Massimario di Diritto Bancario


IN GENERE

Contratto di mutuo e responsabilità precontrattuale. Contratto di mutuo - Fase delle trattative - Obbligo della Banca di informare sin dalla richiesta il cliente di tutti i requisiti e condizioni per ottenere il credito - Mancanza - Violazione dell’art. 1337 c.c. - Responsabilità precontrattuale - Risarcimento del danno.
Durante la fase delle trattative per la concessione di un mutuo, la Banca, pur dovendo assumere la necessaria cautela nella determinazione di erogare il credito, ha tuttavia l’obbligo di informare il cliente, sin dal momento della ricezione della relativa domanda, di tutti i requisiti e condizioni per ottenerlo. Pertanto, il diniego del finanziamento a distanza di oltre tre mesi dalla richiesta del cliente, motivato dalla Banca adducendo l’assenza di un requisito non esplicitato in sede di informazione precontrattuale, è da ritenersi contrario al principio di buona fede nello svolgimento delle trattative e comporta l’obbligo di risarcire il danno da responsabilità precontrattuale. [Nel caso di specie, l’intermediario non aveva informato il cliente, all’atto della ricezione della domanda di finanziamento, della esistenza di elementi ostativi alla concessione del credito, previsti da circolari interne, che in particolare disponevano il divieto di erogare il credito in presenza di rapporti di parentela tra il mutuatario ed il venditore dell’immobile; pertanto, l’ABF ha condannato la Banca al risarcimento del danno conseguente alla differenza tra l’importo della rata prevista dal piano di ammortamento del mutuo non erogato e quello previsto dal piano di ammortamento del mutuo erogato al cliente da altro Intermediario). (Andrea Russo) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 14/03/2018.


Sospensione dell'efficacia esecutiva del titolo che non consenta di quantificare il credito. Esecuzione forzata – Opposizione ex. art. 615, primo comma, c.p.c – Mutuo BHW Bausparkasse Ag, società di diritto tedesco – Scrittura privata – Astratta idoneità della ricognizione di debito contenuta in un atto pubblico di consenso all’iscrizione di ipoteca a costituire titolo esecutivo – Carenza dei presupposti della certezza liquidità ed esigibilità – Esclusione – Nullità del titolo esecutivo ex. art. 474 c.p.c. – Presupposti per la sospensione dell’efficacia esecutiva del titolo – Sussistenza.
Titolo idoneo all’esecuzione è solo quello che contenga il riconoscimento di un credito liquido, cioè determinato o determinabile mediante un calcolo matematico, sulla scorta di elementi contenuti nel titolo stesso; va quindi accolta l'istanza di sospensione ove il titolo non consenta di quantificare il credito con esattezza (non essendo, nel caso di specie, dato di conoscere il Contratto di Risparmio Edilizio ed essendo incerti i termini temporali riferibili all’applicazione di differenti tassi di interesse). (Sveva Rossi) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 20/02/2018.


Legittimità delle clausole contenute in un contratto di mutuo fondiario contestate dal soggetto finanziato.  .
Ai fini della legittimità delle clausole contenute in un contratto di mutuo fondiario, contestate dal soggetto finanziato, occorre:
1. verificare che il taeg/isc dichiarato dalla banca sia pari a quello effettivo e, in caso negativo, rideterminare il p.d.a. ex art. 117 tub;
2. verificare se il p. d.a. sia quello c.d. alla francese e rideterminare il medesimo p.d a. quantificando la rata con attualizzazione dei flussi finanziari a tasso semplice anziché composto;
3. verificare se il tasso applicato sia conforme a quello pattuito;
4. verificare il superamento del TSU, anche nei diversi periodi, sulla base della concreta applicazione dei tassi e tenuto conto anche del tasso di mora;
5. verificare il superamento del TSU nell'applicazione della mora in occasione dei ritardati pagamenti. (Giuseppe De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 09/02/2018.


'Conversione' del mutuo fondiario in mutuo ordinario. Contratti – Mutuo – Fondiario – Caratteristiche (limite di finanziabilità) – Mancanza – Conseguenze – Nullità – Esclusione – Mancata sussunzione nel tipo negoziale “mutuo fondiario” – Configurabilità.
Il mutuo dichiarato fondiario che non presenti le relative caratteristiche (ad es. il rispetto del limite di finanziabilità dell’80% del valore del bene ipotecato) non è nullo; piuttosto, a seguito di un’operazione di verifica dei suoi requisiti, non sarà sussumibile nel tipo negoziale “mutuo fondiario”, potendo invece esserlo nel tipo “mutuo” (ordinario), senz’altra specificazione. (Giuseppe Limitone) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 19/12/2017.


L’utilizzo della somma mutuata per ripagare debiti precedenti non comporta la nullità del mutuo. Mutuo fondiario – Utilizzato per ripagare debiti preesistenti – Azione di nullità del contratto di mutuo per difetto di causa o per simulazione di trasformazione di credito chirografario in credito ipotecario – Formulata dalla società mutuataria in bonis – Fallimento della società attrice – Competenza del tribunale fallimentare – Esclusione – Nullità del contratto – Esclusione.
L’utilizzo della somma mutuata per estinguere precedenti passività è riconducibile alla libera iniziativa della parte mutuataria e costituisce un fatto del tutto estraneo alla causa del contratto, dato che il mutuo fondiario non costituisce un mutuo di scopo.
Ove la domanda di accertamento della nullità contrattuale venga avanzata dalla società in bonis, senza che il convenuto formuli alcuna domanda riconvenzionale nei confronti della curatela, è escluso che per effetto della dichiarazione di fallimento dell’attrice la competenza a conoscere della controversia spetti al tribunale fallimentare. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 02/11/2017.


Non è nullo il mutuo fondiario concesso per un importo superiore al valore del bene concesso in garanzia . Bancario - Mutuo in generale - Mutuo fondiario - Nullità per superamento del limite di finanziabilità - Esclusione - Ragioni.
Non è nullo il mutuo fondiario concesso per un importo superiore al valore del bene concesso in garanzia. Nessuna norma del T.U.B. infatti, così come nessuno degli atti di secondo grado richiamati dall'art. 38 T.U.B., stabilisce come dovrebbe essere effettuata la valutazione degli immobili. Inoltre, disposizioni più rigorose in tema di valutazione dei beni in garanzia, da effettuarsi secondo standard affidabili, sono state previste solo con l'art. 120-duodecies T.U.B., introdotto con il d.l. 72/2016, che rimanda alla Banca d'Italia la concretizzazione di detti standard, ma anche nelle nuove disposizioni normative dalla violazione delle prescrizioni sulla valutazione non viene fatta discendere la nullità del contratto. (Giulio Borella) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 25/10/2017.


Finanziamento fondiario e Superamento del limite di finanziabilità. Finanziamento fondiario – Superamento del limite di finanziabilità – Nullità del contratto – Esclusione.
Nei finanziamenti fondiari a sensi dell’art. 38 del D.Lgs. n. 385/1993, ed altresì nei contratti di credito ai consumatori relativi a beni immobili residenziali disciplinati dal D.Lgs. n. 72/2016, l’eventuale superamento del c.d. limite di finanziabilità non comporta la nullità dei contratti, non potendo essere normativamente prescritto un requisito di un contratto a pena di nullità senza che siano forniti elementi certi ed univoci per definire quel requisito. (Giorgio Tanzia) (riproduzione riservata) Tribunale Vicenza, 25/10/2017.


Mutuo ipotecario condizionato quale titolo esecutivo. Ammortamento alla francese e anatocismo. Mutuo ipotecario “condizionato” – Titolo esecutivo valido ai sensi dell’art. 474 c.p.c.

Interessi corrispettivi – Interessi di mora – Differente natura dei due accessori del credito – Ammortamento alla francese – Anatocismo – Esclusione.
Per verificare se vi sia stata o meno la consegna del denaro e quindi la disponibilità materiale o giuridica della somma mutuata da parte della mutuataria bisogna fare riferimento al contratto poiché la circostanza che contestualmente alla erogazione e quietanza, la somma, erogata e quietanzata, sia costituita in pegno infruttifero presso la Banca non esclude che la mutuataria ne avesse comunque ricevuto la giuridica disponibilità, atteso che la costituzione in pegno infruttifero costituisce un passaggio distinto ed ulteriore che cronologicamente e logicamente presuppone l’avvenuta traditio e quindi il perfezionamento del contratto con l’insorgere dell’obbligo restitutorio.

Il contratto di mutuo dunque costituisce titolo che documenta un credito certo, liquido ed esigibile ex art. 474 c.p.c. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Deve escludersi che i tassi pattuiti, con funzioni distinte ed autonome, a titolo di naturale remuneratività del denaro ed a titolo di mora, debbano essere considerati unitariamente ai fini della valutazione del superamento del tasso soglia.

Neppure può essere condivisa la tesi secondo la quale il piano di ammortamento c.d. "alla francese " determinerebbe una capitalizzazione composta degli interessi.
Tale tipologia di piano di ammortamento prevede che il debitore rimborsi alla fine di ogni anno (o di altro intervallo temporale che disciplina la cadenza delle rate) e per tutta la durata dell'ammortamento, una rata costante posticipata tale che al termine del periodo stabilito il debito sia completamente estinto, sia in linea capitale che per interessi.  Ogni rata costante si compone di una quota interessi e di una quota capitale; dal punto di vista del mutuatario, la quota interessi rappresenta il costo per l'uso del denaro mentre la quota capitale rappresenta la somma destinata al rimborso del capitale mutuato.

Il metodo “alla francese” comporta infatti che gli interessi vengano comunque calcolati unicamente sulla quota capitale via via decrescente e per il periodo corrispondente a quello di ciascuna rata e non anche sugli interessi pregressi.
In altri termini, nel sistema progressivo ciascuna rata comporta la liquidazione ed il pagamento di tutti (ed unicamente degli interessi dovuti per il periodo cui la rata stessa si riferisce.

Ciò non comporta tuttavia capitalizzazione degli interessi, atteso che gli interessi conglobati nella rata successiva sono a loro volta calcolati unicamente sulla residua quota di capitale, ovverosia sul capitale originario detratto l'importo già pagato con la rata o le rate precedenti. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 18/10/2017.


Mutuo fondiario: il superamento del limite di finanziabilità determina la nullità del contratto. Mutuo fondiario - Soglia di finanziabilità - Elemento essenziale del mutuo fondiario - Conseguenze - Nullità in caso di superamento della soglia - Ragioni - Finalità - Interesse pubblico.
In tema di mutuo fondiario, il limite di finanziabilità ex art. 38, comma 2, del d.lgs. n. 385 del 1993, è elemento essenziale del contenuto del contratto ed il suo mancato rispetto determina la nullità del contratto stesso (con possibilità, tuttavia, di conversione in ordinario finanziamento ipotecario ove ne sussistano i relativi presupposti), e costituisce un limite inderogabile all'autonomia privata in ragione della natura pubblica dell? Interesse tutelato, volto a regolare il "quantum" della prestazione creditizia al fine di favorire la mobilizzazione della proprietà immobiliare ed agevolare e sostenere l'attività di impresa. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 31/07/2017.


L’intesa bancaria per la manipolazione dell’Euribor può determinare la nullità parziale del mutuo. Contratti bancari – Mutuo – Tasso di interesse legato a tasso Euribor – Intesa bancaria per manipolazione del tasso Euribor – Nullità parziale del contratto – Valutazione da effettuarsi in concreto.
Occorre procedere alla verifica in concreto degli effetti, con riferimento alla nullità parziale del contratto di mutuo, della pronuncia della decisione della Commissione Europea del 4 dicembre 2013, caso AT.39914, che ha rinvenuto l’esistenza di un’intesa tra il 2005 e il 2009, e quindi interferente con il contratto, tra taluni istituti di credito volta a manipolare la determinazione del tasso Euribor e quindi volta ad influenzare l’eterointegrazione dei contratti di finanziamento a tasso variabile. [Con l’ordinanza in oggetto il Giudice rimetteva la causa in istruttoria affinché il CTU operasse lo scorporo delle competenze passive pagate a titolo di componente Euribor.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Nocera Inferiore, 28/07/2017.


Mutuo e leasing – Usura – Verifica della soglia – Sommatoria dei tassi corrispettivo e di mora – Esclusione.
L’usurarietà degli interessi corrispettivi o moratori va scrutinata con riferimento all’entità degli stessi e non già alla sommatoria dei moratori con i corrispettivi, atteso che detti tassi sono dovuti in via alternativa tra loro, e la sommatoria rappresenta un ‘non tasso’ od un ‘tasso creativo’ in quanto percentuale relativa ad interessi mai applicati e non concretamente applicabili. (Emiliano Faccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 25/07/2017.


Mutuo e Leasing – Usura – Verifica della soglia – Tassi medi rilevati dai d.m. trimestrali ed aumento del 2,10% – Fondatezza.
Deve condividersi l’orientamento secondo il quale, quand’anche si volesse ritenere che anche gli interessi di mora debbano essere rispettosi del limite legale antiusura, tesi per la quale sussiste ancora incertezza giurisprudenziale in assenza di una previsione specifica al riguardo e che possa determinare per tali interessi una specifica soglia, quest’ultima deve venire calcolata con i criteri dettati dai decreti ministeriali, con la maggiorazione pari a 2,1 punti percentuali, secondo la stessa Banca d’Italia e la sua nota di chiarimento in materia di applicazione della legge antiusura del 3 luglio 2013. (Emiliano Faccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 25/07/2017.


Mutuo e Leasing – Anatocismo – Usura – Ammortamento alla c.d. francese – Irrilevanza.
Si ha anatocismo rilevante agli effetti dell’art. 1283 c.c., soltanto se gli interessi maturati sul debito in un determinato periodo si aggiungono al capitale, andando così a costituire la base di calcolo produttiva di interessi nel periodo. La previsione di un piano di rimborso con rata fissa costante (c.d. ammortamento “alla francese”) non comporta invece alcuna violazione dell’art. 1283 c.c., poiché gli interessi di periodo vengono calcolati sul solo capitale residuo e alla scadenza della rata gli interessi maturati non vengono capitalizzati, ma sono pagati come quota interessi della rata di rimborso. Non emerge pertanto un “anatocismo occulto” tanto meno rilevante ai fini dell’usura. (Emiliano Faccardi) (riproduzione riservata) Tribunale Bergamo, 25/07/2017.


Efficacia esecutiva del contratto di mutuo se la somma sia resa disponibile solo a seguito di adempimenti gravanti sul mutuatario. Contratto di mutuo – Costituzione in deposito cauzionale presso la banca – Erogazione effettiva solo al verificarsi di condizioni future ed eventuali – Efficacia di titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. – Esclusione.
Non può essere ritenuto titolo esecutivo ai sensi dell’art. 474 co. 1 n. 2 c.p.c., sicché ne va disposta la sospensione dell’efficacia esecutiva, il contratto di mutuo pur se stipulato per atto pubblico notarile nel quale, benché la somma sia stata dichiarata come erogata e quietanzata, essa è stata costituita, presso la stessa banca, in deposito cauzionale a garanzia dell’adempimento di tutte le condizioni poste a carico della parte finanziata.

In tal caso è evidente la discrasia risultante nel predetto documento ove la somma finanziata prima risulterebbe erogata e poi, invece, ancora vincolata e giacente presso la banca, così creando una situazione di vantaggio solo per quest’ultima che da subito può incassare le rate del mutuo risultanti dal piano di ammortamento. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Campobasso, 25/07/2017.


Contratto di mutuo, erogazione al verificarsi di condizioni future ed eventuali e titolo esecutivo. Contratto di mutuo – Costituzione in deposito cauzionale presso la banca – Erogazione effettiva solo al verificarsi di condizioni future ed eventuali – Efficacia di titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. – Esclusione.
Come statuito da Cass, sez. III, n. 17194 del 27.8.2015, “al fine di verificare se un contratto di mutuo possa essere utilizzato quale titolo esecutivo, ai sensi dell’art. 474 c.p.c., occorre verificare, attraverso l’interpretazione di esso integrata con quanto previsto nell’atto di erogazione e quietanza o di quietanza a saldo ove esistente, se esso contenga pattuizioni volte a trasmettere con immediatezza la disponibilità giuridica della somma mutuata, e che entrambi gli atti, di mutuo e di erogazione, rispettino i requisiti di forma imposti dalla legge”

Qualora il contratto di mutuo, pur se stipulato con atto pubblico notarile, preveda che la somma mutata sia rimasta indisponibile in deposito cauzionale presso la banca mutuante sino al sino al verificarsi di condizioni future ed incerte, rimesse (in parte) alla volontà della parte mutuataria, siffatto contratto, che, per definizione, dovrebbe essere reale, in realtà è condizionato, difetta della immediata consegna da intendersi come immediata immissione nella disponibilità giuridica della somma mutuata e quindi posticipa necessariamente ad un momento futuro ed incerto il perfezionamento negoziale, sicché ne va disposta la sospensione della efficacia esecutiva. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Chieti, 19/07/2017.


Limiti alla efficacia esecutiva del contratto di mutuo, benché redatto per atto pubblico notarile. Contratto di mutuo – Accredito sul conto corrente del mutuatario della somma con vincolo cauzionale di indisponibilità in favore della banca – Disponibilità effettiva della somma solo al verificarsi di condizioni future ed eventuali – Efficacia di titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. – Esclusione.
Non può essere ritenuto idoneo titolo esecutivo ai sensi dell’art. 474 co. 1 n. 2 c.p.c., sicché va disposta la sospensione della procedura esecutiva ricorrendo i gravi motivi previsti dall’art. 624 c.p.c., il contratto di mutuo stipulato per atto pubblico notarile che pur attesti la somma come erogata, quietanzata ed accreditata sul conto corrente del mutuatario, qualora la consegna della somma viene di fatto differita e la somma stessa dichiarata espressamente fuori dalla disponibilità del mutuatario, che si impegna a non prelevarla fino a quando non saranno posti in essere gli adempimenti elencati a pena di risoluzione del contratto.

Un siffatto contratto non integra un titolo esecutivo ai sensi dell’art. 474 co. 3 c.p.c., difettando l’attestazione della erogazione della somma mutuata tramite separato atto pubblico o la quietanza tramite scrittura privata autenticata, sicché, in mancanza di prova dell’erogazione, non può essere idoneo a dimostrare l’esigibilità dell’obbligo di rimborso della somma mutuata. (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Avezzano, 18/07/2017.


