Massimario di Diritto Bancario


FIDEIUSSIONE

La persona fisica che abbia prestato fideiussione a favore della banca può aver agito come consumatore. Contratto di garanzia stipulato tra banca e persone fisiche - Qualità di consumatore - Accertamento - Criteri.
Ai fini dell'applicabilità della tutela del consumatore al garante-fideiussore, è irrilevante l'oggetto del contratto, dovendosi invece avere riguardo alla qualità del contraente, valutando se egli abbia agito o meno nell'ambito della sua attività professionale e se si trovi in una situazione di inferiorità rispetto al professionista sia con riferimento alla trattativa che all'informazione.

Tale situazione di inferiorità può verificarsi nell'ambito del contratto di garanzia stipulato tra una banca e la persona fisica dovendosi dunque verificare in concreto la qualità in cui questa ha agito stipulando la garanzia. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 27/06/2018.


Sospensione della provvisoria esecutività della fideiussione omnibus per contrarietà alla normativa antitrust. Sospensione provvisoria esecutorietà decreto ingiuntivo – Fideiussione – Nullità – Normativa antitrust.
Il mutamento giurisprudenziale di cui alla sentenza della Cassazione n. 29810 del 2017, che sancisce la nullità delle fideiussioni omnibus quando dalla loro conformità al modello ABI ne derivi una violazione della normativa antitrust, costituisce circostanza idonea per l’accoglimento della richiesta di sospensione della provvisoria esecutività del decreto ingiuntivo opposto in relazione alla posizione dei fideiussori. (Paolo Porena) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 05/06/2018.


Qualifica di consumatore in capo alla persona fisica che presta fideiussione in favore della società commerciale. Consumatore - Persona fisica che presta fideiussione in favore della società commerciale - Foro del consumatore - Applicabilità - Condizioni - Assenza di collegamenti funzionali con la società - Sufficienza - Accessorietà dell’obbligazione di garanzia - Irrilevanza - Rapporto di mera parentela - Irrilevanza.
In base alla condivisibile giurisprudenza comunitaria, nonostante la natura accessoria dell’obbligazione di garanzia rispetto all’obbligazione principale, la persona fisica che presta fideiussione per le obbligazioni assunte da una società commerciale deve essere considerata “consumatore” ai sensi e per gli effetti della relativa normativa di matrice comunitaria qualora, al momento della sottoscrizione della fideiussione, non abbia collegamenti funzionali con la società stessa, quali incarichi di amministrazione o partecipazioni non trascurabili nel capitale sociale, a nulla rilevando, invece, meri rapporti di parentela con amministratori o soci. (Mauro De Rossi) (riproduzione riservata) Tribunale Brescia, 22/05/2018.


Garanzia ex L. 662/96: surroga di MedioCredito Centrale S.p.A. e opposizione del fideiussore. Opposizione a cartella esattoriale emessa ai sensi dell'art. 9 del D. Lgs. 123/98 nei confronti del fideiussore di un finanziamento erogato ex L. 662/96 – Sospensione dell'efficacia esecutiva per gravi motivi.
Va sospesa per gravi motivi l'efficacia esecutiva della cartella esattoriale emessa dall'Agente di Riscossione su incarico del MedioCredito Centrale S.p.A., ai sensi dell'art. 9 del D. Lgs. 123/98, nei confronti del fideiussore di impresa che abbia beneficiato di finanziamento per il consolidamento di passività pregresse assistito dalla garanzia ex l. 662/96; nel disciplinare il ricorso eccezionale alla riscossione esattoriale, l'art. 9 del D. Lgs 123/98 fa invero riferimento alla diversa fattispecie della restituzione coattiva di finanziamenti pubblici per fatti addebitabili alla parte beneficiaria e non menziona il garante. (Daniele Nacci) (riproduzione riservata) Tribunale Bari, 10/01/2018.


Foro del Consumatore in caso di persona fisica che presta fideiussione in favore di società commerciale. Opposizione a decreto ingiuntivo – Eccezione incompetenza territoriale fideiussione – Foro del consumatore – Applicabilità Foro Consumatore a persona fisica che presta fideiussione in favore di società commerciale – Sussistenza.
La normativa introdotta con la Direttiva 93/13/CEE (trasposta in Italia negli articoli 33 e seguenti del d.lgs. 206/2005, cd. “codice del consumo”) è applicabile anche in relazione ai contratti accessori, quale appunto la fideiussione, dovendosi accertare l’applicabilità della Direttiva in concreto e con riferimento alla qualità dei contraenti. In particolare sarà applicabile la normativa del consumatore nel caso di una persona fisica che abbia garantito l’adempimento delle obbligazioni di una società commerciale con la quale non abbia collegamenti funzionali quali l’amministrazione o una partecipazione non trascurabile al suo capitale sociale. (Alessandro Frigerio) (riproduzione riservata) Tribunale Sondrio, 20/12/2017.


