Massimario di Diritto Bancario


CESSIONE DEI CREDITI

Cartolarizzazione e prova agevolata del credito bancario ex art. 50 T.U.B.. Credito bancario - Cessione nell'ambito di operazione di cartolarizzazione - Prova agevolata del credito ex art. 50 T.U.B..
Alla società che agisce in sede monitoria per far valere un credito bancario di cui si sia resa cessionaria nell’ambito di un’operazione di cartolarizzazione non è necessaria la produzione di tutti gli estratti conto dall’inizio alla fine del rapporto in quanto la prova agevolata del credito bancario, prevista dall’art. 50 del T.U.B., deve ritenersi utilizzabile anche da parte della stessa, sempre che l’estratto conto certificato sia stato rilasciato dalla banca cedente. (Paolo Bontempi) (riproduzione riservata) Tribunale Ravenna, 08/03/2018.


Notifica della cessione dei crediti ex art. 58 Tub e voto nel concordato preventivo. Procedimento di concordato preventivo – Voto espresso da cessionario del credito – Mancata prova dell’avvenuta cessione del credito – Difetto di legittimità del votante – Silenzio assenso.
In materia di cessione dei crediti ex art. 58 Tub, ancorché la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale dell’intercorsa cessione produca per i debitori ceduti gli effetti indicati dall’articolo 1264 del Codice Civile, è comunque onere del cessionario dimostrare la propria legittimazione, fornendo gli elementi per verificare l’intervenuta cessione del credito, non essendo possibile raggiungere tale prova mediante la verifica della sussistenza contemporanea dei requisiti per l’identificazione dei crediti oggetto di cessione come indicati nella Gazzetta Ufficiale.
 
In difetto di prova di tali elementi, il cessionario non è legittimato al voto nel concordato preventivo, fermi restando gli effetti del silenzio assenso di cui all’art. 178 legge fall. vigente ratione temporis. (Riccardo Rocca) (riproduzione riservata) Tribunale Padova, 03/06/2016.


Cessione del credito e comunicazione a mezzo raccomandata degli elementi costitutivi e identificativi del negozio. Cessione del credito – Conoscenza dell’avvenuta cessione ex art. 1264, comma 2, c.c. – Comunicazione a mezzo raccomandata – Idoneità..
Costituisce idonea notizia della mutata titolarità del credito, come tale costitutiva del carattere non liberatorio del successivo pagamento effettuato dal ceduto al cedente, la comunicazione a mezzo raccomandata semplice degli elementi costitutivi e identificativi del negozio di cessione (senza la contestuale trasmissione di copia del relativo atto). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) Cassazione civile, sez. III, 05/02/2013.


Cessione di credito ipotecario in pendenza di pignoramento ed efficacia dell’annotazione della cessione. Cessione credito ipotecario – Annotazione cessione nei RR.II. – Necessità – Annotazione successiva alla trascrizione del pignoramento – Irrilevanza..
In sede di esecuzione individuale, in caso di cessione di un credito ipotecario successiva al pignoramento, il cessionario può far valere il grado ipotecario connesso al credito qualora abbia eseguito l’annotazione della cessione ai sensi dell’art. 2843 c.c., pur se l’annotazione abbia luogo in data successiva alla trascrizione del pignoramento, atteso che la ratio della disposizione dell’art. 2916 c.c. (che sancisce l’inefficacia – ai fini della distribuzione del ricavato – delle iscrizioni intervenute dopo il pignoramento) è da ravvisarsi nell’esigenza di evitare il pregiudizio derivante da atti successivi alla trascrizione del pignoramento, incidendo invece l’annotazione unicamente sotto il profilo della titolarità soggettiva del credito ipotecario già esistente. (Valerio Colandrea) (riproduzione riservata) Tribunale Santa Maria Capua Vetere, 08/01/2013.


Mutuo e finanziamento in genere – Cessione del quinto dello stipendio – Estinzione anticipata – Oneri economici – Commissioni up front – Diritto del cliente alla restituzione – Insussistenza – Commissioni recurring – Diritto del cliente alla restituzione in ragione della durata residua del finanziamento – Sussistenza..
In caso di estinzione anticipata di un finanziamento con cessione del quinto dello stipendio, il cliente non ha diritto alla restituzione delle commissioni addebitate per una prestazione già eseguita (up front) e riferita al momento della conclusione del contratto. Diversamente, ha diritto alla restituzione, in misura proporzionale al tempo non goduto, delle commissioni applicate in un’unica soluzione a fronte di prestazioni continuative lungo l’intera durata del rapporto (recurring). (Aldo Angelo Dolmetta) (riproduzione riservata) ABF Napoli, 21/09/2012.


Anticipazioni in conto corrente e opponibilità alla procedura del patto di compensazione. Concordato preventivo - Anticipazioni su ricevute bancarie in conto corrente - Ricevute incassate dalla banca dopo l'ammissione del correntista alla procedura di amministrazione controllata - Compensazione con altri crediti della banca verso il correntista poi fallito - Legittimità - Condizioni e limiti..
In tema di anticipazione su ricevute bancarie regolata in conto corrente, se le relative operazioni siano compiute in epoca antecedente rispetto all'ammissione del correntista alla procedura di amministrazione controllata, è necessario accertare, qualora il correntista - successivamente ammesso al concordato preventivo - agisca per la restituzione dell'importo delle ricevute incassate dalla banca, se la convenzione relativa all'anticipazione su ricevute regolata in conto contenga una clausola attributiva del "diritto di incamerare" le somme riscosse in favore della banca (cd. patto di compensazione o, secondo altra definizione, patto di annotazione ed elisione nel conto di partite di segno opposto); solo in tale ipotesi, difatti, la banca ha diritto a "compensare" il suo debito per il versamento al cliente delle somme riscosse con il proprio credito, verso lo stesso cliente, conseguente ad operazioni regolate nel medesimo conto corrente, a nulla rilevando che detto credito sia anteriore alla ammissione alla procedura concorsuale ed il correlativo debito, invece, posteriore, poiché in siffatta ipotesi non può ritenersi operante il principio della "cristallizzazione dei crediti", con la conseguenza che nè l'imprenditore durante l'amministrazione controllata, nè gli organi concorsuali - ove alla prima procedura ne sia conseguita altra - hanno diritto a che la banca riversi in loro favore le somme riscosse (anziché porle in compensazione con il proprio credito) (1). (massima ufficiale) Cassazione civile, sez. I, 01/09/2011.


Cessione del credito e legittimazione passiva della banca. Cessione di crediti in sofferenza – Cartolarizzazione – Cessione del contratto – Esclusione – Azione di ripetizione di somme versate dal cliente in forza di clausole dichiarate nulle – Legittimazione passiva della banca – Sussistenza..
La cessione del credito ai fini della cartolarizzazione ai sensi della legge 30 aprile 1999, n. 130, non comporta il venir meno della legittimazione passiva della banca rispetto all’azione di restituzione di somme versate a titolo di interessi in forza di clausole contrattuali dichiarate nulle. (Franco Benassi) (riproduzione riservata) Tribunale Palermo, 04/11/2008.