Superamento del limite finanziabile e nullità del mutuo fondiario. Mutuo fondiario – Concessione – Limite di finanziabilità – Violazione della normativa di cui all'articolo 38, comma 2, del TUB ed alla delibera CICR del 22 aprile 1995 – Natura imperativa della normativa – Natura pubblica degli interessi tutelati – Nullità.
Il mancato rispetto del limite di finanziabilità, ai sensi dell’art. 38, secondo comma, del T.u.b. e della conseguente delibera del Cicr, determina di per sé la nullità del contratto di mutuo fondiario; e poiché il detto limite è essenziale ai fini della qualificazione del finanziamento ipotecario come, appunto, “fondiario”, secondo l’ottica del legislatore, lo sconfinamento di esso conduce automaticamente alla nullità dell’intero contratto fondiario, salva la possibilità di conversione di questo in un ordinario finanziamento ipotecario ove ne risultino accertati i presupposti. (Marco Favaro) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 13/07/2017.


Usura - Banca d’Italia - Inclusione delle spese assicurative nelle istruzioni anteriori al 2009 - Funzione meramente tecnico statistico dell’intervento - Prevalenza della legge come fonte di rango primario.
La Suprema Corte Sez I n.8806/17 ha ritenuto che le Istruzioni della Banca D’Italia, nella precedente formulazione al 2009, non imponessero affatto, nella fattispecie al suo esame l’esclusione delle spese assicurative dal calcolo del TEG e soprattutto, cosa che maggiormente rileva che al contrario la loro inclusione, purchè fossero correlate alla concessione del credito si deve desumere dalla diretta applicazione della fonte di rango primario. (Massimo Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 15/06/2017.


Usura - Clausola che contempli voci per un calcolo che comporti il superamento del tasso soglia - Nullità.
E’ nulla la clausola che preveda la corresponsione di somme per una cifra che, comunque, risulta superiore al tasso soglia con conseguente applicazione dell’art. 1815 comma 2 c.c. (Massimo Campanella) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 15/06/2017.


Superamento del tasso soglia e interesse moratorio. Usura – Interessi di mora – Verifica superamento tasso soglia – Tasso corrispettivo e tasso moratorio – Autonomia tassi di interesse corrispettivi e moratori – Mutuo.
La disposizione dell’art. 1815 cod. civ. pare doversi riferire al solo tasso di interesse corrispettivo, elemento costitutivo necessario, sul piano causale, del tipo negoziale “mutuo oneroso”, e non anche, invece, al tasso moratorio, il quale assolve alla ben diversa funzione della predeterminazione forfettaria del danno risarcibile, secondo il disposto di cui al secondo comma dell’art.1224 cc, con finalità analoghe a quelle proprie della clausola penale.

In ragione della differenza ontologica fra i tassi di interesse moratori e corrispettivi si può affermare che, anche qualora contenuta nel medesimo articolo del contratto, la clausola di determinazione dell’interesse moratorio è autonoma e ben distinta da quella di determinazione dell’interesse corrispettivo, con la conseguenza che l’eventuale invalidità della clausola relativa al tasso moratorio non si estende a quella relativa all’interesse corrispettivo, che resta valida e pienamente efficace anche nel caso in cui la clausola relativa all’interesse moratorio risulti nulla perché usuraria.

Di conseguenza se il c.d. tasso soglia viene superato dall’interesse moratorio ma non anche da quello corrispettivo, la pattuizione del primo è nulla ma non quella del secondo. (Maria Capitanio) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 15/06/2017.


Responsabilità della banca per concorso nel ricorso abusivo al credito e legittimazione del curatore all’azione di responsabilità. Fallimento – Concorso della banca nel ricorso abusivo al credito – Responsabilità solidale – Legittimazione del curatore – Sussistenza

Ricorso abusivo al credito – Violazione delle regole dell’accorta gestione – Concorso della banca – Obbligo di valutazione del merito creditizio.
Il curatore fallimentare è legittimato ad agire ai sensi dell'art. 146 della legge fall., in correlazione con l'art. 2393 cod. civ., nei confronti della banca, ove la posizione a questa ascritta sia di terzo responsabile solidale del danno cagionato alla società fallita per effetto dell'abusivo ricorso al credito da parte dell'amministratore della predetta società (Cass. 13413/10).

Una simile precisazione è in linea con quanto dalle stesse sezioni unite implicitamente paventato (sentenze nn. 7029/2006, 7030/2006, 7031/2006) mercé l'affermazione, in quella sede rilevante, di novità di una domanda del genere, a fronte di quella risarcitoria da abusiva concessione di credito con lo scopo di mantenere artificiosamente in vita la società decotta.

Invero diversa è la conclusione ove il fallimento deduca a fondamento della sua pretesa la responsabilità del finanziatore verso il soggetto finanziato per il pregiudizio diretto e immediato causato al patrimonio di questo dall'attività di finanziamento, quale presupposto dell'azione che al curatore spetta come successore nei rapporti del fallito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Se il ricorso abusivo al credito va oltre i confini dell'accorta gestione imprenditoriale quanto all'amministratore della società finanziata, la stessa erogazione del credito, ove sia stata accertata la perdita del capitale di quella società, integra un concorrente illecito della banca, la quale è tenuta a seguire i principi di sana e prudente gestione valutando (art. 5 t.u.b.) il merito di credito in base a informazioni adeguate.

Dinanzi a una avventata richiesta di credito da parte degli amministratori della società che ha perduto interamente il capitale, e dinanzi a una altrettanto avventata o comunque imprudente concessione di credito da parte della banca, il comportamento illecito è concorrente ed è dotato di intrinseca efficacia causale, posto che il fatto dannoso si identifica nel ritardo nell'emersione del dissesto e nel conseguente suo aggravamento prima dell'apertura della procedura concorsuale.

Questo fatto integra un danno per la società in sé, oltre che per i creditori anteriori, e determina - siccome consequenziale al concorso di entrambi i comportamenti - l'insorgere dell'obbligazione risarcitoria in via solidale (art. 2055 cod. civ.), giacché gli elementi costitutivi della fattispecie di responsabilità sono correlabili alla mala gestio degli amministratori di cui le banche si siano rese compartecipi per il tramite dell'erogazione di quei medesimi finanziamenti, nonostante una condizione economica tale da non giustificarli. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 20/04/2017.


Contratto di mutuo, titolo esecutivo nel caso in cui la somma mutuata sia effettivamente resa disponibile solo a seguito di adempimenti gravanti sul mutuatario. Contratto di mutuo – Costituzione in deposito cauzionale presso la banca – Erogazione effettiva solo al verificarsi di condizioni future ed eventuali – Efficacia di titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. – Esclusione.
Non può essere ritenuto titolo esecutivo ai sensi dell’art. 474 co. 1 n. 2 c.p.c., sicché ne va sospesa l’efficacia esecutiva, il contratto notarile di mutuo che contempli una modalità di erogazione della somma in cui le parti, nel corpo dell'atto di mutuo, si danno effettivamente atto della consegna della somma mutuata, salvo poi precisare contestualmente che l'importo finanziario viene vincolato in un deposito cauzionale a garanzia dell'adempimento di una platea più o meno ampia di obblighi in carico alla parte finanziata (21). (Dario Nardone) (riproduzione riservata)

Se è vero che il contratto di mutuo è un contratto reale, la traditio idonea a perfezionare il contratto si realizza già con l’acquisizione della disponibilità giuridica delle somme in capo al mutuatario, correlata con la contestuale perdita della disponibilità in capo al soggetto finanziatore. (Dario Nardone) (riproduzione riservata)

Il conseguimento della giuridica disponibilità della somma mutuata da parte del mutuatario può ritenersi sussistente, come equipollente della traditio, nel caso in cui il mutuante crei un autonomo titolo di disponibilità in favore del mutuatario, in guisa tale da determinare l'uscita della somma dal proprio patrimonio e l'acquisizione della medesima al patrimonio di quest'ultimo, ovvero quando, nello stesso contratto di mutuo, le parti abbiano inserito specifiche pattuizioni, consistenti nell'incarico che il mutuatario dà al mutuante di impiegare la somma mutuata per soddisfare un interesse del primo. (Dario Nardone) (riproduzione riservata)

La costituzione di un tale autonomo titolo di disponibilità in favore del mutuatario, postula la libertà per il mutuatario medesimo di compiere atti di autonomia privata dispositivi del denaro ricevuto indipendenti ed autonomi dal negozio con il quale il mutuo viene stipulato; diversamente, quante volte l'assetto di interessi convenuto sopprima ab origine ed in qualunque forma quella libertà, ad onta dell'apparente trasferimento della somma, non potrà dirsi acquisita alcuna disponibilità giuridica del denaro finanziato, in ispecie quando da contratto la somma mutuata viene illico et immediate vincolata o la sua dazione addirittura posticipata ad altro momento, non già per soddisfare un interesse proprio del mutuatario, bensì della banca mutuante (21). (Dario Nardone) (riproduzione riservata)

La quietanza nell’atto di mutuo sottoscritto dai contraenti, qualora presente, è inidonea a fondare la prova legale della consegna del denaro, posto che la portata confessoria a sé annessa viene infirmata, ai sensi dell'art. 2734 c.c., dalle contro dichiarazioni aggiunte recate nel contratto e posto che l’effettiva traditio conseguente allo svincolo non risulta da atti formalmente omogenei al contratto, in quanto non ricevuti da notaio (21). (Dario Nardone) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 05/04/2017.


La banca che concede credito ad un cliente in crisi non commette alcun illecito, né verso il cliente né verso i terzi. Risarcimento del danno - Concessione di credito a società poi fallita - Domanda del curatore di risarcimento del danno causato alla società e alla massa dei creditori - Fondamento - Obbligo della banca creditrice di non fare credito a cliente in crisi a salvaguardia degli interessi del cliente stesso e dei terzi - Inesistenza - Rigetto della domanda.
La banca che concede credito ad un cliente in crisi non commette alcun illecito, né verso il cliente né verso i terzi: non è ravvisabile infatti in capo alla banca mutuante una posizione di garanzia in forza della quale la stessa sia investita di un potere-dovere di salvaguardia degli interessi economici del cliente-mutuatario di fronte al rischio che questi usi male il capitale ricevuto né degli interessi dei terzi che siano entrati o che entrino in rapporto con il cliente e che, quali operatori economici, sono capaci di informarsi e sono tenuti ad informarsi della solvibilità del cliente. (Antonio Mondini) (riproduzione riservata) Tribunale Lucca, 10/03/2017.


Vendita di immobile senza accollo di quote del finanziamento e successiva suddivisione del finanziamento e dell’ipoteca. Finanziamento fondiario – Vendita di unità immobiliare senza accollo di quote del finanziamento in capo all’acquirente – Successiva suddivisione del finanziamento e dell’ipoteca – Criteri.
In tema di mutuo fondiario, ex artt. 38 e ss. del D.Lgs. n. 385 del 1993, l’acquirente di singola unità immobiliare che abbia integralmente corrisposto al costruttore il prezzo di acquisto, senza parziale accollo del mutuo a garanzia del quale era stata iscritta ipoteca sull’intero fabbricato, ha diritto ad ottenere la suddivisione del finanziamento in misura proporzionale all’unità medesima, nonché il correlativo frazionamento, nei limiti di tale quota, dell’ipoteca predetta, ma non la cancellazione di quest’ultima, a tal fine occorrendo, invece, che, contestualmente o successivamente al frazionamento, venga corrisposto, alla banca mutuante, l’importo di tale quota, giacchè, diversamente opinando, l’Istituto di credito perderebbe la propria garanzia (parzialmente o totalmente, nel caso di alienazione di tutte le unità immobiliari, senza accollo del finanziamento fondiario) pur senza essere stato soddisfatto. (Giorgio Tarzia) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. VI, 19/01/2017.


Atipicità del contratto di mutuo indicizzato in base al cambio di valuta estera. Contratti bancari – Mutuo fondiario – Indicizzato in valuta estera – Clausola di indicizzazione in base alla fluttuazione del cambio della valuta – Atipicità del contratto – Necessità di apposita stipulazione e informazione della clausola – Sussiste.
Il contratto di mutuo fondiario indicizzato in valuta estera in cui sia inserito un fattore di rischio (cioè, l’andamento della valuta estera rispetto al suo cambio contrattualmente convenuto) non è un comune mutuo fondiario (negozio tipico commutativo) ma un mutuo cui è abbinato un rilevante fattore di rischio finanziario (negozio tipico di natura aleatoria); cosicché occorre valutare se nell’ambito delle clausole siano contenuti profili del tutto aleatori che sono incompatibili con la causa tipica di un mutuo fondiario e che pertanto necessitano di apposita stipulazione e corretta informazione, trattandosi di contratto del tutto atipico. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 14/12/2016.


Mutuo fondiario erogato al fine di coprire passività preesistenti. Mutuo fondiario – Erogazione finalizzata a coprire passività preesistenti – Nullità – Insussistenza.
La dedotta nullità del contratto di mutuo fondiario non può ritenersi solo in ragione del fatto che lo stesso sia stato erogato al fine di coprire passività preesistenti, posto che la giurisprudenza di legittimità esclude siffatta nullità, che comunque non è contemplata da alcuna norma di legge. (Ernestina De Medio) (riproduzione riservata) Tribunale Lanciano, 07/12/2016.


Criteri per l’accertamento dell’usurarietà del tasso di interesse moratorio e suoi effetti. Contratti bancari – Mutuo – Usurarietà dei tassi – Tasso di interesse moratorio – Criteri di verifica del superamento del tasso-soglia – Superamento del tasso-soglia – Nullità della clausola relativa agli interessi – Limitatamente ai soli interessi moratori – Sussiste.
Per confrontare il tasso di mora, che non viene rilevato dai decreto trimestrali ministeriali, si deve operare un aumento per la mora media rilevata dalla Banca d’Italia, per sopperire a quello che è evidentemente un vuoto, ovvero la mancata rilevazione trimestrale dei tassi medi di mora.
Ciò consente di rendere confrontabile un dato, l’interesse di mora, che in caso contrario si esporrebbe alla facile censura di voler confrontare il tasso di mora medio soglia usura con una cosa diversa, ovvero con il tasso corrispettivo medio soglia usura.
Poiché l’art.1815 c.c. sanziona con la nullità la clausola illegittima, se fossero usurari i soli interessi di mora sarebbero solo questi a dover essere espunti e non certo anche quelli corrispettivi che siano entro la soglia. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 14/11/2016.


Computabilità del tasso di interesse moratorio ai fini dell’accertamento dell’usura. Contratti bancari – Mutuo – Usurarietà dei tassi – Computo del tasso di interesse mortorio ai fini della verifica del superamento del tasso-soglia – Ammissibilità.
È certamente da accogliere la tesi per la quale l’usurarietà dei tassi va verificata calcolando tutti gli oneri che, nella peggiore delle ipotesi, il cliente sarebbe obbligato a corrispondere.
Gli interessi, commissioni, remunerazioni e spese a qualunque titolo pattuiti devono essere considerati come un dato unico da raffrontare al tasso soglia ed è evidente che va esaminata, ai fini della ricorrenza dell’usura oggettiva originaria, la ricerca ipotetica della peggiore delle ipotesi possibili, ovvero quella economicamente più svantaggiosa per il cliente.
In caso di mora, il cliente sarebbe tenuto a pagare interessi ulteriori che pertanto vanno aggiunti a quelli già calcolati come TAEG.
La clausola che prevede gli interessi di mora è chiaramente additiva e non sostitutiva.
In conclusione, in relazione al tasso di mora, riscontrato l’effettivo superamento del tasso soglia usurario, il comportamento della banca va sanzionato con la non debenza degli interessi, indipendentemente dal fatto che gli interressi di mora non siano stati poi di fatto pagati. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Benevento, 25/10/2016.


Mutuo, usura, TEG, costi eventuali e clausola di salvaguardia. Mutuo usurario – Opposizione all'esecuzione immobiliare – Sospensione dell'esecuzione – Principio di omnicomprensività – Inclusione nel TEG dei costi eventuali – Clausola di salvaguardia – Gratuità del contratto di finanziamento.
La verifica della usurarietà di un contratto di finanziamento (nella specie mutuo ipotecario azionato esecutivamente) va condotta osservando il principio di omnicomprensività, sicché vanno inclusi nel TEG anche gli interessi di mora e la penale per l'anticipata estinzione, ancorchè si tratti di costi solo eventuali. A favore di tale conclusione depone non solo il dato letterale dell'art. 644 c.p., ma anche la considerazione che, dal punto di vista funzionale, il fatto che il c.d. tasso – soglia sia fissato in una misura sensibilmente superiore a quella del TEGM (il 50% in più secondo, la previsione originaria; il 25% in più con un ulteriore margine aggiuntivo di 4 punti percentuali, secondo la previsione attuale) serve proprio a tener conto di variabili inerenti al singolo rapporto, variabili tra le quali ben potrebbe rientrare anche l'inadempimento e la connessa applicazione degli interessi moratori convenzionalmente pattuiti. Va perciò confermato l'orientamento costante espresso sul punto dalla Suprema Corte (Cass. n. 5286/2000; Cass. n. 14899/2000; Cass. n. 5324/2003) nonché dalla Corte Costituzionale, secondo cui è “plausibile l'assunto” che gli interessi di mora siano assoggettati alla normativa antiusura (Sent. n. 29/2002).

E' inefficace la clausola di salvaguardia che si limiti a ricondurre al tasso soglia i costi contrattuali riferiti agli interessi corrispettivi ovvero di mora, senza alcun riferimento ai costi ulteriori.

Dal superamento del tasso-soglia discendono, ai sensi dell'art. 1815, II comma, c.c., gli effetti della nullità e della gratuità del contratto, quest'ultima da intendersi quale sanzione civile aggravata rispetto alla precedente formulazione dell'art. 1815 c.c. secondo cui, nel caso fossero stati convenuti costi usurari, gli interessi sarebbero stati dovuti nella misura del tasso legale. (Daniele Nacci) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 18/10/2016.


