Massimario di Diritto Bancario


IUS VARIANDI

Inefficacia dello ius variandi in presenza di clausola di rinvio agli ‘usi di piazza’. Conto corrente con apertura di credito – Illegittimità degli interessi ultralegali (usi piazza), cms, interessi anatocistici, spese ed oneri non validamente pattuiti. Calcolo degli interessi al tasso sostitutivo ex art 117 T.U.B. – Tasso Bot – Condanna della Banca alla restituzione delle somme illegittimamente trattenute.
Le comunicazioni di variazione (ius variandi) inviate dalla Banca al cliente sono inefficaci in presenza di una clausola di rinvio agli “usi di piazza”.

Inoltre, l’anatocismo relativo ai contratti bancari stipulati prima dell’entrata in vigore della Delibera CICR del 9/2/2000 è legittimo solo se la banca ha specificamente pattuito con il cliente la modifica contrattuale, non essendo sufficiente la mera comunicazione da parte dell’intermediario. (Lorenzo Buldrini) (riproduzione riservata) Tribunale Ferrara, 08/06/2017.


Ius variandi, variazione degli interessi debitori sullo scoperto di conto corrente e specifica approvazione della clausola. Ius variandi – Variazione degli interessi debitori sullo scoperto di conto corrente – Specifica approvazione della clausola – Ricorrenza del giustificato motivo – Rispetto del procedimento negoziale – Necessità..
Ai sensi dell’art. 118, comma 1, T.U.B., la clausola dei contratti a tempo indeterminato che attribuisca a una banca il diritto di modificare unilateralmente le condizioni applicabili deve essere specificamente approvata dal cliente. Inoltre la banca resistente ha l’onere di allegare in termini specifici il fatto costitutivo del giustificato motivo di esercizio del ius variandi e di provare la avvenuta comunicazione al ricorrente del relativo atto di esercizio. Essa deve altresì dimostrare di aver rispettato il procedimento negoziale che è a tal fine prescritto dall’art. 118, comma 2, T.U.B., il quale richiede l’invio di una comunicazione contenente con caratteri evidenziati la formula «Proposta di modifica unilaterale del contratto», con preavviso minimo di due mesi, in forma scritta o mediante altro supporto durevole preventivamente accettato dal cliente. Ne consegue che, ai sensi dell’art. 118, comma 3, T.U.B., le variazioni contrattuali unilateralmente decise dalla banca resistente sono inefficaci, se sfavorevoli al ricorrente. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Roma, 13/01/2014.


Modalità di (non) esercizio del ius variandi. Ius variandi ex art. 118 TUB – Modalità di non esercizio – Applicazione anteriore alla comunicazione all’applicazione – Compiuta mancanza di motivazione allegata nella comunicazione..
Non possono portare alcuna efficacia nel rapporto tra banca e cliente le modificazioni peggiorative del rapporto (nella specie, delle condizioni economiche di un’apertura di credito), che vengano applicate dalla banca anche prima della loro comunicazione al cliente e che, per di più, non rechino (neppure nell’atto di comunicazione postuma) alcuna sorta di motivazione giustificativa. (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 10/04/2013.


Esercizio del ius variandi e mancata applicazione delle modifiche. Ius variandi – Esercizio – Mancata applicazione delle nuove condizioni – Espresso riferimento alle precedenti commissioni nelle comunicazioni periodiche – Successiva applicazione delle nuove commissioni – Illegittimità..
La banca che, pur dopo l’esercizio del ius variandi, abbia continuato ad addebitare le commissioni al tasso precedentemente applicato e, soprattutto, abbia fatto specifico riferimento a esse nei documenti di sintesi non può, in assenza di un nuovo esercizio del potere ex art. 118 TUB, in seguito iniziare a praticare le condizioni oggetto della comunicazione (rimasta per un tratto di tempo inattuata). (Aldo Angelo Dolmetta, Ugo Minneci, Ugo Malvagna) (riproduzione riservata) ABF Milano, 10/04/2013.


Generico richiamo alla crisi economica e finanziaria e giustificato motivo ex art. 118 TUB; apertura di credito e illegittimità della commissione cumulativa di messa a disposizione fondi e di massimo scoperto. Jus variandi – Giustificato motivo – «Effetti prodotti dall’attuale crisi economica e finanziaria» – Insufficienza.

