabilità – Esclusione (art. 20 l. 23 febbraio 1999, n. 44)..
E’ applicabile il beneficio della sospensione anche ai membri del nucleo familiare della vittima del reato, imprenditore o libero professionista, qualora essi siano familiari conviventi ed abbiano prestato garanzia in favore dell’estorto. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

La sospensione non può avere ad oggetto intere procedure, ma soltanto i termini ad esse connessi, che ne scandiscono l’iter. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

Il giudice dell’esecuzione forzata può negare la concessione della sospensione, allorquando il procedimento amministrativo di rilascio del parere prefettizio non si svolga sollecitamente. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata)

La sospensione già concessa non è rinnovabile per ulteriori 300 giorni. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 03/01/2009.


Anatocismo, superamento del tasso soglia, cms : quesito al CTU. Quesito al CTU – Anatocismo – Superamento del tasso soglia – CMS – Rideterminazione del debito del correntista sulla scorta dell’interesse legale..
  Tribunale Napoli, 05/02/2008.


Tasso soglia e spese del conto. Usura – Tasso soglia – Determinazione – Spese per liquidazione degli interessi – Diritti di chiusura del conto – Esclusione..
Ai fini della verifica del superamento del tasso soglia non si può tenere conto dell’addebito trimestrale sul conto corrente né della spesa di liquidazione degli interessi debitori né di quella per diritti di chiusura del conto, atteso che la prima di tali voci rientra fra quelle già oggetto di rilevazione ed incluse nel calcolo del t.e.g.m., mentre la seconda costituisce un onere applicato indipendentemente dalla circostanza che si tratti di rapporti di finanziamento o di deposito, sicché non può considerarsi collegata alla erogazione del credito. Tribunale Mantova, 21/12/2004.


Cessione dello stipendio, usura e truffa. Contratto di finanziamento – Mandato alla riscossione – Azione di annullamento – Legittimazione passiva.

Chiamata in causa del terzo – Omissione – Conseguenze – Estinzione del processo.

Usura – Tasso soglia – Applicazione della legge nel tempo..
Il mandato a riscuotere un credito non trasferisce la titolarità del diritto al mandatario, neppure quando il mandato sia conferito nel suo esclusivo interesse. (Nella specie si è ritenuto che non fosse legittimato passivo dell'azione di annullamento e rescissione di contratti di finanziamento la compagnia di assicurazione che aveva stipulato tali contratti quale mandante di vari istituti di credito e ciò nonostante la mandataria fosse legittimata ad agire per la riscossione).

Nel rito vigente ante la novella del 1990, l'omessa chiamata in causa del terzo autorizzata dal giudice a' sensi dell'art. 269 c.p.c. - quando non imposta dalla necessità di integrare il contraddittorio - non comportava l'estinzione del giudizio ma solo la impossibilità giuridica di emettere la pronuncia richiesta.

Prima della entrata in vigore della legge n. 108/1996 sull'usura, priva di qualsiasi efficacia retroattiva, non poteva considerarsi usurario il tasso del 22-23% (TAEG).
Devono considerarsi conformi alla normativa all'epoca vigente i contratti di cessione di quote di stipendio stipulati nel periodo 1988-1992 a' sensi dell'art. 5 del D.P.R. 5 gennaio 1950 n. 180, ove il debitore cedente si impegnava a restituire in 84 rate mensili un importo quasi doppio di quello ricevuto, comprensivo di interessi scalari all'8,5%, di commissioni, oneri assicurativi e provvigioni. Tribunale Mantova, 13/10/2004.


Tasso di usura e compenso dell'intermediario. Contratti con il consumatore – Clausola derogatrice del foro della residenza o del domicilio del consumatore – Inefficacia.

Compenso per l’attività di mediazione svolta dal terzo e diretta a far ottenere il prestito al consumatore – Carattere non necessario dell’intermediazione – Inclusione del compenso nel calcolo del TAEG ex art. 122/3 del d. lgs. 385/73 – Esclusione..
Al fine di verificare il superamento del cd. tasso soglia, se pure nel calcolo vanno compresi anche i costi per l’intervento di un terzo ex art. 122 d.lgs. 385/93, deve ritenersi che la necessità dell’interposizione debba essere valutata sì in concreto ma con riferimento al fatto che, in assenza di essa, il mutuatario non avrebbe potuto in nessun modo ottenere il prestito. Tribunale Mantova, 14/09/2004.