Contratti bancari – Garanzie – Fideiussione – Liberazione del fideiussore per obbligazione futura – Fideiussore amministratore della debitrice – Esclusione.
La mancata richiesta di autorizzazione ai sensi dell’art. 1956 c.c. non può configurare una violazione contrattuale liberatoria se la conoscenza delle difficoltà economiche in cui versa il debitore principale è comune, o dev’essere presunta tale, come nell’ipotesi in cui debitrice sia una società nella quale il fideiussore ricopre la carica di amministratore o comunque la ricopriva al momento del rilascio della fideiussione. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 19/12/2017.


Contratti bancari – Garanzie – Fideiussione – Deroga alle azioni del creditore verso il debitore principale entro sei mesi – Validità.
E’ valida ed efficace, perché rientrante nella disponibilità delle parti, la clausola contenuta in una fideiussione secondo la quale “i diritti derivanti all’azienda di credito dalla fideiussione restano integri fino s totale estinzione di ogni altro suo credito verso il debitore, senza che essa sia tenuta ad escutere il debitore o il fideiussore medesimi o qualsiasi altro coobbligato o garante entro i termini previsti dall’art. 1957 c.c., che si intende derogato”. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Velletri, 19/12/2017.


Concorrenza – Normativa antitrust – Art. 2 legge 287 del 1990: divieto di intese restrittive della concorrenza – Schema del contratto di fideiussione “a garanzia delle operazioni bancarie” (c.d. fideiussione omnibus) predisposto dall’ABI – Applicazione uniforme delle clausole di “reviviscenza”, “sopravvivenza” e rinuncia ai termini di cui all’art. 1957 c.c. contenute nello schema – Contrasto con l’art. 2 legge 287 del 1990 – Accertamento da parte dell’Autorità Garante (Banca d’Italia) – Contratti di fideiussioni omnibus che contengono tali clausole – Nullità – Affermazione.
Sono nulle le fideiussioni prestate a garanzia delle operazioni bancarie (c.d. fideiussioni omnibus) conformi allo schema di contratto predisposto dall’ABI (in via segnata, alla luce del provvedimento n. 55 del 2 maggio 2005 di Banca d’Italia, le fideiussioni che contengono la sostanza delle seguenti clausole: «il fideiussore è tenuto a rimborsare alla banca le somme che dalla banca stessa fossero state incassate in pagamento di obbligazioni garantite e che dovessero essere restituite a seguito di annullamento, inefficacia o revoca dei pagamenti stessi, o per qualsiasi altro motivo»; «qualora le obbligazioni garantite siano dichiarate invalide, la fideiussione garantisce comunque l’obbligo del debitore di restituire le somme allo stesso erogate»; «i diritti derivanti alla banca dalla fideiussione restano integri fino a totale estinzione di ogni suo credito verso il debitore, senza che essa sia tenuta ad escutere il debitore o il fideiussore medesimi o qualsiasi altro coobbligato o garante entro i tempi previsti, a seconda dei casi, dall’art. 1957 cod. civ., che si intende derogato»). (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12/12/2017.


Concorrenza – Normativa antitrust – Art. 2 legge 287 del 1990: divieto di intese restrittive della concorrenza – Schema del contratto di fideiussione “a garanzia delle operazioni bancarie (c.d. fideiussione omnibus) predisposto dall’ABI – Applicazione uniforme delle clausole di “reviviscenza”, di “sopravvivenza” e rinuncia ai termini di cui all’art. 1957 c.c. – Contrasto con l’art. 2 legge 287 del 1990 – Accertamento da parte dell’Autorità Garante (Banca d’Italia) – Valore solo ricognitivo – Dichiarazione di nullità dei contratti di fideiussione omnibus che contengono tali clausole stipulati prima dell’accertamento – Ammissibilità.
Non sono esclusi dall’accertamento della nullità ai sensi dell’art. 2, co. 3, legge 287/1990 i contratti che costituiscono applicazione “a valle” di un’intesa anticoncorrenziale vietata dall’art. 2 legge 287/1990 per il solo fatto di essere stati stipulati anteriormente al riconoscimento dell’illiceità dell’intesa da parte dall’Autorità Garante (nel caso di specie, la Corte ha affermato che un contratto di fideiussione omnibus conforme allo schema ABI è da dichiararsi nullo, anche se stipulato prima del provvedimento di Banca d’Italia che rinviene un’intesa restrittiva della concorrenza nell’applicazione uniforme di alcune clausole dello schema stesso). (Alberto Mager) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. I, 12/12/2017.


