Massimario di Diritto Bancario


SPESE

Usura, estinzione anticipata, promessa di pagamento di costo usurario e omessa indicazione dell'Indice sintetico di costo. Usura - Costi - Estinzione anticipata - Promessa di pagamento costo usurario - Omessa indicazione dell'Indice sintetico di costo .
Ai fini della verifica di usura, tutti i costi soggiacciono alla legge 108/1996, compreso quello pattuito per l'estinzione anticipata. Ciò che rileva, a tal fine, è unicamente la promessa di pagare un costo usurario, a nulla rilevando che detto costo, al momento dell'azione legale, non possa più verificarsi. Nel caso in cui l'ISC non sia indicato in contratto ovvero risulti sensibilmente diverso rispetto a quello previsto, gli interessi vanno ricalcolati ex art. 117 tub. (Giuseppe De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 21/02/2018.


Anatocismo, procedimento sommario e onere della prova, contratto mono-firma. Anatocismo bancario nei contratti “uso piazza” anteriori alla delibera CICR 9.2.2000 – Illegittimità – Ricalcolo degli interessi senza operare alcuna capitalizzazione – Prova della pubblicazione dell’adeguamento alla delibera CICR 9.2.2000 in G.U. e comunicazione al correntista – Necessità – Prova della pattuizione di nuova regolamentazione degli interessi – Necessità – Modifica dell’azione di accertamento negativo in azione di condanna a seguito di chiusura del rapporto di c/c in corso di causa – Validità contratto mono-firma.
1) La proposizione della domanda di mero accertamento finalizzata alla rideterminazione del saldo del conto corrente non impedisce a parte ricorrente, qualora nelle more del giudizio il conto corrente sia stato chiuso su iniziativa della banca, di modificare l’originaria domanda di accertamento in quella di condanna, trovando applicazione quanto affermato dalle sentenza n. 12310 del 15.06.2015 delle SS.UU. della Corte di Cassazione in base a cui “la modificazione della domanda […] può riguardare anche uno o entrambi gli elementi oggettivi della stessa, sempre che la domanda così modificata risulti comunque connessa alla vicenda sostanziale dedotta in giudizio e senza che, perciò solo, si determini la compromissione delle potenzialità difensive della controparte, ovvero l’allungamento dei tempi processuali”.

2) Quanto ai contratti sottoscritti dal solo correntista, la nullità di cui all’art. 117 TUB costituisce un’ipotesi riconducibile alle c.d. nullità di protezione di derivazione comunitaria, le quali, per la peculiarità della disciplina che le caratterizza, non appaiono in alcun modo sovrapponibili alla nullità codicistica, tradizionalmente intesa come quella patologia di gravità tale da rendere il negozio radicalmente improduttivo di effetti e insuscettibile di sanatoria.  La forma scritta prescritta a pena di nullità dall’art.  117 TUB, nella logica di quello che è stato definito in dottrina come “neo-formalismo comunitario”, assolve essenzialmente alla funzione di colmare il divario informativo esistente in determinati settori tra i soggetti che vi operano professionalmente ed il contraente debole.
Ne consegue che la forma scritta prescritta dall’art. 117 TUB non appare integrare un elemento costitutivo e strutturale del contratto, imposto, come nella tradizione romanistica, allo scopo di richiamare il contraente sull’importanza del negozio che si accinge a compiere, ma appare un adempimento imposto al contraente forte e strumentale ai doveri di correttezza, buona fede e trasparenza contrattuale necessari a colmare l’iniziale e fisiologico deficit informativo tra le parti. Tale nullità, atteso il suo carattere  "relativo" e la finalità protettiva degli interessi particolari del contraente debole, può apprezzarsi solo se vi sia stata in concreto una lesione dell’interesse protetto, lesione che, è di palmare  evidenza,  non  può  sussistere  per  la  mera  mancata  sottoscrizione  del  contratto  da parte della banca contraente, atteso che il cliente, ricevendo il contratto redatto per iscritto, è stato pienamente messo in  grado di conoscere e di comprendere ogni clausola contrattuale.
In altri termini, con la nullità atipica di cui all’art. 117 TUB il legislatore ha recepito il principio comunitario che impone, in caso di asimmetria informativa tra le parti, l’obbligo di clare loqui, affinché il cliente sia quanto più possibile reso edotto dei diritti e obblighi connessi ai contratti relativi ai rapporti bancari e all’erogazione del credito.
Ricostruita tale “nullità” in termini di una peculiare forma di tutela del contraente debole, ne consegue come la stessa non possa ritenersi sussistente qualora il contratto (rectius: il documento che raccoglie le clausole contrattuali) sia effettivamente redatto per iscritto e consegnato alla parte che l’ha sottoscritto, laddove venga dedotto soltanto il difetto di forma dell’accettazione da parte della Banca.

3) Per poter applicare la capitalizzazione periodica degli interessi passivi in contratti stipulati anteriormente l’entrata in vigore della delibera CICR del 9.2.2000 (avvenuta il 30.6.2000), è necessaria una nuova pattuizione scritta, non essendo sufficiente una mera comunicazione unilaterale della banca ancorché rispondente a quanto stabilito dall’art. 7 di detta delibera; pertanto, la pubblicazione sulla G.U. è condizione necessaria ma non sufficiente per l’adeguamento della Banca al combinato disposto dell’art. 120 TUB e dell’art. 7 della Delibera CICR del 2000 poiché, ai sensi del comma 2 della norma in esame, essa avrebbe dovuto fornire anche “opportuna notizia per iscritto alla clientela”. (Barbara Torti) (riproduzione riservata) Tribunale Pavia, 07/02/2018.