La stipulazione di un contratto di mutuo ipotecario in violazione dell'art. 216, comma 3, l.fall., che punisce la condotta di bancarotta preferenziale, non dà luogo a nullità per illiceità di causa. Nullità del contratto - In genere - Norma imperativa - Violazione - Conseguenze - Nullità del contratto - Condizioni - Limiti - Mutuo ipotecario stipulato in violazione dell'art. 216, comma 3, l.fall. - Nullità del contratto per illiceità della causa - Esclusione.
La violazione di una norma imperativa non dà luogo necessariamente alla nullità del contratto, giacché l'art. 1418, comma 1, c.c., con l'inciso «salvo che la legge disponga diversamente», impone all'interprete di accertare se il legislatore, anche nel caso di inosservanza del precetto, abbia consentito la validità del negozio predisponendo un meccanismo idoneo a realizzare gli effetti voluti della norma, sicché, in assenza di un divieto generale di porre in essere attività negoziali pregiudizievoli per i terzi, la stipulazione di un contratto di mutuo ipotecario in violazione dell'art. 216, comma 3, l.fall., che punisce la condotta di bancarotta preferenziale, non dà luogo a nullità per illiceità di causa, ai sensi del citato art. 1418, ma costituisce il presupposto per la revocazione degli atti lesivi della "par condicio creditorum". (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 28/09/2016.


Mutuo fondiario, natura di ‘contratto di finanziamento garantito da ipoteca’ e assoggettabilità alla disciplina del TUB. Mutuo fondiario – Natura di 'contratto di finanziamento garantito da ipoteca' – Assoggettabilità alla disciplina di cui al TUB

Mutuo fondiario – Disciplina dell’anatocismo ex art. 1283 c.c. – Applicabilità .
Il rapporto di mutuo fondiario a far data dall’entrata in vigore del d. lgs. 385/93 (c.d. TUB) risulta interamente assoggettato alla disciplina da esso dettata. L’art. 161 del decreto ha, infatti, proceduto all’abrogazione della specifica disciplina dettata per questo tipo di rapporti dal T.U. 646 del 1905. Ne è conseguita la «trasformazione» del mutuo fondiario: da rapporto dotato di particolari peculiarità (carattere pubblicistico dei soggetti concedenti tale tipo di mutuo; stretta connessione tra operazioni di impiego e quelle di provvista) a «contratto di finanziamento a medio e lungo termine garantito da ipoteca di primo grado su immobili» (Cass., 7 giugno 2016, n. 11638). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata)

A far data dall’entrata in vigore del d. lgs. 385/93 non risulta più giustificabile, per i rapporti di mutuo fondiario, un regime di capitalizzazione degli interessi in deroga a quanto generalmente dettato dall’art. 1283 c.c.

Il TUB ha, infatti, provveduto all’abrogazione della precedente disciplina specificamente dettata per questo tipo di rapporto, secondo cui «il mancato pagamento di una rata implicava l’obbligo di corrispondere gli interessi di mora sull’intero suo ammontare» (compresa la parte corrispondente agli interessi di ammortamento).

Deve, dunque, ritenersi applicabile anche ai rapporti di mutuo fondiario il regime civilistico vigente in punto di maturazione di interessi su interessi (scaduti e non pagati): non è, infatti, rinvenibile nel TUB una specifica disposizione che, al pari della normativa precedente, disponga una deroga al principio generale di cui all’art. 1283 c.c., «dovendosi altresì escludere la vigenza di un uso normativo contrario» (Cass., 7 giugno 2016, n. 11638). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 07/06/2016.


Contratto di mutuo a tasso variabile, determinabilità ex art. 1284 c.c. e cumulo di interessi corrispettivi e moratori. Contratti bancari – Contratto di mutuo a tasso variabile – Determinabilità ex art.1284 c.c. del tasso di interesse – Usura – Usura sopravvenuta – Esclusione – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Rigetto.
Ai fini della determinabilità ex art. 1284 C.C. del tasso di interesse applicato ad un contratto di mutuo, è sufficiente che il tasso concretamente applicato sia determinato per relationem rinviando a criteri esterni al documento contrattuale, purché oggettivamente individuabili. In questa prospettiva, il richiamo al Prime Rate della banca mutuante consente di determinare con certezza l’entità del tasso da applicare al mutuo, non essendo esso calcolato sulla base di criteri discrezionali o determinazioni unilaterali della stessa, ma in relazione al prime rate dell’A.B.I, indice che rappresenta il tasso nominale usualmente praticato dal sistema bancario alla clientela primaria.

Ai fini della valutazione del superamento del tasso soglia non può essere effettuata la sommatoria tra gli interessi convenzionalmente pattuiti tra le parti e quelle moratori: la verifica dell'eventuale superamento del tasso soglia deve essere autonomamente eseguita con riferimento a ciascuna delle due categorie sopra indicate, senza sommarli tra loro, come è stato invece isolatamente sostenuto in qualche pronuncia di merito. La Suprema Corte con la propria sentenza n. 350.2013 ha inteso semplicemente indicare la necessità di accertare il rispetto del tasso soglia anche in relazione agli interessi moratori. In particolare la tesi del cumulo fra interessi moratori e corrispettivi non può essere condivisa in ragione della diversità ontologica e funzionale delle due categorie di interessi, avendo il tasso di mora una autonoma funzione quale penalità per il fatto, imputabile al mutuatario e solo eventuale, del ritardato pagamento, con la conseguenza che la sua incidenza va rapportata al protrarsi ed alla gravità della inadempienza, del tutto diversa dalla funzione di remunerazione propria degli interessi corrispettivi.

Il Tribunale ritiene di dovere aderire all’orientamento decisamente maggioritario che ha sostenuto l’impossibilità di configurare la c.d. usura sopravvenuta. A tale proposito va evidenziato come non ci si possa discostare dal dato normativo dall’esame del quale si ricava necessariamente che, ai fini della configurabilità dell’usura, momento decisivo e determinante risulta essere solo quello della pattuizione negoziale, senza che modifiche esterne sopravvenute possano incidere sulla situazione sebbene vadano ad incidere sul rapporto ancora in essere. Del resto, ove si ritenesse che l’istituto bancario fosse tenuto a ridurre gli interessi in misura pari al tasso soglia, esso potrebbe anche risultare inferiore (nell’ipotesi di finanziamento a tasso fisso) a quello inizialmente concordato. Detta situazione comporterebbe una modifica genetica del rapporto contrattuale con trasformazione del tasso fisso in tasso variabile e pregiudizio dell’affidamento sulla stabilità delle condizioni negoziali lecitamente e regolarmente pattuite tra le parti; il che porrebbe in discussione anche la stabilità del sistema bancario posto che le banche non potrebbero più fare affidamento sull’entità degli oneri da corrispondere dal mutuatario (o comunque rendendo molto difficoltoso procedere a tale valutazione), con inevitabile contrazione (in presenza di un atteggiamento negativo della parte mutuante verso la concessione di finanziamenti) della possibilità per i risparmiatori di accesso al credito. (Sabino Laudadio) (riproduzione riservata) Tribunale Savona, 10/03/2016.


Contratto di credito collegato e restituzione delle somme versate al mutuante in caso di risoluzione del contratto di acquisto del bene. Mutuo e finanziamento in genere – Consumatore – Microimpresa – Finanziamento finalizzato all’acquisto – Collegamento – Ipotesi rilevanti – Fattispecie – Inadempimento del venditore – Mancata consegna del bene – Risoluzione del contratto di acquisto – Restituzione delle somme versate dall’acquirente a titolo di finanziamento in capo al mutuante.
Nell'ipotesi di contratto di mutuo, in cui sia previsto lo scopo del reimpiego della somma mutuata per l'acquisto di un determinato bene (nell’ipotesi una autovettura), sussiste il collegamento negoziale tra tali contratti (di compravendita e di mutuo) ed il mutuatario è obbligato all'utilizzazione della somma mutuata per l’acquisto del bene indicato nel contratto di mutuo.
Da ciò deriva che, anche se l’acquirente non è un consumatore, della somma concessa in mutuo beneficia il venditore del bene, con la conseguenza che la risoluzione della compravendita per inadempimento del venditore, nel frattempo fallito, legittima il mutuatario a richiedere la restituzione delle rate di finanziamento pagate direttamente al finanziatore che poi avrà azione di regresso esclusivamente nei confronti del venditore, in sede fallimentare. (Fabrizio Sgandurra) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 09/03/2016.


Il mancato rispetto dello scopo del mutuo agevolato giustifica la risoluzione del contratto.  .
Nell’ambito di un’azione volta alla restituzione di somme concesse a mutuo, il mancato pagamento degli interessi di preammortamento giustifica la risoluzione del contratto di mutuo agevolato.

Nell’ambito della medesima azione, anche il mancato rispetto dello scopo - in relazione al quale è stato concesso il mutuo agevolato - giustifica la risoluzione del contratto stesso.

Con riferimento al contratto di mutuo agevolato, la risoluzione del mutuo di scopo (rapporto principale) legittima la revoca del contributo in conto interessi pubblico (rapporto ausiliario). (1) (Federica Lazzoni) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 26/01/2016.


Contratto di mutuo - Tasso di mora - Usura - Clausola di salvaguardia - Arrotondamento al tasso soglia usura arrotondato per difetto a favore del correntista - Esclusione ab origine della violazione della soglia dell'usura.
La clausola, contenuta nel contratto di mutuo, la quale preveda che il tasso di mora sia il tasso soglia usura arrotondato per difetto a favore del correntista, impedisce ab origine che la pattuizione possa violare la soglia dell'usura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 13/01/2016.


Contratto di mutuo - Tasso di mora - Usura - Mancato rilevamento del tasso di mora da parte dei decreti trimestrali ministeriali - Aumento della mora media rilevata dalla Banca d'Italia con delta del 2,10%.
L'aumento della mora media rilevata dalla Banca d'Italia con un delta del 2,10% consente di far fronte al fatto che il tasso di mora non viene rilevato dai decreti trimestrali ministeriali e di rendere confrontabile l'interesse di mora medio con il tasso corrispettivo medio soglia usura. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 13/01/2016.


Contratto di mutuo - Ammortamento alla francese - Maggiore onerosità - Capitalizzazione composta - Effetti sulla determinazione della quota di interessi - Esclusione.
Il piano di ammortamento calcolato con il metodo cd. alla francese, pur essendo più oneroso di quello calcolato con il metodo all'italiana, utilizza una formula di capitalizzazione composta che non ha, però, alcun effetto nella determinazione della quota di interessi calcolata sul solo capitale residuo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 13/01/2016.


Ammortamento alla francese, modalità di determinazione della rata e anatocismo. Mutuo - Piano di ammortamento alla francese - Anatocismo - Esclusione.
Nel contratto di mutuo che preveda un piano di ammortamento cd. alla francese non è individuabile alcun effetto anatocistico, in quanto non si deve confondere il fatto che il metodo di calcolo è quello dell'interesse composto, nel senso che la rata è composta da quota capitale e quota interessi, con il fatto che il calcolo sia composto nel senso che gli interessi si calcolano sugli interessi. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 12/01/2016.


Mutuo di scopo: parziale destinazione delle somme erogate a finalità diverse rispetto al progetto di investimento e conseguente difetto di causa del contratto. Mutuo di scopo – Progetto di investimento – Difetto di causa in concreto – Nullità.
Il modello legale del “mutuo di scopo” prevede che il mutuatario, oltre a dover restituire la somma mutuata e i maturati interessi, abbia altresì l’obbligo di realizzare l’attività programmata, che pertanto assume rilievo causale nell’economia del contratto.
La destinazione, anche solo parziale, della somma erogata a finalità differenti rispetto a quello previste nel contratto sottrae quelle stesse somme alla realizzazione dello scopo per cui il finanziamento è stato concesso e può dunque comportare un’effettiva deviazione dal modello legale ed in particolare il difetto in concreto della causa che caratterizza il mutuo di scopo, con conseguente nullità del contratto stesso.

Sarà ovviamente necessario, non sussistendo alcun obbligo per il mutuatario di impiegare le somme mutuate esclusivamente per il conseguimento dello scopo, valutare, ai fini della nullità del mutuo, l’effettivo raggiungimento del risultato programmato, non potendosi ravvisare difetto di causa e conseguente nullità laddove, anche in presenza di destinazione parziale delle somme ad altra finalità, lo scopo del mutuo sia stato comunque conseguito (Cass. civ. Sez. 1 Sentenza n. 8564 dell’8 aprile 2009).

L’onere della prova circa l’effettivo raggiungimento del risultato concordato grava, in quanto presupposto di validità, sulla parte che invoca l’efficacia del contratto. (Sergio Mina, Roberto Bianchi) (riproduzione riservata) Tribunale Asti, 12/01/2016.


Modalità di accertamento dell’usurarietà, irrilevanza della clausola di salvaguardia e gratuità del mutuo. Usura – Verifica superamento soglia – Cumulo interessi moratori e commissione di estinzione anticipata

Clausola di salvaguardia – Irrilevanza – Conseguenze: intervenuta gratuità del mutuo.
Ai fini dell’accertamento dell’usurarietà di un mutuo deve aversi riguardo al tasso previsto per gli interessi moratori nonché ogni altra spesa e commissione(quali le spese di istruttoria, eventuali assicurazioni stipulate a garanzia del finanziamento, commissioni per anticipata risoluzione del contratto e così via). (Rosario Beninato) (riproduzione riservata)

Il mutuo di cui è causa deve ritenersi gratuito ai sensi dell’art. 1815 cod civ. a nulla rilevando la clausola di salvaguardia prevista nel contratto in esame la quale non esclude il carattere usurario del mutuo e quindi la sua gratuità. (Rosario Beninato) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 14/12/2015.


Escluso il patto commissorio quando il meccanismo negoziale non consente al soggetto mutuante di lucrare il maggior valore dell'immobile. Obbligazioni e contratti - Contratto di mutuo - Accordo che preveda la vendita di immobili mediante procura rilasciata ad un terzo - Patto commissorio - Esclusione - Fattispecie.
Non configura l'ipotesi del patto commissorio di cui all'articolo 2744 c.c. l'operazione che preveda la concessione di un mutuo ipotecario destinato a dare immediata liquidità ai mutuatari, con contestuale vendita di beni immobili non strumentali di loro proprietà al fine di attuare una smobilizzazione intesa a ridurre un'esposizione debitoria eccessiva e difficilmente sostenibile, qualora il meccanismo negoziale non consenta al soggetto mutuante (nel caso di specie una banca) di lucrare, indebitamente e in violazione del citato art. 2744, il maggior valore dell'immobile rispetto all'importo mutuato. (Nel caso di specie, non era previsto che la proprietà dei beni passasse, sia pure per interposta persona, in capo al soggetto mutuante, ma solo che i beni in questione fossero effettivamente venduti a terzi, liberamente e a prezzo minimo di mercato prefissato, tramite rilascio ad un terzo di una procura irrevocabile). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Appello Bologna, 07/12/2015.


Cessione del quinto, delegazione di pagamento, estinzione anticipata e risarcimento del danno. Mutuo e finanziamento in genere – Finanziamento con cessione del quinto dello stipendio – Finanziamento con delegazione irrevocabile di pagamento – Estinzione anticipata – Assimiliabilità delle fattispecie contrattuali – Oneri economici – Diritto del cliente al risarcimento – Sussistenza – Vessatorietà clausole contrattuali – Sussistenza .
In caso di estinzione anticipata di un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio e/o  con delegazione irrrevocabile di pagamento, il cliente ha diritto ad ottenere, a titolo risarcitorio, il rimborso delle commissioni e degli oneri corrisposti anticipatamente e non maturati in seguito all'intervenuta anticipata estinzione attuata in violazione dell'art.39 D.P.R. 180/1950.

La violazione della disposizione imperativa citata, la quale è volta appunto a contrastare la lievitazione del costo complessivo per il cliente, anche secondo la Circolare Bankitalia n.192691/2009) risulta applicabile non solo alle cessioni del quinto, ma ad ogni altra operazione assimilabile, quale, ad esempio, la delegazione irrevocabile di pagamento.

Trattandosi di domanda risarcitoria, la mandataria convenuta è responsabile, unitamente alla mandante ed in solido con questa, della violazione della norma indicata, avendo concorso con la mandante nella violazione del divieto legale che costituisce illecito contrattuale.
La clausola che preveda l'irripetibilità di costi e commissioni in caso di estinzione anticipata, vessatoria ai sensi dell'art.33 comma 2 lettera b) Codice Consumo, è inopponibile al consumatore e la nullità può essere rilevata d'ufficio dal giudice. (Alessandro Orlando) (riproduzione riservata) Tribunale Parma, 27/11/2015.


Usura contrattuale e interessi di mora. Il piano di ammortamento c.d. alla francese non produce interessi anatocistici. Mutuo - Interessi di mora - Corrispettivo del mutuo - Esclusione - Cumulo dei tassi corrispettivi e di mora - Esclusione - Ammortamento alla francese.
La manualistica insegna che gli interessi di mora costituiscono una forma di liquidazione preventiva del danno da ritardo nell'adempimento e svolgono altresì una funzione deterrente dell’inadempimento stesso. Essi non possono quindi considerarsi un corrispettivo del mutuo in quanto non costituiscono un costo economico necessario del finanziamento, ma un onere del tutto eventuale destinato a venire in rilievo solo nella fase esecutiva del contratto e in caso di andamento patologico del rapporto
 
L’impiego dei termini "corrispettivo” e "remunerazioni" evoca senza dubbio quel rapporto di sinallagmaticità (e quindi l’interdipendenza causale delle prestazioni tra loro, per l’appunto, corrispettive) che non può sussistere con riguardo agli interessi moratori, la cui pattuizione ha invece funzione di preventiva liquidazione del danno da ritardo nell'obbligazione pecuniaria e di coercizione indiretta finalizzata a sollecitare lo spontaneo adempimento del debitore.
 