Commissione disponibilità fondi – Commissione di massimo scoperto – Coesistenza – Inammissibilità..
Il richiamo a «gli effetti prodotti dall’attuale crisi economica e finanziaria» non è idonea, per la sua sinteticità e genericità, a integrare il giustificato motivo richiesto dalla norma dell’art. 118 TUB. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)

Il contratto di apertura di credito non può prevedere l’applicazione cumulativa della commissione per la messa a disposizione fondi e della commissione di massimo scoperto perché, ai sensi di legge, la prima delle due commissioni deve essere «onnicomprensiva». (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 09/11/2011.


Giustificato motivo ex art. 118 TUB e genericità del riferimento all’ “andamento del rapporto creditizio”. Jus variandi - Peggioramento delle condizioni economiche - «Andamento del rapporto creditizio» - Non costituisce giustificato motivo - Perché (presumibilmente) troppo generico - Perché nei fatti nulla di nuovo era intervenuto..
Non costituisce giustificato motivo ai sensi dell’art. 118 TUB la indicazione dell’«andamento del rapporto creditizio», formulata dalla banca nell’atto di comunicazione delle nuove condizioni economiche del rapporto. Tale formula, presumibilmente troppo generica in sé stessa, non può comunque valere quando nel rapporto concreto nulla di nuovo sia intervenuto. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Rimini, 22/08/2011.


Ius variandi e introduzione di clausole e condizioni nuove. Jus variandi – Clausola nuova – Esclusione..
Il potere di modifica unilaterale del contratto riconosciuto all’intermediario dall’art. 118 TUB, in quanto eccezione alla regola generale della immodificabilità del contratto senza il consenso di entrambe le parti, deve intendersi limitato alla possibilità di modificare clausole e condizioni già esistenti, senza potersi spingere sino al punto di introdurre clausole e condizioni del tutto nuove. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata)

Nella specie, la banca aveva introdotto una «commissione per la messa a disposizione di somme», in pari tempo eliminando la voce «spese di istruttoria affidamenti» e la commissione di massimo scoperto. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 28/02/2011.


Ius variandi, giustificato motivo, fattispecie e valutazione di congruità. Jus variandi – Giustificato motivo – Esigenza di offrire al cliente una struttura di prezzo semplificata – Fuorivante rispetto alla fattispecie concreta – Mutato contesto di mercato – Inidoneità..
Non costituiscono giustificato motivo le affermazioni dell’«esigenza di offrire alla clientela una struttura di prezzo semplificata» e del «mutato contesto di mercato». La prima risulta fuorviante rispetto alla fattispecie concreta (: «l’azzeramento delle “spese istruttoria/rinnovo fidi commissione” e il contestuale incremento della “commissione di affidamento”» comportando, in realtà, un «significativo incremento degli introiti» per l’intermediario). La seconda risulta del tutto inidonea a consentire il compimento della valutazione di congruità. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Milano, 26/01/2011.


Modifica unilaterale del contratto bancario quale atto recettizio e onere della prova della comunicazione al cliente. Conto corrente – Jus variandi ex art. 118 TUB – Carattere recettizio dell’atto di esercizio della facoltà – Onere della prova a carico della banca..
Le proposte di modifica unilaterale del contratto bancario, di cui all’art. 118 TUB costituiscono atti recettizi. Perciò, di fronte a una contestazione del cliente, che neghi di avere ricevuto la comunicazione, è onere della banca provare di avere correttamente assolto il relativo dovere di comunicazione. In difetto, le modifiche non possono essere opposte al cliente e le somme addebitate devono essere ripetute. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Antonio Cacciato) (riproduzione riservata) ABF Roma, 10/11/2010.


Jus variandi ex art. 118 TUB - Clausola nuova - Esclusione..
Le «modifiche» contrattuali ammesse e disciplinate dall’art. 118 TUB riguardano solamente le fattispecie di variazioni previste dal contratto. E’ dunque da escludere la possibilità di introdurre in tale modo delle clausole nuove. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Gaia Patriarca) (riproduzione riservata) ABF Milano, 10/11/2010.


Jus variandi ex art. 118 TUB - Giustificato motivo - «Effetti prodotti dall’attuale crisi economica» - Inidoneità. .
Quella degli «effetti prodotti dall’attuale crisi economica» è indicazione estremamente sintetica e generica, che non consente di valutare la congruità della variazione rispetto alla motivazione che ne è alla base». La stessa pertanto non integra il «giustificato motivo» richiesto dall’art. 118. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Gaia Patriarca) (riproduzione riservata) ABF Milano, 10/11/2010.