Usura: interessi moratori e commissione per l’estinzione anticipata del mutuo.  .
Ai fini del calcolo del superamento del tasso soglia usura, vanno compresi nel TAEG la commissione per estinzione anticipata come pure gli interessi moratori, perché l’art. 1 comma 1 D.L. 394/2000, convertito in L. 20/2001, statuisce che “si intendono usurari gli interessi che superano il limite stabilito dalla legge nel momento in cui sono promessi o comunque convenuti, a qualunque titolo, indipendentemente dal loro pagamento”.

La valutazione in ordine all’usurarietà delle pattuizioni deve essere operata ricomprendendo nel TAEG tutte le voci connesse all’erogazione del credito, escluse imposte e tasse (art. 644, comma IV, c.p.), ed il parametro di riferimento del TAEG è quello di cui all’art. 2, comma IV, L. 108/96.

Il tasso soglia usura è unicamente quello previsto con la legge primaria; pertanto l’aumento di 2,1 punti percentuali, operato per raffrontare il TEG del singolo mutuo con il TEGM che non comprende la mora, non potrà essere utilizzato per il c.d. “tasso soglia usura composto”, poiché detta “innovazione” o direttiva o istruzione che dir si voglia della Banca d’Italia, anche se recepita in decreti ministeriali, non può incidere sulla norma primaria.

In caso di accertata usurarietà pattizia, ai sensi dell’art. 1815, comma II, la banca va condannata a restituire al mutuatario tutti gli interessi e commissioni illecitamente percepiti, oltre interessi legali e rivalutazione sulle singole indebite percezioni dal dovuto al saldo effettivo. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Siena, 21/11/2017.


Mere difese e responsabilità aggravata dell’Istituto di credito. Conto corrente ante 2000 - Spese, commissioni, interessi ultralegali e capitalizzati trimestralmente - Difesa temeraria della Banca - Responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. - Applicabilità .
Merita di essere condannata ex art. 96 c.p.c. la Banca che, a fronte delle doglianze del correntista circa l’illegittimità di costi, commissioni e interessi ultralegali e capitalizzati trimestralmente, resista in giudizio assumendo apoditticamente la conformità del proprio operato a far data dall’aprile 2000 (circostanza rivelatasi non vera), senza fornire nuovi elementi di indagine rispetto a quanto già accertato, per il medesimo rapporto, con precedente sentenza, relativamente al periodo sino al dicembre 2000. Ciò denota un comportamento incauto, se non temerario, e comunque in grado di ingenerare più di un sospetto sulla consapevolezza dell’Istituto di credito dell’artificiosità delle proprie argomentazioni, già dall’introduzione del giudizio.  

(Nella specie, in accoglimento della domanda dell’attore, l’istituto di credito veniva condannato, al risarcimento del danno subito dal correntista, ai sensi dell’art. 96 c.p.c., pari a euro 2.000,00). (Antonio Cavallo) (riproduzione riservata) Tribunale Paola, 05/10/2017.


Contratti bancari mono-firma, rilevanza usuraria della commissione di massimo scoperto. Contratti bancari – Forma scritta per la validità – Conclusione mediante scambio di corrispondenza – Ammissibilità

Prove documentali – Scrittura privata sottoscritta dal solo convenuto – Produzione in giudizio – Equipollente della sottoscrizione dell’attore – Condizioni

Prove documentali – Scrittura privata sottoscritta dal solo convenuto – Produzione in giudizio – Equipollente della sottoscrizione dell’attore – Momento di conclusione del contratto e decorrenza degli effetti – Dalla data della produzione in giudizio – Esclusione

Prove documentali – Scrittura privata sottoscritta dal solo convenuto – Produzione in giudizio – Equipollente della sottoscrizione dell’attore – Momento di conclusione del contratto e decorrenza degli effetti – Dalla data della stipulazione – Affermazione

Contratti bancari – Forma scritta per la validità – Conclusione mediante scambio di corrispondenza – Condizioni – Prova della conoscenza dell’accettazione – Per testi e presunzioni – Ammissibilità

Usura – Commissione di massimo scoperto – Costo inerente all’erogazione del credito – Fattispecie ante DL 185/08

Usura – Poteri dell’autorità amministrativa secondo la legge n. 108/96 – Rilevazione statistica dell’andamento dei tassi medi di mercato – Affermazione – Potere di escludere la rilevanza usuraria di costi inerenti all’erogazione del credito – Esclusione

Usura – Commissione di massimo scoperto – Costo inerente all’erogazione del credito – Fattispecie ante DL 185/08 – “Separata rilevazione” della commissione (circolare Banca d’Italia 2 dicembre 2005 n. 12) – Incompatibilità con la legge n. 108/96 – Disapplicazione