Fidejussione omnibus: se il nuovo credito azzera e non aumenta il debito precedente il fideiussore non può invocare la liberazione. Fidejussione cd. omnibus – Liberazione del fideiussore ex art.1956 c.c. – Imperatività della norma – Rinuncia preventiva al diritto da parte del fideiussore – Nullità – Rinuncia operata dal fideiussore-legale rappresentante della società debitrice – Validità

Concessione di nuovo credito per azzeramento di precedente esposizione debitoria – Ammontare pressoché identico – Operatività dell’art.1956 c.c. – Esclusione.
Il rilievo che l’art. 1956 c.c. sia una speciale applicazione del precetto generale della buona fede nell’esecuzione del rapporto ha indotto i migliori interpreti a configurarne il precetto come imperativo e quindi inderogabile dalla volontà delle parti del contratto.
Non solo, ma ammettere una rinunzia preventiva, con apposita clausola contrattuale, anche se rispettosa della forma prescritta per le clausole vessatorie, avrebbe implicato la previsione di una clausola di esonero da responsabilità per colpa grave a favore della banca e quindi in dispregio del disposto pure imperativo ex art. 1229 c.c.: e non ci sarebbe alcun dubbio che sarebbe in colpa grave la banca che avesse elargito credito ad un debitore in cattive acque.
In ogni caso il II comma dell’art. 1956 esclude espressamente la validità di una rinunzia preventiva da parte del fideiussore ad avvalersi della liberazione. (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata)

Solo se la persona del fideiussore coincide con la persona del legale rappresentante della società di capitali, la S.C. ha escluso l’operatività dell’art.1956 c.c.; ma l’esclusione si spiega per il fatto che la persona fisica del legale rappresentante della società debitrice chiedendo l’ulteriore credito implicitamente finiva con l’autorizzare, anche nella veste di fideiussore, e quindi in proprio, la concessione di nuovo credito.
L’operatività dell’art.1956 c.c. è tuttavia esclusa dalla mancata l’insorgenza di una più ampia esposizione debitoria per effetto della nuova obbligazione. [Nella fattispecie, il nuovo credito aveva permesso alla debitrice di rientrare dall’esposizione debitoria precedente senza sostanzialmente mutarne l’ammontare.] (Redazione IL CASO.it) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 12/09/2017.


Effetto decadenziale di un atto unilaterale ancorato alla sua ricezione. Fideiussione – Termine per escussione – Efficacia atto unilaterale recettizio – Decadenza.
Nel caso in cui una decadenza sia legalmente o contrattualmente connessa al compimento di un atto unilaterale recettizio, essa potrà compiersi solo nel caso in cui il termine fissato per il compimento dell’atto sia decorso al momento del suo invio, qualora la legge o la clausola contrattuale non prevedano espressamente che entro il termine decadenziale l’atto debba pervenire nella sfera giuridica del destinatario; in quest’ultima ipotesi, in deroga alla regola generale, è la stessa legge o la volontà delle parti ad ancorare l’effetto decadenziale alla ricezione dell’atto, sicchè l’effetto estintivo non dipende dall’attività del mittente bensì dal prodursi degli effetti dell’esercizio del diritto nella sfera del destinatario. (Lorenzo Del Giudice) Tribunale Reggio Calabria, 30/06/2017.


Fideiussione, limite del rischio e violazione del dovere di buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto. Contratti di garanzia - Fideiussione - Limite del rischio del fideiussore - violazione del dovere di buona fede e correttezza nell’esecuzione del contratto - Eccezione opponibili - Applicabilità.
Nelle garanzie autonome non è esclusa l'operatività del principio della buona fede, quale fonte integrativa degli effetti degli atti di autonomia privata, in virtù del quale deve ritenersi giustificato il rifiuto del pagamento, qualora esistano prove evidenti del carattere fraudolento (o anche solo abusivo) della richiesta del beneficiario.

Tale rifiuto non rappresenta una mera facoltà, ma un dovere del garante, il quale è legato al debitore principale da un rapporto di mandato, che è tenuto ad adempiere con diligenza e secondo buona fede, con la conseguenza che l'accoglimento della richiesta di pagamento avanzata dal beneficiario in presenza di prove evidenti della sua pretestuosità preclude al garante la possibilità di agire in rivalsa nei confronti del debitore principale.

Il garante autonomo -diligentemente adempiendo al mandato che lo legava al debitore principale- avrebbe dovuto fare quanto in suo potere per evitare il pagamento degli ingiusti accessori (quali interessi di mora, aggi, altre spese) e quindi impugnare tempestivamente la cartella esattoriale per mancato rispetto delle forme dell’escussione.

Il mancato rispetto della forma dell’escussione -il cui chiaro testo della polizza è prova liquida della non doverosità e quindi dell’abusività- preclude il regresso per tutte quelle somme esondanti il debito capitale e che sono state oggetto di escussione palesemente illegittima, non dovuta e per questo abusiva. (Gianluca De Lucia) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 14/03/2017.


Fideiussione a prima richiesta e contratto autonomo di garanzia. Distinzione. Interpretazione. Opposizione a decreto ingiuntivo – Garanti opponenti – Eccezione di nullità del contratto garantito – Legittimazione – Fideiussione e contratto autonomo di garanzia – Criteri distintivi .
L’identità dell’obbligazione gravante sul fideiussore rispetto a quella gravante sul garantito esclude che possa configurarsi un contratto autonomo di garanzia.