Il jus variandi, omessa comunicazione e inefficacia della modifica unilaterale. Jus variandi – Comunicazione al cliente – Prova dell’avvenuta recezione – Onere a carico della banca..
E’ onere della banca dare la prova che la comunicazione con cui essa ha esercitato il jus variandi di cui all’art. 118 TUB è stato effettivamente ricevuto dal cliente. In difetto la modificazione resta inefficace. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 01/10/2010.


Jus variandi ex art. 118 TUB – Onere della prova della avvenuta comunicazione della banca – Prova specifica della recezione – Necessità..
Nel caso in cui la banca alleghi di avere esercitato la facoltà di cui all’art. 118 TUB, essa deve fornire la prova non solo dell’invio, ma anche dell’avvenuta recezione della proposta modificativa che viene così affermata. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 01/10/2010.


Esercizio dello jus variandi e ricezione della comunicazione della banca. Jus variandi ex art. 118 TUB – Onere di comunicazione della banca – Prova dell’avvenuta recezione – Necessità..
Nel caso in cui la banca alleghi di avere esercitato la facoltà di cui all’art. 118 TUB, essa deve fornire la prova non solo dell’invio, ma anche dell’avvenuta recezione della proposta modificativa che viene così affermata. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Roma, 30/09/2010.


Modifica dei costi amministrativi e giustificato motivo ex art. 118 TUB. Jus variandi ex art. 118 TUB - Giustificato motivo - «Costi amministrativi di gestione» - Inidoneità. .
Non integra gli estremi del «giustificato motivo» richiesto dall’art. 118 TUB l’indicazione che la modifica avviene «a seguito dei costi amministrativi di gestione». (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 15/09/2010.


Jus variandi ex art. 118 TUB – Onere di apposita comunicazione della banca – Onere di specifica motivazione – Necessità. .
Sono inefficaci le variazioni sfavorevoli al cliente per le quali non sono state rispettate le imposte prescrizioni di specifica motivazione e di apposita comunicazione. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 15/09/2010.


Jus variandi ex art. 118 TUB – Contratto di mutuo – Inapplicabilità..
Risultano esclusi dall’ambito di applicazione della norma dell’art. 118 TUB i contratti di mutuo, nei quali lo svolgimento del rapporto in un arco temporale concordato tra le parti  costituisce un elemento essenziale, a tutela degli interessi di entrambi i contraenti. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 15/09/2010.


Jus variandi ex art. 118 TUB – Onere di apposita comunicazione della banca – Onere di specifica motivazione – Necessità. .
Sono inefficaci le variazioni sfavorevoli al cliente per le quali non sono state rispettate le imposte prescrizioni di specifica motivazione e di apposita comunicazione. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 15/09/2010.


Indicazione di recupero percentuale tasso di inflazione e giustificato motivo ex art. 118 TUB. Jus variandi ex art. 118 TUB - Giustificato motivo - «Recupero percentuale tasso di inflazione» - Inidoneità. .
Non integra gli estremi del «giustificato motivo» richiesto dall’art. 118 TUB l’indicazione del «recupero percentuale tasso di inflazione 2006/2007». (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Gaia Patriarca) (riproduzione riservata) ABF Milano, 23/07/2010.


Indicazione del peggioramento del contesto economico globale e della riduzione della forbice dei tassi e giustificato motivo ex art. 118 TUB. Jus variandi ex art. 118 TUB - Giustificato motivo - «Peggioramento del contesto economico globale» - Inidoneità - «Forte riduzione della forbice dei tassi» - Inidoneità. .
Non integra gli estremi del «giustificato motivo» richiesto dall’art. 118 TUB l’indicazione del «peggioramento del contesto economico globale avvenuto negli ultimi mesi, nonché della forte riduzione della forbice dei tassi». (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Gaia Patriarca) (riproduzione riservata) ABF Milano, 23/07/2010.


Jus variandi ex art. 118 TUB – Giustificato motivo – «Recenti disposizioni normative» – Inidoneità..
L’indicazione di «recenti disposizioni normative» è assai generica e non integra gli estremi del «giustificato motivo» richiesto dall’art. 118 TUB. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 09/07/2010.


Jus variandi ex art. 118 TUB – Comunicazione al cliente – Effettivo ricevimento – Prova – Onere della banca. .
E’ onere della banca, che pretenda di avere esercitato il potere riconosciutole dall’art. 118 TUB, di dare la prova dell’invio e dell’effettivo ricevimento da parte del cliente (ai sensi dell’art. 1335 c.c.) della relativa comunicazione. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 09/07/2010.