Usura – Commissione di massimo scoperto – Costo inerente all’erogazione del credito – Fattispecie ante DL 185/08 – Computo nel TEG della somma addebitata a titolo di commissione senza rettifica del TEGM – Affermazione .
Gli artt. 117 TUB e 23 TUF non sono incompatibili con la conclusione del contratto dell’intermediario bancario o finanziario mediante scambio di corrispondenza, non prescrivendo che risultino da unico documento le sottoscrizioni di entrambe le parti. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Per regola giurisprudenziale consolidata, da circa un settantennio, la produzione in giudizio da parte dell’attore della scrittura firmata dal solo convenuto (“scrittura mono-firma”) costituisce valido equipollente della sottoscrizione dello stesso attore, ai fini del perfezionamento del contratto, a condizione che: a) l’attore faccia valere gli effetti negoziali del contratto; b) il convenuto non abbia, medio tempore, revocato la proposta; c) la scrittura non sia fatta valere dagli eredi o aventi causa di una delle parti o nei loro confronti, dato che costoro non potrebbero efficacemente accettare in luogo del loro autore, non subentrando di regola nella posizione di oblato o proponente. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Poiché ogni proposta perde effetto, ancorché non revocata né irrevocabile, dopo che è decorso il termine per l’accettazione (stabilito dal proponente, dalla natura dell’affare o dagli usi: cfr. art. 1326 co. 2 c.c.).e non può restare indefinitamente pendente, non è ammissibile che il contratto mono-firma si abbia per concluso soltanto al momento della produzione in giudizio ((Cass. 24 marzo 2016 n. 5919 et al.). Egualmente non è possibile che il contratto, di cui è provata la conclusione tramite produzione in giudizio della scrittura mono-firma, abbia efficacia soltanto ex nunc, poiché tale considerazione svuota di significato la produzione in giudizio, malgrado la dichiarata equiparazione degli effetti, ogni qual volta sia rilevante il comportamento tenuto dalle parti nel tratto di tempo tra la formazione della scrittura e la sua produzione in giudizio. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Per evitare queste aporie, deve ritenersi che la produzione in giudizio della scrittura mono-firma “non determina la costituzione del rapporto ex nunc, ma supplisce alla mancanza della sottoscrizione di detta parte con effetti retroagenti al momento della stipulazione”, ossia che la regola giurisprudenziale “produzione vale sottoscrizione” non attenga alle regole di formazione del contratto, ma a quelle di prova in giudizio di contratti già conclusi; prova semplificata perché colui che fa valere la scrittura privata in giudizio è esonerato dalla prova della propria sottoscrizione. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Resta fermo l’onere di provare le altre condizioni per la valida conclusione del contratto, cioè che: 1) il regolamento di interessi sia fatto per iscritto; 2) sussista la sottoscrizione della parte contro cui la scrittura è fatta valere; 3) il proponente abbia conoscenza dell’accettazione dell’oblato, scritta e sottoscritta.
La prova della conoscenza, al fine di stabilire il momento di conclusione del contratto, può essere data con qualsiasi mezzo attendibile e concludente, anche per testi e presunzioni e quindi, a fortiori, per ammissione del convenuto stesso, senza che a ciò osti l’art. 2725 c.c. (richiamato da Cass. 24 marzo 2016 n. 5919), quando il contratto deve farsi per iscritto a pena di nullità, poiché l’oggetto del limite probatorio verte sulla dichiarazione (scrittura) e sulla sua paternità (sottoscrizione), non sugli altri elementi pur necessari al perfezionamento della fattispecie contrattuale, come la ricezione e conoscenza delle dichiarazioni da parte dei loro destinatari. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Secondo la posizione espressa dalla stessa Banca d’Italia (nella circolare 2 dicembre 2005 n. 12) la c.m.s. è costo inerente all’erogazione, pur se rilevata separatamente rispetto alle altre remunerazioni e spese per la ritenuta difficoltà di prevedere, con prognosi ex ante, l’effettiva incidenza della c.m.s. “storica” sul complessivo costo del credito. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

La “separata rilevazione” della c.m.s., nelle istruzioni anteriori alla versione “agosto 2009”, non può avere l’effetto di escludere la c.m.s. dalla verifica di usurarietà ai sensi dell’art. 644 c.p. e ciò in quanto la legge n. 108/96 ha demandato all’autorità amministrativa di fare una rilevazione statistica dell'andamento dei tassi medi di mercato (praticati dal sistema bancario-finanziario e distinti per classi omogenee di operazioni), ma non il potere di definire la fattispecie usuraria e di escludere la rilevanza di costi comunque collegati all’erogazione del credito. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)

Malgrado il contrario avviso di Cass. 22 giugno 2016 n. 12965, ostano all’applicazione del regime c.d. del margine (descritto nella circolare 2 dicembre 2005 n. 12) l’incompatibilità con la legge n. 108/96, che prescrive la rilevazione di un tasso medio “globale” (art. 2) e perciò onnicomprensivo. Alla globalità segue anche l’unicità del “limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari” (art. 644 co. 3 c.p.), che è determinato nel “tasso medio risultante dall'ultima rilevazione […] aumentato dello spread. O il costo è inerente alla concessione di credito, e allora deve rientrare nel TEGM e rientra senz’altro nel TEG, oppure ne è estraneo. Viceversa, il regime del margine introduce due distinte coppie di tassi medi e relative soglie, una pertinente la globalità della remunerazione dell’intermediario, l’altro la sola c.m.s., rendendo frastagliato e non uniforme “il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari” e ingenerando irrazionali disparità di trattamento. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata)  

Poiché appare altresì impossibile il ricalcolo ab ovo del TEGM, comprensivo della c.m.s., non essendo accessibile al pubblico la massa di dati utilizzati dalla Banca d’Italia per la rilevazione statistica, deve ammettersi per esclusione il raffronto tra il TEG del contratto, compresi i costi addebitati per la c.m.s., e il tasso soglia determinato a partire dal TEGM pubblicato nel d.m., senza incrementi. (Enrico Astuni) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 15/07/2017.