In caso di garanzia prestata a titolo gratuito difetta un ulteriore elemento proprio dei contratti autonomi di garanzia.

La clausola che estende la garanzia all’obbligo di restituzione delle somme erogate presuppone che la garanzia sia influenzata dalla declaratoria di invalidità delle obbligazioni garantite, con la conseguenza che non può essere considerata autonoma.

La clausola che prevede la propagazione della decadenza dal beneficio del termine al fideiussore è segno di mancanza di autonomia e separatezza tra obbligazione principale e obbligazione dei garanti.

La qualificazione dei contratti quali fideiussione, se non rappresenta un elemento decisivo, posto che ciò che occorre prendere in considerazione è soprattutto il contenuto del contratto, costituisce pur sempre un elemento di interpretazione, tra l’altro a favore del garante, ai sensi dell’art. 1370 c.c., trattandosi di garanzie prestate su moduli predisposti dalla banca.

L’uso di espressioni quali 'a prima richiesta' 'a semplice richiesta scritta' e consimili non è considerato decisivo ai fini della qualificazione delle garanzie in termini di contratti autonomi di garanzia, potendo tali espressioni stare a significare che le parti hanno corredato la fideiussione della clausola del solve et repete senza che sia preclusa al garante la possibilità di far valere la nullità della garanzia ovvero dell’obbligazione garantita. (Armida Dal Bo) (riproduzione riservata) Tribunale Venezia, 29/12/2016.


Cofideiussori pro quota e cancellazione dell’iscrizione in centrale rischi. Fideiussione - Cofideiussori pro quota - Interpretazione - Rilevanza esterna o interna della limitazione alla quota - Cancellazione dell’iscrizione in centrale rischi - Fattispecie.
Nell’ipotesi di fideiussione rilasciata da più soggetti pro quota, al fine di stabilire se ogni garante debba o meno rispondere dell’intera obbligazione, occorre esaminare se la limitazione alla quota prevista in contratto faccia venir meno la solidarietà dei singoli cofideiussori verso il creditore ovvero abbia rilevanza meramente interna tra i coobbligati.

(Nel caso di specie, il Tribunale ha respinto la richiesta dei garanti volta ad ottenere la cancellazione dell’iscrizione in centrale rischi di ciascuno di loro per l’intero importo garantito.) (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 14/07/2016.


Fidejussione a favore della Banca e foro del consumatore. Foro del consumatore – Fidejussione in materia di rapporti bancari – Applicabilità – Assenza di collegamento con attività di impresa o professionale – Codice del Consumo – Direttiva 93/13/CEE.
La persona fisica che si impegna a garantire le obbligazioni che una società commerciale o un professionista abbiano contratto nei confronti di un istituto bancario in base a un contratto di credito può essere considerata un «consumatore» ai sensi dell'articolo 2, lettera b), della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, con conseguente applicazione del c.d. Codice del Consumo e, dunque, competenza inderogabile del foro del consumatore. (Franco Stefanelli) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 23/02/2016.


Fideiussione prestata da società per importo superiore al capitale sociale. Fideiussione – Conflitto di interessi – Annullabilità ex art. 1394 c.c. – Garanzia prestata da società per importo superiore al capitale sociale – Sottoscrizione capitale sociale società garantita – Irrilevanza – Eterogeneità oggetto sociale società garantita – Illiceità fideiussione.
È annullabile ex art. 1394 c.c., in quanto rilasciata in conflitto di interessi, la fideiussione prestata da una società in favore di una banca per un importo notevolmente superiore al proprio capitale sociale e che sia stata sottoscritta per garantire un ingente debito contratto da altra società. Il conflitto di interessi non è escluso dalla circostanza che la società garante abbia sottoscritto il capitale sociale della società garantita. E tanto perché la predetta circostanza non è giustificativa del fatto che la garante abbia accettato di assumere su di sé, per lo più gratuitamente, una posta debitoria di entità tale da compromettere la propria stabilità economico-finanziaria. Ciò vale a maggior ragione se la società garantita ha diverso scopo sociale rispetto a quello della garante e l’oggetto sociale della società garante preveda che la partecipazione ad altre imprese o società sia possibile solo a condizione che queste abbiano scopo sociale analogo al proprio. Invero, in tal caso viene in rilievo un’ulteriore ragione di illiceità della concessa fideiussione, in quanto la stessa risulterebbe fondata su una partecipazione societaria contrastante con lo statuto. (Roberto Cicerone) (riproduzione riservata) Tribunale Ancona, 10/02/2016.