Va senz'altro  accantonata la tesi del cumulo tra i tassi d'interesse corrispettivi e i moratori. Si tratta infatti di una operazione assolutamente errata e illogica già dal punto di vista matematico. Se si parte dal presupposto che il tasso d'interesse è, in parole povere, la grandezza espressa in percentuale per un dato periodo di tempo che indica quanta parte della somma prestata debba essere corrisposta come interesse al termine del periodo di tempo considerato, è agevole comprendere come non sia possibile effettuare un calcolo unitario sommando il tasso dei corrispettivi con quello di mora perché sono totalmente diversi gli elementi del calcolo ed il lasso temporale da prendere in considerazione.
 
L’interesse di mora non può essere raffrontato con i tassi soglia. Così come sarebbe palesemente scorretto calcolare nel costo del credito convenzionalmente pattuito gli addebiti a titolo di imposte (senz’altro esclusi in forza delle stessa norma primaria) così come sarebbe errato confrontare gli interessi pattiziamente convenuti per una data operazione di credito con i tassi soglia di una diversa tipologia di operazione creditizie, risulta altrettanto scorretto procedere al raffronto tra dati che costituiscono lo sviluppo ed il risultato di calcoli matematici differenti ovvero l’inclusione nel TEG di oneri non contemplati per la rilevazione del TEGM.
 
Anche ove si volesse ritenere che gli interessi moratori siano soggetti al rispetto della normativa antiusura, l’eventuale nullità ex art. 1815, co. 2 c.c., proprio in ragione della pacificazione riconosciuta autonomia funzionale tra le diverse tipologie di interessi, riguarderebbe unicamente la clausola in questione e non travolgerebbe l’onerosità del contratto, rendendo l’operazione di finanziamento gratuita.
 
Deve escludersi che nell'ammortamento con rata costante e rimborso graduale del capitale vi possa essere l’applicazione di interessi anatocistici, in quanto tale fenomeno può sussistere e si avrebbe "interesse composto" soltanto se gli interessi maturati sul debito in un dato periodo si aggiungono al capitale, andando cosi a costituire la base di calcolo, ossia il capitale produttivo di interessi, del periodo successivo e così via. (Giuseppe Campo) (riproduzione riservata) Tribunale Treviso, 12/11/2015.


Mutuo: verifica del superamento del tasso soglia per effetto della commissione di estinzione anticipata. Mutuo – Verifica superamento del tasso soglia – Determinazione del TAEG – Costi eventuali del finanziamento – Considerazione della commissione di estinzione anticipata e degli interessi moratori – Sussistenza

Diritto Bancario – Mutuo – Superamento del tasso soglia per effetto della commissione di estinzione anticipata – Gratuità del mutuo – Sussistenza

Diritto Bancario – Mutuo – Gratuità o Indeterminatezza del contratto di mutuo – Permanente debito residuo in linea capitale – Istanza di sospensione procedura esecutiva – Esclusione.
Ai fini della determinazione del Taeg si devono considerare tutti i costi, anche solo potenziali, del finanziamento, tra cui deve quindi farsi rientrare la commissione di estinzione anticipata.
Tale commissione costituisce un onere eventuale inerente l’erogazione del credito, e poiché l’art. 644 del Codice Penale stabilisce che “per la determinazione del tasso di interesse usurario si tiene conto delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo e delle spese, escluse quelle per imposte e tasse, collegate alla erogazione del credito”, non vi è dubbio, che, nel calcolo del tasso di interesse effettivo, vadano inclusi tutti gli oneri certi a carico della parte finanziata, collegati al credito, nella misura e secondo le condizioni di applicazione previste dal contratto, così come le voci di costo previste per contratto in alcuni rapporti, ma che intervengono solo in circostanze eventuali e non prevedibili nel momento di sottoscrizione dell’accordo tra le parti, tra cui i costi e le commissioni per estinzione anticipata.  
Orbene, se è vero che gli oneri per estinzione anticipata vengono applicati solo nel caso in cui il contraente si avvalga della facoltà, ove il contratto la preveda, di concludere l’operazione in anticipo rispetto alla durata originariamente convenuta rimborsando integralmente il debito residuo in linea capitale e che, quindi, hanno natura solo eventuale, è parimenti vero che a parere del Tribunale, debbano computarsi nel taeg così come si computano altri oneri eventuali, seppure aventi diversa natura, quali gli interessi moratori.
E’ pacifico, infatti, che alla luce della sentenza n. 350/2013 che il Tribunale ritiene di condividere, al fine di verificare l’eventuale superamento del tasso soglia, si deve tener conto anche degli interessi moratori, che al pari degli oneri per estinzione anticipata, rappresentano un costo solo eventuale del credito, seppure gli uni vengono, di fatto, a far parte dei costi solo in un momento patologico del rapporto (ovvero al momento del ritardo nell’adempimento o dell’insolvenza) mentre gli altri possono considerarsi quale corrispettivo di un opzione concessa al mutuatario. (Giuseppe Contigiani) (riproduzione riservata)

Rappresentando la commissione per estinzione anticipata un costo del credito, la stessa, già per la semplice pattuizione, dovrà essere computata al fine di verificare il superamento del tasso soglia. Dal superamento del tasso soglia, discenderebbe che, ai sensi dell’art. 1815 cc, vi sarebbe la nullità della clausola con la quale sono stati convenuti gli interessi con conseguente gratuità del contratto. (Giuseppe Contigiani) (riproduzione riservata)

La gratuità o l’indeterminatezza del contratto di mutuo fondiario in presenza di un permanente debito residuo in linea capitale da parte del mutuatario è inidonea a determinare l’accoglimento dell’istanza di sospensione della procedura esecutiva. (Giuseppe Contigiani) (riproduzione riservata) Tribunale Ascoli Piceno, 13/10/2015.


Nullità del mutuo fondiario per superamento del limite di finanziabilità stabilito dall’art.38, comma 2, TUB. Mutuo fondiario - Limite di finanziabilità - Conseguenze della violazione - Nullità per illiceità dell’oggetto.
E’ innegabile che il mutuo fondiario costituisce una fattispecie contrattuale speciale, i cui elementi costitutivi non si possono che reperire proprio nell’art. 38 t.u.b. Tra essi – oltre alla durata (medio lunga) del finanziamento, alla tipologia della garanzia (ipotecaria di primo grado) ed alla natura del finanziatore (una banca) – l’oggetto non può che essere identificato nel finanziamento, per il quale la norma detta un limite.

Coerentemente con quanto superiormente esposto, la nullità riscontrata deve essere identificata con quella di cui al combinato disposto degli artt. 1346 e 1418, 2° co., c.c., inerenti al contratto con oggetto illecito per contrasto con norma imperativa. (Francesco Berardi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 29/09/2015.


Il superamento del limite di finanziabilità di cui all'articolo 38, comma 2, TUB impedisce di definire il contratto come mutuo fondiario. Mutuo fondiario - Superamento del limite di finanziabilità - Nullità.
Il limite di finanziabilità del contratto di mutuo fondiario di cui all'articolo 38, comma 2, TUB costituisce uno degli elementi essenziali che portano ad inquadrare il contratto nel tipo del mutuo fondiario, così che la violazione di detto limite comporta che il contratto non possa più ritenersi tale e sia, pertanto, affetto da nullità. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 29/09/2015.


Contratto di mutuo – Usura bancaria – Verifica superamento soglie – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Esclusione.
Nel silenzio del legislatore e nel perdurare di oscillazioni di carattere interpretativo, appare da condividere la tesi che nega il cumulo tra interessi moratori e corrispettivi, dovendosi escludere, altresì, l’indole onnicomprensiva del tasso-soglia, attesa la chiara disomogeneità tra gli stessi, e tanto in ragione della diversità di funzione, i primi costituendo una liquidazione forfettaria del danno da inadempimento contrattuale, i secondi integrando la più nitida espresso del principio della naturale fecondità del denaro, stante la sua fisiologica attitudine a produrre frutti civili. (Paolo Maria Tosi) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 25/09/2015.


Contratto di mutuo – Usura bancaria – Verifica superamento soglie – Cumulo interessi corrispettivi e moratori – Esclusione.
Il legislatore, che distingue tra interessi corrispettivi (artt. 1282 e 1284 c.c.) e danni nelle obbligazioni pecuniarie (art. 1224 comma 1 c.p.c.), mostra di annettere rilievo alle due differenti categorie di interessi.
Il quadro degli interessi nel nostro ordinamento appare frastagliato ed eterogeneo, e di tanto, in una logica finanziaria, ha tenuto cono la stessa Banca d’Italia, titolare per legge del potere di rilevare trimestralmente il tasso soglia, la quale ha rimarcato come nella rilevazione del dato richiamato sino tenga conto degli interessi di mora di regola applicati.
Orbene, pur nella consapevolezza del carattere non vincolante dei chiarimenti offerti dall’organo di vigilanza, il Tribunale reputa che i principi espressi dalla Banca d’Italia risultino nondimeno condivisibili perché conformi ad un dato costante proprio della prassi commerciale. (Paolo Maria Tosi) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 25/09/2015.


Contratto di mutuo - Mutuo fondiario - Limite di finanziabilità - Natura imperativa della norma - Esclusione - Violazione - Nullità - Esclusione.
La norma di cui all'articolo 38 TUB, la quale prescrive la percentuale massima del finanziamento che costituisce l'oggetto del mutuo fondiario, non ha natura imperativa e inderogabile e la sua violazione non è pertanto sanzionabile con la nullità. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 17/09/2015.


Contratti in materia creditizia e finanziaria - Norme imperative - Norme attinenti alla validità del contratto e norme attinenti alla condotta - Nullità - Distinzione.
In ordine alla distinzione tra norme imperative attinenti alla validità del contratto e norme imperative attinenti alla condotta imposta ai contraenti, va osservato che non è vero che tutte le norme in materia creditizia e finanziaria, pur assumendo natura imperativa, determinino in caso di violazione la nullità del contratto, in quanto detta sanzione non è connessa alle norme che impongono al contraente una determinata condotta. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 17/09/2015.


Consulenza Tecnica d’Ufficio in materia contabile avente ad oggetto l'accertamento di nullità parziale di contratto di prestito personale e ripetizione di indebito oggettivo. Contratto di prestito personale – Necessità, al fine della verifica del superamento del tasso soglia vigente al momento della pattuizione contrattuale degli interessi, ai sensi dell’art. 2 della Legge 108/1996, recante disposizioni in materia di usura, che il tasso effettivo ai sensi dell’art. 1, comma 6, Legge 108/1996, sia determinato a tale momento della pattuizione contrattuale – Sussiste

Contratto di prestito personale – Necessità, nell’ipotesi di verifica del superamento del tasso soglia vigente al momento della pattuizione contrattuale degli interessi, ai sensi dell’art. 2 della Legge 108/1996, recante disposizioni in materia di usura, dal tasso effettivo, determinato ai sensi dell’art. 1, comma 6, Legge 108/1996, pattuito originariamente in contratto, di rideterminazione dell’ammortamento contrattuale con espunzione di tutti gli interessi, competenze ed oneri, come sopra determinati, ed imputazione dei pagamenti dovuti al solo capitale, ai sensi dell’art. 1815, comma 2, c.c., e, nell’ipotesi di contratto risolto per decadenza dal beneficio del termine, ai sensi dell’art. 1186 c.c., di determinare il dare avere tra le parti contrattuali con imputazione di quanto già versato a titolo di interessi, competenze ed oneri non dovuti, al solo capitale, ai sensi dell’art. 181, comma 2, c.c. – Sussiste.
In materia di contratto di prestito personale sottoscritto con intermediario autorizzato, al fine della verifica, in sede di indagine contabile, del superamento del c.d. tasso soglia, di cui all’art. 2, commi 1, 2 e 4, Legge 7 marzo 1996 n. 108, e successive modifiche, recante disposizioni in materia di usura, vigente al tempo della pattuizione contrattuale degli interessi, occorre accertare il tasso effettivo, di cui all’art. 1, comma 6, della medesima legge, al momento della detta pattuizione contrattuale, computando le commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo, inclusi eventuali compensi di mediazione percepiti da soggetti intermediari, spese, ivi comprese quelle notarili e per perizie tecniche, interessi di mora, ed escluse quelle per imposte e tasse. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata)

In materia di contratto di prestito personale sottoscritto con intermediario autorizzato, nell’ipotesi di verifica del superamento del tasso soglia vigente al momento della pattuizione contrattuale degli interessi, ai sensi dell’art. 2 della Legge 108/1996, recante disposizioni in materia di usura, dal tasso effettivo, determinato ai sensi dell’art. 1, comma 6, Legge 108/1996, pattuito originariamente in contratto, occorre rideterminare l’ammortamento contrattuale con espunzione delle commissioni, remunerazioni a qualsiasi titolo convenute, inclusi eventuali compensi di mediazione percepiti da soggetti intermediari, spese, ivi comprese quelle notarili e per perizie tecniche, interessi di mora, ed escluse quelle per imposte e tasse, ed imputazione dei pagamenti dovuti al solo capitale, ai sensi dell’art. 1815, comma 2, c.c., e, nell’ipotesi di contratto risolto per decadenza dal beneficio del termine, ai sensi dell’art. 1186 c.c., occorre determinare il dare avere tra le parti contrattuali al momento della decadenza con imputazione di quanto già versato a titolo di interessi, competenze ed oneri non dovuti, al solo capitale, ai sensi dell’art. 1815, comma 2, c.c.. (Antonio Baldari) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 10/09/2015.


Contratto di mutuo stipulato per ripianare il saldo debitore di un conto corrente: clausole nulle, addebiti illegittimi e ripercussione dei vizi del contratto di conto corrente su quello di mutuo. Conto corrente – Scoperto – Contratto di mutuo stipulato per ripianare il saldo debitore di un conto corrente – Ripercussione dei vizi del contratto di conto corrente sul contratto di mutuo – Mancanza di causa concreta del contratto di mutuo – Nullità – Fideiussione – Illegittimità della segnalazione alla Centrale Rischi.
Tra il contratto di mutuo stipulato per ripianare il saldo debitore di un conto corrente e il contratto di conto corrente medesimo vi è un «collegamento negoziale» che li rende interdipendenti. Laddove il saldo debitore del conto corrente derivi dall’applicazione di clausole nulle o da addebiti illegittimi, pertanto, tali vizi vengono a ripercuotersi anche sul contratto di mutuo. Ne deriva che, essendo il mutuo finalizzato a ripianare un passivo in realtà inesistente ed apparente (risultante dall’illegittima applicazione di clausole contrattuali nulle ovvero di oneri non pattuiti), lo stesso è nullo per mancanza di causa concreta: nulla deve essere restituito, in forza di detto contratto, dal correntista alla Banca (che, anzi, è tenuta a restituire al correntista/mutuatario le rate di mutuo versate). In effetti, in tale ipotesi l’accredito della somma mutuata sul conto corrente costituisce una mera operazione contabile, finalizzata ad «abbattere» lo scoperto poi rivelatosi insussistente. Ciò posto, neppure possono ritenersi valide né efficaci le fideiussioni poste a garanzia del contratto di mutuo. Ne deriva, altresì, l’illegittimità della segnalazione della posizione del debitore alla Centrale rischi (con ogni conseguenza in punto di risarcimento del danno). (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Appello Torino, 15/06/2015.


Il contratto condizionato di mutuo non è un titolo esecutivo. Contratto di mutuo condizionato – Erogazione della somma subordinata alla realizzazione delle condizioni contrattualmente previste – Insussistenza dei requisiti ex art. 474 c.p.c..
Il contratto condizionato di mutuo, caratterizzato dalla persistente disponibilità presso la mutuante delle somme erogate a garanzia dell’avverarsi delle condizioni ivi previste, con conseguente differimento del momento della rispettiva consegna e, di riflesso, di quello perfezionativo del sottostante contratto, è inidoneo ad assolvere la funzione di titolo esecutivo autonomo ed autosufficiente.

Il contratto condizionato di mutuo, poiché non documenta l’esistenza attuale di un’obbligazione di somma di denaro, non può essere utilizzato come titolo esecutivo ex art. 474 c.p.c. per la restituzione delle somme che si assumono erogate. (Augusto Mollo) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13/05/2015.


Contratto di mutuo ipotecario e inadempimento. Contratti bancari - Contratto di mutuo ipotecario - Inadempimento del mutuatario - Notifica dell’atto di pignoramento al mutuatario - Efficacia interruttiva della prescrizione ex articolo 2946 del codice civile nei confronti del terzo divenuto acquirente dell’immobile pignorato in data anteriore alla notifica dell’atto di pignoramento - Esclusione

Contratti bancari - Contratto di mutuo ipotecario - Inadempimento del mutuatario - Intimazione di pagamento stragiudiziale rivolta al terzo acquirente del bene ipotecato - Proposta di transazione rivolta all’istituto di credito mutuante dal terzo acquirente del bene ipotecato - Valore di atto ricognitivo di debito avente efficacia interruttiva della prescrizione - Esclusione.
La notificazione al mutuatario dell’atto di pignoramento immobiliare da parte dell’istituto di credito mutuante non ha efficacia interruttiva della prescrizione nei confronti del terzo acquirente del bene immobile pignorato rimasto estraneo alla procedura esecutiva immobiliare. (Stefano Maugeri) (riproduzione riservata)

Una proposta di transazione diretta alla liberazione di un bene immobile gravato da ipoteca che venga formulata dal terzo acquirente del bene medesimo non avendo quale precipuo presupposto l’ammissione totale o parziale del credito vantato dall’istituto bancario mutuante non rappresenta riconoscimento di debito ex articolo 2944 del codice civile e non ha efficacia interruttiva della prescrizione. (Stefano Maugeri) (riproduzione riservata) Appello Catania, 12/05/2015.