Consulenza tecnica preventiva e anatocismo bancario. Consulenza tecnica preventiva ex art. 696 bis c.p.c. – Oggetto – Ambito di applicazione – Ammissibilità – Anatocismo bancario.
In materia di anatocismo bancario svolgere o meno un dato accertamento contabile ed elaborare un quesito peritale è il portato di una valutazione decisionale non demandabile a un CTU, incompatibile con le finalità conciliative della procedura di consulenza tecnica preventiva, che pertanto è inammissibile. (Massimo Pellizzato) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 06/04/2017.


Usura: spese di assicurazione e collegamento all'operazione di credito. Usura - Contratto di credito - Voci economiche rilevanti - Collegamento all'operazione di credito - Contestualità tra spesa ed erogazione - Presunzione di collegamento - Fattispecie in tema di spese di assicurazione.
In relazione alla ricomprensione di una spesa di assicurazione nell'ambito delle voci economiche rilevanti per il riscontro dell'eventuale usurarietà di un contratto di credito, è necessario e sufficiente che la detta spesa risulti collegata all'operazione di credito. La sussistenza del collegamento, se può essere dimostrata con qualunque mezzo di prova, risulta presunta nel caso di contestualità tra la spesa e l'erogazione (Principio di diritto enunciata dalla SC). (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 05/04/2017.


Le restituzioni per l’estinzione anticipata del finanziamento valgono a calcolare il tasso effettivo. Usura – Criteri di determinazione del tasso applicato – Computabilità degli importi da restituire per l’estinzione anticipata del finanziamento – Sussiste.
Gli oneri che maturano nel corso del rapporto, ancorché pagati anticipatamente, devono essere rimborsati pro quota in caso di estinzione anticipata del finanziamento. Sono rimborsabili, per la parte non maturata, non solo le commissioni bancarie, ma anche le commissioni di intermediazione ed i costi assicurativi. Al loro rimborso è tenuto l’intermediario mutuante.
In assenza di una chiara ripartizione nel contratto tra oneri up front e recurring, l’intero importo di ciascuna delle suddette voci dev’essere preso in considerazione al fine della individuazione della quota parte da rimborsare.
L’importo da rimborsare deve essere equitativamente stabilito secondo un criterio proporzionale tale per cui l’importo di ciascuna delle suddette voci viene moltiplicato per la percentuale del finanziamento estinto anticipatamente, risultante (se le rate sono di eguale importo) dal rapporto fra il numero complessivo delle rate e il numero delle rate residue.
Al fine di determinare l’effettivo costo dell’operazione di finanziamento in relazione alla sua durata si deve provvedere a ricalcolare gli importi che, alla stregua dei menzionati principi, avrebbero dovuto essere restituiti al cliente. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Giudice di Pace Belluno, 10/09/2016.


Nel calcolo del superamento del tasso-soglia usurario vanno computati anche i tassi moratori e i premi delle polizze vita connesse al mutuo. Usura – Calcolo del superamento del tasso-soglia – Importo dei premi di polizze sulla vita del mutuatario – Interessi di mora – Rilevanza – Presupposti .
Per determinare il TEG complessivo vanno considerati anche i premi delle polizze a copertura del rischio morte del mutuatario, che, pur non essendo previste nel contratto, risultano connesse al credito e ne assicurano il rimborso; ciò, in ragione del collegamento negoziale tra le polizze e il contratto di mutuo.
Si considerano anche gli interessi di mora ove calcolati anche sulla parte di interessi corrispettivi delle rate scadute e non pagate. (Chiara Bosi) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 11/06/2016.


Contratti bancari, onere della prova del correntista e presunzione di ricezione degli estratti conto. Contratti bancari - Rapporto di conto corrente - Ripetizione di indebito - Onere della prova del correntista - Produzione integrale degli estratti conto - Presunzione di ricezione degli estratti conto da parte del correntista - Mancato assolvimento dell’onere probatorio - Rigetto.
In tema di ripetizione dell’indebito, la parte attrice deve assolvere l’onere della prova che grava sul creditore istante ex art. 2033 c.c. il quale è tenuto a provare i fatti costitutivi della sua pretesa e quindi sia l'avvenuto pagamento, sia la mancanza di una causa che lo giustifichi; ciò anche nell’ipotesi in cui si assuma che il pagamento è indebito non per l’intero ma solo per una parte. Tale principio è applicabile anche al correntista che agisce per la ripetizione dell’indebito, sul quale grava pertanto l’onere di produrre in giudizio tutti gli estratti conto sì da fornire prova degli avvenuti pagamenti indebiti. In difetto, non è possibile accertare in concreto le violazioni dedotte da parte attrice.

Visto il principio di vicinanza della prova e della presunzione di ricezione degli atti inviati all’indirizzo del destinatario ex art.1355 c.c., è onere del correntista dedurre prove circa la mancata ricezione degli estratti conto.

Il mancato assolvimento dell’onere della prova da parte del correntista assorbe le eccezioni di nullità delle clausole contrattuali e di superamento del c.d. tasso soglia svolte da parte attrice in relazione alla domanda di ripetizione. Infatti nell’azione di ripetizione dell'indebito l'accertamento dell'insussistenza dell'obbligo di pagamento rappresenta un mero antecedente logico della domanda di restituzione della somma corrisposta e non già l'oggetto di un'autonoma domanda di accertamento negativo: pertanto, nel caso in cui la domanda di ripetizione debba essere rigettata per mancanza della prova dell'asserito pagamento (in quanto mancano gli estratti conto), l’attore non ha interesse alla pronuncia sull'accertamento negativo del debito, trattandosi di una domanda del tutto diversa per petitum e causa petendi da quella originariamente proposta con l'atto introduttivo del giudizio. (Nicola Scopsi) (riproduzione riservata) Tribunale Genova, 12/05/2016.