Generica indicazione di rischio e ius variandi. Jus variandi ex art. 118 TUB - Giustificato motivo - «Rischiosità del rapporto banca/cliente» - Riferimenti specifici - Necessità..
Non è idonea a integrare gli estremi del «giustificato motivo» di cui all’art. 118 TUB la semplice indicazione del rischio del rapporto, in mancanza cioè di «ogni specifico riferimento alla rischiosità specifica del rapporto banca/cliente». (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Gaia Patriarca) (riproduzione riservata) ABF Milano, 18/06/2010.


Ius variandi e introduzione di nuove clausole. Jus variandi ex art. 118 TUB – Clausola nuova – Esclusione. .
Il potere di modifica unilaterale del contratto riconosciuto dall’art. 118 TUB, in quanto eccezione alla regola generale della immodificabilità del contratto senza il consenso di entrambe le parti, deve intendersi limitato alla possibilità di modificare clausole e condizioni - sia di carattere economico che di natura normativa - già esistenti, senza potersi spingere al punto di introdurre clausole nuove. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Carlo De Sanctis) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 28/04/2010.


Tasso variabile indicizzato nel contratto di leasing e ius variandi. Contratto di leasing - A tasso variabile - Jus variandi ex art. 118 TUB - Per ulteriori variazioni dei tassi - Insussistenza. .
Laddove in un contratto di leasing il tasso sia variabile, come indicizzato a parametri prestabiliti (nella specie, Euribor), la banca non ha il potere di invocare il jus variandidi cui all’art. 118 TUB per procedere a ulteriori modifiche dei tassi. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 23/04/2010.


Incremento del rischio creditizio e giustificato motivo ex art. 118 TUB. Jus variandi ex art. 118 TUB - Giustificato motivo - «Incremento rischio creditizio correlato al deteriorarsi dello scenario macroeconomico» - Inidoneità. .
Non integra gli estremi del «giustificato motivo» richiesto dall’art. 118 TUB l’indicazione dell’«incremento del rischio creditizio correlato al deteriorarsi dello scenario macroeconomico». (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Sara Belotti) (riproduzione riservata) ABF Milano, 20/04/2010.


Ius variandi e modifica di clausole preesistenti. Jus variandi ex art. 118 TUB – Clausola nuova – Esclusione..
Lo jus variandi, previsto dall’art. 118 TUB, è utilizzabile solo per le modifiche di clausole preesistenti, non per l’introduzione di nuove clausole. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Carlo De Sanctis) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 02/04/2010.


Ius variandi - Oggetto - Clausole regolamentari - Inclusione..
Il ius variandi ex art. 118 T.U.B. può riguardare sia le condizioni economiche del contratto sia quelle regolamentari. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 02/04/2010.


Ius variandi - Introduzione di clausole nuove - Esclusione..
Il ius variandi ex art. 118 T.U.B. è utilizzabile solo per le modifiche di una clausola preesistente, non anche per l’introduzione di una nuova clausola. (Gianluca Mucciarone) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 02/04/2010.


Modifica a seguito delle variazione dei tassi di mercato e del tasso Euribor a tre mesi e giustificato motivo ex art.118 TUB. Jus variandi ex art. 118 TUB - Giustificato motivo - «Variazione di tassi mercato specificamente, del tasso Euribor a tre mesi» - Idoneità. .
Integra gli estremi del «giustificato motivo» richiesto dall’art. 118 TUB l’indicazione che la modifica avviene a seguito delle variazioni dei tassi mercato e più specificamente del tasso Euribor a tre mesi». (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Milano, 31/03/2010.


Contratto di mutuo – A tasso variabile – Jus variandi ex art. 118 TUB – Per ulteriori variazioni dei tassi – Insussistenza..
In caso di mutuo a tasso variabile, non sussiste un potere della banca di modificare in corso di rapporto la componente fissa che concorre, insieme al parametro variabile di riferimento, a determinare la misura complessiva dell’interesse dovuto dal cliente. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 15/03/2010.


Jus variandi ex art. 118 TUB – Buona fede – Esercizio avulso dal «criterio di ragionevolezza» – Inefficacia. .
L’esercizio del potere di modifica unilaterale ex art. 118 TUB è soggetto al canone della buona fede oggettiva. In caso di esercizio avulso dal criterio di ragionevolezza, la modifica resta inefficace. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 15/03/2010.