Fideiussione bancaria e applicazione della direttiva 93/13/CEE del Consiglio concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori. Contratto di garanzia immobiliare o di fideiussione stipulato tra persona fisica e banca a garanzia di obbligazioni contratte da una società commerciale - Disciplina clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori - Applicabilità - Limiti.
Gli articoli 1, paragrafo 1, e 2, lettera b), della direttiva 93/13/CEE del Consiglio, del 5 aprile 1993, concernente le clausole abusive nei contratti stipulati con i consumatori, devono essere interpretati nel senso che tale direttiva può essere applicata a un contratto di garanzia immobiliare o di fideiussione stipulato tra una persona fisica e un ente creditizio al fine di garantire le obbligazioni che una società commerciale ha contratto nei confronti di detto ente in base a un contratto di credito, quando tale persona fisica ha agito per scopi che esulano dalla sua attività professionale e non ha alcun collegamento di natura funzionale con la suddetta società. Corte Giustizia UE, 19/11/2015.


Diritto del cliente e del fideiussore alla consegna dei documenti bancari ex art 119 TUB – Ratio ed oggetto della norma – Decreto ingiuntivo consegna documentazione bancaria.
Il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativa, oltre che nel citato art 119 tub, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto, scolpito nell'art 1375 cc

Identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all'ipotesi di proposizione dell'istanza ex art 119 IV co TUB da parte del garante (…). Tale diritto risulta, altresì, intimamente connesso alla natura stessa della garanzia fideiussoria (…) non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell'art 119 IV co TUB nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 08/10/2015.


Fideiussione prestata dal socio della debitrice principale e inapplicabilità della normativa di tutela del consumatore. Fideiussione – Debitore principale società – Fideiussore persona fisica - Tutela del consumatore – Inapplicabilità

Fideiussione – Debitore principale società – Fideiussore persona fisica socio della debitrice – Tutela del consumatore – Inapplicabilità.
In presenza di un contratto di fideiussione, è all'obbligazione garantita che deve riferirsi il requisito soggettivo della qualità di consumatore ai fini dell'applicabilità della specifica normativa in materia di tutela del consumatore, attesa l'accessorietà dell'obbligazione del fideiussore rispetto all'obbligazione garantita, con la conseguenza che non è applicabile alla persona fisica fideiussore di una società detta normativa. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata)

La normativa di protezione del consumatore non si applica al socio che svolga attività rilevante nell’ambito dell’impresa la cui obbligazione è garantita dal medesimo socio-fideiussore. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 26/06/2015.


Decreto Ingiuntivo per consegna documentazione bancaria ex art 119 TUB emesso in favore del fideiussore. Ricorso monitorio consegna documentazione bancaria art 119 TUB - Legittimazione del fideiussore - Consegna documenti.
Non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore.

Si è ulteriormente precisato come l’art.119 Tub debba essere interpretato alla luce della sua ratio ispiratrice, che è quella di permettere al correntista di verificare la corrispondenza tra le condizioni economiche normative cristallizzate nel contratto e quanto compiuto dalla banca durante l’esecuzione del rapporto (…); neppure appare, in tale ipotesi, necessario che siano rese note le ragioni per le quali la richiesta è avanzata, atteso che il diritto previsto dal quarto comma dell’art.119 Tub si configura come un diritto sostanziale, (…); che il diritto alla consegna della documentazione bancaria trova referente normativo, oltre che nel citato art.119 TUB, anche nel dovere generale di buona fede nella esecuzione del contratto,scolpito nell’art.1375 c.c. (…); identici principi appaiono, ad avviso di questo Giudice, applicabili anche all’ipotesi di proposizione dell’istanza ex art. 119, IV co., T.U.B. da parte del garante e ciò in quanto, dal momento stesso della costituzione della garanzia, sorge tra il fideiussore ed il creditore garantito un rapporto diretto e comunque qualificato, anche alla luce del fatto che il garante è soggetto potenzialmente destinatario degli effetti del rapporto garantito (…); non si vede ragione per escludere il diritto del garante di proporre, in luogo del garantito, istanza ai sensi dell’art. 119, co. 4, T.U.B nei confronti del creditore. (Nicola Stiaffini) (riproduzione riservata) Tribunale Prato, 13/04/2015.


Operatività della solidarietà nella fideiussione prestata da più persone. Fideiussione - Confideiussione pro-quota - Solidarietà in caso di inadempimento di uno dei fideiussori - Condizioni..
Nella fideiussione rilasciata in favore di una banca da più persone pro-quota per un medesimo debitore e a garanzia di un medesimo debito, la quota del fideiussore inadempiente (nella fattispecie perché fallito) non va ad accrescere proporzionalmente quelle degli altri fideiussori ove, in presenza di un testo contrattuale che nelle condizioni generali, in deroga all’automaticità prevista dall’art. 1946 c.c., preveda che il principio di solidarietà tra i fideiussori opera solo qualora espressamente richiamato nella lettera di rilascio della fideiussione, tale documento non contenga menzione alcuna di detta solidarietà tra fideiussori pro-quota. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Milano, 16/04/2014.