Contratti bancari – Mutuo – Usurarietà del tasso – Rilevazione TEGM – Verifica usurarietà del tasso – Oneri eventuali.
La rilevazione del TEGM, sulla base delle Istruzioni della Banca d’Italia, e la determinazione del TEG della singola operazione creditizia, ai fini della verifica di legalità, sono due operazioni distinte, rispondenti a funzioni diverse e aventi a oggetto aggregati di costi che, seppure definiti con un criterio omogeneo (interessi commissioni spese collegate all’erogazione del credito), non sono perfettamente sovrapponibili. Funzione del TEGM, e quindi delle Istruzioni della Banca d’Italia, è infatti ai sensi dell’art. 2 legge n. 108 (cfr. tra molte Cass. pen. 18.3.2003 n. 20148) fotografare l'andamento dei tassi medi di mercato, praticati da banche e intermediari finanziari sottoposti a vigilanza (comma 1), distinti per classi omogenee di operazioni “tenuto conto della natura, dell'oggetto, dell'importo, della durata, dei rischi e delle garanzie” (comma 2) al fine di determinare e rendere noto alla generalità di banche e intermediari “il limite oltre il quale gli interessi sono sempre usurari”. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 27/04/2016.


Contratti bancari – Mutuo – Tasso soglia – TEGM pubblicato nei D.M. pro tempore vigenti .
Ai fini del tasso soglia deve considerarsi esclusivamente il TEGM pubblicato nei D.M. pro tempore vigenti, incrementato degli ordinari coefficienti, senza fare luogo ad alcuna maggiorazione. E questo, ancorché un’indagine statistica a fini conoscitivi, condotta dalla Banca d’Italia e dall’Ufficio Italiano Cambi, nel lontano 2002, abbia “rilevato che, con riferimento al complesso delle operazioni facenti capo al campione di intermediari considerato, la maggiorazione stabilita contrattualmente per i casi di ritardato pagamento è mediamente pari a 2,1 punti percentuali” (come tuttora si legge nei D.M. trimestrali). (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 27/04/2016.


Contratti bancari – Mutuo – Accertamento dell’usurarietà – Artt. 1815 c.c. e 644 c.p. – Interpretazione autentica – Oneri eventuali.
La matrice storica della norma di interpretazione autentica degli artt. 1815 c.c. e 644 c.p. non offre gravi argomenti per affermare un divieto di pattuizione così stringente da comminare la nullità del contratto e muovere l’apparato sanzionatorio penale anche di fronte a scenari di superamento del tasso soglia semplicemente possibili, perché subordinati al realizzarsi di “condizioni” ancora non verificatesi né certe, quali un ritardo nel pagamento che determini applicazione di interessi di mora in misura tale da determinare il superamento della soglia. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 27/04/2016.


Contratti bancari – Mutui – Accertamento usurarietà del tasso – Interessi moratori – Irrilevanza voci meramente potenziali o del tutto irreali.
Se è vero che il d.l. 394/00 indica che gli interessi moratori contano nel calcolo usurario esso non dice tuttavia che questi debbano essere considerati nello stesso identico modo di quelli compensativi; che cioè la rilevanza degli interessi da risarcimento prescinda dall’essersi verificato il medio logico che è pur necessario per la loro effettiva applicazione (mentre i compensativi corrono, per contro, proprio in ragione dell’avvenuta consegna del denaro ex art. 821 c.c.). L’interesse moratorio, ovvero ogni onere eventuale, entra dunque nel calcolo del TEG solo se si sia verificato ritardo nel pagamento della rata (o le diverse condizioni di contratto. cui era subordinata la sua applicabilità). Segue a contrario l’irrilevanza, ai fini della verifica di usurarietà, delle voci di costo, bensì collegate all’erogazione del credito, ma meramente potenziali o del tutto irreali. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 27/04/2016.


Il correntista ha facoltà di agire contro la banca dalla data di ogni singola operazione ritenuta illegittima, con ogni relativa conseguenza in ordine alla decorrenza della prescrizione. Conto corrente bancario - Prescrizione dell'azione del correntista relativa agli addebiti illegittimi - Decorrenza da ogni singolo operazione.
Il correntista ha facoltà di agire anche in corso di rapporto al fine di far accertare l'illegittimità di ogni annotazione a debito e più in generale di ogni operazione eseguita dalla banca in suo danno e ciò in quanto egli ha, ai sensi dell'articolo 1852 c.c., la disponibilità "in qualsiasi momento" delle "somme risultanti a suo credito", non potendosi dubitare che per tali possono intendersi non solo quelle derivanti da denaro proprio del correntista ma anche quelle a lui rivenienti da aperture di linee di credito di varia natura, pacifica essendo la facoltà di costui di agire ex contractu al fine di ottenere la favorevole rettifica del relativo saldo. (In base a tale principio, il Tribunale ha ritenuto prescritta l'azione del correntista relativa alle operazioni effettuate nel decennio anteriore la notifica dell'atto di citazione.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 02/12/2015.