Ius variandi e andamento del mercato. Jus variandi ex art. 118 TUB - Giustificato motivo - «Andamento del mercato» - Idoneità. .
Quella dell’«andamento del mercato» come giustificato motivo dell’esercizio dello jus variandi è indicazione molto sintetica, ma non tale da non consentire la valutazione della congruità della variazione rispetto alla motivazione che ne è alla base. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò – Gaia Patriarca) (riproduzione riservata) ABF Milano, 04/03/2010.


Delibera CICR 2 luglio 2000 – Capitalizzazione trimestrale degli interessi – Informazione al cliente della variazione del rapporto – Necessità. .
Successivamente all'entrata in vigore della delibera CICR del 2 luglio 2000, la capitalizzazione trimestrale degli interessi attivi e passivi potrà trovare applicazione solo qualora la banca dimostri di aver opportunamente notiziato per iscritto il cliente di tale mutamento nei rapporti, alla prima occasione utile e, comunque, entro il 31 dicembre 2000. (Cecilia Ruggeri) (riproduzione riservata) Tribunale Torino, 06/10/2009.


Contratti con i consumatori, ius variandi e giustificato motivo. Contratti bancari conclusi con i consumatori - Modificazione unilaterale di una o più condizioni del contratto da parte del professionista - Vessatorietà della clausola in assenza di giustificato motivo - Fondamento. .
In tema di contratti bancari conclusi con i consumatori, è vessatoria la clausola, contenuta nelle condizioni generali di contratto, che riconosce unilateralmente al professionista la facoltà di modificare le disposizioni economiche del rapporto contrattuale, anche in mancanza di un giustificato motivo, così come richiesto, in via generale, dall'art. 1469 bis, quinto comma, n. 11, attualmente riprodotto nell'art. 33, secondo comma, lettera m), del d.lgs. n. 206 del 6 settembre 2005, non potendosi qualificare tale previsione negoziale come meramente riproduttiva dell'art. 118 del d.lgs. n. 385 del 1 settembre 1993, nella formulazione anteriore alla modifica introdotta con l'art. 10 del d.l. 4 luglio 2006 n. 223, convertito nella legge n. 248 del 4 agosto 2006, sia perchè l'esclusione della vessatorietà delle clausole riproduttive delle disposizioni di legge, prevista nell'art. 1469 ter, terzo comma, ed attualmente riprodotta nell'art. 34, terzo comma del d.lgs. n. 206 del 2005, trova applicazione solo quando ne venga trasposto il nucleo precettivo e non, invece, quando il predisponente si avvalga autonomamente di una facoltà prevista dalla norma, isolandola dal contesto normativo in cui si colloca, sia perchè l'art. 118 del d.lgs. n. 385 del 1993 ha una portata applicativa non limitata ai contratti con i consumatori. (fonte CED – Corte di Cassazione) Cassazione civile, sez. I, 21/05/2008.


Contratti con i consumatori – Clausole vessatorie – Ius variandi del professionista – Giustificato motivo – Necessità – Riproduzione di disposizioni di legge – Trasposizione del nucleo precettivo – Modalità..
In tema di contratti bancari conclusi con i consumatori, è vessatoria la clausola, contenuta nelle condizioni generali di contratto, che riconosce unilateralmente al professionista la facoltà di modificare le disposizioni economiche del rapporto contrattuale, anche in mancanza di un giustificato motivo, così come richiesto, in via generale, dall'art. 1469 bis, comma 5, n. 11, attualmente riprodotto nell'art. 33, comma 2, lettera m) del d. lgs n. 205 del 2005, non potendosi qualificare tale previsione negoziale come meramente riproduttiva dell'art. 118 del d. lgs n. 385 del 1993, nella formulazione anteriore alla modifica introdotta con l'art. 10 del d.l. 4 luglio 2006 n. 223, convertito nella legge n. 248 del 4 agosto 2006, sia perché l'esclusione della vessatorietà delle clausole riproduttive delle disposizioni di legge, prevista nell'art. 1469 ter, comma 3, riprodotta nell'art. 34, comma 3, del d. lgs n. 206 del 6 settembre 2005, trova applicazione solo quando ne venga trasposto il nucleo precettivo e non, invece, quando il predisponente si avvalga autonomamente di una facoltà prevista dalla norma, isolandola dal contesto normativo in cui si colloca, sia perché l'art. 118 del T.U. bancario ha una portata applicativa non limitata ai contratti con i consumatori. Cassazione civile, sez. I, 21/05/2008.