È lecito il mutuo fondiario stipulato allo scopo di estinguere una pregressa esposizione verso la banca. Mutuo ipotecario - Procedimento negoziale indiretto finalizzato all'estinzione di un precedente credito chirografario - Interpretazione della volontà delle parti

Mutuo fondiario - Mutuo di scopo - Esclusione - Mutuo finalizzato allo scopo soggettivo voluto dalle parti - Estinzione di debiti pregressi verso la banca.
L’erogazione di un mutuo ipotecario non destinato a creare un’effettiva disponibilità nel mutuatario, già debitore in virtù di un rapporto obbligatorio non assistito da garanzia reale, non integra necessariamente la fattispecie della simulazione del mutuo (con dissimulazione della concessione di una garanzia con debito preesistente) o della novazione (con la sostituzione del preesistente debito chirografario con un debito garantito) potendo anche integrare una fattispecie di “procedimento negoziale indiretto” nel cui ambito il mutuo ipotecario viene erogato realmente e viene utilizzato per l’estinzione di un precedente debito chirografario (nel caso di specie proprio la destinazione delle somme mutuate all’estinzione di pregresse esposizioni debitorie vale a dimostrare come la volontà di entrambe le parti di concludere il contratto di mutuo effettivamente vi sia stata). (Ernestina De Medio) (riproduzione riservata)

Il contratto di mutuo fondiario non è un mutuo di scopo, con la conseguenza che nel contratto di mutuo fondiario il finanziamento dietro garanzia ipotecaria ben può essere finalizzato allo scopo soggettivo che le parti si prefiggono che può essere anche quello di utilizzo della somma per sanare debiti pregressi verso la banca, e non per ciò solo può predicarsene l’illiceità. (Ernestina De Medio) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 06/05/2015.


Contratti bancari, forma scritta ed effetti della produzione in giudizio. Contratti bancari - Forma scritta ad substantiam - Firma del funzionario di certificazione della firma del correntista - Possibilità di interpretarla, a certe condizioni, come estrinsecazione della volontà negoziale della banca - Sussiste

Contratti bancari - Manifestazione di volontà esternata nel corso del rapporto come modalità di perfezionamento del contratto - Integrazione della forma scritta ad substantiam - Sussiste.
Nell’ambito dei contratti bancari necessitante forma scritta ad substantiam, la firma del funzionario di banca, non potendo avere potere certificativo della firma del cliente, deve essere intesa come esternazione della volontà negoziale del funzionario, in nome e per conto dell’istituto, tanto più laddove il regolamento contrattuale sia già stato predisposto dalla banca stessa, nel corpo del testo si faccia ripetutamente riferimento al ‘contratto’ così stipulato, l’efficacia di tale contratto non risulti subordinata all’approvazione di altro organo della banca ed il contratto sia poi stato effettivamente eseguito da tutte le parti.
Pur in assenza di apposizione della firma sul contratto da parte della banca, l’intento di questa di avvalersi del contratto tramite manifestazioni di volontà esternate nel corso del rapporto di conto corrente quali le comunicazioni degli estratti conto, integrano modalità di perfezionamento del contratto stesso con rispetto della forma scritta ad substantiam. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 28/04/2015.


Domanda di restituzione di somme date a mutuo e onere della prova. Mutuo - Domanda di restituzione - Onere probatorio - Prova dell’avvenuta consegna del denaro - Sufficienza - Esclusione - Riconoscimento da parte del convenuto del ricevimento della cosa per un diverso titolo - Eccezione in senso sostanziale - Esclusione - Inversione dell’onere della prova - Esclusione.
L’attore che chiede la restituzione di somme date a mutuo è tenuto a provare, ai sensi del primo comma dell’art. 2697 c.c., gli elementi costitutivi della domanda, e quindi non solo la consegna, ma anche il titolo della stessa, dal quale derivi l’obbligo della reclamata restituzione, senza che la contestazione del convenuto - il quale, riconoscendo di aver ricevuto la somma, deduca una diversa ragione della dazione di essa - si tramuti in eccezione in senso sostanziale, sì da invertire l’onere della prova. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 25/02/2015.


Usura: lite temeraria per il cliente che sostenga l’infondata tesi del cumulo di interessi corrispettivi e moratori. Usura – Interessi corrispettivi e moratori – Divieto di cumulo – Lite temeraria – Responsabilità aggravata ex art.96 cpc – Ammortamento c.d. alla francese – Liceità – Esclusione anatocismo.
Costituisce dato lapalissiano che gli interessi corrispettivi si applicano soltanto sul capitale a scadere, essendo il corrispettivo del diritto del mutuatario a godere della somma capitale in conformità al piano di rimborso graduale, mentre gli interessi di mora si applicano soltanto sul debito scaduto. Il tasso di mora dunque sostituisce il tasso corrispettivo – con formula equivalente può dirsi che, con riguardo al debito scaduto, al tasso corrispettivo si aggiunge lo spread di mora – e pertanto i due tassi non possono sic et simpliciter sommarsi tra loro, come maccheronicamente pretende l’attore. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)
 
La previsione di un piano di rimborso del mutuo graduale – in particolare con rata fissa costante (c.d. ammortamento alla francese) – non comporta alcuna violazione dell’art. 1283 c.c. per i seguenti tre motivi:
1) gli interessi di periodo vengono calcolati sul solo capitale residuo;
2) alla scadenza della rata gli interessi maturati non vengono capitalizzati, ma sono pagati come quota interessi della rata di rimborso del mutuo, essendo tale pagamento periodico della totalità degli interessi elemento essenziale e caratterizzante, in particolare dell’ammortamento alla francese dove la rata costante e la quota capitale rimborsata è determinata per differenza rispetto alla quota interessi;
3) peraltro, visto che la rata paga, oltre agli interessi sul capitale a scadere, anche la quota del debito in linea capitale – quota man mano crescente con il progredire del rimborso – a ciò segue che il pagamento a scadenza del periodo X riduce il capitale che fruttifica nel periodo X+1, ossia si verifica un fenomeno inverso rispetto alla capitalizzazione. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

È fonte di responsabilità aggravata ex art. 96 c.p.c. l’aver sostenuto in giudizio tesi contraddittorie, controproducenti, che ignorano arbitrariamente chiari dati normativi che segnalano la non cumulabilità di interessi moratori e corrispettivi e il diritto della banca a pretendere interessi moratori sulla rata scaduta. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 17/09/2014.


Usura bancaria: irrilevanza degli interessi moratori e divieto di cumulo con gli interessi corrispettivi. Usura bancaria – Interessi moratori – Divieto di cumulo con gli interessi corrispettivi – Diversità funzionale – Clausola di salvaguardia ed esclusione dell’usura.
Gli interessi moratori rientrano tra le prestazioni accessorie ed eventuali, sinallagmaticamente riconducibili al futuro inadempimento e destinate ad assolvere alla funzione di pressione finalizzata alla realizzazione del corretto adempimento del contratto, in chiave sanzionatoria. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

In tema di raffronto con il tasso soglia antiusura, la diversità di natura e funzione delle due categorie di interessi corrispettivi ed interessi moratori non ne consente il mero cumulo, né la Cassazione ha affermato un simile principio con la nota sentenza n.350/2013. Vieppiù, anche ove quest’ultima avesse realmente stabilito la possibilità del cumulo, il precedente sarebbe comunque da disattendere, per quanto autorevole, in virtù della diversità ontologica e funzionale dei due tipi di interessi. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

L’impianto normativo in materia di usura fa riferimento alle prestazioni di natura "corrispettiva” gravanti sul mutuatario e collegate allo svolgimento fisiologico del rapporto, sicché gli oneri che non partecipano di tale natura corrispettiva non rilevano al fine dell’individuazione del tasso “effettivo” da raffrontare alla soglia. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

Quando al mutuo acceda una clausola di salvaguardia, resta esclusa alla radice l’usurarietà del tasso pattuito. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata)

In caso di superamento del tasso soglia per effetto dell’applicazione degli interessi di mora, la soluzione va ricercata nella riconduzione di questi ultimi nei limiti del tasso soglia ai sensi degli artt. 1419, comma 2 cc e 1339 cc, trattandosi al più di usurarietà sopravvenuta. (Antonio De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 16/09/2014.


L’esonero dalla notifica del titolo esecutivo di natura contrattuale di cui all’articolo 41, comma 1, TUB non opera nell’esecuzione contro il terzo. Processo esecutivo - Notifica del titolo esecutivo - Titolo di natura contrattuale - Esonero dalla notifica di cui all’articolo 41, comma 1, TUB - Esecuzione promossa contro il terzo - Esclusione

Compravendita di cosa futura - Verificarsi dell’effetto traslativo nel momento in cui il bene viene ad esistenza - Ipoteca iscritta anteriormente - Opponibilità all’acquirente che abbia trascritto al momento dell’acquisto.
L’esonero dalla notifica del titolo esecutivo di cui all’articolo 41, comma 1, TUB non opera quando l’esecuzione sia promossa nei confronti di terzi. Detto esonero, infatti, si spiega con la natura contrattuale del titolo, la quale consente al contraente che subisce l’esecuzione di averne conoscenza. Presupposto, quest’ultimo, non riscontrabile nell’ipotesi in cui il titolo contrattuale venga azionato non nei confronti del contraente ma nei confronti di un terzo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Nella vendita di cosa futura, l’effetto traslativo si verifica nel momento in cui il bene è venuto ad esistenza nella sua completezza e ciò indipendentemente dalla trascrizione del contratto di compravendita, la quale ha soltanto lo scopo di rendere opponibile il relativo diritto agli acquirenti dello stesso bene che non hanno trascritto o hanno trascritto posteriormente il loro titolo. Conseguentemente, l’acquirente di un bene futuro che ha trascritto il suo acquisto subisce gli effetti dell’ipoteca iscritta sul bene dopo la trascrizione del suo acquisto ma anteriormente al momento in cui il bene sia venuto ad esistenza. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 01/08/2014.


Responsabilità precontrattuale dell’intermediario derivante dalla strutturazione di operazione fondata su collegamento negoziale tra contratto di finanziamento fondiario e altri contratti per l’acquisto di strumenti finanziari. Contratti bancari - Contratto di finanziamento fondiario ai sensi dell’articolo 38 del Decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo Unico Bancario) - Collegamento negoziale con contratto di sottoscrizione di prestito obbligazionario e con contratto di sottoscrizione di quote di fondo comune di investimento lanciati rispettivamente dalla banca mutuante e da organismo di investimento collettivo del risparmio che riveste qualità di parte correlata - Ammissibilità - Applicazione all’intera operazione della disciplina prevista dal Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo Unico della Finanza) e dal Regolamento Consob 1 luglio 1998, n. 11522 (vecchio Regolamento Emittenti) - Ammissibilità - Mancata osservanza in sede di strutturazione dell’operazione degli obblighi informativi in materia di strumenti finanziari - Responsabilità precontrattuale dell’intermediario ex art. 1337 codice civile - Ammissibilità.
E’ configurabile una responsabilità precontrattuale ex art. 1337 del codice civile in capo all’intermediario qualora lo stesso in sede di strutturazione di una operazione fondata su un collegamento negoziale tra un contratto di finanziamento fondiario ai sensi dell’articolo 38 del Decreto Legislativo 1 settembre 1993, n. 385 (Testo Unico Bancario) e due contratti aventi ad oggetto l’acquisto di strumenti finanziari non osservi gli obblighi informativi previsti ratione temporis dalle disposizioni del Decreto legislativo 24 febbraio 1998, n. 58 (Testo Unico della Finanza) e del Regolamento Consob 1 luglio 1998, n. 11522 (vecchio Regolamento Emittenti). (Stefano Maugeri, Eugenia Trovato) (riproduzione riservata) Tribunale Caltagirone, 28/07/2014.


Proposta di mutuo non sottoscritta dalla banca e nullità dell’intero contratto. Reclamo al collegio – Opposizione all’esecuzione – Proposta unilaterale di mutuo su modulo prestampato – Accettazione – Sottoscrizione da parte di entrambi i contraenti – Sigla illeggibile da parte della banca mutuante – Nullità clausola interessi ultralegali – Esclusione.
Ove si ritenga che la proposta di mutuo sia priva del requisito della sottoscrizione del legale rappresentante della Banca l’eventuale nullità non può che colpire l’intero contratto (con conseguente obbligo di restituzione dell’intera somma data a mutuo) e non soltanto le clausole sfavorevoli al reclamante. (Antonino Giunta) (riproduzione riservata) Tribunale Messina, 21/07/2014.


Nullità del contratto di finanziamento, restituzione del capitale con applicazione degli interessi semplici alle scadenze fissate nel contratto. Finanziamento – Nullità del contratto per mancanza di forma scritta – Restituzione – Del capitale – Secondo la periodicità fissata nel contratto nullo – Degli interessi – Interessi legali semplici – Esclusione di ogni altro onere.
In caso di nullità del contratto di finanziamento (nella specie utilizzabile solo mediante l’impiego di carta di credito revolving) per mancato rispetto della necessaria forma scritta ex art. 117 TUB, il cliente deve restituire la somma capitale, maggiorata dai soli interessi legali semplici, con esclusione di ogni altro onere e carico economico. Per il termine di restituzione della somma così dovuta dal cliente la norma dell’art. 1183, comma 1 secondo periodo c.c., abilita il giudicante a tenere ferme le scadenze fissate nel contratto pur nullo. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 26/05/2014.


Contratto di risparmio edilizio: disdetta e obbligo di restituzione della somma versata a titolo di diritto di stipula. Contratto di «risparmio edilizio» - «Diritto di stipula» - Disdetta del contratto - Mancata restituzione del «diritto di stipula» - Comportamento e modulistica non trasparenti - Restituzione delle somme di cui al «diritto di stipula» - Necessità.
Il contratto di «risparmio edilizio», conosciuto dal diritto scritto tedesco, si articola in due fasi, una di accumulo, mediante versamenti rateali della cosiddetta «somma di risparmio» e una seconda fase di mutuo. Condizione per la conclusione del contratto di «risparmio edilizio» è il versamento, da parte del cliente, del cosiddetto «diritto di stipula» a titolo di commissione per l’intermediario. La legge tedesca esclude la rimborsabilità del «diritto di stipula» nel caso di disdetta del contratto di mutuo effettuata dal cliente, ma le disposizioni ella legge italiana in tema di trasparenza rivestono carattere imperativo e ad essa si devono adeguare quelle di altri ordinamenti. L’intermediario è tenuto pertanto alla restituzione della somma versata a titolo di «diritto di stipula» a fronte di una modulistica contrattuale e di un comportamento non trasparenti, dato che nel contratto manca qualsiasi delucidazione circa la natura e la finalità della commissione. (Emiliana Ymerai) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 14/04/2014.


Contratto di mutuo con cessione del quinto concluso tramite società mandataria: legittimazione passiva del mandante e sindacabilità del criterio di calcolo delle quote di premio assicurativo adottato dal finanziatore. Mutuo e finanziamento in genere - Cessione del quinto - Estinzione anticipata di un contratto di finanziamento concluso e rinnovato tramite società mandataria - Ricorso - Mancata retrocessione degli oneri finanziari ed assicurativi - Legittimazione passiva del mandante

Mutuo e finanziamento in genere - Cessione del quinto  –  Finanziamento dietro delegazione di pagamento - Estinzione anticipata - Oneri assicurativi - Diritto del cliente alla restituzione - Criteri per calcolare il premio assicurativo - Criterio proporzionale suppletivo -  Sindacabile dall’Arbitro Bancario Finanziario solo per vizi logici e/o manifesta irragionevolezza - Criterio di calcolo proporzionale ex lege - Insindacabile da parte dell’Arbitro Bancario Finanziario.
Se il contratto di mutuo con cessione del quinto è stato concluso e rinnovato tramite società mandataria, nel caso in cui il cliente estingua anticipatamente il contratto di finanziamento e poi ricorso contro il mandante per la mancata retrocessione di oneri finanziari e assicurativi, sussiste la legittimazione passiva del mandante. (Emiliana Ymerai) (riproduzione riservata)

In caso di estinzione anticipata di un finanziamento rimborsabile verso delegazione passiva, mancando una specifica regolamentazione, di rango primario o anche secondario, in punto di metodologie di calcolo delle quote di premio assicurativo accessorio al contratto di finanziamento da rimborsare, il criterio adottato dal finanziatore non è sindacabile dall’Arbitro Bancario Finanziario, se non affetto da manifesta irragionevolezza o da altri vizi logici. Quando il criterio proporzionale è previsto direttamente dalla legge, per definizione non sussistono vizi ed è quindi insindacabile dall’Arbitro Bancario Finanziario. (Emiliana Ymerai) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 09/04/2014.


Accettazione del pagamento delle rate di mutuo in misura inferiore a quella prevista e azione esecutiva quale comportamento contrario buona fede. Contratto di mutuo - Accettazione da parte della banca del pagamento delle rate di mutuo in misura inferiore a quella pattuita - Comportamento contrario alla volontà di avvalersi della clausola risolutiva espressa - Notifica dell'atto di precetto - Violazione dei principi di buona fede e correttezza nell'adempimento dell'esecuzione del contratto..
E' contrario ai principi di buona fede e correttezza nell'adempimento e nell'esecuzione del contratto il comportamento della banca che, dopo aver accettato dal coobbligato il pagamento, per oltre tre anni, della metà della rata di mutuo, dia corso all'azione esecutiva avvalendosi della clausola risolutiva espressa. (Nel caso di specie, è stata accolta, in sede di reclamo, l'istanza di sospensione dell'esecuzione). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 31/03/2014.


Nullità del mutuo contratto da società a responsabilità limitata per la liberazione del proprio capitale sociale. Società a responsabilità limitata - Finanziamento finalizzato alla liberazione del proprio capitale sociale - Invalidità - Effetti sul contratto di mutuo.
E’ illecita l’operazione di finanziamento bancario in favore di una società a responsabilità limitata finalizzata a consentire l’utilizzo del denaro sociale per la sottoscrizione e liberazione dell’aumento di capitale sociale della società stessa, ai sensi dell’art. 2474 c.c. che vieta alla società di finanziare qualsiasi operazione su proprie quote sociali; l'invalidità spiega effetti anche sul contratto di mutuo bancario che rappresenta il mezzo impiegato per realizzare l’atto nullo. (Astorre Mancini) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 26/03/2014.