Fideiussione, condizione sospensiva e pagamento delle commissioni. Fideiussione – Condizione sospensiva – Commissioni.

Fideiussione – Condizione sospensiva – Rapporto interno..
L’avverarsi della condizione sospensiva cui l’impegno fideiussorio della banca è subordinato fa sorgere, in capo all’intermediario, il rischio effettivo di dover adempiere agli obblighi assunti con la prestazione della garanzia. È da tale momento, pertanto, che il cliente è tenuto a corrispondere le commissioni pattuite quale remunerazione per il suddetto rischio, distinte dai costi di emissione e rinnovo della garanzia (da corrispondere a fronte della mera emissione del documento). (Livia Franco) (riproduzione riservata)
 
Quando l’efficacia della fideiussione è subordinata alla sospensione della provvisoria esecutività di una sentenza di primo grado, tale condizione è ritenersi avverata anche se la Corte d’Appello -  pur in presenza di una sospensione della sentenza di primo grado - non impone né il rilascio di una fideiussione a favore del creditore, né altra cauzione. (Livia Franco) (riproduzione riservata) ABF Milano, 21/03/2014.


Concessione di credito al debitore insolvente confidando nella solvibilità del fideiussore e violazione da parte della banca dei doveri di correttezza e buona fede. Nullità del mutuo fondiario stipulato per estinguere debiti preesistenti. Rapporti bancari - Concessione di finanziamenti al debitore in condizioni di gravi difficoltà economiche confidando nella solvibilità del fideiussore - Violazione degli obblighi generici e specifici di correttezza di buona fede.

Contratti di garanzia - Fideiussione - Limite del rischio del fideiussore - Dovere dell'istituto di credito di comportarsi secondo buona fede nell'esecuzione del contratto di garanzia - Esclusione dalla copertura fideiussoria delle anticipazioni accordate dalla banca al debitore principale in violazione del dovere di solidarietà contrattuale e del principio di buona fede.

Mutuo fondiario - Mutuo stipulato per estinguere debiti preesistenti - Nullità per difetto di causa in concreto..
Incorre nella violazione degli obblighi generici e specifici di correttezza e di buona fede contrattuale la banca che concede finanziamenti al debitore pur conoscendone le gravi difficoltà economiche ma confidando nella solvibilità del fideiussore. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il limite della estensione del rischio del fideiussore è rappresentato dall'assoggettamento dell'istituto di credito al dovere di comportamento secondo il canone di buona fede nell'esecuzione del contratto di garanzia, dovendosi conseguentemente escludere dalla copertura fideiussoria le anticipazioni accordate dalla banca al debitore principale in violazione del dovere di solidarietà contrattuale, nella cui osservanza, durante l'esecuzione della garanzia, trova realizzazione il principio di buona fede. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

È affetto da nullità, siccome carente di causa in concreto, il mutuo che venga erogato non per finanziare il richiedente mettendo a disposizione del medesimo la somma oggetto del contratto, bensì per estinguere preesistenti debiti del mutuatario verso la banca mutuante. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Taranto, 07/03/2014.


Apertura di credito in conto corrente, tutela del fideiussore, terzietà rispetto al debitore e onere della prova. Conto corrente – Apertura di credito in genere – Fideiussione – Buona fede contrattuale – (Liberazione del fideiussore)..
In un rapporto di conto corrente e apertura di credito in genere, la Banca creditrice non deve richiedere al fideiussore la speciale autorizzazione di cui all’art. 1956, comma 1, c.c. per fornire nuovo credito al debitore, qualora possa ragionevolmente presumersi che lo stesso avesse conoscenza concreta ed effettiva delle mutate condizioni patrimoniali della debitrice e del loro progressivo deterioramento, poiché tale conoscenza fa venire meno qualsiasi esigenza di tutela del fideiussore, rendendo conseguentemente inapplicabile l’istituto dell’art. 1956 c.c. Fondano tale ragionevole presunzione tutte quelle situazioni in ragione delle quali deve escludersi che il fideiussore fosse soggetto stricto sensu terzo rispetto alla società debitrice (esemplificativamente quando il fideiussore riveste la qualità di socio della società debitrice e/o di amministratore della stessa etc.). (Dario Finardi) (riproduzione riservata)