Estinzione del giudizio come conseguenza della nullità della domanda per indeterminatezza della causa petendi e della mancata successiva integrazione dell’onere di allegazione che incombe su parte attrice. Mancato rispetto della pari temporaneità nell’applicazione dell’anatocismo – Anatocismo – Commissioni di massimo scoperto – Interessi usurari – Variazione tassi di interesse – Indeterminatezza della causa petendi – Ordinanza di integrazione della citazione – Onere della prova – Non sufficiente precisione della memoria integrativa – Nullità della citazione – Estinzione del giudizio.
Qualora il difetto dell’onere di allegazione dell’attore, eccepito dal convenuto nella comparsa di costituzione e risposta, e rilevato dal G.I. con ordinanza dichiarativa della nullità della citazione, non venga sanato da parte attrice nel termine disposto dal Giudice ai sensi dell’art. 307, III comma c.p.c. per il rinnovo della citazione, il processo si estingue. (1) (Carlo Rossi Chauvenet) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 18/06/2015.


Atti di pagamento e atti ripristinatori della provvista, la Banca è tenuta all’onere di distinguerli e dimostrarne in concreto la diversa funzione solutoria. Bancario - Contratto di conto corrente con apertura di credito - Rigetto dell'eccezione di prescrizione decennale - Mancanza di indicazione ad opera della Banca dei pagamenti con funzione solutoria - Illegittimità interessi anatocistici ed ultralegali - Eliminazione delle commissioni di massimo scoperto e spese non pattuite.
In tema di rapporto bancario di conto corrente, in mancanza di espressa e corretta pattuizione, non sono dovuti gli interessi ultralegali, gli interessi anatocistici, commissioni di massimo scoperto e spese. In punto di prescrizione e di distinzione tra atti di pagamento ed atti ripristinatori della provvista, la Banca è tenuta ad assolvere l'onere di indicare i singoli pagamenti che rispondono alla diversa funzione solutoria e di dimostrare tale funzione in concreto. Da ciò ne consegue che l'eccezione in esame avanzata dalla Banca deve ritenersi infondata, poiché la domanda è stata proposta ben prima della scadenza del termine decennale decorrente dall'estinzione del rapporto. (Emanuele Argento) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 27/03/2015.


Consulenza tecnica preventiva in tema di interessi usurari, anatocismo, commissioni e spese indebite. Provvedimenti di istruzione preventiva – Consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite – Quesito in materia di interessi usurari, anatocismo, commissioni e spese indebite – Determinazione e rettifica saldo di conto corrente ancora in essere – Ammissibile.
E’ pienamente ammissibile la procedura di consulenza tecnica preventiva ai fini della composizione della lite ex art. 696 bis c.p.c. anche nell’ambito dei rapporti bancari per controversie aventi ad oggetto la contestazione di addebiti illegittimi (interessi usurari e anatocistici, commissioni di massimo scoperto, valute fittizie, etc.).
L’azione del ricorrente, infatti, è preordinata a verificare l’illegittimità di tali addebiti negli estratti conto e, pertanto, il diritto di credito può annoverarsi nella categoria dei “crediti derivanti dalla mancata o inesatta esecuzione di obbligazioni contrattuali o da fatto illecito” previsti dalla norma codicistica.

La funzione deflattiva dell’istituto, unita alla finalità di istruzione preventiva, non permette interpretazioni eccessivamente formalistiche e restrittive.

Il ricorso è ammissibile anche nell’ipotesi di conto corrente ancora aperto, in quanto l’interesse del cliente trova soddisfazione nel ricalcolo dell’effettivo saldo, depurato dagli addebiti nulli, e la domanda di nullità può essere sempre proposta anche in costanza di rapporto. (Antonino La Lumia) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 17/03/2015.


Nullità della clausola di capitalizzazione degli interessi e di altri usi bancari illeciti – Azione di ripetizione dell’indebito oggettivo – Nullità della transazione ante causam – Effetto non novativo dell’accordo transattivo rispetto al titolo originario.
E’ nulla la transazione su un contratto illecito; per contro la transazione su titoli nulli per altre cause (diversa dalla illiceità) è annullabile su domanda della sola parte che ignorava al momento della stipulazione della transazione la causa di nullità del titolo.
Pertanto non risultando dalla transazione alcun elemento dal quale possa dedursi che il caput controversum fosse proprio la nullità della clausola lamentata dall’attore e che, dunque, con l’accordo transattivo perfezionatosi le parti avessero voluto emendare tale vizio innovando radicalmente il rapporto sulla base di un fondamento causale diverso, occorre legittimamente concludere che la stessa non avesse contenuto novativo. (Mirko Parentini) (riproduzione riservata) Tribunale Alessandria, 21/02/2015.


Contestazione dell’esistenza di un valido accordo e sulle condizioni economiche del contratto di conto corrente e di apertura di credito. Conto corrente bancario - Ripetizioni di addebiti illegittimi - Onere della prova.
In difetto della produzione degli estratti conto (e del contratto di conto corrente) è evidentemente impossibile verificare, in punto di fatto, se quanto il correntista afferma circa gli addebiti illegittimi sia o meno fondato, ma anche verificare se quanto la banca indica come dovuto nell’ultimo salo, se negativo per il Cliente, sia effettivamente spettante. (Silvio Lampus) (riproduzione riservata)

La mancata produzione in giudizio del contratto di conto corrente, da parte della banca, che dovrebbe sempre (e per sempre) gelosamente conservare tale documento, impedisce di conoscere quali siano state le previsioni in tema di capitalizzazione degli interessi, con la conseguenza che la relativa deduzione difensiva dell’Istituto è priva di mordente, poggiando (paradossalmente) non su un documento prodotto ma su un documento mancante. (Silvio Lampus) (riproduzione riservata)