Credito fondiario, scadenza ventennale dell’ipoteca e necessità della rinnovazione prima della scadenza. Credito fondiario - Ipoteca - Rinnovazione - Necessità - Interpretazione della locuzione “in ogni tempo” di cui all’articolo 4 del d.p.r. n. 7 del 1976.
L’iscrizione ipotecaria del creditore fondiario conserva effetto per soli ventianni, con la conseguenza che tale effetto viene meno se l’ipoteca non viene tempestivamente rinnovata prima della scadenza. All’espressione “in ogni tempo” contenuta nell’articolo 4 del d.p.r. n. 7 del 1976 non può, infatti, essere attribuito il significato che il creditore fondiario non è soggetto all’applicazione dell’articolo 2847 c.c. quanto che lo stesso, dopo la scadenza del termine ventennale dell’iscrizione ipotecaria, non è tenuto, come gli altri creditori, all’osservanza delle formalità di cui all’articolo 2839 c.c. per l’iscrizione della nuova ipoteca (nuove esibizione del titolo costitutivo insieme ad una nota in doppio originale contenente tutti gli elementi indicati ai numeri da 1 a 7), essendo sufficiente - ai fini della rinnovazione ma nei termini sopra esposti - che presenti una nota in doppio originale conforme a quella della precedente iscrizione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 18/02/2014.


Il mutuo fondiario stipulato per estinguere debiti preesistenti non è nullo. Mutuo fondiario - Contratto stipulato per estinguere debiti preesistenti scaduti - Nullità - Esclusione - Dilazione di un debito altrimenti immediatamente esigibile - Debiti preesistenti illeciti - Distinzione..
Il contratto di mutuo fondiario stipulato allo scopo di estinguere uno o più debiti preesistenti scaduti del mutuatario nei confronti dell'istituto di credito mutuante non è nullo per illiceità della causa, in quanto il mutuo fondiario non è un mutuo di scopo e comunque, sotto il profilo causale, il finanziamento si realizza in tal caso nella forma del dilazionamento di un debito altrimenti immediatamente esigibile. La nullità del contratto può configurarsi solo e alla condizione che i debiti preesistenti siano illeciti perché inesistenti o frutto di violazione di norme imperative. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 21/01/2014.


Mutuo - Ammortamento cd. alla francese - Applicazione illegittima di interessi anatocistici - Illegittimità..
Il sistema di ammortamento cd. alla francese può, nel nostro ordinamento, comportare profili di illegittimità qualora consista nell'applicazione illegittima di interessi anatocistici. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 05/12/2013.


Finanziamento fondiario ex art. 38 D.Lgs. 385/1993 - Conseguenze della violazione del limite di finanziabilità. Limite di finanziabilità – Non costituisce una ipotesi rientrante tra quelle previste dall'art. 117 D.Lgs. 385/1993.

Finanziamento fondiario – Non necessita che nel contratto siano indicati il valore dell'immobile o il costo delle opere.

Limite di finanziabilità – Ratio.

Limite di finanziabilità – Conseguenza della violazione.

Finanziamento fondiario – Non applicabilità della sentenza Cass., n. 9219/95..
L'art 117 comma ottavo del TUB risulta attribuire alla Banca d'ltalia un potere, definito dalla migliore dottrina conformativo o tipizzatorio, in ragione del quale essa può stabilire il contenuto di certi contratti (cosi come di determinati titoli) prevedendo clausole tipo da inserire nelle categorie di contratti previsti. L'articolo 38 del TUB invece conferisce alla Banca d'Italia non già il potere di stabilire una certa clausola del contratto di mutuo fondiario, bensì solo quello di determinare la percentuale massima del finanziamento che costituisce l'oggetto del contratto e che è quindi un elemento di per sé già tipizzato e costituente una clausola necessaria. Del resto, che il limite di finanziabilità di cui all'art. 38 TUB non rientri in una delle ipotesi indeterminate di cui all'art. 117 TUB è dimostrato dal fatto che in questo caso il legislatore ha espressamente previsto quale fosse il contratto su cui la Banca d'Italia dovesse intervenire e quale fosse la disposizione secondaria da introdurre, senza lasciare a quest'ultima ogni valutazione circa la scelta del tipo di contratto su cui operare un intervento tipizzatorio e la scelta di quale clausola inserire. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata)

Non può non rilevarsi che il rispetto del limite del finanziamento non risulta essere una circostanza rilevabile dal contratto in quanto l'accertamento in proposito può avvenire solo tramite valutazioni estimatorie dell'immobile oggetto di finanziamento suscettibili di opinabilità e soggette a margini di incertezza valutativa e come tali non rilevabili dal testo del contratto. A tale proposito, va osservato che la Banca d'Italia, nel determinare il limite di finanziamento, non ha prescritto che nel contratto venissero indicati degli elementi di riferimento quali il valore dell'immobile o il costo delle opere. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata)

E' agevole osservare che il cliente ha tutto l'interesse ad ottenere il finanziamento nel massimo importo possibile anche a prescindere dal limite di finanziabilità. In tal senso, la nullità relativa prevista dagli articoli 117 e 127 TUB non risulta applicabile al caso di specie, proprio perché il cliente non avrebbe interesse a farla valere e perché comunque avrebbe applicazione l'art. 127 secondo n. 1 TUB, secondo cui le disposizioni del titolo VI e quindi dell'art. 117, comma 8 sono derogabili solo in senso più favorevole al cliente, ed un mutuo concesso oltre il limite di finanziabilità è, di regola, più favorevole al cliente. La disposizione dell'art 38 comma 2 TUB non appare quindi essere a tutela del contraente più debole ma invece a tutela delle stesse banche e indirettamente del sistema bancario in quanto è volta ad impedire che le banche assumano esposizioni finanziarie senza adeguate contropartite e garanzie. La ratio della nuova normativa sul credito fondiario per un verso tende a favorire il ricorso al mutuo fondiario nell'interesse degli imprenditori e, dall'altro, si propone di meglio garantire e tenere indenni le banche che effettuano siffatte operazioni finanziarie con una serie di norme quali, ad esempio, quella sulla revocabilità in sede fallimentare delle ipoteche sottoposta ad un brevissimo termine di dieci giorni. In tale contesto si inserisce il limite di finanziamento dei mutui fondiari come norma volta ad impedire che le banche si espongano oltre un limite di ragionevolezza a finanziamenti a favore di terzi che, se non adeguatamente garantiti, potrebbero portare a possibili perdite di esercizio. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata)

Questa Corte si è attestata sulla tradizionale impostazione secondo la quale, ove non altrimenti stabilito dalla legge, unicamente la violazione di norme inderogabili concernenti la validità del contratto è suscettibile di determinarne la nullità e non già la violazione di norme, anch'esse imperative, riguardanti il comportamento dei contraenti la quale può essere eventualmente fonte di responsabilità, ovvero quando la legge assicura l'effettività della norma imperativa con la previsione di rimedi diversi (Cass. Sez. Unite, n. 26724/07; Cass., n. 25222/10). A tale proposito, il limite di finanziabilità dei mutui fondiari è una disposizione imperativa che non incide sul sinallagma contrattuale, ma investe esclusivamente il comportamento della banca tenuta ad attenersi al limite prudenziale stabilito dall'art 38, comma secondo, del TUB e dalla circolare del CICR del 22 aprile 1995. Le disposizioni in questione non appaiono quindi volte ad inficiare norme inderogabili sulla validità del contratto, ma appaiono norme di buona condotta la cui violazione potrà comportare l'irrogazione delle sanzioni previste dall'ordinamento bancario, qualora ne venga accertata la violazione a seguito dei controlli che competono alla Banca d'Italia, nonché eventuale responsabilità, senza ingenerare una causa di nullità, parziale o meno, del contratto di mutuo.
Come ultima notazione a tale proposito non può non osservarsi che, essendo il limite di erogabilità del mutuo ipotecario stabilito anche e soprattutto in funzione della stabilità patrimoniale della banca erogante, far discendere dalla violazione di quel limite la conseguenza della nullità del mutuo ormai erogato ed il venire meno della connessa garanzia ipotecaria condurrebbe al paradossale risultato di pregiudicare ancor più proprio quel valore della stabilità patrimoniale della banca che la norma intendeva proteggere. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata)

Non è corretto, in materia di muto fondiario, il riferimento alla sentenza n. 9219/95 di questa Corte emessa in riferimento al mutuo edilizio (oggi non più previsto dal testo unico bancario in quanto sostanzialmente unificato con il mutuo fondiario), ove l'art. 3 legge n. 474 del 1949 stabiliva che l'ammontare di ciascun mutuo non poteva eccedere la metà del valore cauzionale dell'immobile. In tal caso infatti il mutuo era certamente di scopo in quanto finalizzato ad agevolare la disponibilità di immobili non di lusso e, quindi, collegato ad un interesse pubblico generale, onde la norma rivestiva carattere imperativo cogente, mentre nel caso di specie, come rilevato, ha solo lo scopo di impedire alle banche di effettuare finanziamenti non adeguatamente garantiti. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 28/11/2013.


Mutuo con ammortamento alla francese, nullità per mancata indicazione univoca dell'interesse e sostituzione della clausola con applicazione dell'interesse legale. Contratto di mutuo - Ammortamento "alla francese" - Mancanza di univoca indicazione del tasso - Nullità - Sostituzione della clausola nulla - Interessi al tasso legale..
Nel contratto di mutuo che prevede un piano di ammortamento "alla francese" sono nulle le clausole determinative degli interessi che si risolvono in enunciati non danti luogo ad una univoca applicazione ma richiedenti la necessità di una scelta applicativa tra più alternative possibili, ciascuna delle quali comportante l’applicazione di tassi di interessi diversi. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Nel contratto di mutuo che prevede un piano di ammortamento "alla francese" sono nulle le clausole di determinazione degli interessi che non consentono una univoca applicazione perchè non soddisfano il requisito della determinatezza o determinabilità del loro oggetto, richiesto dalla disciplina dei contratti ex artt. 1418, 1346 c.c. a pena di nullità. (Laura De Simone) (riproduzione riservata)

Nel contratto di mutuo che prevede un piano di ammortamento "alla francese" la nullità della clausola di determinazione degli interessi non comporta la nullità dell'intero contratto ma la sostituzione di diritto della clausola nulla con la clausola sostitutiva di cui al terzo comma dell’art.1284 c.c., per cui gli interessi saranno dovuti nella misura legale. (Laura De Simone) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 30/10/2013.


Mutuo fondiario – Contratto finalizzato all’estinzione di debiti pre-esistenti scaduti – Nullità per illiceità della causa – Esclusione – Validità del contratto – Condizioni..
Il contratto di mutuo fondiario stipulato allo scopo di estinguere uno o più debiti pre-esistenti scaduti del mutuatario nei confronti dell’istituto di credito mutuante non è nullo per illiceità della causa, atteso che il mutuo fondiario non costituisce mutuo di scopo e comunque, sotto il profilo causale, il finanziamento si realizza in tal caso nella forma del dilazionamento di un debito altrimenti immediatamente esigibile. La nullità del contratto può invece configurarsi se e nella misura in cui i debiti pre-esistenti siano illeciti (perché inesistenti o frutto di violazione di norme imperative). (Valerio Colandrea) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 29/10/2013.


Mutuo Fondiario – Risoluzione contrattuale – Art. 40, secondo comma, T.U.B. – Fattispecie diverse – Ammissibilità..
In tema di risoluzione del contratto di mutuo fondiario, al di fuori dell’ipotesi espressamente contemplata dall’art. 40, secondo comma, del D. Lgs. n. 385 del 1993 (c.d. Testo Unico Bancario), trova applicazione la disciplina ordinaria sulla risoluzione contrattuale per inadempimento (in particolare, gli artt. 1453-1455-1456 cod. civ.), con la conseguenza che l’istituto di credito mutuante può invocare la risoluzione del mutuo non solo nell’ipotesi di ritardato pagamento delle rate per sette volte anche non consecutive, ma anche al verificarsi delle ulteriori e diverse fattispecie previste dalle parti nel contratto medesimo. (Valerio Colandrea) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 29/10/2013.


Ipoteca, frazionamento del finanziamento e partecipazione al procedimento di altri soggetti oltre il mutuante e colui che ha chiesto il frazionamento. Accollo – Ipoteca – Frazionamento – Nullità..
Nel caso in cui il frazionamento sia richiesto dal terzo acquirente, dal promissario acquirente o dall’assegnatario, l’ipoteca, dopo il frazionamento, deve - a pena di nullità - garantire soltanto la quota di mutuo che il richiedente si è accollato e non una quota proporzionata al valore della singola unità rispetto al valore del complesso delle unità immobiliari gravate dall’ipoteca. Per tale ragione, al relativo procedimento non è necessaria la partecipazione di altri soggetti oltre il mutuante e il soggetto che ha chiesto il frazionamento. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 21/06/2013.


Contratto di mutuo, caratteri e sua conclusione. Titoli esecutivi stragiudiziali e verifica dei presupposti per la loro azionabilità. Contratto di mutuo – Natura – Modalità di perfezionamento – Conseguenze.

Titolo esecutivo – Titoli stragiudizali – Requisiti – Verifica officiosa del giudice –  Integrazione extratestuale – Insussistenza – Conseguenze..
Stante la natura reale del contratto di mutuo, ai fini del suo perfezionamento deve ritenersi necessario ed, al tempo stesso, anche sufficiente, che il mutuante permetta al mutuatario di entrare nella giuridica disponibilità della somma di denaro, in quanto con l'uscita di essa dal patrimonio del primo ed il correlato ingresso in quello del secondo, la fattispecie deve ritenersi perfezionata, e tale effetto può dirsi raggiungo anche attraverso modalità sostitutive della materiale consegna della somma al mutuatario, quali ad esempio il versamento diretto della stessa ad un terzo, per realizzare un interesse del mutuante. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata)

Allorquando da una scrittura privata autentica nella sottoscrizione, azionata esecutivamente, con cui le parti hanno inteso documentare la concessione di una somma a titolo di mutuo ed il correlato obbligo di restituzione a carico del mutuatario, non possa dirsi dimostrata l'attuale esistenza del diritto, per il mutuante, di ottenere la restituzione della somma, poiché dal complessivo contesto contrattuale emerge invece una diversa volontà, volta a ritardare l'effettivo perfezionamento dell'accordo, detta scrittura non può considerarsi valido titolo esecutivo, in quanto il diritto che essa documenta non appare assistito dagli indispensabili requisiti di certezza, liquidità ed esigibilità, per cui, ove non venga fornita, nei modi previsti dall'art. 474 c.p.c., da parte del procedente, prova dell'effettivo verificarsi di uno di quegli eventi cui le parti hanno inteso subordinare il perfezionamento della fattispecie, tanto impedisce la prosecuzione dell'esecuzione avviata sulla scorta di esso, la cui sorte è l'improcedibilità. (Gianluca Cascella) (riproduzione riservata) Tribunale Torre Annunziata, 03/05/2013.


Mutuo fondiario, superamento del limite di finanziabilità e nullità del contratto. Mutuo fondiario - Determinazione del valore dell'immobile - Elemento di valutazione interno alla banca erogatrice - Esclusione.

Mutuo fondiario - Superamento del limite di finanziabilità - Violazione di norma imperativa - Rinvio a deliberazione CICR - Irrilevanza.

Mutuo fondiario - Superamento del limite di finanziabilità - Nullità parziale del contratto - Condizioni..
In un contratto di mutuo fondiario, la determinazione del valore dei beni ipotecati costituisce elemento della fattispecie di cui all'art. 38, comma 2, d.lgs. 385/1993 e, pertanto, non rappresenta un elemento di valutazione interno alla banca erogatrice, quanto piuttosto un requisito sindacabile oggettivamente dall'autorità giudiziaria. (Sergio Rossetti) (riproduzione riservata)

In un contratto di mutuo fondiario, il superamento del limite di finanziabilità integra violazione di una norma imperativa e determina la nullità del contratto concluso, a nulla rilevando che la misura del finanziamento suscettibile di concessione sia determinato dalla legge mediante rinvio ad una disposizione di rango secondario, quale la deliberazione del CICR 22.4.2005. (Sergio Rossetti) (riproduzione riservata)

La nullità di cui è affetto il contratto di mutuo fondiario in cui risulti superato il limite di finanziabilità deve qualificarsi come parziale a norma dell'art. 1419 c.c. solo se risulta che le parti avrebbero ugualmente concluso il contratto, pur in mancanza dell'erogazione della somma per la parte eccedente il detto limite. (Sergio Rossetti) (riproduzione riservata) Tribunale Lodi, 24/04/2013.


Mutuo fondiario e superamento del limite finanziabile; conversione del contratto nullo per violazione di norme imperative. Mutuo fondiario, superamento del limite finanziabile - Nullità parziale del contratto.

Contratto nullo per violazione di norme imperative - Conversione del contratto - Inammissibilità..
Il contratto di mutuo fondiario nel quale sia stato superato il prescritto rapporto proporzionale di finanziabilità è nullo per violazione di norme imperative. La nullità colpisce la porzione del contratto che eccede tale limite. (Marco Piras) (riproduzione riservata)

Il contratto affetto da nullità per violazione di norme imperative non ammette conversione. (Marco Piras) (riproduzione riservata) Tribunale Cagliari, 04/04/2013.


Causa - Indagine - In astratto - Inammissibilità - “In concreto” - Ammissibilità - Utilizzazione di un modello negoziale per realizzare una funzione obiettiva diversa da quella tipica - Conseguenza - Negazione di effetti tipici..
L’indagine della causa del contratto va svolta non “in astratto” ma “in concreto”, al fine di verificare – secondo il disposto degli artt. 1343 e 1344 cod.civ. – la conformità a legge dell’attività negoziale posta in essere dalle parti e, quindi, la riconoscibilità nella specie della tutela apprestata dall’ordinamento giuridico e ove dalla stessa disamina, risulti che le parti abbiano utilizzato un determinato modello negoziale per realizzare una funzione obiettiva diversa da quella per la quale tale strumento giuridico è previsto dalla legge, il giudice deve negare al negozio posto in essere dalle parti la tutela apprestata dall’ordinamento. (Antonio Ivan Natali) (riproduzione riservata) Tribunale Brindisi, 22/03/2013.


Contratto di mutuo stipulato per ripianare una preesistente esposizione debitoria viziata da profili di nullità e difetto di causa. Contratto di mutuo stipulato allo scopo di ripianare una preesistente esposizione debitoria viziata da profili di nullità - Difetto di causa..
Difetta di causa sua propria il contratto di mutuo stipulato non già allo scopo di erogare un finanziamento al mutuatario ma esclusivamente al fine di ripianare una preesistente posizione debitoria di conto corrente sostituendola con altra, a scadenza differenziata, munita di una situazione di certezza che il vecchio debito non possedeva a causa di eventuali profili di nullità di clausole di capitalizzazione trimestrale degli interessi passivi e della applicazione di commissioni e spese non pattuite. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 01/02/2013.