Il fideiussore per avvalersi della tutela di cui all’art. 1956 c.c., deve essere meritevole della stessa essendo pertanto gravato di un duplice onus probandi: sia del requisito oggettivo della concessione da parte della creditrice, di nuovo credito al debitore, sia del requisito soggettivo della consapevolezza della creditrice del significativo peggioramento della condizione patrimoniale del debitore. Non può considerarsi raggiunta dal fideiussore la prova del requisito soggettivo, quando i dati dallo stesso forniti sono equivoci, ovvero permettono solo di capire che la creditrice conosceva la tensione finanziaria della debitrice. Di tal ché nell’ambito di un rapporto pluriennale di conto corrente e apertura di credito, la prosecuzione dello stesso da parte della Banca, continuando a mantenere a favore del correntista la somma convenuta, non è contrario a buona fede (essendo per altro un obbligo contrattuale) e parimenti la conoscenza della Banca di alcuni insoluti del debitore non è elemento sufficiente per revocare il rapporto. La concessione di nuovo credito da parte del creditore ai sensi dell’art. 1956 c.c. assume rilevanza rispetto alla liberazione del fideiussore, soltanto nei casi in cui si traduca in una violazione del dovere di solidarietà contrattuale gravante sul creditore, nella cui osservanza trova realizzazione l’obbligo del creditore di comportarsi secondo il canone della buona fede nell’esecuzione del contratto di garanzia. (Dario Finardi) (riproduzione riservata) Tribunale Verona, 10/09/2013.


Contratto autonomo di garanzia e fideiussione a prima richiesta - Sequestro Giudiziario - Esclusione..
La richiesta di sequestro giudiziario del documento contenetene una fideiussione a prima richiesta stipulata tra il ricorrente ed un istituto di credito (terzo) non può trovare accoglimento poiché il contratto autonomo di garanzia è caratterizzato dall’assenza di una controversia accessoria necessaria per il vincolo di strumentalità tra la misura cautelare reale richiesta ed il giudizio di merito. (Nel caso di specie, l'obbligazione della banca garante è del tutto autonoma rispetto all'obbligo principale di prestazione, essendo qualitativamente diversa da quella garantita e non necessariamente sovrapponibile ad essa. L’assenza di accessorietà sarebbe svilita dall’ammissibilità di una misura cautelare tesa a paralizzare proprio quel risultato che costituisce la ratio dell’istituto) (negli stessi termini, Ord. Trib Lecce, Sezione Distaccata di Tricase, Antonazzo-Solera del 7 marzo 2012; Ord. Trib Prato 30 maggio 2011, RG 8/11, inedite). (Gabriele Positano) (riproduzione riservata) Tribunale Lecce, 25/10/2012.


Durata della fideiussione e prescrizione dell'azione del creditore. Fideiussione - Durata - Correlazione all'integrale adempimento dell'obbligazione principale - Termine di prescrizione dell'azione del creditore nei confronti del fideiussore..
Nell’ipotesi in cui la durata di una fideiussione sia correlata non alla scadenza dell’obbligazione principale, ma al suo integrale adempimento, l’azione del creditore nei confronti del fideiussore non è soggetta al termine di decadenza previsto dall’articolo 1957 c.c.. (Gianluigi Morlini) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 18/10/2012.


Clausola di deroga alla tutela del fideiussore, fattispecie. Garanzie - Fideiussione - Deroga alla norma dell’art. 1957 - Clausola. .
La clausole per cui «i diritti derivanti alla banca dalla fideiussione restano integri fino a totale estinzione di ogni suo credito verso il debitore» principale importa deroga alla tutela del fideiussore, come disposta dall’art. 1957 c.c.. (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Tribunale Reggio Emilia, 12/10/2012.


Diritto bancario – Exceptio doli – Eccezione – Cause legittimanti..
L’exceptio doli, strumento disposizione della banca per bloccare l’incasso della garanzia, si legittima ove sussistano prove evidenti e sicure della mala fede del beneficiario, ovvero nell’ipotesi in cui la richiesta di escussione risulti prima facie abusiva o fraudolente. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 14/05/2012.


Fideiussione – Accessorietà – Contratto principale – Risoluzione giudiziale – Inefficacia di riflesso..
In applicazione della regola simul stabunt simul cadent, la fideiussione bancaria rilasciata a garanzia del pagamento previsto da un contratto di fornitura di un prefabbricato giudizialmente risolto, deve considerarsi priva di efficacia. (Giovanni Carmellino) (riproduzione riservata) Tribunale Novara, 14/05/2012.


Fideiussione bancaria - Pagamento su semplice richiesta - Natura di contratto autonomo di garanzia..
Appartiene al genere dei contratti autonomi di garanzia la fideiussione bancaria contenente clausola che obbliga la banca al pagamento dell'importo garantito su semplice richiesta scritta del creditore, a mezzo raccomandata r.r., rimossa ogni eccezione anche in ordine al rapporto sottostante. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13/12/2011.


Contratto autonomo di garanzia - Esclusione - Inibitoria - Ricorso d'urgenza - Chiusura delle linee di credito - Periculum in mora - Esclusione..
Non è ravvisabile il c.d. periculum in mora idoneo a giustificare l'inibitoria dell'escussione di un contratto autonomo di garanzia nel pericolo di chiusura delle linee di credito di cui gode il debitore, potendo ciò verificarsi solo quale conseguenza della segnalazione del debitore ricorrente presso la Centrale Rischi della Banca d'Italia, segnalazione che può essere evitata attraverso il pagamento degli importi in contestazione. (Francesco Mainetti) (riproduzione riservata) Tribunale Roma, 13/12/2011.