E’ certo che, in difetto della prova della convenzione scritta, non possa mai esservi, neppure dopo il 22 aprile 2000 (recte dal III° trimestre 2000), a condizioni di reciprocità, in esito alla delibera CICR 7 febbraio 2000 (in G.U. 22 maggio 2000) la applicazione della capitalizzazione trimestrale degli interessi composti debitori, così come no può esservi addebito al correntista di commissioni di massimo scoperto (CMS) o di affidamento, perché nessuna di tali voci debitorie risulta essere stata pattuita. (Silvio Lampus) (riproduzione riservata)

Deve escludersi che gli interessi convenzionali siano mai stati nella specie concordati per iscritto fra le parti, in presenza di specifica contestazione di parte attrice in punto di esistenza di un accordo scritto sugli interessi, e di mancata produzione del contratto da parte della banca…conseguentemente gli interessi dovuti sono solo quelli legali e ogni forma di capitalizzazione è in concreto da escludere, perché nulla è (o, il che è processualmente identico, risulta essere) mai stato concordato per iscritto. (Silvio Lampus) (riproduzione riservata) Tribunale Sassari, 09/08/2014.


Anche le spese per la polizza assicurativa voluta dal cliente concorrono al calcolo del TEG se la stipulazione della polizza è contestuale alla erogazione del finanziamento. Calcolo del TEG - Spese per assicurazioni e garanzie obbligatorie o facoltative - Contestualità della sottoscrizione della polizza e del finanziamento - Rilevanza - Natura vincolante delle istruzioni della Banca d'Italia - Esclusione..
La disposizione di cui all'articolo 644 c.p. prevede che nella determinazione del tasso di interesse usurario debba tenersi conto di tutte le spese collegate alla erogazione del credito, per cui non vi sono dubbi che il costo della polizza assicurativa sia connesso all'erogazione del credito qualora la stipulazione della polizza sia contestuale alla erogazione del finanziamento, con la precisazione che, a tal fine, non ha rilievo la circostanza che la polizza venga contratta per autonoma scelta del soggetto finanziato, in quanto il dettato normativo non fa alcuna distinzione tra l'ipotesi in cui la polizza si obbligatoria è quella in cui sia, invece, facoltativa; si deve, poi, ricordare che l'interpretazione dell'articolo 644 citato prescinde dalle istruzioni emanate dalla Banca d'Italia, le quali, non avendo natura di fonti normative, non sono vincolanti per l'autorità giurisdizionale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Milano, 14/03/2014.


Recupero delle spese successorie connesse al cambio di intestazione del conto dal defunto all’erede. Conto corrente – «Spese successorie» – Recuperabilità da parte della banca – Indicazione nel documento di sintesi – Anche nella sezione «Altre condizioni economiche» – Specifico avvertimento al cliente da parte della banca – Necessità..
Perché la banca possa recuperare le «spese successorie» connesse al cambio di intestazione del conto dal defunto all’erede, occorre che le stesse siano riportate nel documento di sintesi. Data l’eccezionalità dell’evento dato dalla morte del correntista, il richiamo può essere fatto anche nella sezione «Altre condizione economiche»; tuttavia, in tale ultimo caso, la banca ha l’obbligo, e il relativo onere probatorio, di avere specificamente avvertito il cliente di compulsare con particolare attenzione tale sezione. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Milano, 15/01/2014.


Addebito di spese sui conti non movimentati e buona fede nell’esecuzione del contratto. Rapporti bancari – Conti e depositi non movimentati inferiori ad euro 258,23 – Spese ed interessi – Circolare ABI 25 febbraio 2005 – Obblighi di buona fede nell’esecuzione del contratto.
La legge vigente non dispone il blocco degli interessi e delle spese sui conti aventi un saldo inferiore alle cinquecentomila lire (ora euro 258,23) e non movimentati da oltre un anno; tale previsione è però contemplata nel protocollo d’intesa tra ABI ed associazioni dei consumatori, siglato nel 2005 (contenuto nella Circolare ABI LG/000906 Roma, 25 febbraio 2005) contenente le condizioni generali sui conti correnti, il quale può essere considerato quale fonte interpretativa per gli obblighi di buona fede nell’esecuzione del contratto (art. 1375 cod. civ.) posti a carico delle parti. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) ABF Roma, 10/09/2013.


Sugli oneri di gestione sconfino. Conto corrente – Sconfinamento – Oneri – Previsione contrattuale espressa – Necessità.

Conto corrente – Sconfinamento – Oneri – Variazione della misura – Applicazione dell’art. 118 TUB – Giustificato motivo della variazione..
Perché la banca possa addebitare degli «oneri per gestione sconfino», occorre che il contratto contenga una clausola espressa in tale senso. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata)

La variazione della misura applicata degli «oneri di gestione sconfino» suppone la sussistenza di un giustificato motivo, ai sensi dell’art. 118 TUB. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 27/03/2013.


Causa nel deposito bancario di somma di denaro e richiesta di spese in misura superiore agli interessi. Deposito bancario – Deposito a libretto – Qualificazione – Mutuo.