Contratto di mutuo concesso per ripianare preesistente esposizione e nullità per mancanza di causa concreta. Mutuo – Consolidamento di passività – Difetto di causa concreta – Nullità..
È nullo, in quanto privo di causa concreta, il contratto di mutuo concesso non già a fini di finanziamento, bensì per ripianare la posizione debitoria che il mutuatario ha presso la banca mutuante. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 01/02/2013.


Interesse ultralegale: stipulazione ex art. 1284 c.c. per relationem. Interessi ultralegali - Pattuizione - Atto scritto - Necessità - Regime anteriore alla legge n. 154 del 1992 - Determinazione convenzionale "per relationem" - Ammissibilità - Requisiti - Univocità - Riferimento al tasso vigente, alla data di stipulazione del contratto, per il tipo di operazione di credito agrario che ne è oggetto - Ammissibilità - Condizioni

Interessi - Anatocismo - Contratti di mutuo agrario di miglioramento di cui alla legge 5 luglio 1928, n. 1760 - Anatocismo - Limitazioni di cui all'art. 1283 cod. civ. - Applicabilità - Usi normativi, anteriori al 1942, che consentissero l'anatocismo oltre i limiti poi previsti da tale norma - Insussistenza - Conseguenze.
In tema di contratti di mutuo, affinchè una convenzione relativa agli interessi ultralegali sia validamente stipulata ai sensi dell'art. 1284, terzo comma, cod. civ., che è norma imperativa, deve avere forma scritta e contenere l'indicazione della percentuale del tasso di interesse in ragione di un periodo predeterminato; tale condizione - che, nel regime anteriore all'entrata in vigore della legge 17 febbraio 1992, n. 154, può ritenersi soddisfatta anche "per relationem", attraverso il richiamo a criteri prestabiliti ed elementi estrinseci, purchè obbiettivamente individuabili, funzionali alla concreta determinazione del saggio di interesse - si realizza anche quando il tasso di interesse è desumibile dal contratto, senza alcun margine di incertezza o di discrezionalità in capo all'istituto mutuante, perché individuato "per relationem" mediante rinvio al tasso vigente, alla data di stipulazione del contratto medesimo, per il tipo di operazione di credito agrario che ne è oggetto, effettuata dalla sezione agraria di quel determinato istituto mutuante. (massima ufficiale)

In tema di mutuo agrario di miglioramento disciplinato dalla legge 5 luglio 1928, n. 1760, e con riferimento al calcolo degli interessi di mora, devono ritenersi applicabili le limitazioni previste dall'art. 1283 cod. civ., non rilevando, in senso opposto, l'esistenza di un uso bancario contrario a quanto disposto dalla norma predetta e non essendo l'anatocismo previsto dalla legislazione di settore, in deroga all'art. 1283 cod. civ.; poiché con riguardo al suddetto mutuo non è dato rinvenire, in epoca anteriore al 1942, alcun uso che consentisse l'anatocismo oltre i limiti poi previsti dall'art. 1283 cod. civ., sono illegittime tanto le pattuizioni, quanto i comportamenti - ancorchè non tradotti in patti - che si risolvano in un'accettazione reciproca, ovvero in una unilaterale imposizione, di una disciplina diversa da quella legale. (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. III, 29/01/2013.


Determinazione del tasso di usura e interessi moratori. Credito e risparmio - Contratti bancari - Mutuo ipotecario - Soglia antiusura - Interessi moratori - Superamento - Sussiste..
Ai fini dell'applicazione dell'articolo 1815 c.c. e dell'articolo 644 c.p., si considerano usurari gli interessi che superano il limite stabilito nella legge al momento in cui sono promessi o comunque convenuti a qualunque titolo, e quindi anche a titolo d'interessi moratori. (Il Sole 24 Ore, Guida al Diritto, 2013, 7, pg. 22, annotata da E. Sacchettini) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 09/01/2013.


Contratto di mutuo - Prescrizione dei ratei e dei relativi interessi - Prescrizione quinquennale di cui all'articolo 2948 n. 4 c.c. - Esclusione..
La prescrizione quinquennale, prevista dall’art. 2948 n. 4 c.c., opera con riguardo ai debiti che devono essere soddisfatti periodicamente ad anno, od in termini più brevi, mentre resta esclusa dalla previsione della citata norma l’ipotesi di debito unico, rateizzato in più versamenti periodici. La prescrizione quinquennale non si applica, quindi, ai ratei di mutuo fondiario ed ai relativi interessi, non trattandosi di prestazioni periodiche dovute ad un’unica causa continuativa, bensì degli adempimenti parziali dell’unico debito derivante dal mutuo. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 30/11/2012.


Mutuo fondiario - Obbligo del mutuatario di pagare gli interessi delle rate non ancora scadute - Esclusione..
Nel caso di risoluzione del contratto di mutuo fondiario, sussiste l’obbligo del debitore di corrispondere, oltre l’importo delle rate già scadute, la quota di capitale residua, con gli interessi di mora al tasso convenzionale sull’intera somma dovuta, ma non anche gli interessi conglobati nelle rate a scadere. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Monza, 30/11/2012.


Mutuo fondiario ex articolo 38 Testo Unico Bancario – Presunzione di attendibilità della valutazione degli immobili effettuata dalla banca al fine di accertare il carattere fondiario del finanziamento..
Ai fini della determinazione del valore dell’immobile per accertare il carattere fondiario, o meno, di un finanziamento, nella natura delle cose l'interesse a sopravvalutare i cespiti, più che in capo all'istituto mutuante, si manifesta in capo all'impresa mutuataria, sicché il sospetto di un allontanamento dal sano criterio estimativo prudenziale dettato dalla professionalità del banchiere non può essere gratuitamente enunciato, ma va suffragato da serie risultanze probatorie. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 18/09/2012.


Mutuo fondiario ex articolo 38 Testo Unico Bancario – Necessità che la garanzia integrativa per elevare il limite di ammontare del finanziamento erogabile sia costituita entro il termine di legge per il consolidamento dell’ipoteca..
Una fideiussione integrativa che eleva il limite di ammontare del finanziamento erogabile ai sensi dell’articolo 38 Testo Unico Bancario, sopraggiunta a distanza di venti giorni dalla concessione del mutuo, non può incidere retroattivamente sulle caratteristiche intrinseche del finanziamento stesso. Infatti, se l'ipoteca relativa al mutuo fondiario si consolida ex lege in dieci giorni dall'iscrizione, non è pensabile che la garanzia integrativa necessaria al perfezionamento del contratto arrivi venti giorni dopo, ovvero quando l’ipoteca sarebbe già consolidata. In tal modo, il presupposto verrebbe degradato a rimedio posteriore. (Francesco Dialti) (riproduzione riservata) Appello Firenze, 18/09/2012.


Mutuo fondiario - Individuazione del limite di finanze abilità - Criteri - Rilevanza delle circostanze che potrebbero in futuro modificare il valore dell'immobile..
La stima di un immobile redatta per individuare il limite di finanziabilità di un mutuo fondiario deve attenersi alle norme di cui all'articolo 38, comma 2, del TUB ed alla delibera CICR del 22 aprile 1995 ed esprimere un prudente apprezzamento sulla futura negoziabilità dell'immobile, tenendo anche conto di tutte le circostanze che potrebbero modificarne il valore nel momento in cui debitore divenisse inadempiente e subisse l'esecuzione (nel caso di specie, è stata ritenuta corretta la stima effettuata sulla base dei parametri delle maggiori banche dati di società operanti sul territorio nazionale che si occupano di quotazioni immobiliari ed è stata censurata la stima della banca perché non aveva tenuto conto dei pregressi finanziamenti). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 26/07/2012.


Mutuo fondiario - Concessione - Natura imperativa della normativa - Natura pubblica degli interessi tutelati..
Le norme che disciplinano la concessione del credito fondiario hanno natura imperativa perché poste a presidio non solo degli interessi del sistema bancario, ma anche del regolare andamento dell'economia e, quindi, di interessi di natura pubblica. È, infatti, evidente che l'erogazione da parte degli istituti di credito di finanziamenti sproporzionati rispetto al valore dei beni dati in garanzia ed il conseguente mancato recupero del credito arrecano pregiudizio non solo agli istituti eroganti ma a tutto il sistema bancario ed all'economia in generale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 26/07/2012.


Mutuo fondiario - Limite di finanziabilità - Violazione della normativa di cui all'articolo 38, comma 2, del TUB ed alla delibera CICR del 22 aprile 1995 - Nullità..
In tema di mutuo fondiario, la violazione della normativa di carattere secondario di cui all'articolo 38, comma 2, del TUB ed alla delibera CICR del 22 aprile 1995 costituisce violazione di norme primarie, poiché è la stessa legge a demandare l'integrazione del precetto legislativo a dette norme secondarie. Ne consegue che il mancato rispetto del limite di finanziabilità dettato dalla normativa sul credito fondiario dà luogo alla nullità del contratto ai sensi dell'articolo 1418 c.c., dovendosi ritenere che la determinazione dell'importo massimo finanziabile attenga alla struttura del contratto stesso. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 26/07/2012.


Mutuo e finanziamento in genere - Piano di ammortamento - Quietanza con imputazione..
Nel caso in cui il cliente intrattenga una pluralità di rapporti con la banca, ha diritto, quando effettua un pagamento secondo un piano concordato, di ricevere una quietanza che renda chiara l’imputazione del pagamento e la provenienza dell’ordine. (Michela Cortesi) (riproduzione riservata) ABF Milano, 13/06/2012.


Mutuo e finanziamento in genere - Estinzione - Cancellazione ipoteca - Cooperazione della banca - Mancanza..
L’intermediario che ritarda la comunicazione di estinzione del mutuo al conservatore, viola i doveri di protezione del cliente, posto che quest’ultimo non può provvedervi autonomamente. (Michela Cortesi) (riproduzione riservata) ABF Milano, 06/06/2012.


Mutuo per l'acquisto di strumenti finanziari costituiti in pegno a favore della banca, fattispecie negoziale complessa e applicazione della disciplina per l'offerta fuori sede. Contratti bancari - Piano finanziario con erogazione di mutuo - Utilizzo della somma mutuata per acquisto di strumenti finanziari - Costituzione in pegno a favore della banca a garanzia della restituzione del mutuo - Sottoscrizione al di fuori dei locali dell'istituto di credito - Onere della prova.

Contratti bancari - Piano finanziario con erogazione di mutuo - Utilizzo della somma mutuata per acquisto di strumenti finanziari - Costituzione in pegno a favore della banca a garanzia della restituzione del mutuo - Fattispecie negoziale complessa riconducibile alla categoria degli strumenti finanziari - Applicazione della disciplina per l'offerta fuori sede - Diritto di recesso - Nullità..
E' nullo il contratto stipulato tra il privato e la banca (nella specie costituente un piano finanziario con erogazione di un mutuo, l'utilizzo della somma mutuata per l'acquisto di obbligazioni e di una quota di un fondo comune di investimento, la costituzione in pegno in favore della banca, a garanzia della restituzione del mutuo, delle obbligazioni e della quota acquistate e l'accensione di un conto deposito titoli e di un conto corrente), qualora sottoscritto al di fuori dei locali dell'istituto di credito. A fronte della contestazione all'uopo formulata dal privato, sorretta da adeguati elementi probatori, incombe sull'istituto di credito fornire prova contraria e dunque che il contratto sia stato sottoscritto presso i suoi uffici. (Andrea Fusaro) (riproduzione riservata)

Un piano finanziario con erogazione di un mutuo, con previsione dell'utilizzo della somma mutuata per l'acquisto di obbligazioni e di una quota di un fondo comune di investimento, con costituzione in pegno in favore della banca, a garanzia della restituzione del mutuo, delle obbligazioni e della quota acquistate e contestuale accensione di un conto deposito titoli e di un conto corrente, sul quale regolare la restituzione rateale del mutuo, si risolve in una combinazione di contratti aventi ad oggetto obbligazioni e quote di fondi comuni di investimento che dà vita ad una complessiva fattispecie negoziale autonoma, riconducibile alla categoria degli strumenti finanziari di cui all'art. 1, D.Lgs. n. 58 del 1998 (TUF) ed assoggetta alla relativa disciplina, anche per quanto riguarda l'offerta fuori sede di cui all'art. 30 del medesimo decreto ed, in particolare, l'obbligo a pena di nullità del contratto, di indicare nei moduli o formulari la facoltà di recesso. (Andrea Fusaro) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 03/02/2012.


Mutuo fondiario e capitalizzazione degli interessi corrispettivi della rata di mutuo insoluta. Mutuo – Mutuo fondiario – Anatocismo – Sull’intero importo delle rate scadute e impagate, come comprensive pure degli interessi di periodo – Disciplina speciale di legge – Ammissibilità.  .
Secondo la disciplina speciale di legge per i mutui fondiari - come individuata negli artt. 14 d.p.r. n. 7/76 e 38 r.d. n. 646/1905 - è legittima la capitalizzazione degli interessi corrispettivi ricompresi nella rata di mutuo scaduta e rimasta insoluta. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 24/11/2011.


Contratto di interest rate swap - Funzione di copertura e collegamento funzionale con il rapporto di mutuo - Collegamento contrattuale - Conseguenze..
Il contratto swap che assuma esclusivamente funzione di copertura rispetto al mutuo erogato, in quanto diretto a eliminare o quantomeno a ridurre le conseguenze negative derivanti da tassi variabili eccessivamente alti, deve considerasi collegato ed accessorio al contatto di finanziamento. Ne consegue che qualora le parti non abbiano dato attuazione al contratto di mutuo, la circostanza non può non influire sul contratto swap, la cui funzione di copertura è, pertanto, venuta meno, in quanto non vi è alcun adempimento da garantire o alcuna restituzione di importi mutuati. (Pasquale Basso) (riproduzione riservata) Tribunale Salerno, 21/06/2011.


Mutamento delle condizioni patrimoniali o reddituali del debitore e rinegoziazione del mutuo. Mutuo e finanziamento in genere - Rinegoziazione - Assenza di obbligo dell'intermediario fuori dai casi espressamente previsti dalla legge..
Al di fuori dei casi previsti dal d.l. 93/2008 (c.d. "rinegoziazione imposta"), non esiste un generale diritto del mutuatario, con un corrispondente obbligo dell'intermediario, alla rinegoziazione del mutuo in conseguenza del mutamento delle condizioni patrimoniali o reddituali del debitore. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 10/05/2011.


Causa nel deposito bancario di somma di denaro e richiesta di spese in misura superiore agli interessi. Deposito bancario – Deposito a libretto – Qualificazione – Mutuo.

Oneri economici – Deposito con funzione di mutuo – Misura delle spese che supera quella degli interessi compensativi – Illegittimità..
Nel contratto di deposito bancario relativo a una somma di danaro, la banca acquista la proprietà delle somma depositata ed è obbligata a restituirla nella stessa specie monetaria secondo quanto pattiziamente previsto. Ne deriva che la causa del deposito non è riconducibile alla funzione di custodia (per la quale la banca potrebbe addirittura esigere un corrispettivo), ma a quella tipica del mutuo, ove il cliente riveste la qualità di mutuante, con il relativo diritto di ricevere gli interessi sulla somma mutuata. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)

Nell’esplicazione dell’autonomia contrattuale, le parti possono prevedere che la banca non versi, nella detta fattispecie, interessi al cliente, ma qualora la stessa esiga il pagamento di spese in misura superiore agli interessi in concreto riconosciuti, così da addirittura “erodere” il capitale depositato, si può verificare un ingiustificato arricchimento in capo alla banca, mettendosi pure in dubbio la presenza di un elemento causale tipico del contratto. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 19/04/2011.


Automatica sostituzione del tasso di cui all’art. 1, comma 2, legge 27 febbraio 2001, n. 24. Mutuo e finanziamento in genere – Tasso di sostituzione ex art. 1 legge 27 febbraio 2001, n. 24 – Previa richiesta dell’interessato – Non necessaria.

Contratti e operazioni bancari in genere – Buona fede nell’esecuzione dei rapporti..
L’applicazione del tasso di sostituzione di cui all’art. 1, comma 2, legge 27 febbraio 2001, n. 24 non suppone una preventiva richiesta dell’interessato, bensì opera in via automatica. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)

La dovuta osservanza del generale obbligo di esecuzione secondo buona fede del contratto importa che la banca si attivi nei confronti della clientela, potenzialmente interessata all’applicazione del tasso sostitutivo di cui alla legge 27 febbraio 2001 n. 24, richiedendo la «dichiarazione sostitutiva» comprovante il possesso dei requisiti di legge. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Roma, 10/01/2011.


Finanziamento erogato da società del gruppo bancario e legittimazione passiva della banca collocatrice. Prestito erogato da finanziaria di gruppo bancario – Ricorso rivolto anche nei confronti della banca – Eccezione di mancanza di legittimazione passiva della banca – Infondatezza – Ruolo determinante della banca nella collocazione del servizio (sin dalla intestazione della modulistica utilizzata) – Percezione da parte del cliente della banca quale interlocutore naturale nella gestione del rapporto..
Quanto alla legittimazione passiva, vanno tenute in considerazione anche circostanze quali il ruolo determinante svolto dalla banca collocatrice nella gestione di un servizio di pagamento e le altre funzionalità connesse al servizio e prestate dalla stessa, sulla base della documentazione di trasparenza. Né al riguardo va trascurato un criterio empirico, quale è quello della percezione, da parte del cliente, della banca collocatrice quale naturale interlocutore nella gestione del rapporto. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò - Francesca Conte) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 25/11/2010.


Contratto di mutuo, calcolo del piano di ammortamento e correttezza del metodo se ricompreso tra quelli più ampiamente diffusi nella prassi. Contratto di mutuo – Piano di ammortamento – Mancata indicazione, nella clausola, del metodo di ammortamento – Clausola non chiara – Legittimità del metodo concretamente adottato dall’intermediario purché si tratti di metodo diffuso nella prassi bancaria..
Se in un contratto di mutuo, la clausola dedicata al piano di ammortamento, non esplicita il metodo di calcolo adottato, la clausola non è chiara. Peraltro, se nella prassi esistono diversi metodi e l’adozione di uno di questi non violi palesemente una diversa pattuizione contrattuale, si deve ritenere legittimo e corretto il metodo di ricalcolo del piano di ammortamento adottato dall’intermediario se compreso tra quelli più ampiamente diffusi nella prassi bancaria. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Milano, 01/10/2010.