Clausola anatocistica nulla e ius variandi. Anatocismo – Nullità della clausola di pattuizione degli interessi – Applicazione unilaterale della modifica di cui alla delibera CICR 9 febbraio 2000 – Ius variandi – Esclusione..
In caso di nullità della clausola anatocistica non pattuita per iscritto, la banca non potrà avvalersi dello ius variandi al fine di recepire unilateralmente la modifica apportata all’art. 120 del TUB dalla delibera CICR 9 febbraio 2000; tale facoltà, di variare le condizioni contrattuali che non comportano modificazioni in peius della posizione del cliente rispetto alla banca, presuppone, infatti, l’esistenza di una clausola contrattuale valida e non può operare con riferimento ad una clausola nulla. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 27/04/2008.


Ius variandi e nullità del tasso di interesse del contratto di mutuo. Contratto di mutuo - Tasso di interesse ultralegale - Rinvio al tasso applicato di volta in volta alla “clientela primaria” dell’Istituto di Credito - Indeterminatezza / Indeterminabilità del Tasso - Sussistenza - Arbitrarietà ed insindacabilità delle modifiche in peius del costo del prestito - Recesso dal contratto da parte del mutuatario ex art. 118 D.lgs. n. 385/1993 - Nullità del tasso di interesse - Sostituzione con il tasso di interesse di cui all’art. 117 D. lgs. N. 385/1993.

Contratto di mutuo bancario anteriore alla riforma dell’art. 120 d. lgs. n. 385/1993 - Pattuizione di interessi moratori ultralegali sull’intera rata di mutuo insoluta comprensiva di capitale e di interessi corrispettivi - Violazione dell’art. 1283 c.c. - Sussistenza - Fondamento - Natura speciale ed inderogabile dell’art. 1283 c.c. - Natura peculiare del debito per interessi rispetto alle comuni obbligazioni pecuniarie - Conseguenze della nullità - Produzione di interessi di mora sulla sola quota capitale della rata di mutuo scaduta..
La clausola di un contratto di mutuo con cui la Banca mutuante si riservi la facoltà di applicare al mutuatario il tasso di interesse corrispettivo ultralegale che essa di volta in volta applicherà, nel corso del rapporto, alla sua “clientela primaria”, maggiorato di una percentuale, è nulla sia per assoluta indeterminatezza / indeterminabilità a priori del tasso, sia perché attribuisce al mutuante un potere di modifica arbitraria, insindacabile, imprevedibile ed illimitato del costo effettivo del prestito nel corso del rapporto, sia perché sottopone il mutuatario al rischio di subire - come effetto del mero e discrezionale innalzamento da parte della Banca, nelle more del rapporto, dei tassi di interesse da questa applicati in altri rapporti di mutuo alla propria “clientela primaria” - modifiche in peius delle condizioni del proprio prestito le quali – essendo comunque modifiche interne alla componente variabile del tasso originario - resterebbero immuni dalla facoltà di recesso contrattuale del mutuatario ex art. 118 D.lgs. n. 385/1993 (In applicazione di tali principi il Tribunale ha dichiarato la nullità della clausola di un contratto di mutuo con cui la Banca aveva concordato con il mutuatario l’applicazione del seguente Tasso nominale di interesse: “Variabile, pari al prime rate CARICHIETI, vigente tempo per tempo, maggiorato di 1,750 punti percentuali”, disponendone la sostituzione con il tasso di cui all’art. 117 D.lgs. n. 385/1993). (Gianluca Falco) (riproduzione riservata)

In ipotesi di mutuo per il quale sia previsto un piano di restituzione differito nel tempo, mediante il pagamento di rate costanti comprensive di parte del capitale e degli interessi, questi ultimi conservano la loro natura e non si trasformano invece in capitale da restituire al mutuante, cosicché la convenzione, contestuale alla stipulazione del mutuo, la quale stabilisca che sulle rate scadute decorrono gli interessi di mora sulla intera somma integra un fenomeno anatocistico, vietato dall'art. 1283 c.c. (Fattispecie relativa ad un contratto di mutuo stipulato sotto la vigenza del D.lgs. n. 385/1993 ma anteriormente alla entrata in vigore della Delibera CICR 9.2.2000 [“Modalità e criteri per la produzione di interessi sugli interessi scaduti nelle operazioni poste in essere nell’esercizio dell’attività bancaria e finanziaria”] di attuazione dell’art. 120, comma II, del D.lgs. citato, come aggiunto dall’art. 25, comma II, del D.lgs. n. 342/1999). (Gianluca Falco) (riproduzione riservata) Tribunale Pescara, 23/03/2006.