Oneri economici – Deposito con funzione di mutuo – Misura delle spese che supera quella degli interessi compensativi – Illegittimità..
Nel contratto di deposito bancario relativo a una somma di danaro, la banca acquista la proprietà delle somma depositata ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria secondo quanto pattiziamente previsto. Ne deriva che la causa del deposito non è riconducibile alla funzione di custodia (per la quale la banca potrebbe addirittura esigere un corrispettivo), ma a quella tipica del mutuo, ove il cliente riveste la qualità di mutuante, con il relativo diritto di ricevere gli interessi sulla somma mutuata. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)

Nell’esplicazione dell’autonomia contrattuale, le parti possono prevedere che la banca non versi, nella detta fattispecie, interessi al cliente, ma qualora la stessa esiga il pagamento di spese in misura superiore agli interessi in concreto riconosciuti, così da addirittura “erodere” il capitale depositato, si può verificare un ingiustificato arricchimento in capo alla banca, mettendosi pure in dubbio la presenza di un elemento causale tipico del contratto. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 19/04/2011.


Simultanea applicazione di due voci di spesa e illegittima duplicazione. Oneri economici – Spese – Commissioni per operazioni specifiche – Spese per ogni singola operazione – Applicate sulle medesime operazioni – Duplicazione illegittima..
Non possono applicarsi alle singole operazioni sia le spese previste dal contratto «per ogni singola operazione», sia – e insieme – le commissioni per operazioni specifiche, previste per certe peculiari operazioni. La simultanea applicazione delle due voci realizza una duplicazione illegittima. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)

Nei fatti l’intermediario sommava un costo fisso (di 1,5 € per operazione) un conto ulteriore, che variava tra 0,25 e 1,25 € a seconda dei casi. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Roma, 11/03/2011.


Contestazione di addebito illegittimo e sua previsione nel foglio informativo nella sezione commissioni e spese. Oneri economici – Spese – «Per stipula mutuo fuori piazza» – Previste nel foglio informativo, ma non nel testo contrattuale – Sufficienza..
Per la legittimità del relativo addebito, è sufficiente che il foglio informativo contempli, nella sezione «commissioni e spese», la voce «spese per stipule notarili effettuate al di fuori della dipendenza», anche se nel testo contrattuale la somma sia confluita sotto la dicitura «recuperi vari» in assenza di una voce più specifica nell’ambito della procedura informatica. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)

Non pare dubbio che il genere «recuperi vari» sia molto ampio, se non proprio indeterminato: da qui la domanda del perché la spesa in questione vada a confluire proprio lì [esclusa naturalmente la possibilità – non solo meramente negativa, ma soprattutto di tratto «non informativo» (ovvero disinformativo) – consistente nel non sapere dove altrimenti collocarla]. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 26/01/2011.


Richiesta della banca di pagamento per l'esecuzione di conteggi informativi di estinzione anticipata. Oneri economici – Spese – Spese conteggi informativi – Legittimità richiesta della banca – Presupposti..
Se le condizioni contrattuali prevedono una voce di spesa per i «conteggi informativi estinzione anticipata», una corrispondente richiesta della banca può essere legittima, ma a condizione che sia riferita alla produzione di un “conteggio” che sia tale da mettere il cliente in grado di valutare compiutamente la convenienza dell’operazione di estinzione anticipata. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)

Nota l’Arbitro che, nella specie, il documento inviato al cliente era generico, da un lato, e, dall’altro, incompleto. Non si può confondere – rileva altresì l’Arbitro con una qualche ironia – un conteggio «informativo» con un conteggio «approssimativo». (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 25/01/2011.


Addebito di spese non previste nella documentazione contrattuale e obbligo di rimborso al cliente. Conto corrente – Addebito di voci di spesa non previste dalla documentazione contrattuale – Illegittimità..
L’addebito di spese non corrispondente a voci specificamente previste dalla documentazione contrattuale è ingiustificato; le relative somme vanno pertanto rimborsate al cliente. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Milano, 24/11/2010.


Addebito al cliente del costo di Visure ipocatastali senza autorizzazione e violazione del dovere di buona fede. Visure ipocatastali – Acquisite dalla banca – Senza previa richiesta al cliente – Addebito spese – Violazione del dovere di buona fede – Risarcimento..
Viola il dovere di buona fede la banca che, senza preventiva richiesta al cliente, acquisisce delle visure ipocatastali e addebita l’importo delle relative spese sul conto del cliente. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Francesca Conte) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 20/10/2010.


Documenti supplementari ex art. 119 T.U.B. e computo delle spese per ogni singolo documento. Richiesta di documenti ex art. 119 T.U.B. - Spese - Clausola - Determinazione delle spese - Per  documento - Nozione..
Qualora siano richiesti documenti supplementari ex art. 119 T.U.B., le spese previste ex pacto per adempiere alla richiesta sono dovute per singolo tipo di documento, non per foglio. L’elenco dei movimenti e lo scalare vanno considerati parti dell’unico documento di estratto conto. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Milano, 02/03/2010.


Contratti bancari – Conteggio di commissioni, spese ed accessori – Riferimento al cartello interbancario – Nullità ex art. 2 l. 10 ottobre 1990, n. 287 – Rinvio alle condizioni in uso nella zona – Indeterminatezza..
La clausola del contratto di conto corrente che per il conteggio di commissioni, spese ed accessori rimandi al “cartello interbancario in vigore o in uso presso le aziende di credito della zona” è invalida perché l’art. 2 della legge 10 ottobre 1990, n. 287, sulla tutela della
concorrenza e del mercato, vieta, sancendone la nullità le intese tra imprese (tra le quali devono intendersi comprese le banche) volte ad impedire, restringere o falsare la concorrenza e perché il rinvio alle condizioni in uso nella zona è talmente generico da non consentire la determinazione dell’oggetto della clausola (artt. 1325 e 1346 cod. civ.). (Franco Benassi) (riproduzione riservata)  Tribunale Mondovì, 17/02/2009.