Mutui a tasso variabile e obbligo della banca di comunicazione preventiva dell'importo della rata. Mutuo – A tasso variabile – Obbligo di preventiva comunicazione del montante delle singole rate – Esclusione..
Neanche con riferimento ai mutui a tasso variabile la banca è tenuta a inviare preventivamente un avviso recante l’importo della rata da pagare. In assenza di specifica previsione di legge o di regolamento, tale obbligo potrebbe avere solo fonte contrattuale. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Antonio Cacciato) (riproduzione riservata) ABF Roma, 27/09/2010.


Jus variandi ex art. 118 TUB – Contratto di mutuo – Inapplicabilità..
Risultano esclusi dall’ambito di applicazione della norma dell’art. 118 TUB i contratti di mutuo, nei quali lo svolgimento del rapporto in un arco temporale concordato tra le parti  costituisce un elemento essenziale, a tutela degli interessi di entrambi i contraenti. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 15/09/2010.


Mutuo, consegna differita dalla somma, contratto condizionato e titolo esecutivo. Mutuo – Contratto – Autorizzazione al mutuante a trattenere la somma – Procrastinazione del perfezionamento del contratto – Condizione – Sussistenza.

Titolo esecutivo – Atto ricevuto da notaio o pubblico ufficiale – Contratto di mutuo condizionato – Prova della consegna della somma – Necessità – Titolo esecutivo – Esclusione..
L'autorizzazione conferita al mutuante a trattenere la somma presso di se non può che essere interpretata quale pattuizione consensuale di rinvio della consegna, con conseguente procrastinazione del momento perfezionativo del contratto di mutuo e la relativa fattispecie deve essere qualificata come contratto condizionato di mutuo. (fsr) (riproduzione riservata)

Il contratto condizionato di mutuo fondiario, ove la consegna della somma sia differita nel tempo, non documenta di per sé l'esistenza attuale di obbligazioni di somme di denaro e, pertanto, pur se stipulato con atto pubblico notarile (per gli effetti che è destinato a produrre in ordine alla costituzione della garanzia ipotecaria), non può essere utilizzato come titolo esecutivo dalla banca mutuante che intenda procedere ad espropriazione forzata per la restituzione delle somme erogate, atteso che difetta dei requisiti previsti dall'art. 474, II comma, n. 3, codice procedura civile, né il contratto medesimo può assumere valore di titolo esecutivo, per effetto della sua integrazione con le quietanze dei versamento fatti al mutuatario trattandosi di atti non formalmente omogenei con esso, in quanto manca il ricevimento da parte di notaio della dichiarazione negoziale costitutiva di debiti pecuniari. (fsr) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 18/05/2010.


Conto corrente finalizzato esclusivamente l'addebito del mutuo e variazione della modalità di pagamento. Mutuo - Regolato in conto - Modifica della modalità di pagamento - Per contanti - Causa del conto corrente bancario - Cessazione - Scioglimento del contratto..
Se la sola ragione per cui tra il mutuatario e la banca mutuante è stato concluso un contratto di conto corrente bancario è quella di consentire l’addebito della rata del mutuo, la successiva pattuizione del versamento di contanti come modalità sostitutiva del pagamento della rata determina il venir meno della causa del contratto di conto corrente e, dunque, il suo scioglimento per mutuo dissenso. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 02/04/2010.


Contratto di mutuo – A tasso variabile – Jus variandi ex art. 118 TUB – Per ulteriori variazioni dei tassi – Insussistenza..
In caso di mutuo a tasso variabile, non sussiste un potere della banca di modificare in corso di rapporto la componente fissa che concorre, insieme al parametro variabile di riferimento, a determinare la misura complessiva dell’interesse dovuto dal cliente. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 15/03/2010.


Assicurazione legata al finanziamento per la ristrutturazione di un immobile ed estinzione dei rapporti. Mutuo - Assicurazione - «Appendice di vincolo» - Collegamento negoziale - Sussistenza - Estinzione del mutuo - Automatica cessazione dell’assicurazione..
Il finanziamento concesso per la ristrutturazione di un immobile e l’assicurazione del rischio di perimento di questo sono collegati dalla «appendice di vincolo», che vieta all’assicuratore di pagare l’indennizzo al finanziato senza il consenso della banca. Ne segue che le vicende di un contratto si riflettono sull’altro: così, estinto anticipatamente il mutuo, cessa anche il rapporto di assicurazione. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Roma, 17/02/2010.


Ammissione al passivo del credito della banca e data certa del contratto di conto corrente e di finanziamento. Verifica del passivo – Credito derivante da saldo di conto corrente – Data certa del contratto – Necessità. (15/06/2010).
Non può essere ammesso al passivo il credito della banca costituito dal saldo del conto corrente qualora, a fronte della relativa eccezione sollevata dal curatore, non sia prodotta la prova della data certa anteriore al fallimento del contratto di conto corrente e di eventuali rapporti di finanziamento. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Vigevano, 16/02/2010.


Mutuo fondiario a copertura di esposizione priva di garanzie e nullità. Mutuo fondiario – Omessa erogazione della somma mutuata – Ripianamento di preesistente esposizione chirografaria – Incompatibilità della causa con il contratto di mutuo – Nullità..
Qualora il contratto di mutuo fondiario venga utilizzato non già al fine di erogare la somma mutuata ma per ripianare debiti nei confronti della banca mutuante e sostituire gli stessi con altri di pari importo assistiti da garanzie reali e personali, l’operazione non è meritevole di tutela in quanto il contratto di mutuo viene utilizzato non già per concedere un finanziamento ma per costituire una ipoteca a garanzia di un debito preesistente. La fattispecie appare quindi viziata sotto il profilo causale, in quanto la causa concreta di garanzia è incompatibile con il tipo legale del mutuo, ed affetta da nullità ex art. 1418 c.c.. (Francesco Santarcangelo) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 16/12/2009.


Mutuo di scopo, mancata realizzazione dell’opera e nullità. Mutuo – Mutuo di scopo legale – Caratteristiche – Rilievo causale dello scopo – Sussistenza – Conseguenze – Patto di compensazione tra debito preesistente e somme mutuate – Nullità del contratto per mancanza originaria della causa – Condizione – Mancata realizzazione dell'opera per cui il finanziamento era stato concesso – Configurabilità..
Nel cosiddetto mutuo di scopo legale (nella specie, per la costruzione di un complesso edilizio), poiché il mutuatario non si obbliga solo a restituire la somma mutuata, con i relativi interessi, ma anche a realizzare l'attività programmata, siffatto impegno assume rilievo causale nell'economia del contratto: pertanto, l'accertamento di un eventuale difetto di causa non può prescindere dalla verifica dell'attuazione o meno di tale risultato, con la conseguenza che il patto di compensazione tra un debito preesistente nei confronti del mutuante e le somme mutuate, con la parziale utilizzazione di queste ultime per estinguere i debiti precedentemente contratti dal mutuatario verso il mutuante, non determinano la nullità del contratto per mancanza originaria della causa, solo qualora sia stata realizzata l'opera per la quale i finanziamenti sono stati concessi. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 08/04/2009.


Ripetizione di indebito – Oggettivo – Declaratoria di nullità del contratto – Obblighi restitutori – Decorrenza degli interessi – Dal giorno del pagamento – Condizioni – Consapevolezza dell'"accipiens" – Fattispecie in tema mutuo di scopo legale. .
Nell'ipotesi di nullità di un contratto, la disciplina degli eventuali obblighi restitutori è mutuata da quella dell'indebito oggettivo, con la conseguenza che qualora l'"accipiens" sia in mala fede nel momento in cui percepisce la somma da restituire è tenuto al pagamento degli interessi dal giorno in cui l'ha ricevuta. (Nella specie, relativa a un mutuo di scopo legale per la costruzione di un complesso edilizio non realizzato, la S.C. ha ritenuto superata la presunzione di buona fede del mutuatario, avendo riconosciuto la nullità del contratto, per mancanza originaria della causa, sulla base dell'esistenza di un patto di compensazione tra un debito preesistente nei confronti del mutuante e le somme mutuate, con la parziale utilizzazione di queste ultime per estinguere i debiti precedenti, così da risultare evidente la consapevolezza del mutuatario, che aveva prestato il consenso all'effettuazione delle trattenute). (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, 08/04/2009.


Mutuo – Mutuo di scopo legale – Caratteristiche – Rilievo causale dello scopo – Sussistenza – Conseguenze – Patto di compensazione tra debito preesistente e somme mutuate – Nullità del contratto per mancanza originaria della causa – Condizione – Mancata realizzazione dell'opera per cui il finanziamento era stato concesso – Configurabilità. .
Nel cosiddetto mutuo di scopo legale (nella specie, per la costruzione di un complesso edilizio), poichè il mutuatario non si obbliga solo a restituire la somma mutuata, con i relativi interessi, ma anche a realizzare l'attività programmata, siffatto impegno assume rilievo causale nell'economia del contratto: pertanto, l'accertamento di un eventuale difetto di causa non può prescindere dalla verifica dell'attuazione o meno di tale risultato, con la conseguenza che il patto di compensazione tra un debito preesistente nei confronti del mutuante e le somme mutuate, con la parziale utilizzazione di queste ultime per estinguere i debiti precedentemente contratti dal mutuatario verso il mutuante, non determinano la nullità del contratto per mancanza originaria della causa, solo qualora sia stata realizzata l'opera per la quale i finanziamenti sono stati concessi. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, 08/04/2009.


Mutuo di scopo, difetto di causa e nullità. Contratto di mutuo – Mutuo di scopo – Perseguimento di scopi diversi da quelli pattuiti – Difetto di causa – Nullità..
In tema di contratto di finanziamento, l’erogazione delle somme per scopi diversi da quelli previsti in contratto, può determinare il venir meno della ragione stessa del negozio e la conseguente sua nullità per mancanza di causa. (Nel caso di specie, il Tribunale ha ritenuto che l’erogazione del finanziamento da parte della banca facesse parte di una complessa operazione attuata al fine di rinegoziare il rapporto con l’impresa poi fallita ottenendo una garanzia ipotecaria sul debito del correntista). (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 05/02/2009.


Mutuo fondiario e vizio causale. Mutuo fondiario – Utilizzo dell’importo mutuato per estinguere una precedente obbligazione di natura chirografaria – Nullità sotto il profilo causale ex art. 1418 cod. civ. – Sussistenza..
Qualora il contratto di mutuo fondiario venga utilizzato non già al fine di erogare la somma mutuata ma per ripianare debiti nei confronti della banca mutuante e sostituire i debiti chirografari con altri di pari importo assistiti da garanzie reali e personali, l’operazione non è meritevole di tutela in quanto il contratto di mutuo viene utilizzato non già per concedere un finanziamento ma per costituire una ipoteca a garanzia di un debito preesistente. La fattispecie appare quindi viziata sotto il profilo causale, in quanto la causa concreta di garanzia è incompatibile con il tipo legale del mutuo, e viziata sotto il profilo causale ed affetta da nullità ex art. 1418 cod. civ.. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Latina, 11/08/2008.


Mutuo fondiario – Costituzione di garanzia ipotecaria per crediti chirografari – Simulazione – Esclusione – Atto anormale – Revocabilità ex art. 67, comma 1, legge fall...
Nel caso di un mutuo fondiario indirizzato a realizzare l'estinzione di un pregresso rapporto obbligatorio chirografario intercorrente tra la banca mutuante e il soggetto mutuatario, la fattispecie non integra quella del negozio simulato, quanto un vero e proprio procedimento indiretto, realmente voluto dalle parti al fine di garantire il mutuante - attraverso la sostituzione del precedente credito chirografario con un credito munito di causa di prelazione - dal rischio della dichiarazione di fallimento del mutuatario. Tale operazione provoca tuttavia la lesione della par condicio creditorum ed è revocabile ai sensi dell'art. 67, comma 1, legge fallimentare, quale atto solutorio anormale. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 18/06/2008.


Mutuo fondiario – Costituzione di garanzia ipotecaria per crediti chirografari – Bancarotta preferenziale – Presupposti..
Affinché la stipula di un contratto di mutuo fondiario volto a sostituire un credito chirografario con altro garantito da ipoteca integri il reato di bancarotta preferenziale è necessaria la dimostrazione della consapevolezza nel mutuante di partecipare ad un disegno criminoso diretto a danneggiare i creditori del mutuante in presenza di uno stato di insolvenza prefallimenatre. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 18/06/2008.


Mutuo fondiario – Mutuo di scopo – Esclusione. .
Il contratto di mutuo fondiario previsto dal TUB non presenta le caratteristiche proprie del mutuo di scopo; la sua utilizzazione può quindi essere diretta alle più svariate finalità, senza che se ne possa affermare la nullità qualora le parti perseguano uno scopo diverso da quello dichiarato nel contratto. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 18/06/2008.


Mutuo fondiario – Costituzione di garanzia ipotecaria per crediti chirografari – Negozio in frode alla legge – Esclusione..
La stipulazione di un mutuo fondiario al fine di rendere privilegiato un credito di natura chirografaria non configura un’ipotesi di frode alla legge perché manca una norma imperativa che vieti tale operazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Nola, 18/06/2008.


Risoluzione del contratto di mutuo e interessi sulle rate non scadute. Contratto di mutuo – Inadempimento del mutuatario – Esercizio della facoltà di risoluzione del contratto – Calcolo del credito spettante alla banca – Capitale residuo – Esclusione degli interessi sulle semestralità a scadere – Calcolo degli ulteriori interessi di mora..
In caso di inadempimento del mutuatario, qualora l’Istituto di credito eserciti la facoltà di risolvere il contratto di mutuo, il mutuatario dovrà provvedere all’immediata restituzione dell’intera somma ricevuta, essendo venuto meno il meccanismo di rateizzazione previsto nel contratto ormai risolto. Ne consegue che alla banca compete il diritto di ricevere, oltre all’importo integrale delle semestralità già scadute, la sola quota di capitale residuo e non anche gli interessi conglobati nelle semestralità a scadere. Sul credito così determinato si dovranno poi calcolare gli interessi di mora ad un tasso corrispondente a quello già previsto dal contratto, se superiore al tasso legale, in ossequio al disposto dell’art. 1224, primo comma, cod. civ.. Cassazione Sez. Un. Civili, 19/05/2008.


Ius variandi e nullità del tasso di interesse del contratto di mutuo. Contratto di mutuo - Tasso di interesse ultralegale - Rinvio al tasso applicato di volta in volta alla “clientela primaria” dell’Istituto di Credito - Indeterminatezza / Indeterminabilità del Tasso - Sussistenza - Arbitrarietà ed insindacabilità delle modifiche in peius del costo del prestito - Recesso dal contratto da parte del mutuatario ex art. 118 D.lgs. n. 385/1993 - Nullità del tasso di interesse - Sostituzione con il tasso di interesse di cui all’art. 117 D. lgs. N. 385/1993.

Contratto di mutuo bancario anteriore alla riforma dell’art. 120 d. lgs. n. 385/1993 - Pattuizione di interessi moratori ultralegali sull’intera rata di mutuo insoluta comprensiva di capitale e di interessi corrispettivi - Violazione dell’art. 1283 c.c. - Sussistenza - Fondamento - Natura speciale ed inderogabile dell’art. 1283 c.c. - Natura peculiare del debito per interessi rispetto alle comuni obbligazioni pecuniarie - Conseguenze della nullità - Produzione di interessi di mora sulla sola quota capitale della rata di mutuo scaduta..
La clausola di un contratto di mutuo con cui la Banca mutuante si riservi la facoltà di applicare al mutuatario il tasso di interesse corrispettivo ultralegale che essa di volta in volta applicherà, nel corso del rapporto, alla sua “clientela primaria”, maggiorato di una percentuale, è nulla sia per assoluta indeterminatezza / indeterminabilità a priori del tasso, sia perché attribuisce al mutuante un potere di modifica arbitraria, insindacabile, imprevedibile ed illimitato del costo effettivo del prestito nel corso del rapporto, sia perché sottopone il mutuatario al rischio di subire - come effetto del mero e discrezionale innalzamento da parte della Banca, nelle more del rapporto, dei tassi di interesse da questa applicati in altri rapporti di mutuo alla propria “clientela primaria” - modifiche in peius delle condizioni del proprio prestito le quali – essendo comunque modifiche interne alla componente variabile del tasso originario - resterebbero immuni dalla facoltà di recesso contrattuale del mutuatario ex art. 118 D.lgs. n. 385/1993 (In applicazione di tali principi il Tribunale ha dichiarato la nullità della clausola di un contratto di mutuo con cui la Banca aveva concordato con il mutuatario l’applicazione del seguente Tasso nominale di interesse: “Variabile, pari al prime rate CARICHIETI, vigente tempo per tempo, maggiorato di 1,750 punti percentuali”, disponendone la sostituzione con il tasso di cui all’art. 117 D.lgs. n. 385/1993). (Gianluca Falco) (riproduzione riservata)

In ipotesi di mutuo per il quale sia previsto un piano di restituzione differito nel tempo, mediante il pagamento di rate costanti comprensive di parte del capitale e degli interessi, questi ultimi conservano la loro natura e non si trasformano invece in capitale da restituire al mutuante, cosicché la convenzione, contestuale alla stipulazione del mutuo, la quale stabilisca che sulle rate scadute decorrono gli interessi di mora sulla intera somma integra un fenomeno anatocistico, vietato dall'art. 1283 c.c. (Fattispecie relativa ad un contratto di mutuo stipulato sotto la vigenza del D.lgs. n. 385/1993 ma anteriormente alla entrata in vigore della Delibera CICR 9.2.2000 [“Modalità e criteri per la produzione di interessi sugli interessi scaduti nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria e finanziaria”] di attuazione dell’art. 120, comma II, del D.lgs. citato, come aggiunto dall’art. 25, comma II, del D.lgs. n. 342/1999). (Gianluca Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 23/03/2006.