Alienazione di partecipazione, mancata richiesta di autorizzazione ex art. 1956 c.c. e liberazione del fideiussore. Garanzie – Fideiussione – Applicazione della disciplina dell’art. 1956 c.c. – Fattispecie di fideiussore che cessa di essere socio della società debitrice – Ricorrenza..

La mancata richiesta, da parte della banca garantita, della speciale autorizzazione prevista dalla norma dell’art. 1956 c.c. comporta la liberazione del fideiussore, se questi ha nel frattempo alienato la partecipazione prima posseduta nella società debitrice principale. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò)

ABF Napoli, 18/04/2011.


Eccezione di liberazione del fideiussore e onere della prova. Garanzie – Fideiussione – Fattispecie di cui all’art. 1956 c.c. – Onere della prova dell’avvenuto peggioramento delle condizioni patrimoniali del debitore principale – In capo al fideiussore..
Il fideiussore, che sostiene la propria liberazione per non essere stato richiesto di autorizzare l’ulteriore finanziamento concesso al debitore principale, è onerato della prova del sopravvenuto peggioramento delle condizioni patrimoniali di quest’ultimo. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Roma, 07/02/2011.


Fideiussione per ogni credito verso il debitore e indicazione dell'ammontare massimo della garanzia. Garanzie – Fideiussione – Per ogni credito verso il debitore principale – E senza interpello preventivo – Validità..
Se viene precisato l’ammontare massimo della somma per la quale la garanzia viene assunta, è valida la fideiussione prestata per qualunque credito nei confronti del debitore principale e in rapporto a qualsiasi genere di operazione, pure in mancanza di preventivo interpello del fideiussore da parte della banca garantita. (Studio legale Dolmetta, Salomone, Schilirò) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 11/01/2011.


Nullità della fideiussione rilasciata alla banca a garanzia di mutuo garantito da ipoteca su beni oggetto di precedente donazione. Fideiussione rilasciata alla banca dal padre a garanzia di tutte le obbligazioni del figlio - Previsione di solidarietà e indivisibilità dell'obbligazione fideiussoria nei confronti dei successori ed aventi causa del fideiussore - Successivo mutuo con garanzia ipotecaria di beni in precedenza donati dal padre al figlio - Illiceità della fideiussione ai sensi dell'articolo 1344 c.c. costituendo la stessa il mezzo per eludere l'applicazione della norma imperativa di cui all'articolo 549 c.c. - Sussistenza..
È nulla per illiceità della causa (art. 1344 c.c.) la fideiussione rilasciata alla banca dal padre a garanzia di tutte le obbligazioni del figlio, la quale preveda la solidarietà ed indivisibilità dell'obbligazione fideiussoria nei confronti dei successori ed aventi causa dal fideiussore e venga rilasciata poco prima dell’erogazione al figlio, da parte della stessa banca, di un finanziamento, di importo pari alla fideiussione, garantito da ipoteca sui beni in precedenza donati dal padre al figlio. Detta fideiussione è, infatti, in contrasto con la norma imperativa di cui all'art. 549 c.c., in quanto avrebbe l’effetto di dissuadere il legittimario erede dal promuovere l'azione di riduzione, posto che l'incremento patrimoniale che deriverebbe dal vittorioso esperimento di detta azione sarebbe vanificato dal debito portato dall'obbligazione di garanzia. (Andrea Gibelli) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 30/11/2010.


Iscrizione di ipoteca e responsabilità della banca. Responsabilità della banca - Fideiussione - Escussione del garante - Diligenza, correttezza e buona fede - Violazione - Sussistenza.

Responsabilità della banca - Adempimento delle obbligazioni - Diligenza dell'operatore qualificato - Necessità..
E' contrario ai principi di diligenza, correttezza e buona fede il comportamento della banca che avendo concordato con due società cui aveva revocato gli affidamenti un graduale rientro delle esposizioni, dopo aver constatato il mancato rispetto del piano ed invitato i debitori principali ed i garanti all'immediato versamento del dovuto, ha proceduto, prima ancora di verificare l'avvenuta ricezione dell'invito al rientro da parte del garante e di notificare allo stesso l'ingiunzione di pagamento, ad iscrivere ipoteca legale sui beni del medesimo ed inviato alla Centrale Rischi della Banca d'Italia la relativa segnalazione. (Franco Benassi) (riproduzione riservata)

Il dovere di diligenza nell'adempimento delle obbligazioni imposto dall'art. 1176 cod. civ. deve essere letto con particolare rigore laddove una parte contrattuale sia un Istituto di Credito e ciò in considerazione della professionalità che è legittimo pretendere da coloro che gestiscono la raccolta del risparmio e l'esercizio del credito. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Mantova, 06/04/2006.